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13/07/22

Mai nell'Oscurità

 

Non sarai mai nell'oscurità

Sono come uno spirito 
che nell'intimo del suo cuore ha dimorato, 
e le sue sensazioni ha percepito, e i suoi pensieri 
ha avuto, e conosciuto il più profondo impulso 
del suo animo: quel flusso silenzioso che al sangue solo 
è noto, quando tutte le emozioni 
in moltitudine descrivono la quiete di mari estivi. 

Ho liberato le melodie preziose 
del suo profondo cuore: i battenti 
ho spalancato, e in esse mi sono rimescolato. 
Proprio come un'aquila nella pioggia del tuono, 
quando veste di lampi le ali.

Percy B. Shelley











11/11/16

Leonard Cohen: poesie, prosa, canzoni

SINCERAMENTE..
Poesie, Prosa, Canzoni 
Più che un cantautore, che tutti conoscono, è stato ed è, un poeta. Soprattutto un poeta. Spesso anche le sue canzoni sono adattamenti di poemi brevi composti in precedenza, perché Leonard Cohen ha incominciato a scrivere all’età di sedici anni. Il suo primo volume di poesie, “Let Us Compare Mythologies”, fu pubblicato quando era ancora uno studente universitario alla McGill University. Nel 1959, dopo la laurea, e un breve periodo di lavoro a Montreal, fu mandato dal Canada Council in Europa. Qui, nell’isola di Hydra, in Grecia, portò a termine l’acclamatissima raccolta di poesie “The Spice-Box of Earth”.

Memorabili sono i suoi due romanzi: “The Beautiful Loser” (Belli e Perdenti) e “The Favorite Game” (il gioco preferito), per cui Cohen e stato considerato uno dei più grandi continuatori della tradizione letteraria americana dei Miller e dei Kerouack. ..Quello che vi offriamo è un po’ ‘ dell’umanità di questo enorme  personaggio: dalle poesie, dalle sue prose, dalle sue canzoni e dalle sue poesie trasformate in canzoni.

I LEFT A WOMAN WAITING
I left a woman waiting I met her sometime later
she said, Your eyes are dead What happened to you, lover ,
And since she spoke the truth to me
I tried to answer truly Whatever happened to my eyes
happened to your beauty O go to sleep my faithful wife
I told her rather cruelly Whatever happened 'lo my e yes
happened to your beauty (We took ourselves to someone’s
bed and there we Iell together quick as dogs and truly dead were
we and free as running water tree as you and me
the way it’s got to be, lover).

HO LASCIATO UNA DONNA AD ASPETTARE
Ho lasciato una donna ad aspettare l'ho incontrata qualche tempo dopo mi ha detto, I tuoi occhi sono morti Cosa ti e accaduto, innamorato? E da quando lei mi ha detto la verità ho provato a rispondere sinceramente qualunque cosa sia accaduta ai miei occhi e accaduta alla tua bellezza O addormentati mia fedele compagna gli ho detto piuttosto crudelmente qualunque cosa sia accaduta ai miei occhi e accaduta alla tua bellezza (Ce ne siamo andati sul letto di qualcuno e lì siamo caduti insieme Eravamo veloci come cani e morti davvero e liberi come l`acqua che scorre liberi come te e me come avrebbe dovuto essere, innamorata).
(- The Energy of Slaves - L`ultima strofa è stata aggiunta per le liriche dell`album “Death of a Ladies’ Man")

CELEBRATION 
When you knell below me and in both your hands
hold my manhood like a Sceptre, When you wrap your tongue
about the amber iewel and urge my blessing, I understand those Roman girls who danced around a shaft of stone and kissed it till the stone was Warm. Kneel, love, a thousand feet below me, so far l can barely see your mouth
and hands perform the ceremony, Kneel till l topple to your back with a groan, like those gods on the roof that Samson pulled down.

CELEBRAZIONE
Quando ti inginocchi davanti a me e nelle tue due mani afferri la mia virilità come uno scettro, Quando tu avvolgi la tua lingua intorno al gioiello di ambra e implori la mia benedizione, lo comprendo quelle ragazze Romane che danzavano intorno a una colonna di pietra e la baciavano fino a quando la pietra non diventava calda. Inginocchiati, amore, mille piedi sotto di me, cosi lontano che io possa appena vedere le tue mani e la tua bocca celebrare Ia cerimonia, inginocchiati fin quando io crollerò sulle tue spalle con un gemito, come quegli dei sul tetto che Sansone fece discendere.
(- The Spice-Box of earth -)

SUZANNE (TAKES YOU DOWN)
Suzanne takes you down to her place near the river, you can hear the boats go by you can stay the night beside her. And you know that she’s hall crazy but that’s why you want to be there and she feeds you tea and oranges that come all the way from China. Just when you mean to tell_her that you have no gifts to give her, she gets you on her wave-length and she lets the river answer that you’ve always been her lover.
And you want to travel with her, you want to travel blind and you know that she can trust you because you’ve touched her perfect body with your mind. Jesus was a sailor when he walked upon the water and he spent a long time watching from a lonely wooden tower and when he knew for certain only drowning men could see him he said All men will be sailors then until the sea shall free them, but he himself was broken long before the sky would open, forsaken, almost human, he sank beneath your wisdom like 8 Smile. And you want to travel with him, you want to travel blind and you think maybe you’lI trust him because he touched your perfect body with his mind. Suzanne takes your hand and she leads you to the river, she is wearing rags and feathers from Salvation Army counters. The sun pours down like honey on our lady ofthe harbour as she shows you where to look among the garbage and the flowers, there are heroes in the seaweed there are children in the morning, they are leaning out for love they will lean that way forever while Suzanne she holds the mirror. And you want to travel with her and you want to travel blind and you’re sure that she can find you because she’s touched her perfect body with her mind.

SUZANNE `(TI PORTA GIU)
Suzanne ti porta giù nel suo posto vicino al fiume, puoi sentire i battelli che passano puoi restarle tutta la notte vicino, E tu sai che è mezza matta ma é per questo che vuoi stare li e lei ti nutre con the e arance che provengono direttamente dalla Cina.
E quando vorresti dirle che non hai alcun dono per lei, lei ti mette sulla sua lunghezza d'onda e lascia che il fiume risponda che sei sempre stato il suo amante.
E tu vuoi viaggiare con lei, vuoi viaggiare alla cieca e sai che lei può fidarsi di te perchè hai toccato il suo corpo perfetto con la tua mente. Gesù era un marinaio quando camminava sulle acque e restò a scrutare a lungo dalla sua solitaria torre di legno e quando fu certo che solo i naufraghi lo vedevano disse Tutti gli uomini saranno marinai d’ora in poi fin quando il mare non li renderà liberi, ma anche lui era a pezzi molto prima che il cielo si aprisse, abbandonato, quasi umano, sprofondò sotto la vostra saggezza  Come una pietra. E tu vuoi viaggiare con lei, vuoi viaggiare alla cieca e tu pensi che forse potrai fidarti di lui perché ha toccato il tuo corpo perfetto con la sua mente Suzanne ti prende la mano e ti guida verso il fiume veste di stracci e di piume

14/11/15

Prima che bruci Parigi


La Francia è un paese grande e Parigi, una città magica. Vorrei ringraziare Alec (attore di teatro), che mi ha ospitato e tutta la gente di Montemartre che mi ha accolto con gentilezza e disponibilità ( e che ama gli italiani), i negozianti e i barman che mi hanno sopportato con il mio pessimo francese, il caffe '"bien sur", senza il quale non sarei sopravvissuto, le ragazze e le donne che mi hanno sorriso tutto il tempo, i ragazzi di colore che mi hanno aiutato ogni qualvolta mi sono perso, gli artisti e musicisti di strada che mi hanno reso felice e a cui ho donato quando ho potuto. Ringrazio la metropolitana (unica nella sua capillarità, tutta Parigi è facilmente raggiungibile e non esiste punto della città che disti più di 500 metri da una stazione Metro) e i suoi guidatori che mi hanno salutato nelle mie scorribande notturne, il sole francese che stranamente è sempre rimasto con me. Vorrei ringraziare i colori e gli odori dei piccoli negozi, le boulangerie con le loro briosche e i dolci buonissimi, i mercatini, i caffè e le brasserie, la grandezza (grandeur..) dei viali, dei parchi, dei ponti, delle piazze, degli edifici e dei monumenti: la sua storia, la sua arte. Ma anche gli angoli di quiete e di pace in una città affollata, una città in continuo fermento e in movimento come Parigi. E' stata una delle settimane più belle della mia vita. Rientro a casa contento, ma con il cuore pieno di tristezza. Ma vi assicuro .. tornerò.


Parigi 13 novembre 015


Nazim Hikmet (Salonicco 1902 – Mosca 1963)

Prima che bruci Parigi

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
vorrei una notte di maggio
una di queste notti
sul lungosenna Voltaire
baciarti sulla bocca
e andando poi a Notre-Dame
contempleremmo il suo rosone
e a un tratto serrandoti a me
di gioia paura stupore
piangeresti silenziosamente
e le stelle piangerebbero
mischiate alla pioggia fine.

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio sul lungosenna
sotto i salici, mia rosa, con te
sotto i salici piangenti molli di pioggia
ti direi due parole le più ripetute a Parigi
le più ripetute, le più sincere
scoppierei di felicità
fischietterei una canzone
e crederemmo negli uomini.

In alto, le case di pietra
senza incavi né gobbe
appiccicate
coi loro muri al chiar di luna
e le loro finestre diritte che dormono in piedi
e sulla riva di fronte il Louvre
illuminato dai proiettori
illuminato da noi due
il nostro splendido palazzo
di cristallo.

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo

in questa notte di maggio, lungo la Senna, nei depositi
ci siederemmo sui barili rossi
di fronte al fiume scuro nella notte
per salutare la chiatta dalla cabina gialla che passa
- verso il Belgio o verso l’Olanda? -
davanti alla cabina una donna
con un grembiule bianco
sorride dolcemente.

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore.





22/06/15

Me ne andavo da quella Roma di m...

Le mille e una vita di REMO REMOTTI..

Francis Ford Coppola, Marco Bellocchio, Nanni Moretti, Ettore Scola, i fratelli Taviani, Peter Ustinov, Nanni Loy, Maurizio Nichetti, Carlo Mazzacurati, Carlo Verdone...

Struggente e arrabbiato, come l'inno che aveva dedicato alla sua città, Mamma Roma addio!. Così era Remo Remotti, 90 anni compiuti a novembre scorso, e che ci ha lasciato ieri. Con la sua ferocia, l'ironia, e il disincanto Remo era stato l'attore feticcio di Nanni Moretti ma era stato chiamato da una miriade di grandi registi, a testimonianza della sua versabilità e la sua sincerità. Aveva sintetizzato quello che tanti che vivono nella capitale pensano: <<“Roma? Ci sono stato da Dio ma l’ho anche odiata. Io so’ nato sotto er fascismo. Quello vero e quello della Chiesa Cattolica, nel cuore della borghesia romana. Praticamente nella merda. Peggio de così”.>> Poeta, attore, scrittore e artista, aveva vissuto in Perù e in Germania e oltre ai registi citati sopra, aveva lavorato anche con "quello stronzo di Woody Allen". Intellettuale e provocatore, Coppola l'aveva voluto ne Il Padrino III, il suo film forse più anticlericale della sua carriera. Oltre che al cinema, ci piaceva molto la sua voce e i suoi testi sulla musica dei Recycled: ci mancheranno le sue invettive, le sue parolacce, i suoi racconti strambi ..





09/06/15

Like This: Tilda Swinton recita il grande (Jalal ad-Din) Rumi Muḥammad

Jalal ad-Din Muhammad Rumi, poeta mistico persiano e maestro sufi, nato 807 anni fa, nel 1207, ha venduto milioni di copie negli ultimi anni, facendo di lui il poeta più popolare negli Stati Uniti, mentre parafrasando Anonymous, a livello globale, i suoi fan sono .. legioni. Certo è che Rumi Muḥammad, probabilmente, non avrebbe potuto prevedere l'influenza che il suo lavoro avrebbe avuto otto secoli, dopo la sua morte.

La sua è una figura che è apprezzata in tutte le culture, e la mappa della vita di Rumi copre 2.500 miglia, a partire dalla sua città natale, Vakhsh, un piccolo villaggio in quello che oggi è il Tagikistan, fino a Samarcanda in Uzbekistan, Iran e Siria, dove Rumi ha studiato, a Damasco e Aleppo, poco più che ventenne. La tappa finale di Brad Gooch, che sta scrivendo una biografia di Rumi che segue i libri acclamati di Frank O'Hara e Flannery O'Connor è stata Konya, in Turchia, dove Rumi ha trascorso gli ultimi 50 anni della sua vita. Oggi la tomba di Rumi attira seguaci riverenti e capi di stato ogni anno per una cerimonia dei dervisci rotanti, il 17 dicembre, anniversario della sua morte. Si, perchè il poeta ha ispirato quella che molti considerano una setta sufi poco ortodossa,appunto quella dei "dervisci rotanti", che invocano uno stato di trance attraverso un rituale di danza ritmica basata sulle pratiche devozionali del poeta. Un'altra parte enorme del fascino di Rumi, per la maggior parte dei suoi lettori, religiosi e non, viene dal suo non-tradizionalismo, il suo anti-dogmatismo, la sua gentile iconoclastia, e il suo romanticismo. Rumi è un poeta e la sua figura rimane molto misteriosa e provocante per il nostro tempo: si dice fosse gay e grazie a lui siamo alle prese con la comprensione della tradizione sufi e della natura dell' estasi e della devozione, insieme alla forza della poesia. A dirlo è Anne Waldman, co-fondatrice con Allen Ginsberg della Kerouac School of Disembodied Poetics presso la Naropa University, dove è docente di poesia. Attraverso il tempo, il luogo e la cultura, le poesie di Rumi ci dice come ci si sente ad essere vivi, la sua opera viene spesso paragonata a Shakespeare per la sua "risonanza e la sua bellezza".

Ma Rumi non iniziò la sua carriera come mistico, o come poeta. Brad Gooch, lo descrive come "un predicatore musulmano tradizionale e studioso, come lo erano stati suo padre e suo nonno. Questo fino ai 37 anni, quando nel 1244, incontrò un mistico chiamato Shams di Tabriz . Il loro rapporto durò circa tre anni, alcuni affermano che fossero amanti, anche se non è chiaro. Sicuro è che fu dopo la morte di Shams , forse per omicidio, che Rumi iniziò a scrivere poesie. La maggior parte del suo lavoro poetico sisvolse dai 37 a 67 anni: 3.000 poemi d'amore per Shams, il profeta Maometto e Dio. Ha scritto 2.000 quartine Rubaiyat. Ha scritto epiche spirituali in sei volumi , i Masnavi. Il tutto tradotto da Barks in 22 volumi in 33 anni, tra cui The Essential Rumi, A Year with Rumi, Rumi: The Big Red Book e Il diario spirituale del padre di Rumi, The Drowned book, tutti editi da HarperOne. Hanno venduto più di 2 milioni di copie in tutto il mondo e sono stati tradotti in 23 lingue. Queste poesie sono recitate, cantate, musicate e utilizzate come fonte di ispirazione per romanzi, poesie, musica, film.. e video, che vengono costantemente postati su YouTube e altri social. Nonostante egli fosse un sufi ed un grande studioso del Corano, la sua personalità raggiunse e permise il superamento delle divisioni religiose e sociali: durante la sua vita fu noto per la sua visione cosmopolita, tanto che il suo funerale, durato 40 giorni, vide la partecipazione di musulmani, ebrei, cristiani, buddisti, persiani e greci.

Nel video, Tilda Swinton recita 'Like This' da 'The Essential Rumi' per celebrare il lancio di un profumo della sua linea. La grande Tilda che, come Rumi ha un seguito fedele e globale di ammirotori/trici (tra cui ovviamente noi di Interzone..) legge "Like This" con transporto sensuale e spirituale, essendo una accanita ammiratrice e seguace di Rumi.



Like This -Jalāl Ad - Dīn Muhammad Rūmī
If anyone asks you
how the perfect satisfaction
of all our sexual wanting
will look, lift your face
and say,
Like this.
When someone mentions the gracefulness
of the nightsky, climb up on the roof
and dance and say,
Like this.
If anyone wants to know what "spirit" is,
or what "God’s fragrance" means,
lean your head toward him or her.
Keep your face there close.
Like this.
When someone quotes the old poetic image
about clouds gradually uncovering the moon,
slowly loosen knot by knot the strings
of your robe.
Like this.
If anyone wonders how Jesus raised the dead,
don’t try to explain the miracle.
Kiss me on the lips.
Like this. Like this.
When someone asks what it means
to "die for love," point
here.
If someone asks how tall I am, frown
and measure with your fingers the space
between the creases on your forehead.
This tall.
The soul sometimes leaves the body, the returns.
When someone doesn’t believe that,
walk back into my house.
Like this.
When lovers moan,
they’re telling our story.
Like this.
I am a sky where spirits live.
Stare into this deepening blue,
while the breeze says a secret.
Like this.
When someone asks what there is to do,
light the candle in his hand.
Like this.
How did Joseph’s scent come to Jacob?
Huuuuu.
How did Jacob’s sight return?
Huuuu.
A little wind cleans the eyes.
Like this.
When Shams comes back from Tabriz,
he’ll put just his head around the edge
of the door to surprise us
Like this.

30/05/15

Manet illustra The Raven di Poe

Edgar Allan Poe ottenne una fama quasi immediata dopo la pubblicazione di The Raven (1845), anche se non ha mai ricevuto in vita i riconoscimenti che meritava. Pensate che, dopo tutto, venne pagato solo nove dollari per la poesia, e dovette affrontare dure lotte prima e dopo la sua pubblicazione per poter vivere solo con la sua scrittura.

Poe fu uno dei primi scrittori americani a vivere della sua arte, senza altri mezzi indipendenti. Il suo lavoro in gran parte fu accolto con recensioni contrastanti: veniva costantemente licenziato, in parte a causa dei suoi problemi con il bere. Dopo la sua morte, però, l'influenza di Poe si è estesa e ha dominato quasi tutti i movimenti modernisti che emergevano in quell'epoca, come ad esempio quello dei decadentisti, capeggiato da Charles Baudelaire (che definì Poe sua "anima gemella") e il suo discepolo simbolista Stéphane Mallarmé.

Mallarmé avrebbe scritto La tomba di Poe:

Cosa in lui stesso alfine l'eternità potrà mutare
il poeta suscita con una spada nuda
il terrore del suo secolo che non ha conosciuto
che la morte ha trionfato in quella voce estranea!
Essi, come un vile sfogo d'idra che almeno una volta
ha udito l'angelo, danno un senso più puro
alle parole della tribù, gridano a quella stregoneria bevuta
nel flusso senza onore di qualche miscela nera.
Del sole e della nube ostile, o soffro!
Con le nostre idee scolpite su un basso rilievo
dove la tomba di Poe di bagliore s'adorna,
Calmo blocco così in basso caduto in un disastro oscuro
che il granito almeno in eterno mostrerà il suo limite
ai neri voli del blasfemo sparsi nel futuro.


Per i lettori francesi, poi, tradusse The Raven, nel 1875 all'età di 33 anni. Poe ha avuto un enorme influenza sulle arti visive in Francia. Ad illustrare il suo testo non fu altro che Édouard Manet, il pittore accreditato come l'inventore dell'impressionismo. Le incisioni conseguenti, scure, con macchie pesanti, secondo la Biblioteca Pubblica di New York, non ebbero un successo commerciale."

Il libro illustra anche la relazione tra Poe e l'arte e la letteratura francese. Chris Semestre, curatore di una mostra a Richmond, Virginia, su questa reciproca influenza, osserva che Poe "leggeva Voltaire come Alexander Dumas e li trovava entrambi molto influenti. Allo stesso modo, Poe ha lasciato il segno, non solo su Baudelaire, Mallarmé, e Manet, ma anche su Paul Gauguin, Odilon Redon, e Henri Matisse.

Potete leggere (o scaricare) Le Corbeau/The Raven by Edgar Allan Poe qui in edizione bilingue, con tutte le illustrazioni originali. La scansione ad alta risoluzione delle incisioni potete invece visualizzarle e scaricarle  qui 
 
 



 #openculture


25/05/15

La Tarantola di Bob (Dylan)

24 maggio 1941, Bob Dylan ha 74 anni. Un collage di lettere in versi, giochi di parole, fughe nelle allucinazioni, parabole di polemica sociale, piccoli capolavori di umorismo e d'immaginazione. Messaggi in codice per chi faceva parte del suo mondo e per la sua generazione, che possono assumere significati diversi a seconda dei vari gerghi dei beats, hippies, studenti, cultori della droga, vagabondi, musicisti e appassionati di rock che hanno prestato a Dylan termini e immagini. Un manoscritto da incubo, surrealismo psichedelico che risente profondamente della scrittura di  William Burroughs..

Cara rivista anticonvenzionale, signori:
mi rendo conto che attualmente state mettendo assieme un libro su artisti sulla lista nera e con i punti neri o qualcosa del genere.
Se si tratta dell'ultimo caso, vi raccomanderei di mettere per primo Jerry Lee Lewis.
Se si tratta del primo caso, vi raccomanderei di mettervi in contatto con la società medica americana per scoprire l'esatto valore di un’impresa del genere.
Porgendovi i sensi del mio rispetto, rimango un agitatore di piazza.
Dalle montagne.. Zeke il Tappo

Ascolta. Non m’importa cosa dice tuo papà. J. Edgar Hoover non è poi un tipo così buono. Credo che debba avere delle informazioni su qualunque persona dentro la Casa Bianca che se il pubblico ne venisse a conoscenza, potrebbero distruggere queste persone/
se parte delle informazioni che possiede andasse in giro, vuoi scherzare,
probabilmente l'intero paese lascerebbe le proprie occupazioni e si rivolterebbe.
Lui non perderà mai il suo posto. Darà le dimissioni con onore. aspetta e vedrai.
Puoi immaginare per conto tuo tutta questa faccenda dei Comunisti.
Lo sai da quanto tempo i ladri di automobili terrorizzano la nazione? Devo andare.
C’è una macchina dei pompieri che mi da la caccia. Ci vedremo quando otterrò la laurea. Senza di te impazzisco. Non vedo mai abbastanza film.
Il tuo amante paralizzato
benjamin tartaruga..

Ok. Così mi sono iniettato droga una volta tanto.
Grosso affare. E a te come va?
Ti assicuro Mervin, che se non mi lasci perdere, ti colpirò ancora dove fa male, capito?
Mi sembra di diventare pazzo. La prossima volta che mi chiami con quel nome in un pubblico ristorante, ti trascino fuori e ti prendo a calci per darti una buona lezione.
Come se non avessi diritto di arrabbiarmi. Lascerò soltanto un..volo*.
Buona iniezione.
Bada a quello che fai.
La Legge

Qui' giace Bob Dylan assassinato dal di dietro da carne tremante
che dopo essere stata rifiutata da Lazzaro,
Saltò su di lui per solitudine ma scoprì con stupore
che egli era già un tram e questa fu recisamente la fine di Bob Dylan
Ora egli giace nell'istituto di bellezza della signora Realmente
il Signore dia pace alla sua anima e alla sua insolenza
due fratelli e un cocco di mamma nudo che assomiglia a Gesù Cristo
possono ora spartirsi i residui della sua malattia e i suoi numeri telefonici
non c’è forza da offrire in omaggio - ora chiunque può semplicemente riaverla indietro

Qui giace Bob Dylan demolito dal garbo viennese - che adesso sosterrà di averlo inventato
ora la gente in gamba può scrivere Fughe su di lui
e cupido può dare un calcio alla sua lampada al cherosene
Bob Dylan - ucciso da un rifiutato Edipo che cambiò bandiera per indagare su un fantasma
e scoprì che anche il fantasma era qualcosa di più di una persona..

Questa è la mia ultima lettera - ho cercato di soddisfarvi, ma ora vedo che avete troppo nella vostra mente - ciò di cui avete bisogno è qualcuno che vi lusinghi - io lo farei, ma a cosa servirebbe? dopo tutto, io non ho bisogno di niente da voi - voi siete cosi bloccati, comunque, che siete diventati avidità pura - mentre i mistici del mondo balzano nel sole, vi siete ritirati in un paralume - se avete intenzione di pensare,
non pensate perché' le persone non si amano fra loro - pensate perché' non amano se stesse - forse allora comincerete ad amarle - se avete qualcosa da dire, fatemelo sapere, io sono giusto dietro l'angolo, vicino ai comandi di volo - prendetevela comoda e non fate troppo male - guardate le piante di pepe verde e pensate che avete visto abbastanza popcorn - vi state trasformando in tossicomani -
come ho detto, non c’è semplicemente niente che possa darvi fuorché' un semplicemente - non c’è niente che possa prendere da voi fuorché' una coscienza inquieta - non posso dare ne' prendere nessuna abitudine..arrivederci al ballo mascherato
Tormentosamente, ragazzo d'acqua.





28/04/15

Bohémiens en voyage: Charles Baudelaire


Zingari in viaggio 

La tribù profetica dalle pupille ardenti,
ieri s’è messa in viaggio caricandosi i piccoli
sulle spalle e offrendo ai loro fieri appetiti
il tesoro sempre pronto delle mammelle pendenti.

Gli uomini vanno a piedi sotto armi lucenti
di fianco ai carrozzoni dove i loro si rannicchiano,
volgendo al cielo gli occhi appesantiti
dall’oscuro rimpianto di non aver speranze.

Dalla sabbia del suo rifugio il grillo,
vedendoli passare, moltiplica il suo canto
Cibele, che li ama, stende tappeti erbosi

fa fiorire il deserto e zampillare la roccia
innanzi a quei viandanti ai quali si spalanca
l’impero familiare delle tenebre future.

Bohémiens en voyage

La tribu prophétique aux prunelles ardentes
Hier s’est mise en route, emportant ses petits
Sur son dos, ou livrant à leurs fiers appétits
Le trésor toujours prêt des mamelles pendantes.

Les hommes vont à pied sous leurs armes luisantes
Le long des chariots où les leurs sont blottis,
Promenant sur le ciel des yeux appesantis
Par le morne regret des chimères absentes.

Du fond de son réduit sablonneux, le grillon,
Les regardant passer, redouble sa chanson;
Cybèle, qui les aime, augmente ses verdures,

Fait couler le rocher et fleurir le désert
Devant ces voyageurs, pour lesquels est ouvert
L’empire familier des ténèbres futures.
Charles Baudelaire




13/03/15

Dread Beat An ' Blood - Linton K. Johnson, poesia, politica e Bass Culture


Al secondo Festival di poesia, tenutosi a Roma anni fà (Piazza di Siena), un giovane poeta nero, alto e quadrato, riusci a fermare la lenta e interminabile processione di spettatori e curiosi e ottenere la loro attenzione, ad incantare la platea con la sua recitazione calma e appassionata, estremamente ritmica. Il pubblico cominciò spontaneamente a battere le mani seguendo la cadenza musicale dei versi, rapito dalla facilità di comunicazione di questo giamaicano fiero e sicuro. Quell'uomo era LINTON KWESI JOHNSON, il personaggio più complesso dell'universo reggae, la voce più intensa del dissenso nero in Inghilterra..
"La mia è una poesia semi-melodica con un organica relazione tra parole e ritmo. La poesia è mestiere di parole,è condensazione dell'eperienza. Tre sono i caratteri principali: primo,le parole devono essere vere, adatte a ciò che si vuole comunicare;secondo, la poesia è arte,per questo, grande cura deve essere messa in ciò che fai e in come lo fai, nello stile e nella forma; terzo e più importante, deve interessare, intrattenere, provocare una reazione emotiva.."
L.K.J



Linton K. Johnson si è sempre ritenuto fondamentalmente un attivista politico più che un poeta e cantante reggae. Dalle parti di Brixton,dove è cresciuto dopo che la sua famiglia emigrò dalla Giamaica nel 1963 quando aveva 11 anni, lo chiamano semplicemente il poeta, e la sua poesia, che iniziò a scrivere a 18 anni, è un misto di giamaicano parlato e di dialetto degli inglesi di colore e va recitata piuttosto che letta. Iniziò a dare dei reading di poesia dopo una serie di lavori senza sbocco durante gli studi per la laurea in sociologia, si faceva accompagnare da un gruppo di percussionisti chiamati Rasta Love. Il suo primo album, 'Dread beat'n Blood del 1978 è basato su una raccolta di poesie dallo stesso nome, un quadro delle oppressioni subite dalla comunità di colore. Gli album a venire, più ritmicamente sofisticati non sono meno sarcastici nell'esposizione del razzismo politico, della violenza della polizia, e di tutte le sofferenze quotidiane dei giovani di colore. Fare dischi per L.K.J. significa ancora oggi portare le sue poesie ad un pubblico più vasto, che non sarebbe interessato ad acquistare libri, ma è anche un modo di vivere,di comperare il tempo da dedicare all'attività politica.
Uomo colto, istruito, la musica è dentro di lui. E' sempreb stato un poeta, ma non gli è mai interessato scrivere versi e pubblicare libri per fare soldi: mette la poesia nella musica, che all'epoca fu davvero qualcosa di nuovo, perchè fu il primo nero ad accoppiare la poesia al reggae. Linton fu anche quello che per primo capì perfettamente l'impatto che formidabile che la musica poteva dare alle sue poesie e in particolare sul pubblico bianco che si era aggrappato al reggae dopo l'infatuazione dei punks nel 1977. Il Fronte Nazionale e la sig.ra Tatcher odiavano questo giovane giamaicano diplomato in sociologia che guidava da qualche anno tutte le lotte dei neri di Inghilterra. Non ha mai avuto una formazione musicale e non ha mai suonato uno strumento, ma questo non gli ha impedito di comporre musica per i suoi album. I suoi primi concerti, spesso spalla di lan Dury vedevano  Linton recitare le sue poesie su una base musicale registrata, accompagnato da quattro ballerini, per un  pubblico quasi esclusivamente bianco e di solito erano un trionfo.
"Non sono uno di quelli che credono di cambiare il mondo scrivendo qualche poesia. E' l'esperienza che serve e la poesia, che è fondamentalmente spettacolo, non sostituisce il discorso politico, anche se forse la mia poesia è un pò più che spettacolo: è un serio intrattenimento.."

Race Today era un collettivo che raggruppava vecchi membri delle Black Panthers lnglesi delusi dall`azione violenta, e che cercavano di difendere i diritti degli immigrati , beffati continuamenle. C'erano enormi problemi di alloggio, d’impiego, di scuola, di igiene, di delinquenza... Mensile (poi bimestrale) politico aveva iniziato le pubblicazioni nel 1969, dal 1973 Darcus Howe, Farrukh Dhondy e Linton Kwesi Johnson gli diedero una linea basata su una combinazione di marxismo e antirazzismo libertario radicale. Linton pubblicò il suo primo libro di poesie proprio su Race Today nel '74, per poi diventarne redattore artistico. In quel periodo si battè moltissimo, nell'affare George Lindo contro la legge Sus (La Sues è una vecchia legge che permette alla polizia di arrestare chiunque per semplici sospetti di delitto ed era molto usata nei soprusi quotidiani contro la gente delle Antille. George Lindo era un operaio di colore condannato ingiustamente per omicidio, su falsa testimonianza della polizia, e del quale Race Today ottenne la liberta. La rivista fu l'organo principale di politica dei neri in Gran Bretagna. Cessò le pubblicazioni nel 1988.

Hai un’ideologia precisa?
<<Non siamo dei dottrinati. Siamo certamente contro il capitatismo, e siamo per il socialismo, ma crediamo che sia necessario fare una pratica politica completa prima di teorizzare.>>
Alcuni vedono in te un possibile leader politico, cosa ne pensi? 
<<Non mi do tutta questa imporlanza. Sono un poeta innanzitutto, e non il poeta che fa la rivoluzione, Mi auguro sopraltutto che i miei testi siano uno specchia in cui la gente di colore possa contemplare le proprie esperienze, e che possa aiutare i bianchi a capire la nostra comunità>>  (1980)

Tra le figure più originali del mondo musicale inglese, porta sulla strada la sua voce di oppositore di un sistema ancora emarginante e razzista, semplicemente attraverso il ritmo monotono e ossessivo del reggae e del dub. Arrangiamenti sempre ricchi e intelligenti, con la fida collaborazione di Dennis Bowell (chitarrista e produttore, i testi di Linton non si fermano all'esaltazione dei rasta e dei Dreadlock ma vanno nel profondo della realtà quotidiana, impegnata nella lotta contro il razzismo di ogni tipo.



Linton K. Johnson oggi

Dread Beat an Blood
Fratelli e sorelle si dondolano
un battito terribile pulsante fuoco che brucia
ora cioccolato ed oscurità che si insinua
notte nera velata che piange
luci elettriche che consolano,notte
una piccola sala impregnata di fumo
una casa di nebbia d'erba
musica ardente,risonante,battente fuoco,sangue
fratelli e sorelle che si dondolano,si fermano,si dondolano
musica dirompente,sanguinante,battente fuoco:bruciante
ora elettrica della lampadina rossa
che tinge il cervello con un flusso di sangue
e una brutta..brutta cosa fermenta
erba strisciante,si insinua nel cervello
luci fredde che feriscono,rompono,feriscono
fuoco nella testa ed un battito terribile sanguinante,battente fuoco:terrore
pietre rotolanti su cuori balzanti selvaggi
rabbia che si solleva dal calore della ferita
ed un pugno sferrato con rabbia la raggiunge
poi il flash di una lama di un altro per lui
balza fuori per un taglio di carne di un pezzo di pelle
e sangue,amarezza,fuoco esplodente,sangue gemente,ed il sanguinare..





1978 - Dread Beat An' Blood - Island Records
1979 - Forces of Victory - Island Records
1980 - Bass Culture - Island Records
1980 - LKJ in Dub - Island Records
1984 - Making History - Island Records
1984 - Reggae Greats - Island Records
1985 - LKJ Live in Concert with the Dub Band - LKJ Records
1985 - Dub Poetry - Island Records
1991 - Tings An' Times - LKJ Records
1992 - LKJ in Dub: Volume 2 - LKJ Records
1996 - LKJ Presents - LKJ Records
1996 - LKJ A Cappella Live - LKJ Records
1998 - Independent Intavenshan - Island Records
1999 - More Time - LKJ Records
2002 - LKJ in Dub: Volume 3 - LKJ Records
2003 - Straight to Inglan's Head - Universal Records
2004 - Live in Paris - Wrasse Records
2004 - Live in Paris with the Dennis Bovell Dub Band (DVD) - Wrasse Records


LKJ Inconcert with dub band



02/01/14

Largo all'avanguardia: Freak Antoni e la demenza

Anche a pranzo, il poeta riflette
Suonare R’n’R è tecnicamente facile, quasi alla portata di tutti, dopo poco tempo che si ha in mano una chitarra. Quello che conta poi è solo il feeling, la grinta, e l’espressione che uno riesce a metterci. E Freak Antoni con i suoi Skiantos quel feeling e quella grinta ce l’avevano tutta. Eravamo tutti molto giovani e le metropoli erano affollate di persone, pillole, erba, ma soprattutto di nuovi complessi rock dai nomi più strambi: Debacles, Pistoni Roventi, Brutti Pesci, Panik, Digos.. Il fulcro di tutto era Bologna e Freak Antoni era la prima donna: con i Demenza Precoce, gli Skiantos furono il primo gruppo ad invadere le città inondandole di rock..demenziale.

Demagogia + Devianza

I muri dei palazzi, le carrozze della metropolitana portavano scritte inneggianti alla demenza libera e sfrenata.

La messa debilita, il sabba rinfranca

Gli Skiantos erano un coacervo di paranoia urbana, emarginazione sociale più bestiale e furono tra i primi a stufarsi del music business: rifiutarono la musica e ai concerti spesso, invece di suonare, cucinavano spaghettate sul palco, si facevano il caffè, insultavano gli spettatori.. Quello che segue è un omaggio all’artista Freak Antoni, in questo momento molto particolare e di grande difficoltà per il musicista, poeta, scrittore, attore, a cui Elio delle Storie Tese dovrebbe baciare il..; agli Skiantos e al rock demenziale di fine anni ’70, con testi tratti dai suoi tre libri (Stagioni del Rock demenziale, Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti e Non c’è gusto in Italia ad essere dementi..), un estratto dell’intervista che Freak ha rilasciato a Rolling Stone, dove dice cose estremamente interessanti e intelligenti, come sempre, e infine Monotono, il primo vero disco degli Skiantos, 12 brani  (più 5 bonus nella mia versione in Cd..) ancora freschi, colti e irriverenti, spericolati e eccentrici, tra il punk e il rock e citazioni teatrali.. Godetevi il tutto e un consiglio in perfetto stile..demente:
State leggeri e non crediate che le cose vadano meglio se andate sul pesante..

“Freak Antoni vive con la nonna con cui comunica in lingua Cheyenne; egli è ritenuto a torto uno degli esponenti di tutta una nuova generazione di ‘Sballati’ (freaked out, in italiano nel testo). Attualmente sta ideando una chitarra col doppio manico opposto e una unica cassa armonica (ovviamente al centro)... perché cosi si possono fare gli arpeggi frontali controllandosi allo specchio! Egli detesta in modo particolare i managers dell'industria discografica che definisce ‘droghieri’ con pretese artistiche e spettacolari.

Domanda: Ma lei, Freak Antoni, com’e nella vita?

Risposta: Io sono X gli affetti familiari, e mentre il movimento demenziale si scaglia contro gli affetti familiari, io li sostengo, - sono molto legato a mia nonna - understand?!

Vorrei, con il vostro consentimento, presentarvi un artista che non ha eguali e neppure qualcuno che gli somigli. Cresciuto musicalmente nell’inferno del Bronx bolognese, dotato di un ugola e di un alito davvero invidiabili; cultore del sottovuoto, collezionista di buone intenzioni, vate (o forse “water”) del rock di seconda mano (cioè usato, cioè demenziale).

MASTROLINDO DELLA RETORICA ATTILA DEL SAVOIR FAIR E MESSNER DELL’UNDERGROUND ROBERTO NELLA VITA

Un personaggio che porta sulle sue deboli spalle di gelataio il peso della Cultura degli ultimi anni, quelli che contano. Freak Antoni. Un artista Cui tutti dobbiamo qualcosa, io per fortuna ho già dato. Se vi serve un’eccezione per confermare qualsiasi regola usate LUI! Questo Skianto d’uomo, di mente larga, predestinato per vocazione a risolvere il destino dello Stivale, LUI, ciabattino del futuro!

STATURA: Alto se lo guarda un ottimista molto basso se l’osserva un pessimista
OCCHI: Due (come tutti del testo)
CAPELLI: Grazie a Dio ne ha
SEGNI PARTICOLARI: Membro gigantesco
GRUPPO SANGUIGNO: Skiantos
CODICE FISCALE: Mi piaccion le sbarbine
PARTITA IVA: Torna Francesca

A sinistra di Vasco Rossi
A destra di Toto Cutugno
con la sua incorreggibile faccia da schiaffi
Il Robespierre del rock italiano
Il Big-Jim della sottocultura

Primo Manifesto del Rock Demenziale
ll problema è: se il cervello é spappafuso ce la fai a parlare? Cioè: se il cervello ti é scoppiato vai giù di testa e cominci a farfugliare? Anche HAL 9000, super elaboratore impazzito si mette a cantare una filastrocca stupida x bambini. Con il suono demenziale:
a) muore l’idea che x fare un complesso rock devi essere un fenomeno; b) te ne freghi dei consensi; C) finisce il mercato e inizia ll contagio. Merci di tutto il mondo unitevi e divorate l vostri produttori!! .

Secondo Manifesto del Rock Demenziale
La gente non considera l’energia dell’errore e la vitalità del rock. Gli intellettuali usano il nonsenso calibrato e non il demenziale pesante. Qualsiasi Cosa tu faccia non puoi mai possedere uno strumento fino in fondo, puoi solo stravolgerlo, spaccarlo. Tanto vale pestare duro/suonare energico, stimolante/fare testi semplici con rime baciate/ritmi immediati che dicono tutto e non devi decifrare-capire-interpretare con atteggiamento critico... Bisogna chiarire subito quello che si vuole: si vuole godere e non soffrire (non puoi tronkarmi il rock di prima mattina)!

N.B. I Manifesti del Rock Demenziale non furono mai stampati come volantini, ma si mandavano in busta chiusa, come lettere agli amici, con la scritta “riservato” e Ia preghiera di non farli circolare.

POESIA:

VITALIZIO
(Extrema Ratio)
Voglio un vitalizioX fermare questo strazio
quindi togliermi lo sfiziodi passar la vita in ozio
Allargatemi lo spaziopoi tenetevi il negozio
ma sia chiaro dall’inizioio voglio il vitalizio
Voglio il vitalizio VitalizioVoglio il vitalizio Vitalizio
Voglio un vitalizioX fermare questo strazio
quindi togliermi lo sfiziodi passar la vita in ozio
Lo so che è un brutto il vizioe ti porta al precipizio
com’é successo a Tiziodavvero poco sazio
Esigo il vitalizio VitalizioVitalizio 

Demenziale può somigliare a surreale ma anche a banale e a non-intellettuale... una specie di post-dadaismo artigianale, imbastito da volonterosi lndiani Metropolitani; una specie di punk-rock ironico, sarcastico, un po’ caustico e un po’ barzellettaro. Forse l’ultimo rantolo degli eroici Creativi (ex facinorosi del Movimento)

Che sia una Cagata??

Assurdo, bizzarro, evidentemente non plausibile, non eroico, non colto, non istituzionale, anche cialtrone e ridicolo, può definirsi demenziale.

“ll demenziale (inteso anche nel senso di rock demenziale) è un cocktail di pseudo futurismo, dada, goliardia, improvvisazione, performance a-logica, ironia da avanspettacolo, poesia surreale - soprattutto cretina - incidenti a caso, sciocchezze e gazzarra, paradossi e colpi di genio”
Non c’è arte, non c’è artista e quello che fa un demenziale - anche demente - potrebbero farlo tuttil (Venghino siori che c’e spazio! X). A una presunta poetica alta da grande artista-fenomeno contrappone una poetica bassa da artista “sconnesso”, minoritario e diverso.











MONOTONO

L'INTERVISTA


23/07/13

Blues del ragazzo solitario: Kenneth Patchen

In quello strambo romanzo che é Memorie di un pornografo timido, una giornalista in vena di indagini letterarie interroga alcuni dei presenti alla folle festa che forma uno dei punti centrali del racconto.
- E Patchen? - chiese lei con la matita pronta. - Ah, Patchen. Nessuno lo prende sul serio – disse uno di loro. - Un apprendista che non è mai riuscito a crescere. – E’ un bambino noioso: un sacco di chiasso per nulla -disse un altro.

- Patchen ha perso l’imbarco - disse il signor Brill - Ha fatto lo sbaglio di credere che la poesia sia una specie di pattumiera dove si pub buttare di tutto, e di sicuro parecchie volte ha passato i limiti - Questo è tutto quanto, da Patchen, si è potuto raccogliere su Patchen. Il poeta, dice chi lo ha conosciuto, è un uomo scorbutico, cli poche parole. I critici, da parte loro, non si sono certo dati un gran daffare intorno a lui. Le antologie, anche quelle che raccolgono le cosiddette <<voci minori>>, lo ignorano. Una specie di congiura del silenzio, insomma, della quale il primo a non curarsi sembrava proprio il poeta. Impossibile, quindi, come dicevamo, avere delucidazioni da questo autore sconosciuto, da questo <<apprendista >> (stregone) che negli ultimi anni -- recluso in clinica per l’aggravarsi di una lunga malattia - si era ancora di più rinchiuso nel suo mutismo. Esso potrebbe comunque essere giustificato, alla fine, proprio dalla congiura del silenzio della critica: una specie di protesta, insomma, quasi uno ‘sciopero della parola’ contro un trattamento che non può non apparire ingiusto a chi prenda in considerazione un’opera poetica tanto vasta e tanto significativa.
Negli Stati Uniti, infatti, anche quei poeti e quei narratori che in gioventù hanno incontrato ostacoli sulla propria strada (accuse, e talvolta processi, per presunte << immoralità >>, o magari per spirito rivoluzionario) trovano sempre, in seguito, critici disposti a valorizzarli e la stessa “industria culturale” sa sfruttare assai bene lo scandalo << giovanile >> per un lancio in grande stile. ll caso di Kenneth Patchen è, invece, assai diverso.

Non uno scrittore per pochi: Patchen registra una schiera di lettori fedeli tra le più folte che un poeta americano possa contare (e le sue << sperimentazioni>>, da quelle verbali a quelle visive, sono servite da esempio e da prototipo a molti venuti dopo di lui). E allora? E’ probabile che l’ostilità di molta critica e della parte più conformista del pubblico - e anche, insieme, la << fedeltà >> dei suoi lettori - gli derivi dalla costante coerenza (si potrebbe dire addirittura dalla violenza via via crescente) della sua protesta sociale e antimilitaristica nel cinque volumi di versi stampati tra il ’39 e il ’45. L’essersi rifiutato di partecipare alle celebrazioni ufficiali della patria in guerra ha fatto di lui, probabilmente, il nemico che non si combatte con la critica ma con la più subdola arma del silenzio.
Padre dei << beats >>? Qualcuno ha avanzato questa ipotesi e qualche sua poesia, come << La scuola all’angolo>> o, meglio ancora, << Le grandi mani del boia>>, possono giustificare in parte una simile illazione. Patchen, tra l’altro, fu tra i primi a scrivere in favore di Ferlinghetti e di Ginsberg ai tempi del famoso processo scaturito dalla pubblicazione di <<Urlo>>.

Nato il 3 dicembre 1911, figlio di un operaio delle acciaierie, non riuscì a portare a termine studi regolari. Riuscì a frequentare per un solo anno il Meiklejohn’s Experimental College della Université del Wisconsin, ma la mancanza di mezzi lo spinse in quel grande calderone che, dopo la crisi del ’29, era la popolazione produttiva americana. Fece, come si può dire di tanti poeti e scrittori americani, tutti i mestieri. Il calderone
era pieno di fermenti ma anche di delusioni. Case grigie e squallide, camere da letto oscure, odori di smog, cavoli lessi, e urina, periferie industriali: ecco il paesaggio nel quale irrompono <<i ragazzi desolati. / Sonnambuli in una terra buia e terribile / dove la solitudine e uno sporco coltello puntato alla ,gola>>. La polemica contro i Moloch della società industriale è il filo conduttore. Un filo che si snoda su, dai quartieri poveri e che continua nel tuono contro la corruzione e il linciaggio, nella denuncia della delinquenza, dell’<<omicidio facile >>, e soprattutto in quel pacifismo umanitario che tanta parte ha sempre avuto nella letteratura di protesta americana, e che trovò una sua ragione organizzativa nel movimento delle colombe, per la fine della guerra nel Vietnam. In questo senso una poesia come << Che cos’e il bello?>> è una vera e propria dichiarazione programmatica dei diritti dell’uomo ricercati dopo il grande travaglio della rivoluzione industriale e della standardizzazione. Gran parte dell’opera di Patchen e concepita nel limbo dell’incubo, in un mondo dove l’umorismo è peggio che l’orrore. La frenesia regna in essa sovrana, in oscenità sinistre.
<< Before the Brave >> - nel 1936 e si conquistò il suo primo e probabilmente unico alloro ufficiale, il Guggenheim Felloship. Pittore, disegnatore singolare, venne colpito da una grave malattia alla spina dorsale. Essa era destinata a influenzare la sua già pessimistica visione del mondo, a rendere più completo il suo isolamento, più ostico il suo carattere. Da allora cominciò a coltivare quelle qualità << visionarie >> che sono un’altra chiave della sua esperienza poetica . Tutto, riesce a darci la misura di un poeta troppo ingiustamente ignorato in patria.
(13 Dicembre, 1911 – 8 Gennaio, 1972)

F. De Poli





ACCETTIAMO LA FOLLIA
Accettiamo apertamente la follia, O uomini
della mia generazione. Seguiamo
le tracce di questa età trucidata:
guardiamola trascinarsi attraverso la cupa terra del Tempo
fin dentro la chiusa Casa dell’eternità
con lo strepito che fa il moribondo,
con il viso che le cose morte portano - e non diciamo mai
volevamo di più; cercavamo di trovare
un uscio aperto, un completo atto d’amore,
che trasformasse la cruclele oscurità del giorno;
ma trovammo inferno e nebbia diffusi ovunque
sulla terra, e dentro la testa una putrida palude di
enormi tombe sbilenche.

LA MIA GENERAZIONE LEGGE I GIORNALI
Dobbiamo essere accorti e delicati; ricambiare
lo sguardo del poliziotto con un po’ di stima,
ricordare che questo non è un gioco di ombre cinesi,
piuttosto questo è il momento
di scrivere tutto, registrare le parole -
Voglio dire che dovremmo avere ancora un po’d'orgoglio
di gioventù e non dimenticare il destino di uomini
che dicono addio alle mogli e alle case
di Cui hanno letto, al ristorante mentre mangiavano,
<< Amore mio>>. - Senza rimpianti e Senza amarezze
ottenere la misura dei passi che facciamo,
1’ultima canzone ha scelto un tema d’amore
che ci libera da ogni male - distruggere ...?
perché no?   anche questo è strano... Buffo come
sia difficile essere accorti e delicati in questo,
nel trovare parole per segnare questa tomba,
voglio dire che nulla salvo il sangue in ogni strada
della terra puo dare Voce adeguata a questa perdita.

LO STATO DELLA NAZIONE
Capisci, erano seduti proprio dietro la porta
a un tavolo con due boccali di birra pieni e due vuoti.
Intorno s’aggirava qualche decina di persone, che ammazzavano
il tempo e si sbronzavano perché ormai niente più significava nulla
qualcuno guardò una ragazza e qualcuno disse
grandi cose succedono in Spagna
ma lei non alzò lo sguardo, neppure la Coda dell'occhio.
Allora Jack bevve la sua birra e Nellie bevve la sua
e le loro gambe si strinsero sotto la tavola.
Qualcuno guardò l’orologio e qualcuno disse
grandi cose succedono in Russia
Entrarono un poliziotto e due puttane e lui ordinò da
bere per due perché una aveva la sifilide
Nessuno sapeva perché ciò accadesse o se
sarebbe mai accaduto di nuovo in, questo mondo adirato
ma Jack bevve di nuovo la sua birra e Nellie di nuovo
la sua e, come a un segnale, un ometto entrò di furia,
attraversò il locale fino al banco e disse Ciao Steve
al barista.

BLUES DEL RAGAZZO SOLITARIO
Oh, nessuno é molto tempo, in nessun luogo é una grande sacca
per mettervi piccoli pezzi di cose graziose
mai realmente accadute a nessuno Salvo che
a coloro abbastanza fortunati da non essere nati
Oh, la solitudine é un brutto posto per accalcarvisi
soltanto con te stesso che Vai avanti e indietro
su un cieco cavallo bianco
lungo una strada vuota in cui incontri
tutti i tuoi amici faccia a faccia.
Nessuno é un lungo tempo.

LA SCUOLA ALL’ANGOLO
L’anno prossimo l’erba della tomba ci coprirà.
Ora stiamo qui, e ridiamo; guardando le ragazze che passano
scommettendo su cavalli bolsi, bevendo gin a buon mercato.
Non abbiamo nulla da fare, nessun luogo dove andare
nessuno.
L’anno scorso era un anno fa, niente di più
Non eravamo più giovani allora, nè adesso più vecchi
Riusciamo ad assumere aria di giovanotti
insensibili dietro ai nostri visi, in un modo o nell'altro.
Probabilmente non saremo del tutto morti quando moriremo
Non fummo mai nulla fino in fondo; neppute soldati.
Fratello, noi siamo gli offesi, i ragazzi desolati.
Sonnambuli in una terra buia e terribile,
dove la solitudine è uno sporco coltello puntato alla gola.
Stelle gelide ci guardano, amico,
stelle gelide e puttane

SE CIO' CHE CAMBIA E' SOLO IL MONDO
Se ciò che cambia è solo il mondo,
che si allontana sempre più dal bene e dalla grazia,
perchè sentiamo questo cambiamento l'uno nell'altro?
Se coloro che amiamo sentono il respiro come una ferita
e maledicono il sole stesso perchè dà luce
perchè sentiamo questo dubbio l'uno nell'altro?
Oh, il nostro è il cambiamento che i fiori sentono al mattino
Il nostro è il dubbio delle acque nel loro solenne scorrere!..



19/04/13

Del sentimento di non esserci del tutto: Cortàzar

<Per tante cose sarò sempre come un bambino, ma uno di quei bambini che fin dall' inizio portano dentro di sé l’adulto, in maniera che quando il mostriciattolo diventa adulto davvero succede che a sua volta questo porta dentro di sé il bambino, e nel mezzo del cammin si verifica una coesistenza raramente pacifica fraalmeno due aperture sul mondo.
Tutto ciò può essere inteso in senso metaforico ma comunque è indice di un temperamento che non ha rinunciato alla visione puerile come prezzo della visione adulta, e questa giustapposizione che crea il poeta e forse il criminale, e anche il cronopio e l’umorista (questioni di dosaggi diversi, di tronche e di sdrucciole, di scelte: ora gioco, ora uccido), si manifesta nel sentimento di non esserci del tutto in nessuna delle strutture, delle tele che tesse la vita e in cui siamo al tempo stesso ragno e mosca.
Molti miei scritti vanno catalogati sotto il segno dell'eccentricità, visto che fra vivere e scrivere non ho mai ammesso una netta differenza; se, vivendo, riesco a dissimulare una partecipazione parziale alla mia circostanza, non posso invece negarla in quello che scrivo dato che scrivo proprio perché non ci sono o perché ci sono a metà. Scrivo per difetto, per dislocazione; e siccome scrivo da un interstizio, non faccio che invitare gli altri a cercare i propri e a guardare, attraverso questi, il giardino in cui gli alberi hanno frutti che ovviamente sono pietre preziose. Il mostriciattolo non demorde (...)

..E mi piace, e sono terribilmente felice nel mio inferno, e scrivo. Vivo e scrivo minacciato da questa lateralità, da quella parallasse effettiva, da questo essere sempre un po’ più a sinistra o più sul fondo rispetto al posto in cui si dovrebbe essere perché tutto si risolva in modo soddisfacente in un altro giorno di vita senza conflitti. Fin da piccolissimo ho assunto, a denti stretti, quella condizione che mi divideva dai miei amici e al tempo stesso li attirava verso chi era strano, chi era diverso, chi infilava il dito nel ventilatore. Non ero privo di felicità; l’unica condizione era coincidere di tanto in tanto con qualcuno che come me non si adattava in pieno all’etichetta che aveva cucita addosso (il compagno, il tipo eccentrico, la vecchia pazza), e di certo non era facile; ma ben presto scoprii i gatti, nei quali potevo immaginare la mia stessa condizione, e i libri, dove la ritrovavo in pieno. In quegli anni avrei potuto ripetermi i versi, forse apocrifi, di Poe:

From childhood's hour I have not been
As others were; I have not seen
As others saw; I could not bring
My passion from a common spring..

Ma quello che per lo scrittore della Virginia (in realtà Poe nacque a Boston, Massachusetts e si trasferì poi a Richmond, in Virginia..) erano stigmate (luciferine, ma proprio per questo mostruose) che lo isolavano e lo condannavano,

And all I love, I loved alone

non mi allontanavano da coloro il cui universo rotondo condividevo solo in maniera tangenziale. Sottile ipocrisia, predisposizione per tutti i mimetismi, tenerezza che superava i limiti e me li dissimulava; le sorprese e le afflizioni della prima età si tingevano di piacevole ironia. Ricordo: a undici anni prestai a un compagno Il segreto di Guglielmo Storitz dove Jules Verne mi proponeva, come sempre, un rapporto naturale e intimo con una realtà per niente diversa da quella quotidiana. Il mio amico mi restituì il libro: <<Non l’ho finito. È troppo fantastico>>. Non dimenticherò mai la sorpresa scandalizzata di quel momento. Fantastica l’invisibilità di un uomo? Dunque, potevamo incontrarci solo nel calcio, nel caffellatte, nelle prime confidenze sessuali?. .>

Julio Cortàzar, Il giro del giorno in ottanta mondi


Poesia - Poetry - Lyric

Questa notte mi basta la tua silenziosa presenza.
nella miamente sconvolta
la tua poesia illumina più di una lampada
i miei cerchi di paura

Non mi distraggo
Tengo fisso gli occhi sulla nera finestra
Passano autocarri pieni di soldati,
gente dalle linee del fuoco
nella mia casa risuonano parole d'ordine violente

Il giusto tempo umano
Heberto Padilla

A volte i poeti partono per un viaggio,
e allora indossano berretti scuri, sandali o sciarpe
Salutano ansiosi
e fornicano con le donne più belle e fantasticate
poi passeggiano e scrivono
lunghissimi servizi
che le riviste importanti non pubblicano mai
Ma altre volte soffrono, vengono rinchiusi
in prigione, con un compagno
mangiano salsicce, cipolle, pane e patate fritte
I poeti, decisamente, conoscono molte cose
nei loro viaggi:
qualcuno mi avvertì
abbandonando una nave a Copenhagen

Appunti per un breve viaggio
Cèsar Lopez

Madre Rivoluzione che sei nel seme
sia divoratrice la tua fiamma nel mezzogiorno dell'abitato,
sia inteso il tuo segnale dagli umili che ancora
ignorano l'alfabeto e fedeli attendono
la resurrezione della carne
Insegnaci a coltivarti nella nostra stessa forza
a portarti avanti, nonostante i vecchi scoraggiamenti
ricredendoci e rinnegando più di tre volte,
se fosse necessario, i nostri terribili atavismi..

Trovato fra carte dell'anno 1959
Luis Suardìaz

E se il pianto ti viene a cercare
affrontalo, bevi fino in fondo
il calice di lacrime legittime
Piangi, piangi finalmente un pianto
di verità, faccia a faccia con il tempo
che manipolavi abilmente
piangi le disgrazie che credevi altrui
la solitudine senza remissione ai piedi del fiume
la colpa della paceimmeritata
il riposo di pance piene di pandolce
Piangi la tua infanzia svilita dal cinema e dalla radio
la tua adolescenza negli angoli del disgusto, la cricca,
l'amore senza ricompensa,
piangi la gerarchia, il campionato, la bistecca al sangue,
piangi la tua nomina o il tuo diploma
che ti hanno rinchiuso nel benessere o nella disgrazia,
che nella pianura più immensa ti hanno legato al palo
di un piccolo terreno pagato a rate trimestrali

E se il pianto ti viene a cercare..
Julio Cortàzar

05/02/13

Majakovskij e il suo sosia

Giro di conferenze a New York:
"È vero che avete scritto per il governo dei versi sui montoni?"

"È meglio scrivere su dei montoni per un governo intelligente che per dei montoni su di un governo idiota"


Questo post è dedicato ai diciannove operai Fiat di Pomigliano, che pur essendo stati reintegrati da un giudice di questa Repubblica secondo le leggi vigenti, sono stati allontanati dal posto di lavoro perchè "impossibile ricollocarli". In pratica 'indesiderati'. Discriminati, isolati e pagati per non lavorare. Dopo i vaneggiamenti di Marchionne su Fabbrica Italia, ancora uno schiaffo a diritti e dignità. Inoltre, a quella famiglia (una coppia con figlio, accompagnati  da un volontario dell'associazione ATD, Agir tous pour la dignité. ) , che qualche giorno fa è stata 'caccciata' dal Musée D'Orsay  di Parigi, uno dei più  importanti musei d'arte moderna, perchè, secondo le  lamentele di alcuni visitatori, "puzzerebbe".
Attenzione: il futuro..non è scritto.
___________________________

<A tutti. Del fatto che muoio non incolpate nessuno. E, per favore, non fate pettegolezzi. Il defunto li detestava. Mamma, sorelle, compagni, perdonatemii. Questo non è un modo e non lo consiglio a nessuno: ma io non ho scelta. Lilja, amami. Compagno governo, la mia famiglia sono Lilja Brik, la mamma, le mie sorelle, e Veronika Vitoldovna Polonskaja. Se creerai per loro un esistenza possibile, grazie. Le poesie incompiute, datele ai Brik che sapranno metterci le mani. Come suol dirsi, l’incidente è chiuso. La barca dell’amore si è spezzata contro la vita quotidiana. Tra la vita e me, i conti tornano, ed è vano elencare i guai, i dolori e le offese reciproche. Buonee cose, Vladimir Majakovskij. I2 aprile 1930. Compagni della RAPP, non mi considerate un pusillanime. Sul serio non c’è niente da fare. Saluti. Dite a Ermilov che è stato un errore togliere lo slogan, ma si sarebbe dovuto bisticciare a fondo.V.M. Nel mio cassetto ci sono 2.000 rubli. Pagate le impotre. Il resto lo riceverete dal GIZ.
V.M.>

Volodia fu vegliato Fino a mezzanotte da Osip, da Kolia, Aseev, da Pasternak e da altri amici intimi. E a proposito di Pasternak vale la pena riferire quello che scrisse nel Salvacondotto circa quella veglia: << Non c’era rumore. Quasi non si piangeva più. D’improvviso fuori, sotto la finestra, immaginai di vedere la sua vita, che apparteneva ormai tutta al passato. Si avviò di lato dalla finestra come una strada silenziosa, orlata di alberi... E ii primo a schierarsi in essa, accanto al muro, fu ii nostro Stato, il nostro incredibile Stato che non ha precedenti, e che irrompe nei secoli ed è per sempre da essi accolto. Stava li, in basso: lo si poteva chiamare e prendere per mano. La somiglianza fra i due era cosi sorprendente che sembravano gemelli. E mi venne da pensare per inciso che quell’uomo era il cittadino più raro di quello Stato. La novità del tempo gii scorreva climaticamente nel sangue. Tutto in lui era singolare delle singolarità dell’epoca, per metà non ancora realizzate. Cominciai a rievocare alcuni tratti del suo carattere, la sua indipendenza, che per molti aspetti era assolutamente originale. Tutto questo si spiegava con ia sua familiarità con certi stati d’animo che, pur impliciti nel nostro tempo, non sono ancora forza quotidiana. Sin dall’infanzia egli fu guastato dal futuro che dominò abbastanza presto e, in apparenza, senza grande difficoltà >>.

Pasternak aveva intuito molte cose di Majakovskij. Aveva intuito, per esempio, quel che aveva dovuto patire prima del suicidio: << Chi giunge alla determinazione dei suicidio mette sopra se stesso una croce, volge le spalle li passato, dichiara fallimento, annulla i ricordi. I ricordi non possono più raggiungerlo, salvario, soccorrerlo. La continuità dell’esistenza interiore è spezzata, la personalità è finita. Forse, tutto sommato, ci si uccide non per tener fede alla decisione presa, ma perché è insopportabile questa angoscia che non si sa a chi appartenga, questa sofferenza che non ha chi la soffra, questa attesa vuota, non riempita dalla vita che continua >>. Cosi rifletteva e vegliava.

Lili ogni tanto correva a baciarlo, ad aggiustargli la camicia azzurra sul petto, a carezzargli la fronte. Poi si rifugiava di nuovo in camera, come un animale ferito.

La bara rimase esposta al pubblico per i giorni 15, 16, 17, con la scorta d’onore composta dai soldati dell’Armata Rossa e vegliata a turno da scrittori, attori, studenti, giornalisti, amici, gente del popolo che arrivava piangendo e non se ne andava che dopo un’intera nottata. Secondo le statistiche, in quei giorni sfilarono davanti alla salma del poeta oltre centocinquantamila persone.

22/12/12

Steven J. Bernstein, poeta del grunge e i Big Black di S. Albini

"La violenza entra da un angolo, troppo lontano per accorgersene, per vedere chiaramente..Non un omicidio, ma violenza per divertirsi. Divertimento e paura, ecchimosi gialle e rosse, una piccola quantità di sangue..Troppo tardi per scappare.."
A questo punto, dalla platea si alzò un grido: "Vogliamo la musica..!" "Questa è musica..testa di cazzo!"

Questa la memorabile introduzione, l'intro dell'ultimo concerto dei Big Black di Steve Albini a Seattle, l'11 agosto 1987. Protagonista, Steven J. Bernstein, detto Jesse. Poeta, scrittore, un passato da jazzista, allievo e amico di Wiliam Burroughs, tossico e alcolizzato, con un passato da ex marchettaro e con una diagnosi medica di psicosi maniaco-depressiva, amante dei gatti. Anche quella serata fu memorabile: tra il pubblico presente all'ultima performance della band di Albini erano presenti tutti i futuri protagonisti del movimento grunge: Bruce Pavitt, fondatore dell'etichetta discografica Sub Pop, Mark Arm dei Mudhoney e, udite, Kurt Cobain che avrebbe ritrovato poi Albini in veste di produttore per l'ultimo disco dei Nirvana, In Utero. Dopo l'incendiaria overture di Jesse, Albini, punk con tanto di laurea e occhialoni da nerd, distrusse insieme alla band, tutti gli strumenti presenti sul palco. Quella sera Jesse aveva 37 anni, esile, tatuato, sguardo allucinato e occhi da schizzato, era famoso nell'underground di Seattle, dove era ritornato dopo vari vagabondaggi, e le serate nei teatrini off dove si esibiva finivano spesso in zuffe e aggressioni, con lancio di oggetti e una volta addirittura piscio' sul pubblico, scatenando un vero putiferio. Alloggiava a Seattle nei peggiori hotel della città perché', diceva, solo in quelle stanze, piene di messicani irregolari, tossici e prostitute, trovava l'ispirazione per scrivere. Era nato a Los Angeles, i genitori divorziarono presto e lui si ammalò di poliomielite, in seguito gli fu diagnosticata una malformazione alla scatola cranica, che aggravò i suoi problemi psicologici. Alcol, psicofarmaci e droghe varie, per curarsi. Fu l'incontro con il gruppo della Sub Pop a cambiare la sua immagine pubblica: erano gli anni dell'esplosione grunge a Seattle e Jesse indossò volentieri i panni del poeta punk, la sua missione era di portare la letteratura nel cuore del rock e in quel periodo aprì i concerti di tutti i maggiori gruppi della città: oltre ai Big Black, per Nirvana, Soundgarden, Mudhoney, e facendo da supporto a gruppi come Dead Kennedys, D.O.A. ..
Inoltre, aveva una vera ossessione per le rock star morte, da Jimi Hendrix a Jim Morrison:  “Questo è il Rock' n' Roll dei cadaveri/il corpo pieno di vermi di Janis Joplin/urla sotto sei piedi di terra del Texas/e i dottori non possono fare niente per me/ 'Janis Joplin Dead Valentine'- 1979

Nel 1988 intervista Burroughs per la fanzine The Rocket:" Come vedi il rapporto tra la tua immagine pubblica,le tue opere e la persona vera?" Burroughs:" Non c’è nessuna persona vera.."
Sempre per la Sub Pop incise un disco, con registrazioni prese in un carcere speciale, aggiunse la musica, tracce di jazz elettronico da lui composte: l'album, The Prison, si apriva con una poesia:"E' mezzanotte, gli occhiali da sole confondono le mie ferite/ una pianta sorda e deformata in un giardino di Hollywood/ pieno di lattine di succo di frutta e aghi ipodermici.." (No no man).  Quando la scoprì Oliver Stone la inserì immediatamente nella colonna sonora di Assassini Nati.

Jesse si tolse la vita con tre coltellate alla gola, in un piccolo albergo di New York nell'ottobre 1991. 
Solo un mese prima era uscito Nevermind dei Nirvana. Tracce del lavoro di Jesse, il suo lato selvaggio, ma anche l'autore e l'interprete di poesie d'amore, di canzoni strazianti e di opere teatrali senza tempo, si possono rintracciare nel film-documentario di Peter Sillen,"I am Secretly an Important Man", mentre il fratello sta raccogliendo tutto il materiale per la creazione di un sito web a lui dedicato. 

Big Black - Atomizer