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31/12/2017 Lavoro pressante, con aspettative sempre troppo alte. E poi, bilanci esistenziali, il clichè per cui durante le festività nataliziea bisogna essere tutti
felici. Un mix esplosivo di sentimenti e condizioni, che alcuni chiamano il Christmas Blues. L'obbligo di dover festeggiare che si
percepisce e che deriva dall'idea stereotipata del Natale e del Capodanno, veicolata soprattutto dai media e dalla pubblicità. E allora vai con il senso di tristezza e
depressione, disturbi vari e attacchi di panico. E' una sorta di 'effetto post partum natalizio', diceono gli esperti. Ma noi, di fronte alle feste ed ai rituali, ce ne freghiamo.. E contrapponiamo al Capodanno istituzionale con feste chiassose, concerti in piazza con le solite mummie imbalsamate, balli con musica disco che ci rivolta, botti e pistolettate varie, una buona cena tra gli intimi, tanta birra scura, vino bianco, candele e tanto, tanto..buon vecchio Goth.
Sul Goth abbiamo letteralmente messo una pietra tombale con questo post di un pò di tempo fa, con tanto di glossario e playlist, ma vogliamo chiudere quest'anno con una delle band della nostra formazione. Non mi dilungo: i primi giri di basso che ho cercato di riprodurre sono proprio quelli di David J dei Bauhaus. Buon anno comunque a tutti, e se vi va, godetevi questo live del 1998, registrato all'Hammerstein Ballroom di New York City, il 9 e 10 Settembre. CHEERS!!!!
Patricia Morrison potrebbe benissimo essere considerata la gothmother di tutto il movimento. Cresciuta a Los Angeles, alla età di quattordici iniziò a suonare il basso: The Bags il suo primo gruppo. E' stata poi nella migliore line-up dei leggendari Gun Club con Kid Congo Power e il mercuriale junkie-bluesman Jeffrey Lee Pierce, scomparso troppo precocemente e ha continuato il suo sofisticato lavoro al basso con i The Sisters of Mercy (che si è concluso in tribunale con una transazione economica e un accordo di non divulgazione tra Morrison e il frontman Andrew Eldritch). Nel 1994 ha pubblicato un album solista e, nel 1996 si è unita ai The Damned, sposando il cantante, Dave Vanian l'anno successivo. La sua iconica figura dai lunghi capelli corvini, trucco drammatico e abiti frilly vintage, cioè l'elegante e sofisticato look goth, la fa sembrare come un unicorno dark che ha militato nelle bande più cool.
Oggi Patricia Morrison è una bella signora che si è ritirata dalla scena musicale e vive in Inghilterra con Dave Vanian e la loro figlia, Emily.
Patricia Morrison ha sempre amato la musica, e da ragazzina trascorreva molte ore nella sua camera sognando e fingendo di essere in una band. David Bowie, i Rolling Stones, ecc.. Molti dei punk di Los Angeles diventati suoi amici ascoltavano le stesse band negli anni '70. Gli piaceva anche la musica country che ascoltava la madre: la radio in cucina era un suo costante punto di riferimento. Quando arriva il punk Patricia afferra le nuove opportunità, e con altre due ragazze (la maggior parte dei ragazzi non avrebbe mai preso in considerazione di suonare con delle ragazze, allora, a meno che non fossero alla voce o alle tastiere) inizia a suonare nel retro di un drugstore con strumenti acquistati a basso costo. Era tutto così eccitante in quegli anni, essere in una band e andare ai concerti di band vecchie e nuove.
Gli anni Sessanta, il triennio 1967-1969 in particolare hanno su di lei una particolare influenza. Ancora oggi ascolta e ama la musica di quel periodo. Per la moda è più difficile, in quanto non c'erano molte persone creative a Los Angeles: allora le ragazze erano tutte bionde e occhi azzurri ed era questa la bellezza che veniva celebrata. Il suo aspetto pallido e emaciato non era ancora apprezzato, ma lei lo trasferisce al punk come fecero tanti.
Patricia trova poi il suo stile personale comprando capi a basso prezzo nei discount e soprattutto da Lila, un incredibile negozio di abbigliamento a Pasadena, splendidi vestiti a 10 o 15 dollari, abiti dai design insoliti e modelli con riferimenti agli anni '30/'40.
Gun Club
Non c'erano regole o direttive. Patricia rifiuta di tagliare i capelli, il punk in seguito ha avuto uno stile ben definito, ma all'inizio era molto individuale. La gente prese spunto dalle scene punk di New York e Londra, ma LA ebbe una scena molto strana e particolare. Le nuove band spuntavano ogni settimana. I Weirdos fu una delle più grandi.
Patricia dovette firmare un pezzo di carta per non parlare con la stampa del tempo in cui militò nei Sister of Mercy. Molto si è detto del suo rapporto con Andrew Eldritch, che disse ai media che il suo ruolo nel gruppo fu esclusivamente legato al look, che procurò alla band moltissimi fan. Cosa che è stata più volte smentita da persone vicine a Eldritch, e comunque Patricia ha dimostrato di essere una buona strumentista nei tantissimi live dei Damned. Scrisse molte delle canzoni del gruppo che furono poi accreditate agli altri. Quando lasciò i Sister of Mercy, per lei fu tutto molto difficile. Anche a livello finanziario non fu facile. Ma è sopravvissuta. E' stata con i Gun Club, e con i gloriosi Damned. Con i Gun Club fu un un periodo di gloriosa follia, una vera avventura nella musica e nel loro girovagare. A suo dire esperienze incredibili, esilaranti ma anche strazianti. Il mondo era diverso allora, viaggiare era eccitante e i luoghi molto diversi tra loro, invece di quelli che ci regala oggi la globalizzazione, con le stesse aziende, gli stessi negozi e atteggiamenti, ovunque si vada.
Sister of Mercy
E' stato poi incredibile ritrovarsi nei Damned, di cui era una grandissima fan. Paul Gray uscì dalla band dopo essere stato colpito con un bicchiere di birra durante un concerto.
Captain Sensible gli chiese se gli sarebbe piaciuto suonare con loro. Patricia milita nei Dannati fino a quando non rimane incinta di Emily: fino a otto mesi sale sul palco . Alla fine doveva tenere il basso di lato, tanto era grande il pancione. Un tour negli Stati Uniti, un ultimo concerto a Londra e esausta, si mette a riposo. Fantastico, spaventoso e faticoso. Non era qualcosa a cui pensava di essere destinata, essere nei Damned.. In seguito, mentre Emily cresce, la band gli chiese se gli mancava di essere sul palco: sinceramente rispose "no"
Emily suona il violino, pianoforte e clarinetto e ascolta una vasta gamma di musica. Il violino l'ha scelto a cinque anni, invece della chitarra. Non ha una band preferita, ma gli piacciono i Cure e un paio di altre band, oltre naturalmente i Damned, con cui ha suonato il violino nel concerto alla Royal Albert Hall. A Patricia vogliamo bene perchè.. ha sposato un vampiro, ha scalato il Vesuvio sui tacchi a spillo e ha suonato il basso invece di essere una veterinaria.
Ciao...
Non sono di quelli che si
struggono o che nutrono eccessiva nostalgia per i tempi che furono, in
special modo per quel che riguarda la tecnologia. Ho vissuto l'era del
vinile, del VHS, del Video-tape e delle cassette, i classici nastri per
intenderci, roba obsoleta per l'home entertainment, ma che
periodicamente risale in auge per motivi a me molto misteriosi. Oggi
pubblichiamo qualcosa che davvero "si è perso", che non tornerà mai più,
in questa epoca in cui il video streaming digitale ci viene trasmesso
nelle nostre case 24 ore al giorno e sette giorni su sette, come l'acqua
o il gas. La gioia dellla scoperta e della caccia: oggi la distanza tra
il desiderio di scoprire un disco nuovo, un film underground, un video
di un concerto e il desiderio di possederlo, non è che un percorso
abbastanza breve e semplice. Si può facilmente scaricare qualsiasi cosa o
ordinarlo su Amazon che lo consegna direttamente a casa il giorno dopo,
o prima.
Un'altra cosa che è persa lungo la strada è proprio
quello che dava senso a qualcosa che è "underground". Nulla, almeno nel
campo dell'intrattenimento viaggia in modo sotterraneo, come nulla è
"raro" in un mondo digitale. Possiamo guardare i film di Kenneth Anger
ad esempio anche in un paese di poche migliaia di anime sperduto tra le
montagne, mentre prima avremmo dovuto cercarli in qualche "cineforum" di
rara tendenza, e questo significava anche che bisognava essere
fisicamente in una grande città, quando venivano proiettati.
All'epoca, avremmo pagato molto salato per vedere quest'esibizione dei
Bauhaus dal vivo.
I Bauhaus divenne il gruppo cardine
per il dark più estremo quando esplosero con enorme impressione sul
pubblico del cinema, con l'apparizione nella
sequenza di apertura di 'The Hunger' di Tony Scott, con Catherine
Deneuve e David Bowie nel 1983. E dopo averli visti in azione in The
Hunger, volevamo assolutamente vederli dal vivo, o quantomeno avere la
registrazione di un loro live.
36 Anni da "The Flat Field”. Venne
pubblicato nel 1980 dopo il loro singolo di debutto " Bela Lugosi
Dead", e altri tre singoli, "Dark Entries", “Terror Couple Kill Colonel”
e “Telegram Sam“.
Tutti i dischi furono pubblicati per la gloriosa
4AD, e sono stati poi aggiornati dalla Beggars Banquet. The Flat Field
fu stroncato dalla critica, come l'infame pezzo "Gothick as Brick" del
NME che possiamo vedere nell'immagine sopra, nonostante la band fosse
sostenuta da John Peel (che aveva fatto registrato una sessione con loro
all'inizio di quell'anno) e nonostante fosse in realtà una band
art-rock che meritava di essere trattata con lo stesso rispetto offerto
ai loro contemporanei, allo stesso modo freddi e tormentati, Joy
Division. Rispetto che il pubblico dimostrò portando l'album al primo
posto in classifica in Inghilterra, e per oltre due anni nelle
classifiche indie britanniche . A volte la band era francamente troppo
isterica per essere presa sul serio, ma seppero sfruttare
la disperazione e desolazione in un suono forte, mirato ed estetico.
Nonostante
questo, brani come "Double Dare", God in an Alcove”, e “Stigmata
Martyr”, come la stesse title track “In The Flat Field” si rivelarono
canzoni iconiche, anche suonate on stage, rimaste nella storia del goth,
dell'Art Rock e del Post-Punk tutto.
Alla cultura Goth abbiamo dedicato alcuni post, tra cui quest'interessante guida: Il rock è cupo - Goth, una sub-cultura che non muore
Godiamoci
questo live set, e ai Bauhaus però, (anche loro grandissimi fan di David Bowie, di cui faranno una meravigliosa cover di Ziggy Stardust) dedicheremo lo spazio che meritano,
come una delle nostre band preferite di sempre.
Bauhaus Live University Of
London 1980 Bela Lugosi's Dead, In The Flat Field, Boys, God In An Alcove,
Dancing, Poison Pen, Telegram Sam, Dark Entries Peter Murphy (vocals, occasional instruments), Daniel Ash (guitar), Kevin Haskins (drums) and David J (bass).
Un modo magico, il Natale. Le feste, i regali, pranzi e cene con i parenti, che fai a capodanno..
Ma anche per tanti, stati ansiosi, attacchi di panico, mal di testa e cefalee, insonnia, difficoltà a mantenere l'attenzione e a concentrarsi, irritazione, pessimismo. Perchè sappiatelo: le festività vengono associate a una sorta di promessa mancata. In pratica, ci portano a sperare e a credere in un miglioramento che però, di solito, ve lo assicuro, non ci sarà. Questo stato d'animo ce lo ha già spiegato in una delle sue meravigliose poesie il grande Freak Antoni, che poi l'ha messa in musica con gli Skiantos:
Ecco allora un elenco di dischi con cui sollassarci nelle feste. Proprio così: mentre tutti gli altri si divertono, fanno programmi, vi invadono il monolocale con frizzi e lazzi, noi li accogliamo con Funeral Party dei Cure, o Sancta Sanctorum dei Damned, così, a scanso di equivoci.. Del dark e del goth abbiamo abbondandemente relazionato. Potete dare una ripassatina qui..
Tuttavia..
invariabilmente disadattati, un pò di bassa autostima, c'era del coraggio, innegabile, nell' impegno per la causa dark: si era sempre gli stessi, sempre vestiti allo stesso modo alla luce del giorno o fermi ad aspettare l'autobus in città. Negli anni che vanno dal '79 al '87, quando il goth era ancora solo una conseguenza lunatica del post-punk e non ancora una sub-cultura indiscriminata globale e di consolazione per persone socialmente escluse, ha prodotto alcune delle musiche più ambiziose e intime. Oggi ci sono emo e metallari che hanno ereditato l'angoscia del goth ma niente della sua classe e stile.
Ma dimenticate l'elegante, sperimentale spirito fondante teatrale del dark: è vivo e vegeto altrove, in cerchie ben chiuse e selettive, in pochi esponenti musicali che vanno dai Zola Jesus ai Laboratory Obscure(Night Porter).. Non sono stato un dark, né ero destinato ad esserlo. Ma c'ero nella coda di quegli anni. Che musica !.. Questa classifica privilegia i dischi che musicalmente sono davvero innovativi e convincenti, dischi conosciuti ai più che esprimono l'eccesso, con arrangiamenti minimalisti e produzioni cavernose, dischi che mi piacciono, perchè il dark fu (è..) un ritorno alla poetica; il vero romanticismo post-punk.
E comunque conservo e ancora indosso la mia meravigliosa t-shirt "Children of the corn", con la grande falce al centro:perciò, non temete il mietitore.
Dall’olocausto
post-punk inglese emerse un nuovo suono. Un suono che conservava
l’atteggiamento aggressivo e la narrazione intellettualmente consapevole
del punk, ma puntava al contempo su qualcosa che faceva parte del
passato inglese: la stravagante scena rock glam di Ziggy Stardust alias
David Bowie. Benché questa nuova sottocultura giovanile volesse
affermare il proprio punto di vista ideale, voleva anche imporre un nuovo
immaginario visivo: infatti in un intervista sul suo nuovo album del
1974, Diamond Dogs Bowie stesso, riferendosi allo stile parlò di gotico.
Non si dilungò in spiegazioni, ma la parola venne immediatamente
affiancata a quella musica. Il termine ricomparve cinque anni dopo, il
15 settembre 1979, quando i membri dei Joy Division furono intervistati dalla televisione inglese nel programma Something
Else, e parlando della loro musica la deinirono ‘gotica' in confronto al
mainstream pop’.
Il
manager dei Joy Division, Martin Hannett, durante una conferenza stampa
della Factory rec. dichiarò che l’album dei JD, Closer, era musica per
ballare con reconditi significati gotici. E nel corso della stessa
intervista il bassista dei Joy Division, Bernard Albrecht, rafforzò quel
significato paragonando la loro musica al suo amore per il film
classico Nosferatu. Disse Albrecht: <<L’atmosfera era diabolica ma ci sentivamo a nostro agio>>. Ma
l’impatto più forte sulla scena lo ebbe il lavoro di un gruppo di
musicisti di Northampton, in Inghilterra, formato nel 1978 da Daniel
Ash, dai fratelli Haskin, David e Kevin, e dal funambolico Pete Murphy,
estimatore di David Bowie e T-Rex. Il gruppo, inizialmente battezzato
Bauhaus 1919, abbandonò ben presto la data di fondazione della mitica
scuola artistica tedesca e divenne noto con il nome di Bauhaus. I quattro musicisti crearono le basi programmatiche, musicali e visive, per una generazione di band gotiche. Bela Lugosi Dead,
il loro primo singolo uscito nel 1980 per la Small Wonder Records, fu
alimentato dall’amore di Peter Murphy e Daniel Ash per l’erotico
immaginario vampiresco. Questa canzone diede il via al fascino, e alla
connessione con il tema dei non-morti, sviluppato in seguito dalla scena
musicale che, da li a poco prenderà il nome di goth. Due anni prima
dell’esordio dei Bauhaus, un ex membro dell’entourage dei Sex Pistols,
Susan Dallion (nota nei club con il nome di Siouxie Sioux) aveva formato
la sua band, Siouxsie and the Banshees. Il suo modo di vestire scioccava e il suo stile originale e ancora oggi uno dei pin imitati dalle goth. The Scream, uscito nel 1978, è ufficialmente il primo disco integralmente goth. Inoltre, nel 1979 i Cure avevano fatto uscire Three Imaginary Boys (distribuito più tardi in Nord America con il titolo Boys Don’t Cry).
La tenera sensibilità di Robert Smith e il suo malinconico
romanticismo, contrastava con la prorompente sensualità di Peter Murphy,
toccò le corde della disincantata gioventù inglese. Se Peter Murphy
aveva dato attraverso la scrittura voce alla esplosiva sessualità di
Dracula, Smith raccontava la storia dal punto di vista di Mina Harker:
<<L’ultimo
dei Big Four che ha dato il via alla scena inglese è stato il gruppo
dei Joy Division. ll frontman della band, Ian Curtis, era l’emblema di
tutto ciò che avrebbe rappresentato il goth (anche in molti stereotipi).
Il morboso fascino che provava per gli aspetti tragici dell’esistenza
lasciava trasparire che per lui la vita fosse una partita persa. Curtis
si è suicidato il 18 maggio del 1980 ( diventando in questo modo il
primo tragico eroe popolare del goth. (...) lronia della sorte, i primi
quattro grandi gruppi della storia del goth, Bauhaus, Cure, Siouxie and
the Banshees e Joy Division non hanno mai riconosciuto di fare parte di
quella che e stata definita in seguito la scena goth, nonostante le
evidenti influenze, sia visive, sia musicali. (...)