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22/06/15

Me ne andavo da quella Roma di m...

Le mille e una vita di REMO REMOTTI..

Francis Ford Coppola, Marco Bellocchio, Nanni Moretti, Ettore Scola, i fratelli Taviani, Peter Ustinov, Nanni Loy, Maurizio Nichetti, Carlo Mazzacurati, Carlo Verdone...

Struggente e arrabbiato, come l'inno che aveva dedicato alla sua città, Mamma Roma addio!. Così era Remo Remotti, 90 anni compiuti a novembre scorso, e che ci ha lasciato ieri. Con la sua ferocia, l'ironia, e il disincanto Remo era stato l'attore feticcio di Nanni Moretti ma era stato chiamato da una miriade di grandi registi, a testimonianza della sua versabilità e la sua sincerità. Aveva sintetizzato quello che tanti che vivono nella capitale pensano: <<“Roma? Ci sono stato da Dio ma l’ho anche odiata. Io so’ nato sotto er fascismo. Quello vero e quello della Chiesa Cattolica, nel cuore della borghesia romana. Praticamente nella merda. Peggio de così”.>> Poeta, attore, scrittore e artista, aveva vissuto in Perù e in Germania e oltre ai registi citati sopra, aveva lavorato anche con "quello stronzo di Woody Allen". Intellettuale e provocatore, Coppola l'aveva voluto ne Il Padrino III, il suo film forse più anticlericale della sua carriera. Oltre che al cinema, ci piaceva molto la sua voce e i suoi testi sulla musica dei Recycled: ci mancheranno le sue invettive, le sue parolacce, i suoi racconti strambi ..





31/05/13

La Casa dei bambini n° 6

Questa è la storia della Casa dei bambini n°6, dell'esilio segreto di 170 bambini nell'URSS di Stalin e della repressione a cannonate della "Vienna Rossa" nel febbraio 1934, una delle tante storie rimosse, taciute..

di Angela Mayr
Pauli aveva dodici anni, Lucie soltanto sei, Karl dieci... ln tutto erano 170 i bambini e ragazzi che tra febbraio e settembre del 1934 furono  fatti  fuggire in treno da Vienna  a Mosca, accompagnati dal Soccorso Rosso  Internazionale. Vestiti per bene per non dar nell’occhio, muniti di  identità false, giunsero nella capitale dell’Urss: nello stato degli operai e dei contadini. All’arrivo fu di nuovo paura, vedendo tanti uomini in divisa: ma stavolta era infondata. Li aspettava un’accoglienza trionfale: <<La piazza era piena di bandiere, fiori e striscioni. Ogni fabbrica, ogni ufficio aveva mandato una delegazione per riceverci, una folla immensa>>, ricorda Karli, <<più tardi abbiamo saputo che erano stati mandati: noi pensavamo che fossero venuti di loro iniziativa>>. Rappresentanti  del soviet di Mosca, del Partito Comunista, del Komsomol e del Komintern tennero i discorsi di saluto. <<Siamo stati accolti da eroi,  però  eroi erano stati i nostri genitori>>. Frida si rendeva già conto dell’essere seconda generazione, non protagonista diretta degli eventi che avrebbero determinato tutta la vita di ciascuno di loro.

30/05/13

Parigi-Dakar: Omaggio a Franca Rame

"Il potere ha imparato a non reagire davanti a qualsiasi provocazione, digerisce tutto come il boa costrictor.. Attenti, il nemico non ci ascolta ! 
Ma non bisogna lasciarsi scoraggiare. Bisogna continuare imperterriti !" 
Mai separare l'arte dalla realtà.. Questo era la filosofia di Franca Rame e Dario Fo, e attraverso la parodia, che è mimesi dissacrante e catartica, sono riusciti a farci sempre ritrovare intatte le ragioni dello sdegno morale e del dissenso civile. La scomparsa di Franca Rame ci lascia un vuoto incolmabile. Avremmo potuto omaggiarla postando Il monologo dello stupro, come tanti hanno fatto. Ma preferiamo ricordarla allegra e solare, buffa e indignata e grottesca, una delle poche artiste che ha ci insegnato ad 'insidiare il potere e i suoi sorprusi, nelle sue forme più vistose e triviali'..
Questo è un testo teatrale scritto per la Tv ma rappresentato anche in teatro, tratto dal nono volume del teatro di Dario Fo, testi e commedie raccolte nel libro Dario Fo e Franca Rame - Coppia aperta, quasi spalancata- Enaudi

PARIGI - DAKAR - Rai 3, 1988
Personaggi: Un uomo (Dario), una donna (Franca), Voce fuori Campo. L’azione si svolge davanti ad uno schermo sul quale si susseguono immagini di deserto riprese da un automezzo in movimento, sono immagini della Corsa Parigi-Dakar. Franca e Dario stanno dentro la cabina di un camion; Franca guida fra sobbalzi inauditi, Dario parla nel microfono di un radio-telefono. Il tutto e intervallato da immagini di repertorio.