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04/07/18

Uno strumento mistico, magico: i nostri migliori bassisti

"Il tappeto ritmico", "un groove solido", "quel particolare feeling" sono alcune delle definizioni del ruolo ritmico del basso. Strumento sottovalutato all'interno del gruppo, soprattutto da un certo tipo di pubblico, che spesso non lo distingue neanche dalla chitarra, il bassista è sempre stato il ruolo più laterale e oscuro, nella vivace e sovversiva immagine delle rock band, salvo rare eccezioni. Ma sottovalutati, defilati, eccentrici, stralunati, o semplicemente pazzi, i bassisti rappresentano da sempre il motore della formazione rock. Dal primo assolo di John Entwistle alle impennate funk metal di Les Claypool, il basso è stato il fulcro di un’evoluzione continua e sperimentazione. E con l'avvento di nuove sonorità, il basso è ritornato al centro della scena: reggae e dub devono tutto al suono pulsante del basso. Ora, questa playlist, questa lista come tutte quelle presenti su Interzone non vuole assolutamente classificare il meglio, i bassisti più bravi tecnicamente della storia, ma semplicemente rispecchia i gusti di chi la compila. Lungi quindi da raba da professori, questi sono i bassisti più amati da questo blog.


Carol Kaye
Carol Kaye deve comparire in qualsiasi lista in cui si parla di bassisti. Sarà anche un nome sconosciuto ai più, ma non a chi si occupa professionalmente di musica, ai bassisti provetti che conosceranno le sue eleganti linee di basso come il palmo della mano, o semplicemente a chi ha provato a prendere lo strumento in mano anche solo per strimpellarlo. (nella foto..ndr) . Con Simon e Garfunkel, su I'm Beliver e altro dei Monkees e richiestissima come musicista di studio dell'epoca.

 James Jamerson
Anche se pochi, tra il grande pubblico che compra e ascolta i dischi, ha mai sentito il nome di Jamerson, chiedete a qualsiasi buon bassista delle loro influenze e sicuramente il leggendario James Jamerson sarà vicino alla parte superiore della lista, con il suo lavoro che includeva le linee di basso di classici come 'Is not No Mountain High Enough', 'What's Going On', 'I Heard It Through The Grapevine', Papa Was A Rolling Stone, "Dancing in the Street".. James Jammerson ha creato alcune delle migliori linee di basso dello stile motown , un talento del basso stupefacente. Nella Rock and Roll Hall of Fame, come sideman, dal 2000.

Chris Squire
Veniamo a noi. Con Chris Squire ho personalmente scoperto il basso. Co-fondatore degli Yes, il mio gruppo prog dell'adolescenza, Squire è sempre stata la figura più sottovalutato della leggendaria band prog-rock, ed è impossibile immaginare il sound della band senza il suono e il tono penetrante del basso Rickenbacker di Squire e senza le sue armonie vocali gutturali. Uno dei primi negli anni Settanta ad utilizzare i MOOG Taurus Bass Pedals. Prendete Roundabout, il basso di Chris è il cuore e l'anima della canzone, senza dubbio l'opera più iconica con Heart of the Sunrise": virtuosismo e melodia, perfezione... Auguri a Chris, per la dura battaglia contro la malattia che lo ha colpito.




John Paul Jones
All' ombra di Page, degli impianti mastodontici e anche di Bonham, ma una parte grande dei Zeppelin. Sempre in movimento, un bassista che non ha bisogno di presentazioni. I riff di basso di Jones scatenano la chitarra di Page creando una chimica unica, e nonostante miliardi di tentativi, inimitabile.

Jean-Jacques Burnel
Il Barracuda del basso, come è soprannominato. Un bassista raro, che ha creato un tono, uno stile e una filosofia di vita. Co-fondatore degli Stranglers anche Flea dei Red Hot C. P. si è aggiunto alla lista di grandi musicisti che considerano J.J. il bassista migliore del mondo. Nato nel 1952, ha iniziato la sua carriera come chitarrista classico prima di passare al basso, appena in tempo per la formazione degli Stranglers nel 1974. Da allora è stato una presenza costante nella band, troppo abile musicalmente per sedersi comodamente e seguire l'ondata punk della fine degli anni '70. Lungo la strada JJ hapubblicato anche due album da solista, nel 1979 e nel 1988, uno in collaborazione con Dave Greenfield, nel 1983, ha prodotto un sacco di nuove band e ha acquisito una destrezza temibile come cintura di arti marziali.Un uomo impegnato, a dir poco.Quel tono di basso distorto, unico, gli venne per necessità, ricorda JJ., perchè quando iniziarono, suonava sempre con amplificatori vecchi e malconci. Per anni un bassista Fender, commutato poi su un Shuker..




Dennis Bowell
In assoluto uno dei miei preferiti. Pionere protagonista del dub, e dello sviluppo di questa scena musicale in Inghilterra, un genio musicale completo e multiforme: apprezzato multistrumentista, dubmaster e ingegnere del suono, produttore, il basso è il suo strumento, con cui da anni accompagna in studio e nei live Linton K. Johnson. Nato a Barbados nel 1953,costruì la sua formidabile reputazione come musicista, produttore e tecnico del suono, collaborando con grandi artisti, tra cui U Roy, Steel Pulse e Errol Dunkley e Johnny Clarke. Negli anni 80 Bovell ha prodotto e collaborato con svariati gruppi anche New Wave, come The Slits, Calice, The Thompson Twins e Bananarama. Ha rimixato album per il grande Marvin Gaye, nonché per Wet Wet Wet e The Boomtown Rats. Altri grandi artisti che Bovell ha prodotto e con cui ha collaborato includono Alpha Blondy, Ryuichi Sakamoto, Edwin Collins dei Dexy Midnight Runners, e Pablo Moses. In Italia ha collaborato con i 99 Posse. Fondatore di svariate altre band, General Roots al momento è la band in cui milita. Ascoltare, vi prego, Dub of Ages, 10 brani con il suo basso sempre in primo piano, come il miglior dub insegna.

Gail Ann Dorsey
Lo conosciuta perchè bassista di Bowie, dal 1995, anche se la sua carriera eclettica di bassista, cantante, e top session abbraccia due decenni. Musicalmente figlia della scena di Londra, ha dimostrato le sue capacità attraverso collaborazioni con Boy George, Gang of Four, Donny Osmond, Bryan Ferry, Tears For Fears, The Indigo Girls, Gwen Stefani, Lenny Kravitz e molti altri. Dorsey è a lungo stata considerata come uno dei migliori bassisti e all'interno della scena rock alternativa di Londra. Fantastica nel Outside Tour di Bowie dl '95, con il suo stile che si estende in senso ampio e include rock, funk, e influenze pop. Nata e cresciuta a Philadelphia, una città con la reputazione di partorire bassisti funky. Ricca di soul e R & B, alcune delle sue linee di basso più notevoli sono derivati ​​dalla scala minore pentatonica, grazie soprattutto alla solidità ritmica e il rapporto funky della radice. Firma anche il A Reality Tour: Gail è diventata un pilastro nella band di Bowie, ha un approccio dignitoso per la riproduzione del brano dal vivo, rimanendo fedele alla linea di basso registrato e brilla tremendamente come vocalist, condividendo i compiti con David. Stile impeccabile, la grazia, e il groove. Love...




Mick Karn
Quanto ci manca, Mick. Scomparso prematuramente nel gennaio 2011, è stato nei Japan con David Sylvian, Dali's Car con Peter Murphy dei Bauhaus, ha collaborato con innumerevoli musicisti e artisti e ha pubblicato album da solista. Il basso di Mick è inconfondibile, lo si riconosce dalla prima nota, anche se non ha mai imparato a leggere la musica: Mick suonava sempre ad orecchio. Creatività e virtuosismo erano dati dalla sua filosofia: a lui, sembrava che i bassisti fossero sempre relegati in fondo, nascosti da qualche parte, lui invece era intenzionato a "farsi sentire". Mick aveva preferito non ascoltare e imitare altri musicisti, ma piuttosto avvicinarsi al basso da zero,come fosse un nuovo strumento, sfruttando solo ciò che aveva imparato nelle esperienze precedenti con il violino e il fagotto. La maggior parte dei bassisti New Romantic si sono ispirati a Mick. Una terribile tristezza mi assale..




Tina Weymouth
Sicuramente il basso di Tina Weymouth è stata la forza trainante della band di David Byrne, e non dobbiamo dimenticare il suo lavoro con i Tom Tom Club. Il bass-line in 'Genius Of Love', Found a Job, sono autentiche composizioni: potrei ascoltare solo il basso, escludendo tutti gli altri strumenti, e sarebbe un bel divertimento! Si dice che dietro i Gorillaz ci siano lei e il marito ex testa parlante C. Frantz.





Peter Hook
Un personaggio enorme, l'ex Joy Division e New Order Hooky. Come Tina, ascoltare il suo basso è un esperienza a se stante, tanto che ha caratterizzato il suono delle band in cui ha militato molto più che gli strumenti tradizionali del rock, come la chitarra elettrica. Al contrario di Mick karn, Peter scelse il basso perchè gli avevano detto che era più facile da suonare e perchè gli avrebbe permesso di stare in seconda fila. ma le cose sono poi andate diversamente..



Jah Wobble
Jah Wobble recentemente descritto il basso come una "cosa mistica, magica", che ha il "potere dell'universo". Ha itrodotto, letteralmente inventato il basso nel punk.
Bassista dei Public Image Ltd, il suo stile low-end - una fusione di disco e funk - divenne uno dei principali elementi del suono dei PiL. Come disse Lydon una volta,: "Nessuno ascoltava il basso nella musica rock prima dei Pil ...". Appassionato di reggae e dub, prima che diventasse moda, Jah Wobble iniziò a sperimentare con la musica orientale e globale, esercitando un'influenza determinante nell'accostare dub e musica ambient. Ha collaborato con artisti del calibro di Holger Czukay e Jaki Liebezeit (Can), Bill Laswell, Primal Scream, Massive Attack e Bjork; tra molti altri ... Ha pubblicato sempre dischi altamente suggestivi, che fanno di Wobble uno dei massimi sperimentatori europei.



Aston Barrett
I Wailers non sarebbero stati il gruppo reggae per antonomasia senza il basso di Aston Barrett. Ha segnato il solco di Bob Marley - e il suo delizioso lavoro di basso dub per i Wailers è cruciale per il brillante calore che la musica reggae emana. Bisogna solo ascoltarlo, soprattutto dal vivo.


Bruce Foxton
Superstar nei Jam di P. Weller, dall'inventiva vibrante, le sue linee di basso sono state il fondamento di molte delle canzoni della band, da "Down in the Tube", "Station at Midnight", "The Eton Rifles", "Going Underground" a "Town Called Malice". Dopo i Jam, ha perseguito una breve carriera solista di discreto successo, pubblicando un album, Touch Sensitive nel 1984, e in seguito con gli Stiff Little Fingers.





Klaus Flouride
Geoffrey Lyall, meglio conosciuto come Klaus Flouride è il leggendario bassista dei Dead Kennedys, una band a cui Interzone ha dedicato molto. Klaus è anche produttore e ha lavorato con The Hi-Fives, The Manglers, Ape, The Legendary Stardust Cowboy, suo gruppo attuale, Angst, The Dicks, Whipping Boy, Bad Posture. Nonostante Jello Biafra abbia sempre firmato da solo i brani dei Kennedys, Flouride ha sempre sostenuto invece che il processo di songwriting è stato uno sforzo collaborativo,e che tutti i membri della band hanno dato il loro contributo. Questo ha scatenato una lunga e dolorosa battaglia legale, che si concluse nel 2000 a favore di Klaus, East Bay Ray e DH Piligro. Di questo parleremo in un post a parte. Comunque non un virtuoso, ma suonare il basso a quelle velocità presuppone avere ben altre attitudini..



John Entwistle
Il 27 giugno 2002 scompare forse il più grande bassista di tutti i tempi, di sicuro, il nostro preferito. All'Hard Rock Hotel, 4455 Paradise Road, Las Vegas, in Nevada, scompare John Entwistle, bassista e co-fondatore degli Who, dopo una notte di festeggiamenti, prima dell'inizio di un nuovo tour americano. John aveva problemi di cuore già da tempo.
Talento naturale , spina dorsale di molte delle registrazioni più memorabili degli Who e soprannominato' The Ox perchè a differenza dei suoi colleghi restava praticamente immobile sul palco, osservando - e sostenendo gli stili sconsiderate di Pete Townshed e di Keith Moon e l'approccio up-front di Roger Daltrey. In My Generation il suo incredibile assolo di basso fu il primo
del suo genere su un disco rock.





DEREK FORBES
"FU UN GRANDE ERRORE METTERLO FUORI DALLA BAND.."

Questa l'ammissione e una grande verità di Jim Kerr, vocalist e leader dei Simple Minds, di cui Forbes fu uno dei fondatori e bassista. Proprio il suo sound fu una nota caratteristica della band, andata persa dopo la sua fuoriuscita: prima dell'esibizione al Live Aid (1985) e dell'uscita di Once Upon a Time. Forbes ha affermato di aver scritto il 60% dell'album, rimanendo tuttavia non accreditato. Nonostante questo (e pensando forse che gli sarebbe stato chiesto di rientrare nella band), non intraprese mai nessuna azione legale. Dopo i Simple Minds Forbes continuò a suonare in innumerevoli altre band, tra cui i Propaganda (Germania) e Oblivion Dust (Giappone). Spear of Destiny, 10:51 e con gli Allarm. Ha collaborato e suonato con David Bowie, nell'album di Iggy Pop "Soldier", ed è stato il bassista nei live di Peter Gabriel.

Suono potente ed originale, unico, che ha influenzato molto tutto il movimento post-punk, fu eletto miglior bassista al mondo nel 1982 in un sondaggio musicale in Australia, e miglior bassista nel Regno Unito nello stesso periodo. Forbes è molto rispettato da colleghi e musicisti, tra cui Adam Clayton, Peter Hook, Nicky Wire, Tony Butler, Pino Palladino, JJ Burnell, Bruce Foxton, John Giblin e Malcolm Foster.
Nel 2009, Forbes è stato eletto "il più grande bassista scozzese di sempre" e la sua vita e il suo lavoro sono oggetto di una biografia in stampa e di un film in preparazione dello scrittore / regista Ethan Dettenmaier.
Forbes si è unito ai Big Country negli ultimi anni della loro carrira., 




PINO PALLADINO
Italo gallese, autentica leggenda del basso elettrico, il curriculum di Pino Palladino è un who's who della musica pop / rock: ha suonato con The Who, Paul Simon, Jeff Beck, John Meyer, D'Angelo, Erykah Badu, Gary Numan, Eric Clapton, Paul Young, Paul McCartney, Nine Inch Nails ... La lista potrebbe continuare all'infinito.
Pino è il sideman definitivo, sembra in grado di adattarsi a qualsiasi stile di musica.
Proprio con Trent Reznor partecipa a Hesitation Marks del 2013 e a molti tour del geniale musicista americano, che lo considera da sempre uno dei suoi "eroi" musicali. Che si tratti di blues, rock o neo-soul, il feeling di Palladino è incomparabile: per questo non ci dilunghiamo, basta ascoltarlo in questo video con i NIN dal vivo. Il suo groove in Sanctified è semplicemente.. stratosferico.





 

16/07/16

Patricia Morrison, unicorno dark di band leggendarie

Patricia Morrison potrebbe benissimo essere considerata la gothmother di tutto il movimento. Cresciuta a Los Angeles, alla età di quattordici iniziò a suonare il basso: The Bags il suo primo gruppo. E' stata poi nella migliore line-up dei leggendari Gun Club con Kid Congo Power e il mercuriale junkie-bluesman Jeffrey Lee Pierce, scomparso troppo precocemente  e ha continuato il suo sofisticato lavoro al basso con i The Sisters of Mercy (che si è concluso in tribunale con una transazione economica e un accordo di non divulgazione tra Morrison e il frontman Andrew Eldritch). Nel 1994 ha pubblicato un album solista e, nel 1996  si è unita ai The Damned, sposando il cantante, Dave Vanian l'anno successivo. La sua iconica figura dai lunghi capelli corvini, trucco drammatico e  abiti frilly vintage, cioè l'elegante e sofisticato look goth, la fa sembrare come un unicorno dark che ha militato nelle bande più cool.

Oggi Patricia Morrison è una bella signora che si è ritirata dalla scena musicale e vive in Inghilterra con Dave Vanian e la loro figlia, Emily. 

Patricia Morrison ha sempre amato la musica, e da ragazzina trascorreva molte ore nella sua camera sognando e fingendo di essere in una band. David Bowie, i Rolling Stones, ecc..  Molti dei punk di Los Angeles diventati suoi amici  ascoltavano le stesse band negli anni '70. Gli piaceva anche la musica country che ascoltava la madre: la radio in cucina era un suo costante punto di riferimento. Quando arriva il punk Patricia afferra le nuove opportunità, e con altre due ragazze (la maggior parte dei ragazzi non avrebbe mai preso in considerazione di suonare con delle ragazze, allora, a meno che non fossero alla voce o alle tastiere) inizia a suonare nel retro di un drugstore con strumenti acquistati a basso costo. Era tutto così eccitante in quegli anni, essere in una band e andare ai concerti di band vecchie e nuove.
Gli anni Sessanta, il triennio 1967-1969 in particolare hanno su di lei una particolare influenza. Ancora oggi ascolta e ama la musica di quel periodo. Per la moda è più difficile, in quanto non c'erano molte persone creative a Los Angeles: allora le ragazze erano tutte bionde e occhi azzurri ed era questa la bellezza che veniva celebrata. Il suo aspetto pallido e emaciato non era ancora apprezzato, ma lei lo trasferisce al punk come fecero tanti.
Patricia trova poi il suo stile personale comprando capi a basso prezzo nei discount e soprattutto da Lila, un incredibile negozio di abbigliamento a Pasadena, splendidi vestiti a 10 o 15 dollari, abiti dai design insoliti e modelli con riferimenti agli anni '30/'40.


Gun Club
Non c'erano regole o direttive. Patricia rifiuta di tagliare i capelli, il punk in seguito ha avuto uno stile ben definito, ma all'inizio era molto individuale. La gente prese spunto dalle scene punk di New York e Londra, ma LA ebbe una scena molto strana e particolare. Le nuove band spuntavano ogni settimana. I Weirdos fu una delle più grandi.

Patricia dovette firmare un pezzo di carta per non parlare con la stampa del tempo in cui militò nei Sister of Mercy. Molto si è detto del suo rapporto con  Andrew Eldritch, che disse ai media che il suo ruolo nel gruppo fu esclusivamente legato al look, che procurò alla band moltissimi fan. Cosa che è stata più volte smentita da persone vicine a Eldritch, e comunque Patricia ha dimostrato di essere una buona strumentista nei tantissimi live dei Damned. Scrisse molte delle canzoni del gruppo che furono poi accreditate agli altri. Quando lasciò i Sister of Mercy, per lei fu tutto molto difficile.  Anche a livello finanziario non fu facile. Ma è sopravvissuta. E' stata con i Gun Club, e con i gloriosi Damned. Con i Gun Club fu un un periodo di  gloriosa follia, una vera avventura nella musica e nel loro girovagare. A suo dire esperienze incredibili,  esilaranti ma anche strazianti. Il mondo era diverso allora, viaggiare era eccitante e i luoghi molto diversi tra loro, invece di quelli che ci regala oggi la globalizzazione, con le stesse aziende, gli stessi negozi e atteggiamenti, ovunque si vada.


Sister of Mercy
E' stato poi incredibile ritrovarsi nei  Damned, di cui era una grandissima fan. Paul Gray  uscì dalla band dopo essere stato colpito con un bicchiere di birra durante un concerto.
Captain Sensible gli chiese se gli sarebbe piaciuto suonare con loro. Patricia milita nei Dannati fino a quando non rimane incinta di Emily: fino a otto mesi sale sul palco . Alla fine doveva tenere il basso di lato, tanto era grande il pancione. Un tour negli Stati Uniti, un ultimo concerto a Londra e esausta, si mette a riposo. Fantastico, spaventoso e faticoso. Non era qualcosa a cui pensava di essere destinata, essere nei Damned.. In seguito, mentre Emily cresce, la band gli chiese se gli mancava di essere sul palco: sinceramente rispose "no"

Emily suona il violino, pianoforte e clarinetto e ascolta una vasta gamma di musica. Il violino l'ha scelto a cinque anni, invece della chitarra.  Non ha una band preferita, ma gli piacciono i Cure e un  paio di altre band, oltre naturalmente i Damned, con cui ha suonato il violino  nel concerto alla Royal Albert Hall.  A Patricia vogliamo bene perchè.. ha sposato un vampiro, ha scalato il Vesuvio sui tacchi a spillo e ha suonato il basso invece di essere una veterinaria.
Ciao...





03/09/15

Forza, Lemmy! And..Don't forget to Rock'n'Roll

Forse il rispetto per questo "vecchio" leone del rock ci imporebbe di non postare questo video, che alla fine risulta davvero straziante da vedre e condividere. Ma forse è proprio per il troppo rispetto che abbiamo per Lemmy gli dedichiamo questo post, per la sua forza e testardaggine che lo vede ancora sui palchi di mezzo mondo a dispetto dei suoi quasi settan'anni e della malattia. E' accaduto tutto a Dallas, l'altra sera, durante l'esecuzione di "Metropolis", Lemmy ha rallentato, poi hasmesso completamente di suonare il suo basso e al microfono, a fatica ha pronunciato poche parole: "Non ce la faccio". Piano si è diretto subito verso il backstage, mentre il pubblico che ha immediatamente capito la situazione ha iniziato in coro ad esclamare "Ti amiamo". Lemmy Kilmister è tornato su e ha spiegato: "Questo è uno dei migliori posti d'America e sarei felicissimo di suonare per voi, ma non ci riesco. Per cui accettate le mie scuse. La prossima volta, ok?"





Forse è arrivata l'ora davvero di fermarsi per i Motorhead: l'ematoma, una raccolta di sangue al di fuori di un vaso, che ha colpito questa leggenda che da quaranta anni conduce una vita border line aveva già costretto a cancellare molte delle date che il gruppo aveva in programma anche in alcuni festival europei.
Contro il parere dei medici Lemmy ha voluto essere ancora della partita.
Solo un paio di settimane fa, aveva annunciato il passaggio dal suo amato whisky alla vodka, per motivi di salute. "Sono ancora indistruttibile.." aveva chiosato.
Non c'è più niente da dimostrare, Lemmy fa questa vita da quarant'anni e lo fa per tutti noi, non per il suo ego o altre cazzate. È un video difficile da guardare. Ha già fatto molto di più di quanto meritiamo...
Forza..Lemmy, and..
..Long live Rock'n'Roll..

 








29/06/15

Chris Squire: E' con il più pesante dei cuori e tristezza insopportabile

Chris Squire, è importante per me. Lo sono tutti i componenti degli Yes, perchè nella strenua battaglia giovanile tra i fan dei Genesis e quegli degli Yes io sono stato uno dei sostenitori più accaniti della band di Squire, Anderson, Howe.. E se il basso è stato lo strumento che ho tentato di suonare, con risultati decisamente scarsi, questo lo devo proprio a Chris Squire, coraggioso co-fondatore degli Yes,  morto a 67 anni  stroncato da leucemia acuta eritroide. Per primo è stato uno dei tanti compagni di band, Geoff Downes, a dare ieri conferma via Twitter.
Chris serenamente scomparso ieri sera a Phoenix in Arizona.

"Assolutamente devastato nel dover riportare la triste notizia della scomparsa del mio caro amico, compagno di band e ispiratore Chris Squire," afferma Downes, che è apparso su tre album in studio degli Yes,  -  Drama 1980,  Fly From Here nel 2011 e Heaven and Earth del 2014. Squire è stato  l'unico membro costante in una band che dal 1969, anno di debutto, con una serie di cambi di formazione ha visto circa 40 membri, ex membri e occasionali sideman di studio attraversare i suoi ranghi.  Il '7 agosto il concerto con i Toto segnerà la prima volta senza di lui. Tralascio la dichiarazione ufficiale della band, piena di tristezza e commozione, che fa riferimento alla famiglia e in particolare alla moglie Scotty.

Avevo citato Chris nel post dei migliori bassisti proprio poco tempo fa,  con il suo tratto distintivo e inimitabile del Rickenbacker 4001 elettrico, che ha  aiutato a ridefinire il ruolo del basso, e che lo ha fatto diventare il leader indiscusso degli Yes: con loro ha pubblicato 21 album in studio.
Chris ha influenzato innumerevoli bassisti di tutto il mondo, ed era anche un fantastico autore: aveva scritto e co-scritto gran parte della musica più accattivante della band e inciso un bellissimo album da solista, Fish Out of Water,

Squire è  il secondo membro degli Yes che ci lascia, dopo un altro co-fondatore, Peter Banks morto nel 2013. Squire era spesso una figura più sottovalutata della leggendaria band prog-rock. Nel corso degli anni, il loro stile si è evoluto dal prog sinfonico ad  accessibili lavori vicino alla New Wave e al pop-rock e viceversa. Ma è difficile, anzi impossibile immaginare glì Yes senzi il falsetto della voce sui cori e il penetrante tono del  basso Rickenbacker di Squire...
Anche se questo blog aveva esordito affermando che quì non si facevano necrologi, non posso fare a meno di ricordare Chris Squire con una piccola playlist, quattro sole canzoni che hanno avuto una parte importante (seppur una delle tante..) in quello che sono oggi..



Da 'Fragile', vers. Yessongs (1971)
Fragile è l' album prog classico indiscutibile, che vanta canzoni come "Heart of the Sunrise" e hit di svolta per la band come  "Roundabout". Ma è anche l'album più strano che abbiano mai fatto, con oltre la metà dei brani strutturati come vetrine individuali per musicisti virtuosi, quasi un album di.. presentazione.



Da 'Relayer' (1974)
The Gates of Delirium", è il fulcro  di Relayer, una  fusione di sfumatureimbottito con  riff classici di basso. Questa epica, lunga jam non ha pause, raramente si riprendere fiato, costruendo per tutto il disco psichedelia conclamata alla magniloquenza del jazz-rock, fino alla serenità di chiusura con "Soon". L'intera banda (compreso il ripiego alle tastiere con Patrick Moraz) è al top della forma, ma il basso di Squire ruba la scena..


Da  'Drama' (1980)
Come per altri brani,  "Tempus Fugit" è definito dai riff  di Squire - senza i quali  l'intero brano crollerebbe. Una delle caratteristiche delle linee di basso di Chris, è che ne ha scritto di più tecnicamente impressionanti, ma quasi mai una orecchiabile.