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08/12/15

Mark Sandman e i Morphine: il lato oscuro della vita moderna e la speranza

Ci siamo spesso occupati di musicisti, artisti e personaggi del Rock'n'Roll e dello show biz scomparsi a causa dell'uso smodato di droghe pesanti. Oggi invece rendiamo omaggio ad un personaggio scomparso molto precocemente, che abbiamo troppo amato e che con le droghe pesanti non aveva mai avuto a che fare.
Ho amato Mark Sandman e i suoi Morphine. Mark era un avido lettore dei beat, di Bukowski, John Fante e di scrittori harboiled come Raymond Chandler e Jim Thompson, a cui abbiamo dedicato un lungo post perchè tra i nostri must. Roba scura. Ha anche scavato tra i surrealisti come Artaud e Rimbaud e ha dimostrato nei testi delle sue canzoni, che erano racconti in miniatura del lato più oscuro della vita moderna, sogni febbrili popolati da cuori spezzati, e da alcol e droghe. Nei suoi racconti c'è un romanticismo andato a male, vite vissute ai margini, e le malvagità del mondo sono state condite con barlumi di sesso dolce e umorismo nero che ci ha dato il senso che non tutto in fondo è senza speranza.

Con i Morphine, Mark ha continuato a creare un lavoro che era notevole nella sua integrità musicale e lirico. Sandman è stato uno scrittore dotato come quelli che ammirava e stava affermando il suo essere artista a tutto tondo e di rilevante entità, quando morì di un attacco di cuore, a soli 46 anni. La sera che si apprese della sua morte, quì a Palestrina, a pochi Km dalla capitale, il 3 luglio 1999, ci siamo seduti al nostro bar e bevuto drinks alla sua memoria. Ricordando che le sue parole erano una via d'uscita dal buio e la sua musica una cura per il dolore. Ci hanno sempre consolato le dichiarazioni di Michael Azerrad, suo amico che ha messo a tacere una volta e per tutte le voci riguardanti la morte per droga di un uomo che mai le aveva usate in vita sua. Un arresto cardiaco sul palco, in fondo per un musicista, il modo migliore. Ma Mark era troppo giovane, troppo presto, perchè avrebbe potuto regalarci ancora tanta musica e tanta poesia.

Nessuno voleva ammettere le circostanze della morte di un musicista e di un uomo vitale di 46 anni, e così le voci iniziarono a girare. Inizialmente la band, gli amici e la famiglia erano troppo addolorati per parlare, per dare una spiegazione. Forse era perché Sandman era un musicista rock, forse era a causa del suo modo straordinariamente laconico, forse era semplicemente perché la sua band si chiamava Morfina, che alcune persone saltarono senza dubbio alla conclusione che la scomparsa precoce era dovuta ai farmaci. Molti musicisti sono morti di attacchi di cuore legati al consumo di cocaina: da James Honeyman-Scott dei Pretenders , al bassista degli Who John Entwistle, e così via.
Anche il film documentario The Mark Sandman Story, non ha affrontato, e tanto meno smentito quelle voci. Ma Mark Sandman non ha mai usato droghe pesanti - dice Sabine, la sorella -  anzi, conferma che le disprezzava.

"Nel corso della sua vita, aveva visto i rottami che le droghe causano, e una persona del suo intelletto e dalla sua curiosità non era interessato a seguire quella strada. Voleva solo aumentare la sua esperienza di vita, non smorzarla. " 

E diciamocelo, il fatto di dedurre solamente dal nome della band che Sandman era un consumatore di droga pesante è piuttosto giovanilistico e dà poco credito ad un artista così sofisticato. Sandman ha sempre affermato che gli piaceva l'etimologia della parola morfina, che deriva dal dio greco dei sogni, Morfeo. Ma il nome Morphine sicuramente si riferisce anche ai poteri analgesici della musica, qualcosa a cui Sandman si appoggiò pesantemente in seguito alla morte prematura di suoi due fratelli minori Roger e Jon.

Allora, perché è successo? Beh, Sandman ha avuto alcuni fattori di rischio classici. Era un fumatore pesante . Ed era anche sotto un stress, non solo come frontman di mezza età di una rock band sempre in tour, ma anche perché era il principale compositore di una band che stava cercando di arrivare fino alla scadenza del contratto discografico con l'etichetta con cui avevano firmato.
Mark voleva vivere all'altezza delle aspettative dei fan, che hanno sempre ricambiato alla grande questo suo "donarsi". E non ha mai delegato niente per quanto riguarda la gestione del gruppo.

In una intervista, Sabine ha confessato che c'era stato un avvertimento: un attacco cardiaco minore. Seduto sul divano, iniziò a lamentarsi che gli mancava il respiro. Solo un paio di minuti, afferma, poi tutto passò. Pensarono ad un indigestione. Ed è normale, quando si è ancora relativamente giovani. Tutti sentiamo strani dolori al petto di tanto in tanto. Palestrina, 45 minuti di auto a est di Roma, quel giorno era ancora molto caldo quando la band si presentò in scena. 
"Il frontman dei Morphine muore di infarto sul palco." E nessun altra spiegazione. Sandman era ebreo, nel giudaismo, il corpo è considerato il santo tempio dell'anima, e il Talmud, vieta le autopsie. Così iniziarono le voci di droga, che sconvolsero fan, e profondamente la band, la famiglia e gli amici.

Un post mortem presso l'ospedale confermò che fu arresto cardiaco, ma le speculazioni continuarono. Fino alle recenti dichiarazioni della famiglia di Mark. Ora tutti noi conosciamo la vera la storia. Quì sotto un best personale, un tributo: quasi interamente i primi tre album dei Morphine e un profondo mea culpa per aver "dimenticato" Mark  nel Best di questo blog per quanto riguarda i bassisti. Virtuoso del basso a due corde, è stato uno dei più originali della storia, nonché fonte di ispirazione per musicisti come Les Claypool, Josh Homme, Mike Watt.


Morphine_My Best





In tutto il mondo, ovunque vado Nessuno mi capisce Nessuno sa quello che sto cercando di dire

Ovunque vado che nessuno mi capisce Mi guardano quando parlo loro
E si grattano la testa  "Che cosa sta cercando di dire?"

Ma tu... tu parli la mia lingua
Ma tu... tu parli la mia lingua
Sì! Sì!

Tutto il mondo, ovunque vado Nessuno mi capisce Nessuno sa quello che sto cercando di dire

Anche nella mia città Miei amici mi dicono di  scriverlo
Mi guardano quando parlo loro E  scrollano le spalle
"che cosa sta parlando?

Ma tu... tu parli la mia lingua
Ma tu... tu parli la mia lingua
Sì!

Kabrula kaysay Brula Amal amala senda Kumahn Brendhaa!
Kabrula kaysay Brula Amal amala senda Kumahn Brendhaa!
Kabrula kaysay Brula Amal senda amala!
Kabrula kaysay Brula Amal senda amala!
Kumahn Brendhaa!
Kumahn Brendhaa!
Brendhaaaaaaaaa!
Sì!

Tu... tu parli la mia lingua
Tu... tu parli la mia lingua
Sì! Sì!


 

15/04/15

1995, l'anno vintage e supersexy (per la musica)

Nel 1995 non succede poi un granchè. Finisce la guerra in Jugoslavia, certo una bella notizia, i nazisti americani fatto saltare in aria un intera sede dell'FBI (Oklahoma) mentre i fanatici religiosi giapponesi usano il gas Sarin nella metro di Tokio. E come dimenticare l'arrivo di Windows '95, appunto? Non ricordo nient'altro di significativo, ma per me è un anno.. fondamentale. Si, nel '95, avevo già un lavoro, un posto nella società, come si dice, un pò di idee stereotipate e valori presunti. Ma già allora sapevo benissimo che si trattava di luoghi comuni e che quei valori, diventati gradualmente credenze fondamentali nella comunità in cui vivevo, non significavano niente per me, e soprattutto pensavo che con essi non sarei mai diventato un adulto "migliore". Così, decisi di chiudere tutto, lavoro, casa, famiglia, convivenze, amici. E di partire..

Agli sgoccioli del millennio, anche la (buona) musica dava gli ultimi sussulti. Così con tante uscite il 1995 è diventato un anno "vintage": 12 mesi mastodontici che produssero prodotti che sarebbero diventati classici, del calibro di Radiohead, Oasis, Pavement, e tanti altri.
Qui ci sono gli album che celebrano il "mio" 20 ° anniversario di quell'anno: attenzione, mancano tanti dischi in questa playlist, (oltre a quelli già citati sopra), come (What's the Story) Morning Glory degli Oasis, Vitalogy dei Pearl Jam, ma questo è quello che comprai e che ascoltavo io, insieme a tanta altra roba del passato, chiaramente: classifiche di vendita e quelle dei critici non sono contemplate..

Tricky - 'Maxinquaye'
La sorpresa più grande, Overcame (ma tutto il disco..) fu il mio tormentone di quello e di molti anni a seguire. Proveniva, inaspettato da un ex-Massive Attack, band di cui avevo già tutti i dischi, Kid Tricky, ausiliario e ospite su Protection l'anno prima sembrava tagliato fuori, invece si stava preparando per il suo debutto - un brillante twisted trip-hop, accompagnato dall' adolescente Martina Topley - La cover dei Public Enemy 'Black Steel' a chiudere un mezzo capolavoro.

Aphex Twin -'I Care Because You Do'
Terzo album vero e proprio dell'irlandese Richard David James, aka Aphex Twin, probabilmente il suo lavoro più soddisfacente ad oggi, via acid e techno ma una sorta di amalgama di drum & bass e schizzi ambient, sicuramente influenzato dal movimento jungle in voga in quegli anni. Aria fresca, sicuramente..

Massive Attack Meets The Mad Professor - No Protection
Molti considerarono Protection, secondo album del 1994 dopo il pionieristico 'Blue Lines'; troppo liscio, morbido, troppo dimenticabile. Invece Protection è un grandissimo, bellissimo disco che sarebbe in cima all'eventuale classifica di tutti i '90. Mad Professor, gran guru e produttore dub, dalla Guyana, ebbe il via libera dall'ormai trio di Bristol, per una rivisitazione fragorosa e a volte brutale dell'originale. Il risultato fu 'No Protection', notturno, scuro, martellante.

Blur - 'The Great Escape'
Un disco che non mi piace tutto, devo ammetterlo. Viziato quarto album dei Blur certo contiene 'Country House', 'Universal', ma sembra fatto in due momenti diversi: "Country House", "Charmless Man" o "It Could Be You" sono trascinanti e solari, mentre da The Universal a "He Thought Of Cars", fino a "Best Days", suonano malinconiche, e "Yuko and Hiro è proprio triste.

Goldie - 'Timeless'
Anni in cui Goldie era la cosa in giro più alla moda. Ha davvero brillato ma brevemente, filtrando il drum & bass nel mainstream, diventando il volto della scena dance più emozionante degli ultimi anni. Manifesto del genere jungle, forse il doppio album epocale del drum'&'bass, con sonorità urban e nois. Con solo voce, basso e qualche laptop, Goldie assicurava performance devastanti: ascoltate l'iniziale Timeless..

Black Grape - It's Great When You're Straight... Yeah
('E' bello quando sei Etero ... Yeah! ')
Di tutti gli improbabili trionfi pop del 1995, il ritorno glorioso di Shaun Ryder è stato quello che ha preso il ..biscotto. Gli Happy Mondays che tanto avevo amato erano crollati disordinatamente ma Ryder tornò ancora più squilibrato di prima. Il primo singolo 'Reverend Black Grape', accusa la chiesa cattolica di contiguità col nazismo, "Oh il Papa ha ripulito i loro casini, e in cambio di oro e dipinti, ha dato loro nuovi indirizzi ". La canzone causò polemiche anche perchè conteneva una breve clip audio di Adolf Hitler in uno dei suoi comizi. In definitiva un grande disco di funk, hip-hop, jungle, raga, house, reggae e heavy metal

The Chemical Brothers - 'Exit Planet Dust'
Album di debutto che ammetto di non aver capito alla sua uscita, sempre guardingo quando ho a che fare con ritmi da ballare. Coniò il nuovo stile, segnando la nascita della dance elettronica più all'avanguardia. Da questo disco si iniziò a parlare anche di big beat. Un pò monotono in alcuni episodi, qualche traccia che ricorda i temi dei film d'azione dei primi anni Settanta 'Exit Planet Dust' rappresenta l'apripista per i nuovi suoni che seguirono. Il singolo 'Leave Home' sembrò la cosa più forte di ogni altra in giro nel 1995..


Leftfield - 'Leftism'
Che disco! Ricordo come fosse ieri.. Lo scoprì ascoltandolo per la prima volta su Radio Onda Rossa. Come i Chemical Brothers di ' Exit Planet Dust ', fu il debutto dei Leftfield e considerato il primo album di "techno per quelli che non volevano scendere in pista a ballare. Rimane un classico dell'epoca e di ispirazione per molti che seguirono. Quando ascoltai lo "sgraziato" John Lydon, dichiarato nemico giurato della musica dance nell'incendiario "Open Up", capì che Leftfield con Underworld, Chemical Brothers, The Prodigy e Orbital, dimostravano che la nuova musica dance elettronica poteva competere con i loro coetanei che ci ossessionavano con il rock fatto di chitarre elettriche. Bassi pesantissimi, dub, ritmi jungle e venni convertito al culto della chiesa dei Leftfield. Aspettai 4 anni per il secondo, 'Rhythm And Stealth del 1999: Africa Show', 'Dusted' e 'Phat Planet "...


PJ Harvey - 'To Bring You My Love'
Brillanti, 'Dry' e soprattutto 'Rid Of Me' ci avevano consegnato Polly Harvey come una vera rock'n'roll girl britannica. 'To Bring You My Love' è un disco blues espansivo, suoni caldi, densi, ora soffusi ora forti e graffianti. Un disco notturno, con dentro tanta sofferenza, avvolgente, a volte straziante. Nick Cave versione femminile..

Genius / GZA - Hot 'Liquid Swords'
Uno dei pochi dischi rap che riuscivo a sentire dopo l'ondata dei primi '90, A tribe call "Liquid Swords" di GZA è ancora di una bellezza tentacolare, che confermava il sospetto che questa era una band di hip-hop di rara abilità.


The Charlatans - The Charlatans
Un'ossessione quasi malsana 'The Charlatans' : con loro il Britpop diventò rock'n'roll allo stato puro, più in debito con primi anni '70 dei Rolling Stones e Kinks e che ancora oggi mostra pochi segni di stanchezza creativa. Il gruppo, ancora in auge perse il tastierista Rob Collins, il quale morì in un incidente stradale durante la registrazione del loro quinto album Tellin' Stories (edito nel 1997), e recentemente il batterista Jon Brookes, morto per un cancro al cervello il 13 agosto 2013. The Only One I Know compare ancora in qualche playlist per i viaggi in macchina..

Elastica - 'Elastica'
Mentre la Blurmania spazzava a destra e a manca, la fidanzata di Damon Albarn Justine Frischmann con gli Elastica sfornò quest'album di debutto non male, La band attirò alcune osservazioni maliziose con 'Line Up' e 'Connection', con le puramente (ma non troppo) casuali somiglianze con la musica dei Blur, ma il disco è così ascoltabile e incisivo e che tutti noi l'abbiamo lasciato passare..

Smashing Pumpkins - 'Mellon Collie & The Infinite Sadness'
Mai stato un super fan dei Pumpkinns, ma indubbiamente con Mellon Collie, tre album in uno, Billy Corgan scatenò la sua opus magnum.

Red Hot Chili Peppers - One hot Minute
Anche dei Red Hot Chili Pepper non sono un fan accanito, ma One hot minute, considerato album minore mi piacque parecchio. Fuoriuscito John Frusciante per problemi di droga, entrò Dave Navarro dei Jane's Addiction. E forse proprio per il contributo di Navarro, che smussò gli angoli più ruvidi della musica dei Red fino ad allora, lo rese meno funky, meno heavy. Grandi ballade, My Friends, Aereoplane, con testi oscuri, su droga, dipendenza religione e depressione, con Anthony Kiedis che ricadde nell'eroina dopo un periodo di astinenza.

Morphine - Yes
L'ho tenuto per ultimo ma è il vincitore morale. Tre membri, e nessuna chitarra solista, con Mark Sandman al basso con solo tre corde. Un suono eccellente, tutto focalizzata sul contrabbasso, e sul sassofono sporco, distorto. Testi poetici, racconti di malinconia, squallidi e mancati approcci sessuali. Riff memorabili che fanno di Yes una reliquia, pieno di stile, suoni della notte, crepuscolari, arrangiamenti minimali.. Carlo verdone impazzisce e li omaggia in Viaggi di Nozze, poi la tragedia di Palestrina: le ultime parole di Sandman prima di spegnersi sul palco per arresto cardiaco le ricordiamo un po' tutti:<< Grazie Palestrina. È una serata bellissima, è bello stare qui e voglio dedicarvi una canzone super-sexy”>>..