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25/07/22

Trent Reznor e Nine Inch Nails


I need your discipline
I need your help
You know once I start I cannot help myself


"E' tutta colpa nostra, dopo tutto: Non siamo questi esseri illuminati, qui per prenderci cura gli uni degli altri e pensare al nostro ruolo benevolo nell'universo, come protettori e creatori - Siamo solo una fottuta mutazione e un incidente di percorso".

Trent Reznor, dopo tutto, non è un uomo da vita tranquilla. È il ragazzo che ha scoperto e allevato Marilyn Manson; che ha creato il punto di riferimento del noir-rock tecnologico, The Downward Spiral del 1994, nella casa in cui è stata uccisa Sharon Tate dalla family Manson; che è sopravvissuto a un'overdose di eroina nel 2000 in preda a una delle autodistruzioni più preordinate del rock, scambiando pura eroina cinese per cocaina; che ha collaborato con David Bowie e Peter Murphy raccogliendone lodi e amicizia, oltre che ad un altra miriade di artisti. 

All'età di 53 anni Trent Reznor resta un fottutissimo genio.

10 anni dal Light in the Sky Tour
Con oltre 40 tonnellate di illuminazione e attrezzature per palcoscenico, centinaia di luci a LED, una serie impressionante di macchine professionali e su misura che eseguono software VJ commerciale arcaico e standard, tre diversi sistemi video e una serie di sensori e telecamere, il Light in the Sky Tour dei N.I.N. del 2008 fu una sfarzosa esibizione di stregoneria techno.

Il nucleo dello spettacolo consisteva in un sofisticato trio di schermi "invisibili" trasparenti, che venivano alzati e abbassati durante la performance, permettendo ai musicisti di interagire direttamente con le immagini sugli schermi, grazie a una sofisticata gamma di sensori e telecamere. Le azioni di N.I.N. innescavano luci ed effetti: il palcoscenico era un'estensione visiva metafisica della band e della loro musica. In questo incredibile show furono rifatte canzoni come The Big Come Down, GhostsIV, 10.000, Discipline, Survivalism, Wish e altre ancora che confrontate con le versioni studio brillano di luce esplosiva e sono ancora oggi fresche e attuali








Nine Inch Nails Fans Top 25 Favorite Songs Live




09/07/18

"Big" Joe Jackson: The Best

Nell’arco di un anno e di due albums Joe Jackson diventò uno degli inglesi più promettenti delle ultime generazioni. Londinese, sempre innamorato follemente della sua città: Look Sharp e I’m the Manle sue prime produzioni, ebbero un enorme successo.


segui il link
I'm the Man: Joe Jackson, un uomo in vista











04/07/18

Uno strumento mistico, magico: i nostri migliori bassisti

"Il tappeto ritmico", "un groove solido", "quel particolare feeling" sono alcune delle definizioni del ruolo ritmico del basso. Strumento sottovalutato all'interno del gruppo, soprattutto da un certo tipo di pubblico, che spesso non lo distingue neanche dalla chitarra, il bassista è sempre stato il ruolo più laterale e oscuro, nella vivace e sovversiva immagine delle rock band, salvo rare eccezioni. Ma sottovalutati, defilati, eccentrici, stralunati, o semplicemente pazzi, i bassisti rappresentano da sempre il motore della formazione rock. Dal primo assolo di John Entwistle alle impennate funk metal di Les Claypool, il basso è stato il fulcro di un’evoluzione continua e sperimentazione. E con l'avvento di nuove sonorità, il basso è ritornato al centro della scena: reggae e dub devono tutto al suono pulsante del basso. Ora, questa playlist, questa lista come tutte quelle presenti su Interzone non vuole assolutamente classificare il meglio, i bassisti più bravi tecnicamente della storia, ma semplicemente rispecchia i gusti di chi la compila. Lungi quindi da raba da professori, questi sono i bassisti più amati da questo blog.


Carol Kaye
Carol Kaye deve comparire in qualsiasi lista in cui si parla di bassisti. Sarà anche un nome sconosciuto ai più, ma non a chi si occupa professionalmente di musica, ai bassisti provetti che conosceranno le sue eleganti linee di basso come il palmo della mano, o semplicemente a chi ha provato a prendere lo strumento in mano anche solo per strimpellarlo. (nella foto..ndr) . Con Simon e Garfunkel, su I'm Beliver e altro dei Monkees e richiestissima come musicista di studio dell'epoca.

 James Jamerson
Anche se pochi, tra il grande pubblico che compra e ascolta i dischi, ha mai sentito il nome di Jamerson, chiedete a qualsiasi buon bassista delle loro influenze e sicuramente il leggendario James Jamerson sarà vicino alla parte superiore della lista, con il suo lavoro che includeva le linee di basso di classici come 'Is not No Mountain High Enough', 'What's Going On', 'I Heard It Through The Grapevine', Papa Was A Rolling Stone, "Dancing in the Street".. James Jammerson ha creato alcune delle migliori linee di basso dello stile motown , un talento del basso stupefacente. Nella Rock and Roll Hall of Fame, come sideman, dal 2000.

Chris Squire
Veniamo a noi. Con Chris Squire ho personalmente scoperto il basso. Co-fondatore degli Yes, il mio gruppo prog dell'adolescenza, Squire è sempre stata la figura più sottovalutato della leggendaria band prog-rock, ed è impossibile immaginare il sound della band senza il suono e il tono penetrante del basso Rickenbacker di Squire e senza le sue armonie vocali gutturali. Uno dei primi negli anni Settanta ad utilizzare i MOOG Taurus Bass Pedals. Prendete Roundabout, il basso di Chris è il cuore e l'anima della canzone, senza dubbio l'opera più iconica con Heart of the Sunrise": virtuosismo e melodia, perfezione... Auguri a Chris, per la dura battaglia contro la malattia che lo ha colpito.




John Paul Jones
All' ombra di Page, degli impianti mastodontici e anche di Bonham, ma una parte grande dei Zeppelin. Sempre in movimento, un bassista che non ha bisogno di presentazioni. I riff di basso di Jones scatenano la chitarra di Page creando una chimica unica, e nonostante miliardi di tentativi, inimitabile.

Jean-Jacques Burnel
Il Barracuda del basso, come è soprannominato. Un bassista raro, che ha creato un tono, uno stile e una filosofia di vita. Co-fondatore degli Stranglers anche Flea dei Red Hot C. P. si è aggiunto alla lista di grandi musicisti che considerano J.J. il bassista migliore del mondo. Nato nel 1952, ha iniziato la sua carriera come chitarrista classico prima di passare al basso, appena in tempo per la formazione degli Stranglers nel 1974. Da allora è stato una presenza costante nella band, troppo abile musicalmente per sedersi comodamente e seguire l'ondata punk della fine degli anni '70. Lungo la strada JJ hapubblicato anche due album da solista, nel 1979 e nel 1988, uno in collaborazione con Dave Greenfield, nel 1983, ha prodotto un sacco di nuove band e ha acquisito una destrezza temibile come cintura di arti marziali.Un uomo impegnato, a dir poco.Quel tono di basso distorto, unico, gli venne per necessità, ricorda JJ., perchè quando iniziarono, suonava sempre con amplificatori vecchi e malconci. Per anni un bassista Fender, commutato poi su un Shuker..




Dennis Bowell
In assoluto uno dei miei preferiti. Pionere protagonista del dub, e dello sviluppo di questa scena musicale in Inghilterra, un genio musicale completo e multiforme: apprezzato multistrumentista, dubmaster e ingegnere del suono, produttore, il basso è il suo strumento, con cui da anni accompagna in studio e nei live Linton K. Johnson. Nato a Barbados nel 1953,costruì la sua formidabile reputazione come musicista, produttore e tecnico del suono, collaborando con grandi artisti, tra cui U Roy, Steel Pulse e Errol Dunkley e Johnny Clarke. Negli anni 80 Bovell ha prodotto e collaborato con svariati gruppi anche New Wave, come The Slits, Calice, The Thompson Twins e Bananarama. Ha rimixato album per il grande Marvin Gaye, nonché per Wet Wet Wet e The Boomtown Rats. Altri grandi artisti che Bovell ha prodotto e con cui ha collaborato includono Alpha Blondy, Ryuichi Sakamoto, Edwin Collins dei Dexy Midnight Runners, e Pablo Moses. In Italia ha collaborato con i 99 Posse. Fondatore di svariate altre band, General Roots al momento è la band in cui milita. Ascoltare, vi prego, Dub of Ages, 10 brani con il suo basso sempre in primo piano, come il miglior dub insegna.

Gail Ann Dorsey
Lo conosciuta perchè bassista di Bowie, dal 1995, anche se la sua carriera eclettica di bassista, cantante, e top session abbraccia due decenni. Musicalmente figlia della scena di Londra, ha dimostrato le sue capacità attraverso collaborazioni con Boy George, Gang of Four, Donny Osmond, Bryan Ferry, Tears For Fears, The Indigo Girls, Gwen Stefani, Lenny Kravitz e molti altri. Dorsey è a lungo stata considerata come uno dei migliori bassisti e all'interno della scena rock alternativa di Londra. Fantastica nel Outside Tour di Bowie dl '95, con il suo stile che si estende in senso ampio e include rock, funk, e influenze pop. Nata e cresciuta a Philadelphia, una città con la reputazione di partorire bassisti funky. Ricca di soul e R & B, alcune delle sue linee di basso più notevoli sono derivati ​​dalla scala minore pentatonica, grazie soprattutto alla solidità ritmica e il rapporto funky della radice. Firma anche il A Reality Tour: Gail è diventata un pilastro nella band di Bowie, ha un approccio dignitoso per la riproduzione del brano dal vivo, rimanendo fedele alla linea di basso registrato e brilla tremendamente come vocalist, condividendo i compiti con David. Stile impeccabile, la grazia, e il groove. Love...




Mick Karn
Quanto ci manca, Mick. Scomparso prematuramente nel gennaio 2011, è stato nei Japan con David Sylvian, Dali's Car con Peter Murphy dei Bauhaus, ha collaborato con innumerevoli musicisti e artisti e ha pubblicato album da solista. Il basso di Mick è inconfondibile, lo si riconosce dalla prima nota, anche se non ha mai imparato a leggere la musica: Mick suonava sempre ad orecchio. Creatività e virtuosismo erano dati dalla sua filosofia: a lui, sembrava che i bassisti fossero sempre relegati in fondo, nascosti da qualche parte, lui invece era intenzionato a "farsi sentire". Mick aveva preferito non ascoltare e imitare altri musicisti, ma piuttosto avvicinarsi al basso da zero,come fosse un nuovo strumento, sfruttando solo ciò che aveva imparato nelle esperienze precedenti con il violino e il fagotto. La maggior parte dei bassisti New Romantic si sono ispirati a Mick. Una terribile tristezza mi assale..




Tina Weymouth
Sicuramente il basso di Tina Weymouth è stata la forza trainante della band di David Byrne, e non dobbiamo dimenticare il suo lavoro con i Tom Tom Club. Il bass-line in 'Genius Of Love', Found a Job, sono autentiche composizioni: potrei ascoltare solo il basso, escludendo tutti gli altri strumenti, e sarebbe un bel divertimento! Si dice che dietro i Gorillaz ci siano lei e il marito ex testa parlante C. Frantz.





Peter Hook
Un personaggio enorme, l'ex Joy Division e New Order Hooky. Come Tina, ascoltare il suo basso è un esperienza a se stante, tanto che ha caratterizzato il suono delle band in cui ha militato molto più che gli strumenti tradizionali del rock, come la chitarra elettrica. Al contrario di Mick karn, Peter scelse il basso perchè gli avevano detto che era più facile da suonare e perchè gli avrebbe permesso di stare in seconda fila. ma le cose sono poi andate diversamente..



Jah Wobble
Jah Wobble recentemente descritto il basso come una "cosa mistica, magica", che ha il "potere dell'universo". Ha itrodotto, letteralmente inventato il basso nel punk.
Bassista dei Public Image Ltd, il suo stile low-end - una fusione di disco e funk - divenne uno dei principali elementi del suono dei PiL. Come disse Lydon una volta,: "Nessuno ascoltava il basso nella musica rock prima dei Pil ...". Appassionato di reggae e dub, prima che diventasse moda, Jah Wobble iniziò a sperimentare con la musica orientale e globale, esercitando un'influenza determinante nell'accostare dub e musica ambient. Ha collaborato con artisti del calibro di Holger Czukay e Jaki Liebezeit (Can), Bill Laswell, Primal Scream, Massive Attack e Bjork; tra molti altri ... Ha pubblicato sempre dischi altamente suggestivi, che fanno di Wobble uno dei massimi sperimentatori europei.



Aston Barrett
I Wailers non sarebbero stati il gruppo reggae per antonomasia senza il basso di Aston Barrett. Ha segnato il solco di Bob Marley - e il suo delizioso lavoro di basso dub per i Wailers è cruciale per il brillante calore che la musica reggae emana. Bisogna solo ascoltarlo, soprattutto dal vivo.


Bruce Foxton
Superstar nei Jam di P. Weller, dall'inventiva vibrante, le sue linee di basso sono state il fondamento di molte delle canzoni della band, da "Down in the Tube", "Station at Midnight", "The Eton Rifles", "Going Underground" a "Town Called Malice". Dopo i Jam, ha perseguito una breve carriera solista di discreto successo, pubblicando un album, Touch Sensitive nel 1984, e in seguito con gli Stiff Little Fingers.





Klaus Flouride
Geoffrey Lyall, meglio conosciuto come Klaus Flouride è il leggendario bassista dei Dead Kennedys, una band a cui Interzone ha dedicato molto. Klaus è anche produttore e ha lavorato con The Hi-Fives, The Manglers, Ape, The Legendary Stardust Cowboy, suo gruppo attuale, Angst, The Dicks, Whipping Boy, Bad Posture. Nonostante Jello Biafra abbia sempre firmato da solo i brani dei Kennedys, Flouride ha sempre sostenuto invece che il processo di songwriting è stato uno sforzo collaborativo,e che tutti i membri della band hanno dato il loro contributo. Questo ha scatenato una lunga e dolorosa battaglia legale, che si concluse nel 2000 a favore di Klaus, East Bay Ray e DH Piligro. Di questo parleremo in un post a parte. Comunque non un virtuoso, ma suonare il basso a quelle velocità presuppone avere ben altre attitudini..



John Entwistle
Il 27 giugno 2002 scompare forse il più grande bassista di tutti i tempi, di sicuro, il nostro preferito. All'Hard Rock Hotel, 4455 Paradise Road, Las Vegas, in Nevada, scompare John Entwistle, bassista e co-fondatore degli Who, dopo una notte di festeggiamenti, prima dell'inizio di un nuovo tour americano. John aveva problemi di cuore già da tempo.
Talento naturale , spina dorsale di molte delle registrazioni più memorabili degli Who e soprannominato' The Ox perchè a differenza dei suoi colleghi restava praticamente immobile sul palco, osservando - e sostenendo gli stili sconsiderate di Pete Townshed e di Keith Moon e l'approccio up-front di Roger Daltrey. In My Generation il suo incredibile assolo di basso fu il primo
del suo genere su un disco rock.





DEREK FORBES
"FU UN GRANDE ERRORE METTERLO FUORI DALLA BAND.."

Questa l'ammissione e una grande verità di Jim Kerr, vocalist e leader dei Simple Minds, di cui Forbes fu uno dei fondatori e bassista. Proprio il suo sound fu una nota caratteristica della band, andata persa dopo la sua fuoriuscita: prima dell'esibizione al Live Aid (1985) e dell'uscita di Once Upon a Time. Forbes ha affermato di aver scritto il 60% dell'album, rimanendo tuttavia non accreditato. Nonostante questo (e pensando forse che gli sarebbe stato chiesto di rientrare nella band), non intraprese mai nessuna azione legale. Dopo i Simple Minds Forbes continuò a suonare in innumerevoli altre band, tra cui i Propaganda (Germania) e Oblivion Dust (Giappone). Spear of Destiny, 10:51 e con gli Allarm. Ha collaborato e suonato con David Bowie, nell'album di Iggy Pop "Soldier", ed è stato il bassista nei live di Peter Gabriel.

Suono potente ed originale, unico, che ha influenzato molto tutto il movimento post-punk, fu eletto miglior bassista al mondo nel 1982 in un sondaggio musicale in Australia, e miglior bassista nel Regno Unito nello stesso periodo. Forbes è molto rispettato da colleghi e musicisti, tra cui Adam Clayton, Peter Hook, Nicky Wire, Tony Butler, Pino Palladino, JJ Burnell, Bruce Foxton, John Giblin e Malcolm Foster.
Nel 2009, Forbes è stato eletto "il più grande bassista scozzese di sempre" e la sua vita e il suo lavoro sono oggetto di una biografia in stampa e di un film in preparazione dello scrittore / regista Ethan Dettenmaier.
Forbes si è unito ai Big Country negli ultimi anni della loro carrira., 




PINO PALLADINO
Italo gallese, autentica leggenda del basso elettrico, il curriculum di Pino Palladino è un who's who della musica pop / rock: ha suonato con The Who, Paul Simon, Jeff Beck, John Meyer, D'Angelo, Erykah Badu, Gary Numan, Eric Clapton, Paul Young, Paul McCartney, Nine Inch Nails ... La lista potrebbe continuare all'infinito.
Pino è il sideman definitivo, sembra in grado di adattarsi a qualsiasi stile di musica.
Proprio con Trent Reznor partecipa a Hesitation Marks del 2013 e a molti tour del geniale musicista americano, che lo considera da sempre uno dei suoi "eroi" musicali. Che si tratti di blues, rock o neo-soul, il feeling di Palladino è incomparabile: per questo non ci dilunghiamo, basta ascoltarlo in questo video con i NIN dal vivo. Il suo groove in Sanctified è semplicemente.. stratosferico.





 

05/05/18

My Best U2 Playlist




42 brani per tre ore di musica. Esclusi gli ultimi album, non proprio brutti, ma.. inutili per chi come me è stato un fan dagli inizi, da quando eravamo "idealisti e arrabbiati, con la voglia di venire alle mani con tutto il mondo". Un concorso per band emergenti a  Limerick, in Irlanda, Paul Mc Guinness che diventa il loro manager, fino ad arrivare ad essere considerata la più grande band di Rock'n'Roll del pianeta. Il concerto a Red Rock, all'Amphitheatre di Morrison, nelle vicinanze di Denver, in Colorado,  trasmesso dalla Rai nell' 84 li fa eplodere anche in Italia. Buon ascolto, allora, convinto che questa playlist risveglierà molti ricordi e servirà magari a farli apprezzare a chi ancora non dovesse conoscerli.







20/03/18

My Best of: Queens of the Stone Age




Che Musica Impressionante!

"Nicotine, valium, vicodin, marijuana, ecstasy and alcohol
Nicotine, valium, vicodin, marijuana, ecstasy and alcohol
Co-co-co-co-co-cocaine
Co-co-co-co-co-cocaine
Co-co-cocaine
No
Co-co-co-co-co-cocaine"

(Feelgood Hit of the Summer 2000)

Ha contribuito a creare l'immagine dei vichinghi del deserto, Josh Homme e i QUEENS OF THE STONE AGE da tempo non sono più una stone rock band, una rock band desertica; oggi sono semplicemente un grande gruppo rock'n'roll, muscoloso, felino, sensuale. Come noi, hanno una visione debole delle regole, incitano all'anarchia, hanno pensieri sulla mortalità e confessioni di angoscia. Musicalmente scivolano tra i generi a loro piacimento, e in tempi in cui con ProTools puoi creare musica perfetta anche se noiosa, senza collisioni, niente sputi, niente sangue, niente di niente, loro suonano tutto dal vivo: ci sono errori, è vero, il suono a volte è sporco, ma così loro provano ad essere.. umani. Alla fine, la loro è la vera essenza del R'n'R. E in Villains sono riusciti a corrompere e a pervertire anche quel tipo abbottonato che è Mark Ronson, produttore del disco, dopo i fasti con gente tipo Stevie Wonder, Lady Gaga, Lily Allen, Adele, Amy Winehouse, Coldplay, Duran Duran...

Villains è il settimo album dei Queens, dietro ci sono quattro dischi di Josh Homme con gli Eagles of Death Metal, uno con i Them Crooked Vultures, 10 EPs con le Desert Sessions, una collaborazione con Iggy Pop, vari lavori di produzione e 31 altre collaborazioni di vario grado di serietà.

Lo so, i miei best of di solito sono sempre molto lunghi, ma nessun altro gruppo, heavy rock, nu-metal, stoner o altro suona qualcosa di simile a loro: un muro di suoni dietro una cortina di capelli, ritmi concisi e rigidi (che Ronson, con la sua sensibilità funk, ha trasformato in qualcosa di molto più dinamico e ballabile nell'ultimo disco), donano ai QOTSA un sonico distintivo e unico.
In definitiva, non un vero best, ma una festa Rock che fa i conti con l'età e la mortalità: siamo più vecchi di quanto pensassimo, ma non è ancora tempo per fermarsi.

"I piedi non mi deluderanno ora, devo solo andare avanti.
(feet don't fail me)



ps: la scaletta della playlist aveva un ordine ben preciso che, per motivi a me ignoti, Spotify ha deciso di ignorare. Conto al più presto di mettere in ordine la sequenza dei brani per come l'avevo programmata: lo ritengo un fattore importante.

 

01/02/18

My Best of: TV On The Radio

"Se ascolto le pop-radio , non mi sento come se dovessi sfrecciare su una motocicletta o farmi di qualche droga o combattere un poliziotto. Mi sento come se dovessi comprare le candele alla vaniglia. Prima era sesso, droga, rock'n'roll. Ora è caffè, e-mail, e rock'n'roll. E presto, sarà fibre, massaggi naturali ... e rock'n'roll."

Mi stavo proprio chiedendo perché su questo blog non si era ancora parlato dei TV on the Radio, band con sede a Brooklyn e Los Angeles, nell'underground uno dei più acclamati gruppi art-rock degli ultimi dieci anni. Intrecciando chitarre indie, voci soul moderne, trip-hop, elettronica, e influenze jazz, in  mix vorticoso di generi musicali, il loro suono è unico, inequivocabilmente cool. Con l'acclamazione da parte della critica e con un seguito magari non popolarissimo ma di culto, sono arrivate amicizie enormemente influenti, e a noi particolarmente.. care: uno dei sostenitori di lunga data è stato il compianto Bowie, definito da David Sitek come l' Obi-Wan Kenobi della band. (Lo troviamo in  Province, contenuto in Return to Cookie Mountain, secondo album). C'è poi il nostro amato Peter Murphy dei Bauhaus, che si esibisce spesso con il gruppo dal vivo.
Nel 2011, colpisce un po' tutti la morte del bassista Gerard Smith.
La mancanza di immaginazione degli artisti odierni commerciali, in questa atmosfera di festa perpetua in cui si finge che tutto sia meraviglioso, ma dove realmente e inevitabilmente poi si piange di notte, TV on the Radio è un turbinio di aria fresca, creatività, e con uno strato di credibilità che resiste nonostante il decennio ormai sulle spalle...
Seeds del 2014 è un disco meraviglioso, che da solo avrebbe meritato una playlist.

My Best TV on the Radio









 

24/01/18

"Evil Spirits", il ritorno dei Damned e il mio Best of






I DAMNED sono stati uno dei gruppi più influenti non solo del punk rock: un'eredità pesante per generazioni di rockers. Il loro è stato un autentico viaggio musicale, che ha visto il quintetto in perenne evoluzione, esplorando coraggiosamente panorami e suoni ben oltre i loro esuberanti inizi. A circa dieci anni dall'uscita del loro ultimo album in studio,  So, Who's Paranoid?, molto apprezzato da critica e fan,  ritornano con il nuovo "Evil Spirits", che sarà pubblicato il 13 aprile su Search And Destroy / Spinefarm Records, ed è preceduto dal singolo "Standing On The Edge Of Tomorrow", da ieri streaming online e apripista per il prossimo tour nel Regno Unito a partire dal 26 gennaio. "Evil Spirits", è prodotto dal leggendario Tony Visconti, che ha lavorato con molti grandi nomi nel panorama Rock, e antico sodale di David Bowie, con cui ha realizzato una delle più grandi trilogie della musica alternativa. Visconti ha sfruttato appieno le sue attrezzature vintage per il nuovo disco Damned. C'è qualcosa di meraviglioso nei suoni degli anni settanta; dischi glam, rock e punk, suonano tutti alla grande. Ha fatto registrare tutti i brani in studio ma suonati.. dal vivo, con l'obiettivo di ottenere qualcosa che si avvicinasse il più possibile al vecchio sound graffiante  della band.
Riuniti con l'ex bassista Paul Gray (che con Vanian e Cap Sensible aveva suonato in "Black Album" e "Strawberries" nei primi anni ottanta ), i vecchi dannati hanno sfornato canzoni che possono sembrare abbastanza gioiose ed edificanti musicalmente, ma alcuni dei testi, come il nuovo singolo Standing On The Edge Of Tomorrow, risultano piuttosto oscuri.

BEST OF...
Per quanto riguarda il best, per i Damned è risultato ancora più difficile rispetto ad altri gruppi. Il mio amore per la band è di vecchissima data, incondizionato e immutato ancora oggi. Avendo tutta la discografia, compresi bootleg e rarità, è stata una stretta al cuore escludere brani. Alcuni dischi meritavano di essere inclusi per intero, come Strawerries  e Phantasmagoria, che rappresentato momenti diversi di evoluzione e innovazione.  Ma.. non si poteva.Troverete poi alcune canzoni in diverse versioni, perché essenzialmente i Damned sul palco sono sempre stati qualcosa di veramente travolgente. Quindi, meno di una settantina di brani proprio non ce l'ho fatta a ridurre. Buon ascolto comunque, per chi ama The Damned, contro la mediocrità imperante e l'intrattenimento plastificato dei nostri giorni,  so che sarà cosa molto gradita...
EVIL SPIRITS  download

                                                           

 
MY  BEST OF...THE DAMNED!
 




29/04/16

He Never Die: Herry Rollins in un bizzarro noir sovrannaturale e la sua Top Five Film

Uscito nelle sale americane a dicembre, e ora su Netflix, He Never Die è un cupo racconto di un cannibale immortale, sceneggiato e diretto da Jason Krawczyk. Nei panni del mostro, Henry Rollins, leggenda del Punk Hardcore americano, cantante e leader dei leggendari Black Flag. Interpreta Jack nel suo primo ruolo da protagonista - in passato ha avuto piccole parti in Heat, e in progetti come Sons of Anarchy e Strade perdute di David Lynch. Carattere introverso e solitario, le cui uniche fonti di interazione umana reale sono la sala bingo e la cameriera del ristorante locale, Cara (Kate Serra). Ora, non bisogna aderire ai preconcetti, quando sentiamo le parole 'immortale e cannibale': He Never Die, sembra più uno studio sul carattere nella depressione e sull'esistenzialismo, che un film horror destinato a spaventare, e questo dà alla pellicola un rinfrescante impulso originale. Il ritratto che Rollins fa di Jack è superbo, in tutto; a volte risulta simpatico e frainteso, altre volte un freddo e calcolato cazzuto. La prestazione di Rollins 'è accompagnata da due forti personaggi femminili, la già citata Cara, e sua figlia Andrea (Jordon Todosey), la cui natura estraniata e effervescente cerca di perforare il contegno gelido di Jack. Tutta la storia delle origini di Jack è criptica, con brillanti e sottili lampi qua e là, come quando elenca il suo incredibile e vasto curriculum, che si perde nei secoli , una gag prolungata e esilerante. Ha vissuto secoli di umanità, ha visto la guerra, la carestia, la peste, è stato in prigione, e così l'umanità lo ha logorato. E' un mostro..stanco. Le esplosioni e i ruggiti animaleschi dentro la sua testa suggeriscono il passato tormentato, e anche le sequenze d'azione hanno un estetica simile: Jack non prevale perché è più forte, ma perché prende e sopporta punizioni sufficienti per sopravvivere a tutti.
La colonna sonora è inoltre degno di nota, che da al film qualcosa di unico dal punto di vista sonoro. Il rumore dei treni che corrono e suoni urbani agiscono come una metafora, nel conflitto della psiche di Jack. La sceneggiatura di Krawcayk e l'interpretazione di Rollins hanno creato un personaggio avvolto in una nuvola seducente e enigmatica, ma anche imprevisto, dato la quantità di umorismo che Rollins porta al suo ruolo. Dopo la fine del film, la prima cosa che ho pensato è che questa storia sarebbe perfetta per una serie, che puntualmente ho scoperto essere in lavorazione, anche se si parla di una "mini serie". In definitiva, un film bizzarro, un noir sovrannaturale, implacabile, tragicomico.



Henry Rollins (Henry Lawrence Garfield) è una leggenda del punk hardcore americano, cantante e frontman dei Black Flag, dal 1981 al 1986 e dopo con la Rollins Band. Incredibilmente attivo ha scritto libri, ha avuto una serie su History Channel, attivista politico e conduttore di uno show radiofonico. Henry vive da solo, il suo migliore amico è Ian MacKaye, musicista e anch'egli attivista, prima nei Minor Threat e poi nei Fugazi. Questi sono i suoi cinque Film preferiti, scelti meticolosamente, che ha deciso di condividere con noi. A commento, sono 5 film che potrebbero figurare benissimo in un eventuale Best di INTERZONE.


Top Five Film
 
Il laureato (1967)
Regia di Mike Nichols.
E ' un film perfetto, perfettamente scritto ... perfettamente girato. L'ho visto quando ero un ragazzino con mia mamma, perché a lei piaceva andare al cinema. Non poteva sempre permettersi una baby-sitter e così ogni tanto ho potuto vedere film per adulti. Nel Il Laureato, recitano attori tutti così dannatamente di talento, performance stellari, grande illuminazione. Inoltre c'è quella scena alla fine del film, quando Hoffman e Katharine Ross sono sul retro del bus. Sai, sono fuggiti, hanno rovinato un matrimonio. E sono seduti là dietro: sorridono per un minuto e pensano, "Abbiamo davvero fatto la mossa più sbagliata della nostra vita." E' stata una buona idea? Una cattiva idea? Un'idea orribile? Un'idea di speranza?" In sostanza corrono verso il loro futuro, e questa è una cosa coraggiosa da fare in un film perché.. è vero, non si sa mai, un rapporto potrebbe finire in 48 ore. Oppure, potrebbe sfociare in una vita normale e noiosa.


I sette samurai (Shichinin No Samurai) (1956)
Regia di Akira Kurosawa
Ecco un altro: I Sette Samurai. Il grande Akira Kurosawa. Lui è il mio regista preferito e in molti dei suoi film recita anche il mio attore preferito, Toshiro Mifune. Non ho mai capito una sola parola di quello che dice nei film, ma la forza e la fisicità di Mifune [era] proprio come un dannato uragano su uno schermo. Kurosawa mi ha affascinato molti anni fa - il modo in cui sapeva illuminare le scene, il modo in cui preparava le cose, e il fatto che sceglieva sempre gli stessi attori. Ovviamente, Mifune compare durante tutta la sua carriera, e in questo film c'è anche Takashi Shimura  ,  il protagonista di un altro bellissimo film di Kurosawa, Ikiru, che significa "vivere". E 'una delle opere introspettive, più malinconiche di Kurosawa. Ogni volta che l'ho guardo mi commuove sempre. E in I sette samurai, c'è così tanto cinema a venire: Arma letale, Per un pugno di dollari.. I Sette Samurai è solo un grande esempio dell'arte di Kurosawa. Non è il mio film preferito. Penso solo che sia un tale straordinario lavoro. E 'uno dei miei film preferiti solo perché è di un impegno enorme. E sto pensando che nella mia top five non ho messo niente di Werner Herzog. Probabilmente avrei messo Fitzcarraldo e Aguirre. E così, Herzog riceve una menzione d'onore. Ma andiamo avanti.


Tutti gli uomini del presidente (1976)
Regia di Alan Pakula
Ho vissuto a Washington durante tutto il Watergate e mia madre ha lavorato per il governo. Era iper-consapevole di Nixon e di tutto quel che stava succedendo. Il Watergate [hotel] era a un giro di bicicletta da casa mia. Ho visto il film non so quante volte - ed è semplicemente perfetto.
L’ ho riguardato tre settimane fa. Resta un gran bel lavoro, allora come ora . Pieno di suspense. E anche in questo caso, c'è Hoffman. Credo che venga fuori spinto da un enorme ventilatore. Ma è solo una coincidenza. Lui e Redford insieme sono semplicemente incredibili. E ancora una volta si vede il genio di Dustin. E' che tutto il cast, mi piace. Si parla di un momento enormemente importante nella storia del paese: ogni americano ha avuto la prova che non ci si può mai fidare del governo, che sarebbe stupido fidarsi. Come votare. Eleggere queste persone. Come ha detto Gore Vidal, quando si arriva allo Studio Ovale, sono stati comprati e venduti almeno una decine di volte. E Tutti gli uomini del presidente racconta proprio uno di questi casi. Il personaggio di Hal Holbrook, scoperto 30 anni dopo, esisteva veramente. E 'stata la Gola Profonda. E il fatto che questi piccoli incontri clandestini siano avvenuti in un luogo dove ho impazzato con il mio skate, fa che questo film sia molto importante per me.


Apocalypse Now (1979)
Regia di Francis Ford Coppola
Un altro film è Apocalypse Now, e la ragione per cui l’ho messo nella mia top five è perché sono andato a vederlo, in prima visione, con Ian MacKaye, il mio migliore amico, e quando siamo usciti non abbiamo capito quello che avevamo visto. Ma siamo andati a casa con il fumo che ci usciva dalle orecchie. Siamo tornati in silenzio e scioccati. Eravamo, in un certo senso, devastati, ma nessuno di noi potrebbe dirvi di che parlava il film. "Era sulla guerra?" Così siamo tornati a vederlo più tardi, avevamo 18 o 17 anni. E ci è piaciuto molto .E ora lo rivedo una volta l'anno. E così che iniziai a capire la guerra del Vietnam in modo diverso. Iniziai a leggere nei personaggi e mi vedevo nei panni di Willard, il personaggio di Martin Sheen. Un altro giorno mi sentivo come Kurtz, il personaggio di Brando. E poi mi uniì ai Black Flag e il nostro furgone era come il PBR sul fiume. L'autostrada era il fiume Nung. Non dimenticherò mai una sera, io ero dietro, nella parte posteriore del furgone e con uno dei roadies guardavamo le luci di uno dei porti in Florida e lui ha detto: "Questo è uno spettacolo davvero bizzarro nel bel mezzo di tutto questo caos", e questa è una battuta del soldato nel film, mentre assistono allo spettacolo folle organizzato da Bill Graham nel bel mezzo della giungla vietnamita. Le battute di Apocalypse Now erano diventate il linguaggio con cui io e il roadie dei Black Flag prima e con i membri della Rollins band poi, parlavamo. Così, ora a 55 anni il film è ancora molto importante per me. Quando Kurtz dice a Willard, "E 'impossibile descrivere l’orrore a coloro che non sanno cosa l’orrore significa ... è necessario fare dell’orrore un amico ". Ho veramente capito quello che voleva significare quando sono stato coinvolto in un omicidio [l'omicidio dell’amico Joe Cole], e io sono stato molto vicino alla morte. Non si può descrivere quello che si prova, a meno che la stessa cosa non sia successa anche a voi. Potrai capirlo solo a livello giornalistico. Questi veterani del Vietnam, dell’Iraq e dell’Afghanistan. Tornano a casa e nessuno li può capire. Tutto questo è descritto molto bene in The Hurt Locker. C'è una disconnessione completa. E così Apocalypse Now - ho finalmente capito – descrive cosa sia la follia, che non è altro che la guerra. Un mucchio di gente che è completamente impazzita. E si coglie perfettamente la follia del conflitto umano.



National Lampoon (Animal House) (1978)
L'ultimo film è Animal House, la commedia perfetta. E 'uno di quei film che guardo quasi una volta all'anno. Non sono un esperto, e tutto quello che posso dire di questo film è che ho riso per tutto il temo!. "Hey, sono un brufolo!" E il cibo schizza fuori dalla bocca di [John] Belushi - ed è la cosa più divertente che abbia mai visto. Sapete come è con i film. Tu li ami così tanto, che è quasi come adottarli. Come quando una canzone che ti piace davvero tanto – hai l’impressione che sia stata scritta per te. Animal House mi ricorda un tempo molto felice della mia vita, anche se da adulto sono diventato più serio e preoccupato. In qualche modo ogni volta che rivedo Animal House rido a a crepapelle, ma a volte mi ritrovo a piangere perché mi manca Belushi. Penso che sia stato un grande talento. Ho parlato con lui una volta al telefono. Insieme a Bill Murray e Chevy Chase, rappresentano il mio tipo di umorismo. E questo è un grande film, una commedia perfetta a basso budget. E’ il tipico esempio di quello che succede con una grande recitazione e una grande sceneggiatura. Non c’è bisogno di un budget faraonico. Ma solo di una grande prova di recitazione e di una grande storia..




30/01/16

Johnny Lydon ha 60 anni! Gli auguri di Interzone e di M. McLaren e Blondie

Qui non festeggiamo i compleanni, ma  Johnny Lydon se li merita tutti, i nostri auguri. Si, perchè Johnny il 31 gennaio compie 60 anni! Se li merita perchè ci ha guardato dritto negli occhi, dal palco dell'Atlantico Live nel bellissimo concerto tenuto nella capitale e ci ha gridato: <<"tutti voi, vi conosco tutti, uno per uno!"..>>
L'aura carismatica, il narcisismo del dandy, l'aria furba da sacro barbone che possiede..la saggezza. Si, quella sera Johnny, con lo sguardo profetico dell'indemoniato, lo sguardo di chi ha visto tutto, è stato il nostro pifferaio che ci ha guidato all'acqua. Johnny è come una specie di specchio, dove riflette gli altri, noi. Con lui e attraverso la sua musica e il suo modo d'essere abbiamo sfogato la nostra rabbia e i nostri sensi di colpa e, come genialmente ebbe a dire Malcom McLaren..<<abbiamo fatto dei nostri fallimenti un nobile scopo..>>. Facciamo gli auguri a Johnny Lydon proprio con le parole di Malcom McLaren, l'uomo che inventò i Sex Pistols, quello delle intuizioni geniali, l'archeologo della cultura pop, quello che trasformava i disastri in cose buone.. per poi ritrasformarli in disastri, Malcom che ci regala una postfazione del punk e con Deborah Harry, Blondie per tutti, che invece introduce quello che fu il punk negli U.S.A. e ci racconta il suo amore per i gruppi inglesi.



I MANIFESTI SI scrivono sempre a posteriori, Guardando indletro, se si volesse scrivere un manifesto del punk, si potrebbe partire proprio da questo: il punk ha dato alla gente la possibllità di essere un abbagliante fallimento piuttosto che un tiepido successo. E stata questa la sua grandezza, avere fatto del fallimento un nobile scopo. La musica, la moda, lo stesso movimento, è stato tutto come un'unica affermazione artistica, nata dai miei giorni in accademia. Ricordo che dopo essere stato cacciato percorrevo Kings Road con uno scopo: trovare un posto nel quale la gente come me potesse dare sfogo ai prori bisogni creativi. Volevo gettare un ponte tra l'accademia e la strada. E' stato il destino a far si che andassi a flnire al World's End, un buco scaato in fondo al lato più scuro di Kings Road. Li ho messo su un negozio che vendeva oggetti del passato, ricordi degli anni Cinquanta, dischi e vestiti autentici, che avevano contratto un debito con la cultura pop, ma che in breve si sono trasformati in cultura pop.
PER COMINCIARE, QUEL negozio, per me e per qualche amico, era come il paradiso. Ben presto é arrivato un gran numero di persone disilluse, stufe del mondo. Venivano a sedersi al SEX, volevano fare parte di questa cosa che stavamo creando. Cominciavano a sentirsi diversi e a sembrare diversi. Il look te lo creavi da solo. Se non potevi permetrerri uno dei vestiti in vinile sartoriali che facevamo io e Vivienne Vestwood, ti ficcavi addosso un sacco dell'immondizia e andava bene lo stesso. Per prendere vita, questa nuova moda, questo nuovo modo di pensare, aveva bisogno di un'identità musicale. C'erano quattro ragazzi,li, che spiccavano tra la folla. Hanno preso il nome del negozio, SEX, e io gli ho consigliato di aggiungere la parola "Pistols". Ero in cerca di qualcosa che avesse implicazioni sessuali, qualcosa che potesse funzionare come metafora. E cosi in un attimo avevamo una band che poteva sparare, e che poi ha sparato, dritto contro le cose che non ci piacevano, e cioé praticamente tutto. Ovviamente l'esplosione era troppo forte per essere contenuta e, una volta uscita allo scoperto, la cosa è arrivata fino alle passerelle, nellazona più scura di Soho, poi è sbarcata nei club, e infine é entrata nelle accademie d'arte di tutto il paese. A partire da un negozietto di Kings Road, avevamo creato un modo di vivere, dei valori, un'identità: in poche parole, avevamo costruito l‘infrastruttura per una società alternativa.
(Punk, tutta la storia)



A NEW YORK, il punk é nato nel 1973. Era una scena molto piccola, sconosciuta, a malapena menzionata dalla stampa locale. Non era una realtà evoluta, non era stata ancora né commercializzata, né sfruttata. I Blondie non avevano alcun contatto con il mondo esterno del rock mainstream, e le case discografiche non prestavano la minima attenzione a quel clue stava succedendo. Eravamo solo noi e le altre band del giro: Television, Patti Smith, Talking Heads, Ramones, Abbniamo costruito tutto strada facendo, sperimentando per trovare un nuovo sound. Il nostro pubblico era composto da amici, altri gruppi e ragazzi del Lower East Side. A New York, l'estetica punk era frutto di una sensibilità camp. Eravamo tutti senza soldi, quindi ognuno di noi si inventava il proprio personalissimo stile. Era un miscuglio di glam, classica pelle nera, magliette strappate e elementi mod, perchè era questo il tipo di vestiti che  trovavi facilmente a N.Y. In Inghilterra invece il movimento punk era molto più politicizzato. Ce ne rendemmo conto non appena arrivati lì. Quel che accadeva intorno plasmava la loro visione politica, che si rifletteva anche nella musica. Al centro di tutto c'era l'economia, che era andata a puttane. Un'altissima percentuale di persone viveva grazie al sussidio di disoccupazione. Non c'era davvero alcun futuro per quei ragazzi. La gente dimentica che disasrro fosse quel posto all'inizio clegli anni Settanta. Ricordo molto bene il primo concerto dei Blondie in Inghilterra. Il pubblico era piu che espansivo, direi tribale. Ballavano, saltavano, pogavano e sputavano. L'atmosfera era calda, selvaggia, eccitante. Gli americani, a confronto, erano molto più chiusi. E la loro musica era straordinaria: Stranglers, Clash, Siouxsie Sioux, Slits, Poly Styrene. Sopratrutro i Sex Pistols: erano meravigliosi. Mi ricordavano Beethoven, avevano lo stesso tipo di maestosità. Le esibizioni di quel gruppo erano atti criminali. Non si prcoccupavano di avere o non avere credibilità; vivevano nel loro mondo, pensavano solo all'anarchia. C'era una forte retorica politica in quello che facevano, ma volevano anche i soldi. E le etichette, pur di sbarazzarsi di loro, glieli diedero tutti. Fu davvero la più grande truffa del Rock'n'roll. Ammiravo il modo in cui alcuni ragazzi seguivano e facevano parte della scena punk inglese perché, anche se non suonavano in alcun gruppo, erano tutti molto attenti a crearsi un loro caratteristico look. Il punk trapelava dalla musica che suonavi, dal modo in cui ti vestivi e dai posti che frequentavi. Era inevitabile che finisse per lasciare il segno. Sebbene ora chiunque ci sappia fare ricsce a distinguersi dalla massa, il punk è tutta un'altra cosa ed e ancora tra noi, E stata un'esplosione: la prima vera espressionc di rottura.
(Punk, tutta la storia)


The Greatest Hits, so far











19/12/15

Il Sound System Giamaicano al Tabernacolo di Londra e piccola guida al Dub

Potenti banche di casse acustiche....
Un’altra interessante esposizione, (dopo quella, bellissima, sui Jam..) che dopo aver toccato Bristol e Birmingham, arriva a Londra in questi giorni. Da gennaio sarà possibile visitare l’esposizione che illustra lo sviluppo del Sound System giamaicano nel Regno Unito, e in particolare nella capitale. Potremo farci un idea di come la musica proveniente da questa piccola isola ha trovato una seconda dimora in Inghilterra a partire dai lontani anni ’50. Il patrimonio reggae viene rivisitato da una montagna di foto e filmati di repertorio, ma non solo: la mostra sarà la sede di un Sound System interattivo, in stile vintage, realizzato prettamente per questo interessantissimo progetto musicale e culturale, che si svolgerà al Tabernacolo di Londra, W11 2AY, Notting Hill, dal 05 al 17 Gennaio. L'ingresso è libero da Lunedi a Domenica, 09:00-06:00, e l'installazione sonora può essere ascoltata dalle 2 alle 4 pm. L’evento si concluderà con un evento live, il 30 gennaio, con il legendario Sir Coxsone Outernational, a sud di Londra, all’Ibex Venue a Stockwell, con la partecipazione di un'altra leggenda del reggae / dub, il musicista e produttore Dennis Bovell, già con Linton Kwesi Johnson e la dennis Bowell Band.

Per essere una piccola isola caraibica, la Giamaica ha avuto un'influenza straordinaria sulla musica mondiale. La suprema invenzione - il reggae - emerse dopo che il paese ottenne l'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1962, e le band iniziarono a suonare un calderone di jazz, swing, pop e rock'n'roll per i tanti turisti statunitensi che affollavano gli hotel e i resort del paese, dando a questo miscuglio di generi un tocco locale eccentrico - in particolare sequenze di chitarra ritmica off-beat e voci ricche di patos. All’epoca l’elettricità era un bene di lusso nelle case giamaicane, così i 45 giri iniziarono ad essere suonati all’aperto con enormi sistemi audio, i Sound System. Iniziarono così anche le forti rivalità tra i dj che si esibivano davanti a folle enormi che si scatenavano in balli e canti.

Arrivò lo ska, quando le onde delle radio rhythm'm blues del sud degli USA iniziarono a sentirsi bene in Giamaica fin verso il 1959, anno in cui venne in mente ad un certo signore, Lauren Aitken, di smetterla di copiare gli artisti americani che venivano fuori da radio Winz, la stazione più ascoltata in Giamaica, e cercare di personalizzare in qualche modo quel suono troppo americano per gli artisti delle isole caraibiche. Il basso cominciò ad acquistare sempre maggior risalto, sezioni fiatistiche che imperversano duramente sui pezzi, con Prince Buster e The Skatalites, musica contraddistinta da un ritmo saltellante che cambiando schemi e ritmi diventerà Rock Steady verso il '1967/68 e si evolverà in reggae alla fine dei '60, inizio 70,  che si frantumò in miriadi di forme diverse e sotto-generi. A partire dal 1969 il reggae diventò molto popolare nel Regno Unito - dove migliaia di immigrati caraibici occidentali si erano stabiliti negli anni del dopoguerra: Desmond Dekker & The Aces arrivarono al numero 1 in classifica con lo skinhead-friendly Israelites. Quattro anni più tardi, Bob Marley diventò la prima star internazionale del reggae, catturando il pubblico rock con l’impareggiabile Catch of Fire insieme al suo gruppo, i Wailers.

Nel corso degli ultimi 60 anni, la musica popolare giamaicana raramente si è fermata, prosperando su innovazioni di una manciata di professionisti che continuamente elaborano nuovi suoni, spingendo la musica in nuove direzioni. Abbiamo già detto che la Giamaica ha esercitato un'influenza sproporzionata sulla produzione musicale in tutto il mondo. E negli ultimi tempi, il dub ha dimostrato di essere il sottogenere del reggae più influente di tutti. I valori e le tecniche di dub sono più che mai presenti nella musica che consumiamo ogni giorno: techno, dubstep, ambient, jungle, garage, dance elettronica, punk. Questi e numerosi altri generi forse non sarebbero arrivati al centro della cultura giovanile, l’esempio più eclatante riguarda il rap: tramutatosi poi nell’hipn hop, senza l'invenzione del dub, introdotto da un cenacolo d'elite di ingegneri del suono e produttori discografici giamaicani, non sarebbe mai diventato quella forma di cultura popolare che è oggi. Eppure, per molti, il dub appare un genere impenetrabile. L'uomo più facilmente identificato come 'inventore dub' non è altro che King Tubby, altrimenti noto come Osbourne Ruddock, tecnico del suono e proprietario di un minuscolo monolocale nel ghetto Waterhouse di Kingston occidentale, luogo chiave nella creazione del dub. La costante propensione all’ innovazione è il tratto distintivo del suono e ciò che ha reso Tubby così unico. "King Tubby di è stato sicuramente il più grande musicista mai venuto fuori della Giamaica.

Quindi il Dub ...
E' la seconda grande invenzione dei musicisti jamaicani. Nato per necessità in quanto, non avendo mezzi per finaziare il lato B dei 45 giri i musicisti usavano la stessa base del lato A stravolgendola con echi e dilatazioni ritmiche. Ora è una vera e propria corrente. le canzoni possono essere manipolate a piacimento con grande soddisfazione di musicisti e pubblico che ama moltissimo questo stile per ballare. Con l'evoluzione dell'elettronica e dei computer e l'interessamento di molti musicisti bianchi, nel tempo il Dub è divenuto più accessibile all'orecchio occidentale.




















07/12/15

Dita sanguinanti: Best Punk Rock Guitarist

Come maestri d'ascia hanno riscritto il rock a tinte forti, tre accordi velocissimi alla volta, infliggendo traumi contusivi con poco virtuosismo tecnico. Steve Jones dei Sex Pistols alla domanda su come ha iniziato con la chitarra, riecheggia l'ethos del do-it-yourself del punk."Non avevo intenzione di essere un chitarrista, ma ho rischiato di essere un cantante. Cioè fino a quando è arrivato ​​John Lydon [Johnny Rotten]. E poi ho capito che non ero davvero adatto come frontman. L'unico posto libero nella band era per un chitarrista, quindi ho preferito questo piuttosto che rinunciare. " Quando si tratta di punk, unità e determinazione vengono prima, e dettagli come come far funzionare realmente lo strumento vengono subito dopo quelle frenesie. Di conseguenza, il più delle volte è stato il caso ad illuminare il mondo con schitarrate alla velocità della luce, infiammandolo.Per il punk dell'era dei Sex Pistols la chitarra elettrica simboleggiava il grezzo, il reale; il sintetizzatore, al contrasto, indicava il flaccido, il deprimente, e l'ironia del fatto che i primi punk rifiutassero l'alta tecnologia in favore del logoro simbolo del primitivismo moderno, rappresentato proprio dalla chitarra elettrica è ormai evidente. Il punk abbracciava tutto ciò che la moderna borghesia e gli hippie detestavano: plastica, cibo spazzatura, b-movie, fare soldi con minor sforzo possibile. Allo stesso tempo era stato ispirato in parte dal ritorno della cultura dei teddy boys e dal revival del rock'n'roll classico, rivolgendo lo sguardo all'indietro verso un rock snello e affamato, ai vecchi e frenetici riff rockabilly: per questo, la chitarra elettrica è stata lo strumento principe e l'enfasi del movimento punk.
Questa la mia (come sempre) personalissima classifica, in ordine sparso.


Ron Asheton - The Stooges
Il suono wah-wah d' della chitarra di Ron Asheton nell'apertura di "1969" degli Stooges è la nascita del lamento del punk rock. Da lì, la canzone vira con percussioni tribali, su cui Iggy Pop, allora 22enne, urla annoiato e con la sola voglia di fare un gran casino.. Ron ritorna con un assolo dal taglio seghettato che da inizio ad nuova era per il -rock and roll, una nuova direzione da seguire per moltissimi artisti. "I Wanna Be Your Dog", è ancora più grave. Nei successivi due LP , Fun House (1970) e Raw Power (1973), Asheton spinge la chitarra ancora in sonorità più dure e nella melma brutale, frastagliata, lacera e cruda, antesignano di un punk rock perfetto che sarebbe arrivato non molti anni a seguire. In pratica, se vi siete persi il suo modo incendiario di suonare la chitarra allora fino ad adesso è sicuro che siete stati chiaramente su un altro pianeta.

East Bay Ray - Dead Kennedys
Più volte presente su questo blog con i suoi Dead Kennedys. Raymond John Pepperell, meglio conosciuto per i devoti come East Bay Ray, ha avuto il suo bel da fare per tenere il passo con il frontman del gruppo e una delle nostre spiritual-guidance, il vorticoso e infuocato Jello Biafra . E Ray si è dimostrato più che all'altezza del compito: mischiando gli elementi della musica che amava, surf, rockabilly, country old-time, jazz, le colonne sonore degli spaghetti western, e anche le esplorazioni psichedeliche del fondatore dei Pink Floyd Syd Barret, ha caratterizzato il sound dei DKS in un crescendo e rauco punk rock unico nel suo genere. Notare la mano fumante alla fine del brano sotto nel video..





Poison Ivy Rorschach - The Cramps
Nata Kristy Wallace Marlana a San Bernardino, e reinventandosi Poison Ivy Rorschach sulla rotta della nascente scena punk di New York City alla metà degli anni 70. Collaborando con il marito e front man bestiale e wild-man Lux Interior, per formare i Cramps, Ivy ha inventato un modo nuovo di suonare la chitarra, con riff incendiari e assolutamente sconsiderati, fiammate di punk e in definitiva un sound che arrivava direttamente dal rock-and-roll dei 50s e ritenuto, molto accuratamente.. "psychobilly." Non solo alla chitarra, Ivy è songwriter, arranger, produttrice, e occasionalmente vocalist. Con la sua chitarra Gretsche e i suoi toni palpitanti ha influenzato un'intera generazione di musicisti rock / punk e goth band. Un icona intramontabile..

Dr. Know -. Bad Brains
Tanti ascolti prima di cominciare a comprendere ciò che si sta ascoltando. E 'nell'esaminare attentamente che la brillantezza di Dr. Know affonda nei Bad Brains. Il chitarrista nato Gary Miller suona note, chiavi, e accordi perfettamente a velocità impossibili, e che semplicemente non possono essere spiegati matematicamente. Da la combustione velocità e virtuosismo, Dr. Know spinge in direzioni sorprendentemente originali e di forte impatto, suoni oltre il cosmo che trova e riporta di nuovo a noi qui sulla terra nel corso di, il più delle volte, di un minuto e mezzo.




Paul Leary - Butthole Surfers
I Butthole Surfers inizialmente hanno scritto la loro implosione di hardcore punk, heavy metal, acid rock, e riferimenti Zappiani in uno sconvolgente estremismo, e solo i punk rockers, in un primo momento, possono comprendere ciò che i Buttholes stavano facendo. Altri elementi inclusi, percussioniste in topless, un bassista che suonava come se lanciava palle da bowling, un cantante cacofonico e caotico, e la fantasia musicale sgangherata di Paul Leary. Grandioso! Torrenziali, e Leary terrificante che suonava come stesse strangolando il suo strumento. Se qualcuno ha visto Paul Leary e i Butthole Surfers nel periodo d'oro probabilmente si è ritrovato con una rinnovata comprensione della demenza sonora, e della bellezza del rumore

Johnny Thunders - New York Dolls, The Heartbreakers
La foto di copertina del secondo album dei New York Dolls "Too Much Too Soon" è una grande dichiarazione di rock and roll. Johnny imbraccia una Les Paul Special del 1955 con il tipico atteggiamento proprio di quegli anni. Raggiunse il suo tono inconfondibile di suonare la chitarra vintage, molto forte e pulito.
Johnny Thunders, nato John Anthony Genzale Jr.,  arso sui sentieri del punk non in uno, ma in due combo cardini della musica tentacolare. Nel primo Thunders indossò abiti sexy e tacchi alti per scatenare l'inferno come regina suprema dei New York Dolls, agli inizi degli anni 70. Il Blues elettrico fantasticamente devastante e assoli trash non accesero solo il punk d'assalto, ma ispirarono contemporaneamente Kiss , i Sex Pistols, e poi molto direttamente i Guns N 'Roses. Dopo l'ammaraggio delle Dolls, Thunders divenne il frontman degli Heartbreakers, altrettanto vera hitband del punk.

Steve Jones - The Sex Pistols
Johnny Rotten, anima-frantumata e ipercinetica cattura il culmine dell' apocalittica sommossa nichilista del punk. Altrettanto importante per il suono della band, e del movimento che hanno incarnato è la velocità della chitarra spaventevole di Steve Jones. La sua Gibson Les Paul perfora gli inizi del rock-and-roll e aggredisce, ostile e stimolante, levigando un'estetica tutta sua. Quando è stato chiesto in questi ultimi anni che consiglio avrebbe dato ai giovani chitarristi, Jones ha detto: "Io direi loro di copiarmi, perché tutto quello che faccio è fantastico". Forse stava scherzando. Forse no. In entrambi i casi, è un consiglio da tenere in forte considerazione!



Johnny Ramone - Ramones
E' un racconto narrato senza fine : quattro mooks da Queens indossano giacche di pelle, salgono sul palco infernale del CBGB al centro di Manhattan , suonano venticinque canzoni in venticinque minuti, e il mondo sta ancora tremando per l'impatto che hanno avuto quei 25 minuti. Quello che viene trascurato a volte, e ciò che rende i Ramones il gruppo punk per eccellenza, è che i membri dei "tre accordi primitivi" rappresentano l'apice assoluto del loro know-how tecnico e delle loro capacità musicali. Johnny ha prodotto un suono così brutale e diretto, ha inventato uno stile implacabile che ha definito non solo il suono innovativo dei leggendari Ramones, ma la chitarra del movimento punk rock in generale. Uno dei chitarristi più influenti della storia del rock, armato della sua chitarra Mosrite e del suo surf-rock amichevole , Johnny Ramone ha suonato velocissimo come solo la sua mano poteva fare, e ha trovato ulteriore brillantezza nella sua incapacità (in un primo momento) di farlo attraverso un assolo di chitarra. Hey, nessuno può andare così veloce come Johnny Ramone..

Greg Ginn - Black Flag
Come esperto di elettronica e maniaco del lavoro, appassionato dei Black Sabbath e devoto per tutta la vita ai Grateful Dead, Greg Ginn ha prima formato a Hermosa Beach gli eroi hard Black Flag nel 1976. Nel corso del tempo, attraverso molteplici incarnazioni del gruppo, Ginn ha ridefinito non solo il modo di suonare la chitarra nel punk e scrivere canzoni, ma le stesse dinamiche estreme del rock. Ginn ha guidato i Black Flag come un dittatore, portando però l'esempio, mettendo la band sempre in primo piano rispetto la vita privata. Ginn ha poi incontrato il frontman Henry Rollins, sviluppando un modo di suonare la chitarra come nessun altro nel punk rock. Ascoltando la discografia dei Black Flag, si sente un virtuoso heavy metal che frantuma e sputa su ogni regola tecnica, che si discosta in voli di impennata bellezza, un provocatore arguto e saggio che con il suo strumento dirige magistralmente ogni briciola della illimitata complessità musicale del gruppo, che fluisce attraverso di lui. A nome dei Black Flag, Greg Ginn han messo sù un circuito itinerante di gruppi punk che rimane in attività ancora oggi. Inoltre, ha creato la SST Records, la più importante etichetta indipendente degli anni '80. Prima di tutto, però, Greg Ginn è uno dei più grandi chitarristi che il punk rock ha (ancora) prodotto.

Billy Zoom - The X
Il debutto su una major per gli X, fu del 1982: Under the Big Black Sun e il riff iniziale di "The Hungry Wolf" esplode con una bastonata! Billy Zoom suonava come il vivere spericolato; è il suo marchio, quell'attacco potente del suo stile di che risale poco a Steve Jones e Johnny Ramone, e molto più a Link Wray, Eddie Cochran, e Western Swing. Esperto di amplificatori, del suo zelo, della sua velocità micidiale, e della sua precisione si sono avvalsi musicisti del calibro di Gene Vincent, The Blasters, Etta James, Big Joe Turner, Mike Ness, e decine di altri grandi musicisti che lo hanno voluto in studio di registrazione. La sua presenza scenica ghignante e la tendenza ad interagire col pubblico rese gli X una band di "animali da palcoscenico". Sempre con chitarre Gretch, che gli ha dedicato come tributo la G6129BZ Billy Zoom Custom Jet argento.




Mick Jones - The Clash
E' stato ilfondatore e la chitarra dei Clash, la band più importante della rivoluzione punk. Importante per la musica, lo stile e l'innovazione, ma anche per la loro convinzione che il R'n'R e la politica potevano interagire e contribuire a cambiare le coscienze. E' soprattutto a lui che si deve la capacità della band di evolversi, passando rapidamente dai fatidici tre accordi degli albori del punk ad una visione più elaborata della musica, che li vide per primi a incorporare dub, reggae, ska, rockabilly, sonorità africane e orientali, e anche gli echi lontani delle discoteche di Londra: un mix in cui la chitarra di Jones brillava. Privo di assoli memorabili sapeva però come suonare una parte di chitarra e molta della musica dei Clash la si deve a Jones. La sua Les Paul Standard bianca è diventata.. totemica.
Con lui, i Clash alla fine furono l'unico gruppo punk a riempire le arene. E averne fatto colare del sangue, sul mio giradischi.

Brian James - Damned, Lords of New Church, The Brian James Gang
Si devono a lui i primi due album dei Damned, che con Sex Pistols e Clash formano la Santa Trinità del punk originale. Chitarrista incendiario cresciuto con Hendrix e Pete Townshend come modelli ha reinventato la chitarra elettrica, in seguito nel supergruppo proto-goth The Lords Of The New Church col compianto Stiv Bators, poi con la The Brian James Gang. I suoi riff sempre incredibilmente potenti e veloci, contribuirono all'ammirazione di sua maestà in persona Jimmy Page, che ne dichiarò pubblicamente le doti. Soprannominato la "chitarra che non fa prigionieri", ha fatto colare litri di sangue, sul mio giradischi.



Da non dimenticare Pat Smear, con i mitici Germs e prima di suonare quell'orrendo pop chitarristico dei Foo Fighters; Bob Mould degli Husker Du; Jake Burns degli Stiff Little Fingers e persino Captain Sensible, nato bassista nei primi Damned e passato poi con ottimi risultati alla elettrica...




01/10/15

Heroes: musicisti che celebrano i loro idoli, che sono anche i nostri

Gli eroi dei nostri eroi..sono nostri eroi! Alcuni musicisti scelgono di celebrare i loro idoli e a nostra volta  abbiamo scelto  quelli che celebrano idoli che sono anche i nostri..Con qualche sorpresa. Buona lettura.



INTERZONE: Michael Rother
Era la metà del gruppo tedesco Neu !. Tuttavia, anche i suoi lavori da solista davvero sono indispensabili. Il suo ridurre al minimo l'uso della melodia nelle canzoni  è così.. emotivo, e allo stesso tempo anche incredibilmente orecchiabile, che posso ascoltare la sua musica in qualsiasi momento della giornata. E poi, c'è qualcosa della sua personalità che mi piace molto: lui, così tranquillo e riservato, amante dei gatti, quasi una antistar del rock. Tutto di lui è così interessante..



INTERZONE 2: Robert Fripp
I King Crimson di 'In The Court Of The King Crimson' è stato il disco che ha fatto venire la voglia a tutti di mettere su una band. È inciso nelle nostre piccole menti di bambini Dietro la musica c'era Robert Fripp, che sentiva e ci ha fatto capire che che la musica ha offerto a tutti "la capacità di rivivere la propria innocenza". Non si riesce a credere quanti gruppi, band e in generale quanta musica sia in debito con Robert Fripp e i King Crimson.


The Edge (U2): Rory Gallagher
Ho ascoltato i dischi di Rory Gallagher da quando avevo 12 o 13 anni. E 'stata la sua chitarra gloriosa che per prima mi ha ispirato veramente a prendere in mano lo strumento. Non che avessi qualche ambizione allora, se non quella di imparare a suonare. L'ho visto a Macroom nel 1976. Mi è piaciuto subito la sua musica, la sua era energia pura. Quella era l'epoca del trio: Jimi Hendrix Experience, Cream ... e Irlanda.
video: Taste Gamblin Blues

Antony Hegarty (Antony and the Johnson): Klaus Nomi 
Klaus Nomi era così ..strano che nessuno, nei negozi di dischi, sapeva in quale scaffale piazzarlo. In California, è stato visto come un "death rocker", ma a me piacerebbe andare nel mio negozio di dischi e vedere i suoi album tra quelli di Diamanda Galas, Lydia Lunch e i Christian Death. Non importava cosa stava cantando, sembrava drammatico e favoloso.




Honor Titus (Cerebral Ballzy, Attore): Stiv Bators
Stiv Bators ha avuto probabilmente la maggiore influenza sui Cerebral Ballzy. I suoi Dead Boys avevano rubato le sbruffonate sul palco a Iggy (Pop, ndr), ma chi se ne frega, cazzo? Tagliarsi farsi fare pompini sul palco era solo pura, sincera e semplice ribellione . Guardate il video di 'Is not It Fun' e vedrete cosa intendo. Un cantante con uno stile cazzuto, secondo solo a Richard Hell.

Guy Garvey (Elbow): Talk Talk
Sono stati commercializzati come band copia dei Duran Duran, e quando hanno capito cosa stava succedendo si sono ritirati in se stessi. Nei loro brani c'è sempre qualcuno disperatamente in cerca di qualcosa. Non so cosa fosse, ma devo andare da qualche parte per ascoltare quella musica. Mi hanno dato qualcosada da cercare ... qualcosa che  probabilmente non raggiungerò mai.

Lars Ulrich (Metallica): Television
 Il primo disco dei Television suona fresco ancora oggi, a tutto tondo, in modo impressionante come nel 1977. Suonarono a Copenhagen e li ho visti in quel piccolo locale. Ho avuto subito la sensazione che era una vera band e che erano realmente in comunicazione tra loro. Alcune delle canzoni del primo album, come 'Friction', erano così intriganti. 'Marquee Moon' è uno dei miei dischi segreti per il suono dei Metallica!. Sto andando provare e ...




Rhys Webb (The Horrors): Damo Suzuki
Nato in Giappone, Damo Suzuki è stato un musicista di strada in Europa, prima di entrare nei leggendari krautrockers Can nel 1970. Il suo modo di cantare unico e sgangherato, l'uso della melodia e del ritmo è senza tempo e fonte inesauribile di ispirazione. "Vitamin C' e 'Mushroom' sono ottimi esempi del suo stile funk psichedelico:, ritmiche pesanti e perfette per il dancefloor.
video: Can, Mushroom

Brian Wilson (Beach Boys): Rosemary Clooney
 Amo The Four Freshmen, ma Rosemary Clooney è l'eroina che devo menzionare qui. Lei ha scritto quella canzone, 'When You Wish Upon A Star', che ho imparato, semplicemente copiando lei. Cosa c'era in lei che mi piaceva? La sua voce! Lei era una bellissima cantante, e mi piace il suono della sua voce. Ha questo grande tono - l' ho amata per tutta la vita.
video: Manbo Italiano

Lee ‘Scratch’ Perry: Junior Murvin
Junior Murvin è un ragazzo con un enorme talento. Abbiamo fatto 'Police and Thievesi' insieme, e poi i Clash hanno fatto la cover dopo. Aveva una voce molto speciale, un falsetto come Curtis Mayfield. Una voce in falsetto internazionale, si diceva - perché lo si ascoltava in tutto il mondo. E quando ha iniziato scherzavamo nel dire che cantava come una ragazza! O, forse dovrei dire, che cantava come una signora?

Bobby Gillespie (Primal Scream): Lux Interior -The Cramps
Lux è stato uno dei grandi del rock'n'roll Showmen / sciamani. Sembrava voler scoppiare libera dal suo corpo ed esplodere outta questo mondo, prendendo il suo pubblico con lui. Lux Interior e The Cramps sono stati posseduti dal selvaggio, spirito libero di musica rock'n'roll e che è una cosa veramente bella e meravigliosa. Grazie per la musica Lux. Ci manchi.




Fab Moretti (The Strokes): Guided by Voices
La band che mi ha rassicurato: anch'io forse avrei potuto fare musica. Quando avevo 15, 16 anni, ho avuto un mio migliore amico musicista che  conosceva tutte queste nuove band. Non avrebbe mai suonato per chiunque, ma per qualche motivo lo ha fatto per me '. Ha iniziato a suonare pezzi dei Guided By Voices. Era quasi come sentirli per la prima volta.

Jack White: Son House
Quando avevo circa 18 anni qualcuno mi ha fatto ascoltare Son House. Non sapevo che si poteva fare, suonare la sua musica, ma solo cantare e battere le mani. Significava tutto il rock'n'roll, tutto ciò che riguarda l'espressione e la creatività e l'arte. Un uomo contro il mondo. 'Grinnin' In Your Face 'è la mia canzone preferita. E 'diventato la mia canzone preferita la prima volta che l'ho sentita, e lo è ancora.

Stuart Murdoch (Belle And Sebastian): Cocteaus Twins
C'era una certa tristezza  in molta della musica indipendente degli anni '80, e Dio sa che era la loro missione . Per me, il momento ideale per ascoltarli era quando restavo sveglio tutta la notte a parlare di libri e delle possibilità che esistesse la reincarnazione. Poi, barcollando tornavo a casa e ascoltavo 'Victorialand'..



Alice Cooper: Laura Nyro
Non riesco davvero a ricordare come l'ho scoperta, ma penso fu  attraverso una mia fidanzata dell'epoca. E.. WOW. Mi ha subito ricordato Broadway. Era una cantante di strada, e lei una ragazza bianca che cantava con tutte queste ragazze nere. Sono stato influenzato molto dalla sua musica, sono dipendente da tutto quello che ha cantato, da 'Eli And The Thirteenth Confession' a 'New York Tendaberry'.

Jeffrey Lewis: Tuli Kupferberg
Il mio favorito, un musicista 'cult' per me, anche se, come amava dire, non era in realtà musicalmente abbastanza esperto per essere "trasmesso alla radio". Anche attraverso incarnazioni successive ai Fugs, fino alla sua morte nel 2010, Tuli ha continuato ad arare il proprio solco, le liriche, testi meravigliosi, unici, legati alla politica, all'umanesimo, alla satira e all'indignazione, cantate con una voce che era più da "ghetto griot" (grido dal ghetto) che di un idolo pop.
video: Cia Man