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27/06/13

Jimi Hendrix a Roma





Questa è il resoconto, breve, del passaggio di Jimi Hendrix a Roma e della proiezione di  Jimi Hendrix plays at Berkeley. Di MassimoBuda e Sergio Duichin per Paese Sera, che il 18 settembre 1980 celebrava Hendrix nel decimo anniversario della sua morte. E'  anche un istantanea su di un epoca, ormai al tramonto. La stagione dei 'movimenti' andava sempre più declinando, la classe operaia attraversava una sorta di "mutazione antropologica ("detriti soggettivi di quella che era stata la centralità operaia" T. Damico) , cambiano codici linguistici, tradizioni culturali, riferimenti politici. Il mondo della scuola è disincantato, scettico sulla possibilità di un qualsiasi cambiamento.  Un ritorno alla solitudine degli interessi, la ricerca di strategie (sempre più invadenti) per il conseguimento del benessere individuale. A questo, s'accompagnarono la disperazione per l'emarginazione, e la frantumazione della speranza..
  
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Il grande chitarrista americano, pochi forse lo sanno o lo ricordano, una volta venne a suonare in Italia. Ma senza perdere nulla del suo fascino, come invece é capitato a molti fra i più fragili miti della musica pop legata alla cultura giovanile, di cui Hendrix è finito fra i più grandi. Fece due concerti, al Teatro Brancaccio di Roma strapieno. Fu un grande evento per i giovani italiani amanti del rock, e l’episodio è ricostruito da Dario Salvatori in un libro pubblicato da Lato Side. Di quel concerto dice Roberto D’Agostino, critico, musicale rockista da lunga data: “Fu una cosa indimenticabile. Allora eravamo nella prima fase dei concerti rock e da Roma passavano tutti i personaggi maggiori. Nel 1965 all’Adriano erano venuti i Beatles e nel 1967 al Palasport i Rolling Stones, più altri grandi nomi come gli Who. Ma la venuta di Hendrix fu l’apice di quella prima ondata. Colpiva soprattutto la sua immagine, poi il modo di suonare la chitarra. Mai vista e sentita prima una cosa simile. Ricordo che iniziò il concerto con Sgt, Pepper’s dei Beatles, e ciò procurò a tutti una grande emozione. Poi fece i suoi pezzi più famosi. Allora era all’apice, nel maggio del 1968, e quello fu uno de concerti più belli mai visti in Italia. La notte poi andò al Titan e a sorpresa fece una jam session che i presenti non dimenticarono mai. Nei corridoi del Titan c’é ancora un suo grande ritratto che ricorda quella sera.