Visualizzazione post con etichetta Live. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Live. Mostra tutti i post

25/07/22

Trent Reznor e Nine Inch Nails


I need your discipline
I need your help
You know once I start I cannot help myself


"E' tutta colpa nostra, dopo tutto: Non siamo questi esseri illuminati, qui per prenderci cura gli uni degli altri e pensare al nostro ruolo benevolo nell'universo, come protettori e creatori - Siamo solo una fottuta mutazione e un incidente di percorso".

Trent Reznor, dopo tutto, non è un uomo da vita tranquilla. È il ragazzo che ha scoperto e allevato Marilyn Manson; che ha creato il punto di riferimento del noir-rock tecnologico, The Downward Spiral del 1994, nella casa in cui è stata uccisa Sharon Tate dalla family Manson; che è sopravvissuto a un'overdose di eroina nel 2000 in preda a una delle autodistruzioni più preordinate del rock, scambiando pura eroina cinese per cocaina; che ha collaborato con David Bowie e Peter Murphy raccogliendone lodi e amicizia, oltre che ad un altra miriade di artisti. 

All'età di 53 anni Trent Reznor resta un fottutissimo genio.

10 anni dal Light in the Sky Tour
Con oltre 40 tonnellate di illuminazione e attrezzature per palcoscenico, centinaia di luci a LED, una serie impressionante di macchine professionali e su misura che eseguono software VJ commerciale arcaico e standard, tre diversi sistemi video e una serie di sensori e telecamere, il Light in the Sky Tour dei N.I.N. del 2008 fu una sfarzosa esibizione di stregoneria techno.

Il nucleo dello spettacolo consisteva in un sofisticato trio di schermi "invisibili" trasparenti, che venivano alzati e abbassati durante la performance, permettendo ai musicisti di interagire direttamente con le immagini sugli schermi, grazie a una sofisticata gamma di sensori e telecamere. Le azioni di N.I.N. innescavano luci ed effetti: il palcoscenico era un'estensione visiva metafisica della band e della loro musica. In questo incredibile show furono rifatte canzoni come The Big Come Down, GhostsIV, 10.000, Discipline, Survivalism, Wish e altre ancora che confrontate con le versioni studio brillano di luce esplosiva e sono ancora oggi fresche e attuali








Nine Inch Nails Fans Top 25 Favorite Songs Live




13/02/22

The Clash Live in Torino 1980




3 giugno 1980, Stadio Dell'Atletica (Parco Ruffini) di Torino. I Clash si esibiscono nella loro formazione originale invitati alla Festa dell'Unità, dopo il leggendario concerto del 1 Giugno in Piazza maggiore a Bologna.



London Calling The Guns of Brixton Train in Vain (White Man) In Hammersmith Palais Spanish Bombs Jail Guitar Doors Bored With the USA Complete Control 



04/05/21

Altro che Billionaire. The Cramps Live at Napa State Mental Hospital (Part 1 & 2)

 

" Qualcuno mi ha detto che siete pazzi, ma non ne sono così sicuro. Mi sembra che stiate tutti bene! "

I Cramps erano in tour a New York  e decisero di suonare dal vivo gratis per i pazienti del State Mental Hospital di Napa, California, il 13 giugno 1978. Con loro si esibirono anche i Mutants, altra cult band di S. Francisco, in quello che sarà per sempre conosciuto come uno dei concerti più leggendari e famigerati nella storia del punk.

 




09/07/18

"Big" Joe Jackson: The Best

Nell’arco di un anno e di due albums Joe Jackson diventò uno degli inglesi più promettenti delle ultime generazioni. Londinese, sempre innamorato follemente della sua città: Look Sharp e I’m the Man , le sue prime produzioni, ebbero un enorme successo.


segui il link
I'm the Man: Joe Jackson, un uomo in vista











28/06/18

Concert For The People Of Kampuchea

 Hammersmith Odeon di Londra, Regno Unito  26 / 29 dicembre 1979





Furono il ​​segretario generale dell' O.N.U. dell'epoca, l'ex nazista Kurt Waldheim e Paul McCartney a mettere insieme questi quattro concerti a Londra nel dicembre 1979 per aiutare la popolazione della Kampuchea (ex Cambogia) e  a favore delle vittime di guerra del paese asiatico. Presumibilmente, l'uscita del disco fu poi ritardata a causa della difficoltà di ordinare i nastri, mixarli e quindi negoziare le rinunce sui diritti con le molte etichette discografiche coinvolte, ma questo doppio LP meritava di essere pubblicato. Tra i punti salienti: un lato completo dei Who, aperto dalla straordinaria Baba O'Riley, il grande assolo al sax di Davey Payne su Hit Me with Your Rhythm Stick di Ian Dury; la voce di Chrissie Hynde che accende i Pretenders, su Precious; Robert Plant dei Led Zeppelin sul classico rock Little Sister, supportato dall'efficiente band Rockpile; i Queen, con Freddy Mercury impegnato in una deliziosa call-and-response con la folla su Now I'm Here, più hard che mai. I Clash con il reggae rivoluzionario di Armagideon Time, e gli Specials, che contribuiscono con una super Monkey Man. Elvis Costello & the Attractions brillano con The Imposter. Da riscoprire, senz'altro.

TRACKLIST:

"Little Sister"
"Baba O'Riley"
"Sister Disco"
"Behind Blue Eyes"
"See Me, Feel Me"
"The Wait"
"Precious"
"Tattooed Love Boys"
"The Imposter"
"Crawling from the Wreckage"
"Now I'm Here"
"Amagideon Time"
"Hit Me With Your Rhythm Stick"
"Monkey Man"
"Got to Get You into My Life"
"Every Night"
"Coming Up"
"Lucille"
"Let It Be"
"Rockestra Theme"



 

24/04/18

Final Damnation (The Damned Live in London '88)

 Registrato al Town & Country Club di Londra il 13 giugno 1988. Originariamente pubblicato nell'agosto 1989 da Essential, e in seguito è stato ripubblicato in DVD




"See Her Tonite"
"Neat Neat Neat"
"Born to Kill"
"I Fall"
"Fan Club"
"Fish"
"Help!"
"New Rose"
"I Feel Alright"
"I Just Can't Be Happy Today"
"Wait For The Blackout"
"Melody Lee"
"Noise Noise Noise"
"Love Song"
"Smash It Up" (Parts 1 & 2)
"Looking At You"
"The Last Time"

EVIL SPIRITS download


 


14/03/18

What's not to Love?: Ian McKellen e i Fleshtones, 1987

Il revivalismo degli anni '80 può essere fatto male e può essere fatto bene. Quelli abbastanza grandi da ricordare il decennio sembrano essere nella posizione migliore per ricrearlo, ma il successo di Stranger Things offre un eccellente controesempio. I fratelli Duffer hanno fatto un meraviglioso lavoro di evocazione dell'aspetto e delle sensazioni della metà degli anni '80, costruendo un collage di una dozzina di film dell'epoca, da E.T. a film più oscuri. Tuttavia, quando si parla di musica, il retrò degli anni '80 tende a limitarsi alla diffusione del rap, all'electro, il synthpop di Gary Numan e dei Duran Duran o all'hair metal pacchiano dei Mötley Crüe. Manca però assolutamente il revivalismo significativo degli anni '60, emerso in quel periodo. Garage, surf e psych rock e i suoni jangly dei The Byrds hanno ispirato REM, B52s, Replacements, House of Love e Fleshtones, una band di New York, molto apprezzata anche nell'underground anche nel nostro paese (e di cui parleremo più avanti) band affascinata da Andy Warhol e dalla sua arte soprattutto degli anni '60. Quando Warhol approdò alla TV negli anni '80 con il suo spettacolo di varietà su MTV scelse i Fleshtones come band di supporto per la star del cinema Ian McKellen, un match-up che rappresenta un altro segno distintivo della cultura pop anni '80 - la giustapposizione postmoderna di generi, stili e registri - che vide Warhol pioniere 20 anni prima, portando nella scena artistica kitsch, lattine di zuppa serigrafate, e i Velvet Underground.

"Il lavoro televisivo di Warhol trasformò questo impulso in un circo multimediale caratterizzato da l'alto e il basso, il ricco e il famoso, gli artisti affermati e le stelle nascenti ", afferma Geralyn Huxley, curatore del Museo Warhol. In questo esempio particolarmente calzante, McKellen e Fleshtones portano il Sonetto 20 di Shakespeare, What's not to Love? (Cosa non è da amare?) a un pubblico giovane e alla moda, negli studi di MTV nel 1987. Punti forti del filmato, Ian McKellen, giovane, caldo e già follemente talentuoso e i membri della band che indossano le fantastiche mode New Wave dell'epoca. Per gli studiosi seri del decennio, un documento visivo essenziale.

Sappiamo bene che IAN MCKELLEN è famoso per l'interpretazione di Gandalf nella trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson e nella trilogia di Lo Hobbit, sempre nei panni di Gandalf, e per il ruolo di Magneto in X-Men, ma McKellen è un grande attore di teatro arrivato tardi al cinema. Tra quelli che abbiamo apprezzato di più, Demoni e dei (Gods and Monsters), di Bill Condon (1998) in cui interpreta il famoso regista di film horror degli anni '30 James Whale, passato in Italia quasi inosservato, L'allievo di Bryan Singer (1998) e Mr. Holmes - Il mistero del caso irrisolto (Mr. Holmes), di Bill Condon (2015).
 




Spesso etichettati come revivalist di garage-rock, i Fleshtones amano mixare i suoni di organo Farfisa e fuzz-guitar di quel genere con rockabilly anni '50 e '60, R & B, in un potente mix retrò che il gruppo ama(va) chiamare "Super Rock". " I Fleshtones si uniscono nel 1976 nel Queens con il cantante / tastierista Peter Zaremba, il chitarrista Keith Streng, il bassista Jan Marek Pukulski, e il batterista Bill Milhizer, con l'idea di restituire il rock and roll alla semplicità e alla spontaneità degli anni '50 e dei primi anni ' 60s.
Il gruppo si adattava bene alla scena punk e new wave newyorkese, e il primo singolo, "American Beat", attirò l'attenzione dell'etichetta indipendente Red Star , per passare poi all' I.R.S. L'EP di debutto, Up-Front, viene pubblicato nel 1980, seguito da "Roman Gods" e "Blast Off!"
Nel 1983 il gruppo produce Hexbreaker, continuando a registrare per tutti gli anni '80, mentre viene pubblicato Powerstance nel 1992 e Beautiful Light nel 1994. Mentre la popolarità del gruppo è scesa nella seconda metà degli anni '90, nel 2003 firmano per la potente etichetta indie Yep Roc Records pubblicando Do You Swing, accolto molto bene dalla critica. Un altrettanto solido seguito è stato Beachhead, pubblicato nel 2005.
I Fleshton continuano ancora oggi a registrare ed esibirsi con uno spirito, una passione e un'energia che poche band possono superare.

Il live che possiamo vedere qui sotto è dello stesso tour che li portò nell'1987 anche a Napoli, (sopra il biglietto d'ingresso che custodisco gelosamente) in un concerto ancora ben impresso nella memoria.

 I Fleshtones all'Ethos Club, Gabicce Mare, Italia, 12 luglio 1987.








12/03/18

David Byrne al Late Show di Stephen Colbert: spettacolare

Consideriamo David Byrne un genio,  Talking Heads è stato uno dei gruppi capisaldi della nostra intera vita musicale, come testimoniano le molte pagine a loro dedicate su questo blog. Byrne è tornato e lo scorso venerdì è stato ospite al Late Show di Stephen Colbert, dove oltre a parlare col conduttore del nuovo album American Utopia, a 14 anni dal precedente disco, si è esibito in una spettacolare versione di Everybody’s Coming to My House, il primo singolo estratto dall'album e disponibile in streaming gratuito sul suo sito davidbyrne.com.,  con lo stesso Colbert che si è unito alla coreografia dei musicisti. Molti dei brani sono stati scritti e prodotti insieme a Brian Eno – Byrne ha anche parlato dell’idea di scrivere un musical sul genero-consigliere di Trump Jared Kushner –

Tre date italiane del tour, la prossima estate, il 19 luglio a Ravenna, il 20 luglio a Perugia per Umbria Jazz e il 21 luglio a Trieste. American Utopia  riporta Byrne verso i Talking Heads della seconda parte della loro carriera, per quanto riguarda i suoni. Per i testi, Byrne ha ragione: 
molti di noi non sono molto soddisfatti del mondo che abbiamo realizzato. Ci guardiamo intorno e ci chiediamo: dobbiamo continuare a vivere in questo modo? Non c’è altra via possibile? Queste canzoni hanno molto a che fare con quello sguardo e con quelle domande.




03/02/18

Agent of Change , dal Regno Unito un principio di civiltà.. musicale

Il governo britannico ha detto che vuole trasformare in legge il principio conosciuto nel Regno Unito come “Agent of Change”, che prevede che la persona o la società responsabile di un cambiamento urbanistico abbia la responsabilità di adattarsi al contesto locale. È un principio sostenuto principalmente dalle associazioni che rappresentano i locali di musica dal vivo, perché nella pratica significa che se viene approvata la costruzione di un nuovo condominio residenziale vicino a un locale in cui si fanno concerti, per esempio, il progetto deve prevedere una forma di isolamento acustico, in modo che non sia il locale a dover chiudere per le lamentele dei nuovi residenti. Vale anche al contrario: se un locale adibito a concerti vuole aprire in una zona residenziale, deve assicurarsi che il livello di emissioni sonore non aumenti.

Il principio, che è stato promosso da un’attiva campagna a cui hanno partecipato tra l’altro Nick Mason dei Pink Floyd, Billy Bragg e Glen Matlock dei Sex Pistols, ha l’obiettivo di tutelare i locali notturni e che fanno musica dal vivo nel Regno Unito, che negli ultimi anni hanno chiuso in massa. Soltanto a Londra hanno chiuso il 50 per cento delle discoteche negli ultimi cinque anni, e dei 430 locali da concerti attivi nel 2007, nel 2015 ne erano rimasti aperti solo 245, secondo i dati riportati da BBC. Tra i più famosi locali di Londra ad avere chiuso recentemente ci sono il Passing Clouds, il Public Life, il Dance Tunnel e il Coronet. Secondo MusicWeek, nel Regno Unito ha chiuso il 35 per cento dei locali da concerti negli ultimi dieci anni. C’entra in parte un minore interesse generale per la musica dal vivo, ma in moltissimi casi i locali – che possono essere anche discoteche – hanno chiuso per le lamentele sul rumore notturno sporte dai residenti.

 
A negoziare con il governo per l’approvazione del principio dell’Agent of Change è stata UK Music, un’associazione britannica che rappresenta il settore discografico e della musica dal vivo. Il deputato laburista ed ex ministro John Spellar aveva già presentato una proposta di legge al riguardo, ma non ce n’è stato bisogno, perché il governo ha deciso di accogliere le richieste. Sajid Javid, ministro per la Casa, che si occupa quindi delle politiche abitative nel Regno Unito, ha detto: «I locali di musica dal vivo hanno un ruolo fondamentale nelle nostre comunità, aggregando le persone, contribuendo alle economie locali e sostenendo la cultura musicale tra le persone. Ho sempre ritenuto ingiusto che spetti alle sale da concerto più vecchie risolvere i problemi legati al rumore, quando le imprese decidono di costruire nei paraggi. (…) Sono lieto di avere l’opportunità di riparare a questo torto, e dare più serenità a chi si trasferisce in una nuova proprietà».

Tra quelli che si sono complimentati con il governo britannico c’è stato anche Sadiq Khan, sindaco di Londra e avversario politico dei conservatori, che ha scritto su Twitter di essere lieto che il principio che lui aveva già messo nel suo programma elettorale sarà applicato a tutto il paese.
 
 
MusicWeek/Post
 
 
 

29/01/18

Mille grazie a David Zard

David Zard  (06/01/1943 - 27/01/208) fu il primo che, dopo la triste stagione del caos, della violenza, della tensione ai concerti in Italia, con gli autonomi sempre pronti a sfondare i cancelli in nome dell'autoriduzione, della musica libera e di tutti,  alla fine degli anni Settanta aprì una nuove stagione di grandi live nel nostro paese. Da Frank Zappa ai Rolling Stones, da Madonna a Michael Jackson, dai Genesis a Lou Reed, Cat Stevens, Bob Dylan, Pink Floyd, Duran Duran,  i giovani italiani poterono di nuovo assistere negli stadi a concerti di altissimo livello. Un visionario, sicuramente, e non uno squalo della musica, interessato solo al profitto. Anche io, come dimostrano i ticket qui sotto, ho da dirgli mille grazie, David..








02/01/18

Dalle tombe al mainstream. Ecco a voi il 2018! Bauhaus Live 1998


31/12/2017
Lavoro pressante, con aspettative sempre troppo alte. E poi, bilanci esistenziali, il clichè per cui durante le festività nataliziea bisogna essere tutti felici. Un mix esplosivo di sentimenti e condizioni, che alcuni chiamano il Christmas Blues. L'obbligo di dover festeggiare che si percepisce e che deriva dall'idea stereotipata del Natale e del Capodanno, veicolata soprattutto dai media e dalla pubblicità. E allora vai con il senso di tristezza e depressione,  disturbi vari e attacchi di panico. E' una sorta di 'effetto post partum natalizio', diceono gli esperti. Ma noi, di fronte alle feste ed ai rituali, ce ne freghiamo.. E contrapponiamo al Capodanno istituzionale con feste chiassose, concerti in piazza con le solite mummie imbalsamate, balli con musica disco che ci rivolta, botti e pistolettate varie, una buona cena tra gli intimi, tanta birra scura, vino bianco, candele e tanto, tanto..buon vecchio Goth.
Sul Goth abbiamo letteralmente messo una pietra tombale con questo post di un pò di tempo fa, con tanto di glossario e playlist, ma vogliamo chiudere quest'anno con una delle band della nostra formazione. Non mi dilungo: i primi giri di basso che ho cercato di riprodurre sono proprio quelli di David J dei Bauhaus. Buon anno comunque a tutti, e se vi va, godetevi questo live del 1998, registrato all'Hammerstein Ballroom di New York City, il 9 e 10 Settembre. CHEERS!!!!

03/11/17

Dead Kennedys Live CrossRoads Roma




Le bellissime foto di Roberto Scorta del concerto dei Dead Kennedys al CrossRoads di Roma 28-10-2017  - (click per ingrandire)
Noi c'eravamo!





Opening



Fun


DH Peligro


Bay Ray Guitar


Skipp & Ray


Skip


Bay Ray



Fun


Klaus & Ray



Skip


D. K.






 

14/03/17

The Who al Cow Palace di S. Francisco: uno degli eventi più bizzarri negli annali del Rock'n'Roll

Nel 1973 gli Who erano all'apice della loro carriera: erano in classifica in tutto il mondo dopo l'uscita del concept Quadrophenia. Per il tour europeo erano state aggiunte quattro date supplementari a Londra: nelle precedenti esibizioni nella capitale britannica non erano riusciti a soddisfare la grande richiesta di biglietti. Poi partirono a Novembre per gli Stati Uniti. Per la data del 20 novembte 1973 al Cow Palace di S. Francisco  si registrarono otto ore di fila per entrare: i tickets per i 13.500 posti a sedere volarono in quattro ore, tre settimane prima del concerto. I Lynyrd Skynyrd erano stati scelti per l'apertura dello show per tutte le date del tour. Scott Halpin, un ragazzo di 19 anni, grandissimo fan della band, aveva comprato il biglietto da un bagarino.. grazie al quale si trovò al centro di uno degli eventi più bizzarri nella carriera della band e della sua vita.

Nonostante il successo planetario, la band di Pete Townshend era sempre al centro dell'attenzione per le intemperanze soprattutto di Keith Moon e John Entwistle, che regolarmente sfasciavano le stanze degli alberghi in cui erano ospitati, dopo aver sfasciato gli strumenti sul palco durante gli show con il resto del gruppo.

Bisogna sottolineare che gran parte della scaletta suonata durante le prime fasi dello show a S. Francisco era stata degna della fama degli Who: le linee di basso che John Entwistle incrociava con le schitarrate di Pete Townshend davano un'energia maniacale alle canzoni, e anche Keith Moon riusciva a sostenere i brani di Quadrophenia con il suo solito brio. Tutto sembrava progrediva bene, fino a quando la band inizia Won't Get Fooled Again. Keith Moon aveva vomitato prima dell'inizio dello show, forse per lo stress, forse per gli eccessi della sera prima e per riprendersi aveva ingerito dei calmanti. Verso la fine della canzone si accasciò sullo strumento, prontamente portato fuori dai roadie, mentre il resto della band proseguiva a mò di trio. Rientrato, era evidente che non ce l'avrebbe fatta: il suo drumming era lento, sciatto, e alla fine crollò definitivamente. Con Keith ormai diretto in ambulanza verso l'ospedale, Pete cercò di spiegare al pubblico che c'era un problema, e amareggiato concluse dicendo: ".. la 'verità orribile è che senza di lui non siamo un gruppo".

Pete pensava che non era giusto interrompere il concerto, perché a quel punto la band si era ben riscaldata, ma soprattutto per tutti i fan che erano accorsi e che avevano tanto aspettato questa data.

Uno dei roadie andò da Bill Graham, il grande organizzatore di rock show, e gli disse che c'era un ragazzo che poteva dare una mano: aveva osservato tutta la scena, Keith accasciarsi sulla batteria e subito aveva detto a un responsabile della sicurezza che sì, lui poteva sostituirlo e far continuare il concerto. Rivolto al pubblico, Pete chiese se c'era qualcuno tra loro che poteva suonare la batteria.

Scott Halpin, scortato da Graham salì sul palco e si sistemò tra i tamburi. Partirono con un blues, Smoke Stacked Lighting, seguito da Spoonful, un modo per testare le capacità di Scott. Attaccarono poi una versione lunga (9 minuti) di Naked Eye. Lo show si concluse senza problemi, con Pete, Roger, John e Scott abbracciati a salutare il pubblico. Scott Halpin, inaspettatamente, aveva coronato il sogno di una vita, essere membro (temporaneo) degli Who, la sua band preferita! Scott apprezzò molto il post-spettacolo, l'ospitalità che la band gli offrì nel backstage, compresa una giacca commemorativa che gli fu offerta per ringraziarlo dei suoi sforzi, giacca che gli fu prontamente rubata, per poi scivolare di nuovo nel dimenticatoio. Non sapeva che anni dopo il suo nome sarebbe finito inciso negli annali del rock 'n' roll.

Tutto fu catturato da una macchina fotografica, mentre l'intero concerto fu registrato abbastanza rozzamente su una video-camera 2 in bianco e nero. Il filmato, venuto fuori 30 anni dopo faceva parte dell'archivio personale di Bill Graham. La triste nota a conclusione di questa storia, è che Halpin morì nel 2008. La causa, un tumore al cervello. Aveva solo 54 anni.
Sotto il video che immortala Scott che prende posto alla batteria, mentre è possibile guardare il concerto completo su YouTube qui.








03/01/17

Terry Hall, talento e ghigno scontroso, ancora con lo skank irresistibile degli Specials

Terry Hall chiede sempre una sigaretta prima di iniziare un intervista. Non è e non è mai stato un grande chiacchierone, quindi non è imbarazzante il silenzio mentre armeggia con le sue cartine e il tabacco, la sua faccia lunga e un pò lugubre. Terry Hall è stato (ed è) il cantante degli Specials, ska band leggendaria di Coventry, e guida di tutto il movimento 2Tone, casa discografica fondata da Gerry Dammers, pazzo tastierista degli stessi Specials.

Terry lasciò il gruppo dopo che il loro singolo Ghost Town arrivò incredibilmente al numero uno nelle classifiche inglesi e appena cinque mesi dopo tornò nelle charts con i Fun Boy Three: sembrava il preludio di una gloriosa carriera, destinato a diventare uno dei più grandi frontman britannici. Invece..
Non ha mai raggiunto le vette del successo, pur avendo il talento, la voce idiosincratica e un ghigno scontroso che solo lui. Forse perché è "troppo inglese". Forse perché.. è percepito come imbarazzante, lunatico, e pieno di guai. Forse perché non ha mai baciato il culo all'America. Forse è perché in realtà è solo molto timido, e soffre di depressione.
Terry Hall si ammala di depressione, soffrendone pesantemente per anni. Si avvicina a Camden ad un operatore della carità per la salute mentale. Da qui, una difficile risalita.

Parlando degli Specials, afferma che bastava guardare una foto del gruppo per capire la dichiarazione d'intenti politica del gruppo, in tempi in cui il Regno Unito soffriva la forte presenza del Fronte Nazionale: c'erano sette musicisti sul palco, bianchi e neri e anche se non avevano esattamente le stesse convinzioni politiche erano in giro ogni sera a dire: 'Questo è quello a cui tutti noi crediamo '. L'abbandono di Terry fu dovuto agli scontri di personalità all'interno degli Specials, ma anche al fatto che aveva ritenuto che, con Ghost Town, avevano raggiunto quello che si erano proposti di fare.

Terry Hall è stato coinvolto con alcune band incredibili e ha prodotto una gamma diversificata e impressionante di lavori, con una dozzina di canzoni divenute dei classici del pop, e una serie di album superbi.
C'è quel vecchio enigma nel mondo del pop, il perché alcune band riescono a mantenere una carriera sulla base di un singolo nella Top 40; mentre altri, con più talento e fascino, scompaiono dopo una presenza di due-tre anni nelle Top Ten. I Fun Boy Three, la band formata da Terry Hall, Lynval Golding e Neville Staple,  dopo aver lasciato gli Specials, stanchi del caos, dell'abuso di alcol e droga, di anni di tour frenetici e dell'aggressività dei fan skinhead della band, è uno di questi misteri.

Il secondo (e purtroppo ultimo album dei Fun, Waiting, prodotto da David Byrne ex Talking Heads ', è quello mio preferito. Proprio in Waiting Terry parla per la prima volta degli abusi subiti da bambino, nella splendida Well Fancy That!.
 David Byrne: <<"Non ha detto niente a sua madre, non ha detto niente ai suoi amici, ma ha deciso di dirlo a tutti. ">>

con Amy, grande appassionata di Ska
L'approccio di Terry Hall ad un evento così orribile rivela qualcosa dell'essenza dell'uomo. Hall ha sempre fatto le cose a modo suo. Ha scelto il modo migliore per affrontare i propri demoni privati. E ha proseguito il suo percorso, dagli The Specials, ai Fun Boy Three, attraverso The Colourfield, Terry, Blair and Anouchka, quindi con i Vegas (con Dave Stewart). Gli Hour of two lights, è il progetto multirazziale messo su da Terry con Mushtaq, l'ex rapper dei Fun-da-Mental. Il 90% dei musicisti degli Hour non aveva mai visto l'interno di uno studio di registrazione. C'erano un cantante libanese di 12 anni, un rapper algerino cieco, un clarinettista ebreo settantenne e i Romany Rad, una band di zingari polacchi richiedenti asilo a cui avevano incendiato le case in Polonia. Ci sono state apparizioni con Tricky, Gorillaz fino alla sua carriera solista e oggi di nuovo con gli Specials.

Oggi Terry sembra relativamente felice, dopo essere passato per un divorzio, vive con una nuova compagna a Londra e due figli adolescenti. Ha scoperto che suo nonno era un orologiaio ebreo tedesco. Lo sta ancora cercando, ma ci sono storie diverse. Terry è cresciuto in un ambiente dove davvero non si sapeva  da dove si proveniva. Coventry è stata costruita da e per gli immigrati perché Londra era una città industriale in cerca di manodopera a basso costo. Crediamo che non sia un caso che un gruppo come gli Specials sia venuto fuori proprio da lì. Amiamo Terry Hall perché è uno di quegli artisti che è sempre stato in debito con se stesso, e con nessuno altro..

More Specials.rar

More Specials è il secondo album Specials, uscito nel ottobre 1980. L'album amplia il sound 2 Tone del loro debutto per includere musica lounge, jazz, soul e altre influenze. Partecipano membri delle Go-Go Belinda Carlisle, Charlotte Caffey, e Jane Wiedlin; Rhoda Dakar delle Bodysnatchers; e Lee Thompson, sax dei Madness. Questa versione rimasterizzata consente di ascoltare con chiarezza i nuovi suoni, le trame e le caleidoscopiche ambizioni, per la maggior parte costruiti da Jerry Dammers,  (l'uomo che ha inventato gli Specials, che ha dato alla band il vantaggio, che ha scritto la maggior parte delle canzoni,  responsabile per aver reso  la band davvero memorabile, e che non è stato incoraggiato a partecipare alla reunion: <<ho fondato gli Specials, e ora sono stato escluso>>,' ha detto Jerry Dammers poche settimane fa). C' era sempre stato attrito tra Dammers e Terry Hall - attrito che continua ancora oggi.

I testi, come nel precedente album, sono intensamente intrisi di politica e sociale. La desolante vita nelle periferie inglesi è ritratta in tutta la sua squallida, soffocante disperazione. La Poor Little Rich Girl fugge a Londra solo per finire nel giro dei film porno. Il volo aereo di International Jet Set è un incubo claustrofobico che termina con i passeggeri che urlano come in un incidente aereo. E l'ironia delle due versioni di Enjoy Yourself è molto scura. E 'certamente una descrizione accurata; la vita in Gran Bretagna non era molto divertente allora, non come la immaginiamo noi ora.
Con soli tre album gli Specials, parlando di razzismo, guerra illegale, di ingiustizia sociale, con l'inno a Nelson Mandela, non solo hanno aperto gli occhi della gente su quello che stava succedendo in Sud Africa, ma hanno effettivamente contibuito per creare un cambiamento a livello politico e personale.

Hall, Dammers e soci hanno dimostrato che la musica può fare la differenza ed è in grado di creare cambiamenti (in meglio) per la società.
Gli Specials (e ogni singolo membro è vitale per ciò che ha dato in questa grande band, indipendentemente da ciò che dice oggi e ancora Jerry Dammers) hanno toccato una generazione e sono importanti per la narrazione post-bellica della cultura popolare britannica e europea, come Rotten, Strummer e co.


 Sotto TERRY HALL con i Fun Boy Three al Rockpalast in Germania, con Mushtaq nel progetto The Hour of two lights e infine l'intera performance dei rinati SPECIALS, senza Gerry Dammers però, al teatro TROXY di Londra il 16 novembre del 2016, un concerto davvero esaltante e intenso. Il set  (ripreso dall'imperdibile sito mod FRED PERRY SUBCULTURE) è stato sold-out, pubblico adorante che si è crogiolato nel vedere gli eroi della propria giovinezza, mentre non meno pesante è stata la presenza delle nuove leve di audience. Gli Specials sembrano ricreare la linea del fronte politico ed emotivo più viscerale che operò durante quel periodo di cambiamenti sociali e di sconvolgimento politico, e un selvaggia, fisica esperienza di ascolto di musica dal vivo che mi sembra sia andata completamente persa dalla generazioni più giovani. Se il fragile suono "glitchy" dei produttori di musica (da camera da letto) moderna rispecchia il nostro attuale stato di isolamento elettronico, il caotico e gioioso suono ska degli Spacials riflette ancora vite vissute guancia a guancia, strofinandosi uno contro l'altra, in un indimenticabile "skank" irresistibile.







SETLIST al TROXY
Ghost Town
Do Nothing
Friday Night, Saturday Morning
Stereotype
Man at C&A
Blank Expression 
Rat Race 
Why?
Redemption Song  (Bob Marley & The Wailers cover) 
Doesn't Make It Alright 
Nite Klub 
(Dawning of a) New Era
Do the Dog  (Rufus Thomas cover)
Gangsters
Concrete Jungle
A Message to You, Rudy  (Dandy Livingstone cover)
Monkey Man  (Toots & The Maytals cover) 
Little Bitch
Too Much Too Young
Enjoy Yourself (It's Later Than You Think)  (Tommy Dorsey & His Orchestra cover) 
rientro:
Guns of Navarone  (The Skatalites cover)
All the Time in the World
You're Wondering Now  (The Skatalites cover)


06/12/16

Madness: We are London

Nella lunga estate calda del `76, il Punk esplose sulla scena musicale con rabbia, vomitando veleno e calpestando la reputazione di molte rock star dell'epoca. Ma mentre i Sex Pistols registravano il loro primo demo, tre ragazzi di Camden Town si divertivano a suonare cover dei loro idoli, pezzi di Fats Domino, dei Coasters e altri. Mike Barson, Chris Foreman e Lee Thompson erano vecchi compagni di scuola che avevano trascorso gran parte del loro tempo libero a colorare di graffiti ogni mattone lasciato incustodito e treni merci. Mike aveva abbandonato la Hornsey Art College e suonava il pianoforte per sedare la noia, mentre il fratello Danny era il cantante dei Bazooka Joe. Lee Thompson aveva una dubbia reputazione, ed era inseguito da una serie di comparizioni in tribunale.
 "E' stato un privilegio e una fortuna aver incontrato Chris e Mike, voglio dire prima di incontrarli, andavo in giro con un tizio, Bobby e ci siamo messi in qualche guaio piuttosto serio", spiega Lee, che iniziò ad imbracciare il Sax.
Chrissy Boy Foreman aveva comprato la sua prima chitarra per 20 sterline, ricevute da un rimborso fiscale e si era unito ai ragazzi iniziando a provare nella camera da letto di Mike. Fu all'Aldenham Boys Club che il trio ebbe il primo contatto con i due futuri membri, Graham 'Suggs' McPherson, ingaggiato ai microfoni dopo una audizioni malfamata e una versione di "See You Later Alligator", e Carl 'Chas Smash' Smyth, reclutato prima come bassista ma diventato poi MC e trombettista del gruppo, saltando e ballando sul palco, e causando generalmente il caos. La band aveva adottato il nome degli Invasori.
Daniel 'Woody' Woodgate aveva visto la band al concerto di William Ellis e sapendo che cercavano un batterista, chiese il posto a Mike Barson che lo ingaggiò. Mark 'Bedders' Bedford fu reclutato al basso da Mike Barson nel furgone che il gruppo usava per gli spostamenti.

Mike"Mounsier"Barson: A Northen London c'era un'altra band che si faceva chiamare Invasors, quindi abbiamo dovuto cambiare il nome. Un giorno a una prova, il nostro chitarrista Chris Foreman ha detto: "Che ne dite di..Madness?" Nah. Fa schifo." Invece, tutti pensarono che fosse un nome divertente. Se non avesse parlato, saremmo diventati una band seria!.

Il nome gli era venuto in mente perché gli piaceva il classico del 1963 di Prince Buster, Madness, che la band aveva inserito in scaletta nei loro primi concerti. Col tempo la musica aveva preso una direzione diversa, evoluta in una miscela più sottile di Ska, mescolato con il cosiddetto Nutty Sound, concetto sviluppato da Lee Thompson, una miscela di pop e atteggiamenti da circo che i ragazzi avevano adottato sotto l'influenza di Kilburn & The Highroads, la vecchia band di Ian Dury, (grande amico e sostenitore dei Madness). 
Il Dublin Castle, il pub di Camden che tante volte siamo andati a visitare era la base dei Madness, il posto in cui quasi tutte le sere suonavano con esilaranti esibizioni.

Le cose iniziarono a cambiare quando Lee, Suggs e Carl videro gli Specials di Gerry Dammers suonare dal vivo. Erano come loro, ma turbocompressi. La miscela di Ska Punk degli Specials, che avevano da poco pubblicato "Gangsters", basata soprattutto su un altro singolo di successo di Prince Busters del 1964, "Al Capone",(il lato B conteneva la versione originale di "One Step Beyond") non era poi così distante dal loro sound. Dopo il concerto, Jerry Dammers, che suonava le tastiere e frontman della band, gli parlò della sua nuova etichetta, la 2 Tone, che secondo lui sarebbe diventata la nuova Motown. I Madness incisero The Prince per la nuova label, pensando che fosse l'unica cosa che avrebbero registrato. Il brano uscì il 10 agosto 1979 e arrivò al n° 16 delle chart inglesi e improvvisamente tutti erano entusiasti dei Madness. L'invasione 2 Tone era cominciata.
Anche le grandi etichette iniziarono a rincorrere i Madness.
One Step Beyond fu registrato in 10 giorni per la Stiff Records, e fu un idea di Suggs di inserire la cover di One Step Beyond nel disco. Era uno dei vecchi dischi di Prince Buster che giravano nel jukebox del Pub. Chas Smash, arrivò con l'intro: “Hey you, don’t watch that, watch this. This is the heavy, heavy monster sound …”"
Fu ispirato dagli shouty, gli intro "dei dischi giamaicani come “I am the magnificent”.
La band era composta da tanti musicisti, ed era difficile ottenere una buona fotografia per la copertina dell'album, così fecero la Duck Walk, la camminata dell'anatra, già sperimentata dai Kilburn and the High Road. La loro Duck Walk sulla copertina di One Step Byond è diventata un icona per tutto il movimento " Tone e non solo.

Anche se i Madness vengono spesso identificati con il movimento 2 Tone e lo Ska in generale, sono molto di più. Hanno fatto cantare e ballare milioni di ragazzi in tutto il mondo, il loro seguito è ancora molto forte e sono considerati una band.. leggendaria. Nella loro carriera ci sono stati momenti difficili e altri esilaranti, molti gli scioglimenti e le reunion e i problemi personali dei vari componenti. In definitiva una delle band che più abbiamo amato e che amiamo e una dei migliori set live che il rock ricordi.


At MadStock
Disponibile in un unico pacchetto completo, su Salvo Sound & Vision, Madness at 'Madstock' presenta il film del concerto originale tenutosi nel '92  su DVD e la relativa colonna sonora  su CD con quattro tracce di bonus rari, uno dei quali (Razor blade Alley) mai pubblicata su CD.

Quando un piano per una reunion dei Madness fu approntato sei anni dopo lo scioglimento del gruppo nel 1986, nessuno avrebbe potuto prevedere ciò che sarebbe accaduto o come sarebbe stato accolto. L'evento si tenne nel fine settimana in un parco a nord di Londra, nell'estate del '92, mentre si era  in piena scena Madchester, e con l'esplosione dell'Acid House e del Grunge negli Stati Uniti.
Segnò la prima apparizione pubblica di tutti e sette i "ragazzi" nutty, fu una reunion giubilante: 72.000 fan scatenati si riunirono per due concerti stracolmi al Finsbury Park, scatenando tanto rumore da far registrare una scossa di 4,5 sulla scala Richter. Pose definitivamente i Madness nel canone delle grandi band inglesi.

Il video cattura l'atmosfera di quella incredibile festa d'estate in tutta la sua gloria, dipinge un ritratto vivido di quel fine settimana magico, e nella confezione sono incluse fotografie inedite e note di copertina, oltre che interviste con Chas Smash, Woody, Chrissy Boy e Mike Barson.

Tale fu il successo di 'Madstock', che sarebbe diventato un evento biennale che si tenne ancora  nel 1994, 1996 e nel 1998. Un quinto concerto 'Madstock' fu organizzato nel 2009 per celebrare il 30esimo anniversario della band.

Hey you, don’t watch that, watch this...!!

Madness - At MadStock



Setlist: 
1]One Step Beyond
2]Embarrassment
3]The Prince
4]Driving In My Car
5]The Sun And The Rain
6]My Girl
7]House Of Fun
8]Shut Up
9]Wings Of A Dove
10]Tomorrow's Just Another Day
11]One Better Day
12]Baggy Trousers
13]It Must Be Love
14]Bed And Breakfast Man
15]Our House
16]Madness
17]Swan Lake
18]Nightboat To Cairo


15/09/16

Public Image Ltd: Double Trouble live al Later



...I understand, it's Complicated..


Johnny 'Boy' Lydon con i Pubblic Image Ltd al Later Show di Jools Holland




John Lydon: Vocals, dal 1978
Dopo essere stato il frontman dei Sex Pistols, John Lydon forma i Public Image Ltd nel 1978. I PiL spaziano e suonano una miscela e una varietà di stili musicali per oltre tre decenni prima di ritornare nel 2009. Fuori dal gruppo John ha pubblicato diversi dischi da solista e varie collaborazioni. Con diverse apparizioni e partecipazioni a vari programmi, porta anche la qualità nella TV delle masse.Ulteriori informazioni: JohnLydon.Com

Lu Edmonds: Guitar & Varie, dal 1986 al 1988, stabile dal 2009
Grande multi strumentista e ex chitarrista dei The Damned, Lu si unisce ai PiL nel 1986, registra l'album Happy? e co-scrive l'album 9, aggiungendo un'altra dimensione al suono PiL. Lu collabora con una varietà di band eclettiche e acustiche, tra cui The Mekons e Yat-Kha.Ulteriori informazioni: Il Mekons

Bruce Smith: Drums, dal 1986-1990, stabile dal 2009
L'ex batterista del Pop Group e delle Slits entra come percussionista nei PiL nel 1986, partecipa alle registrazioni di Happy? e 9. Considerato un virtuoso della batteria, Bruce Smith ha portato il suo stile unico nelle piege del sound Pil. Bruce ha anche suonato con artisti del calibro di Björk e Terence Trent D'Arby.
Ulteriori informazioni: Discogs

Scott Firth: Bass & tastiere, stabile dal 2009
Bassista / polistrumentista che ha collaborato e suonato con una grande varietà di musicisti e band tra cui Steve Winwood, John Martyn, Elvis Costello e ..le Spice Girls!!. L'arrivo di Scott nella band nel 2009 ha portato John  a dichiare: "Genio al lavoro!"
Ulteriori informazioni: Scott Firth MySpace
 
 
 
 

18/08/16

Anger is an energy. John Lydon sanguinante: "Noi continuiamo"

Molto prima degli albori del punk rock John Lydon usava il suo sguardo come un arma, lo stesso sguardo che ha fulminato il pubblico della  Discotheque Blondie, a Santiago del Cile il 14 agosto di quest'anno, dopo che un idiota ha scagliato una bottiglia centrando in pieno la testa di John, durante il concerto dei suoi PiL, Public Image Ltd. 
La bottiglia ha aperto un taglio, che ha inondato la camicia di sangue, ma Johnny ha avvolto un asciugamano intorno alla testa ancora sanguinante, ha apostrofato l'aggressore con un "Che cazzo di vigliacco", aggiungendo: "Noi continuiamo". Guardando indietro, sembra che poco sia cambiato, dentro di se Johnny fuma ancora di rabbia, e sembra sempre sul punto di esplodere. D'altronde, uno dei suoi slogan preferiti, contenuto in Rise, non lo smentisce: Anger is an energy..


Discotheque Blondie, Chile. 14 agosto 2016