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18/02/18

Don Letts: Playlist e intervista

Playlist e interviste che esplorano la sottocultura britannica: Don Letts


 


Nome
Don Letts

Cosa fai?
È come chiedere a Marlon Brando nel film The Wild One: "Contro cosa ti stai ribellando "?

La mia occupazione principale è quella di regista, ma ho anche uno show settimanale su BBC 6 Music insieme a DJ di livello nazionale e internazionale.

Descriveresti meglio il tuo lavoro?
Un misto di piacere e dolore, ma mi piace quello che faccio, quindi immagino di essere un vincitore.

Di dove sei?
Nato a Brixton - cresciuto a Londra - vivo a Kensal Rise. Sono come appare questa città!

Descrivi il tuo stile in tre parole?
The Rebel Dread

Un film che ti piacerebbe avere diretto?
"The Harder They Come", di Perry Henzell, ha aiutato a far conoscere il reggae in tutto il mondo e mi ha ispirato nel diventare un regista.

Puoi passare un'ora con un personaggio storico- chi sarebbe?
Barack Obama - come primo presidente afroamericano la sua importanza per le persone di colore a livello globale è impossibile da sottovalutare.
La canzone correlata deve essere: "Funky President" di James Brown.

Quali musicisti britannici hanno influenzato il tuo approccio alla vita?
Joe Strummer, Linton Kwesi Johnson, Ari Up.
 

La più grande eredità per la sottocultura britannica?
Ovviamente il Punk - perché era una sottocultura completa e non solo "un'elegante" colonna sonora. Era un atteggiamento che ha ispirato scrittori, poeti, artisti grafici, fotografi, stilisti e sì, cineasti! La canzone correlata è tra 'Anarchy in the UK' dei Sex Pistols  e 'Complete Control' dei Clash's

 La prima canzone che hai suonato in ripetizione?
Il primo singolo che ho acquistato è stato 'Penny Lane' b / w 'Strawberry Fields', dei The Beatles - uscito nel 1967 quando avevo solo 11 anni. Sono stato un grande fan dei Beatles da bambino, -letteralmente un 'Apple Scruff'.

Un disco che avresti conservato per sempre?

L'album di Marvin Gaye e il brano "What's Going On" pubblicato nel 1971 - è tanto rilevante ora come lo era quando è stato pubblicato e, proprio come Marvin, voglio ancora sapere "cosa sta succedendo"?

L'album che definisce la tua adolescenza?
"Natty Dread" di Bob Marley, pubblicato nel 1974, è atterrato quando finalmente ero in piedi da solo.

Un testo che più ti ha ispirato?
"Se senti di non avere alcun motivo per vivere- non determinare la mia vita" '

Da "Born For A Purpose" di Dr. Alimantado

Il miglior concerto che hai visto?
Il primo live a cui ho partecipato è stato quello dei Who al The Young Vic di Waterloo nel '71, avevo quindici anni. E' stata l' introduzione a un universo alternativo e da allora ho vissuto lì . Vedere Bob Marley e i Wailers al Lyceum nel 1975 è stato un altro evento cruciale: dopo quello spettacolo sono stato un uomo nuovo. I Sex Pistols dal vivo al The Nashville, anche questo un momento fondamentale, come vedere The Clash suonare diciassette spettacoli (back to back) al Bonds Casino di New York durante l'estate del 1981.

Una canzone che avresti voluto aver scritto?
Flaming Lips- "Do you realise??"

Quattro nuove canzoni che non puoi smettere di suonare adesso?
Dispute - The Frightnrs
Suddenly - Drug Dealer, ft. Weyes Blood
Caution - Damian Marley
Lying has to stop - Soft Hair

FredPerry






24/01/16

40 Anni di una Cultura Sovversiva: Punk 1976 - 2016

Punk 1976 - 2016! Siamo in pieno anniversario e a Londra iniziano i festeggiamenti per i 40 anni del punk. Si svogeranno per tutto l’anno, e verranno coinvolti diversi locali, istituzioni, organizzazioni. Punk London – 40 Years Of Subversive Culture, ricorderà la “cultura sovversiva” che ha contagiato i giovani di tutto il mondo allora e che continua ad influenzare oggi musica, moda, cinema, il mondo dell’arte. L’intento è quello non solo di esplorarne le radici, ma anche di evidenziare come il punk continui a propagare la sua onda nel tempo.
Tra gli eventi seminali di quel 1976 c’è anche il 100 Club Punk Festival, una due giorni di festival che si tenne proprio al The 100 Club in settembre e che ospitò nomi allora sconosciuti ai più ma destinati a rimanere nella Storia: Subway Sect, Siouxsie And The Banshees, The Clash, The Damned, The Vibrators e i Sex Pistols stessi sono sfilati su quel palco, ignari di quel che il destino aveva in serbo per loro. Mentre dal 4 al 10 gennaio nel club si è svolto anche il Resolution Festival, con numerosi gruppi che si sono avvicendati per riportare alla memoria la maratona musicale di allora.
Per sottolineare la portata epocale del movimento, tutti possono aderire alla manifestazione e dare il proprio contributo: basta ideare il proprio evento e registrarsi sul sito www.punk.london/.

Hanno già aderito e parteciperanno:
British Fashion Council, British Film Institute, British Library, Design Museum, Doc ‘n Roll Films, Institute of Contemporary Arts, Live Nation Merchandise, Museum of London, The Photographers’ Gallery, Rough Trade, PYMCA, Premier and On|Off, Roundhouse and Universal Music Catalogue.

In questa piccola rassegna ripercorriamo gli inizi del movimento Punk, le basi pre-punk, dagli Stooges e New York Dolls, fino a filmati incendiari dei Pistols, Damned e co, dal 1976, fino ai primi mesi del 1977.

Punk’s Prologue Pt 1. The Stooges – TV Eye (1970)
La Rosetta Stone dell'attidudine punk rock, ma c'è di più per Iggy & Co nell'esibizione al Cincinnati Pop Festival del burro di arachidi: infatti, Iggy passa parte del concerto in mezzo al pubblico, tornando poi sul palco cosparso di burro di arachidi. The Stooges inaugurano un suono positivamente selvaggio e l'introduzione di uno sconcertato Jack Lescoulie è esilarante: "Loro di certo non entreranno nello show-biz con questo spettacolo ..."





Punk’s Prologue Pt.2 New York Dolls - Personal Crisis
Ancora nel 2016, guardare le Dolls in scena abbiamo l'impressione che provengano da un altro pianeta. (Comefaceva Johnny Thunders ad avere quei capelli?); Dio sa come dovevano sembrare al pubblico nel 1973!. In Germania, Malcolm McLaren rimase folgorato quando li vide e nel 1975, diventò il loro manager. Il gruppo arrivò ad esibirsi sventolando sul palco una bandiera con falce e martello che campeggiava sullo sfondo. I Dolls fecero cinque concerti a New York con questo nuovo look ideato da McLaren, vestiti di pelle fetish colorati, e supportati dai Television. Quando li perse,semplicemente li ricostruì nei i Sex Pistols.



Ramones - Havana Affair (1976)
Da un concerto di Max Kansas City nel mese di ottobre del '76, rimane uno dei migliori video del gruppo sul web, più che sufficiente a giustificare il culto e l'adorazione delle punk band britanniche per i Ramones. No Dee Dee, no Paul, no Sid..  Il Melody Maker accolse così le prime esibizioni del gruppo: <I Ramones sono l'ultima di una lunga serie di band presuntuose e prive di talento, il ​​cui risultato più importante fino ad oggi è la loro incapacità di oltrepassare i confini di New York City. Quì sono stati accolti dall'adulazione di un esercito di fan ingannati: musicalmente, non vanno per il sottile e non hanno variazioni di qualsiasi tipo. La loro regola è quella di essere più incompetenti possibile. Per una band che vorrebbe essere la proiezione per i giovani d'America della vita suburbana, anticonformista, del sesso e della lotta, o di qualsiasi altra cosa,falliscono miseramente...>



Sex Pistols - Pretty Vacant (1976)
Esibizioni scabrose dei Pistols in un brillante weekend a Londra, e un bel documentario sulla scena crescente del punk britannico, girato e presentato dal pioniere della TV culturale inglese, Janet Street Porter. Possiamo riconoscere il futuro produttore dei Clash Guy Stevens dirci di come fosse annoiato con la musica dei Led Zeppelin e di altri dinosauri del rock dell'epoca. Very Cool!. quì





The Damned – New Rose (1976)
Un promo piacevolmente frammentario e sconnesso, New Rose fu il primo singolo in assoluto pubblicato da una punk band nell'ottobre 1976 nel Regno Unito. New Rose è attribuita a Brian James, chitarrista e membro fondatore, pubblicata su etichetta Stiff Records e ebbe come B-side la cover di Help! dei The Beatles, suonata due volte più rapidamente dell'originale. New Rose è stata poi coverizzata dai Guns'n Roses in The Spaghetti Incident e dai Poison Idea, band hardcore punk di Portland in Pajama Party. Ditemi se non suona ancora incredibile!.




Sex Pistols da Bill Grundy (1976)
Alle 17.30 del 1° Dicembre 1976 si presentarono a Today, programma televisivo presentato da Bill Grundy ed erano già sbronzi. lniziò a provocarli, parlando di grandi compositori - Mozarl, Bach e Beethoven. Johnny Rotten d'improvviso vomitò in un angolo, esclamando.. "Merda!". Grundy invitò John a ripetere quel che aveva detto e fu immediatamente accontentato, mentre lui si rivolgeva a Siouxies (dei Bansheens, che era una delle accompagnatrici della band..) chiedendole un appuntamento per dopo la trasmissione. A quel punto Steve Jones gli disse che era un vecchio sporcaccione, rincarando la dose chiamandolo lurido stronzo e una maledetta carogna! Finì lì. Grundy aveva ben rappresentato tutta l'ipocrisia con cui le istituzioni avevano risposto al punk. Il giorno dopo il Daily Mirror se ne uscì con una famosa copertina che titolava a tutta pagina "The Filth and the Fury!" ("Oscenità e furore!") e i buoni borghesi iniziarono a intasare le linee telefoniche della Tv protestando inferociti per quello spettacolo "di depravazione e privo di decenza". Alcuni dichiararono di aver preso a calci il televisore e la rissa verbale scatenatasi in diretta (con tutti i suoi strascichi polemici), distrusse letteralmente la carriera pubblica di Grundy.





Sex Pistols - Anarchy in the UK (1976)
I Sex Pistols eseguono 'Anarchy in the UK' nel programma di Tony Wilson Granada Pop Show - So It Goes, in quella che fu loro prima apparizione televisiva. Tony Wilson, presentatore alla Granada Television e creatore della Factory Records, era stato uno dei 42 spettatori (insieme ad alcuni membri chiave della futura scena musicale di Manchester, come Peter Hook e Bernard Sumner prima Joy Division e poi New Order, Morrissey degli Smiths, il produttore Martin Hannett, Mark E Smith dei The Fall, Paul Morley, influente giornalista musicale e Mick Hucknall dei Simply Red) che il 4 giugno del 1976 assistette al concert dei Pistols al Lesser Free Trade Hall, invitati da Howard Devoto e Pete Shelley dei Buzzcocks. In seguito portò la crema del punk americano e britannico e le fasce New Wave al pubblico del suo acclamato spettacolo televisivo che andava in on onda a tarda notte. Nel video possiamo vedere il maldestro tentativo del cameraman di censurare la svastica che aveva al braccio Jordan, un'altra delle accompagnatrici di Rotten e compagni.





The Clash – BBC Clash Documentary ‘The Clash New Year’s Day ’77’
La BBC, il giorno di Capodanno, ha trasmesso questo splendido documentario sulla leggendaria punk rock band The Clash, girato da Julien Temple circa 38 anni fa, prima che il mondo avesse mai sentito parlare dei The Clash .
Ora, è possibile guardare l'intero filmato, di 75 minuti, qui sotto.
Temple, che ora ha 62 ed è un regista di successo, ha diretto video per artisti come Janet Jackson, Neil Young, Rolling Stones, Talking heads e tanti altri, insieme ad un controverso, prospettico biopic su Marvin Gaye, era un giovane aspirante cineasta quando incontrò i tre principali membri di The Clash nel 1976. Ben presto diventò amico di Joe Strummer, Mick Jones e Paul Simonon, e iniziò a filmare alcune delle loro prime prove e spettacoli dal vivo. Questo lungometraggio stupefacente costituisce gran parte del documentario della BBC sui Clash, ed ha come fulcro la performance dal vivo il primo gennaio del 77, tre mesi prima della pubblicazione del loro album di debutto, intitolato semplicemente, The Clash. Lo spettacolo si tenne al Roxy Club, una ex discoteca angusta e decrepita nel quartiere di Covent Garden di Londra, che per i suoi brevi 100 giorni di vita fu considerata l'epicentro della musica inglese e della rivoluzione culturale nota come "punk rock". Il filmato, che è certamente di grande valore non solo per gli appassionati ma per i suoi riferimenti culturali e storici, non era mai stato trasmesso prima.




Sex Pistols – Seventeen (1977)
Documentato da Don letts in Super 8, il debutto di Sid Vicious con i Sex Pistols al Green Cinema di Londra, il 4 Marzo 1977. E' il celebre The Punk Rock Movie (conosciuto anche come The Punk Rock Movie from England), il film del 1978 sulla scena punk rock britannica assemblato da filmini in Super 8 girati da Don Letts, disc jockey del club The Roxy di Londra durante gli anni di punta del movimento punk del '77. Contiene riprese dal vivo di esibizioni di The Clash, Sex Pistols, Wayne County & the Electric Chairs, Generation X, Slaughter and the Dogs, The Slits, Siouxsie and the Banshees, Eater, Subway Sect, X-Ray Spex, Alternative TV e Johnny Thunders & The Heartbreakers. Inoltre sono presenti anche immagini fuori scena di alcune band, come i Generation X, le Slits e i Siouxsie and the Banshees.

Tutte le esibizioni furono girate al Roxy, tranne, appunto, quella dei Sex Pistols, che proviene invece dal concerto tenutosi al cinema The Screen On The Green di Londra. Il concerto vide l'uscita di Glen Matlock, considerato troppo poco "punk" e fu il primo con Sid Vicious in formazione.






The Damned – Fan Club (1977)
"Nessuno pensava,  in quei momenti, che tutto questo stava per cambiare il mondo."






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30/09/15

Di ritorno da Londra (e relativa playlist)

Mick Rock Photo
“Quando un uomo è stanco di Londra, è stanco della vita”.
E' trascorso giusto un mesetto, ma ancora ho i postumi. La bellezza e il fascino di questa grande metropoli è da ricercare nel perfetto equilibrio tra storia e la modernità. Vedere e vivere Londra e i suoi 33 quartieri come un grande 'villaggio' e interagire con esso; così, mentre sono a Huxbridge a festeggiare con due vecchie amiche, posso saltare su uno dei tanti mezzi di trasporto pubblico e in poco tempo essere a Portobello.
Come solito, quest'anno l'ho lasciata proprio a ridosso del carnevale di Notting Hill: certo, non è più quello di una volta, quello politicizzato dove si poteva incontrare Don Letts e Bob Marley per strada, ascoltare la treble'n'bass a tutto volume, i suoni Warrior Charge degli Aswad . Ora è il più grande Festival di 'strada' in Europa, con più di un milione di persone .. gaudenti e in festa per tre giorni consecutivi, ignari del tutto del background politico, sociale e storico del "Carnival", come lo chiamano a Londra. Se non altro, oggi fornisce il barometro per saggiare la multiculturalità della città, mentre Don Letts l'ho potuto vedere in un DJ set che anticipava di qualche giorno il Carnevale.
Un rimpianto è quello di non essere ancora andato a vedere l'Hammersmith Palais [ormai chiuso] : oltre alla sua storia come un locale appositamente adibito a sala da ballo, lì si sono svolti alcuni grandi avvenimenti. Joe Strumrner gli ha dedicato una canzone, scritta dopo che il gruppo, insieme a Don Letts, vide un concerto reggae proprio all'Hammersmith nel 1977.
Altro rimpianto non essre riuscito ad andare anche al negozio di dischi Rough Trade di West Talbot Road - dove è possibile trovare molta della nuova musica prodotta e che si può ascoltare nello show radiofonico in onda su BBC 6, Culture Clash, la domenica dalle 22.00 a mezzanotte. Brilliant Comers su Kingsland Road, è un altro luogo molto 'cool' per ascoltare buona musica e grandi suoni. Di ritorno da Londra posso solo confermare che la trovo sempre più cara, conferma che mi viene anche dalle tante persone con cui ho parlato. In alcuni quartieri ci sono state delle aggressione ad alcuni locali Hipster da parte di gruppi di anarchici: la rivendicazione parla di prezzi di immobili che salgano alle stelle quando questi vengono presi di mira dalla classe borghese della città. I rumors per il futuro non dicono niente di buono.
























Music Room



06/07/15

Un altro stato mentale: Punk e cinema

Il punk è entrato nel cinema sin da quando la musica è saltata fuori da Londra, New York, Los Angeles, a partire dalla seconda metà degli anni '70. Nel cinema e in tv, ritratti e storie ambientate nella scena punk sono stati spesso fuorvianti o addirittura risibili. La leggendaria trilogia di The Decline of Western Civilization della regista Penelope Spheeris ha visto finalmente la luce, con la diffusione in video proprio in queste settimane - e, nel caso in cui qualcuno non se ne è accorto, siamo piuttosto eccitati per questo evento. I film che compongono la trilogia non sono solo dei classici della forma documentario; il primo e terzo della serie fanno parte anche del canonico cinema punk-rock . Per celebrare la ricomparsa, dopo anni di vicissidutini e dopo che solo il primo era stato commercializzato e visto dagli appassionati, ecco la nostra lista dei film essenziali del punk, da stranezze d'essai a film / fiction incredibilmente innovativi. Omettiamo alcuni film come What We Do Is Secret su Darby Crash e Germs, a cui abbiamo dedicato post a parte.


The Decline of Western Civilization (dir. Penelope Spheeris, 1981)
La scena punk di Los Angeles si è sviluppata un pò in ritardo rispetto a quella di New York o di Londra, ma era nel pieno della virulenza quando Penelope Spheeris rivolge la sua macchina fotografica verso una manciata di artisti locali dal 1979 all' 1980. Insieme alle esibizioni dei Black Flag, Germs, X, Alice Bag Band, e dei Fear, questo documentario cattura con determinazione una sottocultura in preda a tutte le sue contraddizioni. I giovanissimi musicisti - e i loro fan - vomitano saggezza estrema e non sens totale in egual misura. Assistiamo a momenti scioccanti di razzismo, sessismo, di odiosa omofobia, in una scena che è tuttavia, nonostante le apparenze, piuttosto diversificata. C'è anche molto umorismo, e qualcosa di profondamente triste su alcuni aspetti del nichilismo che questi personaggi professano - in particolare se si considera che il frontman dei Germs Darby Crash morì suicidandosi con l'eroina tra il completamento del film e la sua anteprima. Spheeris fa di tutto per rimanere neutrale, senza interferire e senza tantomeno sparare giudizi.


Jubilee (dir. Derek Jarman, 1978)
Jubilee di Derek Jarman è il film sul punk più apertamente politico mai realizzato, ma le ragioni per guardarlo sono in gran parte ..musicali. Ci sono filmati di spettacoli di The Slits, Siouxsie and the Banshees, Wayne (più tardi conosciuta come Jayne) County, e Adam and the Ants, intervallati nel caos della distopia dal resoconto storico-narrativo. A volte, la trama è difficile da seguire: viene fuori un ritratto satirico della fine degli anni '70 britannici, un ipotetico futuro datato 1977 in cui viene scaraventata Elisabetta I, che assiste al Giubileo della regina Elisabetta II d'Inghilterra in una Londra piena di cumuli di macerie e slum degradati, in cui dominano violenza e disordine e dove il sistema delle caste viene smantellata da punk criminali in vecchie chiese adibite a discoteche, in cui si consumano riti orgiastici a base di musica e sesso folle. Una satira punk in cui è l'anarchia totale a dominare..

Sid and Nancy (dir. Alex Cox, 1986)
In questo blog è già presente in 2 o 3 sezioni.. Forse Sid Vicious voleva davvero uccidere la sua fidanzata Nancy Spungen al Chelsea Hotel, in un freddo giorno di ottobre del 1978? Alex Cox, regista punk d'eccellenza, autore di Repo Man e Straight to Hell, non indaga abbastanza a fondo in questo biopic per risolvere il mistero, ma dipinge sicuramente un quadro vivido della coppia, della loro storia d'amore distruttiva e del periodo. delle genialità del film, come abbiamo sempre ribadito sta nel casting, con un Gary Oldman che brilla nella parte di Sid, e Chloe Webb come Nancy che gli tiene spalla dolorosamente. Inoltre il film presenta anche una giovanissima Courtney Love, nel piccolo ruolo di Gretchen, amica di Nancy.


Punk: Attitude (dir. Don Letts, 2005)
Anche Don Letts è già presente su Interzone, e non poteva essere altrimenti. Personaggio eclettico del Punk-rock, Letts ha fatto quello che avrebbe potuto essere il primo film sul punk (dall'eccitante titolo The Punk Rock Movie, del 1978), Così sembra conseguente e appropriato che proprio lui è stato, 30 anni dopo, il regista di uno dei migliori documentari sulla legacy e sulle conseguenze del movimento. Come suggerisce il titolo, il film si concentra sull'idea del punk come attitudine, e sugli aspetti della propria vita che vanno ben oltre la musica e la moda. L'elenco dei nomi che arrivano a contribuire alla pellicola è abbastanza impressionante - dall'onnipresenti Henry Rollins e Thurston Moore, passando alle interviste con figure diverse come John Cale, Captain Sensible dei Damned, e la temibile Ari Up.


Repo Man (dir. Alex Cox, 1984)
Ancora Cox, con forse la cosa più "cultishly": il celebre Repo Man, che ancora custodisco su video nastro come una reliquia. E' la storia del down-and-out di un giovane punk alienato della Los Angeles della metà degli anni ottanta, licenziato dal supermercato dove lavora per aver preso in giro il suo capo. Otto Maddox (Emilio Estevez), accetta un lavoro (da Harry Dean Stanton!) di "repossessing", recupero di vetture per la Helping Hand Acceptance Corporation. Sebbene inizialmente riluttante a diventare un uomo di così fatta azione, Otto inizia a godersi la sua nuova eccitante vita: insieme a tutti i recuperatori della città si mette alla ricerca di una misteriosa Chevrolet Malibu del 1964 proveniente dal Nuovo Messico, stranamente valutata 20.000 dollari; questo veicolo, contiene qualcosa di misterioso e pericolosamente potente nel portabagagli, ed è ricercato anche da una strana donna dell'FBI: man mano le cose cominciano a diventare davvero strane.. In una discussione candida e lunga sul suo sito web, Cox scrive che Repo Man ruotava intorno alle sue esperienze, dato che aveva lavorato per poco tempo come recuperatore di auto a Los Angeles, e alla.."guerra nucleare. Che altro potrebbe contemplare una società demente che aveva eletto leader", come Reagan e la Thatcher, pronti a sacrificare tutto -compresa la vita sulla terra - per una scommessa sulla base della longevità dei militari sovietici, e sui capricci dei loro padroni aziendali ". Le ideologie strane ed estranee che iniziavano a fiorire in quel periodo (alieni, teorie complottiste, la Cia, telepredicatori, sette religiose..) erano solo la punta di un iceberg di una cultura dell'ossessione e della paura arrivata ai nostri giorni..


The Great Rock ‘n’ Roll Swindle (dir. Julien Temple, 1980)
Un film Sex Pistols! Cosa avrebbe potuto andare storto ?! Tutto o quasi. Onestamente questo film è un mezzo disastro, in gran parte perché è stata fatta quando i Sex Pistols già si odiavano tra loro e fu girato tutto dal punto di vista di Malcolm McLaren (che sorpresa!). Dà l'impressione che fosse solo lui la forza creativa trainante della band. Tuttavia, vale la pena di vederlo, per ascoltare Sid Vicious sulla moto che canta una versione di C'mon Everybody di E. Cochran e anche solo come documento del suo tempo.


The Blank Generation (dir. Amos Poe and Ivan Král)
Ci sono ben due film di epoca punk che vantano il titolo tratto dal brano e dall'omonimo album di debutto del 1977 di Richard Hell e i Voidoids. Il primo fu coscritto dallo stesso Hell con Ulli Lommel, musa del regista tedesco Rainer Werner Fassbinder, che lo diresse. Con Andy Warhol nella parte di se stesso, Suzanna Love e Carole Bouquet, all'epoca modella di punta di Chanel. La pellicola è datata 1980, ma nel 1976 il documentario The Blank Generation, diretto da Amos Poe, icona del cinema new wave e dal chitarrista Ivan Král, è probabilmente il migliore dei due. Girato in un granuloso 16mm, quest'ultimo si avvalse di luminari punk e new wavers , colti al CBGB, quando era ancora solo uno dei tanti club scrausi. The Blank Generation cattura una fetta del movimento prima che.. "i consumatori mettano un po’ di ribellione nelle proprie tasche..": le cover degli album dei Sex Pistols finite sulle carte di credito della Virgin. Never Mind The Bollocks, Here’s The Sex Pistols al tasso annuo del 18,9% !!.. Richard Hell comparirà anche in Smithereens,del 1982 diretto dalla regista di Cercasi Susy disperatamente Susan Seidelman, la storia di Wren (Susan Berman), che spera di farsi un nome nella scena punk di New York. Purtroppo, Wren arriva po 'troppo tardi ed è un po' troppo a corto di talento per realizzare i suoi sogni - anche se non disdegna l'amore per un delizioso e terribile criminale, Eric, interpretato nientemeno proprio da Richard Hell.



Taqwacore: The Birth of Punk Islam (dir. Omar Majeed, 2009)
Come una cultura come quella Islamica possa avere a che fare anche con il punk!
Una manciata di ragazzi musulmani si svegli una mattina e decida di fare musica punk. E come non bastasse, che lo faccia cantando proprio le cose dell’Islam, trasformando in anatemi le sure del Corano e gridando a squarciagola che, sì, Maometto era un punk. Il documentario di Omar Majeed segue l’uscita di un romanzo intitolato The Taqwacores (pubblicato in Italia per Newton Compton con il titolo Islampunk) e firmato da una delle figure di punta del nuovo Islam d’America, il trentenne Michael Muhammad Knight, che ha dato visibilità a tutta una scena di punk musulmani che, sparsi in tutta America, si presenta come una delle cose più vivaci e irriverenti della scena musicale tout court, e documenta un tour del 2007 che ha riunito alcune delle band punk musulmane, attirando l'attenzione dei media ma soprattutto fornendo l'opportunità per i musicisti e il loro pubblico di costruire una comunità reale. Anche se il romanzo di Knight e Taqwacore stesso sono diventati controversi (e non solo tra i gruppi anti-islamici, tanto che alcuni gruppi inizialmente coinvolti con il movimento alla fine hanno preso le distanze da esso), il film rimane un affascinante descrizione della intersezione tra una fede a volte ingiustamente calunniata e una forma d'arte che ha sempre indossato la sua condizione di outsider con orgoglio.


Joe Strummer: The Future Is Unwritten (dir. Julien Temple, 2007)
Trent'anni dopo The Great Rock 'n' Roll Swindle, Julien Temple torna al punk nel 2007, con un soggetto molto più cupo: la vita e la morte prematura di Joe Strummer, frontman dei Clash , scomparso improvvisamente alla fine del 2002 per una malformazione cardiaca non diagnosticata . Per chiunque (e come per chi scrive) su cui la vita e l'opera di Stummer ha avuto una grande influenza, il film di Temple è una visione molto.. emotiva, ma è anche obbligatoria per tutti coloro che vogliono capire la vita di una delle grandi figure più genuinamente punk.

Rude Boy è invece un film-documentario del 1980 sul gruppo di Joe Strummer e Mick Jones, i Clash appunto. Il titolo deriva dalla subcultura Rude Boy sviluppatasi in Giamaica negli anni sessanta. È stato pubblicato in DVD negli Stati Uniti d'America nel 2006, ovvero qualche anno dopo la morte di Joe Strummer avvenuta nel 2002. Racconta la storia del londinese Ray Gange che lasciò il suo lavoro in un sexy shop a Soho, Londra, per lavorare durante i tour dello storico gruppo punk rock band The Clash. Nel film sono riprese, tra l'altro, le tappe del "Sort It Out" tour, la registrazione dell'album Give 'Em Enough Rope, e l'apparizione della band al concerto di Rock Against Racism del 1978.


Afro-Punk (dir. James Spooner, 2003)
Abbiamo parlato dei festival Afropunk, naturalmente, quì. Durante l'anno della sua uscita, il documentario di James Spooner dominava le discussioni nei circoli punk-rock, attorno a una esperienza troppo spesso ignorata. Dotato di vere e proprie icone del black punk come Bad Brains e Fishbone, e poi di alcuni nomi nuovi sicuramente validi come Tamar-kali, e perfino i primi TV on the Radio, Afro-Punk pone domande difficili sulla razza in ambito punk rock, e fa notare l'ipocrisia insita in una scena che sostiene di essere anarchica e di mentalità aperta, ma che costantemente ha spesso emarginato gli afroamericani. Dopo il suo debutto, Afro-Punk ha continuato fondando una comunità online e lanciato il festival annuale che rimane uno dei migliori eventi estivi di Brooklyn.

Suburbia (dir. Penelope Spheeris, 1984)
Il fatto che è stato diretto dalla regista della trilogia di Decline of Western Civilization penelope Spheeris e che è stato prodotto dal "re dei B Movies" Roger Corman praticamente riassume tutto il bello che ci può essere in questo cult della punksploitation. Caratterizzato da gruppi degi anni '80 SoCal come TSOL e The Vandals, Suburbia è un contenitore di look e sentimenti "punk" che sfocia nel melodramma.
Una dozzina di ragazzi dagli otto ai diciotto anni, abbandonati o scappati di casa, che vivono insieme in un fatiscente edificio suburbano. Veri e propri reietti della società, si fanno chiamare "T.R." e vivono di furtarelli, serate punk e incerti rapporti interpersonali che suppliscono in parte al vuoto colpevole di una "assenza", quella delle famiglie di origine. Il loro essere "contro" è vissuto malamente dalla quiete intollerante del quartiere che li ospita ...




14/06/15

Don Letts, il nostro Dread Selector

A WESTSIDE REVOLUTION
Attraverso i canali dell'immigrazione nel Regno Unito la musica giamaicana e' stata presente nelle classifiche fin dal 1964, dopo il secondo posto raggiunto da Millie con My Boy Lollipop, e piu' che mai in pieno ibrido ska/reggae fine anni '60, inizio '70. In seguito tutto questo avrebbe alimentato la sotto cultura piu' gagliarda del biennio 79/80, la Two Tone. Nonostante i successi pop mancavano sbocchi di audience, dovuto in parte alla consueta miopia delle major discografiche e dall'altra il caos pressoche' pandemico dell'industria musicale giamaicana. La conseguenza fu che sino al 76/77 i dischi reggae vennero distribuiti irregolarmente essendo spesso di difficile reperibilita' - anche per chi viveva nelle aree metropolitane - e raramente trasmessi in radio. Uno degli effetti indiretti del riconosciuto debito del punk verso il reggae fu l'incremento esponenziale di uscite discografiche giamaicane in Gran Bretagna. La prima apparizione dello stile dub nelle classifiche inglesi fu quella di Rupie Edwards con Irie Feelings nel '74, un affascinante antisegnano dell'odierna economia musicale del megamix. Dal 74 in avanti il dub inizio' a diffondersi piu' capillarmente nel cuore delle metropoli..enel '75 Everlasting Dub di Skin Flesh and Bones preparo' il terreno per la particolare struttura e la vera e propria temerarieta' dei primi dischi dub: comunque due dischi fondamentali che suonano ancora oggi magnifici. Altri dischi essenziali per la diffusione del dub furono Dub Sensation e Bamba in Dub ('77) dei Revolutionaries, Pick a Dub ('75) e Blood and Fire di Keith Hudson, anche se si puo' sostenere a ragion veduta la candidatura di King Tubby (Osbournd Ruddock) come inventore del Dub: fu senza dubbio il primo ad impiegare alcune prerogative del dub quali il delay, la dissolvenza e il phasyng. Per gli appassionati la sua vicenda e' riassunta nella fondamentale antologia King Tubby's Special '73/76, trenta brani di ormai difficile reperibilita'. Per l'intera storia dell'Upsetter, Lee Perry riempirebbe un libro.


Letts agaist police
Chi e' Don Letts? Dj del Roxy, seminale punk club di Londra, selector, cresciuto a Brixton (Londra), regista, il suo Punk Rock Movie catturo' in super 8 tutta la crudezza della musica e delle performance dell'epoca: Keith Levene (Pil) che si inietta anfetamina nel bagno del Roxy, un fan si sfregia sensualmente lo stomaco con lunghi fendenti di lametta, insomma..tutto l'effetto della propaganda "raccapriciante" e creativo del punk, e ancora oggi ne resta la miglior documentazione in tempo reale. Ha fatto parte dell'elite come amico dei Clash - che lo raffigureranno nella copertina del loro album Super Black Market Clash - e di J.Rotten. Membro di band come Basement 5, Screaming Target, successivamente formerà insieme a Mick Jones (storico chitarrista dei Clash) i Big Audio Dynamite. Ancora oggi regista di videoclip e documentari, dj, conduce uno show radiofonico settimanale su BBC 6, produce compilation e continua a girare il mondo per portare in giro le sue selezioni musicali.

"Mio padre lo metteva a casa quando ero bambino..(il reggae), era la nostra musica naturale".

"La prima volta che vidi i Pistols non riuscivo a capire una parola di quel che di evano, ma c'era una tale energia da convincerti che c'era qualcosa di grosso che stava succedendo, destinato a diventare ancora piu' importante.."


Don Letts e' stato il personaggio che introdotto il reggae e il dub nel movimento punk, fortemente legato alle proprie radici musicali e culturali sara' lui il dj per eccellenza in grado offrire un contributo influente all'evoluzione della scena, alternando nelle sue selezioni musicali la cultura giamaicana e quella nascente nella Londra della meta' dei '70, in quella che sfocera' in un una vera e propria alleanza tra le ali piu' estreme del ribellismo giovanile dell'epoca.
Epoca di rivolte lungo le strade di Notting Hill Gate e quelle di Brixton, contro il razzismo della società inglese di quel periodo e di scontri nelle strade tra poliziotti e giovani ribelli, tra il basso del reggae e del dub, la chitarra elettrica del punk e sound system potenti.

Suo fu il contributo fondamentale, insieme a Joe Strummer e Tom Robinson, alla creazione del Rock Agaist Racism, che mise insieme decine di gruppi punk, reggae e dub, bianchi e nerri, operai e studenti, nel tentativo (riuscito) di contrastare l'avanzata dei fascisti del Fronte Nazionale che pericolosamente faceva proseliti tra i giovani. Un periodo di forti cambiamenti sociali e destinato a segnare in profondità tanto la storia della black music britannica quanto quella del rock.
Bob Marley sanci' questa esplosiva alleanza nel brano Punky Reggae Party.

DREADS MEET PUNK ROCKERS UPTOWN 
Del 2001. Letts ha riunito alcune delle migliori band reggae / dub in un album che mostra come la musica giamaicana, le pesanti linee di basso che ne caratterizzano la struttura e i testi anti-establishment abbia influenzato la scena punk inglese nella sua prima ondata. Il loro impatto può essere ascoltato nelle canzoni di gruppi come The Clash, PIL, e The Slits..

DREADS MEET GREENSLEEVES, A WESTSIDE REVOLUTION
Disco doppio uscito nel 2008, Letts scava negli archivi sterminati della potente etichetta Greensleeves e compila trenta brani che coprono l'intera evoluzione della musica giamaicana nel corso degli ultimi 30 anni, rendendo questo un ascolto illuminante, anche per gli ascoltatori con una conoscenza approfondita del reggae.
La prima parte e' incentrata sulle radici e il primo periodo dancehall, con testi caratterizzati dall'indignazione per le ingiustizie sociali, mentre la seconda parte e' dedicata alle cose piu' recenti, il reggae nell'era digitale, non meno importante e creativo rispetto al precedente.
Una grande selezione del leggendario Don Letts, perfettamente in linea con il clima infuocato di questi giorni.

Letts records
Buon ascolto a tutti