La fantascienza non ha subito fatte proprie le atmosfere di
William Burroughs. Pochi scrittori si sono accorti del potenziale fantascientifico della sua opera, forse perché al momento della pubblicazione del Pasto Nudo, il mondo delle riviste era ancora preso dalle atmosfere orwelliane della social science fiction: il primo ad accorgersi di Burroughs fu Michael Moorcock, che nel suo editoriale sulla rivista inglese New Worlds, saluta il romanzo dicendo che, se gli scrittori vogliono descrivere le conquiste della tecnica dell’era spaziale, lo devono fare con le tecniche di scrittura adatte, come quelle di Burroughs, che sono fantascienza di per se stesse. Burroughs appare subito un anti-utopista e la sua opera viene riconosciuta da
Moorcock come affine a quella di
Orwell, Van Vogt e Ballard. Al di la di queste innegabili affinità, per altro in gran parte già evidenziate, l’idea dell’agente drogato che Burroughs adotta nelle sue prime opere deve essere servita senza dubbio da ispirazione a Philip Dick che, nel 1977 pubblica, dopo un sofferto silenzio, il romanzo Scrutare nel buio
(A Scanner Darkly). ln esso Fred, un agente di polizia, si muove sotto copertura nell’identità del tossicomane Bob Arctor. Nemmeno i superiori cli Fred conoscono questa identità segreta, e Fred riceve l’incarico di controllare gli spostamenti di Bob. Se stesso. Proprio come gli agenti della polizia Nova non conoscevano i propri mandanti, cosi il poliziotto stesso finisce per non sapere quanti Bob Arctor esisteranno realmente. C’è quello chiamato Fred, che controlla quello chiamato Bob, e sono la stessa persona. Ma Fred è proprio la stessa persona di Bob? E quale delle due identità è reale? ll tema dell’identità divisa, deriva indubbiamente da Van Vogt, mentre da Burroughs Dick riprende la dualità spacciatore -poliziotto. Nei libro infatti il protagonista ricorda parecchi agenti che, nella loro attività segreta, avevano venduto hashish ed eroina. Questo travestimento procurava a quegli agenti un profitto superiore al proprio salario ufficiale. Perciò i poliziotti finivano per usare loro stessi la roba, ed assimilare quel tipo di vita.
Erano tossicomani, spacciatori ed agenti allo stesso tempo. Succedeva anche che certi spacciatori diventassero una specie di agenti segreti non ufficiali. Tutto è poco chiaro: Burroughs scrive che si può suggerire all'agente per il quale
‘la sua storia di copertura e la sua vera identità e che non ne ha altre. La sua identità di agente diviene inconscia, cioè, fuori del suo controllo, e potete indagarla con le droghe e con l’ipnosi. Potete trasformare un borghese eterosessuale in un finocchio... cioè, rafforzare e assecondare il suo rifiuto di tendenze omosessuali normalmente latenti - allo steso tempo privarlo della figa e sottoporlo a stimoli omosessuali. Poi, droghe, ipnosi, e...’
Cosi, l’agente non sa chi veramente egli sia. Per Philip Dick la cosa è molto simile:
‘Parecchi agenti che aveva conosciuto e che avevano finto di essere spacciatori nella loro attività segreta avevano poi finito per vendere hashish e a volte eroina. Questo era un buon travestimento, ma all’agente veniva un profitto sempre maggiore e superiore al suo salario ufficiale anche aumentato di quanto gli veniva dato quando contribuiva ad incastrare qualcuno e a sequestrare una partita di grosse dimensioni. Poi gli agenti finivano sempre di più per usare essi stessi la roba, per assimilare quel tipo di vita, cioè diventavano ricchi tossicomani e spacciatori rimanendo allo stesso tempo agenti; ma, dopo un certo tempo, alcuni cominciavano a lasciar andare la loro attività di poliziotto per dedicarsi a tempo pieno al commercio. D’altro canto avveniva anche che certi spacciatori, per sfottere i loro avversari, o quando si aspettavano di essere incastrati, divenivano agenti a loro volta, seguendo una strada che li portava ad essere una specie di agenti segreti non ufficiali. E tutto diventava piuttosto poco chiaro. Per quanto il mondo della droga fosse un mondo poco chiaro già di per se’.