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26/09/15

Frank Zappa, tutto su Spotify

Quando si parla di avanguardismo negli anni 60 , probabilmente il pensiero va subito a figure della letteratura come William S. Burroughs o John Barth, a registi come Kenneth Anger, o a artisti come Andy Warhol. Nel campo musicale, tutti citano nomi come La Monte Young, Terry Riley, Philip Glass, Sun Ra, o anche Ornette Coleman, che iniziò a sviluppare la sua teoria di improvvisazione, l'"Armolodia" proprio alla fine degli anni sessanta, tracciando una nuova strada nella sperimentazione a cui molti musicisti si avvicinarono. Il nome di Frank Zappa non è quasi mai citato in compagnia di questi "gravi" artisti. Le ragioni le troviamo nel fatto che Zappa scelse di occupare una spazio che era tra la seria sperimentazione musicale e l'essere quel provocatore rocker, i cui album sono impossibili da classificare e la cui musica e i testi hanno parodiato tutta la cultura e la controcultura di quegli anni.

Eppure, i "lati parodistici e quelli seri erano complementari, non contraddittori: è stato un compositore molto più ambizioso rispetto a qualsiasi altro musicista rock del suo tempo, come pure la maggior parte dei musicisti classici. Ora è possibile ascoltare, gratuitamente, una playlist di Zappa, nelle vesti totale di compositore, grazie a Spotify Classical Playlist . Credo che tutti ormai dispongono del software gratuito Spotify. E la ricompensa in questo caso.. è grande. Sentirete interpretazioni di brani di Zappa in stile New Orleans jazz e altri in stile funk come "Zomby Wolf" eseguita dall' Asphalt Orchestra; autentici manifesti musicali contro il conformismo come "Hungry Freaks Daddy", eseguita dal Frank Zappa Meridian Arts Ensemble; collage satirici come "Food Gathering in Post- Industrial America, 1992" eseguiti da The Yellow Shark. Il catalogo è vasto e impossibile da riassumere, la musica eseguita da ensemble jazz e classici di tutti i tipi. I fan canonici di Zappa saranno ugualmente ben serviti da un altra Spotify Classical Playlist, che mira a rendere tutta la produzione registrata dall'eccentrico chitarrista / compositore / direttore d'orchestra / con la sua band The Mothers of Invention (o solo con The Mother) messa a disposizione in una discografia cronologica.Saremo in grado di sentire la maggior parte di tutti i 917 brani, più di 56 album, dal debutto Freak Out! del 1966 fino alla compilation postuma Mystery Disc del 1998.

Per quelli che ancora ne fanno una questione ideologica, ricordiamo che come già nel 1983 Zappa parlò di un idea che si avvicinava di molto all'odierno servizio di musica in streaming, e che non tutti per diversi motivi amano scaricare musica dalla rete.
Ideale per i fan devoti di Zappa e per coloro che desiderano avvicinarsi a quest'icona del rock classico sperimentale, la prima playlist di 10 ore circa di musica mette in evidenza un lato di Zappa generalmente incompreso. La seconda è molto più a lunga e raccoglie il suo vasto catalogo in un'unica esperienza di ascolto. In tutto, più di tre giorni pieni di musica di Frank, che aprono la strada per un fine settimana di ascolto davvero .. eccitante.
 







06/07/15

Frank Zappa e Pink Floyd: Jam Interstellare tra euro-hippy sonnolenti

"Il Rock Festival Actuel", promosso dalla rivista di moda parigina Actuel (insieme con la casa discografica BYG) fu annunciato come la risposta europea a Woodstock, e ancora oggi viene ricordato come il primo e più importante festival rock mai organizzato in Francia. Le autorità francesi, però, ancora doloranti per i disordini del maggio 1968, non diedero i permessi e il festival, si svolse poche miglia al di là del confine, a Amougies, in Belgio. La festa durò quattro giorni, dal 24 al 27 ottobre del 1969, nel freddo e nel gelo di Amougies. Parteciparono tra le 15 e le 20.000 persone, che potettero assistere alle esibizioni di Pink Floyd, Ten Years After, Colosseum, Aynsley Dunbar ( futuro batterista di Zappa ), Renaissance, la leggenda del blues Alexis Korner, The Nice, Caravan, Blossom Toes, Archie Shepp, Yes, The Pretty Things, Pharoah Sanders, The Soft Machine, Captain Beefheart e molti altri ancora. Dalle note di copertina del bootleg di Zappa, Amougies Tapes, 1969 :

Frank Zappa era presente al festival in una duplice veste. In primo luogo, come road manager di Captain Beefheart; e in secondo luogo, come MC, assistente di Pierre Lattes, un famoso presentatore radio / TV del tempo . Quest'ultimo compito si rivelò problematico in quanto il francese di Zappa era scarso , e il pubblico non sembrava capire molto l'inglese. Zappa rinunciò al suo lavoro di M.C. per diventare un ospite occasionale come chitarrista: si ritrovò sul palco con quasi tutti i partecipanti al festival, e soprattutto con i Pink Floyd, Blossom Toes, Archie Shepp e Aynsley Dunbar, un batterista fantastico che porterà poco tempo dopo nei Mothers of Invention. Introdusse il suo amico Captain Beefheart e finì per essere un potente stimolante per tutti gli altri musicisti. E' leggendaria, naturalmente, la jam session di Frank Zappa con i Pink Floyd in una versione molto estesa di "Interstellar Overdrive". Il festival fu filmato da Jerome Laperrousaz, e il titolo scelto fu MUSIC POWER. A causa delle obiezioni poste da varie band (soprattutto proprio dai Pink Floyd) a cui non erano state chieste le adeguate autorizzazioni, il film non è mai stato ufficialmente rilasciato. Il creatore dei "Simpsons Matt Groening chiese a Zappa del festival in una intervista del 1992, ma Frank non fece mai menzione dei Pink Floyd:

<< Dovevo essere MC per il primo grande festival rock in Francia, in un momento in cui la Francia era governata da un esecutivo molto di destra, che non voleva che il rock and roll si propagasse in larga scala nel paese. Così all'ultimo momento, questo festival fu spostato dalla Francia al Belgio, al di la del confine, in un campo di rape. Costruirono una grande tenda da circo, sostenuta da enormi travi, dove si riunirono 15.000 persone. Questo fu a novembre, credo. Il tempo non era certo bello. Era freddo, e umido, ed era proprio nel mezzo di un campo di rape . Dissero che mi avrebbero assunto per essere il MC del festival e anche per accompagnare Captain Beefheart. Era la sua prima apparizione laggiù e fu un incubo, perché nessuno parlava inglese, quindi la mia funzione era davvero limitata. Mi sentivo un po 'come Linda McCartney. Sono stato con alcuni dei gruppi durante i tre giorni del festival. ma fu tutto così triste e miserabile: tutti questi hippies nei loro sacchi a pelo, con le borse disposti sul terreno in questa tenda, fondamentalmente congelati e che dormirono per quasi tutta la durata del festival, che si svolse per 24 ore al giorno, senza sosta. Uno dei momenti salienti della manifestazione fu l'Art Ensemble of Chicago, che si esibì alle 5:00 del mattino davanti a un pubblico assopito di euro-hippy!..>>.

Anche se Frank Zappa si era evidentemente dimenticato che una volta aveva suonato con i Floyd, le foto non mentono e nemmeno la registrazione. Chi altro potrebbe essere alla chitarra nel video, al min 04:15 circa? Chiaramente non è David Gilmour!


<<Frank Zappa è davvero uno di quei rari musicisti che possono suonare con noi. La piccola apparizione fatto a Amougies era terribilmente corretta. Ma è l'eccezione. La nostra musica e il modo in cui ci comportiamo sul palco, rende molto difficile improvvisare con noi. >> Il fatto frustrante di tutto questo è che la documentazione visiva (così come le registrazioni sonore ) di questa collaborazione deve esistere. I Pink Floyd proibirono a Jerome Laperrous di utilizzare il video della loro performance al Festival Actuel per il suo Music Power, il documentario sulla manifestazione, ma che ancora non ha smesso di girare su YouTube (vedi sotto). Quindi, dove è finito il filmato ??




04/06/15

Le armi del Rock 'n' Roll: gli strumenti con cui le rockstar hanno combattuto le loro battaglie

Ammettiamolo: i moderni eroi della musica non sono più tutti matti come nel passato, quando oberati di nevrosi come facchini cercavano di scaricare le loro tensioni negli amori sviscerati che dividevano equamente tra le più varie qualità di sostanze stupefacenti, le donne e..gli strumenti musicali. In molti la preferenza assoluta andava agli strumenti, "terze braccia" dei musicisti anche al di la del luogo comune.."manico di chitarra uguale prolungamento fallico". Emblematico il modo di pensare di E.Clapton che nel '72 ebbe a dichiarare: "capii che ero davvero finito quando dissi al mio roadie di vendermi le chitarre per pagarmi l'eroina."
Molti musicisti conservano ancora in casa centinaia di strumenti, molti altri li vedevamo sulle riviste specializzate sorridenti e con al collo l'ultimo modello di chitarra giapponese, ma se si faceva capolino nello studio dove incidevano scoprivamo che portavano solo la vecchia Stratocaster, comprata usata in qualche mercato giu'..in Alabama.


Steve Howe (Yes)   Gibson Es 175
Uno dei primi amori chitarristici, insieme ad Hendrix. Pioniere del rock progressivo, ha delineato il fondamento del sound della band, ma come strumentista, Steve Howe non può essere facilmente categorizzato. Il suo primo album da solista ha debuttato 40 anni fa, e lo ha lanciato in un viaggio  infinito di percorsi, che vanno dal jazz, blues e classica, al folk, bluegrass e rock. Studioso di chitarra, formidabile collezionista, centinaia di pezzi posseduti tra cui vecchissime Martins acustiche, favolose Gibson da jazz ante e dopo guerra, chitarre hawaiane, mandolini. Se gli va a fuoco casa perde qualcosa come un miliardo in strumenti... Gli auguro di no..chiaramente. 




Rober Fripp    Gibson Les Paul Custom 1959.
Gli abbiamo dedicato un intero post, Frippertronics, perchè è sicuramente uno degli strumentisti più originali e sofisticati nella storia della chitarra elettrica, chitarrista strabiliante e unico membro costante dei King Crimson, di cui è sempre stato l'asse attorno al quale il resto della banda ha sperimentato continue evoluzioni e rotazioni. Suona sempre con la sua bellezza nera, una Gibson Les Paul, Custom del 1959.


Johnny Winter   Gibson Firebird V.
La storia di Johnny Winter, morto improvvisamente all'età di 70 anni, (il 16 luglio 2014) è al tempo stesso un ammonimento e una lezione sul come rimanere fedele ai propri istinti, come lo stesso precocissimo talento naturale racconta nell'intervista che abbiamo pubblicato. Pensate: nel 1968, i Led Zeppelin firmarono con la Atlantic Records un contratto per un anticipo di 200.000 dollari. Ma solo un anno dopo, a J. Winter la Columbia ne offrì uno per la somma di 600.000 dollari.
Con la sua Gibson Firebird usciva sempre elegante: giacchetta di velluto blu, stivaletti puliti. Lei vestiva spesso in bianco: vergine? No..probabilmente riverniciata.

Johnny Lydon Microfono Shure
Ne ha minacciato l’integrità, insieme diffusori e padiglioni auricolari, in qualità di cantante e leader dei Sex Pistols, ora con una rinata formazione dei P.I.L. Ma che John Lydon, in arte Johnny Rotten, è sempre stato un filosofo. Il suo microfono preferito erano gli Shure: anteguerra, dichiaro' con sadismo.."e preferisco quelli  vecchi, ci si sputa meglio sopra"



Bruce Springsteen  Fender Esquire. 
Non un grande chitarrista, intendiamoci. Ha usato una Fender Electric 12 string, poi una Gibson Les Paul (crema), che è la chitarra con cui suonava in pubblico prima di acquistare la leggendaria Tele Esquire (natural). La leggendaria “Esquire”, è stata la sua chitarra “principale” dalla metà degli anni ’70 ai primi anni 80. Bruce ” Acquistata da Phil Petillo, era un corpo di una Telecaster con un collo di Esquire.
L'ha trovata nei bassifondi di N.Y in circostanze misteriose e se l'e' portata a casa sua nel New Jersey.

Eric Clapton Fender Stratocaster. 
Ha usato tutto della Gibson:335, Firebird I, Les Paul Custom e Sgandard,Explorer, Sg Standard. Dopo averle cambiate come le acconciature e le droghe ora fa una vita ritirata e non tradisce la Fender.

Jeff Beck  Telecaster
Al tempo degli Yardbyrds suonava con la Telecaster. Usò per primo in un disco il distorsore e gli accreditarono anche l'uso di altri strumenti, quali la sega elettrica e la gallina strozzata. Il primo anche ad usare il "talk box". Frampton ringrazio' e approfitto' La sua prima chitarra fu una chitarra acustica, che prese in prestito da un amico -ma  non ha mai restituito. Aveva anche fatto un tentativo di costruire in proprio la sua chitarra, ma non c'è mai veramente riuscito. Telecaster ed Esquire le preferite, ma non disdegna le Les Paul.

Jimi Hendrix  Fender Stratocaster
E' ben documentato il fatto che Mitch Mitchell, batterista del trio di Hendrix, abbia venduto una serie di chitarre di Jimi a metà degli anni 1970, quando fu sicuro che non avrebbe ricevuto altre eventuali royalties future. Pur essendo mancino si ostinava a comprarle tutte (oltre 50 per lo piu' bianche e sfumate) da destro, forse per rendere la faccenda piu' difficile: a detta di tutti poteva suonare qualsiasi chitarra, come pure qualsiasi pezzo R & B dei suoi eroi. Fotografato anche con una Gibson Flying V, mentre si favoleggia di una acustica, una Gibson SG personalizzata, tutta bianca, del 1968.
A detta di tutti poteva suonare qualsiasi chitarra, come anche qualsiasi cosa dei suoi eroi R & B.

Santana Yamaha Sg 2000, Gibson Les Paul Standard.
La Yamaha lo riempi di dollari e gli costrui una chitarra su misura, prendendo i suoi commenti a cuore. Ma i suoni prolungati li tirava fuori da un americanissimo amplificatore Mesa Boogie. Era stato visto esibirsi anche con una Gibson Les Paul Standard, Les Paul Custom e una Gibson SG. Carlos ha continuato ad utilizzare la Yamaha fino agli anni '80, sia in concerto e sia in studio, e dal 1982 era emigrato totalmente alle chitarre Paul Reed Smith, che continua a suonare attualmente.
La leggendaria chitarra di Santana, la Yamaha SG2000, è ora in mostra presso il Museo degli strumenti musicali di Berlino.
Possiamo osservare qui è Santana eseguire il classico "Black Magic Woman" dal vivo nel 1977, suonando la Yamaha SG2000, allora di  recente acquisizione. Una  performance questa, piena di magia.



John Bonham  Batteria Ludwig trasparente, piatti Paste. 
Era detto four sticks per la delicata tecnica a due bacchette per mano. (brano omonimo su Led Zep IV)
Per tutta la sua carriera John è rimasto fedele a Ludwig e Paiste. Tutto iniziò nel 1969 quando Carmine Appice, endorser Ludwig, portò John a visitare la Ludwig di Chicago durante il tour Vanilla Fudge & Led Zeppelin. Diventò anch' egli endorser di Ludwig e Paste e scelse una batteria uguale a quella di Carmine: in finitura di acero naturale. Nel 1973, con l' avvento della Ludwig Vistalite trasparente, a John venne dato un set color ambra con le stesse misure di quello precedente, Green Sparkle. Quel set divenne il più famoso poichè apparve nel film The Song Remains The Same. Alcune batterie di John Bonham sono oggi in possesso del figlio Jason: quella trasparente Amber Vistalite e quella in metallo Stainless Steel. Quella verde Green Sparkle è in possesso di Jimmy Page.

John Entwhistle Basso Alembic
Studioso di corno, tromba e trombone era uno dei più grandi conoscitori di strumenti d'Inghilterra. Nella sua collezione oltre 70 bassi elettrici e centinaia di chitarre. Andava direttamente alla Rotosound per scegliere in fabbrica le corde appena costruite e le buttava dopo ogni concerto. John suonava originariamente un basso artiginale in mogano che si era autocostruito dandogli la foggia del Fender Precision. In seguito approda per breve tempo al Gibson EB2 semiacustico. Si fa personalizzare alcuni dei bassi che possedeva per avere caratteristiche di vari modelli: nasce il cosiddetto FENDERBIRD, fino poi al Alembic.

 
Frank Zappa Gibson Sg Standard, Fender Stratocaster e Telecaster
Acerrimo nemico delle condizioni originali delle sue chitarre le modificava tutte spietatamente. Acquisto' una delle chitarre di Hendrix, una di quelle Strato che Jimi bruciava durante "Wild Thing".. Si potrebbe e dovrebbe scrivere un saggio sul rapporto di Zappa con la chitarra, ne possedeva a centinaia, di cui alcune "ausiliare", che suonava in situazioni specifiche. Ad esempio: una chitarra Martin e una XII Fender, anche se affermava nelle intervistedi odiare le chitarre a 12 corde.


Charlie Watts  Batteria Gretsch,piatti Paiste
Memore dei vecchi amici jazzisti suona con la Gretsch e probabilmente pero' non cambierebbe sound neanche usando i fustini del dash..

Ginger Baker  Barreria Ludwig trasparente, due casse, piatti Zildjian
Dio dei batteristi fino ai 70, studioso delle percussioni africane perse la "drum battlle" con Elvin Jones ma resto' per molti anni ancora nelle classifiche specializzate. La sua batteria portava due piatti per asta, come dire..l' appetito vien mangiando. La sua prima batteria fu fatta da Ginger con scatole di biscotti - una batteria giocattolo. Poi, ottenuto un provino con una band, si presentò con i suoi tamburi di latta giocattolo, ed erano increduli, ma ottenne comunque la scrittura!.



Paul McCartney Basso Rickembacker 4001 mono
Per anni alfiere del basso a "violino" Eramus si dice che gli avesse montato altri magneti. La versione europea del Rickembacker 4001, passò tra le mani di due legende come Paul McCartney e Chris Squire, e presentava alcune differenze rispetto all'originale: non aveva il binding e l'uscita era solo mono. Nel corso degli anni settanta il 4001 subì diversi aggiornamenti, ma in conclusione si tratta di un bellissimo strumento, ben costruito, ben rifinito e con un suono particolare, ma non per questo difficile da gestire, come Paul, bassista non proprio virtuoso ha confermato.

Jaco Pastorius  Fender Jazz Base
Il basso era quasi più vecchio di lui..Magnifico strumento sul quale non si esercitava poi molto.Tanto, dichiarava.."sono comunque il miglior bassista del mondo!" Ispirazione per generazioni di aspiranti bassisti, grazie ad uno stile unico in grado di gettare un ponte tra R&B, rock, jazz, musica classica e caraibica. Ha cambiato letteralmente il modo di fare musica grazie all'incredibile talento e ad un approccio al suo strumento da vero visionario... E ha fatto tutto ciò grazie ad uno strumento fondamentale: un Fender Jazz Bass.

David Bowie
"Il mio primo strumento fu uno zufolo a forma di cigno. Penso che in definitiva mi abbia spinto ad imparare a suonare il sassofono.Più tardi mia madre mi costrinse a prendere lezioni di piano, cosa che mi allontano dallo strumento per anni.."

Pete Townshed, Gibson SG
Il suo primo strumento e' stato una chitarra..intera! Rickenbacker 360/12 "Export", Gibson SG del 1970,
acquistata da John Turnbull, poi chitarra nei Blockheads di Ian Dury e ha caratterizzato molto della carriera di Pete: dichiarò addirittura di averci dormito per un paio di settimane insieme.. Esposta al Rock & Roll Hall of Fame da aprile del 1998 al gennaio del 2007. Pete Townshend ha comunque suonato e fracassato - molte chitarre, di marche diverse nel corso degli anni.




Bill Bruford  Batteria Ludwig e Hayman, cembali Paiste
Veterano di tutti i gruppi rock storici inglesi (Yes,Genesis,King Crimson,U.K..) inizio' a 12 anni con un paio di spazzole sulla copertina di un disco. Da allora Bruford ha usato delle apparecchiature di percussioni sofisticatissime mai viste prima su di un palcoscenico, che comprendevano anche gongs e lamine che facevano il rumore del tuono.


Archivio Interzone


19/01/15

Il '68 di Frank Zappa: We're only in it for the money

Un film e ora un album. Terzo lavoro per Frank Zappa e uno dei primi per me della sua discografia, custodito ancora gelosamente su nastro.

Frank Zappa è stato un genio supremo della musica contemporanea americana e non solo . Una testimonianza diretta di questo forse, sono stati a volte i grandi ostacoli e polemiche che ciascuno dei suoi dischi ha dovuto superare nel tempo intercorso tra la registrazione e la pubblicazione. Ancora una volta è il turno di Zappa a rivendicare la nostra piena attenzione. Il suo ingegno nella concezione della forma, dell' innovazione delle tecniche di registrazione, e l'integrazione di tipi di musica notevolmente differenti tra loro, lo pone spesso sopra tutti i possibili concorrenti. I suoi ritmi e le armonie sono stati veramente sublimi, e i suoi testi contengono probabilmente l'ironia e la satira più brillante in tutto il mondo del pop. Quello che ho scoperto e che amo di più è il suo ambiente originale, il suono vocale rhythm & blues degli anni '50, che Zappa ha conosciuto intimamente sia come spettatore e che come protagonista. Più tardi, si è cimentato nella musica classica contemporanea. Ha scritto molta musica strumentale, dalle sonate per pianoforte al grande lavoro orchestrale, molto del quale registrato (per Capitol), ma mai pubblicato. Quello che più l'ha influenzato in questo campo è stato probabilmente Edgar Varèse, di cui una buona selezione di composizioni è disponibile su catalogo Columbia.


We're only in it for the money è del '68, in piena rivoluzione giovanile e Frank come sempre va dalla parte opposta. Ironia e pessimismo in combutta, declamati già dalla copertina: vestito da ragazzina e attorniato da una serie di personaggi insieme alle Mother of Invention, in una parodia della Summer of Love di Sgt Pepper dei Beatles in versione discarica.
Zappa è uno dei pochi eletti che ha sviluppato un linguaggio musicale di gran lunga sufficiente a se stesso, senza l'aiuto e l'influenza dei Beatles.
Quì le madri sfidando Lennon, McCartney & Co. musicalmente e ideologicamente.
Zappa esprime brutalmente l'irrilevanza di gran parte del loro mondo, degli hippie, e il "Flower power gli fa schifo", dice una voce, e la stessa cosa, in modo più sottile, dicono molte altre voci su questo disco. Zappa non ci lascia mai troppo lontano dalla realtà di quel periodo: la guerra, l'omicidio, la polizia, i nazisti affiorano spesso in molti contesti. Una canzone, "Mom and Dad," è così triste che lascia per per un momento il regno dell' umorismo. Questo album è in fondo una specie di messaggio. Il suo umorismo è tagliente e asciutto più che mai, ma ci sono dei momenti di pessimismo che rispecchiano i titoli dei giornali dell'epoca. E', ovviamente, una parodia di Sgt. Peper. Ma è più di una parodia. È necessario guardare bene la copertina per vedere di cosa stanno parlando le Madri, che riescono nell'intento di far apparire gli Dei di Liverpool in una luce un po 'meno elevata di quanto si era abituati a vederli. Nel Rock'n'Roll c'è molta musica che è essenziale, ma la creatività di We're only in it for the money fa si che il puro genio di Frank Zappa e The Mother of Invetion si eleva in piedi da solo.

Frank Zappa Only in it We're Only in it for the money











10/12/14

Relax please relax: Frank Zappa Live - Does Humor Belong in Music?


Does Humor Belong in Music? è un video live di Frank Zappa, un'ora di concerto registrato dal vivo al Pier (il molo) di New York City il 26 agosto 1984, e contiene alcuni spezzoni di varie interviste del musicista italo americano.  Pubblicato per la prima volta in VHS dalla MPI Home Video nel 1985 e ristampato in DVD nel 2003 dalla EMI, video non ha  materiale in comune con l'album omonimo, ma molti dei brani sono stati pubblicati  sui volume uno, tre e sei della serie You Can't Do That on Stage Anymore




Players:
Frank Zappa - lead guitar, vocals
Ray White - guitar, vocals
Ike Willis - guitar, vocals
Bobby Martin - keyboards, French horn, sax, vocals
Allan Zavod - keyboards
Scott Thunes - bass, vocals
Chad Wackerman - drums

Tracks:
01. Zoot Allures
02. Tinsel Town Rebellion
--- City of Tiny Lites (beginning) / interview segment
03. Trouble Every Day
04. Hot Plate Heaven At The Green Hotel (edited, and including more interview segments)
--- Goblin Girl (beginning) / interview segment
--- The Deathless Horsie (ending)
05. The Dangerous Kitchen
06. He's So Gay
07. Bobby Brown
08. Keep It Greasey
09. Honey, Don't You Want A Man Like Me?
--- Carol, You Fool (beginning) / interview segment
10. Dinah-Moe Humm
11. Cosmik Debris
--- (Encore)
12. Be In My Video
13. Dancin' Fool
14. Whippin' Post


26/05/13

The genius: Frank Zappa: The Complete Live New York Palladium 1981

THE TORTURE NEVER STOPS TOUR

Frank Zappa - lead guitar, lead vocals, band leader
Ray White - rhythm guitar, vocals
Steve Vai - guitar, sitar
Tommy Mars - keyboards
Robert Martin - keyboards, tenor saxophone, vocals
Ed Mann - percussion
Scott Thunes - bass
Chad Wackerman - drums




18/05/13

Frank Zappa: Tengo na minchia tanta (Vs PMRG)

"Ahhh, tengo na minchia tanta.. Devi usare un pollo, se me la vuoi tastar. Guarda che se la mangia, e mentre se la sta a pappà, chiedimi che cosa fa: ma è chiaro! Se la sta a succhia". (Tengo na minchia tanta: in italiano nel testo). 
"Voglio dire che le mie attuali necessità, insomma, quello che voglio è una fica, calda, succulenta, umida, comoda, gocciolante, una bella fica, liscia e morbida con la quale, come posso dire, ecco, che ne dici se saltiamo nella tua macchina e ci facciamo una scopata?. (Do you like my new car?)
"La dimensione del pene mi preoccupa. Non riesco a dormire la notte, a causa della dimensione del pene... Ti preoccupi e ti lamenti che la dimensione del tuo pene non sia abbastanza mostruosa?". (Penis dimension) 

Furono testi come questi a sollecitare le prurigini del PMRG contro Frank Zappa. Zappa divenne l'acerrimo nemico del Parent's Music Resource Center, l'associazione di mogli di senatori americani intenta alla salvaguardia della morale dei minori americani traviata dalla musica pop e rock. Prima del PMRG, però, c'era stato il processo dell'Old Bailey di Londra che vedeva Zappa opporsi alle istituzioni della Regina: Frank Zappa davanti alla Suprema Corte di Giustizia inglese. Lui aveva citato la Corona in giudizio per rottura di contratto in quanto un suo concerto con la Royal Philarmonic Orchestra e le Mother of Invention per le prove della musica di 200 Motels alla Royal Albert Hall era stato annullato. La Corona si difese accusando Zappa di oscenità in seguito alla denuncia di un suo membro, l'impiegata ("zitella", così definita negli atti ufficiali) Marion Herrod. Il processo toccò alte vette di comica assurdità, quando l'avvocato di Zappa, Sig. Ogden, si confrontò con quello della parte opposta, sig. Campbell, davanti al giudice Mocatta, e nella difesa dello stesso Frank Zappa, interrogato sulle sue canzoni. Alcune di queste furono prese come prova, come Would you got all the way? ("Ci staresti a far tutto per gli Usa, Ci staresti a far tutto per l'Uso?"), Lonesome Cowboy Burt ("Sono Burt il cowboy solitario.. ti pagherò un assaggio e potrai sederti sulla mia faccia. Dov'è la cameriera? Opal, Cagna in calore") e Shove It Right in ("La sua amica è sotto la doccia, si esercita, fa pratica, ci prova! Una mezza dozzina di posizioni provocanti! Esce dalla doccia, si schiaccia i brufoli. Poi si lava i denti e si mette il deodorante sulla fica - la cosa la eccita.. Posizioni provocanti! Dammene una lunga!.. da sbattere! E puoi tirarlo fuori e sbatterglielo dentro ancora"). Questo è un esempio di come si è svolto il dibattimento raccontato dallo stesso Zappa nella sua autobiografia scritta con Pete Occhiogrosso.

(Riguardo la canzone Lonesome Cowboy Burt)
Domanda:
Le sarei grato se potesse spiegarci il significato di questa frase: Ti pagherò un assaggio e potrai sederti sulla mia faccia..
Risposta di Zappa: Ti pagherò.." si riferisce all'acquisto di una bevanda alcolica per la cameriera, quanto a dedersi sulla sua faccia fa riferimento alla cameriera che.. si siede sulla sua faccia.
D: Questo è un riferimento sessuale?
R: Non necessariamente. Può anche indicare un giro a cavalluccio in una posizione insolita..
D: Parla seriamente?
R: Certo!
D: Ti comprerò una bevanda alcolica e potrai fare un giro a cavalluccio sulla mia faccia?
R: No, non è quello che dice.
D: Avevo capito questo. Ho capito forse male?
R: No, è aperta, tanto a quella quanto ad altre interpretazioni.
D: Ma lei che l'ha scritta doveva pur avere in testa qualcosa..

Interviene il giudice Mocatta: Cosa significa "Potrai sederti sulla mia faccia?"
R: Che qualcuno può sedersi sulla vostra faccia..
Il giudice dopo aver ascoltato le parti ed esaminato i testi sentenziò che "il materiale non era da ritenersi osceno". 

Ma fu un episodio minore rispetto al conflitto con l'PMRG. Tutto nacque dalle proteste di Zappa per l'assoggettazione della RIAA (Recording Industry Assiciation of America: l'associazione dei discografici americani) alla lobby del PMRG che imponeva la censura ad un certo numero di canzoni pop e rock alla radio (pena la revoca della licenza) e il bollino che dichiarava il linguaggio esplicito e osceno dei testi delle canzoni contenute nei dischi ritenuti offensivi.  Frank Zappa cominciò la sua guerra pubblicando una lettera aperta sulla rivista musicale Cashbox intitolata "Estorsione pura e semplice". Questi alcuni passaggi della lettera:<< Con tutto il dovuto rispetto a Stan Gortikov e alla RIAA, vorrei chiedervi un pò di attenzione per esprimere le mie sensazioni personali a proposito dell'indebita decisione di chinare la testa al PMRG riguardo la classificazione dei dischi...

Siamo di fronte ad un caso che ha l'aria di essere una vera e propria estorsione. La RIAA deve ballare a comando per le casalinghe di Washington oppure l'industria dovrà fare i conti con il peso dei loro famosi mariti (...) L'estorsione è ancora un atto illegale. Nessuna persona sposata o legata a rappresentanti del governo dovrebbe avere il permesso di sprecare il tempo della Nazione in progetti da casalinghe in malafede come questo.>>

Ma le casalinghe in malafede continuarono nella loro crociata e la lettera di Zappa non la considerò nessuno. E allora lui scrisse al Presidente degli Stati Uniti dell'epoca, Ronald Regan:<<Sig. Presidente, sebbene sia fortemente contrario a molte scelte della sua amministrazione, non ho mai messo uin dubbio che le sue vedute personali sui temi costituzionali fondamentali fossero sincere. Vorrei conoscere la sua opinione sul programma di censura discografica sponsorizzata dal PMRG,,organizzazione che coinvolge mogli di rappresentanti del governo (...) Le pare giusto che la gente non abbastanza fortunata da essere sposata a una superstar del Campidoglio debba tenere la bocca chiusa mentre le mogli di Washington giochicchiano con la macchina legislativa?>>

Il presidente non rispose. Non rispose a questa domanda nè a tutte le obiezioni che poneva Frank Zappa contro l'idea propagandata dalle mogli dei senatori che il sesso fosse peccato dando così "un contributo decisivo a istituzionalizzare il preconcetto nevrotico che da lavoro ai pornografi". Poi il Presidente, in un comizio a Crystal City in Virginia, affermò che tutti coloro che lavorano nell'industria discografica sono pornografi. E Zappa allora si rivolse al Congresso il 19 settembre del 1985 difendendo il primo emendamento della Costituzione e smontando ogni debole teoria sulla pericolosità del porno rock ( come il fatto che non sia scientificamente provato che ascoltare certa musica porti al crimine) e tutelando la possibilità di masturbarsi perchè la pratica non è illegale. Metteva inoltre in evidenza il fatto che le prigioni federali non erano abbastanza grandi per metterci tutti i ragazzini che esercitano tale pratica. Concludendo con un attacco al fondamentalismo religioso del PMRG: << Le pratiche religiose di un individuo sono una questione privata e non dovrebbero essere inflitte al prossimo e nemmeno sfruttate da altri>>
La sua dichiarazione, nonostante non facesse una piega, non servì però a nulla, e dal primo novembre del 1985, i dischi proibiti iniziarono ad uscire con l'adesivo " Avviso ai genitori - Contenuti espliciti."
Frank Zappa si batterà fino alla fine per la libertà d'espressione della musica rock, in televisione come sui giornali e nelle sedi politiche, e fece anche un suo personale adesivo per Thing Fish con scritto:
"Questo disco contiene materiale che una società veramente libera non dovrebbe temere nè sopprimere (...) Vi garantiamo che il linguaggio e i concetti contenuti in questo lavoro non causeranno tormenti eterni nel luogo dove il tipo con corna e forcone conduce i suoi affari".

Nessuno finì all'inferno dopo l'ascolto dei dischi di Frank Zappa. Ma non ci finirono neanche le mogli dei senatori. Al Gore vinse le primarie ma non le presidenziali. Alla signora Tipper Gore (e ad altri censori), Todd Rundgren, musicista, amico e collaboratore di Zappa, dedicherò i seguenti versi: "I wanna fuck you, Jesse Helms, Tipper Gore and John Paul II!". Il bollino "Parental Advisory - explicit content" è  ancora in vigore. E Frank Zappa ormai non può più farci niente.
Gli scienziati credono che l'universo sia fatto d'idrogeno perchè è l'elemento più diffuso. Io dico che l'elemento più diffuso in assoluto è la stupidità.>>
Frank Zappa muore il 4 dicembre 1993 per un cancro alla prostata. Che ironia. Chissà se ha mai pensato di scriverci su una canzone. Teneva una minchia tanta, e il cervello ancora più grande..
Frank you, thank!

Rockriminal, Gilles Lacavalla




17/04/11

DJ, condivisione e..Frank Zappa

A volte sono proprio..un bastardo. Ho la possibilità di poter lavorare con la radio accesa e mi piace punzecchare qualcuno di questi nuovi Dj,memore di quando chi faceva radio doveva portarsi pacchi di dischi e nastri sotto il braccio,senza computer,file sharinh,peer-to-peer,web radio tematiche,playlist e di quando si andava a bussare di notte a casa di un amico con le TDK D90 perchè si sapeva possedere l'ultimo di Frank Zappa! Era tutto un affannarsi,un rincorrere. Fammi salire,dannazione! E poi,un gruppo di ragazzi chiusi in una stanza,con un giradischi e decine di vinili sparsi per terra.
L'ansia di inseguire il futuro,cercare furiosamente l'utopia attraverso la musica,la cultura,i comportamenti,accecati all'epoca da tutti quei cambiamenti,quella rivoluzione nella musica,nei costumi,nella tecnologia. La musica,la strada,i comportamenti sembrarvano più diretti,autentici,immediati rispetto alla politica. E alla fine non ce ne è stata neanche una nella politica e nel modo di pensare,nella società in generale.E non che non c'avessimo provato. Tutti abbiamo partecipato a quelle riunioni,mediazioni,gli intrighi,sgolarsi..Una noia terribile..E ripensandoci, hanno rappresentato una distrazione pesante dal cercare di cambiare veramente le cose,impegnandosi in qualcosa di più..efficace forse,nell'attivismo e la mobilitazione. Riversare le energie maggiori nella politica vera. . Molti della mia generazione e di quella appena precedente (e cui mi sento cmq legato per ovvi motivi..) hanno preso delle deviazioni profonde... C'eravamo quasi illusi di poter stare dentro il capitalismo,dentro questo marasma consumistico senza però farne davvero parte. Un illusione..appunto.

Era così tutto..Rock'n'Roll! Fantastico sarebbe stato avere a disposizione allora tutta questa musica libera,tutte le possibilità che la tecnologia offre adesso e che di contro però permette di spacciare autentiche schifezze per capolavori, solo perchè..nuovi. Fà tanto figo. Si pensi solo che per creare una web radio basta avere a disposizione un buon PC, una normale scheda audio, qualche centinaio di file MP3, scaricare e installare il poco software necessario gratuitamente reperibile, dotarsi di un microfono e una cuffietta. Il tutto in pochissimo tempo e praticamente senza nessuna spesa.
La realtà è che la musica moderna,la musica prodotta oggi è per la maggior parte una ciofeca. Una noia mortale. 'Hey..amico,ma c'è davvero qualcuno che ascolta questa roba? Hey ,ti si è incantato il lettore,non senti?'. Di solito,i Dj s'incazzano.


Frank Zappa : Chunga's Revenge





Confrontarci tutti i giorni con la rete e sulla rete.A bbiamo sempre creduto ke il web sia uno strumento rivoluzionario, dalle potenzialità illimitate,uno strumento a disposizione di ciascuno di noi nel dare un contributo per cambiare il mondo,con la diffusione di informazioni e notizie di grande rilevanza che un tempo non avrebbero fatto capolino nemmeno nelle pagine dei giornali più specializzati, creare valori,mettere in moto intelligenze e servizi..Poi c'è il super attivismo da click,gente che crede di supportare idee,campagne,opinioni con un semplice movimente delle dita,quelli che quando non si hanno argomenti per supportare una discussione intelligente,con motivazioni serie e con informazioni verificate si passa all'insulto,al casereccio con l'anonimato come scudo dietro cui far emergere il peggio di noi stessi e molto spesso si perdono le "motivazioni iniziali verificando l’inefficacia delle campagne a cui si partecipa", e si abbandona.Anche se è un bene che ci siano,sembra non funzionare,cavolo:la denuncia del malaffare,della corruzione,dell'impunità insopportabile,sembra quasi non interessare nessuno,l'indignazione non basta.Che fare se la spinta al cambiamento non viene..dal basso? Ho sempre pensato che da internet possa emergere davvero una coscienza collettiva e globale e i presupposti ci sono tutti,con l'idea della condivisione,la creazione di una propria strada alla creatività,la ricerca della libertà in paesi dove non c'è libertà,un canale dove poter dare uno sfogo alle ristrettezze,alla rabbia per una politica che ormai non ci rappresenta, e anche al successo commerciale, ma il pericolo è rappresentato da questo..corto circuito e dal fatto che l'utente medio sta sempre piu trasformandosi in un consumatore digitale e che social network e piattaforme digitali(facebook,google..)guadagnano soldi quando noi ci raccontiamo sui loro siti..
Per questo bisognerebbe limitare le informazioni personali al minimo quando si bannano le caselle che i social ci chiedono,limitandoci a questa o a quella opzione. Mentre i media generalisti, come radio e televisione, non possono individualizzare i contenuti, le nuove tecnologie della comunicazione, come Internet, consentono la costruzione di palinsesti a misura di utente e soprattutto campagne pubblicitarie selezionate e ben definite per lanci di prodotti mirati a target ben specifici. Milena Gabbanelli di report è stata attaccata sulla rete proprio per questo:non tutti sono nerd,non tutti hanno le autodifese e si doveva parlare a tutti. Di allarmismo e superficialità nel programma dedicato ai social network io ne ho visto poco,malgrado il tempo che la buon Milena deve dedicare agli uffici legali per difendersi da querele e denuncie.Dovremmo raccontarci in modo diverso,in un modo indipendente dai loro flag..E la sostituzione di campagne incisive e anche dure sui veri problemi con le logiche della pubblicità ha come risultato finale il progressivo diffondersi del disinteresse politico. Sia sul web e sia fuori.
Oltre alla condivisione dovremo interagire e comunicare in altri modi..perchè qui,di coscienza collettiva proprio ce nè poca:sembrano tutti come quelli che vanno in vacanza,tornano e ci ammorbano intere serate con le loro foto,pensando che quei pochi o molti scatti possano far conoscere il paese dove sono stati..Far sapere quello che faccio la sera o se vado alla cena aziendale. Insomma..una situazione per niente cuccuna..che fondamentalmente riguarda i miei gusti e le mie passioni e le mie posizioni oltre la mia..personalissima sfera.
In un paese incapace di salvare e salvaguardare se stesso,la propria cultura,la propria storia,dove non ci sono spazi materiali per confrontarsi davvero,non strutture adeguate per la musica e per i libri,monumenti che crollano,biblioteche epurate,leggi e leggine che passano indifferentemente,finanziamenti alle iniziative piu squallide,campi di concentramento per esseri umani,altri esseri umani schiavizzati e umiliati per poter sopravvivere..Tre regioni completamente in mano al malaffare..Insomma ..la lista comporterebbe pagine. Si sà tutto di tutto mentre altre notizie,altri fatti altrettanto gravi vengono occultati o manipolati.

Cultura,politica,musica,economia,letteratura,pittura,filosofia,tecnologia..Web2,blog,social network..ridotti a sterili proclami individuali e a piazze virtuali per il rimorchio. Incapaci di elaborare piattaforme “politiche” valide e diventati strumento di sfruttamento del lavoro volontario di milioni di utenti.**

**L'Huffington Post è stato citato in giudizio da una cordata di blogger che ritengono di essere stati trattati in maniera scorretta dal portale web. La class action si è scatenata al momento dell'acquisizione del portale da parte di America On Line (AOL) per circa 315 milioni di dollari. Il motivo scatenante l'azione legale sarebbe soprattutto questo: il mancato pagamento di coloro che per anni hanno contribuito con centinaia di post allo sviluppo e al conseguente successo della testata online.
Il risarcimento richiesto dai blogger ammonta a 105 milioni di Euro, circa un terzo della cifra ricevuta dall'acquisizione di AOL. I blogger sono andati su tutte le furie proprio in seguito a questa acquisizione. Infatti in un primo momento i redattori accettarono di collaborare gratis alla testata, portando l'Huffington Post a diventare una ottima realtà nell'editoria statunitense. Ai blogger però non è chiaramente piaciuta la decisione di Arianna Huffington, editrice e responsabile della testata, di intascarsi tutta la somma derivata dalla vendita, senza riconoscere ai collaboratori giornalistici nessuna percentuale per il loro lavoro.
La signora Huffington sembra però non accettare queste accuse, affermando che la ricompensa al lavoro dei blogger è stata la visibilità mediatica che gli stessi ahnno ricevuto durante il loro lavoro.
A questo punto si preannuncia una battaglia legale che si protrarrà sicuramente nei mesi a venire.**

@'Facebook ha i giorni contati' afferma Bruce Sterling, famoso scrittore di fantascienza, teorico del cyberpunk e studioso dei nuovi media. 'E' un pazzo chi punta sul futuro a lungo termine della geniale intuizione di Zuckerberg - aggiunge - cosi' come degli altri social network. Basti pensare a Myspace che nel giro di un anno ha perso piu' del 70% del suo valore e dei suoi contatti. I social network avranno al massimo sette, forse 10 anni di vita ancora.Poi saranno sostituiti da nuovi media'.@