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19/05/14

G.G. Allin: Ritratto del nemico

La <<gente baccello>> aspira ad un destino ben curato, soffice, sereno, controllato, capace di filtrare ogni informazione che minacci la loro gestalt prefabbricata. La loro fuga dalla realtà è temperata da un numero sufficiente, ma sotto controllo, di preoccupazioni e decisioni minori, che servono a contrastare la noia e a illudersi nel miraggio del dominio di sé. Questi narcolettici trovano il sublime in un vasetto di maionese. Come conseguenza dell’atrofizzazione dell’istinto di sopravvivenza, la <<gente baccello>> può solo allevare mostri. La genia dei non privilegiati, assieme ad un’intera eterna classe di rifiuti umani, sa solo che è condannata. E’ attratta da aghi e pentagrammi, da benzina, da chitarre che stridono come fruste, da Thanatos programmato con il MIDI, con un’ampiezza sufficiente ad occupare quello spazio vuoto dove una volta risiedeva la coscienza. Questi Dionisiaci si obliterano rimuovendo filtri, in ultima analisi cercando nella sensazione la perdita del proprio senso. Questo tipo di comportamento da origine alla superstiziosa convinzione secondo cui l’acquisizione della trascendenza sta in esatto rapporto con il processo di distinzione della ragione.