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23/02/18

Tokyo, la metropoli cyberpunk di Tom Blachford

È buio, ma la città è illuminata da una strana luce al neon: fa sembrare che gli edifici pesanti di uno skyline infinito brillino dall'interno - proprio come una scena di Blade Runner, iconico film del 1982 di Ridley Scott. In realtà questa città è Tokyo nel 2017, vista attraverso l'obiettivo del fotografo Tom Blachford, australiano di Melbourne. Blachford, fotografo di architettura, ha trascorso sei notti a illustrare la capitale giapponese dalle 21:00 alle 5 del mattino per la sua nuova serie Nihon Noir, che è stata sponsorizzata dalla società di birra Asahi.

"Ho visitato Tokyo per la prima volta nel 2013 in un viaggio con mio padre e sono rimasto colpito da un'inspiegabile sensazione: essere stato trasportato in qualche modo nel futuro, o in una dimensione parallela", ha dichiarato in una intervista fatta via email a Co.Design.
"Tokyo è senza dubbio uno dei migliori esempi di metropoli cyberpunk della vita reale".
La serie cattura perfettamente questo ethos, in particolare attraverso l'attenzione di Blachford per l'architettura futuristica, come il cilindrico Shizuoka Press and Broadcasting Center o l' audace quartier generale della Fuji TV, che assomiglia molto alle gigantesche impalcature create dell'architetto Kenzo Tange.
Blachford afferma che lui e il suo videografo Andrew Englisch sono affascinati da Blade Runner, in particolare dal lavoro visionario di Syd Mead, designer e disegnatore statunitense, "futurista visuale", noto per le opere create come concept artist in numerosi film di fantascienza prodotti negli anni ottanta e novanta. Tra i titoli celebri, si ricordano Blade Runner, Tron, Aliens - Scontro finale ed il primo film di Star Trek. 

"Nei tempi morti tra le riprese, abbiamo divorato tutto ciò che abbiamo trovato su di lui e siamo diventati ossessionati dalla sua logica e dalle previsioni che sono dietro i suoi progetti per i film, in particolarele sue idee sulla densità urbana, l'aumento della popolazione e su come le città si sarebbero evolute".

Il fotografo fa riferimento a come i disegni di Mead riflettono ambienti urbani affollati di insegne al neon, ologrammi e pubblicità gigantesche, un'infinita Times Square cyberpunk. 
Blachford si è anche rivolto alla musica del film durante le riprese notturne.
"Durante il lavoro di riprese abbiamo usato la colonna sonora per tenerci ispirati".

Un'immagine della serie è addirittura intitolata "Deckard's Den" in riferimento al protagonista del film. Blachford ha fatto di tutto per ottenere al meglio le foto che voleva. Per catturare l'edificio Nagakin Capsule, ha convinto una squadra di operai delle autostrade per utilizzare le loro attrezzature (tipo un sollevatore per gru) in modo da poter ottenere gli scatti giusti e conferire alle immagini una finitura surreale. Il risultato sono della splendide fotografie ricche di colori e texture, nonostante l'oscurità della notte. C'è un motivo per cui tutte le immagini si concentrano così pienamente sull'architettura, senza la presenza di esseri umani:

"Adoro l'architettura, non solo perché sono ossessionato da come un edificio possa agire come una scultura in sé, ma anche per disfare le nostre idee sui muri, sulla proprietà privata e su cosa significa essere un estraneo", afferma Blachford. 
"Penso che tutto il mio lavoro sia concentrato per creare un palcoscenico privo di umani per permettere alle persone di scrivere le loro storie e i propri drammi dietro le mura e considerare cosa si debba guardare all'esterno del proprio edificio".
Spera di trasformare la serie in una mostra e in un libro il prossimo anno, e tornare in città in modo da poter aggiungere altre immagini alla serie.

"Tokyo per me è il futuro, in molti modi. Cammino con gli occhi spalancati e la bocca aperta, scuotendo la testa per quanto possa essere pazza a volte" ..
 










 

23/01/13

Marginali: In principio era il chiodo

 photo Movie-TheWildOne-BrandowTriumph_zpsc72fdd50.jpgNessun capo di abbigliamento può forse vantare la fortuna e la gamma di connotazioni attribuite al giubbotto in pelle nera, ovvero il classico chiodo, termine gergale che designa la famiglia lanciata dal Perfecto della Schott. E' il giubbotto indossato da Marlon Brando ne ll selvaggio (The Wild One, 1953) di Laszlo Benedek, un film che propose una serie di suggestioni destinate a fissarsi indelebilmente nella cultura contemporanea. C'e innanzitutto da chiedersi quanto questo film abbia pescato dalla realtà: la visione di Benedek, indubbiamente conservatrice, propone un’equazione giovani=violenza tristemente attuale anche ai giorni nostri, ma non applicabile in maniera cosi rnanichea alle bande di motociclisti che dagli anni Cinquanta scorrazzano per gli Stati Uniti (bikers). Inoltre, l'abbigliamento di Brando ha probabilmente cristallizzato e reso fruibile uno stereotipo destinato a influenzare massicciamente i biker stessi: il Perfecto e i jeans a tubo con i risvolti e gli stivali (in pelle anch’essi) rappresentano oggi una vera e propria divisa griffata e resa disponibile dalla marca motociclistica che meglio ha saputo appropriarsi dell’estetica cara a questa sottocultura: la statunitense Harley Davidson. Anche se Brando, in realtà, era in sella a una inglesissima Bsa.

Quel giubbotto diventera allora la bandiera di più di un movimento giovanile, legandosi spesso, nelle sue evoluzioni, a un mezzo di locomozione che è anche oggetto di desiderio: la motocicletta. Innanzitutto, lo indossano i "cattivi" in Gioventù Bruciata (Rebel without a Cause, 1955) di Nicholas Ray, mentre il buon James Dean ne ostenta uno bellissimo in nappa rossa. Ci penserà Elvis Presley a decorarlo (in versione bianca,però) con frange e fibbie diperò stampo western, allontanando via via il Rock 'n’ Roll dalle sue origini contadine. Tanto che poi anche il primo Rock metropolitano, quello dei Velvet Underground di Lou Reed ospitati dalla Factory di Andy Warhol, non disdegnerà la versione originale nera. Saranno i punk alla fine degli anni settanta a rivalutarne la rudezza e l'aggressività, aggiornandolo con spille e badge in materiale plasstico, intonandolo talvolta con pantaloni dello stesso materiale. È una tenuta cara a gran parte dello stile heavy metal, con borchiette per accessorio, che in alcune varianti venate di ambiguita sessuale lambisce il feticismo leather, sul quale torneremo in seguito. Infine gli Skiantos ne canteranno le gesta in un celebre pezzo intitolato, appunto, Il chiodo (dall'album Saluti da Cortina, 1993). Ma in questi decenni il Perfecto è stato più volte ripreso e reinterpretato anche dagli stilisti piu celebri: da Jean-Paul Gaultier a Katharine Hamnett , a Versace , i quali hanno fatto i conti anche con un parente piu maturo dello stesso, ovvero il giubbotto da aviatore (un modello sempre in pelle che riprende lo stile degli anni Quaranta e che continuamente  torna in voga dall’inizio degli Ottanta). Più largo, e da portare sblusato, in quanto fermato in vita da una maglia elastica, si caratterizza in genere per interni e colletti in morbida pelliccia.

L’importante è cavalcare
Il giubbotto di pelle nera con badge infilate si era gia visto nella Gran Bretagna della fine degli anni Cinquanta, quando bande di giovani si radunavano nei bar di camionisti dove si servivano bevande alcoliche (i membri di quelle gang erano spesso minorenni e non era loro concesso di entrare nei pub). Il più famoso aveva un nome rirnasto nell’immaginario collettivo: Ace Caffè. I piazzali e le strade prospicienti a questi bar erano teatro di gare fra moto di serie, scarnificate ed elaborate, guidate dai cosiddetti 'ton-up boys', detti anche leatherboys, o ancora "coffee-bar cowboys". Con loro era nata la cafe racer (termine che individua una tipologia di moto da strada elaborata fino ad assumere un’aria corsara e aggressiva), un tipo di moto di gran moda per diversi anni, che è stato il progenitore delle cosiddette streetfighter (guerriere da strada): le Ducati Monster, le rinate Laverda e Triumph oppure le Buell. E con loro, ecco riapparire i giubbotti sportivi anni Sessanta, aderenti e senza collo, con i marchi dei primi sponsor a fare timidamente capolino. Oggi queste giubbe (altro non sono che la parte superiore delle tute) vengono prodotte regolarmente non solo e non tanto dalle marche specializzate, quanto dalle ditte attive nello sportswear e nello streetwear, cioé nell’abbigliamento di tutti i giorni. Sono uno dei sintomi più evidenti del ritorno a immaginari passati, in particolare quello Sixties. La tuta da moto é, d’altronde, il capo di abbigliamento in pelle più esasperato: attualmente simile a un vero e proprio esoscheletro per proteggere i piloti dalle cadute, viene riproposto dalle ditte specializzate nelle repliche che mimano fogge e colori di quelli indossati dai grandi campioni delle due ruote. D’altronde, le stesse marche si spingono in settori di produzione più accetabili e consueti, per venire incontro alle esigenze di un pubblico più tranquillo e modaiolo. Al fascino della moto non si rinuncia. Non ci rinuncia l'elegante impiegato o dirigente, che però indossa un comodo giaccone e, magari il mezzo di locomozione non è un’aggressiva streetfighter, ma un più comodo e maneggevole scooter.

Robe da Fantascienza

Il giubbotto e la pelle in generale si ritaglia un suo ruolo all’interno di un contesto che, a rigor di logica, dovrebbe esautorarla a favore di nuovi e l'uccicanti materiaili: la Fantascienza, e in particolare quella cinematografica, che ha bisogno di oggetti e materiali reali per illudere lo spettatore. Sono due le modalita attraverso cui la pelle si mantiene presente negli immaginari del futuro: da un lato le icone, ovvero gli elementi canonici nella quotidiana fenomenologia degli stili, dall'altro le forme, cioe l'utilizzo della caratteristica duttilita per la creazione di soluzioni plastiche particolannente potenti . Nella prirna famiglia rientra tutta la Fantascienza metropolitana, quella che accelera un poco il nostro presente proponendo visioni effettivamente plausibili dell'immediato futuro. Capolavoro assoluto del genere in questione è indubbiamente Blade Runner, (Ridley Scott, 1982), esemplare se non altro per la definizione "lavori in pelle" che il protagonista Deckard (Harrison Ford) affibbia ai replicanti, suoi antagonisti nella pellicola. Questi ultimi, guarda un pò, ostentano i classici segni del machismo leather come il cappotto in stile nazi di Roy Batty (Rutger Hauer) o il collarino con borchie di Pris (Daryl Hannah). Per inciso, il fumetto che prima di tutti ha proposto questa logica di accellerazione del presente, ovvero Rank Xerox (poi Ranxerox) inventato da Stefano Tamburini nel 1978, a sua volta non risparmia toni di siffatto genere, specie dopo l'arrivo ai disegni dello spetacolare Tanino Liberatore: ed è un fiorire di cappelli, pantaloni, lacci e giacche in pelle nera.in Con un giubbotto da aviatore si presenta poi Kurt Russell\Snake Plissken (in Italia Iena Plissken) in 1997, Fuga da New York, di John Carpenter, del 1981, presto abbandonato per dare aria ai bicipiti, ma recuperato con più insistenza nell'ironico sequel Fuga da L.A. (sempre di Carpenter del 1996). Arnold Schwarzenegger,Terminator infuriatissimo, non trova abito migliore di un bel chiodo nero nell'omonimo film di James Cameron del 1984. E, per quanto non sia propriamente Fantascienza, va segnalata l’impeccabile tenuta gothic di Brandon Lee ne ll corvo (The Crow, Alex Proyas, 1994): cappotto e pantaloni in pelle nera, faccia bianca e truccata, esattarnente come nel fumetto originale creato da James O’Barr e apparso nel 1988. Il secondo caso e invece praticato da quei registi visionari che usano la Fantascienza per materializzare sogni e fantasie del subconscio, rimescolando le carte dello stile (e del tempo). Due casi esemplari: Barbarella, di Roger Vadim(1968) con Jane Fonda (tratto dall'omonimo fumetto di Jean-Claude Forest) e Dune, di David Lynch (1984), tratto dall'omonima saga di Frank Herbert. Qui la pelle è impegnata in acrobazie formali per adattarsi aè tute biomorfe, armature aggressive, particolari retro. Essa rappresenta un elemento assai forte e significativo della rnescolanza di stili e immaginari proposti da questi due registi, per i quali il futuro é una sorta di passato scornpaginato, guidato da una logica pressoché surrealista. La presenza di quel materiale rappresenta un fattore non secondario per la storia di questo genere: in tutti i casi citati la pelle non é intonsa ma spesso rovinata, usata, vissuta, sottolineatura evidente di un fattore tempo che ha obbligato la Fantascienza classica (quella tutta astronavi scintillanti) a una sorta di testacoda.


Il valore del tempo
 photo JoeStrummer3_zps0cd13072.jpgTuttavia, gli oggetti in pelle (e in particolare il chiodo) invecchiando non perdono dignità, anzi la acquistano, capaci come sono di assorbire la patina del tempo in quanto materiale naturale e quindi soggetto a modificazioni nel corso della sua vita. Il materiale plastico, una volta rigato è definitivamente rovinato e deve essere sostituito. Un oggetto in pelle no, e non è il suo valore economico a determinarne la conservazione, ma il suo plus affettivo e simbolico. La pelle invecchia perché e naturale: si modifica, carnbia leggermente il suo colore, sopporta le ingiurie e le intemperie mostrandole sotto forrna di graffi o sfregi. Esattarnente come la nostra epidermide. Ciò fa si che gli oggetti prodotti con questo rnateriale siano compagni di viaggio aafidabili, colloquiali e duraturi: ci ricordano, una volta invecchiati, delle avventure vissute e del tempo trascorso insieme..

Marginali, Iconografie delle culture alternative

23/11/12

Burroughs - Veneziani: E se la musica fosse omosessuale?

Il vero Blade Runner

Il cult di Ridley Scott prese il titolo da un progetto di W. Burroughs, che nel 1979 aveva scritto la sceneggiatura omonima. Ricompare ora in libreria: BLADE RUNER. UN FILM. (Mimesis - pp.82 - euro 8).
Blade Runner è colui che corre sul filo del rasoio. Nel gergo della malavita è un corriere che trasporta "qualcosa" (d’illegale). A R. Scott piaceva molto e, anche se nel romanzo di Philip K. Dick non ce n'era traccia, chiese a Burroughs il permesso di usarlo. Era già il titolo del romanzo di Alan Nourse del '74 pubblicato in Italia da Urania con l'infelice titolo di Medicorriere..
Nella sceneggiatura, a dir poco lisergica, l’umanità è in pericolo per la diffusione di un virus sessuale, il B-23, che sembra anticipare profeticamente l'Aids, capace di scardinare i nessi temporali dell'universo. Al centro, vaghe accuse al capitalismo della medicina, che insieme alla droga e al linguaggio, altera le menti. Tra sperimentazione e paranoia, mercato nero dello sperma e pillole dell’Amazzonia, siamo in pieno Burroughs.. Tra i tanti prestiti operati dal cinema e dalla musica, oltre al Pasto Nudo di Cronenberg, l'etichetta HEAVY METAL viene dal personaggio di Heavy Metal Kid ne La Morbida Macchina, il nome della band Steely Dan dal vibratore del Pasto Nudo, mentre tutto il Diamond Dogs di Bowie viene dai Ragazzi Selvaggi, scritto interamente con la tecnica del Cut Up. Burroughs scrisse il libretto per The Black Rider, un'opera post moderna con la regia di R. Wilson e le musiche di Tom Waits. E ancora, i Soft Machine di R. Wyatt e D. Allen, Lou Reed, N. Cave, Bob Dylan, Jagger e Richard, J. Cage, p. Glass, F. Zappa, Devo, P. Smith, L. Anderson, Blondie, Sonic Youth, Kurt Cobain..

10/12/11

William S. Burroughs: Un inedito

Era il 1979 e William Burroughs scrisse il “Progetto di un film” intitolato Blade Runner. Una sceneggiatura fantascientifica che non venne mai realizzata. Ridley Scott ne prenderà soltanto il titolo per prestarlo al suo Blade Runner tratto dal racconto di Philip Dick, Anche gli Androidi sognano pecore elettriche?. Rileggendo questo “progetto” di Burroughs, totalmente inedito in Italia (era stato pubblicato nel 1983 da una piccolissima casa editrice e distribuito solo in Svizzera), ancora una volta ci imbattiamo nella geniale visionarietà dello scrittore americano. L’autore de Il pasto nudo e La scimmia sulla schiena, immagina un futuro prossimo da apocalissi. Vicina. Imminente. Nel 1979 scriveva di “un cancro fulminante” diventato un’epidemia capace di “abbassare tutti i livelli delle difese immunitarie”. Due anni dopo, purtroppo, il testo progettato da Burroughs è stato realizzato dalla Natura con un nuovo titolo: Sindrome d’Immuno-Deficienza Acquisita, AIDS.

Veduta di Manhattan da un elicottero…
“Il sovraffollamento ha portato sempre a un maggior controllo governativo sui privati,non sui modelli vecchio stile di oppressione e terrore degli stati polizieschi, ma in termini di lavoro, credito, alloggio, pensione e assistenza medica: servizi che possono essere sospesi. Questi servizi sono computerizzati. Niente numero, niente servizio. Tuttavia, questo non ha prodotto le unità umane standardizzate e col cervello lavato postulate dai profeti semplicisti tipo George Orwell. Invece, una larga percentuale della popolazione è stata spinta nell’underground. Larga quanto, nessuno lo sa. Questa gente è senza numero.”
Bimbi neonati ululano. Lottizzazioni, progetti di edilizia crescono. Computers ronzano al Con Ed, I.R.S., Welfare, Medicare, Health Insurance. Schede, avvisi, conti escono a fiumi. Un cittadino esasperato fa la valigia ed esce dalla sua casa a Levittown. Fa un mucchietto di foglie, ci sbatte sopra una pigna di schede, e dà fuoco al mucchio. Una vecchia dall’altra parte della strada corre al telefono. L’autopattuglia arriva e gli fa una contravvenzione per aver bruciato le foglie. Mentre l’auto si allontana lui butta la contravvenzione nella cenere. Se ne va con la sua valigia.

Veduta aerea del Muro che corre lungo la 23° Strada dall’Hudson all’East River….
“Il Muro venne costruito dopo i Disordini per la Legge Sanitaria del 1984. La Città Bassa può essere tagliata fuori e il muro guarnito di truppe nel giro di mezz’ora. Un muro simile separa Harlem dalla zona centrale di Manhattan. L’elicottero si sposta verso sud…macerie, edifici in rovina, terreni abbandonati. Sembra Londra dopo il Blitz. Pochi segni di ricostruzione, a parte sporadici rattoppi. Molte strade sono bloccate dai rifiuti e ovviamente intransitabili. Qua e là, miseri mercati all’aperto e orti nei terreni abbandonati. Piazze e strade affollate si svuotano di colpo senza una ragione apparente. Ci sono battelli improvvisati sui fiumi, carichi di derrate.

“Con il 1980,c’era stata una crescente pressione per emanare una Legge Sanitaria Nazionale. Questa fu bloccata dalla lobby medica, con i dottori che protestavano che una simile Legge avrebbe significato in pratica la fine della professione privata e la degradazione del livello medio del servizio medico. Fu anche addotto l’argomento della gravità dello sforzo in rapporto a un’economia già precaria. Le compagnie farmaceutiche, temendo che un intervento sui prezzi avrebbe tagliato i profitti, spesero milioni per opporsi alla proposta di legge e misero annunci su intere pagine dei maggiori giornali. E soprattutto, le compagnie di assicurazione sulle strade strillarono che la Legge non era necessaria e poteva soltanto portare a un aumento di tasse per un servizio peggiore. Ecco qui il cittadino a reddito medio nel suo malandato appartamento. Il tetto non tiene e lui ha cercato per settimane di ripararlo. Il padrone di casa non fa niente. Il cittadino ha appena diviso una scatola di cibo per cani con la sua famiglia. “Eccoci qua a pagare per mantenere i negri e i terroni e i beatniks in hotels e ospedali. Noi paghiamo per i loro fetenti vizi di droga, gli diamo i soldi per non dover lavorare, e noi? Possiamo permetterci di spendere $ 500 al mese per un letto d’ospedale? Trovano un portavoce nel Reverendo Parcival, che mette in giro un giornale noto come Il Cane da Guardia, con una striscia di fumetti: Bionda Nordica coppia porta bimbo malato a un ospedale. Un dottore nero li sbatte sulla strada: “Inqualificabile sudiciume.,Dà il benvenuto a un giovane portoricano che si è spellato una nocca in una zuffa.
“Entra ragazzo mio. Infermiera, un quarto di grano di G.O.M. per questo signore.”

“L’eroina venne legalizzata per i tossicodipendenti nel 1980. La United States Health Service se ne assunse la distribuzione attraverso cliniche governative e mise in piedi un’intricata burocrazia, con polizia e investigatori che si dimostrarono totalmente corrotti.Molte persone che non erano tossicodipendenti entrarono in questo programma e si guadagnarono comodamente da vivere vendendo le loro razioni.”
Ecco qui di nuovo Mr. Reddito Medio.Ha un doloroso e inabilitante caso di dermatite. Ha appena finito di pagare $ 50 per una visita. Il dottore rifiuta di prescrivere codeina: “La sola cosa che posso prescrivere è l’unguento di Whitefield.”
Ed ecco una grossa e felice famiglia assistita. Bussate a qualsiasi porta di Harlem. Due ragazzi in eroina dell’assistenza, una figlia al lebbrosario federale a Carrville, Louisiana, un ritardato a Kings State, una distrofia muscolare in un programma speciale. Mamma incassa su ciascuno di loro – assegni per perdita di sostegni. Niente lavoro, niente problemi. TV a colori. Resti di un enorme tacchino sulla tavola. Mamma si concede una generosa dose del suo speciale sciroppo per tosse, per tener fuori i freddi dell’inverno.Papà sta mangiando un gelato alla fragola. I ragazzi sono sdraiati sul pavimento a studiare opuscoli di agenzie turistiche.
Non sanno decidere se andare a Lexington per la cura estiva (“Il Country Club” è adesso degno del suo nomignolo con migliaia di boschi, passeggiate, cavalli, golf, tennis, barche, pesca tutto a disposizione degli internati), oppure a trovare Sorellina a Carrville.“Dio mio” grugnisce Papà, “Ho un mal di testa da gelato. Fammi un’iniezione, figliolo,presto…sta passando…”
Il dottore porge al ragazzo la ricetta per l’eroina con un ghigno corrotto…“E fa’ in modo che non ti prenda a vendere quella che ti avanza.”
Prende il telefono.
“Infermiera, quanti lebbrosi ci sono là fuori che scalpitano per Carrville?”
Il traffico in bacilli di Hansen è rampante. È ora noto come “la roba bianca”. Basta graffiare un po’ di pelle con un ago e strofinarceli su, sei mesi dopo….Nuovi lebbrosi si riversano da un vecchio battello fluviale a pale ruotanti cantando “Casa Dolce Casa.” Altri si buttano fuori su argini desolati, con le rane che gracidano…
“Benvenuto nella famiglia Hansen. Sai che mano esperta è la mia…non mi hai mai sbalzato fuori dal programma. Possono arrestarti e rimandarti alla vita civile se non sei prudente. Be’ io maneggio la miglior roba bianca di Carrville.Resta nel programma con l’Unguento del Doc White.”

Lungo i bayous, i laghi e i fiumi vi sono i cottages coperti di buganvillee, rose e campanule, dove languidi lebbrosi oziano – fumando marijuana e oppio dei loro giardini, iniettandosi eroina governativa, con gli aranci, i manghi e gli avocados che crescono nei cortili, prendendo pesci gatto, lucci e pesci persici dal portico di casa, o aprendo scatolette dello spaccio governativo.Carrville è adesso un’enorme zona di paludi che si estende dal Great Thicket dell’East Texas alle Everglades della Florida. Sulle isole palustri sono celebrati strani riti. Giovani nudi con maschere da alligatori danzano davanti al Dio Gator Caprone che ha la testa di un alligatore e i piedi di un caprone.Tempo di Mardi Gras a Carrville. Un languido giovane aristocratico passa scivolando su un battello floreale, una gamba mangiata via al ginocchio, il moncherino fosforescente nel crepuscolo che si addensa. Una sottospecie virale radioattiva cari miei, terribilmente chic. Lagune viola dove pesci di smeraldo si tuffano in cerca della luna. Ed ecco uno stupefacente giovane lebbroso in veste di Cleopatra sul suo battello con un Marco Antonio pacioccone….E l’intera riserva è cintata e custodita. “Così lasciamo la felice popolazione di Carrville che, mediante qualche interiore sorgente di coraggio e di forza, ha trasformato la sua terribile malattia in un soddisfacente sistema di vita.
“E per questo che io pago le tasse? Orge sessuali di finocchi e iniezioni di marijuana?”.
“Nella nostra splendida sistemazione – fornita dal cortese governo americano – noi non abbiamo da preoccuparci di stronzi come te che lavorano per vivere. Possa tu crollare nel cesso da cui sei emerso.”
Mafiosi si sporgono dalle loro Cadillac a sputare in faccia al contribuente.
“Ma chi sei, worke fore living? Ti sputo in faccia, scemo!”
E molti giovani denunciavano casi di inabilità, dicendo che non potevano coesistere con dei disgustosi barboni contribuenti.
“Mi rendono così nervoso che non sono stato in grado di lavorare. Chiedo inabilità totale e sussidio di eroina.”
“Quando la terza Legge Sanitaria Nazionale fu respinta al Senato a causa di vergognose manovre di gruppi e tattiche ostruzionistiche, scoppiarono i Disordini del 1984 per la Legge Sanitari. Si calcola che 500.000 persone siano morte soltanto a New York City e ci furono danni materiali per miliardi. Altre città annoverarono perdite di questa entità. I decessi in tutti gli U.S. arrivarono a quasi dieci milioni. Per ironia, l’alta mortalità fu dovuta in larga misura agli sforzi del governo di prevenire l’esplosione con severe misure di controllo sulle armi. La Legge Nazionale sulla registrazione delle Armi da Fuoco escluse coloro con precedenti penali o di tossicodipendenza o di malattie mentali, e tutti coloro sulle liste dell’assistenza pubblica , dalla possibilità di comprare o possedere armi da fuoco di qualsiasi tipo, compresi i fucili ad aria compressa. Questo lasciò la scontenta classe media in possesso di più armi da fuoco di qualsiasi altro gruppo.
“Facendo affidamento sulle armi ammassate e sulle simpatie della polizia e della Guardia Nazionale, i Soldati di Cristo di Parcival parlavano adesso apertamente di occupare New York e massacrare tutte le minoranze etniche, i beatniks, i perfidi drogati, finocchi e capelloni. A dire il vero parlarono troppo e spaventarono troppa gente, facendo oscure allusioni ai banchieri internazionali, a Wall Street e al Pericolo Giallo. Significava questo che gli Ebrei, i ricchi e i Cinesi erano sulla lista? Potenti figure anonime decisero che sarebbe stato prudente far trovare un’efficace opposizione ai seguaci di Parcival. Ad ogni modo un documento noto come Il Diario del Diavolo arrivò fino alle minoranze più immediatamente e specificatamente minacciate.
“Il Diario del Diavolo era stato preparato su ordinazione della CIA negli Anni’60. Conteneva istruzioni dettagliate per fabbricare armi da materiali facilmente disponibili in ogni drogheria o negozio di ferramenta: polvere nera, bombe incendiarie, più una batteria di armi biologiche e chimiche. Come produrre botulina partendo dal bouillon in scatola; come fare il gas nervino dagli sparys insetticidi; come fare clorina, nitroglicerina, fosgene, ammonio, gas arsenicato. Furono queste armi, lanciate e integrate da balestre, cerbottane, fiondi e granate a polvere nera, che causarono le impressionanti perdite.”

6 Agosto 1984..
I soldati di Cristo di Percival si sono radunati in Central Park. Incontrastati dalla polizia, si dividono adesso in due colonne che marciano verso nord e verso sud. Una serie di dipinti tipo Cluster's Last Stand illustra le seguenti battaglie.

racconto inedito, Satisfiction





Get me to the doctor
Get me off the streets (get some protection)
Get me on my feet (get some direction)...