@ Mr. Burroughs, what is the future of rock? The sculpture @ Fascism is the enemy,wherever it appears (P.K.Dick) @ Blogwalking Underground Sproloqui @Libri Musica Ozio Ciber-Cultura Visioni Freedown @ Cut-Up Site
"Per quanto mi riguarda gli Stati Uniti, possono anche andare al diavolo, penso che stiamo vivendo lo stesso processo d’implosione dell'Urss, è una decadenza lenta e inarrestabile."
E' John Sinclair a parlare, lo stesso Sinclair che negli anni sessanta con i Trans Love Energies si esibiva in spettacolari installazioni artistiche scavando buche nei campus universitari per dare l'idea dei crateri prodotti dalle bombe americane sganciate in Vietnam. Ci occupiamo di Sinclair perché' lontanissimo dall'immaginario hippie mediatico dell'epoca, poeta, agitatore politico culturale e attivista per i diritti civili, contro la guerra, fondatore delle White Panthers, movimento radicale sulla scia delle più famose Black, ossessionato dalle autorità del suo paese e per questo bersaglio di primo piano della repressione. Creatore di quella zona franca di Detroit dove arte, musica e impegno politico si combinavano in una miscela esplosiva (regolata sulla frequenza di sex, drugs and r'n'r) Sinclair era anche esperto e cultore di musica, soprattutto blues e jazz, e fu il primo a rendersi conto del potere che il rock'n'roll poteva rappresentare per l'intera area della città dell'automobile, in quel periodo una gigantesca fabbrica a cielo aperto, e si mise a capo di un gruppo di giovani musicisti arrabbiati e in bolletta, facendo loro da manager e gettando le basi di quella che sarebbe stata la nuova scena musicale degli ultimi anni sessanta. La band era quella dei MC5, insieme agli Stooges di Iggy Pop senz'altro il primo gruppo proto punk. Rock eccitante, vibrante, coscientemente brutale: la musica dei Five rifuggiva la tecnica eccellente e si mostrava grezza, forte eseguita con intensità e fede profonda. Una valanga di rumore accompagnata da balli e gesti sfrenati, il pubblico li accoglieva col pugno chiuso decisi a scambiare le perline del flower power con le cartucce dell’aperta rivoluzione: fucili e chitarre. "Gli MC5 si affidano completamente alla rivoluzione e la rivoluzione si affida completamente a tutti coloro che escono dai gusci dell'individualismo: la separazione è rovina!" scriveva Sinclair presentando Kick out the jams. Era il sessantotto ma era una dichiarazione profetica, vista la situazione in cui ci troviamo. Memorabile la loro esibizione alla convention democratica di Chicago, tra le fiamme degli scontri e della guerriglia.
John Sinclair è stato anche uno dei pochissimi privilegiati a diventare protagonista/titolo di una canzone di Lennon, quando fu arrestato per possesso di marijuana e rischiando la vendetta del potere, una pena a vent'anni di reclusione, trasformandolo definitivamente in un’icona della controcultura dell'epoca. Oggi Sinclair tiene lezioni universitarie sulla cultura black, reading di poesie, programmi radiofonici (www.johnsinclairadio.com). Nauseato dalla situazione politica americana, vive dal 2004 in esilio volontario ad Amsterdam, dove ha stabilito il suo ufficio in un coffee shop.
Gli Stati Uniti e il Proibizionismo
"Negli anni ' 60 nessuno di noi pensava di abbandonare gli States, quella era la nostra terra e volevamo cambiarla, farne un posto migliore per tutti. Oggi ritengo non ci sia più nessuna speranza per il mio paese, l'America vuole restare così, ignorante ed egoista, vuole bombardare chi non è d'accordo con lei. E incontro sempre più gente, più americani che la pensano come me. Tantissimi miei compatrioti sono qui ad Amsterdam per sfuggire alla follia della guerra alla droga. Attenzione, questo non è un tema da sottovalutare e che non riguardi solo qualche sballato: l'80 dei due milioni e mezzo dei detenuti rinchiusi nelle galere americane è lì per reati legati alla droga."
New Orleans
"Le immagini trasmesse dai
media dopo l'uragano che ha colpito New Orleans sono il miglior ritratto dell'America
di oggi: si sono accorti di tutta quella gente solo quando l'hanno vista ammucchiata
negli stadi: ormai al potere non importa nulla di come vivono i neri, ci sono generazioni
di afroamericani che non sono mai usciti dai loro quartieri, non conoscono la città
in cui vivono: hanno tolto prima le fabbriche e il lavoro e poi i luoghi d'incontro
e alla fine anche i negozi. Continuano a non saper leggere e scrivere, non è qusta
la follia?"
La galera e John Lennon
"Ero fuori dal mondo, due anni
in una minuscola cella d'isolamento perché' avevano paura che istigassi gli altri
detenuti alla rivoluzione. Rimasi totalmente scioccato quando seppi che un beatle
si dava da fare per me, era fantastico. Poi..gliel'hanno fatta pagare, ma questa
è un’altra storia."
La cultura Black
"Quando ero bambino amavo esplorare
l'etere, smanettare la radio per cercare stazioni. Una notte mi sono collegato con
una stazione del sud degli Usa, casualmente, che trasmetteva musica black e ne rimasi
folgorato. Quei suoni,queiritmicosibelli,diversiepotenti. Dovevo assolutamente sapere
chi faceva quella musica e il come e il perché. Mio padre, operaio alla catena di
montaggio di Detroit mi assecondava e si sacrificava andando in giro con una lista
di dischi che gli preparavo. Poi da grande sono andato a vedere come vivevano gli
afroamericani e non era facile in quegli anni, cosi sono diventato una specie di
esempio eretico per i miei contatti con la comunità nera. A un certo punto avevo
quasi esclusivamente amici di colore, gente incredibile, allegra, disponibile nonostante
che dai bianchi non avessero avuto che guai. Con loro scopri il jazz e i beatnik,
la poesia e Coltrane, l'erba e tutto il resto.."
La Musica
"Perché, esiste della musica
oggi? La musica aveva e deve avere altri scopi oltre l'intrattenimento. Con gli
MC5 volevamo sovvertire il governo Usa, non certo ottenere un contratto discografico
o scalare le hit parade.."
"Il nostro amato amico Mark Lanegan è morto questa mattina nella sua casa di Killarney, in Irlanda".Un amato cantante, cantautore, autore e musicista, aveva 57 anni ed è sopravvissuto a sua moglie Shelley. Nessun'altra informazione è disponibile in questo momento. La famiglia chiede a tutti di rispettare la propria privacy in questo momento”.
Questo il comunicato, pubblicato sull'account Twittwer dell'artista. Non è stata fornita alcuna causa di morte, anche se Mark aveva descritto in una pubblicazione in forma di diario la sua battaglia contro il COVID 19: in Devil in Coma infatti il musicista racconta di essere andato in coma e essere diventato temporaneamente sordo. Non è chiaro se gli effetti a lungo termine del COVID siano correlati alla sua morte. Aveva 57 anni.
Fondatore e frontman degli Screeming Trees, membro di Queens of the Stone Age e The Gutter Twins,12 album a proprio nome e svariate collaborazioni con Duke Garwood, Greg Dulli, Isobel Campbell, Joe Cardamone (The Icarus Line), Mark Lanegan è molto amato su INTERZONE:QUI'👀👀, uno dei post a lui dedicati e di seguito la nostra playlist su Spotify.
Ancora un brutta notizia dal mondo della musica. Gabriel Delgado-López dei DAF, Deutsch Amerikanische Freundschaft, meglio conosciuto semplicemente come Gabi Delgado, è morto all'età di 61 anni. La notizia è stata annunciata da Robert Görl, che ha lavorato con Delgado per oltre quattro decenni. Definiti dal grande DJ John Peel come i "nonni" della techno, Delgado e i DAF hanno plasmato un suono alla fine degli anni '70 a Düsseldorf, che ha influenzato innumerevoli artisti elettronici nei decenni a venire. Per ora nessuna causa di morte è stata ancora comunicata. Pubblichiamo un nostro post del 2012 in cui ripercorriamo la storia della "Neue Deutsche Welle" e dell'importanza che i Daf e Delgado, come artista solista, hanno avuto nella storia della musica alternativa.
Il "do it yourself" del punk diffuse il concetto che tutti potevano fare musica,salire su un palco,imbracciare gli strumenti e suonare senza alcun tipo di tecnica,una vera rivoluzione rispetto alla cultura musicale imperante in quegli anni,dominati da super gruppi che proprio della tecnica e del virtuosismo facevano i propri capisaldi. Inoltre i gruppi iniziarono a produrre i propri dischi e centinaia di piccole etichette indipendenti,supportate da altrettante fanzine spuntarono come funghi. Culturalmente, la rottura delle convenzioni, resistenza underground e l'anarchia come unico riferimento politico furono i pilastri del movimento punk. Tutti questi elementi saranno adottati negli anni che vanno dal 79 al con la nascita della Newe Wave, in Germania "Neue Deutsche Welle" . Dusseldorf, Berlino e Amburgo furono le tre città' chiave della produzione musicale tedesca. Dusseldorf in particolare. Sperimentazione prima, elettronica di consumo poi, rappresentavano solo due facce di questa città posta al centro della zona più' industriale della Germania. Dusseldorf quindi,centro e origine di filoni musicali. (i Kraftwerk insegnano..). Un mix tra l'avanguardia techno di Detroit, la dance music di N.Y. e i suoni degli Einstürzende Neubauten (quanto di più hard la New Wave tedesca abbia prodotto) diede vita ad una raffinata e curiosa ricerca musicale in molteplici direzioni. Dalla città nasceranno anche i primi tentativi interessanti di introdurre una vena rap nel corpo di un funk/jazz che aveva come caposcuola i primi Family Five. Ja Ja Ja fu il gruppo privilegiato di questo tentativo, realizzando in quegli anni alcuni mix che restarono a lungo in testa nelle classifiche della musica indipendente tedesca. Fiancheggiatori della Neue Deutsche Welle molte band si resero protagoniste della EBM, l'Elettronic Body Music, in cui i tetri suoni industriali vennero elaborati in un sound martellante con evidenti riferimenti al futurismo,all'erotismo delle nuove apparecchiature elettroniche,ad un simbolismo sessuale fortemente ambiguo,molto in voga nei bar/discoteche di Dusseldorf e politicamente molto provocatori. Uno dei principali artefici del movimento fu Conny Plank, geniale e innovatore produttore,che con i D.A.F (acronimo di Deutsche Amerikanische Freundschaft) esplorarono nuovi mondi musicali, con una mezza dozzina di album imponenti tra il 1979-1982, continuando anche dopo la riunificazione del gruppo nel 1986. I D.A.F si formarono per produrre una collaborazione sperimentale tra musicisti tedeschi e americani,ma i perni del progetto sono Robert Gorl, batterista diplomato che aveva militato nei primi gruppi punk di Dusseldorf e Gabi Delgado. Ed e' proprio il genio di Delgado che proponiamo in questo post.
Gabi Delgado, musicista,poli strumentista, cantante e autore di testi, tedesco d'adozione ma spagnolo di genitori e probabilmente di cultura,ha inciso per la Virgin Records che aveva pubblicato anche gli ultimi lavori dei D.A.F. L'anima latina emerge soprattutto per l'amore nell'uso delle percussioni,mentre l'adozione tedesca e' evidente per l'utilizzo delle tastiere elettroniche che si fondono perfettamente con appunto le percussioni. Un musicista esclusivamente di estrazione latina non avrebbe mai potuto concepire brani cosi complessi e articolati per quel che riguarda l'arrangiamento delle tastiere elettroniche. Delgado ha prodotto un solo album,svariati singoli e mix e molteplici collaborazioni. Mistress e' il titolo dell'album, pubblicato nel 1983 sempre con la produzione di Conni Plank. Mistress e' un autentico divetissement elettronico,dove le tastiere e i synth si intrecciano con ritmi di calypso e industriali,pop sintetico e loop decisamente funky con un basso pulsante,chitarre che richiamano il Brasile sempre con le percussioni in primo piano sul canto sexy di Gaby,che alterna lo spagnolo all'inglese. Un disco in fondo giocoso e a volte inquietante nel suo richiamo ad un cyber tropicalismo certamente sottovalutato da critica e pubblico. Nei prossimi post continueremo ad occuparci di Germania (compatibilmente con il lavoro, la stanchezza e un po di stress..) con alcuni gruppi orbitanti nell'etichetta tedesca ATA TACK,attiva dal 1979 e che ha una lunga tradizione nella produzione di musica elettronica,elektro,techno,industrial e per aver pubblicato alcuni dei gruppi più sperimentali,avanguardistici e scalcinati come Lost Gringos, Element of Crime etc, ma anche di Der Plan, Pyrolator, D.A.F e molti altri. Intanto..buon ascolto.
"Il tappeto ritmico", "un groove solido", "quel particolare feeling" sono alcune delle definizioni del ruolo ritmico del basso. Strumento sottovalutato all'interno del gruppo, soprattutto da un certo tipo di pubblico, che spesso non lo distingue neanche dalla chitarra, il bassista è sempre stato il ruolo più laterale e oscuro, nella vivace e sovversiva immagine delle rock band, salvo rare eccezioni. Ma sottovalutati, defilati, eccentrici, stralunati, o semplicemente pazzi, i bassisti rappresentano da sempre il motore della formazione rock. Dal primo assolo di John Entwistle alle impennate funk metal di Les Claypool, il basso è stato il fulcro di un’evoluzione continua e sperimentazione. E con l'avvento di nuove sonorità, il basso è ritornato al centro della scena: reggae e dub devono tutto al suono pulsante del basso. Ora, questa playlist, questa lista come tutte quelle presenti su Interzone non vuole assolutamente classificare il meglio, i bassisti più bravi tecnicamente della storia, ma semplicemente rispecchia i gusti di chi la compila. Lungi quindi da raba da professori, questi sono i bassisti più amati da questo blog.
Carol Kaye
Carol Kaye deve comparire in qualsiasi lista in cui si parla di bassisti. Sarà anche un nome sconosciuto ai più, ma non a chi si occupa professionalmente di musica, ai bassisti provetti che conosceranno le sue eleganti linee di basso come il palmo della mano, o semplicemente a chi ha provato a prendere lo strumento in mano anche solo per strimpellarlo. (nella foto..ndr) . Con Simon e Garfunkel, su I'm Beliver e altro dei Monkees e richiestissima come musicista di studio dell'epoca.
James Jamerson
Anche se pochi, tra il grande pubblico che compra e ascolta i dischi, ha mai sentito il nome di Jamerson, chiedete a qualsiasi buon bassista delle loro influenze e sicuramente il leggendario James Jamerson sarà vicino alla parte superiore della lista, con il suo lavoro che includeva le linee di basso di classici come 'Is not No Mountain High Enough', 'What's Going On', 'I Heard It Through The Grapevine', Papa Was A Rolling Stone, "Dancing in the Street".. James Jammerson ha creato alcune delle migliori linee di basso dello stile motown , un talento del basso stupefacente. Nella Rock and Roll Hall of Fame, come sideman, dal 2000.
Chris Squire
Veniamo a noi. Con Chris Squire ho personalmente scoperto il basso. Co-fondatore degli Yes, il mio gruppo prog dell'adolescenza, Squire è sempre stata la figura più sottovalutato della leggendaria band prog-rock, ed è impossibile immaginare il sound della band senza il suono e il tono penetrante del basso Rickenbacker di Squire e senza le sue armonie vocali gutturali. Uno dei primi negli anni Settanta ad utilizzare i MOOG Taurus Bass Pedals. Prendete Roundabout, il basso di Chris è il cuore e l'anima della canzone, senza dubbio l'opera più iconica con Heart of the Sunrise": virtuosismo e melodia, perfezione... Auguri a Chris, per la dura battaglia contro la malattia che lo ha colpito.
John Paul Jones
All' ombra di Page, degli impianti mastodontici e anche di Bonham, ma una parte grande dei Zeppelin. Sempre in movimento, un bassista che non ha bisogno di presentazioni. I riff di basso di Jones scatenano la chitarra di Page creando una chimica unica, e nonostante miliardi di tentativi, inimitabile.
Jean-Jacques Burnel
Il Barracuda del basso, come è soprannominato. Un bassista raro, che ha creato un tono, uno stile e una filosofia di vita. Co-fondatore degli Stranglers anche Flea dei Red Hot C. P. si è aggiunto alla lista di grandi musicisti che considerano J.J. il bassista migliore del mondo. Nato nel 1952, ha iniziato la sua carriera come chitarrista classico prima di passare al basso, appena in tempo per la formazione degli Stranglers nel 1974. Da allora è stato una presenza costante nella band, troppo abile musicalmente per sedersi comodamente e seguire l'ondata punk della fine degli anni '70. Lungo la strada JJ hapubblicato anche due album da solista, nel 1979 e nel 1988, uno in collaborazione con Dave Greenfield, nel 1983, ha prodotto un sacco di nuove band e ha acquisito una destrezza temibile come cintura di arti marziali.Un uomo impegnato, a dir poco.Quel tono di basso distorto, unico, gli venne per necessità, ricorda JJ., perchè quando iniziarono, suonava sempre con amplificatori vecchi e malconci. Per anni un bassista Fender, commutato poi su un Shuker..
Dennis Bowell
In assoluto uno dei miei preferiti. Pionere protagonista del dub, e dello sviluppo di questa scena musicale in Inghilterra, un genio musicale completo e multiforme: apprezzato multistrumentista, dubmaster e ingegnere del suono, produttore, il basso è il suo strumento, con cui da anni accompagna in studio e nei live Linton K. Johnson. Nato a Barbados nel 1953,costruì la sua formidabile reputazione come musicista, produttore e tecnico del suono, collaborando con grandi artisti, tra cui U Roy, Steel Pulse e Errol Dunkley e Johnny Clarke. Negli anni 80 Bovell ha prodotto e collaborato con svariati gruppi anche New Wave, come The Slits, Calice, The Thompson Twins e Bananarama. Ha rimixato album per il grande Marvin Gaye, nonché per Wet Wet Wet e The Boomtown Rats. Altri grandi artisti che Bovell ha prodotto e con cui ha collaborato includono Alpha Blondy, Ryuichi Sakamoto, Edwin Collins dei Dexy Midnight Runners, e Pablo Moses. In Italia ha collaborato con i 99 Posse. Fondatore di svariate altre band, General Roots al momento è la band in cui milita. Ascoltare, vi prego, Dub of Ages, 10 brani con il suo basso sempre in primo piano, come il miglior dub insegna.
Gail Ann Dorsey
Lo conosciuta perchè bassista di Bowie, dal 1995, anche se la sua carriera eclettica di bassista, cantante, e top session abbraccia due decenni. Musicalmente figlia della scena di Londra, ha dimostrato le sue capacità attraverso collaborazioni con Boy George, Gang of Four, Donny Osmond, Bryan Ferry, Tears For Fears, The Indigo Girls, Gwen Stefani, Lenny Kravitz e molti altri. Dorsey è a lungo stata considerata come uno dei migliori bassisti e all'interno della scena rock alternativa di Londra. Fantastica nel Outside Tour di Bowie dl '95, con il suo stile che si estende in senso ampio e include rock, funk, e influenze pop. Nata e cresciuta a Philadelphia, una città con la reputazione di partorire bassisti funky. Ricca di soul e R & B, alcune delle sue linee di basso più notevoli sono derivati dalla scala minore pentatonica, grazie soprattutto alla solidità ritmica e il rapporto funky della radice. Firma anche il A Reality Tour: Gail è diventata un pilastro nella band di Bowie, ha un approccio dignitoso per la riproduzione del brano dal vivo, rimanendo fedele alla linea di basso registrato e brilla tremendamente come vocalist, condividendo i compiti con David. Stile impeccabile, la grazia, e il groove. Love...
Mick Karn
Quanto ci manca, Mick. Scomparso prematuramente nel gennaio 2011, è stato nei Japan con David Sylvian, Dali's Car con Peter Murphy dei Bauhaus, ha collaborato con innumerevoli musicisti e artisti e ha pubblicato album da solista. Il basso di Mick è inconfondibile, lo si riconosce dalla prima nota, anche se non ha mai imparato a leggere la musica: Mick suonava sempre ad orecchio. Creatività e virtuosismo erano dati dalla sua filosofia: a lui, sembrava che i bassisti fossero sempre relegati in fondo, nascosti da qualche parte, lui invece era intenzionato a "farsi sentire". Mick aveva preferito non ascoltare e imitare altri musicisti, ma piuttosto avvicinarsi al basso da zero,come fosse un nuovo strumento, sfruttando solo ciò che aveva imparato nelle esperienze precedenti con il violino e il fagotto. La maggior parte dei bassisti New Romantic si sono ispirati a Mick. Una terribile tristezza mi assale..
Tina Weymouth
Sicuramente il basso di Tina Weymouth è stata la forza trainante della band di David Byrne, e non dobbiamo dimenticare il suo lavoro con i Tom Tom Club. Il bass-line in 'Genius Of Love', Found a Job, sono autentiche composizioni: potrei ascoltare solo il basso, escludendo tutti gli altri strumenti, e sarebbe un bel divertimento!
Si dice che dietro i Gorillaz ci siano lei e il marito ex testa parlante C. Frantz.
Peter Hook
Un personaggio enorme, l'ex Joy Division e New Order Hooky. Come Tina, ascoltare il suo basso è un esperienza a se stante, tanto che ha caratterizzato il suono delle band in cui ha militato molto più che gli strumenti tradizionali del rock, come la chitarra elettrica. Al contrario di Mick karn, Peter scelse il basso perchè gli avevano detto che era più facile da suonare e perchè gli avrebbe permesso di stare in seconda fila. ma le cose sono poi andate diversamente..
Jah Wobble
Jah Wobble recentemente descritto il basso come una "cosa mistica, magica", che ha il "potere dell'universo". Ha itrodotto, letteralmente inventato il basso nel punk.
Bassista dei Public Image Ltd, il suo stile low-end - una fusione di disco e funk - divenne uno dei principali elementi del suono dei PiL. Come disse Lydon una volta,: "Nessuno ascoltava il basso nella musica rock prima dei Pil ...". Appassionato di reggae e dub, prima che diventasse moda, Jah Wobble iniziò a sperimentare con la musica orientale e globale, esercitando un'influenza determinante nell'accostare dub e musica ambient. Ha collaborato con artisti del calibro di Holger Czukay e Jaki Liebezeit (Can), Bill Laswell, Primal Scream, Massive Attack e Bjork; tra molti altri ... Ha pubblicato sempre dischi altamente suggestivi, che fanno di Wobble uno dei massimi sperimentatori europei.
Aston Barrett
I Wailers non sarebbero stati il gruppo reggae per antonomasia senza il basso di Aston Barrett. Ha segnato il solco di Bob Marley - e il suo delizioso lavoro di basso dub per i Wailers è cruciale per il brillante calore che la musica reggae emana. Bisogna solo ascoltarlo, soprattutto dal vivo.
Bruce Foxton
Superstar nei Jam di P. Weller, dall'inventiva vibrante, le sue linee di basso sono state il fondamento di molte delle canzoni della band, da "Down in the Tube", "Station at Midnight", "The Eton Rifles", "Going Underground" a "Town Called Malice". Dopo i Jam, ha perseguito una breve carriera solista di discreto successo, pubblicando un album, Touch Sensitive nel 1984, e in seguito con gli Stiff Little Fingers.
Klaus Flouride
Geoffrey Lyall, meglio conosciuto come Klaus Flouride è il leggendario bassista dei Dead Kennedys, una band a cui Interzone ha dedicato molto. Klaus è anche produttore e ha lavorato con The Hi-Fives, The Manglers, Ape, The Legendary Stardust Cowboy, suo gruppo attuale, Angst, The Dicks, Whipping Boy, Bad Posture. Nonostante Jello Biafra abbia sempre firmato da solo i brani dei Kennedys, Flouride ha sempre sostenuto invece che il processo di songwriting è stato uno sforzo collaborativo,e che tutti i membri della band hanno dato il loro contributo. Questo ha scatenato una lunga e dolorosa battaglia legale, che si concluse nel 2000 a favore di Klaus, East Bay Ray e DH Piligro. Di questo parleremo in un post a parte. Comunque non un virtuoso, ma suonare il basso a quelle velocità presuppone avere ben altre attitudini..
John Entwistle
Il 27 giugno 2002 scompare forse il più grande bassista di tutti i tempi, di sicuro, il nostro preferito. All'Hard Rock Hotel, 4455 Paradise Road, Las Vegas, in Nevada, scompare John Entwistle, bassista e co-fondatore degli Who, dopo una notte di festeggiamenti, prima dell'inizio di un nuovo tour americano. John aveva problemi di cuore già da tempo.
Talento naturale , spina dorsale di molte delle registrazioni più memorabili degli Who e soprannominato' The Ox perchè a differenza dei suoi colleghi restava praticamente immobile sul palco, osservando - e sostenendo gli stili sconsiderate di Pete Townshed e di Keith Moon e l'approccio up-front di Roger Daltrey. In My Generation il suo incredibile assolo di basso fu il primo
del suo genere su un disco rock.
DEREK FORBES
"FU UN GRANDE ERRORE METTERLO FUORI DALLA BAND.."
Questa l'ammissione e una grande verità di Jim Kerr, vocalist e leader dei Simple Minds, di cui Forbes fu uno dei fondatori e bassista. Proprio il suo sound fu una nota caratteristica della band, andata persa dopo la sua fuoriuscita: prima dell'esibizione al Live Aid (1985) e dell'uscita di Once Upon a Time. Forbes ha affermato di aver scritto il 60% dell'album, rimanendo tuttavia non accreditato. Nonostante questo (e pensando forse che gli sarebbe stato chiesto di rientrare nella band), non intraprese mai nessuna azione legale. Dopo i Simple Minds Forbes continuò a suonare in innumerevoli altre band, tra cui i Propaganda (Germania) e Oblivion Dust (Giappone). Spear of Destiny, 10:51 e con gli Allarm. Ha collaborato e suonato con David Bowie, nell'album di Iggy Pop "Soldier", ed è stato il bassista nei live di Peter Gabriel.
Suono potente ed originale, unico, che ha influenzato molto tutto il movimento post-punk, fu eletto miglior bassista al mondo nel 1982 in un sondaggio musicale in Australia, e miglior bassista nel Regno Unito nello stesso periodo. Forbes è molto rispettato da colleghi e musicisti, tra cui Adam Clayton, Peter Hook, Nicky Wire, Tony Butler, Pino Palladino, JJ Burnell, Bruce Foxton, John Giblin e Malcolm Foster.
Nel 2009, Forbes è stato eletto "il più grande bassista scozzese di sempre" e la sua vita e il suo lavoro sono oggetto di una biografia in stampa e di un film in preparazione dello scrittore / regista Ethan Dettenmaier.
Forbes si è unito ai Big Country negli ultimi anni della loro carrira.,
PINO PALLADINO
Italo gallese, autentica leggenda del basso elettrico, il curriculum di Pino Palladino è un who's who della musica pop / rock: ha suonato con The Who, Paul Simon, Jeff Beck, John Meyer, D'Angelo, Erykah Badu, Gary Numan, Eric Clapton, Paul Young, Paul McCartney, Nine Inch Nails ... La lista potrebbe continuare all'infinito.
Pino è il sideman definitivo, sembra in grado di adattarsi a qualsiasi stile di musica.
Proprio con Trent Reznor partecipa a Hesitation Marks del 2013 e a molti tour del geniale musicista americano, che lo considera da sempre uno dei suoi "eroi" musicali. Che si tratti di blues, rock o neo-soul, il feeling di Palladino è incomparabile: per questo non ci dilunghiamo, basta ascoltarlo in questo video con i NIN dal vivo. Il suo groove in Sanctified è semplicemente.. stratosferico.
"Mi dispiace che tu pensi che la musica non sia nei miei interessi. Perché lo è stata sempre stato e perché ne ho scritto: penso che in questi ultimi anni la musica sia la Nuova Letteratura, che Dylan è la risposta degli anni '60 a Hemingway e che la cultura e la voce principale degli anni '70 sarà su dischi e videocassette anziché sui libri."
Questa è uno stralcio della lettera che Hunter S. Thompson, scrittore, giornalista d'assalto, inventore dell' inimitabile "giornalismo gonzo" scrisse alla fine del 1970 al redattore di Rolling Stone John Lombardo. Thompson smentì così le affermazioni secondo cui il suo apprezzamento artistico si estendesse solo alla parola stampata. In questa stessa lettera, raccolta nel suo secondo volume di corrispondenza "Paura e dispiacere in America", Thompson incluse un elenco dei migliori album rock" degli anni Sessanta, "perché gli anni '60 in qualche modo, sono la ripetizione degli anni '20; I paralleli sono troppo grossolani perché gli storici possano ignorarli ".
L'elenco, molto interessante perché ci svela la competenza e i gusti del grande scrittore americano, non è attribuito a Thompson in senso stretto, ma a "Raoul Duke", il suo alter-ego in Paura e disgusto a Las Vegas, che verrà pubblicato l'anno successivo.
Nella lettera, Thompson si lamentò della difficoltà che si incontra quando ci sono delle liste da stilare, (chi è avvezzo a compilare delle playlist di qualsiasi genere sa di cosa si parla..) e del poco tempo avuto a disposizione per le scelte, cercando ancora di convincere Lombardi.
"Anche in questo momento mi vengono in mente 10 altri album che avrei potuto aggiungere ... ma che cazzo, è solo un'idea scoraggiante."
Herbie Mann’s 1969 Memphis Underground (“which may be the best album ever cut anybody”)
Bob Dylan’s 1965 Bringing It All Back Home
Dylan’s 1965 Highway 61 Revisited
The Grateful Dead’s 1970 Workingman’s Dead (“the heaviest thing since Highway 61 and ‘Mr. Tambourine Man'”)
Il governo britannico ha detto che vuole trasformare in legge il principio conosciuto nel Regno Unito come “Agent of Change”, che prevede che la persona o la società responsabile di un cambiamento urbanistico abbia la responsabilità di adattarsi al contesto locale. È un principio sostenuto principalmente dalle associazioni che rappresentano i locali di musica dal vivo, perché nella pratica significa che se viene approvata la costruzione di un nuovo condominio residenziale vicino a un locale in cui si fanno concerti, per esempio, il progetto deve prevedere una forma di isolamento acustico, in modo che non sia il locale a dover chiudere per le lamentele dei nuovi residenti. Vale anche al contrario: se un locale adibito a concerti vuole aprire in una zona residenziale, deve assicurarsi che il livello di emissioni sonore non aumenti.
Il principio, che è stato promosso da un’attiva campagna a cui hanno partecipato tra l’altro Nick Mason dei Pink Floyd, Billy Bragg e Glen Matlock dei Sex Pistols, ha l’obiettivo di tutelare i locali notturni e che fanno musica dal vivo nel Regno Unito, che negli ultimi anni hanno chiuso in massa. Soltanto a Londra hanno chiuso il 50 per cento delle discoteche negli ultimi cinque anni, e dei 430 locali da concerti attivi nel 2007, nel 2015 ne erano rimasti aperti solo 245, secondo i dati riportati da BBC. Tra i più famosi locali di Londra ad avere chiuso recentemente ci sono il Passing Clouds, il Public Life, il Dance Tunnel e il Coronet. Secondo MusicWeek, nel Regno Unito ha chiuso il 35 per cento dei locali da concerti negli ultimi dieci anni. C’entra in parte un minore interesse generale per la musica dal vivo, ma in moltissimi casi i locali – che possono essere anche discoteche – hanno chiuso per le lamentele sul rumore notturno sporte dai residenti.
A negoziare con il governo per l’approvazione del principio dell’Agent of Change è stata UK Music, un’associazione britannica che rappresenta il settore discografico e della musica dal vivo. Il deputato laburista ed ex ministro John Spellar aveva già presentato una proposta di legge al riguardo, ma non ce n’è stato bisogno, perché il governo ha deciso di accogliere le richieste. Sajid Javid, ministro per la Casa, che si occupa quindi delle politiche abitative nel Regno Unito, ha detto: «I locali di musica dal vivo hanno un ruolo fondamentale nelle nostre comunità, aggregando le persone, contribuendo alle economie locali e sostenendo la cultura musicale tra le persone. Ho sempre ritenuto ingiusto che spetti alle sale da concerto più vecchie risolvere i problemi legati al rumore, quando le imprese decidono di costruire nei paraggi. (…) Sono lieto di avere l’opportunità di riparare a questo torto, e dare più serenità a chi si trasferisce in una nuova proprietà».
Tra quelli che si sono complimentati con il governo britannico c’è stato anche Sadiq Khan, sindaco di Londra e avversario politico dei conservatori, che ha scritto su Twitter di essere lieto che il principio che lui aveva già messo nel suo programma elettorale sarà applicato a tutto il paese.
La copertina di un album è sempre stato un esempio calzante, un contributo spesso fondamentale per descrivere la direzione emotiva dell'intera opera. Il mondo dell’arte e quello della musica sono sempre stati collegati, e molte delle cover più importanti sono state realizzate non solo da fumettisti e disegnatori visionari, ma da studi e fotografi illustri (Andy Wharol è l'esempio più lampante).
Abbiamo spesso dedicato post alle cover, non solo musicali, ma anche editoriali, libri, fumetti ed altro. Oggi abbiamo scelto alcune cover per noi significative, e tralasciato, come sempre, quelle più famose e più rappresentate (Dark Side of the moon, Nirvana etc..), e non potevamo però inserire l'unicità della Banana di Wharol o l'essenza di Never Mind the Bollocks. Abbiamo scelto non in base ad una bellezza estetica o a virtuosismi stilistici, ma perché la copertina di un disco è la fotografia della società al momento in cui essa viene realizzata, è l'espressione del contesto, oltre che la percezione di quello che andremo ad ascoltare.
Il rapporto tra musica e arti grafiche era strettissimo nell’epoca del vinile, quindi iniziamo la nostra carrellata proprio dagli anni '50, per proseguire con l'intensificazione della sinergia nel corso degli anni ’60, ’70 e ’80. Ricordiamo che molti dischi sono ricordati per la loro copertina prima ancora che per la loro musica.
Elvis Presley - Elvis Presley 1956
La prima cover nel suo genere. Quella del debutto del Re del Rock'n'Roll che schizzò direttamente al top, n°1 della classifica Bilboard negli States. L'iconico album rappresenta l'alba del rock, con la chitarra posta al centro (quindi all'attenzione) invece del pianoforte, fino ad allora lo strumento predominante sulle copertine dei dischi. Era il 23 Marzo del 1956 e nessuno aveva visto una cosa del genere" . A poco meno di quattro dollari per copia, si trattò del primo album della Rca ad aver incassato oltre un milione di dollari a un solo mese dalla pubblicazione. Elvis Presley è poi diventato il primo album in assoluto ad aver venduto più di un milione di copie. La foto per la cover fu scattata da William V. “Red” Robertson durante uno show a Tampa. Quell’immagine, datata 1955, è diventata un'icona. Così tanto da non essere solo usata sui giornali e le locandine per pubblicizzare gli show del "Re", ma come vedremo tra poco, finire anche su dischi altrui.
The Clash - London Calling1979
Spartiacque tra due decenni fondamentali per la musica. Insieme al precedente due classici album e due classiche cover. Anche a sguardi meno curiosi rivela la similitudine tra le due foto e le stampe. Senza malizia e perché consideriamo i Clash come una delle band che più ha contribuito al rinnovamento del rock diciamo che fu un tributo a Elvis. Al limite, gli copiarono solo il celebre.. ciuffo! Ray Lowry, curatore della grafica riportò fedelmente i colori ed il lettering di Elvis Presley e colloca il nome del disco nella identica posizione usata dal grafico del Re. La foto fu scattata alle 22.50 del 21 settembre 1979 al Palladium di New York da Pennie Smith.
John Coltrane - Blue Train 1957
Raramente un etichetta discografica ha prodotto così tante cover diventate poi "classiche" come la Blue Note, la seminale label di musica Jazz. Più di tutti hanno avuto un approccio consistente e evocativo, tanto da essere considerata la migliore arte grafica degli anni '50 e '60. Blue Train non fa eccezione. Fu il brillante secondo album del geniale sassofonista, di cui abbiamo parlato in questo post: The giant- John Coltrane
The Beatles - Revolver 1966
Avremmo potuto scegliere la cover di Sgt. Pepper, che ha una classe a se stante. Tuttavia l'innovativo lavoro creato un anno prima da Klaus Voormann, un loro amico dai tempi di Amburgo, appunto la cover di Revolver, fu altrettanto creativa e influente nei tempi successivi: dopo tutto, dopo la mitica copertina di Sgt Pepper tutto sarebbe cambiato.
Revolver fu uno dei primi album dell'era psichedelica. Il collage di disegni e foto di Voormann riflettevano gli esperimenti con l'LSD dei Beatles durante la sua produzione.
“Voormann dichiarò al Guardian che John Lennon gli si avvicinò durante le registrazioni: “Hai qualche idea per la nostra nuova copertina dell'album?’ Ho pensato: Si! Dovevo fare una cover per la band più famosa del mondo!In momenti come questo, si potrebbe improvvisamente dimenticare che una volta erano stati dei ragazzini trasandati di Liverpool."
"Quando ho sentito la musica, ero scioccato. Era incredibile. Ma era anche spaventosa, perché l'ultima canzone era ‘Tomorrow Never Knows '".
Il testo di Tomorrow Never Knows, era stato adattato dal libro di Timothy Leary, The Psychedelic Experience: Un manuale basato sul Libro Tibetano dei morti e combinato con i loop estratti da nastri, vecchie registrazioni e il drumming ipnotico di Ringo Starr contribuì a creare l'atmosfera psichedelica - e l'arte della copertina di Voormann.
A Londra, lavorò tre settimane nel suo minuscolo appartamento, con penna e inchiostro nero per creare i quattro grandi disegni dei Beatles. Vennero combinati con un collage di foto in bianco e nero scattate da Bob Whitaker.
Il lavoro di Voormann su Revolver gli valse un Grammy per la Miglior Copertina per Album Musicali, che però non lo rese ricco. La casa discografica dei Beatles lo pagò solo circa 50 sterline.
“Io lo avrei fatto anche per niente", dichiarò. E ci crediamo, davvero!
Più che un cantautore, che tutti conoscono, è stato ed è, un poeta. Soprattutto un poeta. Spesso anche le sue canzoni sono adattamenti di poemi brevi composti in precedenza, perché Leonard Cohen ha incominciato a scrivere all’età di sedici anni. Il suo primo volume di poesie, “Let Us Compare Mythologies”, fu pubblicato quando era ancora uno studente universitario alla McGill University. Nel 1959, dopo la laurea, e un breve periodo di lavoro a Montreal, fu mandato dal Canada Council in Europa. Qui, nell’isola di Hydra, in Grecia, portò a termine l’acclamatissima raccolta di poesie “The Spice-Box of Earth”.
Memorabili sono i suoi due romanzi: “The Beautiful Loser” (Belli e Perdenti) e “The Favorite Game” (il gioco preferito), per cui Cohen e stato considerato uno dei più grandi continuatori della tradizione letteraria americana dei Miller e dei Kerouack. ..Quello che vi offriamo è un po’ ‘ dell’umanità di questo enorme personaggio: dalle poesie, dalle sue prose, dalle sue canzoni e dalle sue poesie trasformate in canzoni.
I LEFT A WOMAN WAITING
I left a woman waiting I met her sometime later
she said, Your eyes are dead What happened to you, lover ,
And since she spoke the truth to me
I tried to answer truly Whatever happened to my eyes
happened to your beauty O go to sleep my faithful wife
I told her rather cruelly Whatever happened 'lo my e yes
happened to your beauty (We took ourselves to someone’s
bed and there we Iell together quick as dogs and truly dead were
we and free as running water tree as you and me
the way it’s got to be, lover).
HO LASCIATO UNA DONNA AD ASPETTARE
Ho lasciato una donna ad aspettare l'ho incontrata qualche tempo dopo mi ha detto, I tuoi occhi sono morti Cosa ti e accaduto, innamorato? E da quando lei mi ha detto la verità ho provato a rispondere sinceramente qualunque cosa sia accaduta ai miei occhi e accaduta alla tua bellezza O addormentati mia fedele compagna gli ho detto piuttosto crudelmente qualunque cosa sia accaduta ai miei occhi e accaduta alla tua bellezza (Ce ne siamo andati sul letto di qualcuno e lì siamo caduti insieme Eravamo veloci come cani e morti davvero e liberi come l`acqua che scorre liberi come te e me come avrebbe dovuto essere, innamorata). (- The Energy of Slaves - L`ultima strofa è stata aggiunta per le liriche dell`album “Death of a Ladies’ Man")
CELEBRATION
When you knell below me and in both your hands
hold my manhood like a Sceptre, When you wrap your tongue
about the amber iewel and urge my blessing, I understand those Roman girls who danced around a shaft of stone and kissed it till the stone was Warm. Kneel, love, a thousand feet below me, so far l can barely see your mouth
and hands perform the ceremony, Kneel till l topple to your back with a groan, like those gods on the roof that Samson pulled down.
CELEBRAZIONE
Quando ti inginocchi davanti a me e nelle tue due mani afferri la mia virilità come uno scettro, Quando tu avvolgi la tua lingua intorno al gioiello di ambra e implori la mia benedizione, lo comprendo quelle ragazze Romane che danzavano intorno a una colonna di pietra e la baciavano fino a quando la pietra non diventava calda. Inginocchiati, amore, mille piedi sotto di me, cosi lontano che io possa appena vedere le tue mani e la tua bocca celebrare Ia cerimonia, inginocchiati fin quando io crollerò sulle tue spalle con un gemito, come quegli dei sul tetto che Sansone fece discendere. (- The Spice-Box of earth -)
SUZANNE (TAKES YOU DOWN)
Suzanne takes you down to her place near the river, you can hear the boats go by you can stay the night beside her. And you know that she’s hall crazy but that’s why you want to be there and she feeds you tea and oranges that come all the way from China. Just when you mean to tell_her that you have no gifts to give her, she gets you on her wave-length
and she lets the river answer that you’ve always been her lover.
And you want to travel with her, you want to travel blind and you know that she can trust you because you’ve touched her perfect body with your mind. Jesus was a sailor when he walked upon the water and he spent a long time watching from a lonely wooden tower and when he knew for certain only drowning men could see him he said All men will be sailors then until the sea shall free them, but he himself was broken long before the sky would open, forsaken, almost human, he sank beneath your wisdom like 8 Smile. And you want to travel with him, you want to travel blind and you think maybe you’lI trust him because he touched your perfect body with his mind. Suzanne takes your hand and she leads you to the river, she is wearing rags and feathers from Salvation Army counters. The sun pours down like honey on our lady ofthe harbour as she shows you where to look among the garbage and the flowers, there are heroes in the seaweed there are children in the morning, they are leaning out for love they will lean that way forever while Suzanne she holds the mirror. And you want to travel with her and you want to travel blind and you’re sure that she can find you because she’s touched her perfect body with her mind.
SUZANNE `(TI PORTA GIU)
Suzanne ti porta giù nel suo posto vicino al fiume, puoi sentire i battelli che passano puoi restarle tutta la notte vicino, E tu sai che è mezza matta ma é per questo che vuoi stare li e lei ti nutre con the e arance che provengono direttamente dalla Cina.
E quando vorresti dirle che non hai alcun dono per lei, lei ti mette sulla sua lunghezza d'onda e lascia che il fiume risponda che sei sempre stato il suo amante.
E tu vuoi viaggiare con lei, vuoi viaggiare alla cieca e sai che lei può fidarsi di te perchè hai toccato il suo corpo perfetto con la tua mente. Gesù era un marinaio quando camminava sulle acque e restò a scrutare a lungo dalla sua solitaria torre di legno e quando fu certo che solo i naufraghi lo vedevano disse Tutti gli uomini saranno marinai d’ora in poi fin quando il mare non li renderà liberi, ma anche lui era a pezzi molto prima che il cielo si aprisse, abbandonato, quasi umano, sprofondò sotto la vostra saggezza Come una pietra. E tu vuoi viaggiare con lei, vuoi viaggiare alla cieca e tu pensi che forse potrai fidarti di lui perché ha toccato il tuo corpo perfetto con la sua mente Suzanne ti prende la mano e ti guida verso il fiume veste di stracci e di piume
Da Madchester a Gunchester, l'ennesima "rivoluzione".La sottocultura giovanile più significativa in Gran Bretagna a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta
Le recenti reunion di Stone Roses, Happy Mondays e Inspiral Carpets rilanciano una scena attiva e molto apprezzata tra gli anni Ottanta e Novanta
Sono trascorsi ventotto anni dall'uscita di Bummed (Factory Records, 1988), il secondo album dei mancuniani Happy Mondays. Per celebrare l'anniversario, la band capitanata da quella canaglia di Shaun Ryder darà il via, a novembre, a un tour britannico di quindici date. Pare che il gruppo, che nel 2012 si è riformato con la line-up originale, abbia intenzione di suonare gran parte delle canzoni del «famigerato» album. I loro concittadini The Stone Roses, che si sono riuniti l'anno scorso dopo una separazione durata circa quindici anni, hanno invece fatto ventilare la possibilità di un nuovo disco. In attesa di notizie su quello che sarebbe il loro terzo album, a giugno è intanto uscito un documentario (diretto da Shane Meadows) sul ritorno della band intitolato: The Stone Roses: Made of Stone.
Un po' più contorta la storia degli Inspiral Carpets, anche loro provenienti dai dintorni di Manchester (Oldham, ad essere precisi). Separatasi nel 1995, la band si era riunita nel 2003. Tom Hingley, il cantante che aveva rimpiazzato il frontman originale Stephen Holt (che se n'era già andato nel lontano 1989) nel febbraio del 2011 ha annunciato su Twitter, all'insaputa degli altri membri del gruppo, che gli Inspiral Carpets si erano sciolti. Al che il tastierista Clint Boon ha risposto:
«Gli Inspiral Carpets non si sono sciolti. Sembra che un membro abbia deciso di andarsene».
Nell'estate del 2011, quindi, Stephen Holt è rientrato nella band, dopo ben ventidue anni! Dopo un singolo (You're So Good for Me/Head for the Sun), realizzato per il Record Store Day l'anno scorso, uno per il Record Store Day di quest'anno (Fix Your Smile/Save Me, in collaborazione con Tim Burgess dei Charlatans), e una serie di concerti (anche come ospiti del tour degli amici Happy Mondays), vedremo se anche loro ci regaleranno un nuovo album. Non abbiamo citato queste tre band insieme a caso. Happy Mondays, The Stone Roses e Inspiral Carpets sono stati i protagonisti principali di quel movimento musicale, sviluppatosi a Manchester tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta, noto con il nome di Madchester (da «mad», pazzo), il quale sta recentemente godendo di un certo revival.
Madchester fu la sottocultura giovanile più significativa in Gran Bretagna a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta, per quanto riguarda la musica e lo stile. La musica era rappresentata da band rock alternative che, incorporando la dance elettronica nel proprio sound, fungevano da collegamento tra l'indie e l'acid house, tra la cultura rock e quella rave. A Manchester trovarono terreno fertile: il loro stile di vita bohémien ben si confaceva a una città con numerosi istituti d'arte e una vasta comunità gay, e il loro sound era in linea con una certa predilezione della città per la dance più veloce (negli anni Settanta fu l'anfetaminica scena Northern Soul). L'acid house, che a Manchester veniva trasmessa già dal 1986 dal dj Stu Allen, raggiunse l'apice della popolarità in città nell'estate del 1988 (nominata «La seconda estate dell'amore»). Questo popolo di «festaioli a oltranza» ballava in locali come l'Haçienda, il Thunderdome e il Konspiracy, portando il sole e la beatitudine di Ibiza nella grigia Manchester, e consumando grandi quantità di «pasticcini da discoteca».
Madchester fu la prima scena musicale britannica postthatcheriana. Afferma Simon Reynolds in Energy Flash (Viaggio nella cultura rave, Arcana 2010):
«Shaun Ryder, cantante degli Happy Mondays, era solito dichiarare: 'Siamo i figli della Thacher'. L'attacco scatenato dai leader conservatori contro il sistema assistenziale e i sindacati intendeva instillare nella classe lavoratrice alcune virtù borghesi come il risparmio, iniziativa, investimento e capacità di stringere la cinghia (...) Ma la risposta di una fetta consistente di giovani lavoratori britannici alla sfida lanciata dalla 'cultura dell'impresa' risultò improntata a uno sbrigativo atteggiamento 'tutto-e-subito': invece dimostrarsi consapevoli delle 'nuove opportunità', piuttosto svilupparono una 'mentalità criminale'. Ansiosi di partecipare al boom thatcheriano di fine anni Ottanta, dal quale venivano viceversa esclusi a causa della disoccupazione di massa, questi ragazzi fecero ricorso a espedienti di ogni sorta per fare soldi clandestinamente».
E quindi: commerci illeciti (ad esempio di falsi abiti firmati e cd pirata), spaccio di droga, furti e truffe. I media battezzarono la scena di Manchester «scallydelia», da «scallywag» (furfante, mascalzone), un termine associato all'hooliganismo. AManchester la musica e il calcio (tradizionali passatempi per i giovani maschi bianchi della working class), avevano molti legami. Nel 1990 i New Order pubblicarono il singolo World in Motion, l'inno della nazionale inglese per la Coppa del Mondo (e il loro primo, e unico, singolo a raggiungere il primo posto in classifica). E Simon Reynolds afferma che gli Happy Mondays «avevano anche un certo seguito tra gli ex hooligan sensibilizzati dall'uso massiccio di ecstasy». Continua Reynolds:
«Grazie alla benefica influenza dell'ecstasy e della marijuana, la stagione calcistica 1989-90 fu definita dal teorico di sottoculture Steve Redhead come 'Winter of Love', 'l'inverno dell'amore' (...) Gli episodi di violenza alle partite di calcio calarono drasticamente e molti tifosi si calavano di E (ecstasy, ndr) durante le partite, rafforzando il cameratismo omosociale e una chiassosa forma di sentimentalismo».
Insomma, alla faccia dei Tories, che sostenevano di essere stati loro a fermare l'hooliganismo degli anni Ottanta, potrebbe invece essere stata una combinazione di MDMA e musica. La scena di Manchester si distingueva per uno strambo stile fashion/anti-fashion. Le band (e i loro seguaci) indossavano abiti larghi e casual, per essere comodi sulla pista da ballo: baggy jeans (o flares, pantaloni a zampa, resi popolari dagli Stone Roses), t-shirt oversize (spesso con i loghi delle band, oppure con stampe e colori flower power), Dr Martens o scarpe da ginnastica, abbigliamento sportivo (Adidas), parka da Mod, capelli flosci, cappellini da pescatore. Questo stile, denominato anche baggy (largo, ampio), avrà un successo strepitoso, e compagnie come Joe Bloggs producevano migliaia e migliaia di pantaloni a zampa e maglie oversize (Baggy è anche il termine usato per indicare una scena simile a Madchester per influenze e suono, ma che includeva anche band che non venivano da Manchester, come The Soup Dragons, EMF e i primi Blur). Le t-shirt con gli slogan del movimento andavano a ruba. Leo Stanley, proprietario del negozio di abbigliamento Identity, dove molte band andavano a fare shopping, racconta:
«Una notte, dopo essere tornato dall'Haçienda, non riuscivo a dormire, così ho preso la bibbia e ho letto: 'Il sesto giorno, dio creò l'uomo (in inglese Man, nda)’, e scrissi nella mia agenda: 'Il sesto giorno, dio creò Manchester'». Leo ha l'idea geniale di stampare lo slogan su delle t-shirt.
«Quella t-shirt fu un successo pazzesco. Non riuscivamo a stamparle abbastanza in fretta. Qualcuno mi spedì una fotografia, tratta da una rivista francese, di Jean-Paul Gaultier e Madonna a un party, ed entrambi indossavano la maglietta On the Sixth Day».
Tra gli artisti che aiutarono a definire esteticamente l'epoca Madchester non possiamo non citare il leggendario team Central Station (i fratelli Matt e Pat Carroll, e Karen Jackson) e la loro arte bizzarra e colorata. Le loro psichedeliche copertine di dischi (in particolare degli Happy Mondays) e poster per la Factory ispirarono una generazione di artisti e designer. Un'idea di cosa sia stata questa scena si può avere dal film del 2002 Twenty-Four Hour Party People (di Michael Winterbottom), arricchito tra l'altro da cammei di diversi personaggi di Madchester (Paul Ryder, Clint Boon). Ma facciamo un passo indietro. All'inizio di tutta la storia c'è una «fabbrica», senza la quale Madchester non sarebbe esistita.
UNO STILE CHE UNIVA LA MUSICA INDIE E ACID HOUSE, CULTURA ROCK E RAVE
È il 1978. Un presentatore televisivo di Manchester, Tony Wilson, (una sorta di Malcolm McLaren settentrionale, soprattutto per il simile spirito neo-situazionista) decide di ampliare i suoi interessi e diventare il manager dei The Durutti Column. Pochi mesi dopo Wilson apre il club The Factory (La Fabbrica, appunto), con l'intento di appoggiare soprattutto le giovani band mancuniane (The Durutti Column, Cabaret Voltaire, Joy Division). Visto il successo del club, Tony Wilson & soci decidono di pubblicare, nel 1979, il doppio ep A Factory Sample, con le band che avevano suonato alle loro serate. Ed è così che nasce una delle etichette discografiche più influenti della Gran Bretagna. Il primo album pubblicato dalla Factory è Unknown Pleasures dei Joy Division, nel maggio dello stesso anno. Il 18 maggio del 1980, un paio di mesi prima dell'uscita del secondo album dei Joy Divisione, Closer, il cantante Ian Curtis si suicida. I tre membri superstiti della band decidono di continuare come New Order. (Per quanto riguarda questo periodo della Factory e la storia dei Joy Division consigliamo la visione del film Control di Anton Corbijn). Nel 1981 esce per la Factory il singolo di debutto dei New Order, Ceremony. Factory e New Order decidono quindi di lanciare un nuovo club, The Haçienda, in un ex showroom per yacht nel centro di Manchester. Il club apre nel 1982 e per i suoi primi quattro anni di vita è un buco nero in cui spariscono tutti i soldi di Factory e New Order, che lo finanziano. Visto lo scarso successo, spesso è sul punto di essere chiuso.Ma non sarà sempre così. Qualche anno più tardi, The Haçienda (il nome del club è un riferimento situazionista) sarà il locale che cambierà il volto di Manchester e senza il quale non ci sarebbe stata Madchester. Nel 1983 esce il singolo dei New Order Blue Monday, che segna una decisa svolta dal sound dei Joy Division. È un successo strepitoso, il 12” più venduto di tutti i tempi. Nel 1985 Factory pubblica il 12” di debutto degli Happy Mondays, Forty Five EP. Nel 1986, Mike Pickering, A&R della Factory e dj dell'Haçienda, è il primo dj in Inghilterra a suonaremusica house («importata» da Ibiza). Nell'aprile del 1987 esce l'album di debutto degli Happy Mondays, Squirrel and G-Man; mentre il singolo True Faith dei New Order diventa il loro primo top five hit. Contemporaneamente inizia un periodo di gran successo per l'Haçienda, che, nel luglio del 1988, dà inizio ad una serie di eventi in stile Balearic chiamati Hot.
«Dopo Londra, Manchester è stata a lungo considerata la Città Pop Numero Due della Gran Bretagna», afferma Simon Reynolds in Energy Flash.Ma per un attimo, alla fine degli anni Ottanta, l'acid house e l'ecstasy spinsero Manchester al centro dell'universo pop. Il contributo dell'ecstasy fu fondamentale. Come riassume bene Mani, il bassista degli Stone Roses: «Anche un ragazzo bianco poteva ballare, bastava una pasticca». A novembre 1988 esce il secondo album degli Happy Mondays, Bummed. E, un anno dopo, il loro ep Madchester Rave On, il cui titolo dà il nome all'intera scena. Racconta Shaun Ryder:
«Furono i registi dei nostri video, i Bailey Brothers, a inventarsi il termine 'Madchester' (come potenziale slogan per le t-shirt, ndr), ma noi dicemmo, 'Favoloso, sì, vai', perchéManchester era folle all'epoca. Ma nessuno usava il termine a Manchester, a meno che non fossero dei coglioni».
Il 14 luglio 1989 avviene la prima disgrazia. All'Haçienda (soprannominata anche Halluçienda), una ragazza di sedici anni muore per reazione allergica all'ecstasy. Quest'episodio non fermaMadchester. Anzi, il culto cresce a dismisura nei primi mesi del 1990, e le etichette discografiche britanniche sono bramose di mettere sotto contratto qualsiasi cosa abbia una connessione con Manchester. A novembre esce l'album degli Happy Mondays Pills’n' Thrills and Bellyaches. Il disco è votato «miglior album dell'anno» dalla stampa britannica, che aveva promosso la band fino allo sfinimento nel corso del 1990. L'anno seguente l'Haçienda chiude volontariamente (in seguito ad accuse di guerre tra bande nel locale), per riaprire il 10 maggio dello stesso anno, in tempo per celebrare il suo nono compleanno. All'inizio di settembre trapela la notizia che la Factory è prossima alla bancarotta. Etichette quali Mute, London eWarner Bros. si fanno avanti per acquistarla, ma la Factory non viene venduta, e dichiara di aver sistemato le proprie finanze. Dopo alcune interviste imbarazzanti per il New Musical Express e il Melody Maker, gli Happy Mondays non godono più del sostegno del pubblico e della stampa, scioccati dalle idee razziste e omofobiche dei membri Shaun Ryder e Bez. Il loro singolo Judge Fudge non entra neppure in classifica. Nel 1992 due dei principali gruppi della Factory, gli Happy Mondays e i New Order, trascorrono un tempo infinito in studio per registrare i rispettivi nuovi album, accumulando costi esorbitanti. A casa Mondays le cose sono rese complicate da storie di dipendenza da molteplici droghe e conflitti personali. Una volta uscito, il nuovo lavoro dei Mondays ...Yes Please! è accolto freddamente da stampa e pubblico, e le vendite vanno malissimo. Il secondo singolo tratto dall'album, Sunshine & Love, è l'ultimo disco realizzato dalla Factory, che dichiara la bancarotta il 23 novembre 1992. Un accordo di salvataggio dell'ultimo minuto con London frana, quando si rendono conto che i diritti sul materiale dei New Order (che avevano venduto milioni di dischi), sono di proprietà della band e non dell'etichetta (Factory non faceva firmare contratti ai propri artisti).
L'epilogo di Madchester ebbe diverse cause. L'ingenuo ottimismo e l'incosciente esultanza causata dalla droga favorita dalla scena, l'ecstasy, si dovette inevitabilmente scontrare a un certo punto con la realtà. Dall'inizio del 1990 entrò in vigore anche aManchester una nuova legislazione nazionale che rendeva più agevole la revoca delle licenze ai club. La polizia locale aveva avviato l'Operation Clubwatch, per tenere sotto controllo il traffico di droga nei locali e nei raduni rave. All'Haçienda avvennero diversi incidenti violenti: malviventi che minacciavano gli addetti alla porta e sparatorie in pista. Fu installato un sistema di sicurezza da 10mila sterline, con tanto di telecamere e metal detector. L'atmosfera del club ne risentì, e le presenze calarono vistosamente. Per i media Madchester era diventata Gunchester. Le «vibrazioni d'amore» morirono, e con loro quella che era sembrata, agli occhi dei giovani coinvolti, l'ennesima «rivoluzione».
Happy Mondays
Nati nel 1980 e formati da Shaun Ryder (voce), il fratello Paul (basso), Mark Day (chitarra), Paul Davis (tastiere) e Gary Whelan (batteria). Il sesto membro, Bez, ballerino e suonatore di maracas, si unisce alla band in seguito. Nei primi anni Novanta si aggiunge la corista Rowetta Satchell, una delle poche donne della scena Madchester. Il loro primo ep, Forty Five, esce per la Factory nel 1985. Pubblicano il loro esordio, dall'infinito titolo Squirrel and G-Man Twenty Four Hour Party People Plastic Face Carnt Smile (White Out), prodotto da John Cale, nel 1987. I due album seguenti, Bummed, del 1988, e Pills'n'Thrills and Bellyaches, del 1990, hanno un successo strepitoso.
La band si scioglie nel 1993, e Shaun Ryder e Bez formano i Black Grape. Nel 1999 si riformano. L'ultimo album, Uncle Dysfunktional, risale al 2007. Pare che Paul McCartney abbia dichiarato: «Ho visto gli Happy Mondays in tv, e mi hanno ricordato i Beatles nella loro fase Strawberry Fields».
The Stone Roses
Nati aManchester nel 1983. La formazione più nota include: Ian Brown alla voce, John Squire alla chitarra, Gary «Mani» Mounfield al basso, e il batterista Alan «Reni» Wren. Il loro primo album, The Stone Roses, esce nel 1989, ed è un successo. Per molti critici, uno dei migliori album britannici di tutti i tempi. Il secondo lavoro, Second Coming (1994), è accolto molto meno calorosamente, e la band si scioglie poco dopo. Durante una conferenza stampa nell'autunno del 2011annunciano di essersi riformati. Tra i loro brani più amati (secondo un sondaggio dell'NME): She Bangs the Drums, Waterfall, l'ipnotica IWanna Be Adored, I Am the Resurrection, Fools Gold.
Inspiral Carpets
Formati da Graham Lambert (chitarra) e Stephen Holt (voce) nel 1983. Nel 1988 pubblicano il loro primo ep, Planecrash (Playtime), che il dj di Bbc Radio 1 John Peel passa massicciamente. Pubblicano quattro album tra il 1990 e il 1994 (tutti per la Mute). Nel 1995 si sciolgono, per riformarsi nel 2003. Nel 2011 Holt, che aveva lasciato la band nel 1989 (sostituito da Tom Hingley), rientra nel gruppo.
The Charlatans
Nascono nel 1988. La formazione attuale comprende: Tim Burgess (voce),Mark Collins (chitarra), Martin Blunt (basso), Tony Rogers (tastiere). Il batterista Jon Brookes è morto recentemente (13 agosto 2013) all'età di 44 anni. Anche se i Charlatans sono fortemente associati con la scena di Madchester, si sono formati in realtà nelle West Midlands (Birmingham). Dal 1990 al 2010 hanno pubblicato undici album, di cui tre hanno raggiunto la vetta delle classifica nel Regno Unito (Some Friendly, 1990; The Charlatans, 1995; Tellin' Stories, 1997). Nel 2013 sono tornati in studio per lavorare a un nuovo album. In maggio è uscito in dvd il documentario Mountain Picnic Blues, sull'ellepì Tellin' Stories.
New Order
Quando Ian Curtis dei Joy Division si suicida nel maggio del 1980, i membri rimanenti della band (Bernard Sumner, Peter Hook, Stephen Morris), con l'aggiunta di Gillian Gilbert alle tastiere, formano i New Order. La band si sciolge nel 1993 e si riforma cinque anni più tardi. Dopo aver attraversato vari cambi di formazione, oggi sono formati da Sumner, Morris, Gilbert, Phil Cunningham e Tom Chapman. Combinando new wave e dance elettronica, sono stati una delle band più influenti degli anni Ottanta. Dall’81 al 2013 hanno realizzato nove album (il più recente, Lost Sirens, è del 2013). E ancora: James, 808 State, A Guy Called Gerald, Paris Angels, The Farm, Northside, New Fast Automatic Daffodils, The High. (Alias)
Non sono di quelli che si
struggono o che nutrono eccessiva nostalgia per i tempi che furono, in
special modo per quel che riguarda la tecnologia. Ho vissuto l'era del
vinile, del VHS, del Video-tape e delle cassette, i classici nastri per
intenderci, roba obsoleta per l'home entertainment, ma che
periodicamente risale in auge per motivi a me molto misteriosi. Oggi
pubblichiamo qualcosa che davvero "si è perso", che non tornerà mai più,
in questa epoca in cui il video streaming digitale ci viene trasmesso
nelle nostre case 24 ore al giorno e sette giorni su sette, come l'acqua
o il gas. La gioia dellla scoperta e della caccia: oggi la distanza tra
il desiderio di scoprire un disco nuovo, un film underground, un video
di un concerto e il desiderio di possederlo, non è che un percorso
abbastanza breve e semplice. Si può facilmente scaricare qualsiasi cosa o
ordinarlo su Amazon che lo consegna direttamente a casa il giorno dopo,
o prima.
Un'altra cosa che è persa lungo la strada è proprio
quello che dava senso a qualcosa che è "underground". Nulla, almeno nel
campo dell'intrattenimento viaggia in modo sotterraneo, come nulla è
"raro" in un mondo digitale. Possiamo guardare i film di Kenneth Anger
ad esempio anche in un paese di poche migliaia di anime sperduto tra le
montagne, mentre prima avremmo dovuto cercarli in qualche "cineforum" di
rara tendenza, e questo significava anche che bisognava essere
fisicamente in una grande città, quando venivano proiettati.
All'epoca, avremmo pagato molto salato per vedere quest'esibizione dei
Bauhaus dal vivo.
I Bauhaus divenne il gruppo cardine
per il dark più estremo quando esplosero con enorme impressione sul
pubblico del cinema, con l'apparizione nella
sequenza di apertura di 'The Hunger' di Tony Scott, con Catherine
Deneuve e David Bowie nel 1983. E dopo averli visti in azione in The
Hunger, volevamo assolutamente vederli dal vivo, o quantomeno avere la
registrazione di un loro live.
36 Anni da "The Flat Field”. Venne
pubblicato nel 1980 dopo il loro singolo di debutto " Bela Lugosi
Dead", e altri tre singoli, "Dark Entries", “Terror Couple Kill Colonel”
e “Telegram Sam“.
Tutti i dischi furono pubblicati per la gloriosa
4AD, e sono stati poi aggiornati dalla Beggars Banquet. The Flat Field
fu stroncato dalla critica, come l'infame pezzo "Gothick as Brick" del
NME che possiamo vedere nell'immagine sopra, nonostante la band fosse
sostenuta da John Peel (che aveva fatto registrato una sessione con loro
all'inizio di quell'anno) e nonostante fosse in realtà una band
art-rock che meritava di essere trattata con lo stesso rispetto offerto
ai loro contemporanei, allo stesso modo freddi e tormentati, Joy
Division. Rispetto che il pubblico dimostrò portando l'album al primo
posto in classifica in Inghilterra, e per oltre due anni nelle
classifiche indie britanniche . A volte la band era francamente troppo
isterica per essere presa sul serio, ma seppero sfruttare
la disperazione e desolazione in un suono forte, mirato ed estetico.
Nonostante
questo, brani come "Double Dare", God in an Alcove”, e “Stigmata
Martyr”, come la stesse title track “In The Flat Field” si rivelarono
canzoni iconiche, anche suonate on stage, rimaste nella storia del goth,
dell'Art Rock e del Post-Punk tutto.
Alla cultura Goth abbiamo dedicato alcuni post, tra cui quest'interessante guida: Il rock è cupo - Goth, una sub-cultura che non muore
Godiamoci
questo live set, e ai Bauhaus però, (anche loro grandissimi fan di David Bowie, di cui faranno una meravigliosa cover di Ziggy Stardust) dedicheremo lo spazio che meritano,
come una delle nostre band preferite di sempre.
Bauhaus Live University Of
London 1980 Bela Lugosi's Dead, In The Flat Field, Boys, God In An Alcove,
Dancing, Poison Pen, Telegram Sam, Dark Entries Peter Murphy (vocals, occasional instruments), Daniel Ash (guitar), Kevin Haskins (drums) and David J (bass).