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22/12/15

We Have Explosive: Future Sound of London

Quando Garry Cobain e Brian Dougans hanno adottato il nome Future Sound Of London (FSOL) nel 1992, molti della comunità danzante locale l'hanno considerata una scelta impertinente. Eppure, come il ciclo infinito del tempo dei giroscopi, l'apertura mentale incarnato dal loro primo lavoro è stato adottato come standard in molte delle nuove correnti dell'a musica elettronica, da Detroit a Ibiza. Troppo olistici e curiosi, e con un orizzonte troppo ampio per essere solo londinesi, Cobain e Dougan hanno abbracciato nuovi e selvatici ibridi sonori, trasformando tutto in una nuova fase di dinamismo organico e digitale. Comunque troppo eclettici anche per essere ingabbiati nella definizione di un solo stile musicale.Tralasciando la presunzione, il nome è stato preso in prestito dalla leggenda techno Derrick May, e dal suo progetto Future Sound Of Detroit , quando avevano già sulle spalle un periodo di apprendistato con la musica da ballo, Cobain studente di elettronica e Dougans nascente tecnico del suono. L'Università di Manchester il luogo dei primi incontri e sperimentazioni.

Reciprocamente affascinati dalle possibilità offerte della nuova tecnologia, con affetto per gente come Cabaret Voltaire e A Certain Ratio, hanno subito iniziato a collaborare in uno studio da loro creato, spaziando in dall' elettronica, all' ambient, alla house music, dal drum and bass al trip hop. Enigmatici e riservati, tanto da rilasciare raramente interviste, hanno pubblicato materiale sotto il nome di Amorphous Androgynous, e una enorme quantità di remix, frutto di collaborazioni con tantissimi musicisti, oltre che a colonne sonore e jingle radiofonici.

FSOL: Lifeforms (2cd Zip)








29/09/15

La musica come agente del cambiamento: Pop Grenade

Lo scrittore Matthew Collin presenta una selezione di link, basata soprattutto il suo nuovo libro Pop Grenade: from Public Enemy to Pussy Riot: Dispatches from Music Frontlines. E' una serie di dispacci personali da periodi storici e critici in cui la musica è stata usata come agente del cambiamento, o come Fela Kuti ebbe a dire, come un arma - storie di tempi turbolenti che hanno visto personaggi bizzarri, come predicatori hip-hop , attivisti techno, punk provocatori e visionari del rock'n'roll.

Rebel Without a Pause
Periodi fugaci nella storia recente in cui la musica è stata una colonna sonora per trasformazioni sociali, accelerando e alimentando l'anima dei movimenti culturali e delle comunità alternative che hanno cercato di confrontarsi con l'ingiustizia, alterare le coscienze di una generazione, o almeno creare spazi sicuri dove potersi esprimere liberamente prima che la polizia e le autorità arrivassero come sempre e con celerità a bloccare e mettere la parola fine a tutto. I Public Enemy furono i primi nel 1987 ad far esplodere una bomba sonora con il loro primo tour britannico . Erano le Black Panthers del rap , i nuovi militanti dell'epoca hiphop, con un nuovo incandescente zelo rivoluzionario. Ma erano anche ferventi afro-futuristi, tanto musicalmente radicali, quanto lo erano i loro testi. Chuck D sostiene che volevano essere una chiamata di allarme per un'intera generazione:
"Volevamo far riflettere le persone, 'Che cazzo è questa roba?'"



L'influenza dei Public Enemy si estese anche al mondo notturno della scena dance elettronica del tempo. Negli Stati Uniti, le crew techno di Detroit Underground Resistance adottò la loro iconografia black power e la usarono come combustibile ideologico per un assalto sonoro ancora più duro, incanalando la loro furia per il declino della città dei motori in una machine-music, che letteralmente.. <<si liberò dall'oppressione terrena per decollare verso l'universo..>>

Underground Resistance.
Ci fu anche la creatività anarchica della scena techno di Berlino, subito dopo la caduta del muro, che con i suoi nuovi suoni psicotropi si spinse ai limiti estremi dell'edonismo alla fine degli anni 1990. Questo è stato il momento, dopo che il Criminal Justice Act del 1994 metteva fuorilegge i guerriglia rave in Gran Bretagna, che la cultura dei club house divenne sempre più commercializzata, mentre la frangia radicale del movimento diventava sempre più politica: con il suo equipaggiamento sound system forniva la colonna sonora per le manifestazioni nelle strade, come quelle contro Desert Storm.

Crew inglesi come Spiral Tribe lasciarono la Gran Bretagna in cerca di spazi liberi, sulla scia del Criminal Justice Act, creando il circuito fuorilegge dei festival / rave Teknival in Europa continentale. Nella metà degli anni '90, dopo il conflitto nei Balcani, alcuni dei nuovi giovani politici contribuirono a ispirare la scena techno di Sarajevo, traumatizzata dalla guerra, che esiste ancora oggi.

Storming Sarajevo
I musicisti sono stati anche in prima linea a Istanbul nel 2013, quando è scoppiata la resistenza di massa contro il piano del primo ministro Erdoğan, piano che prevedeva la demolizione di un parco caro alla popolazione nel centro della città. Uno dei primi manifestanti arrestati dalla polizia antisommossa in Piazza Taksim è stato Serhat Köksal, alias 2 / 5BZ, pioniere della musica elettronica turca e politicamente impegnato, oltre ad essere un favorito del defunto John Peel.



2 / 5BZ "Gezilla
Le band contemporanee di Istanbul e i DJs coinvolti nelle proteste di piazza Taksim sono nate dalle vecchie band della psichedelia radicale turche e politicamente impegnate degli anni '60 e '70. Musicisti come Cem Karaca, Mogollar e Selda Bağcan. Questo movimento fu distrutto dal colpo di stato militare del 1980 e alcuni dei musicisti furono perseguitati dal regime per anni. Ma questa canzone da Selda Bağcan - una chiamata rivoluzionario per cogliere l'attimo - mostra come brillantemente hanno bruciato prima che il buio è caduto.



C'era anche una recrudescenza di dissenso a Mosca all'inizio di questo decennio, drammatizzato in modo spettacolare dai passamontagna del gruppo punk femminista delle Pussy Riot. Le loro performance audaci di guerriglia erano una controparte emozionante per le proteste di massa nelle strade della città, ma quando hanno cantato la loro sediziosa "Punk Prayer" in una cattedrale di Mosca, sono state arrestate e inviate in colonie penali dopo un processo farsa che ha dimostrato come il regime vuole mettere a tacere artisti avant garde tanto quanto gli attivisti politici tradizionali. Le Pussy non hanno avuto problemi a dichiarare che gruppi britannici come The Angelic Upstarts, Cockney Rejects and Sham 69 sono stati d'ispirazione.

Nel libro, il veterano critico musicale russo Art Troitsky dice che la maggior parte dei rockers russi non volevano avere niente a che fare con la politica - troppo sporca, troppo pericolosa - ma pochi hanno avuto il coraggio di parlare durante l'era Putin. Il rapper Noize MC, la cui canzone "Mercedes S666" si scaglia contro un dirigente della compagnia petrolifera russa accusato dell'uccisione di due donne in un incidente d'auto, e il veterano rocker DDT, il cui cantante Yuri Shevchuk ha affrontato personalmente Putin, in un incontro televisivo nel 2010, accusando la politica di corruzione e denunciando la brutalità della polizia.

L'UNDERGROUND AI TEMPI DELL'URSS, quì




15/07/15

Ama o muori: Susumu Yokota (In memory)

Di nuovo quì a commentare e ricordare un musicista per noi importante, e di cui avevamo già parlato. Lo sconcerto è che Susumo Yokota, musicista, produttore e artista a tutto tondo giapponese ci lascia ad appena 54 anni. La scomparsa risale al 27 marzo dopo un lungo periodo di malattia ma la notizia della sua morte è stata annunciata dalla sua famiglia solo questa settimana. Un periodo davvero nefasto per la musica: solo l'altra settimana siamo stati costretti a commemorare il grande Chris Squire, anche lui scomparso a causa di un male incurabile.

Susumo Yokota era un economista prestato all'arte e alla musica, inizialmente come techno dj e compositore. Nei primi anni 1990 era molto noto nei locali di Tokio, e come DJ aveva sviluppato un sound che univa techno e housecon sonorità jazzy, prima di dedicarsi completamente alla musica ambient e all'elettronica . Diversi gli album diventati punti di riferimento per tutto il movimento ambient: Sakura e Grinning Cat inclusi. Considerato un classico della musica ambient anche The Boy and the Tree. Sono stati anche dischi che hanno rappresentato i migliori risultati a livello commerciale per le varie etichette con cui ha collaborato, in particolare per la Leaf e la Sublime. Sia con il proprio nome o con lo pseudonimo di 246, Yokota ha pubblicato molti dischi nel corso della sua prolifica carriera su etichette come Leaf, Lo Recordings, Reel Musica, Sublime, e la sua Skin Tone. Dreamer, il suo ultimo , è stato pubblicato dalla Lo nel 2012.
Il successo che i lavori di Susumo avevano riscosso è stato ancora più straordinario per il fatto che a malapena li aveva promossi: ad esempio, in Europa aveva suonato dal vivo pochissime volte. Amo Susumo Yokota perchè la sua musica è sempre stata del tutto personale, individuale, esoterica e mai però indulgente. La creazione di gioielli musicali, intricate basi e tessuti sonori hanno scintillato come pochi. Non l'ho mai visto dal vivo e non c'è dubbio che la sua reputazione sarebbe di gran lunga superiore a molti dei suoi contemporanei, se la gente avesse avuto modo di poterlo ascoltare in esibizioni live. Ci mancherà molto, anche questo, senza ombra di dubbio...

Ripubblico il piccolo post che gli avevamo dedicato tempo fa, integralmente. Il video della sua versione di Golden Years di Bowie è scomparso da Youtube, ma sarà mia cura e premura di costruirtne uno nuovo e caricarlo sul mio account video.


Già, centra sempre Bowie, non c’è che dire. Così scovai una raccolta di artisti emergenti che rifacevano alcuni dei suoi successi e quello più convincente fu la rivisitazione di Golden Years fatta da Susumu Yokota. Artista nipponico poliedrico, musica, pittura, installazioni multimediali.. quella cover di Bowie mi colpì tanto da rovistare nel suo vasto catalogo (il primo lavoro è del 1992) senza, tra l’altro, nessun rimpianto. House, techno, ambient, sperimentazione con variazioni orientali, originale e affascinante. Grinning Cat è più che altro musica classica d’avanguardia, rarefatta e tecnologica, romantica e decadente, concentrata fortemente sul pianoforte, in alcune parti fortemente campionato. Un disco minimale , con alcune tracce inquietanti e tristi ma dieci brani sinuosi e molto differenti tra loro, anche se non sembra. Da ascoltare con i primi scrosci di pioggia autunnali. (O mentre si osserva la città illuminata di notte, fumando sigarette dalla finestra d'ospedale). La ricerca continua..
Grinning_Cat.rar








04/01/15

Delay, riverberi, vinile rovinato: la Techno Dub

King Tubby e Lee 'Scratch' Perry probabilmente non avevano idea del tipo di eredità che stavano lasciando, mentre la loro produzione nasceva attraverso un polveroso mixer multicanale e un rack di effetti.

Da quei primi reggae 'dubs' (così chiamati perché erano registrati direttamente su nastro), quelle tracce cariche di effetti innovativi sono servite come fonte per una pletora di musicisti che ne hanno ricalcato le basi.. Siete in una rock band e siete annoiati, con le solite faticose sbuffate di chitarre? Non c'è da preoccuparsi, aggiungete un po di "Space Echo" e siete The Horrors!. Tuttavia è stato con la musica techno, che il dub ha trovato il suo sbocco naturale e le innovazioni più creative.



Techno Dub
Come sostiene Mark Ernestus, fu nei primi anni '90 quando quel suono cominciò ad emergere dal negozio di dischi Hard Wax, con le registrazioni di Dubplates & Mastering. Ernestus e Moritz von Oswald, a Berlino, iniziarono ad interessarsi alla nascente scena techno minimal che cominciava a farsi strada a Detroit, e dopo una sfilza di 12 ", i due produttori misero su l'etichetta Chain Reaction per incoraggiare il lavoro di altri produttori, e mentre molti di loro erano ancora con la Hard Wax (Monolake, Various Artists, Vainqueur etc) la Chain Reaction aprì la strada a quei suoni che erano in rapida crescita.

Suoni che presto si diffusero oltre la techno: Stefan Betke (aka Pole) ad esempio e la sua amatissima impronta Scape, prese le tecniche del dub di Tubby e Perry, lasciando le linee di basso apparentemente intatte e le applicarono ad un quadro più sperimentale. Allo stesso modo, Jan Jelinek le applicò al jazz e persino al Krautrock. Anche Ernestus e von Oswald voltarono le spalle alla techno, lavorando una serie di ottimi full-on con dischi reggae come Basic Channel, aka Maurizio e Rhythm & Sound. Essenzialmente, una declinazione ambient della musica techno con elementi tipici della musica dub, pesanti effetti di delay e riverbero, rumori sporchi di vinile rovinato, questo genere è in qualche modo sopravvissuto, e anche se molti dei suoi ideatori sono ormai inevitabilmente fuori scena, ci sono molti musicisti che ancora si dedicano alla techno dub. L'elenco che segue annovera alcuni dei migliori dischi del genere nel corso di due decenni, con alcuni classici e altri caduti mestamente nel dimenticatoio.


Maurizio
'Eleye'
(Maurizio, 1992)
'Ploy' stata la prima uscita del duo, nel 1992, di Maurizio (una collaborazione tra Mark Ernestus e Moritz von Oswald) . Eleye', è una nebulosa, bruciante fusione di echi e percussioni, anticipazione preveggente di quello che doveva arrivare.




Basic Channel
'Lyot rmx'
(Basic Channel, 1993)
Ipnotico, martellante techno minimal,' Lyot rmx '(che rielabora relativamente Lyot di Vainqueur') iniziò ad esporre il sound che avrebbe poi definito la dub-techno. I tamburi belting che hanno caratterizzato la traccia originale sono spinti in profondità nel mix e drappeggiati in un jingle di sintetizzatori e echi cavernosi. Ernestus e von Oswald volevano classificareLyot come techno minimal, ma non c'è nessuna influenza del dub qui.




Porter Ricks
'Nautical Dub'
(Chain Reaction, 1996)
Pioniere della musica Ambient, Thomas Koner e l'ingegnere Andy Mellwig crearono molto del materiale più importante del marchio, e la fusione delle trame musicali sapientemente manipolate di Koner con i battiti sub-acquatici di Mellwig furono un successo clamoroso. Incentrato su temi nautici, tutto il loro album di debutto Biocinetic sembra essere sommerso nelle profondità dell'oceano, e 'Nautical Dub' ne è probabilmente la migliore dimostrazione.





Rhytm & Sound
'Carrier'
(Rhythm & Sound, 1999)
In verità, la maggior parte dei leggendari 10 "e 12 s" del Rhythm & Sounds non sono effettivamente techno a tutti gli effetti. Erano infatti i tentativi di Ernestus e di von Oswal di rielaborare il reggae. Tuttavia, tornarono al loro sound martellante con una saturazione extra dei nastri, pieni di riverberi, rumori graffianti, puntine pesantissime sul giradischi..




Signer
‘Building Memories Without You’
(Car Park, 2002)
Forse l'album dub techno più spudoratamente emotivo di tutti i tempi, Low Light Dreams, di Bevan Smith dalla Nuova Zelanda Uno sfondo di inquietanti suoni strappalacrime e stringhe che non sarebbero assolutamente fuori luogo in un film di David Lynch. Con ‘Building Memories Without You’ è come sprofondare nelle sabbie mobili, mentre si è attaccati ad un batuffolo di cotone..




Brendon Moeller
‘Merry Go Round’
(Earsugar, 2006)
Raro come i denti di gallina, 'Merry Go Round' è apparso su una edizione limitata 7 "nel 2006 e già allora è stato quasi impossibile entrarne in possesso. Moeller ha ri-lavorato le piste con una performance vocale del poeta dub giamaicano Mutabaruka, ristampato poi come 'Wata (Deep Dub)' sotto il nome di Beat Pharmacy. Non è proprio la stessa cosa, qundi cercate l'originale dove si diletta nella distruzione di dub puro.




Yagya
‘Rigning Tvö’
(Sending Orbs, 2009)
‘Rigning' è la parola islandese per indicare la pioggia, quindi non sorprende che Aðalsteinn Guðmundsson ha completato la sua malinconica techno dub con una spessa campionatura di pioggia per il suo terzo album.




Mono Junk
‘Channel B’
(Trope Recordings, 1995)
Il produttore finlandese Kimmo Rapatti (aka Mono Junk) non è così noto come i suoi coetanei tedeschi, ma quando 'Channel B' uscì nel '95 non era certo meno influente. Per lo più calcando la mano aggressiva techno minimal, 'Canale B' ha dimostrato di poter battere il set di Berlino sul loro stesso piano.




Schizophrenia
‘Schizophrenia’
(NovaMute, 1995)
Un progetto di breve durata di Thomas Fehlmann e Moritz von Oswald, Schizofrenia su 12 " è un raro momento in cui si lasciano andare a capofitto dal luccicante mondo trance-lounge, alla forma dub techno originale. Splendida.




Burger/Ink
‘Twelve Miles High’
(Harvest, 1996)
L'influenza di Ernestus e von Oswald si stava diffondendo rapidamente dalla metà degli anni '90, e mentre Jörg Burger e Wolfgang Voigt non erano ancora completamente immersi nello Space Echo, 'Dodici Miles High' è un eccellente esempio di sperimentazione.




Dynamo
‘Killed By A Feedback’
(DIN, 1996)
Torsten Pröfrock è ancora una figura chiave della scena berlinese, e ha tenuto alta la scena oltre la Hard Wax per molti anni. Ha sperimentato con diverse denominazioni,, dalla Dynamo e Various Artists a T ++. E' stato uno dei primi - e ancora incredibilmente unico - a spingere il sound che stava diventando onnipresente nel sua città. Inconfondibili influenze di Prufrock (che avrebbe continuato ad esplorare in un secondo momento, come Space Break ) che davvero lo hanno distinto e reso unico dai suoi coetanei.





04/08/14

Underworld, non solo Born Slippy

Mica lo sapevo. E neanche immaginavo, quando, adolescente, canticchiavo il motivetto new romantic Doot Doot..che Karl Hyde e Rick Smith, dopo aver chiuso il capitolo Freur ( titolari di quel hit e degli album Freut ,1983 e Get Us Out Of Here, 1985 ) avrebbero iniziato l'avventura Underworld, in cui Rock and roll, dance elettronica e i testi (con parole.. parlate) hanno trovato un punto magico di intersezione.

Dopo la fine degli anni '80 l'acid-house con le sue rivelazioni avevano trasformato tanti gruppi UK synth-pop e gli Underworld furono i capostipite di quel genere di musica dance che sembrava costretto negli spazi minuscoli dei club o nel turbinio di feste o al massimo, nel flusso di un paio di cuffie nelle nostre stanze solitarie. Nel 1992, dopo una lunga marcia attraverso l'industria della musica con scarso successo stavano per imballare baracca e strumenti, ma l' incontro con l'allora 18enne Darren Emerson ha aperto loro l'idea che suoni, ritmi e testi non necessariamente dovevano essere in forma tradizionale di canzone.
Le più recenti tecnologie musicali (dell'epoca..), new wave, rock, dub, trance, techno, influenze ambient, dance vengono combinati in ritmi ipnotici in cui la voce assume un elemento fondamentale, quasi una stramberia per i gruppo techno/dance: nascono gli Underworld. Avete notato che dance, techno e house
non hanno molto spazio su questo blog, ma la loro capacità di creare un' atmosfera da rock band, la loro direzione musicale sempre diversa e sempre piena di contaminazioni li ha trasformati nell'unica band dance capace di farmi ballare: e chi mi conosce, capirà la grandezza di questo risultato.. Sò che gli Underworld hanno raggiunto il successo planetario con 'Born Slippy' (1995), inserita nella colonna sonora di Trainspotting. La vera innovazione, la loro eccentricità intenzionale diversa da tutti gli altri è stata quella di
non rifiutare tutte le cose che erano Rock'n'Roll classico, come aveva fatto il punk e il post punk. Miles Davis diceva: "Ascoltate altre persone, altre cose, ma poi.. dimenticate.." Ricorda Smith. "Quello che non abbiamo mai fatto.. è stato dimenticare"..Un balzo in avanti, incredibilmente eccitanti, mi sono ritrovato negli anni con questa musica così piacevole e mi chiedevo: "come sono finito quì, come sono arrivato?". Forse ero arrivato solo alla conclusione che il rock non poteva cambiare il mondo e allora tanto valeva..rilassarsi e che il solo potere che può avere la musica è quello di creare una cultura underground di opposizione. Ovviemente tutta la musica è politica, sia quella pop con valori conservatori e sia quella che piace a noi, quella piena di contradizioni, che ti lascia dubbi e innesca dei processi di pensiero.

Non ho avuto la fortuna di vederli, ma da spezzoni di video e documentari ho capito perchè la band (che nel frattempo è diventato un collettivo che spazia nel mondo della produzione di spot televisivi, delle colonne sonore, documentari, installazioni, musica e sound design, pubblicazioni e architettura..) ha guadagnato un enorme reputazione con gli emozionanti live act che portano in giro per il mondo: una autentica locomotiva techno/rock.. Ho raccolto in un unico file 7 album, che dobrebbero dare l'idea di quelli che sono stati e che sono gli Underworld e che racchiudono in definitiva tutta la storia del gruppo, più  Underworld and Atomic Hooligan, raccolta di  5 remix di  titoli  famosi.
Buon ascolto..

Dubnobasswithmyheadman (1994)
Second Toughest in the Infants (1996)
Beaucoup Fish (1999)
Everything Everything
A Hundred Days Off (2002)
Oblivion with Bells (2007)
Barking (2010)
Underworld and atomic hooligan


UNDERWORLD






02/02/13

Cyberpunk in Italia, Underground e ..sogno o son Techno?

Cyberpunk in Italia
Gli anni Novanta sono stati un momento nel quale si è assistito alla definitiva mutazione del concetto di underground. Questo è stato possibile da un lato grazie al forte abbassamento dei costi di produzione, che ha permesso ai giovani autori di prodursi e distribuirsi (la Rete permette di comunicare ovunque), dall’altro lato grazie all’attenzione spasmodica da parte di un mainstream attento e tanto affamato di novita da rincorrere, in un asfittico mercato culturale e commerciale, qualsiasi bacinco di idee. Il movimento cosiddetto <<Cyberpunk>>, che in quegli anni esplose nel nostro Paese, visse con notevole attenzione questa dicotoimia, filtrata dagli inviti a Mixer, il programma di Gianni Minoli, dalle pagine di Panorama o ancora dalle tavole rotonde di Milano Poesia al fianco di pensatori del calibro di Paul Virilio (per Gomma e Raf Valvola di Decoder) e Felix Guattari. Altrimenti, non si potrebbe spiegare la preoccupazione, diligentemente riportata dalle pagine de il Manifesto (il quotidiano romano fu il principale banditore dei fenomeni in questione), di mettere una sorta di copyright sul termine cyberpunk, che a detta dei nostri non avrebbe piu dovuto essere usato al di fuori della cerchia dei centri sociali, proprio per evitare che esso si trasformasse in una delle tante mode culturali che regolarmente hanno attraversato i nostri media.

L'integrazione di tale termine all’interno del contesto dei medesimi centri (con un sottofondo autoctono rap/ragamuffin) rappresenta forse una delle rare subculture codificate totalmente in Italia, i cui margini vennero descritti con inaspettato successo editoriale dal volume Cyberpunk (1990), edito dalla milanese Shake Edizioni — la stessa che stampava Decoder, tangente al centro sociale Cox 18, il celebre Conchetta del capoluogo lombardo — volume che giunse alla quarta edizione nel giro di un anno. Li dentro possiamo effettivamente trovare tutte le coordinate cui far riferimento per renderci conto di quanto fosse vasta e differenziata la nebulosa di rimandi in causa, spesso tanto fittamente intrecciati da renderne difficile la ricostruzione. Proprio il termine cyberpunk, nell'interpretazione che emerse da quel libro, e forse l’unica chiave di accesso per definire quella serie di operazioni di comunicazione nate dai centri sociali e da situazioni ad essi collegate. Questo anche perché certe questioni analizzate in ieri all'interno di questi spazi sono state poi oggetto di ricerche di altri operatori che non esitarono essi stessi a cercare dei punti di tangenza con i centri sociali medesimi. Cosi sono entrati nella loro orbita artisti visivi, ricercatori multimediali, videomaker, illustratori, fumettisti. Il termine fa riferimento al movimento letterario di Fantascienza, esploso nella meta degli anni Ottanta e capitanato da personaggi come William Gibson, Bruce Sterling, Greg Bear e altri ancora. Un movimento, a livello letterario, poi parzialmente ridimensionato dai suoi stessi fautori, i quali ovviamente non poterono che riconoscerne la transitorieta, per continuare indisturbati il loro lavoro di scrittori. L'idea di base della Fantascienza cyberpunk è che le avventureè non si svolgano piu negli spazi siderali solcati da navi interstellari, ma nelle modificazicni sul corpo umanou rese possibili dalla tecnclogia, in particolare per quanto riguarda quelle connessioni fra uomo e computer che aprono nuovi spazi protesici all"attivita fisica e mentale. Spazi virtuali, costruiti da un complessissimo intreccic di collegamenti all"interno dei quali la mente umana può vagare ricostruendo una esperienza direttamente fisica, tramite stimolatori sensoriali, simile a quella esperita nella realtà effettiva. Per quanto fantascientifica, questa visione non era deltutto sccllegata dall’attualità: noi stessi navighiamo da un deceimie in una Rete virtuale che, se mortifica la nostra esperienza fisica, tuttavia permette senza dubbio una prassi diversa da quella a cui eravamo abituati. Ad esempio, navigate in Rete con un computer, usare carte di credito o tesserini magnetici vari, utilizzare connessioni wireless (con tecnologie divenute ormai accessori immancabili della vita quotidiana) sono azioni che rendono effettivamente praticabile un tipo di esperienza interconnessa, mentre si fanno sempre più frequenti i concept su tecnologie innestate sopra o sotto pelle. È già vero dunque senza dubbio che le nuove tecnologie elettroniche permettono la nascita di un ambiente virtuale di cui tutti cominciano ad avere esperienza diretta, e che comunque a livello sperimentale aveva gia dato allora le sue prime risposte corpose (lericerche sulla virtual reality, portate avanti da enti, militari o governativi statunitensi, come dalla Nasa), che trovarono oltretutto`applicazioni momentanee a livello ludico nei kit composti da data glove (‘guanti-dati) e caschi atti a fare giocherellare a livello embrionale dentro una realta virtuale.

Dietro al Cyberpunk c’e anche l’idea che l'interazione , alla base della comunicazione umana, finisca per proporre·una modificazione davvero radicale: essa predilige lo svolgersi in uno spazio·virtuale e anche psichedelico (perché dominato da una esperienza percettiva;che svela la conoscenza) ,basato esclusivamente sulla codifica di un linguaggio, sulla sua costruzione e sulla sua ricombinazione, uno spazio onnicomprensivo, capace di arrivare in tempo reale dappertutto, di immgazzinare enormi quantità di dati, che rappresentano la nuova ricchezza delle major (o delle <<zajbatsu>>, come le chiamava Gibson), ma uno spazio -infine- all'interno del quale é possibile intervenire nelle logiche di potere per invertirlel, allargando il più possibile (e democraticamente) i processi di comunicazone fra uomini, attaccando i casi in cui questa sia gestita verticalmente, dando l'assalto infine ai detentori del potere informatico (ecco gli stimoli poi alla btase dell’Artivism). Fu ovviamennte la logica`oppositiva, antagonista , a costruire la realtà dei centri sociali occupati (Cso, con la variabile Csoa, dove <<a>> sta per autogestiti»), logica che, sul finire degli anni Ottanta, ebbe indubbiamente nuova linfa vitale dalle riflessioni sull'utilizzo sociale delle tecnologie. Essa riguardava la possibilità di·offrire una rete comunicativa diversa da quella abitualmente concessa dal potere economico eeconomico politico, la quale si basa (tuttora, invero) su una scarsissima possibilità di risposta da parte del pubblico , del fruitore, considerato (dalla televisione, dai giornali, dai gestori delle banche dati) come un semplice bersaglio da colpire: quello,che in pubblicità si chiama target, appunto. All'interno·di questa logica trovarono spazio mille problematiche che segnalarono la nascita di un nuovo stile nel mondo della comunicazione: uno stile che porta a delle modificiazioni nel nostro stesso rapporto con la realtà, e che quindi, recuperando il termine estetica nell'accezione originaria di scienza della percezione, potremmo definire <<estetica Cyberpunk>>.