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26/02/20

"Tutto quello che voglio fare è scendere" : The Dandy Warhols


I Dandy Warhols ci piacciono. Ci piacevano nei '90 e ancora oggi. Sono musicisti ed edonisti di talento, anche se denigrati e sottovalutati nel grande circo R'n'R, hanno forgiato un percorso di successo attraverso un panorama musicale mutevole, una band che è passata attraverso tutti i movimenti e che mantiene uno zoccolo duro di fans che li segue dall'inizio. 25 anni di carriera, hanno attraversato gli anni '90 con lo spirito  del rock anni '60, patina glam, attitudini psichedeliche e il loro approccio ispirato alla droga, tanto che il fotografo di moda David LaChapelle volle girare il video di Not if You Were the Last Junkie on Earth. Musicalmente in debito con le icone rock del Regno Unito, addirittura David Bowie scelse personalmente i Dandy  per suonare al suo festival Meltdown nel 2002, unendosi alla band sul palco per esibirsi in "White Light / White Heat" durante i concerti. Un endorsment non da poco visto i gusti poco ortodossi del Duca (Nine Inch Nails, Franck Black, TV on the Radio, Arcade Fire..) con i Dandys che ancora  lo hanno supportato nel suo tour di successo A Reality del 2003. Ma i bei tempi finiscono. Molto più famosi in Europa che negli States,  nessuno riesce più a perdonare ai Dandy Warhols di aver venduto l’anima al diavolo e il loro pezzo di maggior successo (Bohemian Like You del 2001) alle compagnie telefoniche, il loro potere provocatorio  diminuisce, mentre dopo i loro due album più forti,  ... The Dandy Warhols Come Down del 1997 e  Tales From Urban Bohemia  del 2000 si sono susseguite prove discografiche abbastanza modeste. Gli eccessi degli anni novanta sono lontani, Bowie e Lou Reed (altro totem musicale della band) ci hanno lasciato e noi riscopriamo vecchie canzoni e alcune buone (ce ne sono sempre..) tratte dagli ultimi lavori. Oltre ai brani segnalati con i video sotto, Styggo, Solid, .. Love Almost Everyone, Good Morning, Semper Fidelis, Search Party, una allucinante cover di Primary dei Cure (da Faith..), le mai dimenticate Godless e Cool As Kim Deal, Hells Bells..
I Dandy Warhols continuano a piacerci.
















19/04/18

Record Store Day 2018, occasioni da non perdere

 
Record Store Day 2018

Accanto alle anteprime dell'industria discografica italiana, quasi trecento i titoli in arrivo sabato 21 aprile, numerose le iniziative dentro e fuori i negozi.

Milano, 11 Aprile 2018 - A Milano l'evento ufficiale del Record Store Day è in Zona Santambrogio in contemporanea con la chiusura della Design Week. Coniugando la creatività artistica italiana con la celebrazione del vinile, I Distratti, Tommaso Toma e Billboard presentano una giornata con dj set (gli ospiti saranno invitati a portare e suonare i loro 45 giri della vita), live, proiezioni di film, un mercatino dell'usato e un'anteprima esclusiva della mostra 'Gioia e Rivoluzione' (dal 3 al 27 maggio allo Spazio Oberdan), dedicata al decennio '68-'78 della discografia italiana e diretta da Roberto Manfredi e Luca Rossi.

Per la prima volta sarà esposto The Wall di Cesare Monti, l'opera omnia delle copertine dei dischi del leggendario fotografo, regista e art director milanese, fra i tanti, di Fabrizio De André, Pino Daniele, Area, PFM e Lucio Battisti, di cui fu amico per diversi anni. Immagini che raccontano quell’irripetibile stagione del rock e, sullo sfondo, le grandi rivoluzioni della politica e dei movimenti sociali che hanno animato il Paese tra la fine del boom economico e gli anni di piombo.

Da Vinile la giornata è incentrata sulla figura di Prince, con rarità discografiche e dj set mentre sonorità psych rock, electro-wave, folk e garage caratterizzano il pomeriggio di Psycho con I Visionari, Maurizio Marsico, Pretty Face, Andrea Labanca, Plateaux e Muturett. Da Backflip protagonista i dj set di Whodamanny insieme a Dada, Phade, Cbwoy e da Vinylbrokers invece Robotalco, Tropicalismi, Dj Guerrero, Fabrizio Fiore, Federico e Alex De Ponti, tutto in streaming su Radio Rocket Milano. Per chi desidera continuare la festa fuori dai negozi si segnalano Club Haus 80's con Dimitri from Paris, in consolle per promuovere il suo album di remix degli Chic e la seconda Blue Vinyl Night al Blue Note Club, per l'occasione trasformato in una moderna ballroom con la musica di Claudio Coccoluto, Nick The Nightfly e i dj's di Radio Monte Carlo.

A Roma nei due negozi di Radiation sarà disponibile il 45 giri picture disc di 'Good Rockin' Tonight' di Lemmy Kilmister & Johnny Ramone, mentre il synth punk dal vivo dei Holiday Inn riscalderà il nuovo punto vendita al Pigneto.
Da Discoteca Laziale sarà di scena il rap italiano di Gemitaiz con il nuovo album 'Davide', alla Vinileria di Latina i clienti si improviseranno dj's sfidandosi sulla consolle del negozio.

Arcana Edizioni da Nordovest Dischi di Frosinone presenta 'La musica, per me. Come funziona la musica? Rispondono 50 artisti italiani' di Luca D’Ambrosio, introdotto da Davide Fischanger, autore di progetti teatrali ed educativi con i suoi 'Gatti Ostinati' e il cantautore Giancarlo Frigieri. Da Rubber Soul a Torino risuona l'acid rock degli Effervescent Elephants, con la ristampa in edizione limitata dell'album Something To Say prodotta da Onde Italiane.

A Bologna da Semm una nuova edizione di Best Art Vinyl Italia, la mostra che celebra il meglio dell'arte, della fotografia e della grafica nella cultura musicale contemporanea Nazionale. Danex a Firenze presenta in anteprima la ristampa targata Archeo di 'Viaggio Tribale' di Toni Esposito con un bonus balearic remix di Luca Effe e poi dj set di Manu, Guido Caselli e Gran Soda. A Lucca da Sky Stone and Songs la festa dura tre giorni, il 20 un ciclo di conferenze sulla storia della musica dal titolo 'Friday I'm In Love' sui King Crimson dal titolo 'Alle Corti di Re Fripp', il 21 un live di Guidi e Carotenuto (Sinfonico Honolulu) e il 22 con il Supertrio.

Radio Capital radio ufficiale del Record Store Day, nella giornata di sabato 21 aprile dedicherà l'intera programmazione all’iniziativa.


IL FILM UFFICIALE del RECORD STORE DAY 2018
"I Padrini agisce come un accompagnamento dinamico e cruciale per American Hardcore, The Decline of Western Civilization e altri film che raccontano l'evoluzione del punk degli anni Ottanta". - Rolling StoneQui amiamo la musica, ovviamente, e siamo anche grandi fan dei film sulla musica e ce ne sono stati alcuni veramente belli. Una cosa di cui siamo entusiasti al momento è The Godfathers of Hardcore, il film ufficiale del Record Day Day 2018.Il cineasta Ian McFarland racconta la storia di Roger Miret e Vinnie Stigma e del loro gruppo, gli Agnostic Front, passato e presente. Chi sono questi esponenti dell' Hardcore di New York  (NYHC) e in che modo una band che ha avuto un ruolo chiave nella creazione e definizione di una scena rimane rilevante e influente quasi trent'anni dopo? Parte del loro tremendo impatto e fascino è dovuta alla stretta e talvolta bizzarra amicizia tra Roger e Vinnie, due individui forti ma molto diversi, le cui personalità iconoclastiche si completano perfettamente l'una con l'altra. Oggi, Roger, 53 e Vinnie, 62, continuano a pubblicare dischi pieni di integrità e autenticità, con oltre 100 spettacoli l'anno, tra cui numerosi festival hardcore ed europei. Rimangono la vera incarnazione dell'hardcore, che rappresenta la resistenza, la perseveranza, la fratellanza, la forza contro l'oppressione e la volontà di andare avanti: gli ostacoli devono essere dannati!.
Per il Record Store Day 2018, un'edizione speciale in vinile della colonna sonora di Aaron Drake, confezionata in una copertina apribile e con un poster, sarà distribuita nei negozi di dischi indie.THE GODFATHERS OF HARDCORE sarà proiettato nei festival punk e nei festival cinematografici di tutti i paesi che aderiscono all'iniziativa. Su thegodfathersofhardcore.com  i dettagli sulle proiezioni aggiuntive e i prossimi eventi nei negozi di dischi.

Un evento annuale ormai globale, consolidato e atteso dagli appassionati di musica, collezionisti e proprietari / lavoratori di negozi indipendenti di dischi, di cui l'iniziativa ha contribuito a rinvigorire la vita, con le uscite di versioni limitate speciali di dischi di artisti grandi e meno grandi. 

L'elenco delle pubblicazioni è più grande che mai quest'anno, così ho scelto alcuni dischi che hanno attirato la mia attenzione.
 

1 - Arthur Lee e Love - Coming Through You: The Live Recordings (1970-2004)
Arthur Lee e Love sono indubbiamente una delle inclusioni più regolari nelle mie playlist e il video di 7 & 7 live a Glastonbury è sempre uno dei più cliccati qui su Interzone. Creato dall'archivista David Skye, con la partecipazione di Diane Lee, la vedova di Arthur Lee, questa è la prima volta che viene messa a disposizione una grande collezione di registrazioni live di Arthur Lee & Love. Il vinile rosso è completato da opere d'arte di William Stout, celebre disegnatore visionario di bootleg del rock and roll.
 



2 - Duke Reid All Stars / Roland Alphonso - Judge Sympathy / Never To Be Mine
Una deliziosa stampa "orange" targata Trojan,  in occasione del 50 ° anniversario di quella che è stata la prima pubblicazione del Regno Unito dall'iconica etichetta reggae del 1967. Un must per gli appassionati del reggae del Regno Unito come me, sicuramente diventerà un oggetto da collezione per gli anni a venire.




3 - Various Artists - Rock Steady Box
Un'altra versione 7 "della Trojan per RSD, e che rappresenta un pacchetto sinceramente interessante, dopo alcune uscite sinceramente molto scadenti. Un set di 10 riproduzioni ben presentate di alcuni dei più ricercati singoli rock steady racchiusi con un saggio sull'evoluzione del rock steady , sound storicamente tra ska e reggae.




4 - David Bowie - Welcome To The Blackout
Tre rari dischi di David Bowie saranno pubblicati per il Record Store Day 2018, tra cui un'iconica performance live londinese.
L'album è "Welcome To The Blackout (Live London '78) e sarà  pubblicato come set 3xLP. Il disco contiene registrazioni delle esibizioni del tour 'Isolar II' di Bowie all'Earls Court, attualmente demolito a Londra, il 30 giugno e il 1 luglio 1978.
I fan di Bowie potranno avere anche un singolo da 12 "che presenta il primo lungometraggio di" Let's Dance ", insieme a una versione dal vivo del lato b. Infine, "Bowie Now" - un raro LP solo promozionale pubblicato nel 1977 negli Stati Uniti, con brani tratti da "Heroes" e "Low" .
Informazioni complete possono essere trovate sul sito Web di David Bowie.




5 - Various Artists - Gary Crowley's Punk e New Wave
La carriera musicale di Gary Crowley iniziò alla fine degli anni '70 quando fondò la fanzine new wave "The Modern World" nonostante all'epoca fosse ancora uno scolaro . Intervistando molte delle band più importanti della scena come i The Sex Pistols, The Jam e The Clash, persuase  Joe Strummer a dargli un esclusiva mentre il gruppo provava negli studi londinesi di Chalk Farm. Questa versione della sua compilation 2017 su vinile rosso e blu pesante è un'eccellente opportunità per ascoltare trenta tracce di Punk, New Wave, Post Punk e Mod Revival originariamente pubblicati tra il 1977 e il 1982, inclusi molti che appaiono su vinile per la prima volta dopo 40 anni. Un must.

 

 

 

6 - DJ Pierre Presents / Various Artists - Acid 88 Volume 2
A tre decenni dall'estate dell'88, il pioniere di Acid House DJ Pierre riunisce una dozzina di brani originali come Hardfloor, Thomas P Heckmann, Posthuman, Bloody Mary, Luke Vibert e anche il suo, presentato come doppio LP.

15/03/16

Bowie prima di Ziggy. A Bologna

Bowie before Ziggy.
Fotografie di Michael Putland
Mostra omaggio a David Bowie che, attraverso le immagini e le memorie del fotografo britannico, racconta un giorno nella vita di Bowie, poco prima che questi prendesse gli abiti e le sembianze di Ziggy Stardust. Le foto sono state infatti scattate nell’allora residenza di Bowie, Haddon Hall, il 24 aprile del 1972. Le registrazioni di Ziggy Stardust and the Spiders from Mars erano terminate da qualche settimana e, il disco, sarebbe stato pubblicato poco dopo. Il 28 aprile esce infatti il primo singolo dell’album "Starman”. Quel 24 aprile, Bowie, nella calma che precede la tempesta che lo avrebbe reso un fenomeno planetario, dipinge il soffitto di casa sua indossando un abito disegnato insieme all’amico stilista Freddy Buretti. Lo stesso abito che usava sul palco, in quel periodo, e che sarebbe stato immortalato nella coverdi Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. È un Bowie molto rilassato, quello che accoglie Putland, avviato all’apice della sua popolarità e già molto sicuro della sua immagine. Un immagine e un immaginario che sta costruendo da anni, utilizzando non solo la musica ma anche trucco e abiti. ONO arte, insieme a Michael Putland col quale ha avviato una collaborazione ormai da anni, ha deciso di dedicare una mostra a David Bowie ampliata da qualche scatto pre e post Ziggy Stardust e da altri provenienti dallo Station to Station Tour, dopo averne dedicate altre due nel passato all’artista recentemente scomparso. La prima risale al 2012 ed era legata alla cosiddetta trilogia Berlinese, quando Bowie era forse nel suo periodo di minor popolarità. Il primo infarto che lo aveva colpito nel 2004 aveva azzerato le sue performance live e le uscite discografiche.Con lamostra volevamo testimoniare l’influenza che Bowie ha avuto non solo nel mondo della musica ma anche nel costume, nella società e nella cultura in genere,e non solo nel mondo occidentale. Bowie a Berlino inventa e reinventa se stesso e soprattutto codifica, a modo suo, il significato di “Europa e di europeo” estrapolandone un concetto che è presente nei dischi della Trilogia. L’intuizione dell’importanza estetica Bowie nel panorama culturale europeo trova riscontro quando pochi mesi dopo l’apertura della nostra mostra di Bologna inaugura al Victoria & Albert Museum di Londra la mostra David Bowie Is che apre di fatto la porta principale dei musei alla cultura popolare.

Siamo nel 2013 e l’8 gennaio dello stesso anno, senza nessuna campagna promozionale, esce The Next Day penultimo disco di Bowie. La copertina è una rivisitazione della cover dell’album ‘Heroes’ per la quale fu scelta una foto di Masayoshi Sukita le cui opere ONO ha esposto in una mostra dello scorso marzo (2015) con un quadrato bianco che copre la parte centrale dell’immagine. Oltre alla copertina del disco anche il primo singolo,We are we now, è un chiaro riferimento al suo periodo berlinese come momento culminante, dal punto di vista creativo, umano e personale, della sua carriera. Questa terza mostra vuole essere un omaggio a David Bowie e si configura come la tappa zero di un progetto di più ampia portata a cui ONO sta lavorando insieme all’Archivio che gestisce l’immagine dell’artista.

La mostra (12 marzo - 30 aprile 2016) è composta da 27 fotografie di Michael Putland in diversi formati e il lavoro grafico di Terry Pastor, designer che realizzò la copertina di Ziggy Stardust e Hunky Dory

ONO arte contemporanea

VIA SANTA MARGHERITA 10 | 40123 BOLOGNA | +39 051 262465

vittoria@onoarte.com | maurizio@on

oarte.com | beatrice@onoarte.com


16/02/16

L'uomo che cadde sulle strade: la Street Art celebra David Bowie

Il mondo della musica, e i fan continuano a ricordare, e a onorare, David Bowie, la sua eredità e la sua visione del Rock'n'Roll e del mondo, continuando a condividere storie, video, musica e opere d'arte. Anche noi di Interzone lo facciamo e lo faremo ancora: oggi sono i murales a lui dedicati, gli omaggi della street art che hanno iniziato ad apparire in diversi luoghi del dopo la sua scomparsa. Evidenziamo alcuni dei migliori, catturati dagli obiettivi di passanti e dagli artisti stessi che li hanno realizzati, poi raccolti e pubblicati su Flavorwide. Se conoscete altri eventuali e significativi tributi di artisti di strada quì non documentati, potete aggiungerli e condividerli con noi su questa pagina.






Realizzato a Birmingham da Annatomix,su Dudley Street




L'artista  australiano Jimmy C ha creato questo murales  nel quartiere di nascita di Bowie, Brixton, a South London




Bowie a Bologna, Italia




StreetArtEverywhere, Bowie a New York




"Bowie on the Wall", dell'artista Otto Schade a Santiago del Cile




Catturato da Rita Hunter, artista sconosciuto 




 Street art a Turnpike lane 




Opera di Jules Muck, città sconosciuta




Bowie nel quartiere Wynwood, a Miami,dell'artista David Flore




A Dublino, di Jess Tobin e Vanessa Power




Murales apparso a Sheffield, ad opera dell'artista Trik 




Uno Stencil a Padova




Starman a Toronto

 

11/02/16

David Bowie è stato il mio eroe

INCIPIT
Una vita vissuta .. all'insegna della necessità bruciante di correre, di metersi alla prova. L'ingiunzione al piacere e , inevitabilmente alla sofferenza. Si arriva prima o poi e tutti, a fare dei bilanci. Perchè tutti compiamo delle scelte e viviamo con le conseguenze di queste scelte. Non si deve essere o sentirsi "vecchi" per sentirsi vicino al giro di boa. In qualunque momento puoi sentire che ancora non sei riuscito a stringere con la vita il patto giusto per te. E non si riesce a liberarsi dal passato. Bisogna fare i conti con il fatto che ho (...) anni. Che iniziano ad arrivare i primi segni di cedimento. . Che le sperimentazioni che facevano un bell'effetto a 20,  ora ne producono un altro.Che per lungo tempo si è vissuto negando il tempo che passava..O forse sono solo stanco

Mai, la scomparsa di un artista ci ha colpito così tanto, e così da vicino.

Heroes
Senza ombra di dubbio David Bowie è stato il mio eroe. E' passato ormai del tempo da quando è scomparso, e  come molte altre persone, sto ancora ragionando sul significato che questo ha sulla mia vita. Giornalisti, esperti, sicuramente tanti più qualificati hanno e stanno documentando la lunga ombra che quest'uomo ha proiettato sulla cultura mondiale, negli anni passati e su quelli a venire; da parte mia, voglio solo condividere l'impatto che ha avuto sulla mia vita personale,  sul mio piccolo angolo in questo mondo. Sono cresciuto in una famiglia nonostante tutto , della piccola borghesia, un figlio degli anni '60. Sono e sono sempre stato ambiguo rispetto al posto che avrei dovuto accupare nella società: un miscuglio di voglia di arte, di tecnologia, di impegno. Sempre impicciato in tutto questo, ma mai completamente a proprio agio, e sempre e ancora alla ricerca di un modo per conciliare tutte questa cose. E per tanti anni, David Bowie ha fatto da sfondo a questo balletto interno, una presenza costante nel mio processo di scoperta di sé. E' ora se n'è andato. E io mi sono un pò perso. Chi sarà ora il mio spirito guida? E la mia pietra di paragone? Forse un giorno potrò imparare qualcosa dalla grande uscita di scena di Bowie con Blackstar. Ma per il momento, non sto pensando di morire. Quindi per ora, posso solo piangere, e scavare nella mia anima e ascoltare la musica e le canzoni di Bowie. Ho scoperto Bowie mentre frequentavo la scuola media, attraverso la radio e poi i dischi di un mio cugino maggiore. Questa musica non aveva niente  a che fare con le Hit Parade con cui ci nutrivamo con una dieta costante. Le canzoni, - né hard rock né pop né jazz, ma qualcosa di completamente diverso - la voce, la cadenza, così britannica ed esotica. E i testi, lasciamo perdere.. L'album era Hunky Dory, che ho amato subito, ed è stato il mio album più caro attraverso gl' anni della mia adolescenza. Tra i miei coetani della scuola media forse ero l'unico. Per un pò lo abbandonai, ma alle superiori e con l'ingresso in un gruppo di amici più grandi Bowie ritornò prepotente e stavolta in modo definitivo. Tralasciai l'aspetto selvaggio, la androginia e la bisessualità, le leggende di sesso orale sul palco e  altre buffonate. Era troppo strano, troppo glam e troppo ... queer  e quei tre dischi mi fornirono la prova definitiva che tutto il movimento di quel periodo, new wave, postpunks e new romantics che stava combattendo gli eccessi dei vecchi dinosauri della scena rock, esisteva in non una piccola parte grazie all’esplosione creativa di Bowie a Berlino.

In un tentativo estremo di rehab e in profonda introspezione, Bowie risucchiò e metabolizzò tutto il Krautrock, vomitando tre dei dischi più belli e influenti della musica pop, con il rock ridotto ad  essenza nuda, e world music integrata, qualcosa che pochi stavano facendo in quel momento. Nel processo, non solo Bowie si era reinventato ancora una volta; ma aveva talmente mischiato le carte  che niente sarà più come prima. E io ero nel bel mezzo di tutto questo, un figlio musicale di Bowie, di seconda (o terza) generazione. Alla fine ho conseguito il mio diploma e dopo un po’ ho iniziato a lavorare. La mia passione profonda e costante per David Bowie non è diminuita: ho condiviso con lui non solo il suo geniale talento come scrittore di canzoni ma anche il suo approccio alla della vita, lo stile, la gentilezza evidente , il maestoso fascino dandy, e l'amore genuino per il rock n’ roll.
Bowie è stato una rara leggenda del rock, la cui mitologia è stata definita più dalla sua curiosità intellettuale che dalla sua dissolutezza, legata al consumo delle sostanze, in particolare la cocaina. La sfilata dei personaggi che ha creato durante la sua incredibile discografia ha rappresentato non solo nuovi suoni ed nuova estetica; Bowie è stato essenzialmente un Internet umano, con ogni suo album come un collegamento ipertestuale in una vasta rete di musica underground, arte d'avanguardia, cinema d'essai, e anche un certo tipo di letteratura. Bowie è stato il nesso attraverso il quale (io) e molti fan del rock sono stati introdotti non solo ai Velvet Underground, a Iggy e agli Stooges, ai Kraftwerk e ai Neu !, ma anche a William S. Burroughs e Klaus Nomi, Nicolas Roeg e Ryuichi Sakamoto, fino a Nina Simone. Ha dominato l’era di MTV con Let’s Dance, e mentre la vendita dei  suoi dischi poteva diminuire notevolmente dalla metà degli anni '80, la sua influenza è diventata ancora più profonda e radicata: attraverso gli anni '90, la sua presenza ha permeato l’inconcludente Britpop dei Suede, le opere industriali di Nine Inch Nails, l’anima plastilina di Beck, e quella più dolce di kurt Cobain; drum’&bass, break beat, jungle,chili, elettronica. Ha proseguito nel nuovo millennio con LCD Soundsystem, le reinvenzioni di Kanye West e persino Lady Gaga. L’elenco sarebbe interminabile.
Ho immaginato Bowie come una grande stazione centrale, una ferrovia che si dirama in infinite nuove direzioni. Ho condiviso tutto questo e  anche i tanti problemi: sono caduto duramente. Usci Cristiana F, chi meglio di Bowie poteva sottolineare le vicende dei ragazzi dello zoo di Berlino e di tanti altri sparsi per le città europee? In quell’epoca eravamo delle figure tragiche, accomunati dall’essere inclini a trascorrere giornate svegli a guardare gli stessi film in un lungo e interminabile loop.
"Heroes" è il culmine, l'apice del suo scrivere canzoni, così semplice, così puro, così pieno di emozione. "Heroes" è una storia d'amore in un contesto tragico, un addio alle armi in appena una manciata di versi. E’ una canzone epica e commovente, un inno alla speranza, e alla consapevolezza che nonostante siamo impotenti rispetto ai grandi temi della vita, in definitiva siamo in grado di rubare e assicurarci alcuni momenti solo per noi, e tutti siamo in grado di battere tutti i bastardi che ci ostacolano, anche se solo per un giorno. Sono caduto più volte, ma mi sono sempre rialzato, perché ..<< "..Non smettere mai di cambiare. Reinventa sempre te stesso - anche quando il corpo sta cedendo..>> Una delle tante cose che ho appreso da lui. Un uomo con un talento musicale preternaturale, di una bellezza ultraterrena, e una straordinaria capacità di cambiare la natura stessa della realtà che lo circondava. E lo ha usato per rendere il mondo un posto migliore. Ho avuto la fortuna di vedere David in concerto, più volte. Notti di cui non dimenticherò mai il suono, l’odore, il sapore

La verità è che mi stavo preparando a perderlo un po’ di vista. Sin da quando un attacco di cuore sul palco nel 2004 accelerò la fine della sua carriera da giramondo e l'inizio di una pausa prolungata dalle registrazioni. Ma non ero preparato per un mondo senza David Bowie. Avevo accolto calorosamente nel 2013 The Next Day, era stato un ritorno quasi trionfale, ma non avevo capito, non mi ero accorto che fosse anche l’ un'ammissione che stava lavorando a tempo determinato. Quando ho ascoltato Blackstar  ho pensato che Bowie stesse raccogliendo gli esperimenti che aveva lasciato fuori, alla fine degli anni '70, ancora una volta, spingendo la sua la musica in un lato oscuro, in un territorio ancora inesplorato. E quando ho avuto la conferma che aveva combattuto il cancro che alla fine lo ha stroncato, è impossibile per Blackstar suonare come qualcosa di diverso da un rito funebre esteso. Ogni momento dell'album è intriso di cupa profezia, dal flauto polverizzante che chiude la title track, ai i respiri palpitanti che la aprono. "È un peccato che lei fosse una puttana". La qualità sempre più disincarnata della sua voce, sulla dissolvenza di "Dollar Day," al sassofono onnipresente che suona come se fosse sempre lui a suonarlo. Gli album di David Bowie mi hanno aperto sempre a nuovi mondi; Blackstar mi conduce al più misterioso, spaventoso, e inconoscibile di tutti.
Ed ora eccoci qui. Ci sentiamo come aver perso qualcosa di elementare, come se un intero colore se ne sia andato, e per me è più come se avessi perso un arto, e ancora sento il dolore. "Non smettere mai di cambiare. Reinventa sempre te stesso. Non smettere mai - anche quando il corpo sta cedendo. Cerca di creare qualcosa, fino alla fine. " E’ questo il suo lascito. Il mio eroe. E ho intenzione di fare del mio meglio per onorare la sua memoria, nella mia vita e nel lavoro, si spera, fino alla fine.

07/02/16

Love & Gratitude

"A volte non sappiamo riconoscere il vero valore di un momento fino a quando questo non diventa un ricordo.."



IMAN to all fans...








13/01/16

Ora, da qualche parte: i cento libri di Bowie

Finirà mai questa infinita tristezza? 
Se le ultime 48 ore ci hanno insegnato qualcosa, è che David Bowie non è morto. L'uomo che ha fatto della propria morte una rappresentazione teatrale, ha messo in scena una grande fuga - nascondendosi in piena vista, più vivo che mai.
INTERZONE si occupa di musica e anche di letteratura, di libri, romanzi, fumetti e quant'altro. Quindi non potevamo esimerci dall'andare a cercare quello che David amava leggere, lui che era una persona intelligentissima e colta, molto colta.

L'elenco di libri preferiti di Bowie
Descritto come un "lettore vorace", molti dei suoi album sono stati influenzati da libri. Quando Vanity Fair gli chiese: "Qual è la tua idea di felicità perfetta?" Rispose "la lettura". Semplicemente. Nel 2013, Bowie ha postato i suoi 100 libri preferiti sulla sua pagina pubblica di Facebook. Curiosando e sapendo che Bowie ha sempre avuto un rapporto complicato con gli Stati Uniti, abbiamo scoperto che nella sua lista figurano moltia testi di scrittori americani, dal Truman Capote, a Hubert Selby Jr., Saul Bellow, Junot Diaz, Jack Kerouac e molti altri. Era anche molto affezionato agli inglesi, George Orwell, Ian McEwan, e Julian Barnes e amava Mishima e Bulgakov. Molti libri di questi scrittori figurano nelle nostre biblioteche e citati quì sul blog. Non un caso. L'elenco che abbiamo compilato completo qui è reperibile in rete su molti siti, soprattutto dopo gli ultimi avvenimenti, noi lo pubblichiamo con le edizioni italiane, facendo attenzione al fatto che i titoli  non tradotti non sono stati pubblicati in Italia. Possiamo scorgere la lista e pensare che ora, da qualche parte, David Bowie (o, per essere più precisi, David Jones) sta facendo esattamente la stessa cosa.

I titoli


Susan Jacoby, The Age of American Unreason, 2008

Junot Diaz, La breve favolosa vita di Oscar Wao, (The Brief Wondrous Life of Oscar Wao) - 2007

Tom Stoppard, La costa dell'utopia (The Coast of Utopia,trilogy) - 2002

Jon Savage, L' invenzione dei giovani (Teenage: The Creation of Youth 1875-1945) - 2007

Sarah Waters, Ladra (Fingersmith) - 2002

Christopher Hitchens, Processo a Henry Kissinger The Trial of Henry Kissinger, 2001

Lawrence Weschler, Il gabinetto delle meraviglie di Mr. Wilson (Mr. Wilson’s Cabinet of Wonder) - 1997

Orlando Figes, La tragedia di un popolo. La Rivoluzione russa 1891-1924 (A People’s Tragedy: The Russian Revolution 1890-1924) - 1997

Rupert Thomson, L'insulto (The Insult) - 1996

Michael Chabon, Wonder Boys, , 1995

Howard Norman, The Bird Artist, , 1994

Anatole Broyard, Furoreggiava Kafka - Ricordi del Greenwich Village (Kafka Was The Rage: A Greenwich Village Memoir) - 1993

Arthur C. Danto, Oltre il Brillo Box. Il mondo dell'arte dopo la fine della storia (Beyond the Brillo Box: The Visual Arts in Post-Historical Perspective) - 1992

Camille Paglia, Sexual Personae: arte e decadenza da Nefertiti a Emily Dickinson) (Sexual Personae: Art and Decadence from Nefertiti to Emily Dickinson) - 1990

Richard Cork, David Bomberg, , 1988

Peter Guralnick, Sweet Soul Music (Sweet Soul Music: Rhythm and Blues and the Southern Dream of Freedom) - 1986

Bruce Chatwin, Le vie dei canti (The Songlines) - 1986

Peter Ackroyd, Hawksmoor - 1985

Gerri Hirshey, Nowhere To Run: The Story of Soul Music - 1984

Angela Carter, Notti al circo (Nights at the Circus) - 1984

Martin Amis, Money, (Money: A Suicide Note), Einaudi -1984

Don DeLillo, Rumore Bianco, (White Noise) -  1984

Julian Barnes, Il pappagallo di Flaubert (Flaubert’s Parrot) - 1984

Charles White, The Life and Times of Little Richard - 1984

Howard Zinn, : Storia del popolo americano dal 1492 a oggi (A People’s History of the United States) - 1980

John Kennedy Toole, Una banda di idioti (A Confederacy of Dunces) - 1980

David Sylvester, Interviste a Francis Bacon (Interviews with Francis Bacon) - 1980

Arthur Koestler, Buio a mezzogiorno (Darkness at Noon) - 1980

Anthony Burgess, (Gli strumenti delle tenebre Earthly Powers) - 1980

Raw (a ‘graphix magazine’) 1980- 91

Viz (magazine) 1979

Elaine Pagels, I vangeli gnostici (The Gnostic Gospels) - 1979

Fran Lebowitz, Metropolitan Life 1978

Ian McEwan,Fra le lenzuola e altri racconti ( In Between the Sheets) - 1978

Writers at Work: The Paris Review Interviews, interviste a Ezra Pound, Ernest

Hemingway, Truman Capote, Joan Didion, T. S. Eliot, Ralph Ellison, William Faulkner, Irwin Shaw, Elizabeth Bishop e Vladimir Nabokov, 1977

Julian Jaynes, Il crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza (The Origin of Consciousness in the Breakdown of the Bicameral Mind) - 1976

Ed Saunders, Racconti di Gloria Beatnik (Tales of Beatnik Glory) - 1975

Greil Marcus, Mystery Train, 1975 (anche in italiano)

Frank O’Hara, Poesie (Selected Poems) - 1974

Otto Friedrich, Before the Deluge: A Portrait of Berlin in the 1920s - 1972

George Steiner, Nel castello di Barbablù (In Bluebeard’s Castle : Some Notes Towards the Re-definition of Culture) - 1971

Peter Sadecky, Octobriana and the Russian Underground - 1971

Charlie Gillete, The Sound of the City: The Rise of Rock and Roll - 1970

Christa Wolf, Riflessioni su Christa T (The Quest For Christa T) - 1968

Nik Cohn, Rock Dreams (Awopbopaloobop Alopbamboom: The Golden Age of Rock) -1968

Mikhail Bulgakov, Il Maestro e Margherita (The Master and Margarita) -1967

Eugenia Ginzburg, Viaggio nella vertigine (Journey into the Whirlwind) - 1967

Hubert Selby Jr., Ultima fermata: Brooklyn (Last Exit to Brooklyn) - 1966

Truman Capote, A sangue Freddo (In Cold Blood) - 1965

John Rechy, Città di notte (City of Night) - 1965

Saul Bellow, Herzog - 1964

Spike Milligan, Puckoon - 1963

Jessica Mitford, Il sistema di morte americano (The American Way of Death) - 1963

Yukio Mishima, Orizzonti di gloria (The Sailor Who Fell From Grace With The Sea) -1963

James Baldwin, La prossima volta- Il fuoco: due lettere (The Fire Next Time) - 1963

Anthony Burgess, Arancia Meccanica (A Clockwork Orange) - 1962

George Orwell, Dentro la balena (Inside the Whale and Other Essays) - 1962

Muriel Spark, Gli anni fulgenti di Miss Brodie (The Prime of Miss Jean Brodie) - 1961

Private Eye (magazine) - 1961

Douglas Harding, La via senza testa. Lo zen e la riscoperta dell’ovvio (On Having No Head: Zen and the Rediscovery of the Obvious) - 1961

John Cage, Silenzio (Silence: Lectures and Writing) - 1961

Frank Edwards, ufologo, morto in circostanze misteriose - Strange People - 1961

R. D. Laing, lo psichiatra che visitò Syd Barret - L'io diviso (The Divided Self) - 1960

David Kidd, All The Emperor’s Horses - 1960

Keith Waterhouse, Billy Liar - 1959

Giuseppe Di Lampedusa, Il Gattopardo (The Leopard) - 1958

Jack Kerouac, On The Road - 1957

Vance Packard, I persuasori occulti rivisitati negli anni ottanta, ed italiana 1989 (The Hidden Persuaders) - 1957

John Braine, Room at the Top - 1957

Alberto Denti di Pirajno, A Grave for a Dolphin - 1956

Colin Wilson, disegnatore di Blueberry - The Outsider - 1956

Vladimir Nabokov, Lolita - 1955

George Orwell, 1984 (Nineteen Eighty-Four) - 1949

Ann Petry, La strada (The Street) - 1946

Richard Wright, Ragazzo negro (Black Boy) - 1945





Iggy Pop:
Bowie produced Iggy and the Stooges’ landmark 1973 album Raw Power.
MESSAGE FROM IGGY: "David’s friendship was the light of my life. I never met such a brilliant person. He was the best there is. - Iggy Pop"
11:00 AM - 11 Jan 2016


Brian Eno:
Bowie teamed up with Eno for the so-called “Berlin Trilogy” albums, specifically 1977’s Low, 1977’s “Heroes”, and 1979’s Lodger.
“David’s death came as a complete surprise, as did nearly everything else about him. I feel a huge gap now.
“We knew each other for over 40 years, in a friendship that was always tinged by echoes of Pete and Dud. Over the last few years – with him living in New York and me in London – our connection was by email. We signed off with invented names: some of his were Mr Showbiz, Milton Keynes, Rhoda Borrocks and The Duke of Ear.
“About a year ago we started talking about Outside – the last album we worked on together. We both liked that album a lot and felt that it had fallen through the cracks. We talked about revisiting it, taking it somewhere new. I was looking forward to that.
“I received an email from him seven days ago. It was as funny as always, and as surreal, looping through word games and allusions and all the usual stuff we did. It ended with this sentence: ‘Thank you for our good times, Brian. they will never rot’. And it was signed ‘Dawn’.
“I realise now he was saying goodbye.”




Nile Rodgers:
Bowie enlisted Rodgers to co-produce his 1983 album Let’s Dance and 1993’s Black Tie White Noise.
#RIP @DavidBowie -
Real Your life changed my life. Love forever.
1:35 PM - 11 Jan 2016






DEVO:

Bowie co-produced DEVO’s acclaimed debut album Are We Not Men? We Are Devo!
Gerald V. Casale of DEVO on David Bowie:
"David Bowie was one of the greatest artists of all time. I feel privileged that I ever got to know him. He gave Devo his blessing. He remained true to his art until the end like I wanted so badly for us to do." -
Bowie & DEVO at Max's Kansas City in NY.





07/01/16

I nostri successi e quelli di una rockstar come D. Bowie

Nella doppia occasione, compleanno e l'uscita attesissima del nuovo album, qualcuno si è divertito nel prendere David Bowie come esempio di paragone, in uno strano ma interessante giochino. Sarà che sono persone come queste che ci fanno capire quanto poco abbiamo combinato nella vita. Pensieri che fanno riflettere.Tuttavia, qualche persona sicuramente riflessiva come noi ha deciso di creare un sito web dedicato ai nostri successi ottenuti durante gli anni, miseri se paragonati a quelli di David Bowie. Il sito si chiama What Did David Bowie Do at your Age?

Si digita la età attuale, e viene fuori qualcosa che Bowie stava facendo a quell'età. Ecco alcuni esempi: quando aveva aveva 17 anni, ha pubblicato il suo primo disco, "Liza Jane / Louie Louie Go Home" nel giugno 1964, sotto il nome di "Davie Jones con i King Bees." Quando ne aveva 29, ha recitato nel film "L'uomo che cadde sulla Terra" del regista Nicolas Roeg. A 34 "Under Pressure" in collaborazione con i Queen ha sbancato le classifiche di mezzo mondo, poi incluso nell'album dei Queen del '82 "Hot Space".

"Questa pagina è stata creata per celebrare David Bowie, e ci ricordano di uscire dalla nostra pigrizia e iniziare finalmente a fare qualcosa di importante."

Questo è quello che ci ricorda l'incipit del sito del nostro buontempone. Intanto noi ci consoliamo e ammiriamo Bowie in una cocente versione di "Stay" all'Dinah Shore show: siamo nel 1976, esattamente 40 anni fa, esattamente il 3 gennaio:




Erano anni in cui Bowie viveva nella casa di Los Feliz, di proprietà di Glenn Hughes, bassista dei Deep Purple. Bowie completamente calato nella cocaina, era ossessionato dall'occulto e da illusioni paranoiche. Abbiamo parlato di quel periodo nel post... Il ritorno dell'esile Duca Bianco.

Intanto era protagonista nei panni di un alieno nell'eccellente L'uomo che cadde sulla Terra di Nicolas Roeg e pubblicava il magnifico Station to Station, forse il suo album più funky e anche tra i nostri preferiti di Bowie in assoluto. Erano gli anni del "Thin White Duke"e, per citare la sua stessa canzone, "Non sono gli effetti collaterali della cocaina / Sto pensando che deve essere l'amore."  Il cronista primario di questo periodo è stato senza dubbio Cameron Crowe, giovane giornalistica di Rollin Stone, le cui gesta sono state narrate magnificamente in Almost Famous, Quasi famosi. Non solo Crowe scrisse di Bowie sul numero del 12 febbraio 1976, ma lo intervistò per Playboy, intervista che apparve sul numero di settembre del 1976. Fu un'intervista in cui la star rese diverse dichiarazioni notevoli, la più prominente fu che "sì, io credo fortemente nel fascismo." Sorprendentemente, Crowe che era un adolescente quando tutto questo stava accadendo, tornò alla carica nel luglio del 1977. Scrisse:

"Bowie annuncia che ha un nuovo progetto, scrivere la sua autobiografia. "Ho deciso di scrivere la mia autobiografia come un modo di vita. Potrà essere una serie di libri. Sono così incredibilmente metodico che sarei in grado di classificare ogni sezione che ne farebbe un'enciclopedia. Sai cosa intendo? David Bowie come il microcosmo di tutte le materie. "

A 29 anni, la vita di Bowie era già foraggio perfetto per un'autobiografia.



10/09/15

Il ritorno dell' esile Duca Bianco: Bowie e Station to Station, occultismo, droghe, paranoia

Nella metà degli anni 1970 David Bowie diventa "The Thin White Duke", e questo periodo diventa anche uno dei più importanti, non solo perchè produce molta della sua musica migliore, (l'album Station to Station su tutto..) ma perchè aggiunge moltissimo alla sua mistica. Senza dubbio è un periodo di fascino speciale per tutti i fan di Bowie. E 'particolarmente affascinante per noi, perché Bowie sembrava aver perso un po' le tracce di sé, nelle sue fantasiose elucubrazioni riguardo al nazismo, a Charles Manson, alla cocaina, e alle proprie essenze corporee. Vi è un fumetto di questo periodo chiamato "The Side Effects of the cocaine", il cui titolo deriva da "Station to Station", la canzone che dà il titolo all'album. Quando arrivò negli States, nel 1975, Bowie era ospite nella casa di Los Feliz di Glenn Hughes, neo bassista dei Deep Purple, che abitava in fondo alla strada dove era situata la casa dei LaBianca, la famiglia (Leno e Rosemary LaBianca) sterminata dalla famiglia Manson nel 1969, due giorni dopo l'omicidio di Sharon Tate e diverse altre persone a Benedict Canyon. In quel periodo Bowie era afflitto da potenti presentimenti, anche questi collegati a Roman Polanski: Rosemary's Baby.

C'è da dire che Bowie fin da ragazzo è stato un appassionato di fantascienza, era affascinato e convinto che ci fosse vita nello spazio e che ci fosse la possibilità che un bel pò di visitatori cosmici erano finiti sulle nostre coste terrestri.
Durante una conversazione, Bowie aveva anche rivelato che una volta aveva avuto un incontro ravvicinato.

UFO, Stregoneria, Cocaina e Paranoia

Il Bowie artistico e sensibile chiaramente percepiva un' influenza maligna a casa di Hughes, relativa alla famiglia Manson, che cercava di mitigare con enormi quantità di cocaina. Secondo Marc Spitz, nel suo libro del 2010 Bowie: A Biography, (in verità molto contestata..) era "ossessionato dalla magia occulta per raggiungere il successo e dal volersi proteggersi da forze demoniache oscure. (Spitz non è un attento in alcune parti nel suo libro, tuttavia Peter Berbegal, nel suo Season of the Witch: How the Occult saved Rock'n'Roll , sul tema generale sembra ritenerlo una fonte abbastanza affidabile). Secondo Hughes, David aveva paura delle altezze e non voleva entrare in un ascensore. Non l'ha mai usato per andare al terzo piano. Mai. Era paranoico. Bowie stesso ha dichiarato che l'effetto che aveva la cocaina sulla sua paranoia recideva qualsiasi legame che si ha con un altro essere umano. Verso la fine del 1975 stava andando a rotoli. Citando Spitz ancora: "Bowie si sedeva in casa con un mucchio di cocaina di elevata qualità, ossessionato dal libro Psychic Self-Defense di Dion Fortune (Bebergal conferma questo particolare), che descriveva come una "salvaguardia per proteggersi contro la malevolenza paranormale." Intanto pianificava Young Americans.Tra le altre cose, Bowie iniziò a disegnare pentagrammi di protezione su ogni superficie. Si sentiva incline ad andare verso le bizzarre teorie di Aleister Crowley e la fascinazione per la ricerca del Santo Graal da parte dei nazisti. Da questo scaturirono molte polemiche, incluse le accuse di filonazismo. Bowie in seguito dichiarò di aver pagato quel periodo con la peggiore depressione maniacale della sua vita. Era allucinanto ventiquattro ore al giorno. ... "Mi sentivo come se fossi caduto nelle viscere della terra. " disse.

Cherry Vanilla, un ex dipendente della società di gestione MainMan di Bowie, conosceva qualcuno a New York, che sosteneva di essere una strega bianca. La mise in contatto con Bowie, che sosteneva di avere addosso una maledizione per cui alcune donne di colore lo incalzavano e cercavano di convincerlo a metterle incinte, e far nascere il bambino del diavolo.
La strega bianca era Walli Elmlark, che aveva dato alcune lezioni di magia bianca presso la Scuola delle arti e delle scienze occulte sulla Quattordicesima Strada a New York, uno dei primi centri metafisici del paese, in cui si poteva prendere lezioni di qualsiasi cosa, dalle proiezione astrali all' ipnosi, alla stregoneria . Aveva anche una rubrica di gossip sulla rivista rock Circus, aveva conosciuto Jimi Hendrix ed era stata ancheuna buona amica di Marc Bolan. Un paio di anni prima, Elmlark aveva registrato un album "spoken-word" con i King Crimson di Robert Fripp, The Children Cosmic; non è mai stato pubblicato.

(Dal secondo il libro di Sid Smith, In the Court of King Crimson..) :
<<Era il giugno 1972, Fripp finì di registrare un album con una giornalista Wiccan, Walli Elmlark. L'album era intitolato The Cosmic Children. Un lato era costituito da Fripp e Elmlark in conversazione, in cui si delinea la sua esperienza e l'impegno Wicca. Sul lato B, lei parla con DJ Jeff Dexter su sedicenti bambini cosmici, spiriti provenienti da altri luoghi che prendono forme fisiche: Hendrix, Bolan, Bowie e Mike Gibbons, sarebbero posseduti da questi spiriti. Parlando con NME, Fripp dichiarò: "La funzione del disco è quella di raggiungere i bambini come il batterista dei Badfinger (Gibbons, ndr).>>

Angie Bowie, moglie di David e che in quel periodo viveva lì confermò l'esorcismo che la
Elmlark fece nella loro casa, soprattutto si occupò della piscina, che era la parte dove più spesso si manifestavano alcuni strani fenomeni.
<< A un certo punto nel rituale, la piscina ha cominciato a bollire. Gorgogliava vigorosamente in un modo che contrastava chiaramente con alcune spiegazioni che coinvolgevano filtri dell'aria o cose simili. >>


Scrisse anche una serie di magie e incantesimi per Bowie, nel caso in cui i demoni fossero tornati. Beckley, il direttore della Scuola di New York delle Arti e delle Scienze occulte dove Elmlark aveva insegnato la descrive come segue:
Wallie era conosciuta ampiamente come la Strega Bianca di New York. Aveva molti contatti nel mondo della musica, tanti personaggi eclettici per i quali lei faceva da guida spirituale, oltre che preoarare incantesimi d'amore, e sempre di natura positiva. Non praticava mai la magia nera o anche la Gris Gris, una forma di di "magia grigia" praticata a New Orleans, che prevede l'uso di talismani conservati in sacchetti di mojo personali. Walli era vivace, fantasiosa, energica, parlava molto bene, ed era molto attraente nelle sue fluenti vesti bianche, complete di ornamenti d'argento molto alla moda. Aveva lunghi capelli neri, con tante striscie a tinte e riflessi verdi. Era convinta di essere una di quelle anime speciali che si era reincarnata sulla terra da "altrove", in un momento molto importante nel processo evolutivo umano, e con il compito di trasmettere la luce ad altri che sono stati destinati a cambiare il mondo attraverso la musica, la letteratura e la allora filosofia emergente, la New Age.

Vi è troppo poco su Internet per quanto concerne la persona di Walli: per una persona che ha introdotto Robert Fripp all'occulto, ha esorcizzato la casa di David Bowie si potrebbe pensare che il suo nome sarebbe stato scolpito nella storia del rock ma non sembra essere questo il caso. Ed è sorprendente. Difficile trovare foto, ed conosciuta sulla rete solo escusivamente per essere l'autrice del libro Rock Raps. Nessun necrologio, e notizie precise sulla sua scomparsa. Su un forum non accreditato si parla di.. overdose da barbiturici. L'unica cosa certa è l'impatto drammatico che la sua personalità ha avuto su chiunque fosse venuta in contatto.

Noi invece, dopo tutte queste storie, accantoniamo le playlist faticosamente costruite ultimamente con la seconda discografia di Bowie (da Let's Dance a The Next Day, per intenderci..) e andiamo a risentirci Station to Station, accendendo qualche incenso, a tutto volume.

STATION TO STATION

Il ritorno dell'Esile Duca Bianco
che lancia dardi
negli occhi degli innamorati
Eccoci qui, un momento magico
Questa è l'essenza
di cui sono intessuti i sogni
Un suono si tende
Dragando l'oceano perso nel mio cerchio
Eccomi qui
Non proietto colori, alto in questa stanza
che domina l'oceano

Siamo qui
Un movimento magico
da Kether a Malkuth
Eccoti lì
Guidi come un pazzo
di stazione in stazione
Il ritorno dell'Esile Duca Bianco
che lancia dardi
negli occhi degli innamorati (x2)
Il ritorno dell'Esile Duca Bianco
che creerà di sicuro macchie bianche

Una volta c'erano montagne su montagne
E una volta c'erano uccelli di sole
coi quali levarsi in volo
E una volta non avrei mai
potuto essere depresso
Bisogna continuare a cercare
continuamente
Oh, in che cosa crederò e chi mi farà innamorare?

Mi chiedo chi, mi chiedo chi,
mi chiedo quando
Hai tentato la fortuna evasiva e schiva?
Bevi agli uomini che ci proteggono entrambi
Bevi, bevi, scola il bicchiere,
alzalo alto

RITORNELLO 1
Non sono gli effetti collaterali della cocaina
Penso proprio che dev'essere amore
È troppo tardi
– per essere riconoscente
È troppo tardi
– per essere di nuovo in ritardo
È troppo tardi
– per provare odio
Il cannone europeo è qui

RITORNELLO 2
Devo essere solo uno su un milione
Non lascerò che il giorno trascorra
senza di lei
È troppo tardi
– per essere riconoscente
È troppo tardi
– per essere di nuovo in ritardo
È troppo tardi
– per provare odio
Il cannone europeo è qui


RITORNELLO 3
Dovrei credere d'essere stato battuto?
La mia faccia mostra
qualche segno di rossore?
È troppo tardi
– per essere riconoscente
È troppo tardi
– per essere di nuovo in ritardo
È troppo tardi
– per odiare
Il cannone europeo è qui, sì è qui

È troppo tardi (5 volte)
Il cannone europeo è qui


È troppo tardi (ripeti all' inf.)

1 (la Corona) e Malkuth (Il Regno) sono entrambi termini cabalistici raffigurati sull'Albero della Vita. In origine un simbolo mistico ebraico, venne poi adottato dai maghi dell'Occidente e dagli occultisti del Medio Evo. La foto sul retro del CD della Rykodisc mostra Bowie che disegna l'Albero della Vita sul pavimento (i circoli sono il Sephiroth con Malkuth in fondo vicino al fianco destro di David).
2  White Stains è il titolo del libro di poesie pornografiche di Aleister Crowley. .






10/07/15

Bowie sulla rete


BOWIENET
Il sito ufficiale di David Bowie, ma anche provider per gli Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna. E' possibile abbonarsi con carta di credito, ma una parte dei servizi è comunque disponibile per tutti.

BOWIEART
Sito ufficiale che raccoglie i lavori artistici di Bowie.

TONY VISCONTI
Il sito del produttore di Heathen, della trilogia berlinese e di Scary Monsters, ricchissimo di dettagli per ogni incisione.

MIKE GARSON'S NOW! MUSIC NETWORK
Il pianista, da lungo tempo collaboratore di Bowie, racconta il suo modo di comporre. Il sito contiene musica, spartiti e approfondimenti.

ENOWEB
Sito non ufficiale su Brian Eno, i suoi progetti, la musica, foto, testi.

MICK ROCK SITE
Il famosissimo fotografo che ha immortalato la nascita di Ziggy.
Sul suo sito, la collezione delle immagini che lo hanno reso famoso.


PHILIPPE AULIAC
Tele-operatore, fotografo e grande fan di Bowie, il sito è una raccolta di immagini su Bowie dal vivo e di molti altri artisti.

REEVES GABRELS
L'ultimo chitarrista di Bowie, co-fondatore dei Tin Machine e collaboratore continuativamente dal 1987 al 2000. La sua chitarra è stata una  componente essenziale delle sonorità di Bowie degli ultimi album: in 1.Outside (1995), Earthling (1997) e 'Hours...' (1999). In pianta stabile dal vivo anche con i Cure.


...E se volete, a questo indirizzo potete scaricare la completa discografia di Bowie, dal primo disco 1966, fino a The Next Day. Inclusi ci sono i due dischi dei Tin Machine..




GLI ALTRI SITI DEDICATI A DAVID BOWIE 

TEENAGE WILDLIFE
Il sito di Evan Torrie è il più completo archivio di informazioni su Bowie. Notizie sempre aggiornatissime.

BOWIE WONDERWORLD
Il sito inglese è uno dei più aggiornati sulle notizie in UK e nel mondo.

BASSMAN'S DAVID BOWIE PAGE
Un archivio molto completo su articoli, interviste, discografia, concerti, etc.

ILLUSTRATED DB DISCOGRAPHY
Discografia completa ufficiale e non. 

BOWIE GOLDEN YEARS
Tutto quello che avreste voluto sapere della carriera di David Bowie dal 1974 al 1980.

THE ZIGGY STARDUST COMPANION
Dedicato a Ziggy Stardust: una dettagliata guida on-line sull' album, sulle canzoni, e su uno dei periodi più importanti della carriera di David Bowie

A CYBERSPACE ODDITY
Discografia, message Board, testi e MP3 rarissimi.

MAN OF MUSIC
Tutte le novità francesi su Bowie e tanto altro.

THE YOUNG AMERICAN
Un sito dedicato al 1974, molto ricco di informazioni

GREAT RESPECT FOR DAVID BOWIE
Sito giapponese dedicato alla cover band "The Locutus" con brani della band in formato mp3.

LIFE ON MARS
Sito italiano con news, foto, discografia, notizie biografiche, curiosità, notizie sui film, gli spettacoli teatrali e le apparizioni televisive,articoli, recensioni ed interviste apparsi sulla stampa estera, tradotti in italiano.

REPETITION*BOWIE
Il sito italiano, tributo a David Bowie, che promuove un progetto di cd virtuale, con cover di Bowie, al quale hanno partecipato band indipendenti e fans. Splendidi desktop e icone da scaricare e un guestbook da firmare dopo la vostra visita.