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06/07/15

Un altro stato mentale: Punk e cinema

Il punk è entrato nel cinema sin da quando la musica è saltata fuori da Londra, New York, Los Angeles, a partire dalla seconda metà degli anni '70. Nel cinema e in tv, ritratti e storie ambientate nella scena punk sono stati spesso fuorvianti o addirittura risibili. La leggendaria trilogia di The Decline of Western Civilization della regista Penelope Spheeris ha visto finalmente la luce, con la diffusione in video proprio in queste settimane - e, nel caso in cui qualcuno non se ne è accorto, siamo piuttosto eccitati per questo evento. I film che compongono la trilogia non sono solo dei classici della forma documentario; il primo e terzo della serie fanno parte anche del canonico cinema punk-rock . Per celebrare la ricomparsa, dopo anni di vicissidutini e dopo che solo il primo era stato commercializzato e visto dagli appassionati, ecco la nostra lista dei film essenziali del punk, da stranezze d'essai a film / fiction incredibilmente innovativi. Omettiamo alcuni film come What We Do Is Secret su Darby Crash e Germs, a cui abbiamo dedicato post a parte.


The Decline of Western Civilization (dir. Penelope Spheeris, 1981)
La scena punk di Los Angeles si è sviluppata un pò in ritardo rispetto a quella di New York o di Londra, ma era nel pieno della virulenza quando Penelope Spheeris rivolge la sua macchina fotografica verso una manciata di artisti locali dal 1979 all' 1980. Insieme alle esibizioni dei Black Flag, Germs, X, Alice Bag Band, e dei Fear, questo documentario cattura con determinazione una sottocultura in preda a tutte le sue contraddizioni. I giovanissimi musicisti - e i loro fan - vomitano saggezza estrema e non sens totale in egual misura. Assistiamo a momenti scioccanti di razzismo, sessismo, di odiosa omofobia, in una scena che è tuttavia, nonostante le apparenze, piuttosto diversificata. C'è anche molto umorismo, e qualcosa di profondamente triste su alcuni aspetti del nichilismo che questi personaggi professano - in particolare se si considera che il frontman dei Germs Darby Crash morì suicidandosi con l'eroina tra il completamento del film e la sua anteprima. Spheeris fa di tutto per rimanere neutrale, senza interferire e senza tantomeno sparare giudizi.


Jubilee (dir. Derek Jarman, 1978)
Jubilee di Derek Jarman è il film sul punk più apertamente politico mai realizzato, ma le ragioni per guardarlo sono in gran parte ..musicali. Ci sono filmati di spettacoli di The Slits, Siouxsie and the Banshees, Wayne (più tardi conosciuta come Jayne) County, e Adam and the Ants, intervallati nel caos della distopia dal resoconto storico-narrativo. A volte, la trama è difficile da seguire: viene fuori un ritratto satirico della fine degli anni '70 britannici, un ipotetico futuro datato 1977 in cui viene scaraventata Elisabetta I, che assiste al Giubileo della regina Elisabetta II d'Inghilterra in una Londra piena di cumuli di macerie e slum degradati, in cui dominano violenza e disordine e dove il sistema delle caste viene smantellata da punk criminali in vecchie chiese adibite a discoteche, in cui si consumano riti orgiastici a base di musica e sesso folle. Una satira punk in cui è l'anarchia totale a dominare..

Sid and Nancy (dir. Alex Cox, 1986)
In questo blog è già presente in 2 o 3 sezioni.. Forse Sid Vicious voleva davvero uccidere la sua fidanzata Nancy Spungen al Chelsea Hotel, in un freddo giorno di ottobre del 1978? Alex Cox, regista punk d'eccellenza, autore di Repo Man e Straight to Hell, non indaga abbastanza a fondo in questo biopic per risolvere il mistero, ma dipinge sicuramente un quadro vivido della coppia, della loro storia d'amore distruttiva e del periodo. delle genialità del film, come abbiamo sempre ribadito sta nel casting, con un Gary Oldman che brilla nella parte di Sid, e Chloe Webb come Nancy che gli tiene spalla dolorosamente. Inoltre il film presenta anche una giovanissima Courtney Love, nel piccolo ruolo di Gretchen, amica di Nancy.


Punk: Attitude (dir. Don Letts, 2005)
Anche Don Letts è già presente su Interzone, e non poteva essere altrimenti. Personaggio eclettico del Punk-rock, Letts ha fatto quello che avrebbe potuto essere il primo film sul punk (dall'eccitante titolo The Punk Rock Movie, del 1978), Così sembra conseguente e appropriato che proprio lui è stato, 30 anni dopo, il regista di uno dei migliori documentari sulla legacy e sulle conseguenze del movimento. Come suggerisce il titolo, il film si concentra sull'idea del punk come attitudine, e sugli aspetti della propria vita che vanno ben oltre la musica e la moda. L'elenco dei nomi che arrivano a contribuire alla pellicola è abbastanza impressionante - dall'onnipresenti Henry Rollins e Thurston Moore, passando alle interviste con figure diverse come John Cale, Captain Sensible dei Damned, e la temibile Ari Up.


Repo Man (dir. Alex Cox, 1984)
Ancora Cox, con forse la cosa più "cultishly": il celebre Repo Man, che ancora custodisco su video nastro come una reliquia. E' la storia del down-and-out di un giovane punk alienato della Los Angeles della metà degli anni ottanta, licenziato dal supermercato dove lavora per aver preso in giro il suo capo. Otto Maddox (Emilio Estevez), accetta un lavoro (da Harry Dean Stanton!) di "repossessing", recupero di vetture per la Helping Hand Acceptance Corporation. Sebbene inizialmente riluttante a diventare un uomo di così fatta azione, Otto inizia a godersi la sua nuova eccitante vita: insieme a tutti i recuperatori della città si mette alla ricerca di una misteriosa Chevrolet Malibu del 1964 proveniente dal Nuovo Messico, stranamente valutata 20.000 dollari; questo veicolo, contiene qualcosa di misterioso e pericolosamente potente nel portabagagli, ed è ricercato anche da una strana donna dell'FBI: man mano le cose cominciano a diventare davvero strane.. In una discussione candida e lunga sul suo sito web, Cox scrive che Repo Man ruotava intorno alle sue esperienze, dato che aveva lavorato per poco tempo come recuperatore di auto a Los Angeles, e alla.."guerra nucleare. Che altro potrebbe contemplare una società demente che aveva eletto leader", come Reagan e la Thatcher, pronti a sacrificare tutto -compresa la vita sulla terra - per una scommessa sulla base della longevità dei militari sovietici, e sui capricci dei loro padroni aziendali ". Le ideologie strane ed estranee che iniziavano a fiorire in quel periodo (alieni, teorie complottiste, la Cia, telepredicatori, sette religiose..) erano solo la punta di un iceberg di una cultura dell'ossessione e della paura arrivata ai nostri giorni..


The Great Rock ‘n’ Roll Swindle (dir. Julien Temple, 1980)
Un film Sex Pistols! Cosa avrebbe potuto andare storto ?! Tutto o quasi. Onestamente questo film è un mezzo disastro, in gran parte perché è stata fatta quando i Sex Pistols già si odiavano tra loro e fu girato tutto dal punto di vista di Malcolm McLaren (che sorpresa!). Dà l'impressione che fosse solo lui la forza creativa trainante della band. Tuttavia, vale la pena di vederlo, per ascoltare Sid Vicious sulla moto che canta una versione di C'mon Everybody di E. Cochran e anche solo come documento del suo tempo.


The Blank Generation (dir. Amos Poe and Ivan Král)
Ci sono ben due film di epoca punk che vantano il titolo tratto dal brano e dall'omonimo album di debutto del 1977 di Richard Hell e i Voidoids. Il primo fu coscritto dallo stesso Hell con Ulli Lommel, musa del regista tedesco Rainer Werner Fassbinder, che lo diresse. Con Andy Warhol nella parte di se stesso, Suzanna Love e Carole Bouquet, all'epoca modella di punta di Chanel. La pellicola è datata 1980, ma nel 1976 il documentario The Blank Generation, diretto da Amos Poe, icona del cinema new wave e dal chitarrista Ivan Král, è probabilmente il migliore dei due. Girato in un granuloso 16mm, quest'ultimo si avvalse di luminari punk e new wavers , colti al CBGB, quando era ancora solo uno dei tanti club scrausi. The Blank Generation cattura una fetta del movimento prima che.. "i consumatori mettano un po’ di ribellione nelle proprie tasche..": le cover degli album dei Sex Pistols finite sulle carte di credito della Virgin. Never Mind The Bollocks, Here’s The Sex Pistols al tasso annuo del 18,9% !!.. Richard Hell comparirà anche in Smithereens,del 1982 diretto dalla regista di Cercasi Susy disperatamente Susan Seidelman, la storia di Wren (Susan Berman), che spera di farsi un nome nella scena punk di New York. Purtroppo, Wren arriva po 'troppo tardi ed è un po' troppo a corto di talento per realizzare i suoi sogni - anche se non disdegna l'amore per un delizioso e terribile criminale, Eric, interpretato nientemeno proprio da Richard Hell.



Taqwacore: The Birth of Punk Islam (dir. Omar Majeed, 2009)
Come una cultura come quella Islamica possa avere a che fare anche con il punk!
Una manciata di ragazzi musulmani si svegli una mattina e decida di fare musica punk. E come non bastasse, che lo faccia cantando proprio le cose dell’Islam, trasformando in anatemi le sure del Corano e gridando a squarciagola che, sì, Maometto era un punk. Il documentario di Omar Majeed segue l’uscita di un romanzo intitolato The Taqwacores (pubblicato in Italia per Newton Compton con il titolo Islampunk) e firmato da una delle figure di punta del nuovo Islam d’America, il trentenne Michael Muhammad Knight, che ha dato visibilità a tutta una scena di punk musulmani che, sparsi in tutta America, si presenta come una delle cose più vivaci e irriverenti della scena musicale tout court, e documenta un tour del 2007 che ha riunito alcune delle band punk musulmane, attirando l'attenzione dei media ma soprattutto fornendo l'opportunità per i musicisti e il loro pubblico di costruire una comunità reale. Anche se il romanzo di Knight e Taqwacore stesso sono diventati controversi (e non solo tra i gruppi anti-islamici, tanto che alcuni gruppi inizialmente coinvolti con il movimento alla fine hanno preso le distanze da esso), il film rimane un affascinante descrizione della intersezione tra una fede a volte ingiustamente calunniata e una forma d'arte che ha sempre indossato la sua condizione di outsider con orgoglio.


Joe Strummer: The Future Is Unwritten (dir. Julien Temple, 2007)
Trent'anni dopo The Great Rock 'n' Roll Swindle, Julien Temple torna al punk nel 2007, con un soggetto molto più cupo: la vita e la morte prematura di Joe Strummer, frontman dei Clash , scomparso improvvisamente alla fine del 2002 per una malformazione cardiaca non diagnosticata . Per chiunque (e come per chi scrive) su cui la vita e l'opera di Stummer ha avuto una grande influenza, il film di Temple è una visione molto.. emotiva, ma è anche obbligatoria per tutti coloro che vogliono capire la vita di una delle grandi figure più genuinamente punk.

Rude Boy è invece un film-documentario del 1980 sul gruppo di Joe Strummer e Mick Jones, i Clash appunto. Il titolo deriva dalla subcultura Rude Boy sviluppatasi in Giamaica negli anni sessanta. È stato pubblicato in DVD negli Stati Uniti d'America nel 2006, ovvero qualche anno dopo la morte di Joe Strummer avvenuta nel 2002. Racconta la storia del londinese Ray Gange che lasciò il suo lavoro in un sexy shop a Soho, Londra, per lavorare durante i tour dello storico gruppo punk rock band The Clash. Nel film sono riprese, tra l'altro, le tappe del "Sort It Out" tour, la registrazione dell'album Give 'Em Enough Rope, e l'apparizione della band al concerto di Rock Against Racism del 1978.


Afro-Punk (dir. James Spooner, 2003)
Abbiamo parlato dei festival Afropunk, naturalmente, quì. Durante l'anno della sua uscita, il documentario di James Spooner dominava le discussioni nei circoli punk-rock, attorno a una esperienza troppo spesso ignorata. Dotato di vere e proprie icone del black punk come Bad Brains e Fishbone, e poi di alcuni nomi nuovi sicuramente validi come Tamar-kali, e perfino i primi TV on the Radio, Afro-Punk pone domande difficili sulla razza in ambito punk rock, e fa notare l'ipocrisia insita in una scena che sostiene di essere anarchica e di mentalità aperta, ma che costantemente ha spesso emarginato gli afroamericani. Dopo il suo debutto, Afro-Punk ha continuato fondando una comunità online e lanciato il festival annuale che rimane uno dei migliori eventi estivi di Brooklyn.

Suburbia (dir. Penelope Spheeris, 1984)
Il fatto che è stato diretto dalla regista della trilogia di Decline of Western Civilization penelope Spheeris e che è stato prodotto dal "re dei B Movies" Roger Corman praticamente riassume tutto il bello che ci può essere in questo cult della punksploitation. Caratterizzato da gruppi degi anni '80 SoCal come TSOL e The Vandals, Suburbia è un contenitore di look e sentimenti "punk" che sfocia nel melodramma.
Una dozzina di ragazzi dagli otto ai diciotto anni, abbandonati o scappati di casa, che vivono insieme in un fatiscente edificio suburbano. Veri e propri reietti della società, si fanno chiamare "T.R." e vivono di furtarelli, serate punk e incerti rapporti interpersonali che suppliscono in parte al vuoto colpevole di una "assenza", quella delle famiglie di origine. Il loro essere "contro" è vissuto malamente dalla quiete intollerante del quartiere che li ospita ...




10/04/15

Dressed to Kill: Vivienne Westwood

Dalle donne nelle sottoculture degli '80, a quelle dedite alla regia, dalla giovane combattente curda Arin Mirkan a Monica Ertl che vendicò il Che, passando per Mary Shelley, Jenny Marx e Marianne Faithfull, fino a Iris Chang e Anna Mae Aquash, eroina dell'American Indian Movement e tante altre, abbiamo reso omaggio a donne molto lontane da quelle che i media e la televisione sempre più ci raccontano, stereotipi e corpi finti, stereotipi da inseguire, lontani dalla realtà e dalla vita di tutti i giorni. Nel nostro immaginario donne d'eccezioni, necessariamente emotive, capaci di determinate azioni, e incapaci di altre per coraggio. Donne lontane dal controllo e la sorveglianza della religione, dalla politica, addirittura delle scienze, capaci di vivere i propri amori, e i propri ideali, custodirli, coltivarli senza obblighi e pregiudizi imposti dall’alto.

Vivienne Westwood ama cucinare. In qualche modo, è difficile immaginare la donna, l'artista, la designer che ha sugellato con la moda la nascita del punk, e che è stata anche la compagna di lunga data di Malcolm McLaren, creatore e manager dei Sex Pistols, a casa e in un grembiule, appollaiata vicino a una stufa calda . Eppure la signora Westwood, 70 anni, crede davvero nei più semplici dei piaceri; cucinare, leggere (non riviste, solo libri) e attraversare Londra, esclusivamente in bicicletta, con il marito e direttore creativo della sua impresa Andreas Kronthaler. Dalla sua prima collezione, la Pirate collection - in linea col movimento New Romantic negli anni '80 - all'ultima, intitolata World Wide Donna, glitter dorato, tulle e colori di guerra, continua a sfidare lo status quo con le sue creazioni e disegni stravaganti. Qualche settimana fa, la signora Westwood ha aperto il suo primo negozio US; non a New York, ma una boutique di tre piani a Melrose Avenue, Los Angeles. Tutta la facciata porta la firma della designer, calde luci al neon rosa, naturalmente. Vivienne Westwood discute di ribellione, cucina, e di Jane Fonda, e per farlo al meglio, prima 15 minuti di yoga, come tutte le mattine. La signora Westwood in fondo è molto cambiata dal periodo in cui viene ritratta nelle fotografie sotto.

Pensa che gli uomini siano molto più insicuri rispetto alle donne. Nella storia, le donne hanno avuto molto più potere e influenza, dalle prostitute greche alle donne che gestivano i salotti di destra fino alla prima guerra mondiale. Pensa che le femministe hanno decisamente sottovalutato il ruolo che hanno avuto storicamente. E' convinta che sarebbe molto insicura se fosse un uomo, per la troppa pressione che questi devono sopportare. L' hotel che preferisce è lo Chateau Marmont di Los Angeles, quello di Bowie e di molte altre star, e non conosce molte celebrità che gli piacerebbe vestire: questo è stao forse il vero motivo, in realtà, nella creazione del negozio a Los Angeles. Amava Pamela Anderson, e ora Christina Hendricks, gli piacerebbe davvero molto vestire Jane Fonda, anche se ancora gli rimprovera di quando si faceva chiamare Hanoi Jane. (Jane Fonda si recò in Vietnam, durante la guerra, e fece visita al quartier generale dei Vietcong di Ho-Chi-Min. Da allora, venne soprannominata Hanoy Jane..ndr). George Clooney, così accessibilmente bello, e Robert Redford: per cercare di rendere il mondo un posto migliore, dice. Ama molto i disegni di Jean-Antoine Watteau alla Royal Academy e vorrebbe vivere a Parigi,  avere un piccolo appartamento: è più veloce raggiungere la capitale francese da Londra che cercare di andare da Londra a Oxford. Il piatto forte della signora Westwood è il manzo Wellington.
Dal matrimonio dice giustamente che non bisogna aspettarsi nulla, il segreto di una buona unione risiede tutto nella tolleranza.

Vivienne non ha mai perdonato allo scomparso Malcom McLaren di averla lasciata, appena lei ebbe compiuto i quarant'anni. La lasciò con un figlio, Joe, Malcom era più giovane all'epoca, di sei anni. Vivienne era una piccola e altezzosa donna del nord con i capelli ossigenati, risoluta e dura. Nessuno la lasciava, otteneva sempre quello che voleva. Quest'autorità morale la traeva dal fatto che era ostinata, ma soprattutto perchè non era una persona decadente come sono i londinesi: lei è sempre stata virtuosa, rigorosa. La sua era una famiglia cristiana e puritana, tanto che vedevano Malcom come un ebreo alieno dai capelli rossi. Vivienne fu attratta dal mondo di cultura che Malcom gli offrì, fuori dalla chiesa cristiana e dal catechismo che in quegli anni frequentava. Quello che McLaren gli ha sempre rimproverato è quello di non avere senso dell'umorismo: dominava benissimo la cultura che gli veniva offerta, ma non sapeva ridere di se stessa.

Si può dire che ogni singolo elemento dello stile, dell'attitudine, delle idee politiche, della musica e dello stesso esercito del punk sia uscito dai due piccoli negozi di vestiti su Kings Road, nel quartiere di Chelsea. Questi due negozi erano Acme Attraction, un sottoscala al 135 di Chelsea Antiques Market, e SEX, al civico 430, nel distretto piu a ovest, il World's End.
SEX. Negli anni Sessanta, era una calamita per gli hippie, prima chiamato Hang On You, poi Mr. Freedom. Tra i clienti abituali c'era anche una coppia di squattrinati: Malcolm McLaren, studente d'arte a vita, e Vivienne Westwood, supplente a tempo perso. Subissato dai debiti e dai problemi di droga del proprietario del negozio, Malcom e Vivienne ne presero le rendini e lo ribattezzarono Let it Rock.
Arredato some un salotto di periferia degli ainni Cinquanta, Let lt Rock era molto più che un semplice negozio. Sembrava di entrare nel set di un B»movie, trovavi regolarmente vecchi teddy boy, nani e gente deforme.
Passati 18 mesi, Malcolm McLaren e Vivienne  si erano già stancati della clientela di Let lt Rock. Quindi, trasformarono il look del negozio omaggiando i ton-up, i primi rocker inglesi degli anni Sessanta. Let It Rock ora si chiamava Too Fast To Live Too YoungTo Die. Poco tempo dopo, lo spirito irrequieto dei due trasformò ancora il look: abbigliamento e oggettistica fetish, bondage e sadomaso, l'ingresso del negozio era sovrastato dalla parola SEX fatta con lettere di gomma rosa alte un metro: così nacque quello che cambiò per sempre il look delle rockstar e dei loro fan.
Fare shopping al 430 di Kings Road era sempre stata un'esperienza quasi proibitiva, si trattava di una boutique al limite dell'anti commercio. Ma la fama del punk aveva in ogni caso attirato nel negozio intere compagnie di ragazzi, che spesso prendevano a calci la facciata di ingresso, o la riempivano di graffiti. C'era un'atmosfera di assedio, proprio come per i Sex Pistols, che subivano attacchi fisici per strada o venivano banditi dai locali.
<<Credo che i ragazzi desiderino fortemente fare parte di un movimento estremo, coraggioso, aperto a tutti, proprio come i vestiti che vendiamo qui>>.

Poco tempo dopo, i vestiti punk erano ormai disponibili in negozi come Miss Selfridge o per corrispondenza, pubblicizzata su riviste musicali. Ancora una volta, fu Vivienne ad avvicinarsi al movimento new romcmtic. Vivienne Westwood (come per altro Malcolm McLaren) ha mai mostrato il minimo interesse a reclarnare diritti di copyright sul commercio mondiale nato intorno alle sue rivoluzionarie creazioni.
<<Nelle varie incarnazioni del negozio, ho sempre realizzato vestiti che sembravano rovine, Creavo cose nuove distruggendo quelle vecchie. La mia moda non era merce, ma un ideale.>> Un ideale talmente eversivo da avere effetti anche a oltre quarant'anni di distanza.




Al Nashville Rooms, Londra, il 23 aprile 1976. Hervé Labyre: "Vivienne Westwood iniziò una rissa con alcuni fan, (voci asseriscono che tutto si scatenò perché si sentiva" annoiata " e perchè uno dei ragazzi del pubblico aveva i capelli lunghi..) ed è così che andarono le cose. McLaren poi entrò nella mischia, e ancora la band di seguito. Esiste una registrazione bootleg dello show, dove si può ascoltare chiaramente la gente gridare all'arrivo della polizia durante Pretty Vacant.
Sullo sfondo Dave Vanian dei Damned osserva insieme a Sid Vicious.



#lifestyle

07/01/15

Un grande dito medio: il do-it-yourself

the Damned (Jenny Lens)
Cosa intendiamo quando parliamo di punk? Cercare di dare una definizione di cosa sia il punk rock è uno sforzo perenne che porta a una frustrazione senza fine. Si tratta di.. distruggere il sistema? Di ribellarsi contro l'oppressione? O è solo un altro modo efficace per vendere magliette? Discernere, chiaramente, non è facile.

Sempre pronti ad affrontare le sfide di Sisifo, quì un tentativo di venirne a capo, solo che invece di usare le nostre parole, citiamo donne e uomini che un tempo erano, e alcuni continuano ad essere, volti del punk.

Non biasimateci se abbiamo inserito i pareri dei Blink 182 e di Billie Joe Armstrong dei Green Day, e personalmente la definizione che preferisco, in fondo, è quella di Mike Watt dei Minutemen:

"Penso che il punk rock, soprattutto per me, è stato mostrare un grande dito medio a tutta questa faccenda del talento."




"Quando il punk è arrivato, l'unica cosa che non doveva essere era il suo risvolto musicale."
- Nick Lowe (cantautore, produttore)

"La popolarità del punk era dovuta al fatto che trasformava qualcosa di brutto , in qualcosa di bello".
- Malcolm McLaren

"Punk è libertà musicale. E' dire, fare e suonare quello che vuoi. In termini, 'Nirvana' significa libertà dal dolore, dalla sofferenza e dal mondo esterno, che è molto vicino alla mia definizione di Punk Rock ".
- Kurt Cobain

"Un ragazzo si avvicina e mi chiede 'Cos'è Punk?' Così ho preso a calci un bidone della spazzatura e ho detto: 'Questo è il punk!' Lui ha dato un calcio su un bidone della spazzatura e ha detto: 'Questo è il punk?' E io: 'No, questo è di tendenza ! '"
- Billie Joe Armstrong

"Il punk rock è una parola usata da dilettanti e manipolatori spietati della musica che prendono le energie, il cuore, e le anime, e il tempo, e le menti dei giovani che danano tutto quello che hanno ... non so Johnny Rotten, ma sono sicuro che mette tanto sangue e sudore in quello che fa come ha fatto Sigmund Freud. Io stesso, sento che la musica è così potente che va ben al di là del mio controllo, quando sono nella sua morsa non sento il piacere e non sento il dolore, sia fisicamente che emotivamente. "
- Iggy Pop

"[Punk] era qualcosa che ha portato le persone a stare insieme, e a rendersi conto che qualcosa era possibile fare.."
- Pete Shelley (Buzzcocks)


"Punk è stato la definizione di un atteggiamento, un attidudine, piuttosto che uno stile musicale."
- David Byrne



"Ci sono personaggi (nel punk) che deliberatamente, per quanto possibile, si spingono il più lontano possibile in aree considerate tabù."
- Richard Hell

"Punk è: l'espressione personale di unicità che deriva dalle esperienze di crescita e dalla nostra capacità umana di ragionare e fare domande; un movimento che serve a smentire atteggiamenti sociali che si sono perpetuati per ignoranza intenzionale della natura umana; un processo di discussione e di impegno per la comprensione, che si traduce attraverso il progresso e attraverso la ripetizione, in evoluzione sociale; una convinzione che questo mondo è ciò che noi facciamo di esso, la verità viene dalla nostra comprensione del modo in cui stanno le cose, non dalla cieca adesione al modo in cui le cose sono; è la lotta costante contro la paura di ripercussioni sociali. "
- Greg Graffin (Bad Religion)


"Sono stato sulla scena punk perché il punk è stato con te, ti ha insegnato qualcosa. Un sacco di altra musica del tempo ti ha lasciato come ti ha trovato ".
- Mick Jones (The Clash)

"Al suo meglio la New Wave e il punk rappresentano un fondamentale e secolare sogno utopistico: che se si dà alla gente la licenza e la possibilità di essere quanto più scandalosa e oltraggiosa possibile, come d'altronde la gente vuole essere, e lasciare loro la possibilità di sognare, saranno creativi e faranno qualcosa di buono rispetto e oltre i loro sogni. "
- Lester Bangs

"Il punk rock sembra la mia infanzia, la gloriosa e molto emozionante ingenuità del rock n 'roll. "Stenguns" e chitarre sembrano molto più idealiste quando ai vent'anni. "
- Tony James (Generation X)

"Il Punk rock, almeno quando ne ero una parte, era chiamato 'l'underground.' C'era qualcosa di molto attraente in tutti i luoghi nascosti, le storie nascoste."
- Mary Harron (giornalista, regista)

"L'intera etica punk era il do-it-yourself, e io l'ho presa molto alla lettera, come un bambino. Quando hanno detto che chiunque può fare questo e quello, ho pensato:, 'OK, questo sono io' ".
- Michael Stipe

"Penso che quello che abbiamo preso dalla prima ondata del punk in Inghilterra e poi quello del punk americano delle origini era un senso di auto-definizione e anche, di produrre quella musica per il bene della musica stessa e di essere parte di una famiglia per il bene stesso della famiglia."
- Ian MacKaye (Minor Threat, Fugazi)

"Non ho bisogno di pubblicizzare il mio modo di essere punk. Un vero punk non ha bisogno di mettersi in mostra ... E 'come un uomo del Karate ... l'uomo del Karate sanguina all'interno. Un vero punk è punk al suo interno. "
- Mark Hoppus (Blink 182)


"Quello che la gente non capisce è che quando il punk ha iniziato era così innocente e non consapevole di essere un fenomeno mediatico così forte. Non è possibile creare consapevolmente qualcosa di importante, si tratta di una combinazione chimica, di condizioni, dell'ambiente, di tutto ".
- Siouxsie Sioux


(photo: Jenny Lens)
"Se non fosse per i Clash, il punk sarebbe stato solo un ghigno, una spilla da balia e un paio di pantaloni bondage".
- Billy Bragg

"Non mi piace dire, 'Tu sei un punk e tu non lo sei.' C'è stato un disco, Ca Plane pour Moi di Plastic Bertrand, giusto? E vi garantisco che se dovessi farti ascoltare questo disco, in questo momento, diresti: 'Bene, questo si che è rockin! 'Ora, se dovremmo dire a un qualsiasi tipo purista del punk : 'Questo è un buon disco punk,' lo faremmo solo infuriare. Ma Plastic Bertrand, chiunque fosse, ha fatto questo disco che era probabilmente molto meglio di un sacco di cosiddetti dischi punk. Con le regole puriste, non era consentito parlare anche di Plastic Bertrand".
- Joe Strummer

"Il Punk è diventato un circo . Tutti hanno sbagliato. Il messaggio doveva essere: non ci seguite, fate quello che volete "!
- John Lydon

"Vengo dall'etica punk "home-grown", dove non importava se non si sapeva suonare una nota, era il modo di comunicare."
- Siobhan Fahey (Bananarama)

"Mozart era un punk, e le persone sembrano dimenticarlo. Era un cattivo, cattivo ragazzo".
- Shirley Manson

"Minare la loro autorità pomposa, rifiutare i loro standard morali, praticare l'anarchia e scompigliare i loro marchi. Causare quanto più caos e distruzione, ma non lasciarsi prendere vivi. "
- Sid Vicious

"Il punk rock è solo un'altra parola per la libertà."
- Patti Smith 



26/05/13

Sex Pistols, atto finale: Il tribunale

Diario 13-1-86: Un mite lunedì invernale. Gli edifici del Palazzo di Giustizia sono quasi deserti. ll caso Sex Pistols è comparso nella lista dei dibattimenti senza alcun preavviso: numero 229/84, Lydon contro Glitterbest Ltd. procedimento e domanda riconvenzionale al 264/85, McLaren e altri contro Lydon e altri. Una complessa sequenza di emozioni e ormai ridotta a un numero d’archivio; soltanto un particolare in un processo vecchio e lento che, sebbene decisivo, e lontano anni luce dagli eventi in discussione. Oggi qui viene rescissa la relazione decennale fra John Lydon e Malcolm McLaren: una relazione cosi intensa che non soltanto ha istigato il successo dei Sex Pistols, ma conteneva altresì la loro distruzione. La scena fuori dall’aula è assolutamente teatrale. Scopo legale del procedimento è risolvere la disputa durata otto anni tra ]ohn Lydon e Malcolm McLaren; i due sono talmente paranoici da rendere pedine, o semplici comparse, gli altri ex Pistols. Il primo processo, svoltosi tra febbraio e marzo 1979, durò cosi a lungo, e le parti in causa furono cosi intransigenti, che il giudice se ne chiamò fuori e nominò una terza parte in causa incaricandola di amministrare la Glitterbest e dunque gli affari dei Sex Pistols. Un contabile venne imputato di irregolarità amministrative. Il fiduciario accumulò denaro, ma non fece fruttare il patrimonio. Era una situazione che non giovava a nessuno e nel 1984 Lydon aveva intrapreso un’azione legale ora giunta infine in tribunale. Questa è dunque l’occasione per una decisione definitiva, abbastanza importante da spingere i due protagonisti principali al tragitto aereo da Los Angeles verso questo poco invitante scenario dickensiano. Fuori dall'aula non c’è quasi nessuno: un paio di cronisti giudiziari e la signora Beverley attendono pazientemente seduti. Lei ha l’aria di chi è pratica della situazione. Entra in campo McLaren, con un aspetto da spaventapasseri, e i capelli rossi arruffati e abito scuro, asserragliato a un’estremità dell’androne gotico vittoriano, un avvocato togato e alcuni procuratori di settore gli fanno capannello intorno. Appena prima che inizi la sessione, alle undici in punto, Lydon fa il suo ingresso con passo deciso, indossando un ampio soprabito bianco anni Cinquanta e calzoni larghi di flanella, i capelli intrecciati in arancioni gomitoli rasta: un’entrata da divo. Ignorando McLaren, occupa lo spazio più vicino all'aula con la sua squadra di avvocati, scambiando alcune parole con Anne Beverley ed entrando rapidamente quando l’aula viene aperta. Dentro, una serie di panche parallele stanno di fronte al giudice Mervyn Davies. Lydon dimostra la propria disinvoltura sistemandosi in prima fila, proprio davanti al magistrato, come un secchione; le due file posteriori sono occupare dagli avvocati con le loro spesse cartelle arancioni. McLaren e il suo procuratore legale, Howard Jones, sono seduti quasi in fondo, su un lato. L’unico altro Sex Pistols presente, Paul Cook, giunge con alcuni minuti di ritardo e sguscia silenziosamente verso il fondo dell’aula, con un movimento sobrio come l’abito che indossa. Colui che diede inizio ai Sex Pistols, Steve Jones, si trova da qualche parte a Los Angeles.

John Savage,  Il grande sogno Inglese