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28/06/18

Concert For The People Of Kampuchea

 Hammersmith Odeon di Londra, Regno Unito  26 / 29 dicembre 1979





Furono il ​​segretario generale dell' O.N.U. dell'epoca, l'ex nazista Kurt Waldheim e Paul McCartney a mettere insieme questi quattro concerti a Londra nel dicembre 1979 per aiutare la popolazione della Kampuchea (ex Cambogia) e  a favore delle vittime di guerra del paese asiatico. Presumibilmente, l'uscita del disco fu poi ritardata a causa della difficoltà di ordinare i nastri, mixarli e quindi negoziare le rinunce sui diritti con le molte etichette discografiche coinvolte, ma questo doppio LP meritava di essere pubblicato. Tra i punti salienti: un lato completo dei Who, aperto dalla straordinaria Baba O'Riley, il grande assolo al sax di Davey Payne su Hit Me with Your Rhythm Stick di Ian Dury; la voce di Chrissie Hynde che accende i Pretenders, su Precious; Robert Plant dei Led Zeppelin sul classico rock Little Sister, supportato dall'efficiente band Rockpile; i Queen, con Freddy Mercury impegnato in una deliziosa call-and-response con la folla su Now I'm Here, più hard che mai. I Clash con il reggae rivoluzionario di Armagideon Time, e gli Specials, che contribuiscono con una super Monkey Man. Elvis Costello & the Attractions brillano con The Imposter. Da riscoprire, senz'altro.

TRACKLIST:

"Little Sister"
"Baba O'Riley"
"Sister Disco"
"Behind Blue Eyes"
"See Me, Feel Me"
"The Wait"
"Precious"
"Tattooed Love Boys"
"The Imposter"
"Crawling from the Wreckage"
"Now I'm Here"
"Amagideon Time"
"Hit Me With Your Rhythm Stick"
"Monkey Man"
"Got to Get You into My Life"
"Every Night"
"Coming Up"
"Lucille"
"Let It Be"
"Rockestra Theme"



 

24/04/18

Final Damnation (The Damned Live in London '88)

 Registrato al Town & Country Club di Londra il 13 giugno 1988. Originariamente pubblicato nell'agosto 1989 da Essential, e in seguito è stato ripubblicato in DVD




"See Her Tonite"
"Neat Neat Neat"
"Born to Kill"
"I Fall"
"Fan Club"
"Fish"
"Help!"
"New Rose"
"I Feel Alright"
"I Just Can't Be Happy Today"
"Wait For The Blackout"
"Melody Lee"
"Noise Noise Noise"
"Love Song"
"Smash It Up" (Parts 1 & 2)
"Looking At You"
"The Last Time"

EVIL SPIRITS download


 


18/02/18

Don Letts: Playlist e intervista

Playlist e interviste che esplorano la sottocultura britannica: Don Letts


 


Nome
Don Letts

Cosa fai?
È come chiedere a Marlon Brando nel film The Wild One: "Contro cosa ti stai ribellando "?

La mia occupazione principale è quella di regista, ma ho anche uno show settimanale su BBC 6 Music insieme a DJ di livello nazionale e internazionale.

Descriveresti meglio il tuo lavoro?
Un misto di piacere e dolore, ma mi piace quello che faccio, quindi immagino di essere un vincitore.

Di dove sei?
Nato a Brixton - cresciuto a Londra - vivo a Kensal Rise. Sono come appare questa città!

Descrivi il tuo stile in tre parole?
The Rebel Dread

Un film che ti piacerebbe avere diretto?
"The Harder They Come", di Perry Henzell, ha aiutato a far conoscere il reggae in tutto il mondo e mi ha ispirato nel diventare un regista.

Puoi passare un'ora con un personaggio storico- chi sarebbe?
Barack Obama - come primo presidente afroamericano la sua importanza per le persone di colore a livello globale è impossibile da sottovalutare.
La canzone correlata deve essere: "Funky President" di James Brown.

Quali musicisti britannici hanno influenzato il tuo approccio alla vita?
Joe Strummer, Linton Kwesi Johnson, Ari Up.
 

La più grande eredità per la sottocultura britannica?
Ovviamente il Punk - perché era una sottocultura completa e non solo "un'elegante" colonna sonora. Era un atteggiamento che ha ispirato scrittori, poeti, artisti grafici, fotografi, stilisti e sì, cineasti! La canzone correlata è tra 'Anarchy in the UK' dei Sex Pistols  e 'Complete Control' dei Clash's

 La prima canzone che hai suonato in ripetizione?
Il primo singolo che ho acquistato è stato 'Penny Lane' b / w 'Strawberry Fields', dei The Beatles - uscito nel 1967 quando avevo solo 11 anni. Sono stato un grande fan dei Beatles da bambino, -letteralmente un 'Apple Scruff'.

Un disco che avresti conservato per sempre?

L'album di Marvin Gaye e il brano "What's Going On" pubblicato nel 1971 - è tanto rilevante ora come lo era quando è stato pubblicato e, proprio come Marvin, voglio ancora sapere "cosa sta succedendo"?

L'album che definisce la tua adolescenza?
"Natty Dread" di Bob Marley, pubblicato nel 1974, è atterrato quando finalmente ero in piedi da solo.

Un testo che più ti ha ispirato?
"Se senti di non avere alcun motivo per vivere- non determinare la mia vita" '

Da "Born For A Purpose" di Dr. Alimantado

Il miglior concerto che hai visto?
Il primo live a cui ho partecipato è stato quello dei Who al The Young Vic di Waterloo nel '71, avevo quindici anni. E' stata l' introduzione a un universo alternativo e da allora ho vissuto lì . Vedere Bob Marley e i Wailers al Lyceum nel 1975 è stato un altro evento cruciale: dopo quello spettacolo sono stato un uomo nuovo. I Sex Pistols dal vivo al The Nashville, anche questo un momento fondamentale, come vedere The Clash suonare diciassette spettacoli (back to back) al Bonds Casino di New York durante l'estate del 1981.

Una canzone che avresti voluto aver scritto?
Flaming Lips- "Do you realise??"

Quattro nuove canzoni che non puoi smettere di suonare adesso?
Dispute - The Frightnrs
Suddenly - Drug Dealer, ft. Weyes Blood
Caution - Damian Marley
Lying has to stop - Soft Hair

FredPerry






04/03/17

Cardiac Arrest

Papers in the morning
 Bowler hat on head
 Walking to the bus stop
 He's longing for his bed,
 Waiting with his neighbours
 In the rush hour queue
 Got to get the first bus
 So much for him to do.
 He's got to hurry
 Got to get his seat
 Can't miss his place

Don't you worry
 There's no hurry
 It's a lovely day
 Could all be going your way
 Take the doc's advice
 Let up enjoy your life
 Listen to what they say
 It's not a game they play.




He'll never get there at this rate
 He's caught up in a jam.
 There's a meeting this morning
 It's just his luck oh damn!
 His hand dives in his pocket
 For his handkerchief.
 Pearls of sweat on his collar
 His pulse-beat seems so brief.
 Eyes fall on his wristwatch
 The seconds pass real slow
 Gasping for the hot air
 But the chest pain it won't go.
 Tried to ask for help
 But can't seem to speak a word,
 Words are whispered frantically
 But don't seem to be heard.
 What about the wife and kids?
 They all depend on me!



04/02/17

Vi sta mentendo: Nigel Farage trollato al Parlamento Europeo

Seb Dance è il nostro Eurodeputato

SEB DANCE è nel  Gruppo dell'Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo. Nel  Regno Unito è membro del Labour Party, partito Laburista.
E' nato il 1 dicembre 1981, a Londra.

Fa parte della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
Commissione d'inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico 
Delegazione all'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE
Delegazione all'Assemblea parlamentare euro-latinoamericana
 
"Ero francamente stufo  di messaggi nazionalisti e populisti, proclamati come fossero la soluzione ai problemi della gente. La cosa davvero frustrante nel Parlamento europeo è che non siamo in grado di intervenire e Farage poteva dire tutto durante tre minuti senza interruzioni. Ho dovuto fare qualcosa di molto grezzo e semplice per esprimere quello che pensavo e per sottolineare quello che stava accadendo. "
E' Seb Dance, europarlamentare laburista di Londra che parla, raccontando di quando, seduto dietro al molto poco onorevole Nigel Farage ha tenuto un cartello con la scritta 'Sta mentendo' (con una freccia rivolta verso di lui) per tutti i tre minuti dell'intervento del deputato razzista inglese.

"La politica tradizionale deve contrastare i nazionalisti e populisti," ha detto Dance in una dichiarazione che spiega il motivo della sua azione. "Fingono di lottare per le persone che soffrono, ma il loro programma di odio, divisioni e sospetti crea solo miseria e povertà."
E 'ora di smetterla di usare un linguaggio sfumato: Sono dei bugiardi! Quando i dibattiti sono regolati e limitati dal tempo, è impossibile replicare a quello che dice questa gente, così ho protestato nell'unico modo che conoscevo e a quel punto, ho afferrato un pezzo di carta, ho scritto il messaggio molto semplice e sono andato a sedermi dietro Nigel Farage durante la sua solita tirata ".
Dance ha detto di aver contestato la tesi di Farage, per cui il divieto di entrata negli USA imposto da Donald Trump a cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana, sia una questione di sovranità degli Stati Uniti.

"Noi non stiamo mettendo in discussione la sovranità degli Stati Uniti, che invece stanno mettendo in discussione la libertà personale di liberi cittadini", ha detto.

L'eurodeputato ha sentito l'obbligo di agire perché Farage spesso, sembra essere l'unica voce britannica dominante nel Parlamento europeo, dato che è a capo del raggruppamento EFDD ufficialmente riconosciuto, e di cui fa parte anche l'italianissimo Movimento 5 Stelle. Farage ha scatenato un tumulto nel Parlamento europeo quando ha detto che il nuovo presidente degli Stati Uniti stava semplicemente cercando di proteggere il suo paese dai terroristi, sfidando i deputati a invitare Trump a Bruxell, in un "dialogo aperto". In caso contrario, ha definito i deputati europei "fanatici anti-democratici", cosa che ha sempre pensato.

Dance è stato oggetto in seguito di una denuncia, presentata da Bill Etheridge, eurodeputato Ukip . In risposta alla denuncia, Dance ha affermato di essere felice di accettare le conseguenze, qualunque sia la decisione del Parlamento, e del presidente, di qualsiasi parte politica egli sia.
In rete invece, è diventato virale il video della protesta, e si sono scatenati i post sui social: Nigel Farage Trollato da Seb Dance al parlamento europeo!

 



 

06/12/16

Madness: We are London

Nella lunga estate calda del `76, il Punk esplose sulla scena musicale con rabbia, vomitando veleno e calpestando la reputazione di molte rock star dell'epoca. Ma mentre i Sex Pistols registravano il loro primo demo, tre ragazzi di Camden Town si divertivano a suonare cover dei loro idoli, pezzi di Fats Domino, dei Coasters e altri. Mike Barson, Chris Foreman e Lee Thompson erano vecchi compagni di scuola che avevano trascorso gran parte del loro tempo libero a colorare di graffiti ogni mattone lasciato incustodito e treni merci. Mike aveva abbandonato la Hornsey Art College e suonava il pianoforte per sedare la noia, mentre il fratello Danny era il cantante dei Bazooka Joe. Lee Thompson aveva una dubbia reputazione, ed era inseguito da una serie di comparizioni in tribunale.
 "E' stato un privilegio e una fortuna aver incontrato Chris e Mike, voglio dire prima di incontrarli, andavo in giro con un tizio, Bobby e ci siamo messi in qualche guaio piuttosto serio", spiega Lee, che iniziò ad imbracciare il Sax.
Chrissy Boy Foreman aveva comprato la sua prima chitarra per 20 sterline, ricevute da un rimborso fiscale e si era unito ai ragazzi iniziando a provare nella camera da letto di Mike. Fu all'Aldenham Boys Club che il trio ebbe il primo contatto con i due futuri membri, Graham 'Suggs' McPherson, ingaggiato ai microfoni dopo una audizioni malfamata e una versione di "See You Later Alligator", e Carl 'Chas Smash' Smyth, reclutato prima come bassista ma diventato poi MC e trombettista del gruppo, saltando e ballando sul palco, e causando generalmente il caos. La band aveva adottato il nome degli Invasori.
Daniel 'Woody' Woodgate aveva visto la band al concerto di William Ellis e sapendo che cercavano un batterista, chiese il posto a Mike Barson che lo ingaggiò. Mark 'Bedders' Bedford fu reclutato al basso da Mike Barson nel furgone che il gruppo usava per gli spostamenti.

Mike"Mounsier"Barson: A Northen London c'era un'altra band che si faceva chiamare Invasors, quindi abbiamo dovuto cambiare il nome. Un giorno a una prova, il nostro chitarrista Chris Foreman ha detto: "Che ne dite di..Madness?" Nah. Fa schifo." Invece, tutti pensarono che fosse un nome divertente. Se non avesse parlato, saremmo diventati una band seria!.

Il nome gli era venuto in mente perché gli piaceva il classico del 1963 di Prince Buster, Madness, che la band aveva inserito in scaletta nei loro primi concerti. Col tempo la musica aveva preso una direzione diversa, evoluta in una miscela più sottile di Ska, mescolato con il cosiddetto Nutty Sound, concetto sviluppato da Lee Thompson, una miscela di pop e atteggiamenti da circo che i ragazzi avevano adottato sotto l'influenza di Kilburn & The Highroads, la vecchia band di Ian Dury, (grande amico e sostenitore dei Madness). 
Il Dublin Castle, il pub di Camden che tante volte siamo andati a visitare era la base dei Madness, il posto in cui quasi tutte le sere suonavano con esilaranti esibizioni.

Le cose iniziarono a cambiare quando Lee, Suggs e Carl videro gli Specials di Gerry Dammers suonare dal vivo. Erano come loro, ma turbocompressi. La miscela di Ska Punk degli Specials, che avevano da poco pubblicato "Gangsters", basata soprattutto su un altro singolo di successo di Prince Busters del 1964, "Al Capone",(il lato B conteneva la versione originale di "One Step Beyond") non era poi così distante dal loro sound. Dopo il concerto, Jerry Dammers, che suonava le tastiere e frontman della band, gli parlò della sua nuova etichetta, la 2 Tone, che secondo lui sarebbe diventata la nuova Motown. I Madness incisero The Prince per la nuova label, pensando che fosse l'unica cosa che avrebbero registrato. Il brano uscì il 10 agosto 1979 e arrivò al n° 16 delle chart inglesi e improvvisamente tutti erano entusiasti dei Madness. L'invasione 2 Tone era cominciata.
Anche le grandi etichette iniziarono a rincorrere i Madness.
One Step Beyond fu registrato in 10 giorni per la Stiff Records, e fu un idea di Suggs di inserire la cover di One Step Beyond nel disco. Era uno dei vecchi dischi di Prince Buster che giravano nel jukebox del Pub. Chas Smash, arrivò con l'intro: “Hey you, don’t watch that, watch this. This is the heavy, heavy monster sound …”"
Fu ispirato dagli shouty, gli intro "dei dischi giamaicani come “I am the magnificent”.
La band era composta da tanti musicisti, ed era difficile ottenere una buona fotografia per la copertina dell'album, così fecero la Duck Walk, la camminata dell'anatra, già sperimentata dai Kilburn and the High Road. La loro Duck Walk sulla copertina di One Step Byond è diventata un icona per tutto il movimento " Tone e non solo.

Anche se i Madness vengono spesso identificati con il movimento 2 Tone e lo Ska in generale, sono molto di più. Hanno fatto cantare e ballare milioni di ragazzi in tutto il mondo, il loro seguito è ancora molto forte e sono considerati una band.. leggendaria. Nella loro carriera ci sono stati momenti difficili e altri esilaranti, molti gli scioglimenti e le reunion e i problemi personali dei vari componenti. In definitiva una delle band che più abbiamo amato e che amiamo e una dei migliori set live che il rock ricordi.


At MadStock
Disponibile in un unico pacchetto completo, su Salvo Sound & Vision, Madness at 'Madstock' presenta il film del concerto originale tenutosi nel '92  su DVD e la relativa colonna sonora  su CD con quattro tracce di bonus rari, uno dei quali (Razor blade Alley) mai pubblicata su CD.

Quando un piano per una reunion dei Madness fu approntato sei anni dopo lo scioglimento del gruppo nel 1986, nessuno avrebbe potuto prevedere ciò che sarebbe accaduto o come sarebbe stato accolto. L'evento si tenne nel fine settimana in un parco a nord di Londra, nell'estate del '92, mentre si era  in piena scena Madchester, e con l'esplosione dell'Acid House e del Grunge negli Stati Uniti.
Segnò la prima apparizione pubblica di tutti e sette i "ragazzi" nutty, fu una reunion giubilante: 72.000 fan scatenati si riunirono per due concerti stracolmi al Finsbury Park, scatenando tanto rumore da far registrare una scossa di 4,5 sulla scala Richter. Pose definitivamente i Madness nel canone delle grandi band inglesi.

Il video cattura l'atmosfera di quella incredibile festa d'estate in tutta la sua gloria, dipinge un ritratto vivido di quel fine settimana magico, e nella confezione sono incluse fotografie inedite e note di copertina, oltre che interviste con Chas Smash, Woody, Chrissy Boy e Mike Barson.

Tale fu il successo di 'Madstock', che sarebbe diventato un evento biennale che si tenne ancora  nel 1994, 1996 e nel 1998. Un quinto concerto 'Madstock' fu organizzato nel 2009 per celebrare il 30esimo anniversario della band.

Hey you, don’t watch that, watch this...!!

Madness - At MadStock



Setlist: 
1]One Step Beyond
2]Embarrassment
3]The Prince
4]Driving In My Car
5]The Sun And The Rain
6]My Girl
7]House Of Fun
8]Shut Up
9]Wings Of A Dove
10]Tomorrow's Just Another Day
11]One Better Day
12]Baggy Trousers
13]It Must Be Love
14]Bed And Breakfast Man
15]Our House
16]Madness
17]Swan Lake
18]Nightboat To Cairo


13/09/16

Whine and Grine: Prince Buster, voce del popolo giamaicano

E' stato David Rodigan , re dei DJ reggae e della dancehall a dare la notizia, dopo la conferma della Federazione dei Musicisti della Giamaica: Prince Buster, pioniere e leggenda dello Ska e autore di brani come One Step Beyond e Madness si è spento all'età di 78 anni, giovedì 8 settembre a Miami. Subito si sono susseguiti omaggi e tributi che hanno inondato i social media. Nato a Kingston, in Giamaica nel 1938, Cecil Bustamante Campbell deve l'appellativo di "Principe" alla sua attività sportiva nella boxe, dove si era distinto sotto la guida di Sid Brownd, famoso peso medio e campione di Giamaica, mentre l'altro soprannome, Buster, proviene da Alexander Bustamante. Insieme a Norman Manley, Bustamente è stata la figura dominante della politica giamaicana dal 1930 fino al dopoguerra, e uno dei co-fondatori del PNP [Peoples National Party]. L'anno in cui Buster è nato vide un'ondata di scioperi e disordini sociali spazzare tutti i Caraibi. In Giamaica, Bustamente fu un capo e un brillante oratore, e la 'prima voce del popolo.
A Cecil, oltre la boxe, piace la musica e alla fine degli anni '50 mette su il suo primo sound system, La Voce del Popolo, sfornando il primo hit, Oh Carolina, che gli procura fama e rispetto dell'ambiente.

Busterrecordshop
Il termine leggenda può veramente essere applicato a Prince Buster, che dopo un tentativo fallito di sbarcare negli Stati Uniti, inizia a registrare in Giamaica: il suono era così eccitante e il ritmo così contagioso che i giovani adolescenti elevarono immediatamente Prince Buster ad avanguardia del nuovo sound ska nei primi anni '60. In seguito la sua influenza contribuì alla transizione dello ska verso il rocksteady. E' in Gran Bretagna che la musica di Prince si propaga, nelle comunità giamaicane e caraibiche di Londra: Buster è stato il primo giamaicano ad avere una hit nella top 20 proprio in Inghilterra, Al Capone nel 1965; seguirono altri sigle esuberanti, come One Step Beyond e Enjoy Yourself. Nella costante evoluzione del reggae, a Prince si deve la produzione di uno dei primi album dub giamaicani, The Message. Proprio quando fu concessa la licenz di "Oh Carolina" alla Melodisc Records di Londra, Buster iniziò un rapporto d'affari con il capo dell'etichetta Emil Shalet. La collaborazione con l'imprenditore europeo portò il tecnico del suono giamaicano  alla pubblicazione di oltre 600 titoli nel Regno Unito, su etichetta Blue Beat, e la sua sussidiaria, la Dadi e Fab nel corso degli anni a seguire. Questo vasto catalogo - la maggior parte del quali è reperibile in qualsiasi formato oggi - comprende alcuni dei più grandi brani ska, rock steady e reggae mai fatti. Tra queste uscite, ci sono diverse serie che commentano e celebrano alcuni aspetti della cultura dancehall giamaicana. Prince ha avuto musicisti di altissima qualità, tra cui molti Skatalites, e tanti sostenitori e ammiratori dello ska come il trombettista Oswald 'Baba' Brooks, il sassofonista Dennis 'Ska' Campbell e Val Bennett, quest'ultimo presente con forza sul grande hit britannico di Buster, Alcapone(Guns Don't Argue)". Inoltre ha prodotto centinaia di superbe strumentali ska tra 1962-1966, e il meglio di queste sue produzioni sono state registrate nei celebri Studio One / Top Deck con gli Skatalites.

Ma forse le migliori produzioni di Buster furono quelle da lui stesso realizzate, nella fase del Rock Steady che dominò la scena dal 1966-1967: registrò la serie 'Judge Dread', recitando la parte del giudice che emetteva le sentenze draconiane per i Rude Boys giamaicani. Una volta disse che la gente veniva nel suo negozio per stringergli la mano e lodarlo per aver parlato nei testi di quelle canzoni contro il 'gunmanism', le uccisioni di giovani delle baraccopoli, che stava appena iniziando ad affliggere la società giamaicana.




Prince Buster ha giocato un ruolo fondamentale nella storia della moderna musica popolare giamaicana, dal mento, al boogie giamaicano fino allo ska, al rock, al reggae costante e precoce. Le dancehall giamaicani hanno dato al mondo il suono del sistema a doppio ponte , il clash sound , il dub remix,   la messa in primo piano del drum and bass nei remix, il campionamento, il deejay rap e il personality selector - in pratica l'intero sistema di trasmissione della musica dance moderna. Tanti sono stati pionieri in Giamaica, anni, anche decenni, prima che questi suoni fossero ripresi nel mondo metropolitano. E nelle atmosfere della dancehall, Prince Buster è stato un innovatore cruciale - se qualcuno può affermare di aver inventato lo ska, lui è l'unico che può farlo.

Con una manciata di album e 5 grandi hits Prince Buster è ampiamente accreditato come il fondamento della rinascita dello ska alla fine degli anni '70 ei primi anni '80 - il cosiddetto Ska Revival, con l'etichetta Two Tone che gestisce tutto il movimento. Il suo status leggendario continuò ad assicurargli un forte seguito tra i devoti del new-ska: band come Madness, Specials, Selecter rifanno in chiave moderna molte delle sue canzoni, alcune come Enjoy Yourself degli Specials e One Step Beyond dei Madness diventano veri e propri inni dello ska revival in Inghilterra. Paradossalmente, è proprio ascoltando queste band che scoprìì Prince Buster, e con lui molti dei grandi precursori, produttori e musicisti del reggae, dello ska e del dub giamaicani. In particolare con  Rough Rider e Whine and grine, coverizzate magnificamente dai Beat.  In questi giorni molti dei musicisti dei Madness, Special, The English Beat (i gloriosi Beatd degli anni '80!) continuano ad offrire le loro condoglianze alla famiglia, e tantissimi sono gli omaggi su Twitter e su altri social. La morte di Prince Buster, vera e propria leggenda della musica," reggae e della dancehall" icona della musica giamaicana e pioniere, fonte di ispirazione di una moltidudine di musicisti, lascia un grande vuoto. Le ultime apparizioni di Prince furono verso la fine degli anni '80 e gli inizi dei '90, quando andò in tour con gli Skatalites, tornando anche nelle classifiche con una nuova versione di Whine and Grine.
RIP





25/03/16

John Peel: 4 canzoni per sessions leggendarie

Dall'archivio INTERZONE, del 17/06/014


John Robert Peel Ravenscroft (Heswall, 30 agosto 1939 – Cuzco, 25 ottobre 2004),  giornalista e conduttore radiofonico britannico.
È stato una delle voci storiche della radio inglese: ha lavorato per la BBC dal 1967 fino alla sua morte, avvenuta per infarto del miocardio mentre si trovava in vacanza lavorativa in Perù. La sua influenza nella musica contemporanea (specie alternative rock, punk e reggae) è testimoniata dagli onori dedicatigli dopo la sua morte da artisti di livello mondiale (Blur, Oasis, The Cure, New Order) e dalla fama raggiunta dal suo programma principale, le "John Peel Sessions", in cui ospitava una band per un'esibizione esclusiva di quattro canzoni del loro repertorio. Molti di questi mini-concerti vennero poi pubblicati su disco.
(Wiki)

Conversazione con S. Reynolds

Capita che la gente parli dei gruppi di John Peel come scorciatoia per indicare un certo tipo di bizzarra formazione post-punk do-it-yourself volutamente eccentrica. Tu sei stato il grande campione della musica su etichetta indipendente o autopubblicata di qualunque sorta. Ma ben prima del punk gestivi la tua etichetta indie, Dandelion, facendo uscire gruppi come Tracton, Siackawaddy e Medicine Head.
Eravamo meno indipendenti di alcune delle etichette indipendenti. Inizialmente eravamo stati finanziati dalla CBS. Poi dalla Warner Bros, e in seguito dalla Polydor. E non facemmo guadagnare praticamente nulla a nessuna! Un gesto rivoluzionario involontario. Iniziammo nel 1969 con una donna di nome Bridget St John. Avevamo una grande passione per la sua musica e nessuno era interessato a registrarla. Le etichette major spesso vengono bastonate ma a quell’epoca facevano della sperimentazione. Avevano queste sigle a fondo perduto per i prodotti di nicchia su cui di tanto in tanto appariva qualche disco interessante.

Quindi fosti molto eccitato quando dopo il punk ci fu un eruzione di piccole etichette indie e gruppi che facevano uscire in proprio i dischi?
Immagino di si. E credo che mi capiti ancora. Sono un ammiratore spassionato dell’amatorialità allegra. Inoltre più che LP erano singoli. Negli anni settanta i gruppi avevano smesso di pubblicare singoli - gente come i Led Zeppelin pensava che fosse indegno. Quindi fu davvero meraviglioso. Ti ritrovavi dei tizi riottosi, che venivano da posti nel Lincolnshire che dovevi andare a cercare sulla cartina, che ti mandavano dischi. Sembra peggiorativo essere descritti come <<provinciali>>, ma io sono provinciale e decisamente fiero di esserlo. Mi piaceva l’idea per cui se convincevi il bassista a vendere la motocicletta e scassinavi un paio di cabine del telefono potevi mettere insieme abbastanza soldi da fare un disco. La gente lo faceva, e un numero incredibile di loro erano davvero bravi. Un’altra cosa che apprezzavo è che la maggior pane delle persone erano quasi completamente prive di ambizione. 'Una Volta che avevano fatto un disco, erano arrivati dove volevano andare. Una Volta chiamammo un gruppo che aveva fatto una Peel session e gli dicemmo <<Che ne dite di farne un’altra?>>. Ci risposero che tutto quel che avevano desiderato era una esibizione da noi - bastava una.

Era come se un’ondata di creatività si fosse liberata, e oltre a essa, un ondata ancora più grande di semplice attività - non necessariamente cosi creativa o originale musicalmente, ma che faceva sentire capaci le persone coinvolte.
Allora, come oggi, riuscivi a suonare solo una percentuale di quello che avresti voluto far sentire, mentre nei primi anni settanta come dj suonavi praticamente tutto quello che avevi. Il punk fece aprire le chiuse; già il puro volume di materiale aumentò in maniera drammatica, e da allora non ha ancora smesso.

Nel periodo 1979-82 ci sono molte formazioni e molti dischi del tuo programma che risaltano particolarmente nella memoria. Come i Cravats.
I Cravats semplicernente mi piacevano perché - e questo genere di cose in realtà non dovrebbe influenzarti, ma lo fa - mi piaceva questo tipo, chiamato The Shend, che era nel gruppo. Oggi fa l’attore, ed era un tipo cosi carino. Anzi, il suo biglietto da visita diceva <<The Shend - un tipo a posto>>. Dopo i Cravats entrò in questo gruppo, i Very Things, che facevano quel vecchio classico del varietà When Father Papered the Parlour e una canzone intitolata The Bushes Scream When My Daddy Prunes.

Un altro singolo che passava davvero spesso nel tuo programme era There Goes Concord Again dei Native Hipsters.
Era uno di quei dischi che mettevi su e pensavi <<Tra una settimana questo darà un fastidio tremendo. .. ma fino a quel momento, suoniamolo fino alla morte>>. E’ un disco molto richiesto nei programmi che faccio in Germania.

Poi c’era l’m in Love With Margaret Thatcher dei Notsensibles.
Quello che sfugge a un sacco di gente che scrive del punk e del post-punk e che buona parte del materiale era davvero divertente. Uso sempre quella canzone dei Notsensibles come esempio del perché non potevi prendere tutto drammaticamente sul serio. La storia viene riscritta praticamente quando è appena accaduta, e il punk è diventato un affare davvero serio e con la faccia scura. Noi andavamo ai concerti e ridevamo come matti dall’inizio alla fine. Potevi farti una serata genuinamente divertente andando al Roxy e al Vortex. E non solo con i tipi che cercavano deliberatamente di essere divertenti, ma anche se andavi a qualcosa come un concerto delle Slits. Mi verrebbe da dire che le due session che le Slits fecero per noi furono tra le migliori delle migliaia che sono state registrate. Un concerto delle Slits era un evento gioioso. Era palese che non sapessero suonare, ma si lasciavano trascinare dall’entusiasmo del pubblico e dalla loro fredda determinazione ad arrivare alla fine dell’esibizione, costi quel che costi. Era quel genere di amatorialità ispirata che trovavo attraente.

Attenzione, c’era in giro del materiale davvero dannatamente tetro in quel periodo e nel tuo programma: per esernpio Final Day degli Young Marble Giants.
Si, non tutto era da una risata al minuto. ln effetti era gradevolmente bilanciato.

Pssyche dei Killing Joke la passasti molto. Come canzone è davvero apocalittica: Jaz Coleman, che ha quasi letteralmente la bava alla bocca, canta del sinistro Controllore e di suore che vengono scopate. Poi sono diventati una sorta di gruppo gothic metal, non trovi?
Le persone hanno il diritto di cambiare, e se il mio gusto non li segue. . be’, sarebbe vergognoso se suggerissi che le persone restino povere e in miseria solo per soddisfare un qualche mio desiderio artistico. Ma le prime cose dei Killing Joke mi piacevano davvero.




23/02/16

Death, Night and Blood: Let Me Introduce You..The Stranglers


Let Me Introduce You...

 Verso la fine del 1976, nel giro di qualche mese, le cose cambiarono notevolmente: la gente iniziò ad uscire dalle proprie case, persone di ogni genere, con le loro ossessioni e le loro frustrazioni : con la consapevolezza di non essere più un impero, l'Inghilterra era in piena recessione,con le cifre della disoccupazione più alte dal dopoguerra, una produzione interna in forte calo e una spesa pubblica alle stelle. Una piccola isola, strategicamente e economicamente asservita agli Stati Uniti. Il Fronte Nazionale, fascista e xenofobo, avanzava e per esorcizzare le paure e le angosce del paese le libertà degli anni '60 finirono sul banco degli imputati. Seguirono campagne contro gli immigrati, la pornografia, il vandalismo, la sessualità in genere.

“Il fascismo non sarà come in Germania, sarà Inglese: suscettibile, gretto,fatto apposta per la Thatcher in veste di madre sadica con tutti i suoi scolaretti piagnucolosi..”

Di fronte a questi sintomi, larghi strati delle classi media iniziarono a protestare. I ragazzi si tagliarono i capelli e la gara a formare gruppi rock'n'roll scalcinati si intensificò. Il movimento Punk esplose, fragoroso, caotico, offensivo..

Nel suo primo periodo, il giro stretto del Punk evitava sistematicamente i Damned e.. gli Stranglers. Le due band non avevano l'aspetto uniforme dei Pistols e dei Clash, ne le loro teorie socio politiche.
E gli Stranglers avevano le tastiere, malviste e in controtendenza con lo spirito autentico e selvaggio del rock'n'roll primordiale a cui il punk si inspirava dopo la sbornia progressive degli ultimi anni.
Anche l'iconografia era diversa: mentre l'estetica horror dei B-Movie horror hollywoodiani e il look da vampiro di Dave Vanian supplirono al disastroso inizio “musicale” dei Damned, l'attrazione per l'oscuro, topi, fogne caratterizzò l'avvio degli Stranglers:

“Noi siamo dei topi, viviamo in città sovraffollate, le persone che non sono ricche sono disoccupate e frustrate. L'analogia dei topi si adatta bene ad una grande città. Quando in una gabbia di topi c'è sovrappopolazione, essi si uccidono a vicenda, si mangiano tra loro.”
(J.J.Burnel, sandwich franco/inglese, appassionato di arti marziali, breve militanza negli Hell's Angels, estimatore di Yukio Mishima, bassista selvaggio riconoscibile tra mille..)

Nel '77 riuscirono a piazzare tre singoli in classifica quelli che sarebbero diventati dei classici: Peaches/Go Buddy Go, Something Better Change/Straighten Out e No More Heroes, anche questa un anomalia. Lontani dal puro idealismo punk, ne manterranno sempre lo spirito con la loro aggressività, la misoginia sbandierata, gli arresti per droga e per le risse che spesso scoppiavano ai loro concerti. Dopo i primi due dischi gli Stranglers mettono da parte i topi, anche senza rinnegarli e con Black and White, album dalle sonorità sempre dure ma anche sperimentali diventano esponenti di punta della New Wave, la variante..”commerciale" del punk.


Quando usci The Raven, con la bellissima foto tridimensionale in copertina in cui troneggia un corvo nero, imperioso e rapace, eravamo giovani e per definizione.. immaturi. Non avevamo la più pallida idea su che direzione avrebbe preso la nostra vita. Ma eravamo felici, perché la precarietà delle cose, a volte, non gli toglie certo valore. Anzi. C'erano tante idee, energie, solo che a volte le idee ..degenerano e quel disco, così oscuro, notturno, complesso, intricato, contribuì non poco a quella degenerazione. L'eroina, l'astinenza, la genetica, la mitologia nordica, le politiche repressive e autoritarie e l'interesse per civiltà aliene e misteriose fecero di quel disco un capolavoro che come sempre venne ignorato dalla critica. Ascoltavamo The Raven e facevamo le prove per l'età adulta: guardavamo a quelli più grandi, ma non riuscivamo ad arrivarci. Forse, ancora adesso..
Ho continuato a seguire gli Stranglers negli anni a seguire, quando hanno prodotto dischi con suoni più semplici e votati alla melodia,  ma sempre di un certo spessore, mai banali e superiori alla media. Fino agli anni novanta, quando Hugh Cornwell (voce,chitarra) abbandona il gruppo, sostituito da un certo.. Paul Roberts, dopo allarmanti rumors che annunciavano Dave Vanian (!) dei Damned come possibile sostituto. Fine della storia.

13/02/16

Kureishi: Il racconto dello stronzo

Dieci storie, affreschi che ci dipingono la Londra multietnica di questo scorcio dl fine secolo. Storie di razzismo; di incomprensioni tra padri e figli nella comunità pakistana; di coppie che si fanno fotografare mentre fanno l’amore perche "vogliono immortalare il grande momento”; di vecchi amici, passati attraverso tutte le mode culturali che sono lo specchio dei successi e i fallimenti di una generazione. Storie di gente in fuga da se stessa, rassegnata perche sa che "oggi, dove si può fuggire?".
Anglo-pakistano, Hanif Kureishi nato a Londra nel 1954.  The Mother Country è del 1980 . Sceneggiatore dei film My beautiful Laundrette (1985) dl Stephen Frears (candidato all’Oscar), Intimacy,  Mio figlio, il fanatico  e Sammy e Rosie vanno a letto (1987). Il Buddha delle periferie,  The Black Album (1995)  e Nell' intimità (1998) i maggiori successi. "Il racconto dello stronzo"  è tratto da Amore blu (trad. di Ivan Cotroneo), del 1998,  pubblicato da  Bompiani. 



Il racconto dello stronzo
Sono a questa cena. Lei ha diciotto anni. Sei mesi che la frequento, e sono stato invitato a conoscere i suoi genitori. Ho, cosa che mi sorprende molto, quarantaquattro anni, la stessa età di suo padre, un professore, uomo arrivato ma non troppo. Lui mi sta guardando o, come immagino, mi sta esaminando attentamente. La donna-bambina che ha davanti sarà sempre sua figlia, ma per adesso è la mia amante. Le due sorelle minori di lei sono a tavola; sono belle anche loro, ma hanno una tendenza a ridacchiare, particolarmente quando sono rivolte dalla mia parte. La madre, un’insegnante, sta servendo a tavola una trota, rosa e soffice. Per una volta penso, si, questa è vita, quello che si dice una famiglia felice; hanno chiesto loro di incontrarmi, perché non mettersi tranquillo e godersi la situazione? Ma ecco quello che succede: nel momento in cui sono a mio agio devo fare una cacata. Io sono irregolare in tutte le mie cose. Da due giorni neanche una pallottolina secca. E quando me ne sto seduto con i miei migliori vestiti addosso, ecco che devo andare. Queste qui sono brave persone, ma un po’ severe. Ho degli svantaggi, la mia età, nessun lavoro -mai avuto uno - e le mie... tendenze. Mi piace dire, ma non lo farò stanotte a meno che le cose non mi sfuggano di mano, che la mia professione è il fallimento, cosa nella quale, dopo anni di pratica, ho raggiunto il successo. Lungo la strada mi sono fermato a bere un paio di bicchieri, senza i quali non avrei mai avuto il coraggio di varcare la porta, e adesso sorseggio vino e discuto degli ultimi film senza essere troppo sarcastico e le mani non mi tremano e la mia piccola ragazza è dall’altro lato della tavola, e mi sorride calorosa e incoraggiante. Tutto è normale, vedete, tranne che per questo mal di pancia, che diventa sempre più forte, sapete com’è quando si deve andare. Ma non mi lascerò smontare, farò una cacata, mi sentirò meglio e poi mangerò.

Chiedo a una delle sorelle dove si trovi il posto e gentilmente lei indica una porta. E vicinissima, grazie a Dio, e attraverso la stanza appena un po’ piegato in avanti; non voglio certo che la famiglia pensi che io sia gobbo. Mi siedo e mi preoccupo che sentiranno ogni tonfo nell’acqua ma è troppo tardi; la piccola testa nodosa già spinge per venire alla luce, un fiore che sorge dalla tetra, robusto e lungo, e non devo neanche sforzarmi, sento il suo movimento soffice attraverso il mio intestino, un pezzo unico che avanza. E l’avere aspettato il momento giusto che fa andare lisce le cose, come in amore. Chiudo gli occhi e mi godo la sensazione di sollievo, mentre il cadavere dei miei giorni passati scivola nella sua tomba acquatica.
Quando ho finito non riesco a trattenermi dal gettare uno sguardo in basso - cosa che fa anche la regina - e lo stronzo è li, intero, grande quanto una melanzana e violaceo; guardando più da vicino noto tracce di carota, ma, ah ecco, probabilmente é pomodoro, mi viene in mente che é praticamente la sola cosa che ho mangiato in ventiquattro ore. Tiro lo sciacquone e controllo il mio aspetto. Sono stanco e adesso tendo al grigio, ho un taglio sull’occhio e un livido sulla guancia, ma mi sono rasato e mi sento bene come meglio non potrei, e ho quel sorriso giovanile che dice non posso farti del male. E ad aspettarmi fuori c’é la ragazza che mi ama, l’ultima di molte, che mi inonda di vibrazioni di fiducia. La mia mano é gia sulla maniglia, quando do un ultimo sguardo e scorgo la prua dello stronzo che viene su dall’ansa del gabinetto. Oh no, sta galleggiando di nuovo nel vaso; mi piego per guardarlo meglio. E uno degli stronzi più grossi che abbia mai visto. Lo scroscio d’acqua lo ha sciacquato e non c’è dubbio che come stronzo é raffinato, variegato e intarsiato come un mosaico che ritrae, diciamo, una scena storica. Riesco a distinguere sagome che si avventano in lotta l’una contro l’altra. Le facce sono sicuro di averle già viste. Scorgo delle parole, ma non ho gli occhiali a portata di mano. Potrei fotografare lo stronzo, se avessi portato una macchina fotografica, se ne avessi mai avuta una. Ma adesso non posso gingillarmi, la trota si starà raffreddando e questa é gente troppo educata per cominciare a mangiare senza di me. ll problema è che lo stronzo sta venendo a galla. Aspetto che lo scarico si riempia di nuovo e ogni goccia è un’eternità, sento i momenti che si dilatano e la fuori ascolto il mormorio della famiglia del mio amore, ma non posso lasciare quel sottomarino li, che poi la madre entra e lo vede li che dondola. Lei lo sa che sono stato in clinica e può anche accorgersi che sto bevendo di nuovo. Ho assistito impotente alla mia distruzione, come si dice, ma evidentemente non riesco a fermarmi; allora lei prenderà sua figlia da parte e...

Ho fatto un’endovena alla mia piccola ragazza. “Che modo delizioso di prendere droghe,” dice lei dolce. Vuole provare tutto. Su questo argomento non voglio discutere e non voglio incoraggiarla. Comunque lei é un affarino biondo molto determinato, e per i suoi amici farlo è una cosa alla moda e eccitante. Mi sa che si è messa in testa di diventare tossicodipendente. Mi ci sono voluti giorni per trovare la roba migliore per lei, roba farmaceutica. Erano cinque anni che non mi facevo, ma l’ho presa insieme a lei per essere sicuro che non facesse errori. Se non che un suo ex ragazzo ci ha raggiunto dopo che l’avevamo fatto, mi ha gettato sulla strada e mi ha spaccato la faccia perché l’avevo rovinata. Comunque lei salta la scuola per stare con me e visitiamo Kensington Market e Chelsea, di cui io spiego l’importanza nella storia della moda e della musica. I dischi che le dico di ascoltare, i libri che le passo, le band con cui ho suonato, le persone creative di cui le parlo, le profonde chiacchierate che ci facciamo, valgono quanto le cose che sente a scuola. Lo so bene. Ma comunque sono terrorizzato da quello in cui mi sono messo.
Finalmente tiro di nuovo lo sciacquone. Ragazze come lei... E’ molto facile parlare di sfruttamento, e in effetti lo fanno tutti. Ma é tempo e incoraggiamento quello che io do loro... lo so per esperienza, si, quanto possono essere critici e quanto possano buttare giù i genitori, e io invece dico prova, dico si, dico sperimenta qualsiasi cosa... E in cambio per loro sono qualcuno di cui occuparsi. E una cosa che mi spezza il cuore, ma ho al massimo due anni con lei prima che si accorga che non posso essere aiutato in nessun modo; poi passerà oltre per entrare in mondi interessanti in cui io non posso accedere. Prego solo che non si stia tirando su la manica e lisciando i lividi, immaginando che chi la conosce possa rimanere impressionato da quei portafortuna, le cicatrici autoinflitte dell’esperienza; ragazze come lei hanno una passione per la verità, adorano mostrare ai loro genitori quanto possano essere ribelli. Vado alla porta, l’acqua é chiara e immagino che lo stronzo stia già nuotando in direzione Ramsgate. Ma no, no, no, non guardare giù, cos’e quello, il bombardiere marrone deve avere un avversione per il mare aperto. Lo stronzo mostruoso non va da nessuna parte e nemmeno io finché rimane una ricorrenza eterna. Scarico ancora e aspetto, ma non lascia il suo porto, e cosa devo fare?, questo deve essere uno di quei momenti chiave dell’esistenza, tutti i miei giorni devono essere confluiti in questo posto. Tremo e grondo di sudore, ma non ho ancora perso. Mi arrotolo la manica del mio abito italiano, e Vecchio, si, ma e la giacca migliore che ho, non ho molti vestiti, metto quello che la gente mi da, quello che trovo nei posti in cui finisco e quello che rubo. Dentro di me urlo a squarciagola, sapete, ma non posso fare nient’altro che infilare la mano giù nella tazza, nell’acqua pisciosa, esatto, scura, scura, scura e cercare finché le mie dita non si infilano nello stronzo; stringo il pugno nella massa fangosa e lo tiro fuori dall’acqua. Per un momento sembra diventare vivo: si agita come un pesce.
L’istinto mi dice di calmarmi, e cerco nella stanza da bagno un posto per spaccarlo, pero non voglio spappolarlo dappertutto, non voglio che pensino che avevo in mente di sporcare per protesta...Adesso avranno cominciato a mangiare. E cosa sto facendo io? ,Me ne sto qui con uno stronzo gigante nel pugno. E non e solo questo, le mie dita sembrano attaccate allo stronzo; pezzetti di carne vengono strappati via e la mano mi diventa marrone. Devo avere mangiato qualcosa di insolito, perché le unghie e le palme delle mani stanno assumendo il colore di un sugo di carne. Gli occhi luminosi della mia ragazza, la sua adorabile dolcezza. Pero é un tipo esigente, in tutti i sensi. Insiste a provare altre droghe; di pomeriggio giochiamo come bambini, ci travestiamo e inventiamo personaggi, finché la mia bussola non smette di puntare sulla realtà. Sono il suo assistente e lei prova i limiti del mondo. Quanto può arrivare lontano e ritornare comunque a casa puntuale per il te?
Devo provate, continuare a esercitarmi, perché lei è la mia consolazione. Con lei sto vivendo di nuovo la mia vita, ma troppo in fretta e tutto in una volta. E alla fine, per liberarsi, per vivere la sua vita, lei mi lascerà; o, per darle una possibilità, devo lasciarla io. Sogno, comunque, il matrimonio e sogno di portare i bambini a dormire la sera. Ma per tutto questo, mi hanno detto, e già troppo tardi. Quanto in fretta tutto diventa troppo tardi, prima ancora che uno si sia acclimatato! Guardo incredulo lo stronzo e noto qualcosa, oh no, si, è vero, oh, no, non é vero, vedo dei dentini nella sua testa vellutata e una piccola bocca che si apre e mi sorride, oh no, sta sorridendo e cos’è questo?, mi sta facendo l’occhiolino, si, il pezzo di merda mi sta facendo l’occhiolino, e che cos’è quella all’altra estremità, una specie di coda, si muove, si, si muove, e oh Gesù, sta cercando di dire qualcosa, di parlare, no, no, credo che voglia cantare. Anche se si dice che la verità si può trovarla dappertutto e che l’universo dello sporco può mandate strani messaggeri per parlare con noi, l’ultima cosa che voglio, a questo punto della mia vita, e uno stronzo canterino.
Voglio ficcare di nuovo lo stronzo giù nell’acqua, e tenerlo sotto e scappare fuori di lì, ma la madre, quando la madre entra e io mi sto abbuffando di trota e lei si tira giù i mutandoni, poi sto li a preoccuparmi che lo stronzo nascosto sotto l’ansa salti su come un piranha e si attacchi alla sua fica, magari dopo avere cantato un’arietta sarcastica; lei ne ricaverebbe un impressione di me che non voglio che abbia. Ma non voglio fermarmi a pensare questo, ho intenzione di riflettere costruttivamente se è possibile, anche se i suoi piccoli occhi scintillano e la bocca si muove e ha sviluppato delle squame sotto le quali la fanghiglia". Non pensarci. E cosa sono quelle? Piccole ali.. Afferro il rotolo di carta igienica, strappo più di un chilometro di carta e comincio a avvolgerla intorno allo stronzo, intorno e intorno, cosi quegli occhi non mi guarderanno più, né sorrideranno in quel modo. Ma anche nel suo sudario di carta e caldo, diventa sempre più caldo, caldo come la vita, e pulsa e emana odori. Guardo disperatamente nella stanza in cerca di un posto in cui ficcarlo, un tubo, o dietro un libro, ma puzzerà, lo so, e se comincerà a muoversi potrebbe finite dovunque nella casa. Qualcuno bussa alla porta. Una voce amica: il mio amore. Sto per rispondere oh amore amore quando sento altre voci più alte e memo affettuose. Nasce una discussione. Qualcuno gira la maniglia; un’altra persona prende a calci la porta. Quasi mi viene addosso, stanno cercando di buttarla giù!
Lo getterò fuori dalla finestra! Appoggio lo stronzo sul davanzale e afferro il telaio della finestra con tutt’e due le mani. Ma improvvisamente il cielo mi fa fermare. Da bambino mi mettevo steso sulla schiena a guardare le nuvole; da ragazzo giuravo che in un futuro memo movimentato avrei contemplato il cielo finché la sua bellezza non mi fosse entrata nell’anima, come i quadri rilassanti che volevo studiare, immergendomi nei colori e nelle trame della pittura, le città che volevo attraversare, oziando, le conversazioni inutili che volevo avere, un giorno, fatte di un’inutilità costruttiva. Adesso il vento mi soffia sul viso, mi solleva e quasi cado. Ma tengo duro e lancio lo stronzo lontano, come un piccione caldo, e urlo, fuori, fuori nell’aria, uccello stronzo via via via. Mi lavo le mani nel lavandino, carico di nuovo il gabinetto e ritorno alla vita. Andiamo, andiamo, si va, nonostante tutto, senza sapere perché o come.



24/01/16

40 Anni di una Cultura Sovversiva: Punk 1976 - 2016

Punk 1976 - 2016! Siamo in pieno anniversario e a Londra iniziano i festeggiamenti per i 40 anni del punk. Si svogeranno per tutto l’anno, e verranno coinvolti diversi locali, istituzioni, organizzazioni. Punk London – 40 Years Of Subversive Culture, ricorderà la “cultura sovversiva” che ha contagiato i giovani di tutto il mondo allora e che continua ad influenzare oggi musica, moda, cinema, il mondo dell’arte. L’intento è quello non solo di esplorarne le radici, ma anche di evidenziare come il punk continui a propagare la sua onda nel tempo.
Tra gli eventi seminali di quel 1976 c’è anche il 100 Club Punk Festival, una due giorni di festival che si tenne proprio al The 100 Club in settembre e che ospitò nomi allora sconosciuti ai più ma destinati a rimanere nella Storia: Subway Sect, Siouxsie And The Banshees, The Clash, The Damned, The Vibrators e i Sex Pistols stessi sono sfilati su quel palco, ignari di quel che il destino aveva in serbo per loro. Mentre dal 4 al 10 gennaio nel club si è svolto anche il Resolution Festival, con numerosi gruppi che si sono avvicendati per riportare alla memoria la maratona musicale di allora.
Per sottolineare la portata epocale del movimento, tutti possono aderire alla manifestazione e dare il proprio contributo: basta ideare il proprio evento e registrarsi sul sito www.punk.london/.

Hanno già aderito e parteciperanno:
British Fashion Council, British Film Institute, British Library, Design Museum, Doc ‘n Roll Films, Institute of Contemporary Arts, Live Nation Merchandise, Museum of London, The Photographers’ Gallery, Rough Trade, PYMCA, Premier and On|Off, Roundhouse and Universal Music Catalogue.

In questa piccola rassegna ripercorriamo gli inizi del movimento Punk, le basi pre-punk, dagli Stooges e New York Dolls, fino a filmati incendiari dei Pistols, Damned e co, dal 1976, fino ai primi mesi del 1977.

Punk’s Prologue Pt 1. The Stooges – TV Eye (1970)
La Rosetta Stone dell'attidudine punk rock, ma c'è di più per Iggy & Co nell'esibizione al Cincinnati Pop Festival del burro di arachidi: infatti, Iggy passa parte del concerto in mezzo al pubblico, tornando poi sul palco cosparso di burro di arachidi. The Stooges inaugurano un suono positivamente selvaggio e l'introduzione di uno sconcertato Jack Lescoulie è esilarante: "Loro di certo non entreranno nello show-biz con questo spettacolo ..."





Punk’s Prologue Pt.2 New York Dolls - Personal Crisis
Ancora nel 2016, guardare le Dolls in scena abbiamo l'impressione che provengano da un altro pianeta. (Comefaceva Johnny Thunders ad avere quei capelli?); Dio sa come dovevano sembrare al pubblico nel 1973!. In Germania, Malcolm McLaren rimase folgorato quando li vide e nel 1975, diventò il loro manager. Il gruppo arrivò ad esibirsi sventolando sul palco una bandiera con falce e martello che campeggiava sullo sfondo. I Dolls fecero cinque concerti a New York con questo nuovo look ideato da McLaren, vestiti di pelle fetish colorati, e supportati dai Television. Quando li perse,semplicemente li ricostruì nei i Sex Pistols.



Ramones - Havana Affair (1976)
Da un concerto di Max Kansas City nel mese di ottobre del '76, rimane uno dei migliori video del gruppo sul web, più che sufficiente a giustificare il culto e l'adorazione delle punk band britanniche per i Ramones. No Dee Dee, no Paul, no Sid..  Il Melody Maker accolse così le prime esibizioni del gruppo: <I Ramones sono l'ultima di una lunga serie di band presuntuose e prive di talento, il ​​cui risultato più importante fino ad oggi è la loro incapacità di oltrepassare i confini di New York City. Quì sono stati accolti dall'adulazione di un esercito di fan ingannati: musicalmente, non vanno per il sottile e non hanno variazioni di qualsiasi tipo. La loro regola è quella di essere più incompetenti possibile. Per una band che vorrebbe essere la proiezione per i giovani d'America della vita suburbana, anticonformista, del sesso e della lotta, o di qualsiasi altra cosa,falliscono miseramente...>



Sex Pistols - Pretty Vacant (1976)
Esibizioni scabrose dei Pistols in un brillante weekend a Londra, e un bel documentario sulla scena crescente del punk britannico, girato e presentato dal pioniere della TV culturale inglese, Janet Street Porter. Possiamo riconoscere il futuro produttore dei Clash Guy Stevens dirci di come fosse annoiato con la musica dei Led Zeppelin e di altri dinosauri del rock dell'epoca. Very Cool!. quì





The Damned – New Rose (1976)
Un promo piacevolmente frammentario e sconnesso, New Rose fu il primo singolo in assoluto pubblicato da una punk band nell'ottobre 1976 nel Regno Unito. New Rose è attribuita a Brian James, chitarrista e membro fondatore, pubblicata su etichetta Stiff Records e ebbe come B-side la cover di Help! dei The Beatles, suonata due volte più rapidamente dell'originale. New Rose è stata poi coverizzata dai Guns'n Roses in The Spaghetti Incident e dai Poison Idea, band hardcore punk di Portland in Pajama Party. Ditemi se non suona ancora incredibile!.




Sex Pistols da Bill Grundy (1976)
Alle 17.30 del 1° Dicembre 1976 si presentarono a Today, programma televisivo presentato da Bill Grundy ed erano già sbronzi. lniziò a provocarli, parlando di grandi compositori - Mozarl, Bach e Beethoven. Johnny Rotten d'improvviso vomitò in un angolo, esclamando.. "Merda!". Grundy invitò John a ripetere quel che aveva detto e fu immediatamente accontentato, mentre lui si rivolgeva a Siouxies (dei Bansheens, che era una delle accompagnatrici della band..) chiedendole un appuntamento per dopo la trasmissione. A quel punto Steve Jones gli disse che era un vecchio sporcaccione, rincarando la dose chiamandolo lurido stronzo e una maledetta carogna! Finì lì. Grundy aveva ben rappresentato tutta l'ipocrisia con cui le istituzioni avevano risposto al punk. Il giorno dopo il Daily Mirror se ne uscì con una famosa copertina che titolava a tutta pagina "The Filth and the Fury!" ("Oscenità e furore!") e i buoni borghesi iniziarono a intasare le linee telefoniche della Tv protestando inferociti per quello spettacolo "di depravazione e privo di decenza". Alcuni dichiararono di aver preso a calci il televisore e la rissa verbale scatenatasi in diretta (con tutti i suoi strascichi polemici), distrusse letteralmente la carriera pubblica di Grundy.





Sex Pistols - Anarchy in the UK (1976)
I Sex Pistols eseguono 'Anarchy in the UK' nel programma di Tony Wilson Granada Pop Show - So It Goes, in quella che fu loro prima apparizione televisiva. Tony Wilson, presentatore alla Granada Television e creatore della Factory Records, era stato uno dei 42 spettatori (insieme ad alcuni membri chiave della futura scena musicale di Manchester, come Peter Hook e Bernard Sumner prima Joy Division e poi New Order, Morrissey degli Smiths, il produttore Martin Hannett, Mark E Smith dei The Fall, Paul Morley, influente giornalista musicale e Mick Hucknall dei Simply Red) che il 4 giugno del 1976 assistette al concert dei Pistols al Lesser Free Trade Hall, invitati da Howard Devoto e Pete Shelley dei Buzzcocks. In seguito portò la crema del punk americano e britannico e le fasce New Wave al pubblico del suo acclamato spettacolo televisivo che andava in on onda a tarda notte. Nel video possiamo vedere il maldestro tentativo del cameraman di censurare la svastica che aveva al braccio Jordan, un'altra delle accompagnatrici di Rotten e compagni.





The Clash – BBC Clash Documentary ‘The Clash New Year’s Day ’77’
La BBC, il giorno di Capodanno, ha trasmesso questo splendido documentario sulla leggendaria punk rock band The Clash, girato da Julien Temple circa 38 anni fa, prima che il mondo avesse mai sentito parlare dei The Clash .
Ora, è possibile guardare l'intero filmato, di 75 minuti, qui sotto.
Temple, che ora ha 62 ed è un regista di successo, ha diretto video per artisti come Janet Jackson, Neil Young, Rolling Stones, Talking heads e tanti altri, insieme ad un controverso, prospettico biopic su Marvin Gaye, era un giovane aspirante cineasta quando incontrò i tre principali membri di The Clash nel 1976. Ben presto diventò amico di Joe Strummer, Mick Jones e Paul Simonon, e iniziò a filmare alcune delle loro prime prove e spettacoli dal vivo. Questo lungometraggio stupefacente costituisce gran parte del documentario della BBC sui Clash, ed ha come fulcro la performance dal vivo il primo gennaio del 77, tre mesi prima della pubblicazione del loro album di debutto, intitolato semplicemente, The Clash. Lo spettacolo si tenne al Roxy Club, una ex discoteca angusta e decrepita nel quartiere di Covent Garden di Londra, che per i suoi brevi 100 giorni di vita fu considerata l'epicentro della musica inglese e della rivoluzione culturale nota come "punk rock". Il filmato, che è certamente di grande valore non solo per gli appassionati ma per i suoi riferimenti culturali e storici, non era mai stato trasmesso prima.




Sex Pistols – Seventeen (1977)
Documentato da Don letts in Super 8, il debutto di Sid Vicious con i Sex Pistols al Green Cinema di Londra, il 4 Marzo 1977. E' il celebre The Punk Rock Movie (conosciuto anche come The Punk Rock Movie from England), il film del 1978 sulla scena punk rock britannica assemblato da filmini in Super 8 girati da Don Letts, disc jockey del club The Roxy di Londra durante gli anni di punta del movimento punk del '77. Contiene riprese dal vivo di esibizioni di The Clash, Sex Pistols, Wayne County & the Electric Chairs, Generation X, Slaughter and the Dogs, The Slits, Siouxsie and the Banshees, Eater, Subway Sect, X-Ray Spex, Alternative TV e Johnny Thunders & The Heartbreakers. Inoltre sono presenti anche immagini fuori scena di alcune band, come i Generation X, le Slits e i Siouxsie and the Banshees.

Tutte le esibizioni furono girate al Roxy, tranne, appunto, quella dei Sex Pistols, che proviene invece dal concerto tenutosi al cinema The Screen On The Green di Londra. Il concerto vide l'uscita di Glen Matlock, considerato troppo poco "punk" e fu il primo con Sid Vicious in formazione.






The Damned – Fan Club (1977)
"Nessuno pensava,  in quei momenti, che tutto questo stava per cambiare il mondo."






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19/12/15

Il Sound System Giamaicano al Tabernacolo di Londra e piccola guida al Dub

Potenti banche di casse acustiche....
Un’altra interessante esposizione, (dopo quella, bellissima, sui Jam..) che dopo aver toccato Bristol e Birmingham, arriva a Londra in questi giorni. Da gennaio sarà possibile visitare l’esposizione che illustra lo sviluppo del Sound System giamaicano nel Regno Unito, e in particolare nella capitale. Potremo farci un idea di come la musica proveniente da questa piccola isola ha trovato una seconda dimora in Inghilterra a partire dai lontani anni ’50. Il patrimonio reggae viene rivisitato da una montagna di foto e filmati di repertorio, ma non solo: la mostra sarà la sede di un Sound System interattivo, in stile vintage, realizzato prettamente per questo interessantissimo progetto musicale e culturale, che si svolgerà al Tabernacolo di Londra, W11 2AY, Notting Hill, dal 05 al 17 Gennaio. L'ingresso è libero da Lunedi a Domenica, 09:00-06:00, e l'installazione sonora può essere ascoltata dalle 2 alle 4 pm. L’evento si concluderà con un evento live, il 30 gennaio, con il legendario Sir Coxsone Outernational, a sud di Londra, all’Ibex Venue a Stockwell, con la partecipazione di un'altra leggenda del reggae / dub, il musicista e produttore Dennis Bovell, già con Linton Kwesi Johnson e la dennis Bowell Band.

Per essere una piccola isola caraibica, la Giamaica ha avuto un'influenza straordinaria sulla musica mondiale. La suprema invenzione - il reggae - emerse dopo che il paese ottenne l'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1962, e le band iniziarono a suonare un calderone di jazz, swing, pop e rock'n'roll per i tanti turisti statunitensi che affollavano gli hotel e i resort del paese, dando a questo miscuglio di generi un tocco locale eccentrico - in particolare sequenze di chitarra ritmica off-beat e voci ricche di patos. All’epoca l’elettricità era un bene di lusso nelle case giamaicane, così i 45 giri iniziarono ad essere suonati all’aperto con enormi sistemi audio, i Sound System. Iniziarono così anche le forti rivalità tra i dj che si esibivano davanti a folle enormi che si scatenavano in balli e canti.

Arrivò lo ska, quando le onde delle radio rhythm'm blues del sud degli USA iniziarono a sentirsi bene in Giamaica fin verso il 1959, anno in cui venne in mente ad un certo signore, Lauren Aitken, di smetterla di copiare gli artisti americani che venivano fuori da radio Winz, la stazione più ascoltata in Giamaica, e cercare di personalizzare in qualche modo quel suono troppo americano per gli artisti delle isole caraibiche. Il basso cominciò ad acquistare sempre maggior risalto, sezioni fiatistiche che imperversano duramente sui pezzi, con Prince Buster e The Skatalites, musica contraddistinta da un ritmo saltellante che cambiando schemi e ritmi diventerà Rock Steady verso il '1967/68 e si evolverà in reggae alla fine dei '60, inizio 70,  che si frantumò in miriadi di forme diverse e sotto-generi. A partire dal 1969 il reggae diventò molto popolare nel Regno Unito - dove migliaia di immigrati caraibici occidentali si erano stabiliti negli anni del dopoguerra: Desmond Dekker & The Aces arrivarono al numero 1 in classifica con lo skinhead-friendly Israelites. Quattro anni più tardi, Bob Marley diventò la prima star internazionale del reggae, catturando il pubblico rock con l’impareggiabile Catch of Fire insieme al suo gruppo, i Wailers.

Nel corso degli ultimi 60 anni, la musica popolare giamaicana raramente si è fermata, prosperando su innovazioni di una manciata di professionisti che continuamente elaborano nuovi suoni, spingendo la musica in nuove direzioni. Abbiamo già detto che la Giamaica ha esercitato un'influenza sproporzionata sulla produzione musicale in tutto il mondo. E negli ultimi tempi, il dub ha dimostrato di essere il sottogenere del reggae più influente di tutti. I valori e le tecniche di dub sono più che mai presenti nella musica che consumiamo ogni giorno: techno, dubstep, ambient, jungle, garage, dance elettronica, punk. Questi e numerosi altri generi forse non sarebbero arrivati al centro della cultura giovanile, l’esempio più eclatante riguarda il rap: tramutatosi poi nell’hipn hop, senza l'invenzione del dub, introdotto da un cenacolo d'elite di ingegneri del suono e produttori discografici giamaicani, non sarebbe mai diventato quella forma di cultura popolare che è oggi. Eppure, per molti, il dub appare un genere impenetrabile. L'uomo più facilmente identificato come 'inventore dub' non è altro che King Tubby, altrimenti noto come Osbourne Ruddock, tecnico del suono e proprietario di un minuscolo monolocale nel ghetto Waterhouse di Kingston occidentale, luogo chiave nella creazione del dub. La costante propensione all’ innovazione è il tratto distintivo del suono e ciò che ha reso Tubby così unico. "King Tubby di è stato sicuramente il più grande musicista mai venuto fuori della Giamaica.

Quindi il Dub ...
E' la seconda grande invenzione dei musicisti jamaicani. Nato per necessità in quanto, non avendo mezzi per finaziare il lato B dei 45 giri i musicisti usavano la stessa base del lato A stravolgendola con echi e dilatazioni ritmiche. Ora è una vera e propria corrente. le canzoni possono essere manipolate a piacimento con grande soddisfazione di musicisti e pubblico che ama moltissimo questo stile per ballare. Con l'evoluzione dell'elettronica e dei computer e l'interessamento di molti musicisti bianchi, nel tempo il Dub è divenuto più accessibile all'orecchio occidentale.