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09/02/18

Hunter S. Thompson, i migliori 10 album degli anni '60

"Mi dispiace che tu pensi che la musica non sia nei miei interessi. Perché lo è stata sempre stato e perché ne ho scritto: penso che in questi ultimi anni la musica sia la Nuova Letteratura, che Dylan è la risposta degli anni '60 a Hemingway e che la cultura e la voce principale degli anni '70 sarà su dischi e videocassette anziché sui libri."

Questa è uno stralcio della lettera che Hunter S. Thompson, scrittore, giornalista d'assalto, inventore dell' inimitabile "giornalismo gonzo" scrisse alla fine del 1970 al redattore di Rolling Stone John Lombardo. Thompson smentì così le affermazioni secondo cui il suo apprezzamento artistico si estendesse solo alla parola stampata. In questa stessa lettera, raccolta nel suo secondo volume di corrispondenza "Paura e dispiacere in America", Thompson incluse un elenco dei migliori album rock" degli anni Sessanta, "perché gli anni '60 in qualche modo, sono la ripetizione degli anni '20; I paralleli sono troppo grossolani perché gli storici possano ignorarli ".

L'elenco, molto interessante perché ci svela la competenza e i gusti del grande scrittore americano, non è attribuito a Thompson in senso stretto, ma a "Raoul Duke", il suo alter-ego in Paura e disgusto a Las Vegas, che verrà pubblicato l'anno successivo.
Nella lettera, Thompson si lamentò della difficoltà che si incontra quando ci sono delle liste da stilare, (chi è avvezzo a compilare delle playlist di qualsiasi genere sa di cosa si parla..) e del poco tempo avuto a disposizione per le scelte, cercando ancora di convincere Lombardi.
"Anche in questo momento mi vengono in mente 10 altri album che avrei potuto aggiungere ... ma che cazzo, è solo un'idea scoraggiante."



  • Herbie Mann’s 1969 Memphis Underground (“which may be the best album ever cut anybody”)
  • Bob Dylan’s 1965 Bringing It All Back Home
  • Dylan’s 1965 Highway 61 Revisited
  • The Grateful Dead’s 1970 Workingman’s Dead (“the heaviest thing since Highway 61 and ‘Mr. Tambourine Man'”)
  • The Rolling Stones’ 1969 Let it Bleed
  • Buffalo Springfield’s 1967 Buffalo Springfield
  • Jefferson Airplane’s 1967 Surrealistic Pillow
  • Roland Kirk’s “various albums”
  • Miles Davis’s 1959 Sketches of Spain
  • Sandy Bull’s 1965 Inventions




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    05/08/15

    Keith Richards: svegliarsi una mattina con quindici poliziotti attorno al letto


    Mai avuto problemi con la droga, solo con la polizia
    Quello che più impressiona è che Keith è un SOPRAVVISSUTO. Un sopravvissuto degli anni Sessanta, degli anni Settanta, e Ottanta, di Altamont e delle aggressioni della polizia. Keith che oggi dichiara di farsi uno spino appena sveglio, prima della colazione, ma che ancora non ha capito se sia un bene legalizzare le droghe leggere. Appunto, sarà l'età, e quel pò di confusione che gli provoca l'erba alla mattina, se uno come lui ha titubanze su un argomento del genere. Keith Richards fa uscire un nuovo disco da solista, il terzo, il 18 Settembre, “Crosseyed Heart”, 23 anni dopo “Main offender” del 1992 e  “Talk is cheap” del 1988. (In fondo il video del nuovo singolo tratto dall'album: Trouble)

    Ma il 29 febbraio 1977,  una squadra speciale della polizia canadese, allertata da una telefonata anonima, fa irruzione nella camera occupata dalla rockstar all’Harbour Castle Hotel di Toronto, e gli trova ventidue grammi di eroina e cinque di cocaina: lo arrestano  immediatamente, anche se poi viene rilasciato dopo il pagamento di venticinquemila dollari di cauzione. L’accusa, vista la quantità di droga sequestrata è di detenzione a scopo di spaccio, ma  la linea di difesa di Richards è quella di chiedere la derubricazione del reato in detenzione per consumo personale. Il 24 ottobre 1978, mentre il palazzo di giustizia è presidiato dalla polizia per contenere un muro umano di fotografi, cameramen e cronisti, oltre che ad una folla di fan e curiosi che cercano di entrare in aula, un giudice lo condanna a  sottoporsi a un trattamento disintossicante e gli impone di prestare la sua capacità lavorativa al servizio della collettività determinandone anche le modalità: entro sei mesi deve tenere un concerto di beneficenza in un luogo di sua scelta purché sul territorio canadese. Il ricavato dell’esibizione deve essere destinato a un istituto di assistenza ai ciechi, il Canadian National Institute for Blind. Il il 22 aprile 1979 terrà il concerto previsto dalla sentenza nel Civic Auditorium di Ottawa accompagnato dai New Barbarians, un gruppo composto dall’altro chitarrista dei Rolling Stones Ron Wood, dal bassista Stanley Clarke, dall’ex tastierista dei Faces Ian McLagan e dall’ex batterista dei Meters Ziggy Modeliste.
    Abbiamo recuperato una vecchia intervista, in cui il buon Keith parla di quella vicenda, del concerto "riparatore", di disco music, di punk, reggae e di altro ancora.

    Keith avanza, leggermente titubante. Ha gli occhi e le pupille offuscati. Ha i jeans consumati, una camicia lilla la cui scollatura _ lascia vedere il petto scheletrico. E' molto alto ed emana da tutto il suo essere una stupefacente impressione di forza tranquilla e di
    LEALTA'.

    D: ll tuo primo singolo, d’altra parte il tuo primo disco solo e appena uscito...
    K.R.: Rn, Rudolph, Rn é un pezzo che ho registrato nel Dicembre del 1976, mentre mi sorbivo l’ascolto dl tutti i nastri della tournée, per selezionare i pezzi che figuravano su << Love You Live>>. L’ho registrato con un giovane batterista ,canadese di nome Mike  Brusco. Sta con Mick Taylor.
    D: Suona con lui?  
    KR.: Vive con lui, hé-hé-hé! Voglio però dire che questo é tutto quello che c’é sul disco. Io e lui. Io suono il basso. Brusco la batteria e Stu il piano.
    D: Perché l’hai fatto uscire così tardi?
    KR.: Perché ho l’abitudine di andare a risentire tutti i nastri a distanza di tempo. E
    quando si sentono a freddo, ci si domanda perché certe canzoni non si fanno uscire. Allora..
    D: Farai un album da solo?
    K.R.: Ancora non lo so. Ho molte cose in programma. C’é Scarlett, che ho registrato con Ronnie e Jimmy Page... e poi ho in mente un album country... Sono delle canzoni che Gram Parsons mi aveva insegnato a suonare. Ma dovrei ricomlnciare tutto con un gruppo country...ma dovrei trovarmi nella stessa situazione di allora...
    D: Cioé?
    K.R.: L’ho registrato dopo che mi ero svegliato una mattina con quindici poliziotti attorno al letto e mi sono ritrovato dietro le sbarre senza neanche aver fatto colazione...
    D: Che brutto affare! A proposito, una volta hai detto che ti senti un <<uomo in vista>> perché dappertutto nel mondo un poliziottopuo saltarti addosso per farsi un po’ di pubblicità...
    KR.: Ci sono dei giorni in cui lo penso veramente ma penso anche che se un poliziotto lavorasse seriamente, non dovrebbe preoccuparsi di arrestare un Rolling Stone...
    D: Farai quel concerto in Canada?
    KR.: Certo! Fare quel concerto é come farsi tre anni di prigione! In Canada parlano di annullare il processo: c’é un mucchio di gente che approfitta di questo affare per regolare le proprie pendenze politiche. Comunque per me é archiviato. E un affare tra il giudice e la destra.
    D: Comunque prima del processo avevi la spada di Damocle... ia prigione a vita...venti anni... ci pensavi spesso?
    KR.: Solo quando incontravo imiei avvocati. Per il resto... Ho una pessima memoria! Solo quando sono andato al processo mi sono sentito come il coniglio di fronte al cobra...

    D: Ma torniamo ad argomenti meno tristi... Tutte la vostre canzoni sono firmate Jagger/Richards, e ti chiedo quale é ia vostra relazione in quanto compositori... Per esempio, una canzone che canti tu, come Before They Make Me Run...
    KR.: Quella é mia dalla A alla Z. Ma la ragione vera per cui io canto canzoni tipo Happy o Before They Make Me Run che sono di Mick é che... che mi ci vorrebbero quindici giorni di studio per insegnarla a Mick. Dopo tre giorni, lui finisce col dire:
    <<Oh, merda, tu la conosci, fai da solo!».
    La maggior parte delle persone hanno l’abitudine di dire: <<lo l'ho scritta e io la canto!>> lo, le sole volte che ho pensato di cantare con i Rolling Stones è stato quando Mick mi ha detto: <<Fai tu, io ci metferei degli anni a impararla!>>
    D: Prendiamo ora una canzone tipo Shattered...
    KR.: Shattered é l’esempio classico, l’altra maniera in cui io e Mick scriviamo canzoni: io prendo la chitarra e suono un rift E a un certo momento dico <<Qusta si chiama Shattered>>.  Poi le parole, il modo di cantarle, quello di cui si parla, è tutto suo. Facciamo a metà. Solo che la mia metà inizia il tutto. Si potrebbe credere che é un divorzio. In effetti, siamo due sposi felici.
    D: C’e molta gente che dice; <<Ah! Anche gli Stones ora fanno la disco! E finita!>>
    KR.: Hot Stuff e Fingerprint File erano sul genere disco. Siamo stati sempre influenzati da quello che succedeva, come tutti d’altra parte. Ci capita di suonare una cosa che si può etichettare come disco, se si vuole. Miss You é stato un successo. Enorme. E ringrazio gli amanti della disco. E poi anche la disco è una formula... Ad esempio prendete Shirley Goodman, ora é la regina della disco grazie a Shame Shame Shame...
    D: Si, ma giustamente... è il mito Travolta. Ieri il pietoso gigolo dell’angolo, oggi la superstar galattica.
    KR.: E io ti dico che John Revolting puzza! Che quel genere di disco puzza! I clubs sono sempre esistiti, ma il problema é che si fabbrica per coloro che ci vanno. E' una musica talmente calcolata... Si, ci sono delle canzoni buone. Miss You, per esempio. Ma non era un disco combinato, macchinato come quello di... io adoro fare dei nomi... come quello di Rod Stewart. Non posso sopportare sentire quel vecchio biondino che mi chiede se lo trovo sexy.
    D: Quali sono i progetti degli Stones? Si è sentito parlare di una tournée in Giappone e in Australia...
    K.F.: Si, ma quello che e sicuro é che faremo un tour in Europa e in lnghilterra. A me piacerebbe molto fare una tournée in Africa...
    D: ln Africa?
    K.F.: E poi vorremmo andare in Algeria, nel Ghana... L’anno scorso abbiamo scritturato Peter Tosh, il primo gruppo che abbiamo scritturato seriamente. Se lui ci apre lo spettacolo in America, noi faremo l’inverso in Africa e tenteremo di scaldare il pubblico per lui. Ma se non si fara, pazienza!
    D: Tu ritorni dall’lnghilterra. ln due anni, ne sono accadute di cose la. Per esempio, che ne pensi del punk?
    KR.: I punks? Appena ho realizzato che esistevano, già erano scomparsi! Diciamo anche che quando vedo le foto di Johnny Rotten con la sua camicia tagliuzzata, le sue spille da balia, ll suo muso... e ora il suo gruppo Public Image Limited... Oh, non ho sentito il disco ma é...è la conseguenza evidente... contro la quale dobbiamo reagire... Ci vorrà un anno, due anni, sei mesi... Ma al punto in cui si è quel tizio é pericoloso. Non vuole neanche
    essere riconosciuto come un Sex Pistol!
    D: Va bene, ma questi gruppi non avrebbero avuto ragione di esistere se tutti gli antichi, dagli Stones ai Led Zeppelin, non avessero scelto l’esilio.
    KR.: Non siamo noi che dobbiamo essere attaccati, ma il sistema d’imposte, allora!
    D: I punks hanno infastidito gli Stones, avete risentito della loro concorrenza?
    K.R.: No. E non me la sento di prendere l’Inghilterra d’assalto. L’Inghilterra si è completamente richiusa su sé stessa. Nelle strade per esempio, i ragazzetti vomitano sugli Americani, non ne vogliono piu sentir parlare, tranne per uno o due ex-New York Dolls... E c’é il reggae... Per i ragazzi lnglesi, adesso, il reggae è una musica naturale, una musica che ascoltano dall’infanzia. E questa cosa invade tutta Londra...
    D: Ci si stacca dalla tua Cultura, da Chuck Berry...
    KR.: Oh! Quando penso a tutti quei gruppi che fanno degli sforzi smisurati per suonare come noi e come Chuck Berry! E' la grande lezione del rock: tutti i dischi punk che ho ascoltato imitavano in un modo gli Stones degli anni 65! Ma come possono ritrovare il nostro suono su 24 piste? lmpareranno... se sopravviveranno (Silenzio). E sottolineo il <<se>>!

    Qui Keith diventa completamente caotico. Dondola la testa e ci parla di un mucchio di cose. Afferriamo solo dei frammentl del dlscorso... 

    KR.: Costello... ho sentito un disco... se arriva a fare un successo con una voce come quella... ha delle possibilità... Non sento i loro dischi... ma ho degli amici che li sentono... sono completamente disorientati... Lui e lan Dury sono due che rischiano di farcela. Ma l’ultimo singolo di Dury, Hit Me With Your Rhythm Stick, è completamente asettico...si sente che cerca il successo... (La voce diventa quasi impercettibile). I dramma è che vogliono tutti diventare delle stars disco!





    11/07/15

    Luglio, le ristampe che voglio

    Un capolavoro, un caposaldo della musica, tale resta, anche a distanza di moltissimi anni. Ed è 'sempre bello vedere uno di questi gioielli rinascere in una nuova luce: alcune ristampe di questi ultimi mesi non hanno deluso.
    In tutto, il secondo trimestre del 2015 ha vomitato un incredibile quantità e varietà di ristampe sotto forma di edizioni deluxe, e io ne ho scelto cinque, che sembrano davvero valere un pò dei nostri risparmi



    Sherwood at Control, Vol. I: 1979-1984
    Il lavoro di produzione di Adrian Sherwood è andata sempre ben oltre il reggae e le sue propaggini.Nella metà degli anni '50, il produttore londinese era una sorta di attivista della bass-music , e nel corso degli anni ha sempre lottato per sostenere il "dub" nelle sue forme più varie, con album solisti come Survival and Resistance e tenendo conferenze sulla storia e la tecnica di questo stile alla Red Bull Music Academy. Ma Sherwood ha lasciato il segno più profondo 30 anni fa, lavorando in scia tra post-punk, industrial e musica giamaicana che scorreva a fiumi tra Londra e New York. Una volta riannodati i fili del suo curriculum, si scoprie un raffinato e avventuroso talento musicale, il cui suono singolare ha contribuito a generare lo slancio per una sfilza di band iconiche e che gli ha assicurato alla fine una posizione di primo piano nel pantheon dei produttori.
    Sherwood ora sta ripubblicando la musica dal suo catalogo per la sua etichetta, la legendaria On-U Sound, che ha fondato nel 1979, depositaria di tutto il lavoro che ha svolto con i migliori musicisti giamaicani. Sherwood at Control, Vol. I: 1979-1984, esplora un periodo entusiasmante nella storia della musica ed è un ingresso importante per apprezzare la suainfluenza e il suo lavoro in studio di registrazione. Tra le 14 tracce, il dub è il filo persistente. La scena musicale londinese degli anni '70, è inondata di musica giamaicana, bassi oceanici, riverberi cavernosi, spazi sincopatici, che portano in luoghi sorprendenti e a generi lontani.

    The Odyssey: A Northern Soul Time Capsule
    'The Odyssey: A Northern Soul Time Capsule' è il quadro più completo di una cultura musicale veramente unica e enigmatica, che dura ormai da oltre 45 anni e che, partendo dal Regno Unito, si è poi diffusa in tutto il mondo. L'attuale popolarità di questa cultura è dovuta al film "Northern Soul" e alla sua colonna sonora.
    Il Northern Soul è nato come fenomeno di musica da ballo: giovani adolescenti nel nord dell'Inghilterra alla fine del 1960 e 1970 abbandonano la musica tradizionale dell'epoca e s'immergono nell'underground dei recessi più oscuri della musica soul nera americana. Precursore originale dell' acid house e della scena rave techno degli anni Ottanta e Novanta, in cui le notti di danza sono alimentate da nuove sostanze chimiche piuttosto che dal tradizionale alcol dell'epoca, era di gran moda alla fine dei '60 e musicalmente sostenuto da rari singoli 7'' in vinile di artisti allora sconosciuti. Dalle sue umili origini alTwisted Wheel e il Blackpool Mecca di Manchester è arrivato al 100 Club e al Twisted Knee Soul Club di Londra, catturando ancora l'immaginazione di irriducibili della vecchia scuola e la curiosità di nuovi arrivati.

    The Odyssey: A Northern Soul Time Capsule segue l'evoluzione della Northern Soul,
    230 brani, ognuno dei quali accuratamente ri-masterizzato e documentati all'interno da note maniacali. Oltre 10 ore di musica leggendaria, la più completa track-listing Northern Soul mai pubblicata. Certo, si tratta di 8 CD e 2 DVD per un costo totale di 86,99 Euro, ma se dovessimo scegliere uno tra gli otto probabilmente prenderemmo il CD4 (periodo dal Blackpool Mecca al Wigan Casino') semplicemente perché incapsula tutto quello che ci aspettiamo da questo prezioso fenomeno musicale e culturale. C'è Paul Anka di When We Get There' e Dean Parrish's di I'm On My Way', la versione originale di Gloria Jones di Tainted Love 'e Frankie Valli di The Night. Altrove, tanti gruppi assolutamenti sconosciuti come The Olympics, The Poets, The Contours..


    Super furry animals: Mwng
    Il Galles è un piccolo paese, un territorio poco più grande del New Jersey americano, e oltre ad avere una propria lingua, la bandiera, e un ricco patrimonio culturale, il Galles ci ha dato Tom Jones, Richard Burton, e la stazione ferroviaria dal nome più lungo, Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwyll-llantisiliogogogoch. Dannazione! Anche la musica non 'è passata relativamente inosservata. Band come Manic Street Preachers e Super Furry Animals hanno spopolato in quanto a popolarità, e i nuovi "Cool Cymru" stanno attirando l'attenzione di tutto il mondo. A quanto pare, i talent scout delle case discografiche del Regno Unito spendono parecchio tempo alla ricerca di nuovi talenti in Galles come fanno nel resto della Gran Bretagna. I Super Furry Animals occupano un posto speciale tra la nuova ondata di band gallesi. Considerando che band come Gorky Zygotic Mynci e Catatonia potrebbero anche essere scambiate per inglesi, Super Furry Animals hanno sempre mostrato un certo attaccamento alla loro lingua madre, come dimostra Mwng (pronunciato "moong"), che è il risultato di un affascinante gruppo di canzoni rock di piacevole ascolto. Anche se Mwng non è il meglio dei Super, come Guerrilla, le canzoncine pop complete di chitarre acustiche ed elettriche e con armonie vocali sovraincise, sono perfette per il periodo estivo.

    Steel Pulse: Hand­sworth Revo­lu­tion
    Un luogo, Hand­sworth, quar­tiere popo­lare di Bir­min­gham, con un’alta per­cen­tuale di immi­grati, un nome, Steel Pulse (che tra­dotto let­te­ral­mente signi­fica bat­tito d’acciaio): sono i tratti distin­tivi ed alta­mente sim­bo­lici di una delle reg­gae band bri­tan­ni­che più conosciute al mondo. Gli Steel Pulse inizialmente non riuscivano ad esibirsi dal vivo: i proprietari dei club erano riluttanti a dare loro un ingaggio, perchè troppo politicizzati. Ma il movimento punk stava aprendo nuove strade per la musica in tutta la Gran Bretagna, e trovò facilmente una parentela spirituale con la protesta dei rasta immigrati nel paese. Così,iniziarono ad aprire i live delle nuove band punk e new wave, i Clash, gli Stranglers, Generation X, i Police, gli XTC, e ad affermarsi in linea con lo spirito del tempo. La loro denuncia sociale si coniugava con n forte umorismo satirico; i membri del gruppo spesso andavano in scena con costumi che deridevano dagli archetipi della tradizione britannica. Nel bellissimo documentario/concerto Urgh! A music War vi è una loro esibizione con i costumi del Ku Klux Klan americano, proprio sull'omonimo brano apparso sul primo album dei Pulse.
    Hand­sworth Revo­lu­tion, è del 1978, viene pubblicato dalla Island Records diretta da Chris Blac­k­well — il più impor­tante pro­dut­tore della disco­gra­fica reg­gae mon­diale. Il disco è un calderone in cui è il con­cetto di “blac­k­ness” a dominare. Dopo 40 anni gli Steel Pulse si ritro­vano con solo due dei mem­bri ori­gi­nari, il can­tante e chi­tar­ri­sta David “Dread” Hinds, e il tastie­ri­sta Sel­win “Bumbo” Brown e ripubblicano Handsworth Revolution, ancora considerato da molti critici come un punto di riferimento , uno dei dischi più belli e importanti e insieme un classico del reggae britannico.






    Sticky Fingers
    "Sticky Fingers", le cui prime session furono registrate nel dicembre 1969 ai Muscle Shoals Sound Studio in Alabama, a Stargroves, la casa di campagna di Mick Jagger, e agli Olympic Studio di Londra, uno degli album più famosi dei Rolling Stones, e tornerà nei negozi questo mese in una versione "espansa", arricchita di materiale inedito. Lo storico lavoro del 1971 che fotografa la band in un momento di grazia, con brani-simbolo come Brown Sugar, Wild Horses, Bitch, Sister Morphine e Dead Flowers, è ristampato dalla Universal Music in vari formati. Sticky Fingers è un capolavoro a tutto tondo, non solo la musica, ma anche la grafica. L'opera di Andy Warhol con un pube maschile fasciato da pantaloni aderenti e la famosa cerniera (vera, nell'edizione originale) finì in copertina. La ristampa, nelle nuove edizioni Super Deluxe e Doppio Vinile Deluxe, propone fedelmente quanto ideato da Warhol.


    Present arms: UB40
    Lo inseriamo ma è già stato pubblicato ad inizio anno. Prendetelo, anzi, prendeteli, dato che Present Arms includerà il “gemello” dub e le BBC session. Imperdibili! Le riedizioni deluxe, anche in vinile 180 g, di due dischi del periodo più fecondo a livello artistico (meno di vendite..) della band reggae/pop di Birmingham. 3 Cd per ciascun titolo.




    17/04/15

    Gimme Shelter: il cinema verità di Albert (e David) Maysles

    Chi ama la storia della musica, del cinema e della sociologia, dovrebbe vedere i film dei fratelli Maysles. Per noi, un lavoro superbo che ha reso alcuni dei loro documentari gli esempi migliori di quello che viene chiamato cinema verità. 

    Albert Maysles, il documentarista conosciuto per Gimme Shelter, Grey Gardens e Salesman (Il Commesso) è morto all'età di 88 anni. Maysles sarà ricordato come un narratore pionieristico, ma tutta la sua storia sarà per sempre segnata dalle riprese di un assassinio, mentre filmava  probabilmente il suo documentario più famoso .
    Aveva iniziato a fare documentari nel 1960. David (scomparso nel '97) si occupava del suono, Albert faceva le riprese, entrambi firmavano la regia. A loro non interessava intervistare la gente, preferivano riprendere quello che accadeva nel frattempo. Niente sceneggiature e set e nessuna struttura narrativa, solo su una costante e rigorosa ricerca della realtà soggettiva e verità oggettiva.  I loro film,  sono davverotutti da vedere. I più famosi, insieme a Salesman, sono Gimme Shelter (ormai cult movie sul tour dei Rolling Stones che culminò con l’omicidio di Altamont, 1970) e Grey Gardens (l’incantevole storia delle due Edie Bouvier Beales, madre e figlia, nella loro decaduta casa negli Hamptons, 1976). Meno famosi ma altrettanto belli e da non perdere decine di altri documentari: su artisti come Christo,  su musicisti come il primo tour dei Beatles in America del 1964, (recentemente aveva filmato Paul McCartney e il concerto in memoria dell’11 settembre, The Love We Make), su attori, Meet Marlon Brando, del 1965,  scrittori comeTruman Capote, con From Truman With Love, del 1966), e sportivi, l'entusiasmante Muhammad and Larry, sull’incontro Muhammad Ali vs. Larry Holmes, del 1980. 

    Maysles guadagnava facilmente la fiducia dei suoi soggetti, permettendo loro di essere partecipanti attivi nel plasmare il racconto dei suoi film. "La gente è molto più disposta a rivelare più che mantenere un segreto", era una delle sue massime. L'indipendenza, l'autorevolezza e l'abilità come regista non sono stati il risultato di un ego smisurato. Piuttosto, richiamano l'attenzione sulle fortunate collaborazioni che hanno contribuito al successo dei suoi film. "Un vero documentario dipende interamente da molteplici forze", aveva detto a Interview. E nell'intervista Maysles ha parafrasato Alfred Hitchcock: "In un film di finzione, il regista è Dio. In un film di saggistica, Dio è il regista. " I fratelli Maysles notoriamente hanno sempre insistito sul fatto che Charlotte Zwerin, che aveva curato e prodotto Salesman e Gimme Shelter, dovesse avere il credito come co-regista dei due lavori, un evento estremamente raro nel cinema americano. Maysles ha sempre respinto la cultura della celebrità, nonostante avesse a volte lavorato con soggetti famosi. "Quando filmo una persona famosa, è come filmare una persona comune. E poi si entra in comunanza, noi tutti, ricchi o poveri, celebrità o meno." 

    Edie Beale
    Maysles aveva anche i suoi detrattori. Alcuni critici di Grey Gardens trovarono che il film fosse uno sfruttamento dei suoi soggetti, Edith Bouvier e sua figlia, la piccola Edie Bouvier Beale, i parenti eccentrici di Jacqueline Kennedy Onassis. Ma queste accuse furono mitigate dai soggetti stessi, che si espressero solo positivamente a proposito del film, esprimendo profonda fiducia e ammirazione per i fratelli Maysles. Gimme Shelter, il documentario che seguì nel 1970 i Rolling Stones in tour, fu un'altra storia. Numerosi critici condannarono il film, che fu commissionato dai Rolling Stones ed fu in parte finanziato dalla band - anche se Mick Jagger rifiutò di firmare una liberatoria diversi mesi dopo il completamento delle riprese - definendolo come una pubblicità poco favorevole e trasparente. Gimme Shelter negli anni ha raggiunto lo status di leggenda e notorietà mondiale per contenere il filmato di una morte per accoltellamento: un membro degli Hells Angels accoltellò il 18 enne Meredith Curly Hunter, che, (si dice)  aveva estratto una pistola nel concerto gratuito a Altamont Speedway, San Francisco. Alcuni critici credevano e affermarono che i musicisti e il regista erano in qualche misura complici nella morte di Hunter, a causa di una credenza ancora diffusa che tutto era stato organizzato con l'intento di essere filmato per il documentario. (Che non fosse così è chiaro, ma l'accusa fu contestata da Maysles in un resoconto dettagliato di Michael Sragow in Salon). Ancora a proposito di quella storia, la leggenda narra che il managere dei Grateful Dead Rock Scully chiamò gli Hells Angels per conto dei Rolling Stones, pagando loro 500 dollari in birra, presumibilmente come pagamento per garantire la sicurezza del concerto.  Subito dopo, anche una rivista come Rolling Stone attaccò il documentario: "Può sorprendere molte delle persone che erano a Altamont e che hanno sofferto per la morte di Hunter, scoprire che erano, in effetti, attori extra non pagati in un film a colori in piena produzione", si legge nel suo resoconto della tragica violenza contenuta in Gimme Shelter. Ma secondo Maysles  un buon documentario è “un’ode alla realtà”: i documentari sono potenti,  “hanno il potere di far capire le cose alla gente, e di cambiare le cose”. La gente è felice quando li guarda, “perché i protagonisti sono gente comune, e non attori. Sono esattamente come loro”.

    Queste alcune delle regole fondamentali per girare un buon documentario:
    1. prendi distanza da un punto di vista; 
    2. ama il tuo soggetto; 
    3. riprendi eventi, scene, sequenze; evita interviste, narrazione, conduttori; 
    4. lavora col meglio del talento che hai; 
    5. fanne un’esperienza, e filma l’esperienza in modo diretto, senza messa in scena né controllo; 
    6. c’è un legame tra realtà e verità: resta fedele a entrambe.

    Salesman è del ’68. È la storia di quattro venditori di bibbie porta a porta. I due fratelli Maysles (Albert e David) li seguirono nel New England e in Florida e trasformarono quelle giornate on the road in un film di culto. Quasi mezzo secolo dopo, vedendolo non si può non definirlo un capolavoro.

    I Beatles arrivano, loro li seguono per tutto il tour usando apparecchiature talmente silenziose da diventare quasi invisibili, in pochi giorni sono amici. Non li intervistano, semplicemente riprendono. Poi i Beatles vanno ospiti all’Ed Sullivan Show e ai fratelli Maysles non viene permesso di entrare in studio.  Cosa fanno i Maysles? Entrano in una casa qualunque e seguono l’Ed Sullivan Show riprendendo due ragazzine e la loro famiglia e lo schermo della tv con sopra le immagini dei Beatles. Non è un intuizione più che geniale?

    Un pò di Link:
    Sul sito del Maysles Institute è possibile trovare tutte le informazioni sulla scuola e il cinema, mentre sul sito della Maysles Films ci sono maggiori informazioni su Albert Maysles e i suoi film.
    Qui il trailer originale di Salesman, quello di Grey Gardens, alcuni minuti di outtakes di The Beatles: The First U.S. Visit e il trailer di Muhammad and Larry.
    Tra i tanti video su youtube c’è un breve documentario su Albert Maysles, diverse interviste tra cui una di Regina Weinreich e un paio di minuti della Harlem intorno al Maysles Institute.

    Riferimenti su Interzone ne La parabola di Hunter S. Thompson





    06/03/15

    La parabola di Hunter S. Thompson



    UNA PARABOLA..
    <<Una vecchia camminava per sua strada quando vide una banda di teppistelli che picchiava un serpente velenoso. Andò in soccorso del serpente e se lo portò a casa, dove lo curò e lo guarì. Divennero amici e vissero insieme per molti mesi. Un giorno che stavano per andare in città, la vecchia prese su il serpente e lui la morse. Ripetutamente. “Oh Dio,” gridò la donna, “Sto morendo! Perchè questo? Ero tua amica. Ti ho salvato la vita! Mi fidavo di te! Perché mi hai morso?
    Il Serpente alzò lo sguardo e disse: "Signora, anche la prima volta che mi ha preso su, lei sapeva bane che io ero un serpente">>.

    <<Tracciate una linea di pizzicotti lungo lo scarno, giovane braccio.
    lnfilateci l’ago e spingete lo stantuffo osservando la droga che lo scuote
    dappertutto. Andateci giù decisi can questa merda, e ciucciatevi la droga
    con tutte le giovani cellule ingorde>>.

    - William S. Burroughs, La macchina murbida -



    Un colpo in testa nella sua casa di Woody Creek, vicino ad Aspen, in Colorado. Aveva sessantotto anni ed era esattamente il 20 febbraio 2005 . Così se ne va un'altra delle nostre icone culturali, giornalista sportivo, reporter, inviato al fronte e cronista politico, Hunter S. Thompson poi è stato soprattutto l'inventore di uno "stile": il New Journalism, definito poi in "Gonzo Journalism", uno stile sperimentale, dove chi scrive annulla la distanza dalla realtà oggetto del suo interesse, a tal punto da permettergli di riportare delle esperienze di prima mano e diventare figura centrale della storia. Uno stile e un approccio che mantiene ancora oggi tutta la sua forza.
    H. S. Thompson resta comunque un autore leggendario, e un altra delle nostre "spiritual guidance", totem della controcultura non solo americana che ha realizzato alcuni dei reportage più allucinanti , esileranti, irriverenti, comici e disperati che siano mai stati scritti, assorbito da quantità esorbitanti di tutti i tipi di stupefacenti, all'assalto dello sfavillante e perverso conformismo americano. La vita, e la cronologia degli eventi che hanno caratterizzato le sue follie sono reperibili sulla rete in quantità, mentre resta molto misterioso il suo suicidio: si dice che fosse al telefono con sua moglie pochi istanti prima dello sparo e che avesse confidato ad amici di essere in possesso di elementi collegati all'11 settembre.

    Noi ci soffermiamo su quello che il direttore di The Nation chiese a Hunter S. Thompson nel 1965, una storia sugli famigerati Hell's Angels, la gang di motociclisti più temuti sulle highway californiane di quegli anni, e che Hunter scrisse regalandoci contemporaneamente uno spaccato della California di quegli anni incredibili, affascinante ed efficace. L'articolo rapidamente portò Hunter ad un contratto editoriale, e, l'anno successivo,venne pubblicato Hell’s Angels, a Strange and Terrible Saga, che non è solo un libro di culto, introvabile oggi nella sua versione italiana editata dalla Shake, ma è un qualcosa da leggere necessariamente per farsi un’idea sulla California dei primi anni ’60, e – al pari di The Electric Kool – Aid Acid Test di Tom Wolfe – è un testo fondamentale, per aiutarci a capire meglio tutto l'universo e quello che gli girava intorno di quello che i media dell’epoca (al pari dei libri di storia di oggi) si limitavano a chiamare la stagione dell'amore e l'era degli hippie.
    Raccontare un elemento molto controverso della controcultura californiana (gli outlaw motorcycle clubs), Hunter Thompson entrò in questa terra sconosciuta dall’interno, senza mitizzare e senza demonizzare, e soprattutto senza fare della facile sociologia [il mondo di Hells Angels] per diventarne il loro cartografo. Per quasi un anno, accompagnò gli Angels nei loro raduni. Bevendo con loro nei bar che frequentavano, scambiandosi visite a domicilio, registrando le loro brutalità, i loro capricci sessuali, convertendosi alla loro mistica della moto: era così affascinato, come disse, che "non ero più sicuro se stavo facendo ricerche sugl' angeli dell'inferno o di esserne lentamente assorbito."
    Hunter Thompson ci ha dato una stretta visione di un mondo che la maggior parte di noi non avrebbe mai osato neanche incontrare, ma che dovrebbe esserci familiare:
    Thompson ci suggerisce che sono l'avanguardia di "un esercito crescente di disadattati, dissociati e disperati, uomini e donne. Il libro sugli Angels contribuì molto alla carriera di Hunter, anche se al termine del suo anno trascorso con loro sulle strade vide stroncata anche l'ambiguità della sua posizione, (si vedano a titolo di esempio le sue considerazioni sulla passione degli Angels per gli stupri collettivi) quando un gruppo di angeli si rese protagonista di un duro pestaggio ai danni dello scrittore.
    La fine dell'idillio è ben documentata in questa clip,  (in lingua originale..), in cui Jerry Springer, deputato al confronto con Hunter, contesta duramente lo scrittore, accusandolo di aver sfruttato la loro amicizia solo per i soldi e definendo il 60% del libro "spazzatura a buon mercato". Il confronto è stato trasmesso tempo fà sulla televisione di stato canadese..



    Hell’s Angels, a Strange and Terrible Saga,
    Fear and Loathing in Las Vegas
    Better Than Sex: Confessions of a Political Junkie
    The Great Shark Hunt
    The Curse of Lono
    Generation of Swine: Tales of Shame and Degradation in the 80's
    The Rum Diary: The Long Lost Novel
    Screwjack and Other Stories


    Nel video, l'assassinio del giovane afroamericano Meredith Hunter al concerto dei Rolling Stones ad Altamont, il 6 Dicembre 1969. Per molti, questo fu l'avvenimento, insieme agli omicidi della famiglia Manson, che segnarono la vera fine dei sogni della generazione del "Flower Power.."





    10/07/14

    Rock Logo

    Marchi, elaborazioni grafiche, simboli, immagini. Grazie al contenuto espressivo e alla capacità di sintesi sono in grado di scuotere, coinvolgere e mobilitare le masse. La cultura delle multinazionali impiega sempre più forze e denaro sul logo e sulla proposta di una serie di valori immateriali ed ideali da collegare ad esso, mentre le le tecniche di branding sono in continuo cambiamento: si cerca in tutti i modi di mettere in campo un immaginario simbolico per attrarre e sedurre, con lo scopo finale di rendere sempre più fedele i  clienti e creare così una propria fetta di monopolio. Intanto cultura del marketing si espande anche fuori dalle aziende, in luoghi un tempo protetti come le scuole, i musei e i parchi,  producendo gadget e false speranze.
    Le aziende sembrano sfornare ormai marchi, e non prodotti. Molte aziende che prima producevano nelle loro fabbriche e avevano tanti dipendenti a tempo indeterminato   hanno chiuso le fabbriche, affidato la produzione a una rete di appaltatori e subappaltatori e hanno investito nel design e nel marketing necessari a diffondere il più possibile la loro grande idea, il loro brand. (modello Nike)  Altre aziende hanno scelto invece   di conservare un nucleo strettamente controllato di azionisti-dipendenti che gestiscono “l’attività centrale” dell’azienda ed esternalizzare tutto il resto, dalla gestione della posta alla scrittura del codice informatico, affidandolo a lavoratori precari. (modello Microsoft) Alcuni le hanno chiamate hollow Corporation, imprese vuote, perché queste aziende ristrutturate sembrano avere un unico obiettivo: trascendere il mondo fisico per trasformarsi in un marchio incorporeo. Come ha detto l’esperto di gestione aziendale Tom Peters: “È da stupidi possedere cose!”. Ma questo è un discorso che ci porterebbe lontano, molto lontano, abbracciando non solo i settori  della pubblicità, (grafica, arte..), ma dell'economia, della politica, della morale..e che sicuramente affronteremo. Parliamo invece del mondo del pop e del rock, che vive si di musica ma anche di apparenza: la musica oggi non solo si ascolta, ma si vive e si indossa, e in molti casi contribuisce a creare un mondo parallelo in cui riconoscersi. Alcuni dei marchi di artisti rock sono diventati veri e propri brand mondiali, con un valore artistico e commerciale straordinario..


    20/06/14

    Rock Flop: dischi per fiaschi

    Molte grandi star hanno rischiato la reputazione e il loro futuro per album sbagliati o che non sono stati capiti e accettati. A tradire, la voglia di strafare, stanchezza, la sensazione ingannevole di dover stare a passo con i tempi. In alcuni casi, l'arroganza di chi pensa che essere invincibile. Molti musicisti capito lo sbaglio si sono risollevati e il ritorno è stato più spettacolare della rovinosa caduta, altri hanno pagato a caro prezzo gli errori.. Questi alcuni esempi. Da parte nostra c'è da dire che spesso non siamo d'accordo con i gusti del pubblico e della critica: Trans di N. Young è stato rivalutato dopo anni, ma per noi resta una schifezza di disco. In Their Satanic Majesties Request degli Stones qualcosa di buono ce lo troviamo mentre Dirty Works lo nominiamo senza dubbio il disco più brutto della band inglese, davvero orribile e flop poderoso negli anni '80. E anche Human Touch del boss in fondo non ci dispiace..


    ROLLING STONES: Their Satanic Majesties Request

    Dopo l’uscita di Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band il rock non era più quello di prima. L’ opera dei Beatles, uscita nel giugno del 1967, aveva alzato l'asticella. I dischi rock erano diventati album, la creatività non aveva piu confini, le vecchie canzoni tre minuti sembrava ormai destinate a diventare modernariato. Fu un terremoto culturale sotto le cui macerie rischiarono di finire nientemeno che i Rolling Stones. Jagger, Richards e soci provarono maldestramente a rispondere al colpo dei Fab Four lavorando su un album che oggi é ricordato come il loro più clamoroso passo falso. Their Satanic Majesties Request usci nel dicembre del 1967 e cercava di cavalcare l'onda della psichedelia e delle sperimentazioni sonore. Le canzoni dell'album erano nate da un lavoro in studio frammentario e disorganizzato, i Glimmer Twins stavano affrontando una serie di vicissitudini legali dovute a un loro arresto per detenzione di droga. Non fu incaricato nessun produttore, le session di incisione furono anarchiche e spesso popolate di ospiti variopinti. <<Ogni giorno nello studio era una lotteria capire chi sarebbe venuto e a fare cosa>>, disse Bill Wyman. Il disco fu un modesto successo commerciale e un completo fallimento artistico. Rischiò di mandare in bancarotta la credibilità artistica della band che venne additata come un gruppo di imitatori. <<C’è un sacco di spazzatura su Satanic Majesties. Troppe droghe, nessun produttore a dirci "Adesso basta">> ha confessato Jagger. <<Un ammasso di schifezze>> ha chiosato Richards. Il disco non ha neppure subito la classica rivalutazione che il tempo regala a molti sbagli artistici. Dodici mesi dopo gli Stones pubblicarono il classico Beggars Banquet. Si dimenticarono le mode, i Beatles e dimostrarono di non dover vivere nell’ombra di nessuno: Sympathy for the Devil, Street Fighting Man, Stray Cat Blues. C’é altro da aggiungere?