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17/12/16

The Exploding Plastic Inevitable: il genio proto punk dei Velvet Underground

E' stato definito anche come .." un ghigno ingenuo del proletariato", "una rivolta della classe operaia contro i gusti borghesi, le buone maniere e il sistema corrotto del consumismo". Ma anche una pura rappresentazione.. artistica. Non dobbiamo dimenticare che il Punk ha avuto tra i suoi antenati una frangia di artisti di avanguardia. Se Iggy Pop sul palco amava spalmarsi di burro di arachidi Patti Smith, ispirata da Rimbaud, leggeva le sue poesie al CBGB. E prima di Dave Marsh, a cui (narra la leggenda) dobbiamo l'uso della parola Punk per la prima volta (per una recensione del gruppo Question Mark and the Mysterians), prima ancora di Sgt. Pepper e la morte di Jimi Hendrix,

Velvet Underground, protetti di Andy Warhol e pionieri del dark psichedelico spianarono la strada a quello che più tardi fu definito come punk rock. Anche Please Kill Me, la "storia orale non censurata del punk", scritto da Gillian McCain e Legs McNeil si apre con i Velvet e con J. Cale che ricorda di come fu sconvolto dopo che Lou Reed gli fece sentire Heroin: <<Il testo e la musica erano così volgari e devastanti .... Lou aveva queste canzoni in cui aleggiava un elemento hard boiler, come ci fosse un assassinio in corso..>>
Ora in occasione del 40esimo anniversario del punk, tutti, dal sindaco di Londra a Shakespeare sono stati associati al punk, la capitale britannica ne celebra i luoghi, la musica, il look, le influenze, con eventi e concerti, ma forse è stato proprio Lou Reed che ne ha definito il carattere più cinico, crudo
e devastante nella seconda metà degli anni '60.
Le performance di quelle canzoni erano puro spettacolo art-rock, grazie alla Exploding Plastic Inevitabile di Andy Warhol, o EPI.

Wayne Mcguire, critico molto influente in quel periodo, descrisse le esibizioni dell'Exploding tra il 1966 e il 1967, come "un circo elettronico, una totale confusione, con il gruppo avvolto in un oscurità illuminata solo da luci stroboscopiche. Usavano dai tre a cinque proiettori, mostrando spesso spezzoni diversi dello stesso film, e spostandoli in diversi spazi in modo da coprire tutto l'auditorium. Avevano quattro luci stroboscopiche a velocità variabile; tre punti in movimento, con un assortimento di gel colorati; diverse luci a pistola; una palla a specchio appeso al soffitto e un'altra sul pavimento; ben tre altoparlanti che sparavano a tutto volume un cut-up di musica pop, oltre che quella dei Velvet Underground e Nico ...… e così via. Il tutto mentre Gerard Malanga e Ingrid Superstar ballavano freneticamente sulla musica dei Velvet .

Warhol aveva tentato di mettere in scena simili eventi già dal 1963, con una band che ebbe vita breve, The Druids, che comprendeva il compositore avant garde Monte Young. La stampa definì l'esperimento come "la migliore drugs connection di New York". Warhol incontrò poi i Velvet Underground al Café Bizarre, completando il gruppo con un'altra sua protetta, Nico. La band fu ripresa dal regista Jonas Mekas, che voleva i componenti della band vestiti di nero per poter vedere il film al Teatro Cinémathèque . "Ma eravamo tutti vestita di nero, in ogni caso", ricordò Reed.
Come si può vedere nella parte iniziale del film del 1966 di una performance della EPI, ci sono odi proto-punk di Lou Reed, con riferimenti all'eroina e al sadomasochismo, fornendo la colonna sonora ideale per le celebrazioni (moda e bellezza) di Warhol. Ci fu anche una proiezione dell'adattamento di Warhol di A Clockwork Orange del 1962 (Arancia Meccanica di Anthony Burgess) : il contenuto di quel film, insieme agli aspetti trasgressivi dei testi dei Velvet Underground e alla loro musica, contribuì in modo significativo alla caratterizzazione da parte della critica dell' EPI, che furono bollati come 'debosciati' e 'perversi'.

Il film che vediamo qui è stato girato dal regista Ronald Nameth ad una esibizione EPI al Poor Richards di Chicago.La colonna sonora sovraincisa mescola registrazioni di "I'll be your Mirror" e "European Son", "It was a pleasure" da Chelsea Girl di Nico, e le versioni live di "Heroin" e "Venus in Furs", con John Cale alla voce . In questo particolare evento né Reed né Nico sono protagonisti, ma è Cale al comando. Tuttavia, il film rappresenta la visione sensoriale infernale di Warhol ... l'ambiente della discoteca più unico ed efficace prima dell'era Fillmore, e una registrazione visiva di come il punk nacque nei teatri d'essai e nelle gallerie d'arte, prima di risalire dai locali di quartiere e dai garage. Guardare questo evento è come ballare in un locale strobo: il tempo si ferma, i movimenti sono ritardati, il corpo sembra separarsi dalla mente. Nameth fa con questo cinema quello che i Beatles fecero con la musica: il suo film è denso, compatto, ma in qualche modo fluido e leggero. E 'estremamente pesante, estremamente veloce, ma arioso e poetico, un mandala che ti risucchia nel suo vortice vorticoso, un aurea che pervade di malinconia.
Buona visione






 

21/10/16

High in the City - Hold On





I got the time, I got my feet
let's go hit the street
High in the city
high in the city

I got my mace and you got your knife
you gotta protect your own life
High in the city
high in the city

I wanna get high in the city
I wanna stay alive here in the city
I wanna stay high in the city
High in the city
high in the city

Let's not walk down Sutton Place
you know everybody there got an Akitas
High in the city
high in the city

Don't wanna talk politics today
I feel too good let me have my way
High in the city
high in the city

Watch out for that guy on your right
seen him on the news last Saturday night
He was high in the city
high in the city

Hey, look they're setting fire to that jeep
there's not much you can keep
High in the city
high in the city

I wanna get high in the city
I wanna stay alive in the city
I wanna stay high in the city
High in the city
high in the city

So many people feeling low
and there's only one way to go to
Get high in the city
high in the city

Let's grap a pie, let's hit the park
I'll kiss and hug you till it gets dark
Here in the city
getting high in the city

(High in the city)

(High in the city and you're looking so pretty)
(feelin' pretty witty, gettin' high off of the city)
(Hi-ai-ai-ai, high in the city)

(High in the city)
(High in the city and you're looking so pretty)
(feelin' pretty witty, gettin' high off of the city)
(Hi-ai-ai-ai, high in the city)

(High in the city)
(High in the city and you're looking so pretty)
(feelin' pretty witty, gettin' high off of the city)
(Hi-ai-ai-ai, high in the city)










There's blacks with knives and whites with guns
fighting in Howard Beach
There's no such thing as human rights
when you walk the N.Y. streets
A cop was shot in the head by a 10 year old kid named Buddah in
Central Park last week
The fathers are lined up by
the coffins by the Statue of Bigotry
You better hold on something's happening here
You better hold on---meet you in Tompkins Square
The dopers sent a message to the cops last weekend
They shot him in the car where he sat
And Eleanor Bumpres and Michael Stewart must have appreciated that
There's a rampaging rage rising up like a plague of bloody vials
washing up on the beach
It'll take more than the Angels or Iron Mike Tyson
to heal this bloody breach
A junkie ran down a lady a pregnant dancer
she'll never dance but the baby was saved
He shot up some China White and nodded out at the wheel
and he doesn't even remember a thing
They shot that old lady
'cause they thought she was a witness
to a crime she didn't even see
Whose home is the home of the brave by the Statue of Bigotry
You got a black .38 and a gravity knife
You still have to ride the train
There's the smelly essence of N.Y. down there
but you ain't no Bernard Goetz
There's no Mafia lawyer
to fight in your corner
for that 15 minutes of fame
The have and the have nots are bleeding in the tub
That's New York's future not mine
Oh you better hold on---something's happening here.






05/03/16

Heart of a Dog: Laurie Anderson in bassa frequenza, per cani

Times Square, New York, 4 Gennaio 2016.

Alla presenza di mute di cani con i loro accompagnatori, Laurie Anderson si esibisce in un concerto dedicato proprio ai cani. Assiepati sui gradini di Pz. Duffy la platea degli animali  e dei loro accompagnatori umani hanno assistito alla performance della grande Laurie, una suite per violino ad una bassa frequenza "dog-friendly", frequenze a misura di udito canino e modulazioni armoniche pensate appositamente per i nostri amici a quattro zampe, mentre gli accompagnatori sono stati dotati di cuffie speciali, wireless, senza le quali sarebbe stato loro impossibile ascoltare la musica. In verità, nessuno, neanche gli organizzatori, si aspettavano un affluenza così vasta e così varia. Non è la prima volta che la Anderson ha eseguito uno spettacolo dedicato al pubblico canino. Nel 2010, davanti alla Opera House di Sidney, l’artista si produsse nel concerto Music for dogs.

Non solo: la cagnolina Lolabelle, il rat terrier che ha condiviso la vita con Laurie Anderson e il suo compagno, il compianto Lou Reed, è sostanzialmente la vera protagonista del primo lungometraggio di finzione firmato dalla Anderson e presentato nell’ultima mostra del cinema di Venezia. Si tratta di Heart of a Dog, il lungometraggio che racconta le perdite della vita dell’artista – fino a quella più bruciante, quella di Lou Reed, e che aveva ricevuto anche una nomination agli ultimi Oscar.

Alla fine dell'esibizione i cani presenti hanno guaito e abbaiato per cinque minuti, "uno dei momenti più felici della mia vita", ha dichiarato Laurie. Grande onore a lei.



28/09/15

Lou Reed, la playlist definitiva

I Velvet Underground prima e Lou Reed in seguito hanno marchiato a fuoco non solo la loro epoca.. Sesso, morte, violenza, perversione. Il nostro flusso di edonismo e frustrazione giovanile, il mondo equivoco in cui ci piaceva nuotare, opponedo però sempre l'assurdo al volgare: era la colonna sonora quando si bazzicava le macerie della città,  quartieri tenebrosi e vicoli ciechi, in cerca di "salvezza" : droga e caos urbano era il loro stile, in cui tanti si riconoscevano. La voce di Nico, fredda e distaccata,  e quella di Lou ci trasportavano nella Berlino di Weimar, città per noi simbolica, decadente e creativa, e in posti con uomini e donne vuoti, di storie tristi di amori finiti male, di disgregazioni di persone un tempo fortunati. La musica.. come assistere ad una carneficina elettrica.

<<A volte la vita è una storia triste, come sentirsi sospeso nell'aria..galleggiare tra i sogni, alla deriva..>> .
La stanchezza, la noia, l'infanzia, la famiglia, le amicizie, il lavoro, <<oh, scusami signora stupida, non sapevo che tu non sapevi che era un gioco..>>

Spesso le cose musicali sanno di banali ricordi sospesi, ma la musica di Lou Reed ci ha accompagnati nella continua ricerca di un posto dove stare, della possibilità di essere qualcun'altro, la sua musica e i suoi testi pieni di autenticità della vita quotidiana, in barba ad ogni tipo di 'intellettualismo' ha permesso a tanti di esprimere liberamente la coscienza della propria diversità, di accettare serenamente la solitudine senza che questa sfociasse in disperazione, affrontare la realtà della vita:  
<<credo che le persone che spesso sono depresse, sanno anche raggiungere una grande euforia, e questo vuol dire che non sono veramente tristi, che io non sono veramente triste..>>

Un autentico beat per il movimento punk che prepotentemente avrebbe rivoluzionato musica e vite.
Oggi Lou Reed non è più, dopo essere diventato un uomo tranquillo, purificato, trasparente, grazie anche alla convivenza con Laurie Anderson. Ultima produzione un disco mediocre con i Metallica ( per chi vuole approfondire, qui ).

Non potevo più farne a meno e così ho preparato questa playlist, dal titolo .. Final: ho scelto le mie canzoni preferite da tutta la discografia esclusi i live, che ne meritano una a parte: si parte dal primo, Lou Reed fino a  Set the Twilight Reeling del '96. Oltre ai live, ho tralasciato The Raven e Lulù, inserendo però 4 canzoni dal Dvd di Montreux, non presenti nella lista sotto. Questo lo screenshot dei brani (clicca per ingrandire). Buon ascolto..

Final Playlist
 


Lou Reed Final Playlist.zip



08/06/15

Poeti, saggisti, romanzieri prima che rockers

Musicisti che sono diventati poeti, pittori, attori, teatranti, copy, designer, giornalisti, commentatori e ospiti televisivi, addirittura partecipanti a reality show come J. Lydon sull'isola dei famosi versione inglese. Ma soprattutto scrittori. Quì una breve carrellata su alcuni libri famosi pubblicati da rockers.



J. Carroll: Jim entra nel Campo di basket (Basketball Diaries), 1978
L'esistenza on the road di un ragazzo straordinariamente intelligente, campioncino di pallacanestro con il talento per la scrittura: tra i 12 ei 15 anni tiene infatti un diario che diventa una sorta di manifesto per la sopravvivenza nella giungla urbana newyorchese, fra precoce ossessionante uso di stupefacenti, successi scolastici e sportivi, amici e famiglia osservati attraverso, con l’insofferenza e la ribellione tipiche di un'intera generazione. E l'opera di un enfant prodige: vero caso letterario negli Stati Uniti degli anni Settanta, con l'autore quale vocalist e leader rock (The Jim Carroll Band) soltanto nel 1980 per Catholic Boy disco da ritenuto all'altezza della migliore Patti Smith. Da Minimum Fax
di J. Carroll abbiamo parlato qui


Leonard Cohen: Belli e perdenti (Beaunful Losers) 1966
Poeta e romanziere che prima cantautore e musicista, il quasi ottantenne montréalese riesce aeccellere in ogni trovata artistica in una vicenda professionale lunga oltre mezzo secolo. Difficile però orientarsi tra le decine di raccolte di versi - Flowers For Hitler (1964) e L'energia degli schiavi (1972), tra le raccolte più rappresentative - mentre nella narrativa Cohen si ferma a due romanzi: il primo é Il gioco favorito (The Favorite Game, 1963); il secondo Belli e perdenti - composto tra il 1964 e il 1965 sull'isola greca di Idra, digiunando, facendo uso di anfetamine p re concentrarsi meglio sul testo - narra la storia della santa Mohawk Kateri Tekakwitha, intrecciata alla vicenda di un triangolo amoroso tra un folklorista (canadese senza nome), sua moglie Edith (nativa americana morta suicida) e il suo migliore amico F.,( parlamentare a capo di un movimento separatista), che finirà in manicomio. Da Rizzoli

Julian Cope: Krautrocksampler, 1996
Benché rientri nella saggistica, questo bel libro sulla kosmische music tedesca fa dell'ex leader dei Teardrop Explodes un autentico professionista della scrittura, attività alla quale si dedica quasi a tempo pieno, tenendo un blog di cultura, redigendo poi nel 2007 il fondamentale Japrocksamplen sull‘evolversi del pop nipponico tra il 1951 e il 1978. Attualmente Cope da alle stampe testi storici notevoli come The Modern Antiquarian e The Megalithic European, entrambi sui monumenti preistorici, non ancora tradotti in Italia a differenza dei primi due. Da Fazi
di J. Cope abbiamo parlato qui


AUTQRI VARI: The Haiku Year, 1998
Ecco un'antologia delicata e impalpabile di nuovi haiku scritti da una serie di musicisti. Tra i tanti Michael Stipe, Grant Lee Phillips, Douglas Martin, Tom Gilroy, Anna Grace, Rick Roth, Jim McKay e introdotti da Steve Earle. Il libro é ancora inedito in Italia, come molti altri testi di rockstar e musicisti vari, dalle due raccolte di poesie e racconti Earthed Nineveh/ The Ephemeron di Steve Kilbey (leader degli australiani Church) ai romanzi autobiografici Bookstore, Jrnls80s e Road Movies di Lee Ranaldo (chitarrista di Sonic Youth) fino a Empty Places (1991) di Laurie Anderson.


Bob Dylan: Tarantula, 1971
Se é vero, come scrive Allen Ginsberg che la poesia fece il suo ingresso nei jukebox grazie a Bob Dylan, é altrettanto giusto attribuirgli la paternità (condivisa dallo stesso Lennon) di primo artista rock a tutto tondo, dalla pittura alla narrativa. Tarantula ha una gestione lunga e complessa, perché Bob vuole resistere alle pressioni degli editori che sfruttano il momento positivo di Like a Rolling Stone e Blonde on Blonde, carpendogli gli appunti buttati giù nel convulso biennio '65-’66. Ma il testo è dato alle stampe solo nel 1971, quando Dylan sembra fuggire da alcune influenze artistico-letterarie che celebrano tanto il suo folk rock quanto un libro di culto, fra scrittura automatica, flusso di coscienza, beat generation, e psichedelia. Da Feltrinelli
di B. Dylan e Tarantula abbiamo parlato qui


Ed Sanders: Racconti di gloria beatnik (Tales Of Beatnik Glory), 1975
ll leader e cantante dei Fugs é da sempre poeta e agitatore culturale: lavorando sul genere “biografia” in modo complementare tra fiction, saggio, memoria, licenzia un testo cult, divenuto ormai un classico della letteratura beat: un romanzo autobiografico sui primi Sixties, dove il personaggio Sam Thomas é proprio l'alter ego del futuro leader della newyorchese rock band tra cabaret e politica, tratteggiando surrealisticamente la Grande Mela alternativa dei primi anni Sessanta, fra reading poetici, jazzmen balordi, sesso sfrenato. Da ShaKe

Brian Eno: Strategie oblique (Oblique Strategies, Over One Hundred Worthwhile Dilemmas), 1975
Si tratta di un mazzo di carte da 7x9 centimetri che sono contenute in una scatola nera, a mo' di scrigno, che il polistrumentista transfuga dai Roxy Music crea assieme a Peter Schmidt; tra libro d'artista e conceptual art, ogni carta propone un aforisma che intende aiutare l'artista, in particolare il musicista, a spezzare i blocchi mentali e a incoraggiare il cosiddetto pensiero laterale. Da Gammalibri


Lou Reed: The Raven, 2003
Si tratta dei testi dell'omonimo album che sconfina in qualcosa di diverso dalla sequenza di tracce musicali per sfociare, con lo spirito dark che contraddistingue l‘ex Velvet Underground, nella rilettura in chiave postmoderna di racconti e poesie di Edgar Allan Poe (con la collaborazione di altri grandi nomi della musica e del cinema: David Bowie, Willem Dafoe, Laurie Anderson, Steve Buscemi, Ornette Coleman). Sulla scia di POE, musical progettato nel 2002 con Robert Wilson, il maestro del gotico del XIX secolo viene quindi riscritto da Reed che non esita a manipolare e ad arrangiare le parole di Poe, saltando, elidendo e aggiungendo pezzi propri, cosi da lasciarsi alle spalle gli eventuali anacronismi a favore dell'intenso stupore dell'hic et nunc. Da Einaudi
di L. Reed abbiamo parlato qui
Coney Island Baby

Jim Morrison: The Lords. Notes on Vision 1969
Questo libricino di poesie come i successivi The New Creatures (1969) e An American Prayer (1970), tutti vengono stampati privatamente con tiratura limitata di 100 copie (500 per il terzo) dalla Western Lithographers di Los Angeles. Poi, dopo la morte, sul cantante dei Doors come poeta si assiste al diluvio: centinaia di pubblicazioni (anche in Italia) su inediti (o presunti tali) e su manoscritti (di dubbia provenienza).Tuttavia l' autore/ performer del Re Lucertola - più simbolismo francese che beat generation - declamata in pubblico assieme al gruppo, resta ancor oggi il miglior esempio di rock poetry. Da Kaos edizioni
di J. Morrison abbiamo parlato qui


Nick Cave: E l’asino vide l’angelo (And the Ass Saw the Angel) 1989
Il musicista e sceneggiatore australiano - dopo la raccolta di poesie e racconti King Ink (1988) seguita da King Ink II (1997) - pubblica un romanzo crudo e brutale dagli accenti gotici: al centro la vicenda di Euchrid Eucrow, giovane americano che vive in uno stato del sud, in una valle abitata da predicatori e profeti, dominata dall’ignoranza; e la quotidianità del protagonista muta di colpo quando il popolo dei timorati di dio dichiara che una trovatella è prescelta dal Signore. Il successive romanzo – La morte di Bunny Munro (2009) – tratta invece dell'ultimo viaggio di un commesso viaggiatore alla ricerca di un'anima. Il venditore di prodotti di bellezza alle solitarie casalinghe della South Coast inglese è alla deriva dopo il suicidio della moglie e in corsa per mantenere una presa sulla realtà. Bunny si mette quindi sulla Strada con il figlio Bunny Junior in una peregrinazione sempre più bizzarra e frenetica fino alla resa dei conti. Incandescente e moderno racconto morale, il libro é anche un ritratto dei rapporti tra padri e figli. Da Arcana


Patti Smith: Poesie (Seventh Heaven), 1972
E' autrice di libri di poesie già prima dello strepitoso esordio discografico (Horses, 1975); il debutto letterario risale a tre anni prima con questo libricino figlio dell’underground newyorchese: brevi liriche su eros e droga nell‘alienante contesto urbano. Ma il suo capolavoro è forse Complete (1998) raccolta di testi (song, riflessioni, diari) con note autobiografiche, dove sembra voler esprimere la propria arte in un riuscito mix di immagini e lettere. E’ una ricerca del sé che non concede spazi a parole inutili, a frasi lunghe, a discorsi complicati: prevalgono appunti, bozzetti e fotografie per le canzoni ormai elevate a poesie. Da segnalare tra gli altri quindici libri da lei pubblicati nel corso di 40 anni Babel (1978), Early Work:`1970-1979 (1994), The Coral Sea (1996), Auguries of Innocence (2005), Just Kids (2010), tradotti anche in italiano. Da Newton Compton
di P. Smith abbiamo parlato qui

John Lennon: Vivendo Cantando (In His Own Write), 1964
Pubblicato all'inizio della beatlesmania (Longanesi e Arcana), con disegni dello stesso Lennon, il librino, fra critiche entusiasmanti, ha un successo incredibile al di la delle più rosee speranze editoriali. Si tratta di una serie di racconti talvolta brevi, dai toni comici e surreali tra humour britannico e nonsense avanguardista. Ci sono di mezzo l'Alice di Lewis Carroll e i limericks di Edward Lear non senza qualche occhiataccia all’Ulisse di James Joyce. Il positivo riscontro fa si che Lennon-ripeta il colpo già nel 1965, con un secondo volume, A Spa.. In The Works. Che riprende gli spunti felicissimi dell’esordio. In alcuni elementi di questo approccio alla scrittura in prosa rimasti estranei ai testi delle canzoni, emergeranno poi nel canzoniere beatlesiano – a cominciare da Strawberry Fields a A day in the Life.. Da Arcana
di J. Lennon abbiamo parlato qui


Roberto Freak Antoni: Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti - 1991 Feltrinelli
Le migliori menti della mia generazione - dicono - sono state distrutte dalla droga. Ma non è vero. Le migliori menti della mia generazione sono state distrutte dal professionismo. Roberto Antoni era un micidiale dilettante (uno che si diletta) e per questo ci piaceva e gli vogliamo bene. Ha fatto di tutto (il rock, la televisione, il teatro, i dischi) senza diventare un rocker, né un personaggio televisivo, né un attore. Se avesse guadagnato miliardi non sarebbe un ricco. Perché sarebbe un dilettante anche come ricco e anche come persona famosa. Le sue poesie riflettevano la sua lontananza dal mostruoso sussiego del modo di vivere contemporaneo: che è, a ben vedere, il vero "demenziale". Alcune poesie sono tristissime, altre molto allegre. Alcune bellissime. Sono, comunque, le poesie del vecchio Freak Antoni, la cui longa manus si allunga, con alcune altre, su questo blog fin dagli inizi. 
Del grande Freak abbiamo parlato quì



28/03/15

Satellites's Playlist - Alla ricerca di Satelliti


Canzoni popolari e meno sconosciute, la musica e i satelliti sono un binomio quasi imprescindibile. Quì la più completa e esauriente playlist riguardo i Satelliti.

Nessun luogo Shampo TV Torna indietro Proprio del ragazzo Nodo sottile Carte in tavola
Non posso fermarmi Dove andremo a finire? C'è qualcosa nel cielo Che brilla nella luce
Che rotea, lontano Alla ricerca dei satelliti Cercando i satelliti
Dov'è che andremo a finire?
Il nulla nei nostri occhi Solitari come la luna Confusa e lontana Alla ricerca dei satelliti
Cercando i satelliti  Dove andremo a finire?


David Bowie - Looking for Satellite
David Bowie e i suoi amici. Un compleanno davvero speciale, 50 anni celebrati al Madison Square Garden di New York...Come non poter iniziare questa playlist con questo autentico..gioiello?
Earthling è stato solo una polaroid di una grande band, niente analisi intellettuali con i vecchi compagni di strada, Eno in testa. Erano anni strani, li ricordo anche io, anni in cui personalmente ho cambiato totalmente la mia vita. Ma eravamo a cavallo della fine del millennio, fuori era buio, ma Earthling era un disco ottimista. Bowie era parecchio in tour, (in quegli anni l'ho visto due volte) , gli piaceva la condizione di marito, sembrava anche che per una volta, la Gran Bretagna gli piacesse, facendo dichiarazioni pubbliche a sostegno di Tony Blair. Earthling è un disco frainteso, scoperto molto tardivamente, è un' infestazione aliena, in un disco di danze arcaiche. Ascoltate però le versioni dal vivo, come questa Looking for Satellites..
Le linee iniziali sono una lista della spesa di parole associate con la cultura del consumo. E questo è stato per sostenere l'idea di una ricerca spirituale tra una religione ortodossa e un era tecnologica. "Satellite" inizia come un mantra, otto giambi cantati da un doppio Bowie (con una terza voce di sottofondo di una TV). Un uomo si siede sul divano e fa zapping attraverso i canali. Guerra del Kosovo, pubblicità di uno shampoo, video dei Boyzone, cowboy, X-Files.. un mantra che sembra poter andare avanti per sempre.
Su una spiaggia, da qualche parte in vacanza, con un pacchetto turistico che aveva visto pubblicizzato su Sky Atlantic. È ubriaco, vaga nel buio, cercando le luci del suo resort. Nel cielo qualcosa brilla. Un ricordo perso di un animale , qualche traccia genetica di homo habilis. Guarda con stupore. Siamo sempre stati scimmie. Dove andiamo da qui? chiede una voce , a distanza, e c'è tristezza nel suo tono. C'è qualcosa nel cielo ... gira lontano.




Satellite of love - Lou Reed
Satellite Of Love è il secondo singolo estratto da Transformer, il secondo album da solista di Lou Reed, pubblicato nel 1972.
La canzone è una saga amara di come Reed scoprì la sua gelosia, in una notte memorabile, e di come restò colpito duramente per quello che era veramente. Pubblicata come il seguito del singolo mega-hit "Walk on the Wild Side" all'inizio del 1973, "Satellite of Love" si è rivelò sorprendente, e tuttavia, rimane un punto fermo nella sua discografia degli anni '70. Mentre le versioni dal vivo - come quelle su Lou Reed Live e Take No Prisoners - risultano sempre più ..sottotono rispetto l'originale.




Satellites - Sex Pistols
B side di Holidays in the Sun fu l'ultimo brano inciso dai Pistols nella formazione originale, ed è anche il titolo scelto da Paul Burgess per il suo imponente lavoro per il libro Satellite Sex Pistols, con più di 500 fotogarfie originali. Consigliabilenonostante il prezzo non proprio accessibile, 50 $.




 Modest Mouse - Satellite SkinSatellite Skin è un singolo pubblicato dai Modest Mouse, band rock indie. E 'il primo singolo dal loro EP, No One's First and You're Next.
Originariamente previsto per il 18 aprile 2009, la data del rilascio fu rinviata al 26 maggio 2009 perché a Isaac Brock non piaceva il colore del vinile, una tonalità di arancio che proprio non gli andava. Il vinile fu limitato a 4000 copie, tutte numerate a mano. Il video musicale è molto surreale, diretto da Kevin Willis, noto per il suo frequente coinvolgimento come co-produttore nei video musicali di band metal alternative. Il video contiene stop-motion animate, raffiguranti "creature birdhouse", coinvolte in un rituale nella foresta in cui sono nate.




Elliot Smith - Satellite
Elliott Smith morì nell'ottobre del 2003, per le conseguenze di ferite autoinflitte con un coltello. E 'essenziale sapere che vi è un collegamento molto specifico tra Smith e il singolo ascoltatore. Ha scritto canzoni intensamente personali, e i suoi fan sentono una connessione molto intima con quelle canzoni. Questa Satellite è una di queste.



Steve Earle - Satellite Radio
Che personaggio! La canzone racconta di quando Steve era un DJ su una radio Satellitare tra il 2004 e il 2007. Aveva un programma radiofonico su Air America Radio, e il suo ultimo show fu stato trasmesso il 10 giugno del 2007. Poco tempo dopo finì su una radio satellitare (su Internet), la Sirius XM, con il programma Hardcore Troubadour Radio Show, che ancora oggi va in onda. Il testo ironizza sul suo ruolo di DJ e di come era nervoso per la produzione del programma in diretta. Anche il suo amico B. Springsteen aveva iniziato come DJ su Sirius nello stesso periodo: Springsteen ha dedicato "Radio Nowhere" proprio a quei tempi.




Eddie Verder - Satellite
Vedder scrisse "Satellite" per Lorri Davis - la donna che ha sposato Damien Echols, uno dei Tre di West Menphis, mentre era nel braccio della morte. Il brano, oltre che in Ukulele, l'album solista di Vedder, è contenuto anche in 'West of Memphis: Voices of Justice' colonna sonora del documentario a favore dei tre ragazzi, in cui partecipano Marilyn Manson, Henry Rollins, Nick Cave e Warren Ellis, Band of Horses, Bob Dylan, Natalie Maines e altro ancora.




Nine Inch Nails - Satellite
Ricorda The Fragile, questa canzone che è l'ottava traccia di Hesitation Marks, pubblicato nel 2013. La versione dal vivo rende molto di più.




Ultravox - Satellite
"Brilliant" vide il ritorno alla formazione originale degli Ultravox, con la voce calda ed emozionale del cantante-chitarrista Midge Ure. Lontano dalle brutte produzioni precedenti, il disco non è male ed ha come particolarità che tutte le 12 tracce dodici tracce, per un totale di quasi cinquantatré minuti, sono composte da titoli di una sola parola...Satellite è una delle più energiche del disco






25/03/15

Modern Dance. Lou Reed Live at Montreux 2000

La base di tutte le filosofie è, "Essere o non essere?". Voglio dire, a volte non viene da pensare e domandarvi.. perché continuare? La vita non è fatta troppo di merda per andare avanti? Lou Reed, lui ci ha mostrato quanto questo fosse vero. Basta ascoltare "The Kids," ad esempio, da Berlin:

"Le stanno portando via i bambini
perchè dicevano che non fosse una buona madre
stanno portando via i suoi bambini
per tutte le cose che han sentito dire sul suo conto
il sergente di colore dell’aviazione non era mica il primo
e tutte le droghe che si era fatta, tutte, proprio tutte ..
Le stanno portando via i bambini
perchè dicevano non fosse una buona madre
per tutte le cose che faceva per strada
nei vicoli e nei bar, era imbattibile
quella schifosa e miserabile puttana non si negava mai a nessuno
E io sono il ragazzo dell’acqua
eppure il mio cuore trabocca
sono solo un uomo sfinito, non ho più nulla da dire..

Lou Reed spinge sempre ad andare oltre, nelle profondità , e cercare quante più possibili esperienze che la vita ha da offrire.. Sono sempre stato affascinato dalle persone che hanno esplorato e sono state in luoghi psichici dove io non sono stato, come William S. Burroughs, per citarne uno. Lou era uno che conosceva i veri segreti della vita, e uno degli artisti più influente (di più) di una generazione. Sì, i Beatles e gli Stones... ma per onestà, ed emozioni umane, è difficile battere Lou Reed.

Ha minato la profondità e l'articolazione della disperazione. Aspettando lo spacciatore, o pensando al sesso, o qualche altra stranezza privata, Lou c'era passato, e sicuro ci sarebbe tornato con una canzone. Le parole e la musica erano così triviali e devastanti e con una forte identificazione con i personaggi che ritraeva. E questo è stato in ogni sua canzone..
C'era un vecchio modo di dire, nell'ambito del giornalismo musicale. Diceva: "Mostra, non dire." In altre parole, invece di cercare di scrivere di punk, basta essere punk.
Sì, Lou mi ha insegnato molto. E tutto quello che dovevo e devo fare è ascoltare.

Questo Live at Montreux 2000 è stato una vera rivelazione. Fu per il tour di Ecstasy, l'album di pausa dal trio dei primi anni '90: Songs for Drella, Magic and Loss e Set the Twilight Reeling.
Al primo ascolto si rischia un pò il ..freddo, ma raccomando, questo live implora ripetuto ascolti, e scoprirete un suono puro elettrico, essenziale, fatto di chitarre elettriche e da una sezione ritmica delle più portentose, oltre alla voce di Lou, dura, profonda, recitativa.
E Ecsatsy, riprodotto quasi per intero, che sembrava un album minore nella versione live a Montreux diventa tutt'altra cosa. Una volta assimilato, vedrete, non ve ne staccherete per un bel pezzo.
La band qui, è con il fido Fernando Saunders al basso, il chitarrista Mike Rathke, e Tony "Thunder" Smith alla batteria. Live at Montreux 2000 è un capitolo essenziale per tutti i fans di Lou Reed.. 




1 Paranoia Key of E (Ecstasy)
2 Turn to Me(New Sensation)
3 Modern Dance (Ecstasy)
4 Ecstasy (Ecstasy)
5 Smalltown (Song's For Drella)
6 Future Farmers of America (Ecstasy)
7 Turning Time Aroun (Ecstasy)
8 Romeo Had Juliette (New York)
9 Riptide (Set The Twilight Reeling)
10 Rock Minuet (Ecstasy)
11 Mystic Child (Ecstasy)
12 Tatters (Ecstasy)
13 Set the Twilight Reeling (Set The Twilight Reeling)
14 Dirty Blvd. (New York)
15 Dime Store Mystery (New York)
16 Perfect Day (Trasformer)








03/03/15

Nascondere dischi nei divani: Stranezze rock

I musicisti rock amano i propri fan.. Non è una questione di generi: di robe strane se ne vedono in giro..


Rifiutandosi di suonare la canzone giusta
Dead Kennedys 
l Dead Kennedys, gruppo californiano hardcore punk, sono stati uno dei primi grandi attori della scena DIY (Do-It-Yourself) della West Coast. Nel 1980 furono invitati a suonare al Bay Area Music Awards, per donare all'evento una certa credibilità anche nei circuiti alternativi, di fronte ad un pubblico composto principalmente da persone dell'industria discografica, oltre a diversi gruppi "mainstream". Il giorno del concerto venne speso dal gruppo per provare il pezzo che gli organizzatori avevano richiesto, l'hit California Über Alles. Al momento dell'esibizione, Jello Biafra, frontman della band urlò: <<"Aspettate! Abbiamo dimostrato che ora siamo adulti . Non siamo una band punk rock, siamo una band new wave.">> e il gruppo attaccò però un altro pezzo, Pull My Strings, composto per l'occasione, che attaccava direttamente proprio l'industria musicale. Per via di alcuni proclami politici, per l'atteggiamento compulsivamente violento e per l'ironia nei confronti dello show-business (una parte del testo di Pull My Strings recita: "Il mio cazzo è abbastanza grande e il mio cervello è abbastanza piccolo affinché tu mi faccia diventare una star?" ), il gruppo non venne mai più invitato a una manifestazione del genere. Pull My Strings non venne mai registrata in studio, ma la versione eseguita ai Music Awards (la prima ed unica volta che il pezzo venne eseguito) verrà pubblicato nella raccolta postuma Give Me Convenience or Give Me Death.

Mandare a quel paese la propria etichetta
Death Grips
L'intera carriera dei Death Grips potrebbe essere vista come un unico, enorme tentativo di combattere con il proprio pubblico. Dall' organizzare un tour con Nine Inch Nails, attraverso tutto il paese, dopo aver firmato un contratto solo per romperlo qualche settimana prima dell'inizio del tour, hanno fatto di tutto. Ma nessuna mossa è così pazza come quella per l'uscita del loro secondo album, No Love Deep Web. Era il seguito del loro acclamato debutto per una major The Money Store, e la band volle pubblicare No Love Deep Web il più velocemente possibile. La loro etichetta, invece, voleva aspettare, anche per questioni di marketing: la band non prese bene questa scelta dell'etichetta e decise di far uscire il disco attraverso il loro sito web, come vero e proprio insulto ai loro ormai ex datori di lavoro. Ciliegina sulla torta, la band pubblicò l'album con una cover, che non era nient'altro che una foto scattata con un cellulare, che ritraeva il pene eretto del batterista nel bagno dello studio di registrazione, con sopra il titolo dell'album scarabocchiato con un pennarello.


Nascondere dischi nei divani
Jack White
Oggi è una star, cantante, polistrumentista, produttore discografico e anche attore statunitense. Dopo aver fondato i White Stipes, ha poi proseguito la carriera come solista e parallelemente con vari gruppi, i The Raconteurs, The Dead Weather. Uno dei più popolari e celebri chitarristi rock del decennio, è sempre stato abbastanza strano, ma niente si avvicina a ciò che White ha combinato prima che la sua carriera musicale decollasse davvero. Ai tempi in cui ancora suonava con i misconosciuti The Upholsterers nel 2004, lavorava come apprendista in una fabbrica di mobili con il suo compagno di band Brian Muldoon. Durante questo periodo, iniziò a nascondere 100 dischi demo della sua band in un numero non confermato di divani.
Senza avvertire nessuno dei compratori, e considerando il divario di tempo che intercorre tra quel periodo e la sua fama attuale, è improbabile che uno dei clienti avrebbe ricordato il nome del ragazzino allampanato che aveva lavorato al loro divano . Nel dicembre 2014, circa 14 anni dopo, è stato trovato il primo di quei demo. Poco dopo il ritrovamento di un altro. Quindi ci sono ancora 98 dischi dispersi, in 98 divani in giro per l'America!.

09/02/15

..E il fiume non strariperà. Bob Dylan ai Grammys

Grammys 2015: And The Winner Is…
Boh?!?
I Grammys Awards , (i premi musicali che vengono assegnati ogni anno dalla National academy of recording arts and sciences, l’associazione che rappresenta i lavoratori dell’industria musicale statunitense) su Interzone? Ebbene si. Solo che non ho la minima idea di chi sia il vincitore, tale Sam Smith, che mi si dice abbia fatto incetta: miglior artista, miglior disco, miglior canzone.. Insomma the best. E allora, perchè parlarne? Uno, perchè tra i vincitori compare il "nostro" Beck, nella categoria miglior album ( e per il miglior album rock). Siamo contenti di questa notizia, Beck ci è sempre piaciuto parecchio (quì un  post a lui dedicato) ma la verità è che risulta vincitore con il suo album forse..peggiore. Si, il suo Morning Phase non ci è garbato affatto: lento, cantautorale, ripetitivo, a tratti lagnoso. Questo giudizio si scontra con quello della critica "professionale e mainstream", che ha giudicato questo disco come un piccolo capolavoro, "il ritorno di Beck ai fasti di Sea Change" (?!) e bla bla. Il tutto come sempre rientra nella sfera dei gusti, ma noi preferiamo il Beck elettrico, sperimentale, pazzerello, quello mutevole dai mille riferimenti e citazioni, capace di riassemblare nel gran pentolone del rock un gran numero di generi, dal rap al country..dai mille remix alle ballate tristi e romantiche. Ma..siamo sicuri che Morning Phase, confrontato con i dischi concorrenti ai Grammy risulterà certamente un gigante, visto contro chi era in gara: Beyonce, Sia, Katy Perry e Ariana Grande e lo stesso Smith. Beck è stato premiato nientemeno da Prince, ormai completamente scomparso dalla scena degli innovatori che lo aveva caratterizzato per quasi due decenni.
Secondo motivo per cui ci occupiamo dei Grammy è il lungo discorso di Bob Dylan, nominato "Persona dell'anno 2015" ai MusiCares (uno dei sei premi speciali - questo è quello della fondazione impegnata nel sostegno dei musicisti in difficoltà - dei Grammy Awards), lui sempre schivo e di poche parole ha intrattenuto il pubblico per ben 40 minuti, in cui ha ringrazziato i suoi fan e il pubblico e scagliando parecchie freccette avvelenate ai critici e un pò a destra e a manca. Pubblichiamo quì il lungo monologo e però, Bob, lascia in pace Lou Reed: siete due cose completamente diverse, con lui prendi sicuramente dei grossi granchi e potresti farti male. Comunque, much respect..Bob.

Miglior album rock (!)
Ryan Adams, Ryan Adams
Morning phase, Beck - Vincitore
Turn blue, The Black Keys
Hypnotic eye, Tom Petty & the Heartbreakers
Songs of innocence, U2


<<Sono contento che le mie canzoni ricevano questi onori. Sapete bene, però, che non sono arrivate fin qui da sole. La strada è stata lunga e c’è voluto veramente molto. Dovrei ricordare i nomi di alcune persone che hanno fatto sì che tutto ciò accadesse. So che dovrei citare John Hammond, il grande talent scout della Columbia Records. Mi fece firmare un contratto per quella casa discografica quando non ero ancora nessuno. Ci volle un bel po’ di fiducia per fare una cosa del genere, fu schernito, ma non permise a nessuno di interferire e fu coraggioso. L’ultima persona che aveva scoperto prima di me era stata Aretha Franklin, e prima ancora Count Basie, Billie Holiday e moltissimi altri artisti. Tutti artisti che non facevano musica commerciale.>>


07/02/15

Druggy e Amibsexual: Lou Reed Live in Paris 1974

Circola un video su YouTube, subito ripreso sui social media, di quello che sembra essere un iniezione di eroina sul palco durante una performance di Lou Reed a Houston, nel '74, sulla canzone propriatamente intitolata. (Heroin..)

Reed suonò il 13 novembre 1974, alla Houston Music Hall durante il Sally Can't Dance tour. All'epoca era famoso per l'alta drammaticità che caratterizzavano i suoi show, con i capelli cortissimi di uno scioccante colore giallo, sempre la stessa maglietta nera, cintura, e jeans: nonostante tutto, Reed sembrava ragionevolmente sano.
Durante la performance della canzone dei Velvet Underground, si vede nella traballante ripresa video i movimenti dell'immersione di un ago nel braccio. La folla reagisce con fischi e applausi. Reed poi passa all'esecuzione della canzone, quasi 13 minuti con tutta la sua solita energia. Il video di quel concerto è di bassissima qualità, come peraltro quelli relativi ai concerti da cui sarebbero poi stati estratti e pubblicati i due dischi live must: Rock 'n' Roll Animal e Lou Reed Live, in giro per anni, ma sempre praticamente inguardabili, una decima generazione di un VHS già di per sè già spazzatura. Quindi preferisco postare questo, dello stesso periodo.

E' un esibizione dal vivo registrata a Parigi, sempre nel 1974, per la promozione di Sally Can't Dance.
Sebbene Lou Reed sia stato sempre sprezzante nei riguardi di questo disco, a causa forse del suo coinvolgimento passivo nella sua creazione (ci sono storie che raccontano che dovevano sostenerlo in studio per registrare la voce ) a mio avviso si tratta di uno dei suoi album più belli. Per molti aspetti, Sally Can't Dance, è la quintessenza della sua "amibsexual" (ambiguità sessuale), e del suo periodo "druggy", nella prima metà degli anni 1970. E anche presagisce Young Americans, la fase di funk bianco di Bowie, di un anno dopo o giù di lì.





Sally Can't Dance tour 1974

Introduction
1. Sweet Jane
2.I'm Waiting for the Man
3.Lady Day
4.Vicious
5.Sally Can't Dance
6.Ride Sally Ride

Lou Reed - vocals 
Danny Weis - guitar
Prakash John - bass
Michael Fonfara - keyboards
Pentti "Whitey" Glan - drums



06/08/14

Dick Wagner, l'amore è nell'aria

1974 - Rock'n'Roll Animal
Riuscivo (e riesco) a fischiare per intero tutti, o quasi, gli "assolo" di Rock'n'Roll Animal e di Live di Lou Reed. Vi sembra facile? Vi sembra poco? E poi, un fenomeno ispiegabile: la cavalcata elettrica finale di Heroin, mi provoca un nodo alla gola, un buco allo stomaco, il magone: e a stento riesco a trattenere le..lacrime. Mi commuove. Lo sò, siamo in piena psicologia, forse psichiatria. Ma sul serio, se qualcuno ha qualcosa da dire in proposito, sarò ben lieto: si faccia avanti! Tutto questo, avrete ben capito, fa si che debbo ascoltare i dischi di cui sopra in assoluta..solitudine. E sta a dimostrare quanto la musica sia oramai una questione assolutamente privata, personale, intima.

Fu quello forse il periodo più triste e allucinato di tutta la vita artistica di Lou Reed. Tornato in pianta stabile nella sua New York, era in preda alle crisi più terribili a causa dell’eroina che lo dominava totalmente. Non riusciva più ad esistere come artista, non faceva concerti ne tournée ma era pur sempre vincolato da contratti coi discografici che volevano sfruttare assolutamente il successo di  Walk On The Wild Side. Da un felice concerto tenuto all’Accademia della Musica di New York venne tratto questo live antologico nel quale si mettono in luce due chitarristi, Steve Hunter e Dick Wagner, i quali contribuirono notevolmente a far risaltare un suono duro e aggressivo, lucido e violento che conquisterà molto credito fra i fans del rock. Brani come Sweet Jane, Rock’n’Roll e Heroin tornarono a far brillare di nuovo il ricordo dei Velvet Underground, ma S. Hunter e ancor di più Dick Wagner li resero quasi..immortali, come i due Live che sono tra i più belli in assoluto nella storia del R'n'R.

Al fallimento di “Sally Can’t Dance" la casa discografica rispose poi con la pubblicazione di ulteriori registrazioni effettuate all`Accademia di New York: in pratica la seconda parte ideale del live dell'anno precedente immortalato in R'n'R Animal. Nessun cambiamento ovviamente per il risultato, un altro successo centrato in pieno,  Lou Reed Live, con la famosa copertina di Lou fasciato nel chiodo e il berretto fotografata dal "nostro" Oliviero Toscani,  in barba alla realtà di Lou, ormai sull’orlo del baratro. 
In quel tour Dick Wagner e Steve Hunter portarono Lou Reed in una direzione totalmente diversa. E Lou parlava male di Rock and Roll Animal e di Lou Reed live. Ricordava quel periodo come uno dei peggiori.

Lui, che era stato il poeta di New York, che ha cantato le contraddizioni di una città mai tenera, e che viveva sulla sua pelle tutte le contraddizioni - povertà, droga, disoccupazione. I suoi comportamenti in quel periodo erano strambi come anche l‘intensità del suo umore che cambiava in continuazione: a volte veloce a laconico, come il suo modo di parlare.E comunque restava curioso, a volte sospettoso, lettore vorace, un esploratore sonico. E’ stato il poeta newyorkese di una generazione.

In ogni luogo in cui suonavano, la stampa parlava male di Lou e magnificava invece due grandi chitarristi, Hunter e Wagner. Ascoltare l'Intro di Sweet Jane e capirete il perchè. Lou odiava quella situazione. Non voleva che la band suonasse per il pubblico e che lo show fosse divertente, perché pensava che il gruppo rubasse il suo show. Ma non era così. Loro volevano solo suonare. E divertirsi.! "Abbiamo fatto un grande lavoro insieme e sono molto orgoglioso. Suonare la chitarra con Steve Hunter nella band di Lou Reed è stato uno dei momenti salienti della mia carriera".

Oltre che essere stato il chitarrista di Alice Cooper, ha prestato il suo virtuosismo a gente come Rod Stewart, Tina Turner, Etta James, Guns N'Roses, Meat Loaf, Lita Ford, Carmen McRae, Tori Amos, Nils Lofgren. Dick Wagner era un chitarrista stellare ma io lo ricordo con Lou Reed, in Berlin, oltre che nei  due Live di cui si è parlato e che sono ormai leggenda, e nel primo omonimo disco di Peter Gabriel .
Dick, già malato, disse nel 2013, "L'amore è nell'aria. Respirate profondamente... "

Dick Wagner, Oelwein, 14 dicembre 1942 – Phoenix, 30 luglio 2014

Dick Wagner (guitar) Steve Hunter (guitar) Prakash John (bass) Pentti Glan (drums) Ray Colcord (keyboards)








20/06/14

Rock Flop: dischi per fiaschi

Molte grandi star hanno rischiato la reputazione e il loro futuro per album sbagliati o che non sono stati capiti e accettati. A tradire, la voglia di strafare, stanchezza, la sensazione ingannevole di dover stare a passo con i tempi. In alcuni casi, l'arroganza di chi pensa che essere invincibile. Molti musicisti capito lo sbaglio si sono risollevati e il ritorno è stato più spettacolare della rovinosa caduta, altri hanno pagato a caro prezzo gli errori.. Questi alcuni esempi. Da parte nostra c'è da dire che spesso non siamo d'accordo con i gusti del pubblico e della critica: Trans di N. Young è stato rivalutato dopo anni, ma per noi resta una schifezza di disco. In Their Satanic Majesties Request degli Stones qualcosa di buono ce lo troviamo mentre Dirty Works lo nominiamo senza dubbio il disco più brutto della band inglese, davvero orribile e flop poderoso negli anni '80. E anche Human Touch del boss in fondo non ci dispiace..


ROLLING STONES: Their Satanic Majesties Request

Dopo l’uscita di Sgt. Peppers Lonely Hearts Club Band il rock non era più quello di prima. L’ opera dei Beatles, uscita nel giugno del 1967, aveva alzato l'asticella. I dischi rock erano diventati album, la creatività non aveva piu confini, le vecchie canzoni tre minuti sembrava ormai destinate a diventare modernariato. Fu un terremoto culturale sotto le cui macerie rischiarono di finire nientemeno che i Rolling Stones. Jagger, Richards e soci provarono maldestramente a rispondere al colpo dei Fab Four lavorando su un album che oggi é ricordato come il loro più clamoroso passo falso. Their Satanic Majesties Request usci nel dicembre del 1967 e cercava di cavalcare l'onda della psichedelia e delle sperimentazioni sonore. Le canzoni dell'album erano nate da un lavoro in studio frammentario e disorganizzato, i Glimmer Twins stavano affrontando una serie di vicissitudini legali dovute a un loro arresto per detenzione di droga. Non fu incaricato nessun produttore, le session di incisione furono anarchiche e spesso popolate di ospiti variopinti. <<Ogni giorno nello studio era una lotteria capire chi sarebbe venuto e a fare cosa>>, disse Bill Wyman. Il disco fu un modesto successo commerciale e un completo fallimento artistico. Rischiò di mandare in bancarotta la credibilità artistica della band che venne additata come un gruppo di imitatori. <<C’è un sacco di spazzatura su Satanic Majesties. Troppe droghe, nessun produttore a dirci "Adesso basta">> ha confessato Jagger. <<Un ammasso di schifezze>> ha chiosato Richards. Il disco non ha neppure subito la classica rivalutazione che il tempo regala a molti sbagli artistici. Dodici mesi dopo gli Stones pubblicarono il classico Beggars Banquet. Si dimenticarono le mode, i Beatles e dimostrarono di non dover vivere nell’ombra di nessuno: Sympathy for the Devil, Street Fighting Man, Stray Cat Blues. C’é altro da aggiungere?

05/11/13

Interisti: Interismo/Leninismo


LOU REED: "Per ogni momento nero, ho un momento euforico. Penso che le persone che sono spesso depresse, sanno anche raggiungere una grande euforia".. 
 
"l’lNTER, quel mito che finora si è fatto carico di spiegare l’inspiegabile: che cioè in cent’anni di esistenza l’lnter è sempre stata capace di alternare partite fantastiche a cadute rovinose, imprevedibili le une e le altre e sempre maturate in un brevissimo torno di tempo"..
 
AGLI INTERISTI..
Comunismo è una parola indicibile. <<Se fermi qualcuno per strada e gli dici: “io sono comunista”, quello non ti capisce>>. Cosi si e espresso Fausto Bertinotti, nell’agosto 2008. Qualche mese prima, Massimo Cacciari veniva intervistato a proposito del ventesimo anniversario dello scudetto del Milan di Sacchi. Dopo aver sostenuto che Sacchi doveva ritenersi il simbolo di quella stagione e che nel suo gioco "non conta l’individuo, ma il sistema" (”Contano certamente gli interpreti adeguati, ma devono sapere che non sono assolutamente dei solisti, ma parte di un’orchestra”), all’intervistatore che gli chiedeva se si trattasse di una lezione utile anche per la politica italiana ha risposto: <<Ci sono teorie politiche che sostengono esattamente quello che Sacchi ha realizzato Col Milan>>.

31/10/13

Perchè ho amato Lou Reed

Lou Reed è sempre stato un sapiente collage di tutti i personaggi che camminano nelle sue canzoni. La sua faccia olivastra era distante, sempre sciupata. Ma dietro questa apparenza spettrale, si nascondeva un’anima tagliente e spasmodica. Imbronciato, solitario, nonostante comportamenti scherzosi e impetuosi. Lou Reed non ha scritto soltanto di squallidi personaggi, ma ha permesso loro di respirare da soli e ha colorato dei paesaggi familiari attraverso i loro occhi. Reed ha creato una musica che si avvicina a dischiudere i parametri della rovina e della guarigione degli uomini come possiamo trovarli noi. Questo, ai nostri occhi, lo qualifica come uno dei pochi veri eroi che il rock and roll ha innalzato. Ha scritto canzoni per quei giorni in cui “in cui tutto sembra andare male”, ha usato i suoi stati d’animo: “Se entro in uno di quegli stati d’animo tristi e malinconici, cerco di sfruttare quel momento più che posso. So che presto ne uscirò fuori e che non guarderò le cose nello stesso modo. Per ogni momento nero, ho un momento euforico. Penso che le persone che sono spesso depresse, sanno anche raggiungere una grande euforia, questo vuol dire che io non sono veramente triste”.

Quando stava nella scuola superiore i suoi cambiamenti d’umore e i tuffi a capofitto nella depressione diventarono cosi frequenti che i genitori lo sottoposero ad una terapia da elettroshock (un’esperienza che più tardi descrisse amaramente in una canzone chiamata Kill You Sons). Dopo “Loaded”, il quarto album con i Velvet Underground, i problemi finanziari costrinsero Reed a lasciare il gruppo. Cominciò una carriera solista talmente irregolare da sembrare inconciliabile con le premesse del precedente lavoro. Dopo aver finalmente raggiunto il successo commerciale nel 1972 con Walk on the Wild Side (da “Trasformer», coprodotto da David Bowie), Reed cominciò immediatamente a saggiare la resistenza del suo pubblico, lo mise prima alla prova col tanto diffamato “Berlin", poi con “Metal Machine Music", uno scherzo,una provocazione: quattro facciate della durata esatta di 16 minuti e un secondo ognuna, ottenute dalla distorsione, dalla vibrazione amplificata di congegni elettronici, una sorta di gelido spavento minimale. Molte copie furono restituite ai negozianti da clienti convinti che fosse un errore di stampaggio ma la realtà fu un chiaro sberleffo alla saccenza dei signori delle compagnie discografiche. Nel mezzo ci furono i successi "Rock’n’roll Animal" e “Sally Can’t Dance", dischi che in seguito ha denunciato come delle invenzioni commerciali e banali. “Coney Island Baby" è del '76, il suo album più personale di canzoni dai giorni dei Velvet, e forse, il mio preferito in assoluto. In quel periodo c’erano delle voci che affermavano che non poteva sostenere dei tours perché stava malissimo a causa della droga e il suo cervello se ne stava andando. Ma Coney Island Baby fu il disco di Lou Reed, fatto con pochio soldi e con Rachel, all’epoca il compagno di Reed di lunga data. Un disco sexy e raffinato, canzoni delicate, un disco per.. amanti e amici.