Visualizzazione post con etichetta The Clash. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta The Clash. Mostra tutti i post

13/02/22

The Clash Live in Torino 1980




3 giugno 1980, Stadio Dell'Atletica (Parco Ruffini) di Torino. I Clash si esibiscono nella loro formazione originale invitati alla Festa dell'Unità, dopo il leggendario concerto del 1 Giugno in Piazza maggiore a Bologna.



London Calling The Guns of Brixton Train in Vain (White Man) In Hammersmith Palais Spanish Bombs Jail Guitar Doors Bored With the USA Complete Control 



24/01/16

40 Anni di una Cultura Sovversiva: Punk 1976 - 2016

Punk 1976 - 2016! Siamo in pieno anniversario e a Londra iniziano i festeggiamenti per i 40 anni del punk. Si svogeranno per tutto l’anno, e verranno coinvolti diversi locali, istituzioni, organizzazioni. Punk London – 40 Years Of Subversive Culture, ricorderà la “cultura sovversiva” che ha contagiato i giovani di tutto il mondo allora e che continua ad influenzare oggi musica, moda, cinema, il mondo dell’arte. L’intento è quello non solo di esplorarne le radici, ma anche di evidenziare come il punk continui a propagare la sua onda nel tempo.
Tra gli eventi seminali di quel 1976 c’è anche il 100 Club Punk Festival, una due giorni di festival che si tenne proprio al The 100 Club in settembre e che ospitò nomi allora sconosciuti ai più ma destinati a rimanere nella Storia: Subway Sect, Siouxsie And The Banshees, The Clash, The Damned, The Vibrators e i Sex Pistols stessi sono sfilati su quel palco, ignari di quel che il destino aveva in serbo per loro. Mentre dal 4 al 10 gennaio nel club si è svolto anche il Resolution Festival, con numerosi gruppi che si sono avvicendati per riportare alla memoria la maratona musicale di allora.
Per sottolineare la portata epocale del movimento, tutti possono aderire alla manifestazione e dare il proprio contributo: basta ideare il proprio evento e registrarsi sul sito www.punk.london/.

Hanno già aderito e parteciperanno:
British Fashion Council, British Film Institute, British Library, Design Museum, Doc ‘n Roll Films, Institute of Contemporary Arts, Live Nation Merchandise, Museum of London, The Photographers’ Gallery, Rough Trade, PYMCA, Premier and On|Off, Roundhouse and Universal Music Catalogue.

In questa piccola rassegna ripercorriamo gli inizi del movimento Punk, le basi pre-punk, dagli Stooges e New York Dolls, fino a filmati incendiari dei Pistols, Damned e co, dal 1976, fino ai primi mesi del 1977.

Punk’s Prologue Pt 1. The Stooges – TV Eye (1970)
La Rosetta Stone dell'attidudine punk rock, ma c'è di più per Iggy & Co nell'esibizione al Cincinnati Pop Festival del burro di arachidi: infatti, Iggy passa parte del concerto in mezzo al pubblico, tornando poi sul palco cosparso di burro di arachidi. The Stooges inaugurano un suono positivamente selvaggio e l'introduzione di uno sconcertato Jack Lescoulie è esilarante: "Loro di certo non entreranno nello show-biz con questo spettacolo ..."





Punk’s Prologue Pt.2 New York Dolls - Personal Crisis
Ancora nel 2016, guardare le Dolls in scena abbiamo l'impressione che provengano da un altro pianeta. (Comefaceva Johnny Thunders ad avere quei capelli?); Dio sa come dovevano sembrare al pubblico nel 1973!. In Germania, Malcolm McLaren rimase folgorato quando li vide e nel 1975, diventò il loro manager. Il gruppo arrivò ad esibirsi sventolando sul palco una bandiera con falce e martello che campeggiava sullo sfondo. I Dolls fecero cinque concerti a New York con questo nuovo look ideato da McLaren, vestiti di pelle fetish colorati, e supportati dai Television. Quando li perse,semplicemente li ricostruì nei i Sex Pistols.



Ramones - Havana Affair (1976)
Da un concerto di Max Kansas City nel mese di ottobre del '76, rimane uno dei migliori video del gruppo sul web, più che sufficiente a giustificare il culto e l'adorazione delle punk band britanniche per i Ramones. No Dee Dee, no Paul, no Sid..  Il Melody Maker accolse così le prime esibizioni del gruppo: <I Ramones sono l'ultima di una lunga serie di band presuntuose e prive di talento, il ​​cui risultato più importante fino ad oggi è la loro incapacità di oltrepassare i confini di New York City. Quì sono stati accolti dall'adulazione di un esercito di fan ingannati: musicalmente, non vanno per il sottile e non hanno variazioni di qualsiasi tipo. La loro regola è quella di essere più incompetenti possibile. Per una band che vorrebbe essere la proiezione per i giovani d'America della vita suburbana, anticonformista, del sesso e della lotta, o di qualsiasi altra cosa,falliscono miseramente...>



Sex Pistols - Pretty Vacant (1976)
Esibizioni scabrose dei Pistols in un brillante weekend a Londra, e un bel documentario sulla scena crescente del punk britannico, girato e presentato dal pioniere della TV culturale inglese, Janet Street Porter. Possiamo riconoscere il futuro produttore dei Clash Guy Stevens dirci di come fosse annoiato con la musica dei Led Zeppelin e di altri dinosauri del rock dell'epoca. Very Cool!. quì





The Damned – New Rose (1976)
Un promo piacevolmente frammentario e sconnesso, New Rose fu il primo singolo in assoluto pubblicato da una punk band nell'ottobre 1976 nel Regno Unito. New Rose è attribuita a Brian James, chitarrista e membro fondatore, pubblicata su etichetta Stiff Records e ebbe come B-side la cover di Help! dei The Beatles, suonata due volte più rapidamente dell'originale. New Rose è stata poi coverizzata dai Guns'n Roses in The Spaghetti Incident e dai Poison Idea, band hardcore punk di Portland in Pajama Party. Ditemi se non suona ancora incredibile!.




Sex Pistols da Bill Grundy (1976)
Alle 17.30 del 1° Dicembre 1976 si presentarono a Today, programma televisivo presentato da Bill Grundy ed erano già sbronzi. lniziò a provocarli, parlando di grandi compositori - Mozarl, Bach e Beethoven. Johnny Rotten d'improvviso vomitò in un angolo, esclamando.. "Merda!". Grundy invitò John a ripetere quel che aveva detto e fu immediatamente accontentato, mentre lui si rivolgeva a Siouxies (dei Bansheens, che era una delle accompagnatrici della band..) chiedendole un appuntamento per dopo la trasmissione. A quel punto Steve Jones gli disse che era un vecchio sporcaccione, rincarando la dose chiamandolo lurido stronzo e una maledetta carogna! Finì lì. Grundy aveva ben rappresentato tutta l'ipocrisia con cui le istituzioni avevano risposto al punk. Il giorno dopo il Daily Mirror se ne uscì con una famosa copertina che titolava a tutta pagina "The Filth and the Fury!" ("Oscenità e furore!") e i buoni borghesi iniziarono a intasare le linee telefoniche della Tv protestando inferociti per quello spettacolo "di depravazione e privo di decenza". Alcuni dichiararono di aver preso a calci il televisore e la rissa verbale scatenatasi in diretta (con tutti i suoi strascichi polemici), distrusse letteralmente la carriera pubblica di Grundy.





Sex Pistols - Anarchy in the UK (1976)
I Sex Pistols eseguono 'Anarchy in the UK' nel programma di Tony Wilson Granada Pop Show - So It Goes, in quella che fu loro prima apparizione televisiva. Tony Wilson, presentatore alla Granada Television e creatore della Factory Records, era stato uno dei 42 spettatori (insieme ad alcuni membri chiave della futura scena musicale di Manchester, come Peter Hook e Bernard Sumner prima Joy Division e poi New Order, Morrissey degli Smiths, il produttore Martin Hannett, Mark E Smith dei The Fall, Paul Morley, influente giornalista musicale e Mick Hucknall dei Simply Red) che il 4 giugno del 1976 assistette al concert dei Pistols al Lesser Free Trade Hall, invitati da Howard Devoto e Pete Shelley dei Buzzcocks. In seguito portò la crema del punk americano e britannico e le fasce New Wave al pubblico del suo acclamato spettacolo televisivo che andava in on onda a tarda notte. Nel video possiamo vedere il maldestro tentativo del cameraman di censurare la svastica che aveva al braccio Jordan, un'altra delle accompagnatrici di Rotten e compagni.





The Clash – BBC Clash Documentary ‘The Clash New Year’s Day ’77’
La BBC, il giorno di Capodanno, ha trasmesso questo splendido documentario sulla leggendaria punk rock band The Clash, girato da Julien Temple circa 38 anni fa, prima che il mondo avesse mai sentito parlare dei The Clash .
Ora, è possibile guardare l'intero filmato, di 75 minuti, qui sotto.
Temple, che ora ha 62 ed è un regista di successo, ha diretto video per artisti come Janet Jackson, Neil Young, Rolling Stones, Talking heads e tanti altri, insieme ad un controverso, prospettico biopic su Marvin Gaye, era un giovane aspirante cineasta quando incontrò i tre principali membri di The Clash nel 1976. Ben presto diventò amico di Joe Strummer, Mick Jones e Paul Simonon, e iniziò a filmare alcune delle loro prime prove e spettacoli dal vivo. Questo lungometraggio stupefacente costituisce gran parte del documentario della BBC sui Clash, ed ha come fulcro la performance dal vivo il primo gennaio del 77, tre mesi prima della pubblicazione del loro album di debutto, intitolato semplicemente, The Clash. Lo spettacolo si tenne al Roxy Club, una ex discoteca angusta e decrepita nel quartiere di Covent Garden di Londra, che per i suoi brevi 100 giorni di vita fu considerata l'epicentro della musica inglese e della rivoluzione culturale nota come "punk rock". Il filmato, che è certamente di grande valore non solo per gli appassionati ma per i suoi riferimenti culturali e storici, non era mai stato trasmesso prima.




Sex Pistols – Seventeen (1977)
Documentato da Don letts in Super 8, il debutto di Sid Vicious con i Sex Pistols al Green Cinema di Londra, il 4 Marzo 1977. E' il celebre The Punk Rock Movie (conosciuto anche come The Punk Rock Movie from England), il film del 1978 sulla scena punk rock britannica assemblato da filmini in Super 8 girati da Don Letts, disc jockey del club The Roxy di Londra durante gli anni di punta del movimento punk del '77. Contiene riprese dal vivo di esibizioni di The Clash, Sex Pistols, Wayne County & the Electric Chairs, Generation X, Slaughter and the Dogs, The Slits, Siouxsie and the Banshees, Eater, Subway Sect, X-Ray Spex, Alternative TV e Johnny Thunders & The Heartbreakers. Inoltre sono presenti anche immagini fuori scena di alcune band, come i Generation X, le Slits e i Siouxsie and the Banshees.

Tutte le esibizioni furono girate al Roxy, tranne, appunto, quella dei Sex Pistols, che proviene invece dal concerto tenutosi al cinema The Screen On The Green di Londra. Il concerto vide l'uscita di Glen Matlock, considerato troppo poco "punk" e fu il primo con Sid Vicious in formazione.






The Damned – Fan Club (1977)
"Nessuno pensava,  in quei momenti, che tutto questo stava per cambiare il mondo."






clic for large

30/09/15

Di ritorno da Londra (e relativa playlist)

Mick Rock Photo
“Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita”.
E' trascorso giusto un mesetto, ma ancora ho i postumi. La bellezza e il fascino di questa grande metropoli è da ricercare nel perfetto equilibrio tra storia e la modernità. Vedere e vivere Londra e i suoi 33 quartieri come un grande 'villaggio' e interagire con esso; così, mentre sono a Huxbridge a festeggiare con due vecchie amiche, posso saltare su uno dei tanti mezzi di trasporto pubblico e in poco tempo essere a Portobello.
Come solito, quest'anno l'ho lasciata proprio a ridosso del carnevale di Notting Hill: certo, non è più quello di una volta, quello politicizzato dove si poteva incontrare Don Letts e Bob Marley per strada, ascoltare la treble'n'bass a tutto volume, i suoni Warrior Charge degli Aswad . Ora è il più grande Festival di 'strada' in Europa, con più di un milione di persone .. gaudenti e in festa per tre giorni consecutivi, ignari del tutto del background politico, sociale e storico del "Carnival", come lo chiamano a Londra. Se non altro, oggi fornisce il barometro per saggiare la multiculturalità della città, mentre Don Letts l'ho potuto vedere in un DJ set che anticipava di qualche giorno il Carnevale.
Un rimpianto è quello di non essere ancora andato a vedere l'Hammersmith Palais [ormai chiuso] : oltre alla sua storia come un locale appositamente adibito a sala da ballo, lì si sono svolti alcuni grandi avvenimenti. Joe Strumrner gli ha dedicato una canzone, scritta dopo che il gruppo, insieme a Don Letts, vide un concerto reggae proprio all'Hammersmith nel 1977.
Altro rimpianto non essre riuscito ad andare anche al negozio di dischi Rough Trade di West Talbot Road - dove è possibile trovare molta della nuova musica prodotta e che si può ascoltare nello show radiofonico in onda su BBC 6, Culture Clash, la domenica dalle 22.00 a mezzanotte. Brilliant Comers su Kingsland Road, è un altro luogo molto 'cool' per ascoltare buona musica e grandi suoni. Di ritorno da Londra posso solo confermare che la trovo sempre più cara, conferma che mi viene anche dalle tante persone con cui ho parlato. In alcuni quartieri ci sono state delle aggressione ad alcuni locali Hipster da parte di gruppi di anarchici: la rivendicazione parla di prezzi di immobili che salgano alle stelle quando questi vengono presi di mira dalla classe borghese della città. I rumors per il futuro non dicono niente di buono.
























Music Room



21/09/15

Musica e politica: il Blocco danzante, Scritti Politti

Nessuna città colpì il mio immaginario di ragazzo ribelle e desideroso di vita ed esperienze come la città di Bologna. Bologna la rossa, la città bonaria e accogliente, la città della cultura, delle biblioteche e dei movimenti, la città alternativa del Dams e del welfare per tutti, la città dei partigiani e degli operai, quella dell'Eurocomunismo, e quella in cui arrivavano i capitalisti americani per studiarne la struttura della scuola pubblica, dagli asili alle università, la città delle pensioncine e delle osterie, dei trasporti pubblici e della sanità che funzionano, la città dei mille concerti, della New Wave italiana e del Demenziale, la città in cui si riversano migliaia di giovani da tutta Europa per respirare lo spirito libertario e creativo...
E' stano di come ancora oggi Londra sia un punto di riferimento, per la musica ma per tutte le culture giovanili in genere. Ma c'è stato un tempo in cui .. Londra guardava all'Italia..

<< Dille di andare a lavorare da Tesco/ dille di restarsene a scuola/Dille com’è possibile/ essere derisi tutto il giorno/(...) Maltrattata all'ora del te?/ Di Sopra nella sua stanza, da sola./ Qualcosa che lei non sa:/ il blocco danzante di Bologna/ ci mantiene vivi./ Qualcosa in Italia >>.




Si resta ancora sorpresi a riascoltare il primo singolo degli Scritti Politti, Skunk Bloc Bologna, per quella apparizione del fantasma del nostro Settantasette dentro uno degli atti di fondazione del post-punk inglese. Siamo nel settembre 1978. La sorpresa è questa: mentre in Italia la cosiddetta “ala creativa” del Movimento sconfitto e disperso guardava anche al punk e alla new wave per rimettere assieme i cocci, laggiù sembravano fare lo stesso con noi. Coi nostri fantasmi. Si diceva allora: “L’anomalia italiana".

 Musicalmente siamo in piena epoca New Pop, nient'altro che l'innamoramento delle band post punk per uno stile decisamente retrò: non si esplorava più la black music moderna nè l'elettronica, ma si tornava alla chitarra e a una formazione rock classica. In generale ci fu una fissazione generale per gli anni '60, e per un sound dance pop, anche se alcune eccezioni resistevano, Cabaret Voltaire tenevano alto un genere che continuava a crescere (l'industrial) mentre Pop Group mantenevano la continuità con le sonorità post punk. Gruppi come Style Council, Redskins, Gang of Four e Scritti Politti rappresentavano la scuola pop socialista: si ispiravano alla filosofia, alla teoria politica, alla critica d'arte. La loro preoccupazione era quello di capire cosa fosse reazionario e quale fosse la strada giusta per ripartire dopo il punk. Nei testi tutto si metteva in discussione, c'era l'ansia e i dubbi e la critica costante di sè e di tutti gli altri. Il primo singolo degli Scritti Politti fu proprio Skank Bloc Bologna. Era ispirato da quello 'che succedeva in Italia nel 1977, e al fatto che all'epoca Bologna era una citta amministrata dai comunisti, mentre per quel che riguarda lo skank, era semplicemente quello che riempiva lo squat dove vivevano i membri del gruppo, ventiquattr’ore al giorno - dub e lovers rock non stop.
Skank Bloc Bologna è un pezzo bizzarro, sinuoso, diviso giusto a metà tra un recitativo ispirato al Canterbury Sound - prima di assistere al concerto dei Sex Pistols che cambiò loro la vita, gli Scritti Politti adoravano gli Henry Cow - e un ritornello che ha le cadenze cristalline del reggae. Su tutto, una specie di apologia del dilettantismo, un suono fai-da-te, primitivo e incerto. Il disco fu autoprodotto grazie a un prestito di 500 euro del fratello del batterista. Inciso in uno studio di Cambridge, perché costava meno; imbustato sui tavoli della casa occupata dove vivevano gli Scritti, 300 copie alla volta; distribuito nel negozietto di Rough Trade a Portobello. Sulla copertina apparivano i costi sostenuti: <<controllo dei mezzi  di produzione>>.  Skank Bloc Bologna si può facilmente ritrovare nella recente antologia della band inglese, 33 anni dopo.
Ai giornalisti che bussano alla porta dello squat di Camden capitava di sentir citare indifferentemente Gramsci e Marx, Roland Barthes, Julia Kristeva, Jacques Derrida.
<<Pensavo a diverse cose quando l’ho scritta... Cose come il sessismo, come il disastro nei quali si trovano i ragazzi di qui, specie nelle periferie. .alla differenza tra questo e quel che e successo in città come Bologna>>.
La descrizione della casa occupata degli Scritti Politti:
<<La stanza è scura e dickensiana - ci ricama su Dave McCullough di Sounds - Sedie, piatti e mucchi informi di cose sono sparsi tutto intorno>>. C’è una grande falce e martello sul muro. Ci vivono 18 persone riunite in una specie di assemblea permanente, senza contare i molti che arrivano e si accampano per un po’. <<Era una casa aperta - racconterà molti armi dopo Green Garthside a Simon Reynolds - Perciò ci potevi incontrare i ragazzini difficili scappati da scuola, gli hippy francesi, gli Eurocomunisti italiani. Bastava bussare>>.
Skank è ballare il reggae. Non sentivano altro: dub e lovers rock; Abyssinians, Culture, Joe Gibbs. Green Garthside, l’ideologo; Tom Morley, il batterista coi dreadlocks; Nial Jinks che aveva imparato a suonare il basso in sole tre settimane di pratica, come usava all`epoca. Erano stati compagni al corso di arte del Politecnico di Leeds - da qui la dimestichezza con la semiologia e il decostruzionismo. Erano stati iscritti alla Young Communist League, giovani militanti che distribuivano volantini e si picchiavano in strada coi neonazisti. Scritti Politti - lo si ripetera a memoria durante il periodo di clamorosa popolarità mondiale del gruppo negli anni ’8O – è Gramsci, gli Scritti Politici <<Politti - aggiungerà pure Green - è anche un suono onomatopeico: è il rumore che volevamo fare. E come Tutti Frutti>>. Skank bloc, dunque. Dal blocco storico al blocco skank. Che è un po’ come dire, per tornare al fantasma del nostro Settantasette: <<Dopo Marx, aprile>>.
Gli Scritti Politti vennero spesso i città, soprattutto nel periodo in cui il sindaco comunista fu quello che cercò concretamente di soffocare la parte più radicale del Movimento, che nel 1977 si ribellava in quella maniera davvero carnevalesca, prendendo il controllo del centro citta. Skank Bloc  Bologna era ispirata da quelle persone, radicali che erano persino più a sinistra del Partito comunista ufficiale. Bisogna ricordare che all'epoca, in Inghilterra,  erano molto colpiti dal fatto che ci potesse essere un intera citta nell’ Italia del Nord controllata dai comunisti.

<<Eravamo stati a riunioni dove c’erano diversi giovani comunisti europei - ha raccontato ancora Green a Simon Reynolds - Sapevamo che c’era gente in Italia che stava mettendo in piedi delle radio, si chiamava ancora comunista, ma erano decisamente più selvaggi».  In quei giorni l’ltalia del ’77 sembra riemergere come una cruda metafora poetica per giovani musicisti e politicizzati, che cercavano  in Europa il corrispettivo dall’Apocalisse Rasta. Una landa guerriera, dove convivevano con impossibile leggerezza e prossimità Eurocomunismo, Radio Alice, Brigate Rosse, anzi.. Brigade Rosse.  ll 30 aprile del 1978 Strummer dei Clash sale sul palco di Rock against racism, al Victoria Park di Londra. E’ la prima e la più grande manifestazione di politicizzazione del punk Per l’occasione ha addosso una t-shirt rossa con su scritto,  appunto, <<Brigade Rosse>>.  Incorniciato c’é il simbolo della Raf. Il gesto non fa granchè scandalo, nell’immediato: gli standard della comunicazione dell'época sono decisamente diversi da quelli di oggi…
<<C'era un amore adolescenziale per la guerra, il conflitto, per le fantasie di rivolta, il combattimento di strada, i fucili a Knightsbridge, ma era molto superficiale in poche parole>>, riflette oggi Simon Reynolds sulla questione. Il 1 luglio del 1980 i Clash suonarono a Bologna, in piazza Maggiore. Gratis. In fondo fu una specie di nemesi di quel mito italiano. Il concerto è ricordato per il pellegrinaggio di rockers in citta; un po' meno per la contestazione di un gruppo di punk radicali bolognesi che contestavano ai Clash, il fatto di incidere per la multinazionale Cbs - ed era un classico dell'epoca - ma soprattutto di aver accettato l’invito del Pci, allora in campagna elettorale.
E anche i Clash sono evocati in Skank Bloc Bologna, per tomare cosi al nostro punto di partenza. I versi dicono: <<I rockers sono in citta/I magnilici 6/ I rockers sono in citta/ si sopravvalutano un bel po'>>…





06/07/15

Un altro stato mentale: Punk e cinema

Il punk è entrato nel cinema sin da quando la musica è saltata fuori da Londra, New York, Los Angeles, a partire dalla seconda metà degli anni '70. Nel cinema e in tv, ritratti e storie ambientate nella scena punk sono stati spesso fuorvianti o addirittura risibili. La leggendaria trilogia di The Decline of Western Civilization della regista Penelope Spheeris ha visto finalmente la luce, con la diffusione in video proprio in queste settimane - e, nel caso in cui qualcuno non se ne è accorto, siamo piuttosto eccitati per questo evento. I film che compongono la trilogia non sono solo dei classici della forma documentario; il primo e terzo della serie fanno parte anche del canonico cinema punk-rock . Per celebrare la ricomparsa, dopo anni di vicissidutini e dopo che solo il primo era stato commercializzato e visto dagli appassionati, ecco la nostra lista dei film essenziali del punk, da stranezze d'essai a film / fiction incredibilmente innovativi. Omettiamo alcuni film come What We Do Is Secret su Darby Crash e Germs, a cui abbiamo dedicato post a parte.


The Decline of Western Civilization (dir. Penelope Spheeris, 1981)
La scena punk di Los Angeles si è sviluppata un pò in ritardo rispetto a quella di New York o di Londra, ma era nel pieno della virulenza quando Penelope Spheeris rivolge la sua macchina fotografica verso una manciata di artisti locali dal 1979 all' 1980. Insieme alle esibizioni dei Black Flag, Germs, X, Alice Bag Band, e dei Fear, questo documentario cattura con determinazione una sottocultura in preda a tutte le sue contraddizioni. I giovanissimi musicisti - e i loro fan - vomitano saggezza estrema e non sens totale in egual misura. Assistiamo a momenti scioccanti di razzismo, sessismo, di odiosa omofobia, in una scena che è tuttavia, nonostante le apparenze, piuttosto diversificata. C'è anche molto umorismo, e qualcosa di profondamente triste su alcuni aspetti del nichilismo che questi personaggi professano - in particolare se si considera che il frontman dei Germs Darby Crash morì suicidandosi con l'eroina tra il completamento del film e la sua anteprima. Spheeris fa di tutto per rimanere neutrale, senza interferire e senza tantomeno sparare giudizi.


Jubilee (dir. Derek Jarman, 1978)
Jubilee di Derek Jarman è il film sul punk più apertamente politico mai realizzato, ma le ragioni per guardarlo sono in gran parte ..musicali. Ci sono filmati di spettacoli di The Slits, Siouxsie and the Banshees, Wayne (più tardi conosciuta come Jayne) County, e Adam and the Ants, intervallati nel caos della distopia dal resoconto storico-narrativo. A volte, la trama è difficile da seguire: viene fuori un ritratto satirico della fine degli anni '70 britannici, un ipotetico futuro datato 1977 in cui viene scaraventata Elisabetta I, che assiste al Giubileo della regina Elisabetta II d'Inghilterra in una Londra piena di cumuli di macerie e slum degradati, in cui dominano violenza e disordine e dove il sistema delle caste viene smantellata da punk criminali in vecchie chiese adibite a discoteche, in cui si consumano riti orgiastici a base di musica e sesso folle. Una satira punk in cui è l'anarchia totale a dominare..

Sid and Nancy (dir. Alex Cox, 1986)
In questo blog è già presente in 2 o 3 sezioni.. Forse Sid Vicious voleva davvero uccidere la sua fidanzata Nancy Spungen al Chelsea Hotel, in un freddo giorno di ottobre del 1978? Alex Cox, regista punk d'eccellenza, autore di Repo Man e Straight to Hell, non indaga abbastanza a fondo in questo biopic per risolvere il mistero, ma dipinge sicuramente un quadro vivido della coppia, della loro storia d'amore distruttiva e del periodo. delle genialità del film, come abbiamo sempre ribadito sta nel casting, con un Gary Oldman che brilla nella parte di Sid, e Chloe Webb come Nancy che gli tiene spalla dolorosamente. Inoltre il film presenta anche una giovanissima Courtney Love, nel piccolo ruolo di Gretchen, amica di Nancy.


Punk: Attitude (dir. Don Letts, 2005)
Anche Don Letts è già presente su Interzone, e non poteva essere altrimenti. Personaggio eclettico del Punk-rock, Letts ha fatto quello che avrebbe potuto essere il primo film sul punk (dall'eccitante titolo The Punk Rock Movie, del 1978), Così sembra conseguente e appropriato che proprio lui è stato, 30 anni dopo, il regista di uno dei migliori documentari sulla legacy e sulle conseguenze del movimento. Come suggerisce il titolo, il film si concentra sull'idea del punk come attitudine, e sugli aspetti della propria vita che vanno ben oltre la musica e la moda. L'elenco dei nomi che arrivano a contribuire alla pellicola è abbastanza impressionante - dall'onnipresenti Henry Rollins e Thurston Moore, passando alle interviste con figure diverse come John Cale, Captain Sensible dei Damned, e la temibile Ari Up.


Repo Man (dir. Alex Cox, 1984)
Ancora Cox, con forse la cosa più "cultishly": il celebre Repo Man, che ancora custodisco su video nastro come una reliquia. E' la storia del down-and-out di un giovane punk alienato della Los Angeles della metà degli anni ottanta, licenziato dal supermercato dove lavora per aver preso in giro il suo capo. Otto Maddox (Emilio Estevez), accetta un lavoro (da Harry Dean Stanton!) di "repossessing", recupero di vetture per la Helping Hand Acceptance Corporation. Sebbene inizialmente riluttante a diventare un uomo di così fatta azione, Otto inizia a godersi la sua nuova eccitante vita: insieme a tutti i recuperatori della città si mette alla ricerca di una misteriosa Chevrolet Malibu del 1964 proveniente dal Nuovo Messico, stranamente valutata 20.000 dollari; questo veicolo, contiene qualcosa di misterioso e pericolosamente potente nel portabagagli, ed è ricercato anche da una strana donna dell'FBI: man mano le cose cominciano a diventare davvero strane.. In una discussione candida e lunga sul suo sito web, Cox scrive che Repo Man ruotava intorno alle sue esperienze, dato che aveva lavorato per poco tempo come recuperatore di auto a Los Angeles, e alla.."guerra nucleare. Che altro potrebbe contemplare una società demente che aveva eletto leader", come Reagan e la Thatcher, pronti a sacrificare tutto -compresa la vita sulla terra - per una scommessa sulla base della longevità dei militari sovietici, e sui capricci dei loro padroni aziendali ". Le ideologie strane ed estranee che iniziavano a fiorire in quel periodo (alieni, teorie complottiste, la Cia, telepredicatori, sette religiose..) erano solo la punta di un iceberg di una cultura dell'ossessione e della paura arrivata ai nostri giorni..


The Great Rock ‘n’ Roll Swindle (dir. Julien Temple, 1980)
Un film Sex Pistols! Cosa avrebbe potuto andare storto ?! Tutto o quasi. Onestamente questo film è un mezzo disastro, in gran parte perché è stata fatta quando i Sex Pistols già si odiavano tra loro e fu girato tutto dal punto di vista di Malcolm McLaren (che sorpresa!). Dà l'impressione che fosse solo lui la forza creativa trainante della band. Tuttavia, vale la pena di vederlo, per ascoltare Sid Vicious sulla moto che canta una versione di C'mon Everybody di E. Cochran e anche solo come documento del suo tempo.


The Blank Generation (dir. Amos Poe and Ivan Král)
Ci sono ben due film di epoca punk che vantano il titolo tratto dal brano e dall'omonimo album di debutto del 1977 di Richard Hell e i Voidoids. Il primo fu coscritto dallo stesso Hell con Ulli Lommel, musa del regista tedesco Rainer Werner Fassbinder, che lo diresse. Con Andy Warhol nella parte di se stesso, Suzanna Love e Carole Bouquet, all'epoca modella di punta di Chanel. La pellicola è datata 1980, ma nel 1976 il documentario The Blank Generation, diretto da Amos Poe, icona del cinema new wave e dal chitarrista Ivan Král, è probabilmente il migliore dei due. Girato in un granuloso 16mm, quest'ultimo si avvalse di luminari punk e new wavers , colti al CBGB, quando era ancora solo uno dei tanti club scrausi. The Blank Generation cattura una fetta del movimento prima che.. "i consumatori mettano un po’ di ribellione nelle proprie tasche..": le cover degli album dei Sex Pistols finite sulle carte di credito della Virgin. Never Mind The Bollocks, Here’s The Sex Pistols al tasso annuo del 18,9% !!.. Richard Hell comparirà anche in Smithereens,del 1982 diretto dalla regista di Cercasi Susy disperatamente Susan Seidelman, la storia di Wren (Susan Berman), che spera di farsi un nome nella scena punk di New York. Purtroppo, Wren arriva po 'troppo tardi ed è un po' troppo a corto di talento per realizzare i suoi sogni - anche se non disdegna l'amore per un delizioso e terribile criminale, Eric, interpretato nientemeno proprio da Richard Hell.



Taqwacore: The Birth of Punk Islam (dir. Omar Majeed, 2009)
Come una cultura come quella Islamica possa avere a che fare anche con il punk!
Una manciata di ragazzi musulmani si svegli una mattina e decida di fare musica punk. E come non bastasse, che lo faccia cantando proprio le cose dell’Islam, trasformando in anatemi le sure del Corano e gridando a squarciagola che, sì, Maometto era un punk. Il documentario di Omar Majeed segue l’uscita di un romanzo intitolato The Taqwacores (pubblicato in Italia per Newton Compton con il titolo Islampunk) e firmato da una delle figure di punta del nuovo Islam d’America, il trentenne Michael Muhammad Knight, che ha dato visibilità a tutta una scena di punk musulmani che, sparsi in tutta America, si presenta come una delle cose più vivaci e irriverenti della scena musicale tout court, e documenta un tour del 2007 che ha riunito alcune delle band punk musulmane, attirando l'attenzione dei media ma soprattutto fornendo l'opportunità per i musicisti e il loro pubblico di costruire una comunità reale. Anche se il romanzo di Knight e Taqwacore stesso sono diventati controversi (e non solo tra i gruppi anti-islamici, tanto che alcuni gruppi inizialmente coinvolti con il movimento alla fine hanno preso le distanze da esso), il film rimane un affascinante descrizione della intersezione tra una fede a volte ingiustamente calunniata e una forma d'arte che ha sempre indossato la sua condizione di outsider con orgoglio.


Joe Strummer: The Future Is Unwritten (dir. Julien Temple, 2007)
Trent'anni dopo The Great Rock 'n' Roll Swindle, Julien Temple torna al punk nel 2007, con un soggetto molto più cupo: la vita e la morte prematura di Joe Strummer, frontman dei Clash , scomparso improvvisamente alla fine del 2002 per una malformazione cardiaca non diagnosticata . Per chiunque (e come per chi scrive) su cui la vita e l'opera di Stummer ha avuto una grande influenza, il film di Temple è una visione molto.. emotiva, ma è anche obbligatoria per tutti coloro che vogliono capire la vita di una delle grandi figure più genuinamente punk.

Rude Boy è invece un film-documentario del 1980 sul gruppo di Joe Strummer e Mick Jones, i Clash appunto. Il titolo deriva dalla subcultura Rude Boy sviluppatasi in Giamaica negli anni sessanta. È stato pubblicato in DVD negli Stati Uniti d'America nel 2006, ovvero qualche anno dopo la morte di Joe Strummer avvenuta nel 2002. Racconta la storia del londinese Ray Gange che lasciò il suo lavoro in un sexy shop a Soho, Londra, per lavorare durante i tour dello storico gruppo punk rock band The Clash. Nel film sono riprese, tra l'altro, le tappe del "Sort It Out" tour, la registrazione dell'album Give 'Em Enough Rope, e l'apparizione della band al concerto di Rock Against Racism del 1978.


Afro-Punk (dir. James Spooner, 2003)
Abbiamo parlato dei festival Afropunk, naturalmente, quì. Durante l'anno della sua uscita, il documentario di James Spooner dominava le discussioni nei circoli punk-rock, attorno a una esperienza troppo spesso ignorata. Dotato di vere e proprie icone del black punk come Bad Brains e Fishbone, e poi di alcuni nomi nuovi sicuramente validi come Tamar-kali, e perfino i primi TV on the Radio, Afro-Punk pone domande difficili sulla razza in ambito punk rock, e fa notare l'ipocrisia insita in una scena che sostiene di essere anarchica e di mentalità aperta, ma che costantemente ha spesso emarginato gli afroamericani. Dopo il suo debutto, Afro-Punk ha continuato fondando una comunità online e lanciato il festival annuale che rimane uno dei migliori eventi estivi di Brooklyn.

Suburbia (dir. Penelope Spheeris, 1984)
Il fatto che è stato diretto dalla regista della trilogia di Decline of Western Civilization penelope Spheeris e che è stato prodotto dal "re dei B Movies" Roger Corman praticamente riassume tutto il bello che ci può essere in questo cult della punksploitation. Caratterizzato da gruppi degi anni '80 SoCal come TSOL e The Vandals, Suburbia è un contenitore di look e sentimenti "punk" che sfocia nel melodramma.
Una dozzina di ragazzi dagli otto ai diciotto anni, abbandonati o scappati di casa, che vivono insieme in un fatiscente edificio suburbano. Veri e propri reietti della società, si fanno chiamare "T.R." e vivono di furtarelli, serate punk e incerti rapporti interpersonali che suppliscono in parte al vuoto colpevole di una "assenza", quella delle famiglie di origine. Il loro essere "contro" è vissuto malamente dalla quiete intollerante del quartiere che li ospita ...




27/06/15

Mick Jones compie 60 anni!

Mick Jones che abitava con la nonna Stella, e la maggior parte della LP d'esordio The Clash fu scritto proprio al 18 ° piano del grattacielo a Harrow Road, nell'appartamento di proprietà della nonna di Mick, che regolarmente si presentava ai concerti Clash! 
Mick che dedica Stay Free in Give 'em Enough Rope a Robin Crocker, alias Robin Banks, arrestato per rapina a mano armata e condannato nel carcere di massima sicurezza nell'isola di Wight; Mick Jones che rubava vestiti a Carnaby Street per i Delinquents, la sua prima band e poi per i London SS, sinistro nome del gruppo in cui militava anche Paul Simonon; Mick che finalmente arriva a formare i Clash dopo l'ingresso nei The Young Colts di Joe lo strimpellatore, Joe Strummer.
Quando Strummer convocò la riunione nel 1982 per licenziare il batterista Topper Headon per la sua inaffidabilità a causa dell'eroina, lo stesso Headon e Mick piangevano. Strummer, presto avrebbe sparato il proiettile di troppo proprio contro Jones:
una delle immagini più tristi viste sullo schermo è proprio quella di Mick che in The future is Unwritten descrive con amarezza di come venne sbattuto fuori dai Clash da Bernie Rhodes, che voleva sostituirlo con Steve Jones dei Sex Pistols e dal buon Joe, accusato poi sempre nel film da Don Letts di profonda codardia. Alla fine, Strummer che  era figlio di un diplomatico e che era cresciuto in un relativo benessere,  sognava di essere Woody Guthrie, mentre Mick, cresciuto negli appartamenti comunali, desiderava essere una rock star: tutto è venuto a galla quando la furia di Strummer ha incontrato l'ambizione di Jones.

Mick che scrive Should I stay or Should I go pensando ad Ellen Foley, cantautrice americana che ebbe parte rilevante in uno degli album più venduti negli States: Bat Out Of Hell dei Meatloaf.

Fu Mick che volle Train In Vain come una delle prime ghost track su vinile per London Calling.

Mick che cercò di insegnare a Paul Simonon a suonare la chitarra, ma Paul proprio non riusciva a capire i meccanismi della sei corde, così passò al basso perche <<è più facile e poi ha solo 4 corde>>..
Mick su Joe Strummer: <<Quello che è importante per me è quello di portare avanti quello che ho fatto con i The Clash e cercare di rimanere fedele a quella idea originale. ... Joe è con me tutto il tempo si sa. .. E 'qui stasera con me in questo momento ed era con me quando sono andato sul palco e suonato stasera. Lo sento in tanti modi.. >>

Su Sid Vicious: <<Era un bel ragazzo intelligente - e nessuno si sofferma su questo punto. Siamo stati veramente buoni amici, Sid era più vicino al nostro gruppo che a loro [i Sex Pistols]. Eravamo in uno squat insieme ed siamo stati gli unici che lo hanno difeso dagli attacchi dopo i fatti di New York. Era un ragazzo molto più complesso di quanto si pensi..>>

Mick e le donne: <<All'inizio vivevo con mia nonna, sua sorella e sua cognata. Così vivevo con tre vecchie signore in Edgeware Road. Era una cosa completamente pazza, ero in una società completamente matriarcale. Sono stato circondato da donne di tutte le età per tutta la vita, ora ho tre figlie, una di 27, una di 7 e una di 8, più una figliastra di 22...>>

Il nuovo progetto dell'ex Clash con Tony James, ex Generation X e Sigue Sigue Sputnik, sono i Carbon Silicon. Hanno uno zoccolo duro di fan che va oltre il riconoscimento dei nomi, e ci hanno regalato tre album e due EP sul loro sito web. Carbon Silicon oggi scrivono ancora canzoni capaci di ispirare i ribelli di tutte le età.
www.carbonsiliconinc.com

Auguri, Mick!!
Mick Jones
Mick JonesAKA Michael Goeffrey Jones
Nato: 26-Jun-1955
A: London, England
Gender: Male
Razza or Etnia: White
Sexual orientation: Straight
Occupazione: Musician
Nazionalità: England
Executive summary: The Clash
 
    General Public
    The Clash Guitar
    Big Audio Dynamite Vocals, Guitar
    Big Audio Dynamite II Vocals, Guitar
    Libertines, Producer
    Gorillaz, Guitar
    Carbon Silicon Vocals, Guitar  
    Best Artist, Keith Richards
    Risk Factors: Cocaine








14/06/15

Don Letts, il nostro Dread Selector

A WESTSIDE REVOLUTION
Attraverso i canali dell'immigrazione nel Regno Unito la musica giamaicana e' stata presente nelle classifiche fin dal 1964, dopo il secondo posto raggiunto da Millie con My Boy Lollipop, e piu' che mai in pieno ibrido ska/reggae fine anni '60, inizio '70. In seguito tutto questo avrebbe alimentato la sotto cultura piu' gagliarda del biennio 79/80, la Two Tone. Nonostante i successi pop mancavano sbocchi di audience, dovuto in parte alla consueta miopia delle major discografiche e dall'altra il caos pressoche' pandemico dell'industria musicale giamaicana. La conseguenza fu che sino al 76/77 i dischi reggae vennero distribuiti irregolarmente essendo spesso di difficile reperibilita' - anche per chi viveva nelle aree metropolitane - e raramente trasmessi in radio. Uno degli effetti indiretti del riconosciuto debito del punk verso il reggae fu l'incremento esponenziale di uscite discografiche giamaicane in Gran Bretagna. La prima apparizione dello stile dub nelle classifiche inglesi fu quella di Rupie Edwards con Irie Feelings nel '74, un affascinante antisegnano dell'odierna economia musicale del megamix. Dal 74 in avanti il dub inizio' a diffondersi piu' capillarmente nel cuore delle metropoli..enel '75 Everlasting Dub di Skin Flesh and Bones preparo' il terreno per la particolare struttura e la vera e propria temerarieta' dei primi dischi dub: comunque due dischi fondamentali che suonano ancora oggi magnifici. Altri dischi essenziali per la diffusione del dub furono Dub Sensation e Bamba in Dub ('77) dei Revolutionaries, Pick a Dub ('75) e Blood and Fire di Keith Hudson, anche se si puo' sostenere a ragion veduta la candidatura di King Tubby (Osbournd Ruddock) come inventore del Dub: fu senza dubbio il primo ad impiegare alcune prerogative del dub quali il delay, la dissolvenza e il phasyng. Per gli appassionati la sua vicenda e' riassunta nella fondamentale antologia King Tubby's Special '73/76, trenta brani di ormai difficile reperibilita'. Per l'intera storia dell'Upsetter, Lee Perry riempirebbe un libro.


Letts agaist police
Chi e' Don Letts? Dj del Roxy, seminale punk club di Londra, selector, cresciuto a Brixton (Londra), regista, il suo Punk Rock Movie catturo' in super 8 tutta la crudezza della musica e delle performance dell'epoca: Keith Levene (Pil) che si inietta anfetamina nel bagno del Roxy, un fan si sfregia sensualmente lo stomaco con lunghi fendenti di lametta, insomma..tutto l'effetto della propaganda "raccapriciante" e creativo del punk, e ancora oggi ne resta la miglior documentazione in tempo reale. Ha fatto parte dell'elite come amico dei Clash - che lo raffigureranno nella copertina del loro album Super Black Market Clash - e di J.Rotten. Membro di band come Basement 5, Screaming Target, successivamente formerà insieme a Mick Jones (storico chitarrista dei Clash) i Big Audio Dynamite. Ancora oggi regista di videoclip e documentari, dj, conduce uno show radiofonico settimanale su BBC 6, produce compilation e continua a girare il mondo per portare in giro le sue selezioni musicali.

"Mio padre lo metteva a casa quando ero bambino..(il reggae), era la nostra musica naturale".

"La prima volta che vidi i Pistols non riuscivo a capire una parola di quel che di evano, ma c'era una tale energia da convincerti che c'era qualcosa di grosso che stava succedendo, destinato a diventare ancora piu' importante.."


Don Letts e' stato il personaggio che introdotto il reggae e il dub nel movimento punk, fortemente legato alle proprie radici musicali e culturali sara' lui il dj per eccellenza in grado offrire un contributo influente all'evoluzione della scena, alternando nelle sue selezioni musicali la cultura giamaicana e quella nascente nella Londra della meta' dei '70, in quella che sfocera' in un una vera e propria alleanza tra le ali piu' estreme del ribellismo giovanile dell'epoca.
Epoca di rivolte lungo le strade di Notting Hill Gate e quelle di Brixton, contro il razzismo della società inglese di quel periodo e di scontri nelle strade tra poliziotti e giovani ribelli, tra il basso del reggae e del dub, la chitarra elettrica del punk e sound system potenti.

Suo fu il contributo fondamentale, insieme a Joe Strummer e Tom Robinson, alla creazione del Rock Agaist Racism, che mise insieme decine di gruppi punk, reggae e dub, bianchi e nerri, operai e studenti, nel tentativo (riuscito) di contrastare l'avanzata dei fascisti del Fronte Nazionale che pericolosamente faceva proseliti tra i giovani. Un periodo di forti cambiamenti sociali e destinato a segnare in profondità tanto la storia della black music britannica quanto quella del rock.
Bob Marley sanci' questa esplosiva alleanza nel brano Punky Reggae Party.

DREADS MEET PUNK ROCKERS UPTOWN 
Del 2001. Letts ha riunito alcune delle migliori band reggae / dub in un album che mostra come la musica giamaicana, le pesanti linee di basso che ne caratterizzano la struttura e i testi anti-establishment abbia influenzato la scena punk inglese nella sua prima ondata. Il loro impatto può essere ascoltato nelle canzoni di gruppi come The Clash, PIL, e The Slits..

DREADS MEET GREENSLEEVES, A WESTSIDE REVOLUTION
Disco doppio uscito nel 2008, Letts scava negli archivi sterminati della potente etichetta Greensleeves e compila trenta brani che coprono l'intera evoluzione della musica giamaicana nel corso degli ultimi 30 anni, rendendo questo un ascolto illuminante, anche per gli ascoltatori con una conoscenza approfondita del reggae.
La prima parte e' incentrata sulle radici e il primo periodo dancehall, con testi caratterizzati dall'indignazione per le ingiustizie sociali, mentre la seconda parte e' dedicata alle cose piu' recenti, il reggae nell'era digitale, non meno importante e creativo rispetto al precedente.
Una grande selezione del leggendario Don Letts, perfettamente in linea con il clima infuocato di questi giorni.

Letts records
Buon ascolto a tutti











04/02/15

Last Clash: a S. Bernardino, California

Poche band rock 'n' roll hanno affrontato nella loro storia l'accusa di essersi venduti, quando il termine significava ancora qualcosa, come i Clash. Ancor prima della pubblicazione del loro primo disco, sono stati accusati di aver ucciso il punk rock, con la firma apposta sul contratto che li avrebbe legati con la "major" CBS. E nel 1985, Cut the Crap, l'ultimo disco di quello che era rimasto del gruppo, fu più o meno visto, giustamente o meno, come un operazione commerciale , solo per far soldi. Per una band che aveva fatto della solidarietà con i lavoratori e che rivendicava una vera e propria militanza rivoluzionaria, i Clash si sciolsero dopo aver a lungo camminato su una linea delicata, tra successo finanziario e credibilità politica.

La maggior parte dei critici datano la fine definitiva della band ben prima dell'odiato ultimo album, realizzato senza il chitarrista Mick Jones e il batterista di lunga data Topper Headon. Come ricorda Rolling Stone, la fine arriva tristemente nel fine maggio del 1983, quando accettarono $ 500,000 offerti dal co-fondatore della Apple Steve Wozniak per il New Day Wave, un festival a San Bernadino, California. Topper Headon era già stato cacciato dalla band per problemi di droga, sostituito dal 23enne Pete Howard, e Mick Jones e Joe Strummer a malapena si parlavano.

Arrivati a San Bernardino, nel gruppo regnava il caos completo. Le cose peggiorarono quando appresero che i fan stavano pagando 25 dollari per assistere allo spettacolo, mentre in precedenza i prezzi erano stati fissati a 17 dollari: poco prima di andare sul palco, tennero una conferenza stampa. La band annunciava che non avrebbe suonato a meno che Apple non avesse donato 100 mila dollari in beneficenza. Alcuni poi sostennero che la vera causa della loro rabbia era la consapevolezza che avrebbero pagato ai Van Halen un milione di dollari per il loro set. Ma siamo nella leggenda..
Arrivando sul palco con due ore di ritardo, sotto uno striscione con la scritta "The Clash Not For Sale", fu un set molto teso e pieno di rabbia , al punto che Strummer schernì la folla. <<Va bene, allora, eccoci qui, nella capitale dei decadenti Stati Uniti di A>>. Strummer fece delle strane affermazioni, tipo che chi era venuto con i figli avrebbe ricordato questo giorno per sempre, annunciando che i Clash stavano lasciando un'eredità, e che forse stavano per uscire per sempre dal panorama musicale e culturale.

Quattro mesi più tardi, Mick Jones era fuori dalla band, (il come viene poi raccontato dallo stesso Jones nel bellissimo The Future Is Unwritten, ed è un colpo per tutti noi fan della band..) e il concerto di San Bernardino sarebbe stata la sua ultima apparizione con Strummer e Simonon. E i Clash, come il mondo li aveva conosciuti, erano definitivamente finiti. Come un canto del cigno, è uno spettacolo caotico, la scaletta cambia continuamente. Vediamo il tutto nel video sotto (ad eccezione di "London Calling", che è tagliata a metà). Per molti è forse un peccato che non abbiano annunciato il ritiro dopo questa performance: non per me, che avrei visto il mio unico concerto dei Clash nella formazione di Cut the Crap. Meglio di niente! La band, con tre elementi nuovi insieme a Strummer e Simonon fece alcune cose da ricordare tra il 1984 e il 1986 e, a mio parere, anche in Cut the Crap c'è qualcosa da salvare, in fondo non è proprio quella merda che tutti dicono..






07/01/15

Un grande dito medio: il do-it-yourself

the Damned (Jenny Lens)
Cosa intendiamo quando parliamo di punk? Cercare di dare una definizione di cosa sia il punk rock è uno sforzo perenne che porta a una frustrazione senza fine. Si tratta di.. distruggere il sistema? Di ribellarsi contro l'oppressione? O è solo un altro modo efficace per vendere magliette? Discernere, chiaramente, non è facile.

Sempre pronti ad affrontare le sfide di Sisifo, quì un tentativo di venirne a capo, solo che invece di usare le nostre parole, citiamo donne e uomini che un tempo erano, e alcuni continuano ad essere, volti del punk.

Non biasimateci se abbiamo inserito i pareri dei Blink 182 e di Billie Joe Armstrong dei Green Day, e personalmente la definizione che preferisco, in fondo, è quella di Mike Watt dei Minutemen:

"Penso che il punk rock, soprattutto per me, è stato mostrare un grande dito medio a tutta questa faccenda del talento."




"Quando il punk è arrivato, l'unica cosa che non doveva essere era il suo risvolto musicale."
- Nick Lowe (cantautore, produttore)

"La popolarità del punk era dovuta al fatto che trasformava qualcosa di brutto , in qualcosa di bello".
- Malcolm McLaren

"Punk è libertà musicale. E' dire, fare e suonare quello che vuoi. In termini, 'Nirvana' significa libertà dal dolore, dalla sofferenza e dal mondo esterno, che è molto vicino alla mia definizione di Punk Rock ".
- Kurt Cobain

"Un ragazzo si avvicina e mi chiede 'Cos'è Punk?' Così ho preso a calci un bidone della spazzatura e ho detto: 'Questo è il punk!' Lui ha dato un calcio su un bidone della spazzatura e ha detto: 'Questo è il punk?' E io: 'No, questo è di tendenza ! '"
- Billie Joe Armstrong

"Il punk rock è una parola usata da dilettanti e manipolatori spietati della musica che prendono le energie, il cuore, e le anime, e il tempo, e le menti dei giovani che danano tutto quello che hanno ... non so Johnny Rotten, ma sono sicuro che mette tanto sangue e sudore in quello che fa come ha fatto Sigmund Freud. Io stesso, sento che la musica è così potente che va ben al di là del mio controllo, quando sono nella sua morsa non sento il piacere e non sento il dolore, sia fisicamente che emotivamente. "
- Iggy Pop

"[Punk] era qualcosa che ha portato le persone a stare insieme, e a rendersi conto che qualcosa era possibile fare.."
- Pete Shelley (Buzzcocks)


"Punk è stato la definizione di un atteggiamento, un attidudine, piuttosto che uno stile musicale."
- David Byrne



"Ci sono personaggi (nel punk) che deliberatamente, per quanto possibile, si spingono il più lontano possibile in aree considerate tabù."
- Richard Hell

"Punk è: l'espressione personale di unicità che deriva dalle esperienze di crescita e dalla nostra capacità umana di ragionare e fare domande; un movimento che serve a smentire atteggiamenti sociali che si sono perpetuati per ignoranza intenzionale della natura umana; un processo di discussione e di impegno per la comprensione, che si traduce attraverso il progresso e attraverso la ripetizione, in evoluzione sociale; una convinzione che questo mondo è ciò che noi facciamo di esso, la verità viene dalla nostra comprensione del modo in cui stanno le cose, non dalla cieca adesione al modo in cui le cose sono; è la lotta costante contro la paura di ripercussioni sociali. "
- Greg Graffin (Bad Religion)


"Sono stato sulla scena punk perché il punk è stato con te, ti ha insegnato qualcosa. Un sacco di altra musica del tempo ti ha lasciato come ti ha trovato ".
- Mick Jones (The Clash)

"Al suo meglio la New Wave e il punk rappresentano un fondamentale e secolare sogno utopistico: che se si dà alla gente la licenza e la possibilità di essere quanto più scandalosa e oltraggiosa possibile, come d'altronde la gente vuole essere, e lasciare loro la possibilità di sognare, saranno creativi e faranno qualcosa di buono rispetto e oltre i loro sogni. "
- Lester Bangs

"Il punk rock sembra la mia infanzia, la gloriosa e molto emozionante ingenuità del rock n 'roll. "Stenguns" e chitarre sembrano molto più idealiste quando ai vent'anni. "
- Tony James (Generation X)

"Il Punk rock, almeno quando ne ero una parte, era chiamato 'l'underground.' C'era qualcosa di molto attraente in tutti i luoghi nascosti, le storie nascoste."
- Mary Harron (giornalista, regista)

"L'intera etica punk era il do-it-yourself, e io l'ho presa molto alla lettera, come un bambino. Quando hanno detto che chiunque può fare questo e quello, ho pensato:, 'OK, questo sono io' ".
- Michael Stipe

"Penso che quello che abbiamo preso dalla prima ondata del punk in Inghilterra e poi quello del punk americano delle origini era un senso di auto-definizione e anche, di produrre quella musica per il bene della musica stessa e di essere parte di una famiglia per il bene stesso della famiglia."
- Ian MacKaye (Minor Threat, Fugazi)

"Non ho bisogno di pubblicizzare il mio modo di essere punk. Un vero punk non ha bisogno di mettersi in mostra ... E 'come un uomo del Karate ... l'uomo del Karate sanguina all'interno. Un vero punk è punk al suo interno. "
- Mark Hoppus (Blink 182)


"Quello che la gente non capisce è che quando il punk ha iniziato era così innocente e non consapevole di essere un fenomeno mediatico così forte. Non è possibile creare consapevolmente qualcosa di importante, si tratta di una combinazione chimica, di condizioni, dell'ambiente, di tutto ".
- Siouxsie Sioux


(photo: Jenny Lens)
"Se non fosse per i Clash, il punk sarebbe stato solo un ghigno, una spilla da balia e un paio di pantaloni bondage".
- Billy Bragg

"Non mi piace dire, 'Tu sei un punk e tu non lo sei.' C'è stato un disco, Ca Plane pour Moi di Plastic Bertrand, giusto? E vi garantisco che se dovessi farti ascoltare questo disco, in questo momento, diresti: 'Bene, questo si che è rockin! 'Ora, se dovremmo dire a un qualsiasi tipo purista del punk : 'Questo è un buon disco punk,' lo faremmo solo infuriare. Ma Plastic Bertrand, chiunque fosse, ha fatto questo disco che era probabilmente molto meglio di un sacco di cosiddetti dischi punk. Con le regole puriste, non era consentito parlare anche di Plastic Bertrand".
- Joe Strummer

"Il Punk è diventato un circo . Tutti hanno sbagliato. Il messaggio doveva essere: non ci seguite, fate quello che volete "!
- John Lydon

"Vengo dall'etica punk "home-grown", dove non importava se non si sapeva suonare una nota, era il modo di comunicare."
- Siobhan Fahey (Bananarama)

"Mozart era un punk, e le persone sembrano dimenticarlo. Era un cattivo, cattivo ragazzo".
- Shirley Manson

"Minare la loro autorità pomposa, rifiutare i loro standard morali, praticare l'anarchia e scompigliare i loro marchi. Causare quanto più caos e distruzione, ma non lasciarsi prendere vivi. "
- Sid Vicious

"Il punk rock è solo un'altra parola per la libertà."
- Patti Smith