Visualizzazione post con etichetta Libri e Musica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Libri e Musica. Mostra tutti i post

28/02/18

Musica sullo scaffale


Di musica "scritta" abbiamo già parlato, seguire le etichette Libri e Musica e Rock Writers. Spesso si afferma che la scrittura musicale è messa in pericolo da vari fattori, ma crediamo che ci sono dei libri in grado di soddisfare i più accaniti fan, maniaci e cultori di musica. 



Pete Townshend, Who I am
La storia degli Who arricchita con le sue vicende personali. La versione italiana, edita da Rizzoli, conserva il titolo originale, Who I am: quasi 500 pagine di curiosità e aneddoti, che offrono parecchi spunti di riflessione sul rock, sull’arte, sul rapporto tra una rockstar e il suo pubblico. Lo stile narrativo un po’ freddo, sembra più una narrazione di vicende in stile giornalistico, Pete cronista, anziché il protagonista. Ma assolutamente da leggere.



Talking to Girls About Duran Duran: (One Young Man's Quest for True Love and a Cooler Haircut) Parlare con le ragazze dei Duran Duran, Rob Sheffield.
Un grande fan dei Duran Duran, giornalista Rolling Stone, Rob Sheffield, ha deciso di rendere un tributo alla band preferita, e che più di tutte è sinonimo di anni '80. Il libro è' una sorta di condivisione di storie durante la crescita a Boston e di come abbia imparato tutto sulle ragazze, circondato da donne forti e intelligenti.
<<“Parlare con le ragazze dei Duran Duran”, cosi’ ho trascorso tutta la mia vita! E mi stupisce sempre di quanto sia grande questa band e quanta lealta’ e contemporaneamente, quanta ferocia ha ispirato nei loro ascoltatori. Mi hanno insegnato molto sulla musica: senza di loro non avrei mai sentito parlare di Kraftwerk e Visage, Chic e Roxy Music...>>

08/06/15

Poeti, saggisti, romanzieri prima che rockers

Musicisti che sono diventati poeti, pittori, attori, teatranti, copy, designer, giornalisti, commentatori e ospiti televisivi, addirittura partecipanti a reality show come J. Lydon sull'isola dei famosi versione inglese. Ma soprattutto scrittori. Quì una breve carrellata su alcuni libri famosi pubblicati da rockers.



J. Carroll: Jim entra nel Campo di basket (Basketball Diaries), 1978
L'esistenza on the road di un ragazzo straordinariamente intelligente, campioncino di pallacanestro con il talento per la scrittura: tra i 12 ei 15 anni tiene infatti un diario che diventa una sorta di manifesto per la sopravvivenza nella giungla urbana newyorchese, fra precoce ossessionante uso di stupefacenti, successi scolastici e sportivi, amici e famiglia osservati attraverso, con l’insofferenza e la ribellione tipiche di un'intera generazione. E l'opera di un enfant prodige: vero caso letterario negli Stati Uniti degli anni Settanta, con l'autore quale vocalist e leader rock (The Jim Carroll Band) soltanto nel 1980 per Catholic Boy disco da ritenuto all'altezza della migliore Patti Smith. Da Minimum Fax
di J. Carroll abbiamo parlato qui


Leonard Cohen: Belli e perdenti (Beaunful Losers) 1966
Poeta e romanziere che prima cantautore e musicista, il quasi ottantenne montréalese riesce aeccellere in ogni trovata artistica in una vicenda professionale lunga oltre mezzo secolo. Difficile però orientarsi tra le decine di raccolte di versi - Flowers For Hitler (1964) e L'energia degli schiavi (1972), tra le raccolte più rappresentative - mentre nella narrativa Cohen si ferma a due romanzi: il primo é Il gioco favorito (The Favorite Game, 1963); il secondo Belli e perdenti - composto tra il 1964 e il 1965 sull'isola greca di Idra, digiunando, facendo uso di anfetamine p re concentrarsi meglio sul testo - narra la storia della santa Mohawk Kateri Tekakwitha, intrecciata alla vicenda di un triangolo amoroso tra un folklorista (canadese senza nome), sua moglie Edith (nativa americana morta suicida) e il suo migliore amico F.,( parlamentare a capo di un movimento separatista), che finirà in manicomio. Da Rizzoli

Julian Cope: Krautrocksampler, 1996
Benché rientri nella saggistica, questo bel libro sulla kosmische music tedesca fa dell'ex leader dei Teardrop Explodes un autentico professionista della scrittura, attività alla quale si dedica quasi a tempo pieno, tenendo un blog di cultura, redigendo poi nel 2007 il fondamentale Japrocksamplen sull‘evolversi del pop nipponico tra il 1951 e il 1978. Attualmente Cope da alle stampe testi storici notevoli come The Modern Antiquarian e The Megalithic European, entrambi sui monumenti preistorici, non ancora tradotti in Italia a differenza dei primi due. Da Fazi
di J. Cope abbiamo parlato qui


AUTQRI VARI: The Haiku Year, 1998
Ecco un'antologia delicata e impalpabile di nuovi haiku scritti da una serie di musicisti. Tra i tanti Michael Stipe, Grant Lee Phillips, Douglas Martin, Tom Gilroy, Anna Grace, Rick Roth, Jim McKay e introdotti da Steve Earle. Il libro é ancora inedito in Italia, come molti altri testi di rockstar e musicisti vari, dalle due raccolte di poesie e racconti Earthed Nineveh/ The Ephemeron di Steve Kilbey (leader degli australiani Church) ai romanzi autobiografici Bookstore, Jrnls80s e Road Movies di Lee Ranaldo (chitarrista di Sonic Youth) fino a Empty Places (1991) di Laurie Anderson.


Bob Dylan: Tarantula, 1971
Se é vero, come scrive Allen Ginsberg che la poesia fece il suo ingresso nei jukebox grazie a Bob Dylan, é altrettanto giusto attribuirgli la paternità (condivisa dallo stesso Lennon) di primo artista rock a tutto tondo, dalla pittura alla narrativa. Tarantula ha una gestione lunga e complessa, perché Bob vuole resistere alle pressioni degli editori che sfruttano il momento positivo di Like a Rolling Stone e Blonde on Blonde, carpendogli gli appunti buttati giù nel convulso biennio '65-’66. Ma il testo è dato alle stampe solo nel 1971, quando Dylan sembra fuggire da alcune influenze artistico-letterarie che celebrano tanto il suo folk rock quanto un libro di culto, fra scrittura automatica, flusso di coscienza, beat generation, e psichedelia. Da Feltrinelli
di B. Dylan e Tarantula abbiamo parlato qui


Ed Sanders: Racconti di gloria beatnik (Tales Of Beatnik Glory), 1975
ll leader e cantante dei Fugs é da sempre poeta e agitatore culturale: lavorando sul genere “biografia” in modo complementare tra fiction, saggio, memoria, licenzia un testo cult, divenuto ormai un classico della letteratura beat: un romanzo autobiografico sui primi Sixties, dove il personaggio Sam Thomas é proprio l'alter ego del futuro leader della newyorchese rock band tra cabaret e politica, tratteggiando surrealisticamente la Grande Mela alternativa dei primi anni Sessanta, fra reading poetici, jazzmen balordi, sesso sfrenato. Da ShaKe

Brian Eno: Strategie oblique (Oblique Strategies, Over One Hundred Worthwhile Dilemmas), 1975
Si tratta di un mazzo di carte da 7x9 centimetri che sono contenute in una scatola nera, a mo' di scrigno, che il polistrumentista transfuga dai Roxy Music crea assieme a Peter Schmidt; tra libro d'artista e conceptual art, ogni carta propone un aforisma che intende aiutare l'artista, in particolare il musicista, a spezzare i blocchi mentali e a incoraggiare il cosiddetto pensiero laterale. Da Gammalibri


Lou Reed: The Raven, 2003
Si tratta dei testi dell'omonimo album che sconfina in qualcosa di diverso dalla sequenza di tracce musicali per sfociare, con lo spirito dark che contraddistingue l‘ex Velvet Underground, nella rilettura in chiave postmoderna di racconti e poesie di Edgar Allan Poe (con la collaborazione di altri grandi nomi della musica e del cinema: David Bowie, Willem Dafoe, Laurie Anderson, Steve Buscemi, Ornette Coleman). Sulla scia di POE, musical progettato nel 2002 con Robert Wilson, il maestro del gotico del XIX secolo viene quindi riscritto da Reed che non esita a manipolare e ad arrangiare le parole di Poe, saltando, elidendo e aggiungendo pezzi propri, cosi da lasciarsi alle spalle gli eventuali anacronismi a favore dell'intenso stupore dell'hic et nunc. Da Einaudi
di L. Reed abbiamo parlato qui
Coney Island Baby

Jim Morrison: The Lords. Notes on Vision 1969
Questo libricino di poesie come i successivi The New Creatures (1969) e An American Prayer (1970), tutti vengono stampati privatamente con tiratura limitata di 100 copie (500 per il terzo) dalla Western Lithographers di Los Angeles. Poi, dopo la morte, sul cantante dei Doors come poeta si assiste al diluvio: centinaia di pubblicazioni (anche in Italia) su inediti (o presunti tali) e su manoscritti (di dubbia provenienza).Tuttavia l' autore/ performer del Re Lucertola - più simbolismo francese che beat generation - declamata in pubblico assieme al gruppo, resta ancor oggi il miglior esempio di rock poetry. Da Kaos edizioni
di J. Morrison abbiamo parlato qui


Nick Cave: E l’asino vide l’angelo (And the Ass Saw the Angel) 1989
Il musicista e sceneggiatore australiano - dopo la raccolta di poesie e racconti King Ink (1988) seguita da King Ink II (1997) - pubblica un romanzo crudo e brutale dagli accenti gotici: al centro la vicenda di Euchrid Eucrow, giovane americano che vive in uno stato del sud, in una valle abitata da predicatori e profeti, dominata dall’ignoranza; e la quotidianità del protagonista muta di colpo quando il popolo dei timorati di dio dichiara che una trovatella è prescelta dal Signore. Il successive romanzo – La morte di Bunny Munro (2009) – tratta invece dell'ultimo viaggio di un commesso viaggiatore alla ricerca di un'anima. Il venditore di prodotti di bellezza alle solitarie casalinghe della South Coast inglese è alla deriva dopo il suicidio della moglie e in corsa per mantenere una presa sulla realtà. Bunny si mette quindi sulla Strada con il figlio Bunny Junior in una peregrinazione sempre più bizzarra e frenetica fino alla resa dei conti. Incandescente e moderno racconto morale, il libro é anche un ritratto dei rapporti tra padri e figli. Da Arcana


Patti Smith: Poesie (Seventh Heaven), 1972
E' autrice di libri di poesie già prima dello strepitoso esordio discografico (Horses, 1975); il debutto letterario risale a tre anni prima con questo libricino figlio dell’underground newyorchese: brevi liriche su eros e droga nell‘alienante contesto urbano. Ma il suo capolavoro è forse Complete (1998) raccolta di testi (song, riflessioni, diari) con note autobiografiche, dove sembra voler esprimere la propria arte in un riuscito mix di immagini e lettere. E’ una ricerca del sé che non concede spazi a parole inutili, a frasi lunghe, a discorsi complicati: prevalgono appunti, bozzetti e fotografie per le canzoni ormai elevate a poesie. Da segnalare tra gli altri quindici libri da lei pubblicati nel corso di 40 anni Babel (1978), Early Work:`1970-1979 (1994), The Coral Sea (1996), Auguries of Innocence (2005), Just Kids (2010), tradotti anche in italiano. Da Newton Compton
di P. Smith abbiamo parlato qui

John Lennon: Vivendo Cantando (In His Own Write), 1964
Pubblicato all'inizio della beatlesmania (Longanesi e Arcana), con disegni dello stesso Lennon, il librino, fra critiche entusiasmanti, ha un successo incredibile al di la delle più rosee speranze editoriali. Si tratta di una serie di racconti talvolta brevi, dai toni comici e surreali tra humour britannico e nonsense avanguardista. Ci sono di mezzo l'Alice di Lewis Carroll e i limericks di Edward Lear non senza qualche occhiataccia all’Ulisse di James Joyce. Il positivo riscontro fa si che Lennon-ripeta il colpo già nel 1965, con un secondo volume, A Spa.. In The Works. Che riprende gli spunti felicissimi dell’esordio. In alcuni elementi di questo approccio alla scrittura in prosa rimasti estranei ai testi delle canzoni, emergeranno poi nel canzoniere beatlesiano – a cominciare da Strawberry Fields a A day in the Life.. Da Arcana
di J. Lennon abbiamo parlato qui


Roberto Freak Antoni: Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti - 1991 Feltrinelli
Le migliori menti della mia generazione - dicono - sono state distrutte dalla droga. Ma non è vero. Le migliori menti della mia generazione sono state distrutte dal professionismo. Roberto Antoni era un micidiale dilettante (uno che si diletta) e per questo ci piaceva e gli vogliamo bene. Ha fatto di tutto (il rock, la televisione, il teatro, i dischi) senza diventare un rocker, né un personaggio televisivo, né un attore. Se avesse guadagnato miliardi non sarebbe un ricco. Perché sarebbe un dilettante anche come ricco e anche come persona famosa. Le sue poesie riflettevano la sua lontananza dal mostruoso sussiego del modo di vivere contemporaneo: che è, a ben vedere, il vero "demenziale". Alcune poesie sono tristissime, altre molto allegre. Alcune bellissime. Sono, comunque, le poesie del vecchio Freak Antoni, la cui longa manus si allunga, con alcune altre, su questo blog fin dagli inizi. 
Del grande Freak abbiamo parlato quì



25/05/15

La Tarantola di Bob (Dylan)

24 maggio 1941, Bob Dylan ha 74 anni. Un collage di lettere in versi, giochi di parole, fughe nelle allucinazioni, parabole di polemica sociale, piccoli capolavori di umorismo e d'immaginazione. Messaggi in codice per chi faceva parte del suo mondo e per la sua generazione, che possono assumere significati diversi a seconda dei vari gerghi dei beats, hippies, studenti, cultori della droga, vagabondi, musicisti e appassionati di rock che hanno prestato a Dylan termini e immagini. Un manoscritto da incubo, surrealismo psichedelico che risente profondamente della scrittura di  William Burroughs..

Cara rivista anticonvenzionale, signori:
mi rendo conto che attualmente state mettendo assieme un libro su artisti sulla lista nera e con i punti neri o qualcosa del genere.
Se si tratta dell'ultimo caso, vi raccomanderei di mettere per primo Jerry Lee Lewis.
Se si tratta del primo caso, vi raccomanderei di mettervi in contatto con la società medica americana per scoprire l'esatto valore di un’impresa del genere.
Porgendovi i sensi del mio rispetto, rimango un agitatore di piazza.
Dalle montagne.. Zeke il Tappo

Ascolta. Non m’importa cosa dice tuo papà. J. Edgar Hoover non è poi un tipo così buono. Credo che debba avere delle informazioni su qualunque persona dentro la Casa Bianca che se il pubblico ne venisse a conoscenza, potrebbero distruggere queste persone/
se parte delle informazioni che possiede andasse in giro, vuoi scherzare,
probabilmente l'intero paese lascerebbe le proprie occupazioni e si rivolterebbe.
Lui non perderà mai il suo posto. Darà le dimissioni con onore. aspetta e vedrai.
Puoi immaginare per conto tuo tutta questa faccenda dei Comunisti.
Lo sai da quanto tempo i ladri di automobili terrorizzano la nazione? Devo andare.
C’è una macchina dei pompieri che mi da la caccia. Ci vedremo quando otterrò la laurea. Senza di te impazzisco. Non vedo mai abbastanza film.
Il tuo amante paralizzato
benjamin tartaruga..

Ok. Così mi sono iniettato droga una volta tanto.
Grosso affare. E a te come va?
Ti assicuro Mervin, che se non mi lasci perdere, ti colpirò ancora dove fa male, capito?
Mi sembra di diventare pazzo. La prossima volta che mi chiami con quel nome in un pubblico ristorante, ti trascino fuori e ti prendo a calci per darti una buona lezione.
Come se non avessi diritto di arrabbiarmi. Lascerò soltanto un..volo*.
Buona iniezione.
Bada a quello che fai.
La Legge

Qui' giace Bob Dylan assassinato dal di dietro da carne tremante
che dopo essere stata rifiutata da Lazzaro,
Saltò su di lui per solitudine ma scoprì con stupore
che egli era già un tram e questa fu recisamente la fine di Bob Dylan
Ora egli giace nell'istituto di bellezza della signora Realmente
il Signore dia pace alla sua anima e alla sua insolenza
due fratelli e un cocco di mamma nudo che assomiglia a Gesù Cristo
possono ora spartirsi i residui della sua malattia e i suoi numeri telefonici
non c’è forza da offrire in omaggio - ora chiunque può semplicemente riaverla indietro

Qui giace Bob Dylan demolito dal garbo viennese - che adesso sosterrà di averlo inventato
ora la gente in gamba può scrivere Fughe su di lui
e cupido può dare un calcio alla sua lampada al cherosene
Bob Dylan - ucciso da un rifiutato Edipo che cambiò bandiera per indagare su un fantasma
e scoprì che anche il fantasma era qualcosa di più di una persona..

Questa è la mia ultima lettera - ho cercato di soddisfarvi, ma ora vedo che avete troppo nella vostra mente - ciò di cui avete bisogno è qualcuno che vi lusinghi - io lo farei, ma a cosa servirebbe? dopo tutto, io non ho bisogno di niente da voi - voi siete cosi bloccati, comunque, che siete diventati avidità pura - mentre i mistici del mondo balzano nel sole, vi siete ritirati in un paralume - se avete intenzione di pensare,
non pensate perché' le persone non si amano fra loro - pensate perché' non amano se stesse - forse allora comincerete ad amarle - se avete qualcosa da dire, fatemelo sapere, io sono giusto dietro l'angolo, vicino ai comandi di volo - prendetevela comoda e non fate troppo male - guardate le piante di pepe verde e pensate che avete visto abbastanza popcorn - vi state trasformando in tossicomani -
come ho detto, non c’è semplicemente niente che possa darvi fuorché' un semplicemente - non c’è niente che possa prendere da voi fuorché' una coscienza inquieta - non posso dare ne' prendere nessuna abitudine..arrivederci al ballo mascherato
Tormentosamente, ragazzo d'acqua.





10/10/14

Il Rock è cupo: Goth, una sub-cultura che non muore

PROFONDO DARK
Dall’olocausto post-punk inglese emerse un nuovo suono. Un suono che conservava l’atteggiamento aggressivo e la narrazione intellettualmente consapevole del punk, ma puntava al contempo su qualcosa che faceva parte del passato inglese: la stravagante scena rock glam di Ziggy Stardust alias David Bowie. Benché questa nuova sottocultura giovanile volesse  affermare il proprio punto di vista ideale, voleva anche imporre un nuovo immaginario visivo: infatti in un intervista sul suo nuovo album del 1974, Diamond Dogs Bowie stesso, riferendosi allo stile parlò di gotico. Non si dilungò in spiegazioni, ma la parola venne immediatamente affiancata a quella musica. Il termine ricomparve cinque anni dopo, il 15 settembre 1979, quando i membri dei Joy Division furono intervistati dalla televisione inglese nel programma Something Else, e parlando della loro musica la deinirono ‘gotica' in confronto al mainstream pop’.

Il manager dei Joy Division, Martin Hannett, durante una conferenza stampa della Factory rec. dichiarò che l’album dei JD, Closer, era musica per ballare con reconditi significati gotici. E nel corso della stessa intervista il bassista dei Joy Division, Bernard Albrecht, rafforzò quel significato paragonando la loro musica al suo amore per il film classico Nosferatu. Disse Albrecht: <<L’atmosfera era diabolica ma ci sentivamo a nostro agio>>. Ma l’impatto più forte sulla scena lo ebbe il lavoro di un gruppo di musicisti di Northampton, in Inghilterra, formato nel 1978 da Daniel Ash, dai fratelli Haskin, David e Kevin, e dal funambolico Pete Murphy, estimatore di David Bowie e T-Rex. Il gruppo, inizialmente battezzato Bauhaus 1919, abbandonò ben presto la data di fondazione della mitica scuola artistica tedesca e divenne noto con il nome di Bauhaus. I quattro musicisti crearono le basi programmatiche, musicali e visive, per una generazione di band gotiche. Bela Lugosi Dead, il loro primo singolo uscito nel 1980 per la Small Wonder Records, fu alimentato dall’amore di Peter Murphy e Daniel Ash per l’erotico immaginario vampiresco. Questa canzone diede il via al fascino, e alla connessione con il tema dei non-morti, sviluppato in seguito dalla scena musicale che, da li a poco prenderà il nome di goth. Due anni prima dell’esordio dei Bauhaus, un ex membro dell’entourage dei Sex Pistols, Susan Dallion (nota nei club con il nome di Siouxie Sioux) aveva formato la sua band, Siouxsie and the Banshees. Il suo modo di vestire scioccava e il suo stile originale e ancora oggi uno dei pin imitati dalle goth. The Scream, uscito nel 1978, è ufficialmente il primo disco integralmente goth. Inoltre, nel 1979 i Cure avevano fatto uscire Three Imaginary Boys (distribuito più tardi in Nord America con il titolo Boys Don’t Cry). La tenera sensibilità di Robert Smith e il suo malinconico romanticismo, contrastava con la prorompente sensualità di Peter Murphy, toccò le corde della disincantata gioventù inglese. Se Peter Murphy aveva dato attraverso la scrittura voce alla esplosiva sessualità di Dracula, Smith raccontava la storia dal punto di vista di Mina Harker:

<<L’ultimo dei Big Four che ha dato il via alla scena inglese è stato il gruppo dei Joy Division. ll frontman della band, Ian Curtis, era l’emblema di tutto ciò che avrebbe rappresentato il goth (anche in molti stereotipi). Il morboso fascino che provava per gli aspetti tragici dell’esistenza lasciava trasparire che per lui la vita fosse una partita persa. Curtis si è suicidato il 18 maggio del 1980 ( diventando in questo modo il primo tragico eroe popolare del goth. (...) lronia della sorte, i primi quattro grandi gruppi della storia del goth, Bauhaus, Cure, Siouxie and the Banshees e Joy Division non hanno mai riconosciuto di fare parte di quella che e stata definita in seguito la scena goth, nonostante le evidenti influenze, sia visive, sia musicali. (...)

17/09/14

La Storia del Rock 'n' Roll in dieci canzoni

Sepensate che La Storia del Rock 'n' Roll in dieci canzoni, il nuovo libro di Greil Marcus possa essere uno scherzo, allora sbagliate, perchè anche se è una pratica abbastanza sfruttata per conquistare lettori apparentemente in modo facile, Marcus è completamente serio. Una playlist, anomala, strana, incomprensibile se se ne prende alla lettera il titolo, che io non potrei mai compilare: dovrebbero legarmi ad un palo per non cambiarla, modificarla, aggiornarla, correggerla ogni quarto d'ora. E infatti, tutti a darmi/gli addosso: ma non si può, quasi mezzo secolo di musica ridotta a dieci canzoni. Pretestuosi, presuntuosi, e un pò arroganti.  E poi, un titolo più accurato dovrebbe essere Una storia di 237 canzoni in dieci canzoni, almeno per il numero approssimativo di tracce che compaiono nell'indice del libro. Ma la parte "Rock 'n' Roll" è indiscutibile - il critico veterano, uno dei miei preferiti, spende le prime sei pagine con una lista delle nuove entrate nella Rock and Roll Hall of Fame di quest'anno. E poi, davvero c'è che cosa significa per Marcus, 69 anni, il "rock 'n' roll", come è stato inteso e praticato, attraverso l'arrivo del punk alla fine dei '70, e come i suoi primi esponenti e le loro canzoni continuano a risuonare nella cultura contemporanea come spettri a volte benevoli.

La Storia del Rock 'n' Roll in dieci canzoni non è poi tanto ambizioso quanto Lipstick Traces, (Tracce di rossetto, una storia segreta del 20° secolo) classico e bellissimo del 1989, in pratica le origini del punk dal Dada al Situazionismo, e i fermenti culturali dell'Europa degli anni Venti e Trenta, o La Repubblica Invisibile, del 1997, dove Marcus ricostruisce magnificamente un periodo storico forse fondamentale nella storia musicale (e letteraria) americana, mentre Dylan rileggeva a suo modo la tradizione musicale del suo paese. Come tutti i suoi lavori, l'ultim libro non è per tutti. Non vi troverete i Beatles o i Rolling, e niente di ciò che ci si aspetterebbe di trovare in una lista del genere. Dieci canzoni – registrate tra il 1956 e il 2008 – che, a suo parere, riassumono la storia e l’essenza del rock, che hanno poi influenzato gente come lo stesso Dylan fino alla compianta Amy Winehouse, e la dimostrazione di quello che il Rock'n'Roll riesce a fare all'esecutore come anche all'ascoltatore. “The History of Rock ‘n’ Roll in Ten Songs” è uscito il 2 settembre e può risultare un pò strano che una canzone come Trasmission dei Joy Division possa avere una connessione con All I Could Do Was Cry di Etta James, scritta nel 1960, ma non c'è una diversa sensibilità quando si tratta di rock 'n' roll, o qualsiasi altra forma di musica, come non c'è una divisione tra americani e britannici, europei, sudamericani e asiatici: "le canzoni viaggiano e la gente le tiene in vita, in modi del tutto iimprevedibili."
Secondo Greil Marcus, "questo è semplicemente un gruppo di brani, ognuno dei quali a mio modo potrebbe contenere l'intera nozione di ciò che è il rock 'n' roll".
Di seguito l'interessante playlist, da cui mi sono accorto che sì, qualcosa mi ero perso..

Transmission, Joy Division
Transmission, pubblicata nel 1980: questo pezzo, dice Marcus, «è un esempio di come una canzone possa cominciare in un modo apparentemente controllato, ordinato, e poi spingersi in un punto in cui non immaginavi potesse finire, o potesse risolversi». «È davvero una delle più impressionanti performance in cui mi sia mai imbattuto, in tutti i diversi modi in cui l’hanno suonata i Joy Division e Ian Curtis [leader della band, morto suicida a 23 anni]», conclude Marcus, che riconosce di aver riscoperto molta della musica dei Joy Division dopo aver visto il film Control sulla storia di Ian Curtis, diretto dal noto fotografo e regista Anton Corbijn nel 2007.( The Other Rock History, a interview G. Marcus )




Shake Some Action, The Flamin’ Groovies
I Flamin’ Groovies – «un nome talmente stupido che è imbarazzante pronunciarlo ad alta voce», racconta Marcus – sono stati un gruppo rock di San Francisco fondato nel 1965 (si sciolsero nel 1990, dopo aver più volte variato la formazione iniziale). Shake Some Action, la loro canzone più celebre, fu registrata nel 1976.




All I Could Do Was Cry, Etta James
Questa canzone fu registrata nel 1960 da Etta James, e inserita nella colonna sonora del bel film Cadillac Records, del 2008, storia della Chess Records con una strepitosa Beyoncé nel nel ruolo di Etta.. «Moltissimo del rock e del pop riguarda questi piccoli brevi momenti in cui un artista è in grado di metterci dentro praticamente tutto quello che ha, che sa e che prova», ( Marcus )




Crying, Hoping, Waiting, Buddy Holly
Crying, Hoping, Waiting del 1958, una canzone più volte coverizzata, dai Beatles a Cat Power. Buddy Holly aveva qualcosa di completamente diverso rispetto ad altre grandi prime star del rock ‘n’ roll, come Chuck Berry, Elvis Presley, Little Richard, Bo Diddley, venne fuori come uno ordinario, una specie di nerd […] e non ha mai perso quell’aria, quel “potrei essere uno chiunque, potrei essere te, tu potresti essere me”». Buddy Holly ha avuto un enorme influenza su tutto il rock'n'roll, dagli inizi fino ai nostri giorni.




Money Changes Everything, brano del 1978 registrato dai Brains. Praticamente sconosciuto fino alla sua rivisitazione da parte di Cyndi Lauper nel 1983. È una struggente canzone d’amore, spiega Marcus, in cui un ragazzo viene mollato dalla sua fidanzata: “ma ci eravamo giurati eterno amore”, e lei – salendo sulla macchina di un altro tipo – risponde “sì, ma quando ce lo giurammo c’era una cosa a cui non pensavamo, e questa cosa sono i soldi”.


Money (That’s What I Want), Barrett Strong
Barrett Strong è un cantante americano R&B più noto come autore (scrisse i testi di molte canzoni dei Temptations, per esempio). Money (That’s What I Want) fu registrata nel 1960 e fu uno dei primo successi della Motown Records. Money (That’s What I Want) è una canzone che parla di soldi, semplicemente, vanta numerose cover, dai Beatles ai Rolling Stones, ai Kingsmen, ma la migliore, secondo me rimane questa dei Flying Lizard del 1978..




Guitar Drag, Christian Marclay
Guitar Drag è un video prodotto dall’artista e compositore statunitense Christian Marclay, e riprende il suono di una chitarra elettrica trascinata di notte sull’asfalto di una strada di San Antonio, in Texas, da una macchina a cui la chitarra è legata tramite una corda. Marcus racconta che si tratta di un riferimento di Marclay al delitto di James Byrd Jr., un ragazzo afroamericano che fu ucciso nel 1998, proprio in Texas, da un gruppo razzista del KKK, che ne trascinò a lungo il corpo dopo averlo legato a un fuoristrada. Parlando del video, Marcus dice: «è quasi inguardabile, diventa doloroso. Anche se non conosci il riferimento, guardarlo è come guardare qualcuno che viene torturato». A livello sonoro, Lou Reed fece lo stesso esperimento nell'"inascoltabile" Metal Machine Music nel 1975 , doppio vinile interamente compilato con distorsioni e..servendosi del feedback e del feedback soltanto, per affermare, si dice, la sua autonomia e indipendenza dalla casa discografica.




To Know Him Is to Love Him, The Teddy Bears
Il primo Phil Spector, del 1958, e suonata dal solo gruppo vocale Teddy Bears, un gruppo formato insieme a due suoi compagni di scuole superiori, che durò soltanto un paio di anni. Beatles e Nancy Sinatra tra i suoi rifacimenti, mentre quella più apprezzata dall'autore è quella di Amy Winehouse, nel 2007: in quella parte che fa “to know, know, know him”, dice Marcus, è come se Amy Winehouse «abbia ascoltato qualcosa che forse nessuno aveva mai ascoltato prima».




This Magic Moment, The Drifters
Del 1961, fu scritta da Ben E. King, che poi arrivò alla fama con la grandiosa Stand By Me, Una delle migliori cover è quella dei Misfits nel 2003.




In The Still Of The Nite, The Five Satins
I Five Satins sono un gruppo di soli cantanti formato nel 1954 e ancora in giro. In The Stille Of The Nite è la loro canzone più famosa. La registrarono nel 1956 ma raggiunse il successo quando venne inclusa nella colonna sonora di Dirty Dancing, un famoso film del 1987, ma noi preferiamo l'originale, perla inserita nella colonna sonora di American Graffiti.




28/03/13

Lester Bangs: crescere sinceri è davvero difficile

“Forse chiediamo ai lettori di essere disposti ad accettare il fatto che il miglior scrittore americano sapesse scrivere quasi esclusivamente  recensioni di dischi..! (G.M.)  
 Come diventare un critico rock:
<<"La prima cosa da capire e ricordare sempre, è che è tutto un espediente il cui unico significato sta nella possibilità di infliggere il proprio gusti alle persone. Molti iniziano a scrivere recensioni perché vogliono che agli altri piacciano le stesse cose che piacciono a loro e non c'è nulla di male in questo, è un impulso onesto. Da piccolo ero testimone di Geova e quindi ce l’avevo nel sangue. Metà dei Critici rock del paese, anzi, il 90% dei critici rock del mondo hanno una teoria che cercano di inculcarsi a vicenda e di inculcare agli altri, poiché spiegano, questa chiarisce la storia della musica e tutti i suoi punti oscuri. Hanno tutti una teoria e ognuna di queste teorie è una cazzata totale, ma vi conviene tenerne sempre una pronta se avete intenzione di andare avanti. Provate con questa: tutte le culture del rock’n’roll si plagiano a vicenda È nella loro natura intrinseca. Quindi forse i plagiatori e gli imitatori sono ancora più geniali degli artisti da cui attingono! Fare la prova: i Rolling Stones sono meglio di Chuck Berry, Gli Shadow Of Knights meglio degli Yardbirds!" >>

Genio. E ancora, l’impietosa cronistoria della parabola di Jim Morrison:

<<"L’importanza dei Doors non dovrebbe essere sottovalutata: se si considera nella giusta luce il contesto che il gruppo scardinò con la sua violenza, se si pensa ai gruppi e agli artisti entrati nell’immaginario collettivo dopo di loro (da Alice Cooper a Brian Ferry), si deve concludere che Jim Morrison fu uno dei padri del rock contemporaneo. Se gli Stones erano ‘sporchi’, i Doors erano veramente paurosi, e la differenza è rilevante perché l’elemento sostanziale della nostra epoca e proprio la paura">>

Stiamo parlando dell’anziano personaggio ritratto accanto all’illustratrice underground Dori Seda in un racconto di Bruce Sterling del 1989. Del quarto protagonista con iniziali L. B. dell'apocalisse di It’s the End of the World as We Know It dei Rem insieme a Leonard Bernstein, Leonid Breznev e al grande Lenny Bruce; del critico musicale interpretato dal bravissimo Philip Seymour Hoffman in Almost Famous (da non perdere..) , al quale il giovane alterego del regista Cameron Crowe si rivolge come a un maestro di vita. Anche i Ramones lo citano in It’s not my place, accanto a Phil Spector, Clint Eastwood, Jack Nicholson.. E’ Lester Bangs, esplicitamente invocato — anche da Cobain nei suoi diari — come il più influente, seminale critico musicale di tutti i tempi, nume tutelare della controcultura e del maledettismo rockettaro. <<Lester Bangs. Critico rock, morto e canonizzato per la sua prosa intenzionalmente sgradevole...>>. Lester, che si veste con orribili camicie da campagnolo, Lester che si lava di rado, che insulta in faccia il sue amato/odiato Lou Reed nel corso di varie interviste, che ci prova goffamente con Patti Smith, e soprattutto che stigmatizza violentemente qualsiasi forma di lucro sul cupio dissolvi» delle anime belle del rock. Lester, dalla scrittura incredibilmente suadente, indiscutibilmente incisiva e maliarda.


29/10/11

Evoluzionismo. E Punk Rock

Greg Graffin ha 47 anni e dal 1979 è il frontman dei Bad Religion,  punk band di Los Angeles. Oltre ai quindici album prodotti con il gruppo,ha scritto due libri (e in arrivo il terzo) e lavora ad una serie Tv;Professor Punk. Si, perchè Graffin oltre tutto questo è un accreditato paleontologo con un dottorato alla Cornell University di L.A. (Ucla). Lo scorso maggio la paleontologa Jingmai O'Connor ha presentato la scoperta di  un fossile di uccello,ritrovato in Cina, vissuto più di 112 milioni di anni fa e gli è stato dato il nome di Qiliana Graffini, "in onore del dott. Gregory Graffin, paleontologo, biologo evoluzionista, professore, rockstar e ispiratore di numerosi affermati scienziati nel mondo.."

La Qiliana Graffini aveva un becco sdentato simile a quello dei suoi antenati dinosauri,un piccolo animale che si era adattato all'ambiente acquatico ma capace anche di muoversi a terra. La sua estinzione avvenne insieme a quella di altre specie simili e contraddice la ricostruzione secondo la quale l'estinzione di quell'era (Cretaceo) spazzò via solo dinosauri favorendo così mammiferi ed uccelli..Fu un estinzione dovuta ad un forte mutamento climatico,a cui solo poche minoranze di questa specie riuscì ad adattarsi.


Il nuovo libro del "prof. Graffin" , Evoluzione Anarchica - Fede, Scienza e Bad Religion in un mondo senza Dio,scritto con Steve Olson,è un percorso tra arte,scienza e religione ed è apertamente critico con la vulgata del creazionismo e un appassionata difesa di Darwin. Inoltre racconta di come la scienza lo abbia salvato durante i primi anni selvaggi del punk.Il libro ha gia superato le tre milioni di copie vendute.

D.L.:Cosa centra la scienza con il punk rock?
G.G.: C'è un fattore comune importantissimo per entrambe:la spinta alla sfida al conformismo e all'autorità. La scienza avanza solamente quando riesce a cambiare il modo di pensare,quando avviene,cioè, quello che chiamiamo un cambiamento paradigma. E questo è l'unico modo per generare le rivoluzioni scientifiche. Tuttavia anche i miglioramenti sociali contribuiscono a cambiare la visione comune delle cose. Trovo estremamente importante farlo in modo intelligente e non distruttivo,e credo che la maggior parte dei punk rocker alla fine siano cittadini profondamente coinvolti nel cambiamento in meglio della società.
Sarà uno stereotipo,ma il punk non dovrebbe essere contro tutte le istituzioni?
Mah..non ho incontrato molte persone intelligenti contrarie alle università. Contrarie alla ricerca e al pensiero scientifico però è vero che ce ne sono. Il problema è che la scienza,come tutte le attività umane,può essere usata in modo scorretto da persone scorrette. E i..cattivi possono usare qualsiasi altra cosa per far del male come dimostra la storia dell'ultimo secolo
Se l'evoluzionismo è qualcosa di anarchico,allora C. Darwin è da considerare un punk ante litteram
 Ho sempre ammirato Darwin per l'enfasi usata nel suo L'origine della specie e in altri scritti,per penetrare la dura scorza della comunità scientifica e le tendenze sociali dell'epoca. Già a quel tempo però appariva chiaro il fatto che l'evoluzione è un processo complicato e non ordinatamente controllato dalla selezione naturale. Quindi l'anarchia nell'evoluzione deriva da una miriade di cause,praticamente innumerevoli,che consentono il cambiamento della specie.
Oggi l'insegnamento dell'evoluzionismo è ancora percepito come qualcosa di scomodo. come te lo spieghi?
Bé,fondamentalmente l'evoluzionismo è in opposizione all'idea di "disegno intelligente",specialmente nei confronti del creazionismo,che vorrebbe il nostro universo creato da una volontà senziente e non frutto di fenomeni naturali. Ciò offende molte persone che vogliono credere di essere il frutto di un processo diverso e speciale. Perciò in questo caso la scienza viene percepita come socialmente scomoda. Ma è ancora possibile comprendere la propria unicità e importanza nel mondo senza soccombere a tendenze nichiliste. Certamente,se vuoi essere un nichilista è facile sovvertire la scienza. Come ho detto prima,è possibile farlo con qualsiasi cosa. Gran parte del mio libro tratta proprio di come vivere la vita con speranza e ottimismo nonostante la cruda realtà del darwinismo.

Il tuo libro e l'ultimo album della band sono usciti in contemporanea. Oltre alla tempistica cos'hanno in comune?
Anche se di per sè le due opere non sono sovrapponibili,l'intento dell'album è stato quello di rappresentare la nostra evoluzione come band. Lo abbiamo perfino intitolato ammiccando ad una delle opere più famose di Darwin, L'origine dell'uomo e la selezione sessuale,e il libro che ho scritto tratta il concetto di evoluzione sia dal punto di vista scientifico che da quello filosofico. Ho incluso anche molte altre esperienze personali che ho avuto come membro dei Bad Religion,quindi è in parte scientifico e in parte autobiografico. Non è stato ancora tradotto in italiano,ma spero avvenga presto. Sono sicuro che piacerebbe.
Nel libro e nelle tue canzoni parli molto di religione. Credere è incompatibile con il pensiero scientifico?
L'incompatibilità deriva dalla visione dualistica del mondo da parte della religione,che stabilisce due realtà; invece lo scienziato crede che tutto sia parte di un'unittarietà chiamata universo. I dualisti,invece,credono che esista una realtà fisica in aggiunta a una realtà immaginaria o spirituale. Quella fisica può essere studiata e osservata,mentre quella spirituale o immateriale non può semplicemente essere osservata. Un monista (e mi considero tale) asserisce che ogni fenomeno è parte del mondo fisico e quindi il nostro catalogo fenomenologico crescerà sempre più. I cosiddetti misteri del mondo immateriale si trasformano via via in qualcosa di comprensibile,come qualsiasi altra realtà fisica.
Senta,ma i suoi studenti come reagiscono a trovarsi davanti una rockstar dietro la cattedra?
Molti  aspiranti medici  sono talmente seri da non essere granchè interessati alla musica. Comunque per me è abbastanza semplice gestire questa doppia vita perchè vado in tour durante la stagione estiva,quando non c'è attività accademica. Ma è vero che,da quando ho scritto il libro,sono alla continua ricerca di nuove cose: approfitto dei tour per farmi venire in mente nuove idee per il nuovo libro, The Population Wars..

intervista di Davide Ludovisi

24/10/11

This is Tomorrow: James G. Ballard

James Ballard considerava La Mostra delle Atrocità come la sua opera più importante e però quella particolarmente meno apprezzata. I racconti del libro apparvero in origine su rivista (1970), poi raccolti nella forma fittizia di un romanzo. Per l'interpretazione dei fatti del mondo, l'analisi e le provocazioni sull' estabilishment dell'epoca e per la lungimiranza con cui  ridefinisce il genere umano, costretto a confrontarsi e a riproggettarsi continuamente a causa dell'avanzata tecnologica, La Mostra..fu sequestrata nella sua prima edizione americana. Il connubio tra l'orizzonte naturale e quello artificiale,la trasformazione del rapporto tra l'uomo e il mondo sono le premesse delle tematiche di Ballard,premesse che per sua stessa ammissione furono elaborate durante la seconda guerra mondiale,quando,bambino,si ritrovò prigioniero a Lunghua,vicino Shangai,in un campo di prigionia giapponese. Quell'esperienza segnò lo scrittore e plasmò tutti gli scenari del suo immaginario. La Mostra delle Atrocità fu considerato il devastante canto di morte della nostra civiltà, sublimata in un panorama infernale,una galleria delle archittetture dell'incoscio e dei media che fa da palcoscenico alle figure di personaggi pubblici,riuniti in un vortice di crudeltà umana.Dentro,ci sono l'assassinio di Kennedy a Dallas,Marilyn Monroe eletta a spettrale desiderio permanete, Greta Garbo e C.Manson, Malcom X e Fidel Castro,Camus e Francis Bacon, in un quadro denso e inquitante in cui si preannuncia clamorosamente l'elezione di un mediocre attoruncolo di Hollywood (R.Reagan) alla presidenza Usa. Qui si incontrano il sistema dei media e il nostro sistema nervoso,le radici non sessuali della sessualità,il crollo, tra paeseggio esterno e quello interno: i terremoti possono essere originati da.."sconvolgimenti sismici all'interno della mente umana.." E l'intero universo industriale che esplode,con il corpo umano che diventa paesaggio. La devastazione e la proliferazione incontrollabile e lento di organismi mutanti che si ricostruiscono tramite le macerie della distruzione.

"La mostra di quest'anno aveva un segno inquietante: tutti i quadri insistevano sul tema della catasrofe planetaria,come se questi pazienti,così a lungo segregati,avessero avvertito nelle menti dei dottori e delle infermiere una specie di sconvolgimento sismico.."


"Ogni pomeriggio,nel cinema deserto,il contenuto sessuale latente degli incidenti automobilistici, J.Dean, J. Masfyeld, A. Camus.. Molti volontari si convincevano che le vittime fossero ancora vive e in seguito usavano l'uno o l'altra di esse per eccitarsi durante l'atto sessuale col proprio partner.."


Ma da dove proviene lo stile letterario di Ballard? Aveva studiato medicina senza però arrivare alla laurea e agli inizi degli anni '50 i suoi interessi si concentrarono sulla fantascienza. I primi racconti furono pubblicati dalle riviste New Worlds e Science Fantasy,di taglio popolare. Nei '60 New Worlds virò verso ambienti di ricerca letteraria: nasceva la New Wave,corrente che portò la fantascienza ad interagire con la letteratura Pop e Psichedelica molto in voga in quegli anni. Ballard svilippò la concezione dell'Inner Space (Spazio Interiore..) dichiarando che una letteratura di eplorazione come la fantascienza aveva molto da scoprire negli abissi delle ossessioni umane e molto meno nello spazio siderale.
"L'unico pianeta veramente alieno è la terra.."

Fu una stagione breve e intensa  che contribuì a svincolare i suoi protagonisti dall'ambito restrittivo del genere fantascientifico.
"Fin dall'inizi della mia carriera,quando ho scelto la fantascienza,sono sempre stato convinto che il futuro fosse una chiave migliore del passato per intendere il presente. Ma,agli esordi,della fantascienza mi lasciavano insodisfatto i due temi principali: lo spazio esterno e il lontano futuro. Così,tanto ai fini emblematici quanto a quelli teorici o progammatici,battezai il nuovo terreno che desideravo eplorare Spazio Interno,intendendo per tale quel territorio psicologico (manifesto ad esempio,nella pittura surrealista..) nel quale si incontrano,fondendosi,il mondo interiore dello spirito e il mondo esteriore della realtà.."


Nel 1963 la moglie di Ballard muore improvvisamente per una polmonite fulminante,lo scrittore decise coraggiosamente di non risposarsi e di prendersi cura da solo dei tre suoi figli,anche se in quel periodo era molto raro trovare dei padri single. Un evento che lo cambiò molto,aveva l'impressione che la natura avesse commesso un terribile delitto e la domanda del perchè ciò fosse accaduto lo ossessionò nei decenni che seguirono. La scrittura cambiò direzione,diventò più cupo e radicale e iniziò a pubblicare dei racconti più sperimentali su Ambit,una rivista trimestrale di poesia. Sperimentazioni che lo portarono ad indire un concorso per la miglior poesia o il miglior racconto scritti sotto le influenze delle droghe,che riteneva un importante fattore di cambiamento in quegli anni,dato il loro uso disinvolto che divenne una vera e propria cultura generazionale. Venne attaccato e accusato di reato contro la collettività,ma questo non fermò la sua straordinaria visionarietà, tanto da organizzare uno spogliarello durante una lettura di un saggio scientifico. Fu il primo esempio di quella fusione tra scienza e pornografia che costituì la base per gli esperimenti immaginari della Mostra delle Atrocità.

La rinuncia alle emozioni,la morte degli affetti,presiedevano come un sole mostruoso allo scenario di quel sinistro decennio. I brutali documentari su guerre civili,di assassinii,la stilizzazione della violenza telefilmata andavano di pari passo con una pornografia scientifica che traeva la sua materia non dalla natura,ma dalla deviante curiosità dello scienziato.Sono gli anni in cui inizia un effimero disgelo tra l'occidente e l'URSS, scoppiano le controculture giovanili,il R'n'R diventa fenomeno di massa,gli anni in cui il modello fordista del lavoro mostra le prime crepe. E soprattutto sono gli anni in cui l'immaginario,che è fiorito così rigoglioso nella scienza e nelle arti nella prima metà del secolo,comincia a penetrare davvero nelle pieghe della società. Anni in cui si svilupperà il più generale e radicale ciclo di lotte operaie in tutto l'occidente che verrà sconfitto,con una mirabolante ristrutturazione del capitale,negli anni ottanta e novanta.
L'obiettivo principale era quello di scrivere un tipo di narrativa centrato sul presente. Scienze e tecnologie si moltiplicano intorno a noi,dettando in misura sempre maggiore i linguaggi in cui parliamo e pensiamo. E a noi s'impone di usarli,o di rimanere muti. Paradossalmente,la fantascienza moderna è però diventata la prima vittima del mutevole mondo che essa ha anticipato e contribuito a creare. Il futuro contemplato negli anni addietro è già nostro passato. Le immagini dominanti - non solo quelli dei primi voli sulla Luna e dei viaggi interplanetari,ma anche quelle dei mutamenti dei nostri rapporti sociopolitici in un mondo governato dalla tecnologia - appaiono ora enormi frammenti di scenografie superate. L'esempio più commovente di ciò è ravvisabile nel film 2001: Odissea nello Spazio,il quale a segnato la fine del periodo eroico della fantascienza moderna. I panorami e i costumi,le maestose scenografie  ricordano Via col Vento,offrendo l'immagine di uno spettacolo scientifico in costume  trasformato in romanzo storico alla rovescia,di un mondo conchiuso e impenetrabile alla luce della realtà contemporanea.

Il matrimonio tra ragione e incubo dominanti,ha generato un mondo sempre più ambiguo. Il paesaggio delle comunicazioni è attraversato dagli spettri di sinistre tecnologie e dai sogni che il denaro può comprare. Sistemi di armi termonucleari e pubblicità televisive di bibite coesistono in un mondo sovrailluminato che ubbidisce alla pubblicità e agli pseudo eventi,alla scienza e alla pornografia. Alle nostre vite presiedono i due grandi temi leitmotif gemelli: sesso e paranoia. Voyerismo,disgusto di sè,la base infantile dei nostri sogni e dei nostri desideri - questi i mali della psiche sono ora culminati nella perdita più atroce: la morte del sentimento.. Viviamo in un mondo governato da fantasie di ogni specie. Promozione di prodotti di massa,pubblicità,politica esercitata come branca della pubblicità,volgarizzazione immediata di scienza e tecnologia in immagini popolari,confusione e fusione di identità nel settore dei beni di consumo,svuotamento di ogni libera o originale risposta immaginativa all'esparienza della televisione. Viviamo insomma all'interno di un enorme romanzo. In passato si è sempre dato per scontato che il mondo esterno rappresentasse la realtà,per quanto confusa e incerta,e che il mondo interno della mente,col suo contenuto di sogni,speranze,aspirazioni,rappresentasse il regno della fantasia e dell'immaginazione. Ora,anche questi ruoli sembrano essersi capovolti: il metodo più prudente ed efficace per affrontare il mondo che ci circonda è quello di considerarlo un puro e semplice parto fantastico; per converso,l'unico nodulo di realtà che ci rimane è quello che abbiamo nel cervello...

La mostra delle Atrocità rappresenta uno snodo nell'opera di Ballard. E' un libro che getta una luce diversa e rivelatrice sui romanzi di fantascienza scritti in precedenza e pone le basi per quelli che seguiranno. Nè prima nè dopo criverà un romanzo come questo anche se,nel 1984 abbandonerà definitivamente le tematiche della  fantascienza,prima con una riedizione di Crash,sviluppo narrativo di un capitolo omonimo di La Mostra delle Atrocità in cui delinea tutte le radici delle sue ossessioni: l'accostamento tra paesaggio urbano e la situazione psichica dei protagonisti, l'immagine di un mondo che diventa sempre più un gigantesco sistema nervoso e poi ancora più radicalmente con L'impero del Sole,romanzo autobiografico basato sulle esperienze vere di un ragazzino che diventa adolescente durante la guerra e l'internamento nel campo di Lunghua.
Crash fu una provocazione,un attacco aperto contro tutte le convenzioni e i luoghi comuni sulla nostra ripugnanza nei confronti della violenza in generale e quella sessuale in particolare. Si proponeva una connessione tra sessualità e l'incidente automobilistico,una fusione che avveniva all'insegna del culto della celebrità,un inno psicopatico nel quale sesso e morte si intersecano. Il romanzo passò sotto tono in Gran Bretagna mentre fu un enorme successo in Francia,che aveva una lunga tradizione di opere sovversive,dai romanzi pornografici di De Sade a Celine e Genet. Lolita di Nobokov,il Miller dei Tropici, il Pasto Nudo di Burroughs furono tutti pubblicati dalla Olympia Press,dopo essere stati rifiutati e sequestrati negli Usa,avanguardia di fanatici politici di destra e di nuovi gruppi di religiosi moralizzatori.

"La pornografia è bene, è controcultura. Il capitalismo ha una grande inventiva, una capacità di trasformarsi con brevissimo preavviso. Se qualcosa non va e tu non vuoi comprarla, non fa niente! Inventeremo qualcosa di nuovo, riempiremo i negozi con qualche novità. Ecco, io temo che la gente – annoiata per la maggior parte del tempo e senza nulla per cui vivere, specie in Inghilterra – si lascerà andare alle psicopatologie perché sono divertenti, sono esaltanti! Siamo tutti un po’ folli e ci possiamo divertire facendo i matti! È lì che si annida il pericolo, una specie di nuovo fascismo che sorge".
"Non penso che il tipo di fascismo che sta per arrivare sia quello anni '30. Non ci saranno stivali militari, Führer che strepitano, niente Sturmtruppen. Non sarà quel tipo di fascismo. Sarà un fascismo da tv, molto light, se è chiaro cosa voglio intendere. Il nostro Führer non sarà come Hitler, sarà più come uno show pomeridiano. Mi pare che voi in Italia abbiate tentato di avvicinarvi un po’ a questo modello con Berlusconi."


L'Impero del Sole fu l'unico grande successo commerciale di Ballard,tanto che le vendite superarono quelle di tutti i suoi libri messi insieme,la Warner Bros ne comprò i diritti e Spielberg ne trasse il film,anch'esso di grande successo. David Cronemberg girò invece Crash,contibuendo ad un ulteriore diffusione del libro in tutto il mondo e fu la pellicola più discussa al festival di Cannes del 1996,con strascichi di polemiche che continuarono negli anni seguenti.

E' cosi che abbandona definitivamente gli anni 60 e 70,decenni che erano iniziati senza di lui: a disagio in una società che gli è estranea,lui,nato e cresciuto in un enclave britannica nella Shangai coloniale,le immagini che ha in mente sono incongrue con il nuovo contesto sociale. Segregazione,violenza,immagini di militari nipponici arroganti,di contadini cinesi rassegnati e uccisi con indifferenza. Giunto in Europa il giovane Ballard non fu in grado di decifrare la trasformazione in atto,tanto da apparirgli come un paesaggio lunare al primo contatto.
Ballard ha convogliato sullo stesso piano significativo la letteratura medica,quella di genere,quella mainstream, quella scientifica,la storia e la cronaca.
Nel corso di tutta la sua vita  ha scritto racconti che sono diventati dei veri e propri classici della letteratura dell'immaginario,influenzando generazioni di scrittori e ispirando profondamente altre forme narrative quali il cinema,la musica,il fumetto.L'oggettività assoluta,senza ammiccamenti,quasi clinica,una tecnica presa in prestito dalla scienza e trasferita nella letteratura creò una sorta di shock dei valori che con la new wave diede spunto e riferimenti al movimento Cyberpunk degli anni '80,capeggiato da scrittori come W.Gibson, B.Sterling, R.Rucker.. e che elessero proprio Ballard a loro modello e idolo.

Nessun altro scrittore,se si esludono William Burroughs, Burgess e Bukowksi ha avuto tanta influenza  sulla musica pop come J.G. Ballard. La sue visioni,  il senso di paura diffusa dei suoi scritti hanno  affascinato artisti  e ispirato band attraverso i decenni. Da coloro che ne hanno riversato in musica la sua visione del mondo attraverso sintetizzatori e loop industrial, primi fra tutti Cabaret Voltaire, Clock DVA e This Heat, artefici del movimento postindustriale,e decadente.
La musica ispirato da Ballard è molto simile al suo lavoro: suoni freddi, clinici,presentimenti, disincarnato, pornografia. "Attraversare le frontiere è il mio mestiere". La musica ballardiana" è esteriormente anti-blues/anti-rock, ma i testi raffiguranti grattacieli, sottopassi, asfalti e amanti alla deriva nella città di artisti come Bowie e gli Smiths sono spudoratamente ballardiani.Brian Eno è un suo grande estimatore.
Non è una sorpresa che il post-punk, con il suo desiderio modernista del rock  è particolarmente ricco di riferimenti ballardiani. Joy Division di Closer.(The Atrocity Exibition, prima canzone dell'album), il Gary Numan di Cars,Tom Yorke di Eraser, Ultravox,gli Empire of the Sun, che citano nel nome un suo romanzo (ripreso anche nel film di Steven Spielberg) e i Klaxons, che nelle canzoni del loro album d'esordio Myths Of The Near Future condividono temi simili a quelli sviluppati da Ballard.. E' sempre stato un referente,anche se vago, del movimento rave e di tanti gruppi techno,il Dubstep è forse il figlio più evidente del suo lavoro,tanto che la Hyperdub Records lo cita come influenza primaria.
Qui sotto,una compilation di gruppi noti (Clock DVA,Electroware,Pankow) e meno noti (Slow Motion,In Trance 95..), che hanno omaggiato James G. Ballard,scrittore visionario, noir e coltissimo, che si è spento a 78 anni,nel 2009, dopo una lunga malattia in Inghilterra. 













Crash, 1993


Oltre ai libri citati ed altri,come Mondo Sommerso,La Foresta di Cristallo,Terra Bruciata,Il Vento del Nulla,Terra Bruciata (anni '60) 
Il Condominio,Hello America,La Civiltà del Vento,L'Isola di Cemento,L'Allegra Compagnia del Sogno (anni '70 e '80)
e quelli relativi agli ultimi anni, Super Cannes,Cocaine Nights,Millenium People,Regno a Venire, si consiglia le due autobiografie,La Gentilezza delle Donne,più mascherata e il bellissimo I Miracoli della Vita (dove c'è la sua inizializzazione alla..magia dei gatti!)
Inoltre gli innumerevoli racconti,romanzi brevi,saggi e gli interventi dei massimi esperti italiani,Daniele Brolli e Antonio Caronia.



22/09/11

Interview: Simon Reynolds (GQ)

La cultura pop ha smesso di evolversi. Malata di passato. Oggi tutto è retro. Un nome su tutti? Lady Gaga: un riciclaggio di decadenza glam dei '70 (Bowie), look eccessivo degli '80 (Madonna), neo-dark dei '90 (Marilyn Manson). A sostenerlo nel suo ultimo saggio Retromania. Musica, cultura pop e la nostra ossessione per il passato (Isbn) è Simon Reynolds, il più autorevole critico musicale britannico dei nostri tempi, tra le firme di punta di Melody Maker prima, di Rolling Stone, Mojo, The Guardian poi e autore di libri cardine come Post-punk 1978-1984 e il monumentale Totally Wired. "Un tempo il metabolismo pop ribolliva di energia dinamica, creando quel promettente senso di speranza nel futuro associato a movimenti come la psichedelia degli anni sessanta, il post-punk dei settanta, l'hip hop degli ottanta, il rave dei novanta. I duemila sembrano irrimediabilmente malati di passato"






07/06/11

MALCOM X E PUBLIC ENEMY

L'AMERICA ha dovuto aspettare un presidente nero che sa parlare all'Islam, cresciuto da bambino all'ombra dei minareti di Jakarta, poi star di Harvard, depurato di ogni "accento nero" linguistico e ideologico, lo statista che osa pensare una società pacificata e post-razziale. Solo nell'èra di Barack Obama diventa possibile riaprire un grande tabù, una pagina di storia lacerante. È la vicenda di Malcolm X. Oggi avrebbe 86 anni e morì che ne aveva 39, centrato dagli spari mentre arringava la folla nella Audubon Ballroom di Harlem. Quel 21 febbraio del 1965, nel giorno di una morte violenta che lui stesso aveva prevista e annunciata, Malcolm X si portò nella tomba tanti segreti: a cominciare dall'identità dei suoi assassini e dei mandanti.

Per più di quarant'anni un grande intellettuale nero, lo storico Manning Marable, ha lavorato per venire a capo del mistero. Marable, fondatore del dipartimento di studi afroamericani alla Columbia University, è morto due mesi fa. Uscita postuma, la sua opera monumentale Malcolm X: a Life of Reinvention, aiuta a capire i perché di tante reticenze e omertà. Un altro storico, Stephen Howe, ricorda cosa fece di Malcolm X l'eroe di una generazione: "Straordinario oratore, divenne lo schermo sul quale milioni di neri proiettarono le loro speranze. Aveva molto degli improvvisatori di musica jazz, anticipò i futuri rapper. Incarnava il mito del fuorilegge vendicatore, in una società di neri senza diritti". Artista della reinvenzione
di se stesso, Marable lo descrive come una costruzione di "maschere multiple": da zotico di provincia a delinquente, da uomo di spettacolo a intellettuale autodidatta, esponente radicale del nazionalismo nero, predicatore religioso, musulmano ortodosso. Acerrimo rivale di Martin Luther King, poi sul punto di riconciliarsi con lui: firmando così la propria condanna a morte.

Dopo l'assassinio di Malcolm X tre uomini vengono arrestati, processati, condannati velocemente. Due saranno messi in libertà negli anni Ottanta e mai hanno smesso di proclamarsi innocenti. Solo il terzo, Talmadge Hayer, rilasciato dal carcere l'anno scorso, è reo confesso. C'era solo lui quel giorno a sparare? La minuziosa indagine di Marable ricostruisce una verità diversa: fu un commando di cinque sicari a firmare l'esecuzione. Chi sparò il primo colpo, mortale, non è mai stato disturbato dalla giustizia. Ha 72 anni, oggi vive a Newark sotto il nome di William Bradley. È un ex campione di basket, celebrato nel Newark Athletic Wall of Fame. La pista dei mandanti si biforca in due direzioni, verso forze tra loro opposte ma ugualmente interessate a far fuori Malcolm X e poi a seppellirlo nell'oblìo. Da una parte c'è l'Fbi che intercettava sistematicamente le sue telefonate, ignorò le minacce di morte che si moltiplicavano, fece di tutto perché l'attentato procedesse indisturbato. Dall'altra c'è il radicalismo nero, a cominciare dalla Nation of Islam e un leader come Louis Farrakhan che a Marable ha confessato: "Potrebbero trascinarmi davanti a un gran giurì anche oggi, non esiste prescrizione per gli omicidi". Le prove accumulate dall'autore appena scomparso sono schiaccianti, Michael Eric Dyson della Georgetown University ne è convinto: "Questo libro impone di riaprire l'indagine". Peter Goldman, reporter che intervistò più volte Malcolm X, è altrettanto convinto che non succederà: "Fare giustizia oggi, risalendo lungo la catena di comando? Colpire chi diede l'ordine di ucciderlo? Nessuno lo vuole".

L'ultimo revival d'interesse risale alla fine degli anni Novanta: il fascino di Malcolm X conquista il regista Spike Lee che mette in scena la sua vita affinando la parte a Denzel Washington. Nel '99 le poste gli dedicano perfino un francobollo. Ma poi arriva l'11 settembre: nell'epoca della "guerra globale al terrorismo" proclamata da George Bush, guai a ricordare che un'Islam radicale e violento ha messo le radici da tempo nella società americana, tra i neri, non come fenomeno d'importazione dal mondo arabo.

All'Islam il giovane Malcolm Little di Omaha, Nebraska, arriva dopo numerose reincarnazioni, scandite da cambi d'identità: Jack Carlton, Detroit Red (quando si tinge i capelli), Satan, El-Hajj Malik El-Shabazz. Da ultimo quella X, simbolo di ribellione contro dei cognomi che erano stati affibbiati agli schiavi dai padroni bianchi. Figlio di un pastore battista forse lui stesso assassinato (da bianchi), Malcolm cresce in una famiglia così povera che spesso a cena la madre può cuocere solo erbacce di strada. Diventa spacciatore, poi capo di gang di ladri, a Detroit e a Harlem. In carcere per rapina dal 1946 al 1952, alla Norfolk Prison Colony del Massachusetts. Qui si converte all'Islam, abbandona il fumo e il gioco d'azzardo, studia la storia degli afroamericani e insieme Erodoto, Kant, Nietzsche. Lì avviene il passaggio fra due ruoli egualmente popolari nella mitologia dei neri: il bandito spregiudicato vendicatore degli oppressi, e il predicatore chiamato a salvare le loro anime. La reinvenzione della propria immagine continua fino alla celebre Autbiografia di Malcolm X: affidata a un ghost-writer ultramoderato, il giornalista nero di fede repubblicana Alex Haley che diventerà poi famoso con Radici. In quell'autobiografia, fonte del film di Spike Lee, viene esagerato il curriculum criminale di Malcolm X, per rendere ancora più spettacolare la sua redenzione religiosa.

All'apice della sua fama Malcolm diventa il portavoce della Nation of Islam e contribuisce ad allargarne i ranghi fino a 500.000 iscritti. È il periodo della sua radicalizzazione estrema. Quando in un incidente aereo muoiono 62 ricchi bianchi di Atlanta per lui è "la prova che Dio esiste". Reagisce all'assassinio di John Kennedy dicendo che se l'è meritato. Recluta nelle carceri, creando una commistione totale fra militanza politica e criminalità. Invoca la lotta armata, difende il terrorismo contro la polizia, diventa il precursore teorico delle Black Panther. Immagina una "nazione nera" che fa secessione dentro l'America, al punto da incontrarsi con esponenti del Ku Klux Klan per progettare assieme "la separazione tra le due razze". The Nation of Islam, spiega Howe, con Malcolm X diventa "una bizzarra mescolanza di teologia, fantascienza, fanatismo razziale. Teorizza la malvagità intrinseca della razza bianca e in particolare degli ebrei, l'inferiorità delle donne". Il divorzio matura all'improvviso. Per ragioni anche personali: il leader spirituale della Nation of Islam, Elijah Muhammad, mette incinta la donna con cui Malcolm aveva avuto una lunga relazione. E poi c'è il viaggio alla Mecca, l'incontro con un Islam moderato e multirazziale. Un'altra conversione: alla fede sunnita. È il "tradimento" che arma i suoi assassini. Proprio quando Malcolm comincia a recuperare il dialogo con Martin Luther King, fino allora dipinto come uno "zio Tom", servo sciocco dei bianchi. "Ci sono cose - aveva detto Malcolm in tono sprezzante contro King - più importanti del diritto a sedersi insieme coi bianchi in un ristorante".

Per il poeta nero Amiri Baraka non aveva torto, Malcolm X, e la sua eredità è meno negativa di quanto sembri: "Senso d'identità, indipendenza, con questi valori l'ala dura del movimento di liberazione dei neri ebbe un impatto enorme nella società americana, senza di lui non ci sarebbe Obama". Anche su questo i neri continuano a dividersi. Tra chi vede in Malcolm il paladino di un orgoglio di razza, e chi fa risalire a lui il vittimismo permanente: l'etichetta del "nero arrabbiato" che Obama è riuscito a togliersi con una fatica enorme, sopportando stoicamente le insulse accuse sulla sua nazionalità keniota o la sua religione islamica. E quando nel luglio 2009 questo presidente ha preso le difese di un professore nero di Harvard, Henry Louis Gates, vittima di un sopruso da parte della polizia, l'America bianca benpensante e conservatrice è saltata addosso a Obama. Sperando che reagisse coi nervi a fior di pelle. Sognando di ritrovare come avversario un Malcolm X: un Satana.

Fonte: FEDERICO RAMPINI (la Repubblica)

FEAR OF BLACK PLANET - PUBBLIC ENEMY


1990. Il gangsta rap iniziava a furoreggiare ,sulla West Coast e in tutto l'universo americano dell'hip hop,con i suoi temi di sesso, violenza e potere,e i Public Enemy escono con Fear of Black Planet,terzo lavoro per la band di Chuck D,Flavor Flav,Terminator X,(con la collaborazione di tutto il combo della Bomb Squad,collettivo di DJ che ruotavano nell'orbita del gruppo) presentando un messaggio totalmente diverso attraverso un vero e proprio uragano sonoro.Il disco si apre con sirene di raid aerei, frammenti di telegiornali e assordanti assoli di chitarra,mentre le rime definiscono la direzione dell'album: 'C'è qualcosa cambiando nel clima di coscienza su questo pianeta oggi'.Se una canzone può riassumere l'intero album,questa è 'Fight the Power', originariamente incluso nella colonna sonora del bellissimo film di Spike Lee Fà la cosa giusta, (Do the right thing) storia di tensioni razziali tra le diverse comunità,italoamericana e afroamaricanama,ma i temi dei testi non risparmiano niente e nessuno:si parla di razzismo,e di sessualità,di media,politica e di guerra.si attaccano senza rispetto icone americane come Elvis e J.Wayne,si incita alla rivolta verso la falsa integrazione razziale degli afroamericani.
Fear of Black Planet è un album duro di uno dei gruppi fondanti della musica nera moderna,con canzoni molto potenti,pieno di rock e di funky oltre che di rap ma è anche un disco a suo modo ballabile,con i tanti riferimenti a James Brown,Sly And The Family Stone e a tanti altri artisti soul che evidenziano le loro radici musicali più profonde..
'La maggior parte dei miei eroi non appaiono in alcun francobolli',recitano i Pubblic Enemy,e Fear of Black Planet è considerato uno dei capolavori del genere hip hop.


Fear of Black Planet