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19/03/22

L'Indomabile: John Sinclair e gli MC5


"Per quanto mi riguarda gli Stati Uniti, possono anche andare al diavolo, penso che stiamo vivendo lo stesso processo d’implosione dell'Urss, è una decadenza lenta e inarrestabile." 



E' John Sinclair a parlare, lo stesso Sinclair che negli anni sessanta con i Trans Love Energies si esibiva in spettacolari installazioni artistiche scavando buche nei campus universitari per dare l'idea dei crateri prodotti dalle bombe americane sganciate in Vietnam. Ci occupiamo di Sinclair perché' lontanissimo dall'immaginario hippie mediatico dell'epoca, poeta, agitatore politico culturale e attivista per i diritti civili, contro la guerra, fondatore delle White Panthers, movimento radicale sulla scia delle più famose Black, ossessionato dalle autorità del suo paese e per questo bersaglio di primo piano della repressione. Creatore di quella zona franca di Detroit dove arte, musica e impegno politico si combinavano in una miscela esplosiva (regolata sulla frequenza di sex, drugs and r'n'r) Sinclair era anche esperto e cultore di musica, soprattutto blues e jazz, e fu il primo a rendersi conto del potere che il rock'n'roll poteva rappresentare per l'intera area della città dell'automobile, in quel periodo una gigantesca fabbrica a cielo aperto, e si mise a capo di un gruppo di giovani musicisti arrabbiati e in bolletta, facendo loro da manager e gettando le basi di quella che sarebbe stata la nuova scena musicale degli ultimi anni sessanta. La band era quella dei MC5, insieme agli Stooges di Iggy Pop senz'altro il primo gruppo proto punk. Rock eccitante, vibrante, coscientemente brutale: la musica dei Five rifuggiva la tecnica eccellente e si mostrava grezza, forte eseguita con intensità e fede profonda. Una valanga di rumore accompagnata da balli e gesti sfrenati, il pubblico li accoglieva col pugno chiuso decisi a scambiare le perline del flower power con le cartucce dell’aperta rivoluzione: fucili e chitarre. "Gli MC5 si affidano completamente alla rivoluzione e la rivoluzione si affida completamente a tutti coloro che escono dai gusci dell'individualismo: la separazione è rovina!" scriveva Sinclair presentando Kick out the jams. Era il sessantotto ma era una dichiarazione profetica, vista la situazione in cui ci troviamo. Memorabile la loro esibizione alla convention democratica di Chicago, tra le fiamme degli scontri e della guerriglia.


John Sinclair è stato anche uno dei pochissimi privilegiati a diventare protagonista/titolo di una canzone di Lennon, quando fu arrestato per possesso di marijuana e rischiando la vendetta del potere, una pena a vent'anni di reclusione, trasformandolo definitivamente in un’icona della controcultura dell'epoca. Oggi Sinclair tiene lezioni universitarie sulla cultura black, reading di poesie, programmi radiofonici (www.johnsinclairadio.com). Nauseato dalla situazione politica americana, vive dal 2004 in esilio volontario ad Amsterdam, dove ha stabilito il suo ufficio in un coffee shop.



Gli Stati Uniti e il Proibizionismo

"Negli anni ' 60 nessuno di noi pensava di abbandonare gli States, quella era la nostra terra e volevamo cambiarla, farne un posto migliore per tutti. Oggi ritengo non ci sia più nessuna speranza per il mio paese, l'America vuole restare così, ignorante ed egoista, vuole bombardare chi non è d'accordo con lei. E incontro sempre più gente, più americani che la pensano come me. Tantissimi miei compatrioti sono qui ad Amsterdam per sfuggire alla follia della guerra alla droga. Attenzione, questo non è un tema da sottovalutare e che non riguardi solo qualche sballato: l'80 dei due milioni e mezzo dei detenuti rinchiusi nelle galere americane è lì per reati legati alla droga."


New Orleans

"Le immagini trasmesse dai media dopo l'uragano che ha colpito New Orleans sono il miglior ritratto dell'America di oggi: si sono accorti di tutta quella gente solo quando l'hanno vista ammucchiata negli stadi: ormai al potere non importa nulla di come vivono i neri, ci sono generazioni di afroamericani che non sono mai usciti dai loro quartieri, non conoscono la città in cui vivono: hanno tolto prima le fabbriche e il lavoro e poi i luoghi d'incontro e alla fine anche i negozi. Continuano a non saper leggere e scrivere, non è qusta la follia?"

La galera e John Lennon

"Ero fuori dal mondo, due anni in una minuscola cella d'isolamento perché' avevano paura che istigassi gli altri detenuti alla rivoluzione. Rimasi totalmente scioccato quando seppi che un beatle si dava da fare per me, era fantastico. Poi..gliel'hanno fatta pagare, ma questa è un’altra storia."





La cultura Black

"Quando ero bambino amavo esplorare l'etere, smanettare la radio per cercare stazioni. Una notte mi sono collegato con una stazione del sud degli Usa, casualmente, che trasmetteva musica black e ne rimasi folgorato. Quei suoni, quei ritmi cosi belli, diversi e potenti. Dovevo assolutamente sapere chi faceva quella musica e il come e il perché. Mio padre, operaio alla catena di montaggio di Detroit mi assecondava e si sacrificava andando in giro con una lista di dischi che gli preparavo. Poi da grande sono andato a vedere come vivevano gli afroamericani e non era facile in quegli anni, cosi sono diventato una specie di esempio eretico per i miei contatti con la comunità nera. A un certo punto avevo quasi esclusivamente amici di colore, gente incredibile, allegra, disponibile nonostante che dai bianchi non avessero avuto che guai. Con loro scopri il jazz e i beatnik, la poesia e Coltrane, l'erba e tutto il resto.."

La Musica

"Perché, esiste della musica oggi? La musica aveva e deve avere altri scopi oltre l'intrattenimento. Con gli MC5 volevamo sovvertire il governo Usa, non certo ottenere un contratto discografico o scalare le hit parade.."






26/03/20

Neue Deutsche Well, Gabi Delgado e Ja Ja Ja

Ancora un brutta notizia dal mondo della musica. Gabriel Delgado-López dei DAFDeutsch Amerikanische Freundschaft, meglio conosciuto semplicemente come Gabi Delgado, è morto all'età di 61 anni. La notizia è stata annunciata da Robert Görl, che ha lavorato con Delgado per oltre quattro decenni. Definiti dal grande DJ John Peel come i "nonni" della techno, Delgado e i DAF hanno plasmato un  suono alla fine degli anni '70 a Düsseldorf, che ha influenzato innumerevoli artisti elettronici nei decenni a venire. Per ora nessuna causa di morte è stata ancora comunicata. Pubblichiamo un nostro post del 2012 in cui ripercorriamo la storia della "Neue Deutsche Welle" e dell'importanza che i Daf e Delgado, come artista solista, hanno avuto nella storia della musica alternativa.


Il "do it yourself" del punk diffuse il concetto che tutti potevano fare musica,salire su un palco,imbracciare gli strumenti e suonare senza alcun tipo di tecnica,una vera rivoluzione rispetto alla cultura musicale imperante in quegli anni,dominati da super gruppi che proprio della tecnica e del virtuosismo facevano i propri capisaldi. Inoltre i gruppi iniziarono a produrre i propri dischi e centinaia di piccole etichette indipendenti,supportate da altrettante fanzine spuntarono come funghi. Culturalmente, la rottura delle convenzioni, resistenza underground e l'anarchia come unico riferimento politico furono i pilastri del movimento punk. Tutti questi elementi saranno adottati negli anni che vanno dal 79 al con la nascita della Newe Wave, in Germania "Neue Deutsche Welle" . Dusseldorf, Berlino e Amburgo furono le tre città' chiave della produzione musicale tedesca. Dusseldorf in particolare. Sperimentazione prima, elettronica di consumo poi, rappresentavano solo due facce di questa città posta al centro della zona più' industriale della Germania. Dusseldorf quindi,centro e origine di filoni musicali. (i Kraftwerk insegnano..). Un mix tra l'avanguardia techno di Detroit, la dance music di N.Y. e i suoni degli Einstürzende Neubauten (quanto di più hard la New Wave tedesca abbia prodotto) diede vita ad una raffinata e curiosa ricerca musicale in molteplici direzioni. Dalla città nasceranno anche i primi tentativi interessanti di introdurre una vena rap nel corpo di un funk/jazz che aveva come caposcuola i primi Family Five. Ja Ja Ja fu il gruppo privilegiato di questo tentativo, realizzando in quegli anni alcuni mix che restarono a lungo in testa nelle classifiche della musica indipendente tedesca. Fiancheggiatori della Neue Deutsche Welle molte band si resero protagoniste della EBM,  l'Elettronic Body Music, in cui i tetri suoni industriali vennero elaborati in un sound martellante con evidenti riferimenti al futurismo,all'erotismo delle nuove apparecchiature elettroniche,ad un simbolismo sessuale fortemente ambiguo,molto in voga nei bar/discoteche di Dusseldorf e politicamente molto provocatori. Uno dei principali artefici del movimento fu Conny Plank, geniale e innovatore produttore,che con i D.A.F (acronimo di Deutsche Amerikanische Freundschaft) esplorarono nuovi mondi musicali, con una mezza dozzina di album imponenti tra il 1979-1982, continuando anche dopo la riunificazione del gruppo nel 1986. I D.A.F si formarono per produrre una collaborazione sperimentale tra musicisti tedeschi e americani,ma i perni del progetto sono Robert Gorl, batterista diplomato che aveva militato nei primi gruppi punk di Dusseldorf e Gabi Delgado. Ed e' proprio il genio di Delgado che proponiamo in questo post.

Gabi Delgado, musicista,poli strumentista, cantante e autore di testi, tedesco d'adozione ma spagnolo di genitori e probabilmente di cultura,ha inciso per la Virgin Records che aveva pubblicato anche gli ultimi lavori dei D.A.F. L'anima latina emerge soprattutto per l'amore nell'uso delle percussioni,mentre l'adozione tedesca e' evidente per l'utilizzo delle tastiere elettroniche che si fondono perfettamente con appunto le percussioni. Un musicista esclusivamente di estrazione latina non avrebbe mai potuto concepire brani cosi complessi e articolati per quel che riguarda l'arrangiamento delle tastiere elettroniche. Delgado ha prodotto un solo album,svariati singoli e mix e molteplici collaborazioni. Mistress e' il titolo dell'album, pubblicato nel 1983 sempre con la produzione di Conni Plank. Mistress e' un autentico divetissement elettronico,dove le tastiere e i synth si intrecciano con ritmi di calypso e industriali,pop sintetico e loop decisamente funky con un basso pulsante,chitarre che richiamano il Brasile sempre con le percussioni in primo piano sul canto sexy di Gaby,che alterna lo spagnolo all'inglese. Un disco in fondo giocoso e a volte inquietante nel suo richiamo ad un cyber tropicalismo certamente sottovalutato da critica e pubblico. Nei prossimi post continueremo ad occuparci di Germania (compatibilmente con il lavoro, la stanchezza e un po di stress..) con alcuni gruppi orbitanti nell'etichetta tedesca ATA TACK,attiva dal 1979 e che ha una lunga tradizione nella produzione di musica elettronica,elektro,techno,industrial e per aver pubblicato alcuni dei gruppi più sperimentali,avanguardistici e scalcinati come Lost Gringos, Element of Crime etc, ma anche di Der Plan, Pyrolator, D.A.F e molti altri. Intanto..buon ascolto.


Electronic Body Music” (EBM).
Mistress
Ja Ja Ja




28/02/18

Musica sullo scaffale


Di musica "scritta" abbiamo già parlato, seguire le etichette Libri e Musica e Rock Writers. Spesso si afferma che la scrittura musicale è messa in pericolo da vari fattori, ma crediamo che ci sono dei libri in grado di soddisfare i più accaniti fan, maniaci e cultori di musica. 



Pete Townshend, Who I am
La storia degli Who arricchita con le sue vicende personali. La versione italiana, edita da Rizzoli, conserva il titolo originale, Who I am: quasi 500 pagine di curiosità e aneddoti, che offrono parecchi spunti di riflessione sul rock, sull’arte, sul rapporto tra una rockstar e il suo pubblico. Lo stile narrativo un po’ freddo, sembra più una narrazione di vicende in stile giornalistico, Pete cronista, anziché il protagonista. Ma assolutamente da leggere.



Talking to Girls About Duran Duran: (One Young Man's Quest for True Love and a Cooler Haircut) Parlare con le ragazze dei Duran Duran, Rob Sheffield.
Un grande fan dei Duran Duran, giornalista Rolling Stone, Rob Sheffield, ha deciso di rendere un tributo alla band preferita, e che più di tutte è sinonimo di anni '80. Il libro è' una sorta di condivisione di storie durante la crescita a Boston e di come abbia imparato tutto sulle ragazze, circondato da donne forti e intelligenti.
<<“Parlare con le ragazze dei Duran Duran”, cosi’ ho trascorso tutta la mia vita! E mi stupisce sempre di quanto sia grande questa band e quanta lealta’ e contemporaneamente, quanta ferocia ha ispirato nei loro ascoltatori. Mi hanno insegnato molto sulla musica: senza di loro non avrei mai sentito parlare di Kraftwerk e Visage, Chic e Roxy Music...>>

03/03/17

Karoshi, morire per troppo lavoro


"Se siete consapevoli di questo diritto, allora si può dimostrare che non c'è niente di sbagliato nell' assunzione del tempo libero"

Tre mesi prima della dovuta ricongiunzione con la moglie e la figlia nelle Filippine, Joey Tocnang muore per insufficienza cardiaca nel dormitorio della sua azienda. Era il mese d'aprile del 2014.
Le autorità stabilirono che la morte di Tocnang era direttamente collegata alle lunghe ore di lavoro straordinario che la direzione della ditta di costruzioni gli aveva imposto, tra le 78,5 e 122,5 ore al mese. Il suo lavoro consisteva nella lavorazione dell' acciaio e la preparazione di calchi per il metallo fuso. La maggior parte del suo misero stipendio Joey lo inviava alla moglie, Remy, e a Gwyneth, la loro figlia di cinque anni. Il giorno prima di morire, Tocnang aveva detto a un collega che voleva fare shopping il giorno dopo per comprare un regalo per sua figlia. Era una delle 210.000 persone che appartengono al programma di formazione estera del Giappone. Introdotto nel 1993 e ampliato sotto l'attuale primo ministro, Shinzo Abe, il programma è stato a lungo criticato dai sindacati perché consente alle imprese di assumere lavoratori di paesi stranieri a bassa retribuzione e con pochi diritti.
Sono centinaia i decessi correlati al superlavoro - ictus, attacchi di cuore e suicidi - che sono segnalati ogni anno in Giappone, insieme a una serie di gravi problemi di salute - sintomi delle esigenze dei padroni poste ai lavoratori -

Il Libro bianco sulla Karoshi, che è il termine con cui si indica la morte per superlavoro.

Ha rilevato che, nonostante i tentativi di alcune aziende di stabilire un migliore equilibrio tra tempo libero e quello lavorativo, i giapponesi hanno orari di lavoro molto più lunghi rispetto a quelli di altri paesi. Secondo il rapporto, il 22,7% delle aziende intervistate tra dicembre 2015 e gennaio 2016 ha dichiarato che alcuni dei loro dipendenti registrano più di 80 ore di straordinario al mese - che è la soglia ufficiale per cui la prospettiva della morte da lavoro diventa seria. Il rapporto ha aggiunto che circa il 21,3% dei dipendenti giapponesi lavorano 49 o più ore alla settimana in media, ben al di sopra del 16,4% registrato negli Stati Uniti, del 12,5% in Gran Bretagna e del 10,4% in Francia.
Il governo del Giappone ha finalmente lanciato l'allarme, dichiarando che il 20% dell'intera forza lavoro è a rischio di morte da superlavoro, in pratica un lavoratore su cinque è a rischio di Karoshi. Intanto le richieste di risarcimento per Karoshi è salito a un livello record di 1.456 nel corso dell'anno (2016) e secondo i dati del ministero del lavoro, in particolare nei settori in cui vi è carenza di manodopera e l'assistenza sanitaria è scarsa o quasi inesistente. Ma Hiroshi Kawahito, segretario generale del Consiglio Nazionale della Difesa per le vittime di Karoshi, ha detto che la riluttanza del governo a riconoscere le morti Karoshi nasconde il numero effettivo dei decessi, che potrebbe essere 10 volte superiore a quello dichiarato.

"Il governo organizza molti simposi e rende manifesto il ​​problema, ma è solo propaganda", ha detto Kawahito all'inizio di quest'anno. "Il vero problema è la riduzione dell'orario di lavoro, e il governo non fa abbastanza."

I rischi per la salute associati a lunghe ore di lavoro sono stati evidenziati ulteriormente all'inizio di questo mese dopo che Matsuri Takahashi dipendente di 24 anni del gigante della pubblicità Dentsu,  era stato spinto a suicidarsi a causa dello stress causato dal prolungato orario di lavoro.
Una settimane prima della sua morte, Takahashi aveva condiviso il suo crescente senso di disperazione sui social media.

"Voglio morire", aveva scritto in un post. Sono fisicamente e mentalmente in frantumi."

La madre, Yukimi, ha detto che la morte di Matsuri ha dimostrato che le aziende mettono sempre il business al centro dei propri interessi prima che il benessere dei dipendenti.

"Mia figlia raccontava ai suoi amici e colleghi che riusciva a dormire solo 10 ore a settimana e l'unica cosa di cui sentiva il bisogno era quello di dormire ... Perché è dovuta morire?", ha detto alla rete televisiva TBS.
Takahashi, che era entrata alla Dentsu nel mese di aprile, aveva svolto regolarmente più di 100 ore di straordinario al mese, compresi i fine settimana, nella divisione pubblicità su Internet della società. Il ministero della salute ha registrato 93 casi di suicidi o tentativi di suicidio direttamente legati alla pressione di lavoro durante l'anno. Ma l'agenzia di polizia nazionale attesta che il lavoro è stato in parte responsabile dei 2.159 suicidi nel 2015.

Il Giappone ha "i peggiori standard per gli orari di lavoro tra le nazioni avanzate". Una legge del 2014 che prevedeva nuove normative in merito e cercare di contrastare il Karoshi non aveva cambiato la cultura del lavoro giapponese, che si basa prevalentemente sulla devozione all'azienda e sul sacrificio di sé, anche a scapito della salute. Nonostante gli orari assurdi a cui i lavoratori sono sottoposti, un inchiesta ha accertato che alla fine, questo non aumenta la loro produttività.
Mentre negli ultimi anni in Occidente si discute su come lavorare meno e in modo più produttivo, per poter trascorrere più tempo con la famiglia e dedicarsi al tempo libero, in Giappone, non c'è nemmeno un termine per il "work-life balance": "Karoshi", sembra inevitabile nell'estenuante cultura del lavoro nipponica.

Tutto è iniziato negli anni '70, quando i salari erano relativamente bassi e i dipendenti volevano massimizzare i loro guadagni, continuato nel boom degli anni '80, quando il Giappone è diventato la seconda più grande economia del mondo e ancora dopo la bolla scoppiata alla fine dei '90, quando le aziende hanno iniziato la ristrutturazione e i lavoratori, impauriti dalla minaccia dei licenziamenti hanno accettato la diminuzione delle garanzie e dei diritti per garantirsi un futuro. La grande quantità di immigrati, lavoratori irregolari - che lavorano senza tutela sindacale e senza una minima sicurezza sul lavoro - ha ancor più aggravato la situazione dei workers nipponici.

"Il lavoro straordinario è sempre lì. E 'quasi come se fosse parte dell' orario di lavoro regolare", ha detto Koji Morioka, professore emerito alla Kansai University, a capo di un comitato di esperti nominati dal governo per contrastare e combattere il Karoshi . "Nessuno è costretto, ma i lavoratori considerano lo straordinario come obbligatorio."
Oltre ai suicidi e i 189 morti stimati dal Ministero, stime non ufficiali parlano di migliaia di morti. Karoshi è stato a lungo considerato un problema che colpisce soprattutto persone di sesso maschile, ma i sindacati indicano che un numero crescente di donne muoiono per propria mano. La cosa che più colpisce è che molte sono giovani, spesso tra i 20 e i 30 anni. Hiroshi Kawahito, avvocato e segretario generale del Consiglio di Difesa Nazionale per le vittime di Karoshi, che lotta per le famiglie delle vittime aveva in precedenza assistito la famiglia di un giornalista di soli 30 anni morto per un attacco cardiaco.


La madre di Matsuri Takahashi
In realtà non è cosa rara in Giappone morire a 30 anni per attacchi di cuore.

Come abbiamo già detto, Karoshi è un problema che colpisce la società giapponese ormai da diversi decenni, ma è da qualche anno che il governo ha approvato una legge per cercare di fermare quest'autentica strage. L'atto fissa obiettivi specifici, come la riduzione della percentuale di dipendenti che lavorano per più di 60 ore a settimana dall' 10 al 5 per cento entro il 2020; sta anche cercando di convincere i lavoratori a prendere le ferie pagate accumulate negli anni. La maggior parte dei lavoratori giapponesi hanno diritto a 20 giorni di ferie l'anno, ma sono in pochi ad usufruirne, a causa di una cultura del lavoro in cui i giorni di riposo sono considerati come un segno di rallentamento e di mancanza di impegno verso gli obbiettivi aziendali.

Il karoshi è aggravato dalla relativa debolezza dei sindacati, che si sono preoccupati principalmente dell' aumento dei salari, piuttosto che accorciare l'orario di lavoro, e sconfiggere la pratica giapponese di avere lo stesso lavoro per tutta la vita. La maggior parte degli studenti universitari che vengono assunti in società private e pubbliche dopo la laurea hanno l'aspettativa che saranno lì fino al raggiungimento dell'età pensionabile



  


 

11/11/16

Leonard Cohen: poesie, prosa, canzoni

SINCERAMENTE..
Poesie, Prosa, Canzoni 
Più che un cantautore, che tutti conoscono, è stato ed è, un poeta. Soprattutto un poeta. Spesso anche le sue canzoni sono adattamenti di poemi brevi composti in precedenza, perché Leonard Cohen ha incominciato a scrivere all’età di sedici anni. Il suo primo volume di poesie, “Let Us Compare Mythologies”, fu pubblicato quando era ancora uno studente universitario alla McGill University. Nel 1959, dopo la laurea, e un breve periodo di lavoro a Montreal, fu mandato dal Canada Council in Europa. Qui, nell’isola di Hydra, in Grecia, portò a termine l’acclamatissima raccolta di poesie “The Spice-Box of Earth”.

Memorabili sono i suoi due romanzi: “The Beautiful Loser” (Belli e Perdenti) e “The Favorite Game” (il gioco preferito), per cui Cohen e stato considerato uno dei più grandi continuatori della tradizione letteraria americana dei Miller e dei Kerouack. ..Quello che vi offriamo è un po’ ‘ dell’umanità di questo enorme  personaggio: dalle poesie, dalle sue prose, dalle sue canzoni e dalle sue poesie trasformate in canzoni.

I LEFT A WOMAN WAITING
I left a woman waiting I met her sometime later
she said, Your eyes are dead What happened to you, lover ,
And since she spoke the truth to me
I tried to answer truly Whatever happened to my eyes
happened to your beauty O go to sleep my faithful wife
I told her rather cruelly Whatever happened 'lo my e yes
happened to your beauty (We took ourselves to someone’s
bed and there we Iell together quick as dogs and truly dead were
we and free as running water tree as you and me
the way it’s got to be, lover).

HO LASCIATO UNA DONNA AD ASPETTARE
Ho lasciato una donna ad aspettare l'ho incontrata qualche tempo dopo mi ha detto, I tuoi occhi sono morti Cosa ti e accaduto, innamorato? E da quando lei mi ha detto la verità ho provato a rispondere sinceramente qualunque cosa sia accaduta ai miei occhi e accaduta alla tua bellezza O addormentati mia fedele compagna gli ho detto piuttosto crudelmente qualunque cosa sia accaduta ai miei occhi e accaduta alla tua bellezza (Ce ne siamo andati sul letto di qualcuno e lì siamo caduti insieme Eravamo veloci come cani e morti davvero e liberi come l`acqua che scorre liberi come te e me come avrebbe dovuto essere, innamorata).
(- The Energy of Slaves - L`ultima strofa è stata aggiunta per le liriche dell`album “Death of a Ladies’ Man")

CELEBRATION 
When you knell below me and in both your hands
hold my manhood like a Sceptre, When you wrap your tongue
about the amber iewel and urge my blessing, I understand those Roman girls who danced around a shaft of stone and kissed it till the stone was Warm. Kneel, love, a thousand feet below me, so far l can barely see your mouth
and hands perform the ceremony, Kneel till l topple to your back with a groan, like those gods on the roof that Samson pulled down.

CELEBRAZIONE
Quando ti inginocchi davanti a me e nelle tue due mani afferri la mia virilità come uno scettro, Quando tu avvolgi la tua lingua intorno al gioiello di ambra e implori la mia benedizione, lo comprendo quelle ragazze Romane che danzavano intorno a una colonna di pietra e la baciavano fino a quando la pietra non diventava calda. Inginocchiati, amore, mille piedi sotto di me, cosi lontano che io possa appena vedere le tue mani e la tua bocca celebrare Ia cerimonia, inginocchiati fin quando io crollerò sulle tue spalle con un gemito, come quegli dei sul tetto che Sansone fece discendere.
(- The Spice-Box of earth -)

SUZANNE (TAKES YOU DOWN)
Suzanne takes you down to her place near the river, you can hear the boats go by you can stay the night beside her. And you know that she’s hall crazy but that’s why you want to be there and she feeds you tea and oranges that come all the way from China. Just when you mean to tell_her that you have no gifts to give her, she gets you on her wave-length and she lets the river answer that you’ve always been her lover.
And you want to travel with her, you want to travel blind and you know that she can trust you because you’ve touched her perfect body with your mind. Jesus was a sailor when he walked upon the water and he spent a long time watching from a lonely wooden tower and when he knew for certain only drowning men could see him he said All men will be sailors then until the sea shall free them, but he himself was broken long before the sky would open, forsaken, almost human, he sank beneath your wisdom like 8 Smile. And you want to travel with him, you want to travel blind and you think maybe you’lI trust him because he touched your perfect body with his mind. Suzanne takes your hand and she leads you to the river, she is wearing rags and feathers from Salvation Army counters. The sun pours down like honey on our lady ofthe harbour as she shows you where to look among the garbage and the flowers, there are heroes in the seaweed there are children in the morning, they are leaning out for love they will lean that way forever while Suzanne she holds the mirror. And you want to travel with her and you want to travel blind and you’re sure that she can find you because she’s touched her perfect body with her mind.

SUZANNE `(TI PORTA GIU)
Suzanne ti porta giù nel suo posto vicino al fiume, puoi sentire i battelli che passano puoi restarle tutta la notte vicino, E tu sai che è mezza matta ma é per questo che vuoi stare li e lei ti nutre con the e arance che provengono direttamente dalla Cina.
E quando vorresti dirle che non hai alcun dono per lei, lei ti mette sulla sua lunghezza d'onda e lascia che il fiume risponda che sei sempre stato il suo amante.
E tu vuoi viaggiare con lei, vuoi viaggiare alla cieca e sai che lei può fidarsi di te perchè hai toccato il suo corpo perfetto con la tua mente. Gesù era un marinaio quando camminava sulle acque e restò a scrutare a lungo dalla sua solitaria torre di legno e quando fu certo che solo i naufraghi lo vedevano disse Tutti gli uomini saranno marinai d’ora in poi fin quando il mare non li renderà liberi, ma anche lui era a pezzi molto prima che il cielo si aprisse, abbandonato, quasi umano, sprofondò sotto la vostra saggezza  Come una pietra. E tu vuoi viaggiare con lei, vuoi viaggiare alla cieca e tu pensi che forse potrai fidarti di lui perché ha toccato il tuo corpo perfetto con la sua mente Suzanne ti prende la mano e ti guida verso il fiume veste di stracci e di piume

19/03/16

Documentari sull'Occulto, affascinanti, da vedere subito

Dopo il successo di 'La Strega" di Robert Eggers al box office , (dopo essere stato presentato al Sundance del 2015 e aver vinto il premio per la miglior regia), sembrano maturi i tempi per un ritorno di fiamma dell'occultismo nelle sale cinematografiche. Il film è  diventato "il maggior successo di tutti i tempi con una capra nel ruolo da protagonista" Scherzi a parte, la popolarità de La Strega ha generato un nuovo interesse storico per la stregoneria, il satanismo e l'occulto. Elenchiamo una serie di affascinanti documentari che esplorano questi temi, e che si possono vedere subito sulla rete.



Häxan: Witchcraft Through the Ages (1922)  (La stregoneria attraverso i secoli).
Realizzato nel 1922 dal regista danese Benjamin Christensen (1879 – 1959), Häxan (La stregoneria attraverso i secoli) è un film che tenta di rappresentare gli episodi che, nel corso di tre secoli di processi alle streghe, vennero descritti dalle accusate e dagli accusati nei tribunali popolari.
Storie di stregoneria, di filtri magici, di sabba nel cuore della notte, d’unguenti di origine occulta, d’apparizioni demoniache e bestialità: la pellicola, divisa in 4 parti ed in linea con il pensiero positivista d’inizio secolo, si proponeva di dimostrare l’assoluta infondatezza di queste “superstizioni” attraverso la satira e l’estremizzazione comica delle scene. Tuttavia, al di là dell’aspetto carnevalesco e della critica, Häxan è senza dubbio un film ben realizzato e ci permette d’approfondire una tematica storicamente importante.
Maleficium et delictum
Ambiente oscuro, scene che si muovono con una certa lentezza, visioni di resti umani, intrugli composti da rane e serpenti, strani fumi che escono da pentole messe sul fuoco.
Ha inizio la vera notte: la notte dei demoni. Possiamo scorgere lo stesso Christensen nel ruolo del diavolo, con tanto di lingua penzolante.
Witchcraft fu finanziato da una società di produzione svedese, inizialmente inteso come una storia pittorica di magia nera, di streghe, dell'Inquisizione, e della disumanità delle superstizioni nel Medioevo.
Con sottotitoli in inglese, il meglio che abbiamo trovato.
Mentre in italiano alcuni stralci del film qui: https://www.youtube.com/watch?v=ZUiA2TEzC_o






The Power of the Witch (1971) (Il potere della strega)
Secco, e affascinante commento britannico sulle streghe nel Regno Unito durante gli anni '60 e '70.
Un documentario estremamente raro sulla stregoneria che imperversava nel Regno Unito, caratterizzato dai contributi di Eleanor Bone, Cecil Williamson, Alex e Maxine Sanders, Doreen Valiente e molti altri. Gran parte del documentario e con alcuni  rari filmati, comprende anche riferimento all'omicidio notoriamente irrisolto di Charles Walton, inchiodato a terra con un forcone a Meon Hill, una zona avvolta nella tradizione soprannaturale.
Molti credono che Walton fu ucciso come parte di un sacrificio di sangue nel corso di un rito pagano ed che fosse egli stesso una strega. Fu ucciso il giorno della Candelora o Imbolc, che in Inghilterra "è un Sabbat di purificazione."
in inglese






Legend of the Witches (1970) (La leggenda delle streghe)
Orrel Alexander Carter nacque il 6 giugno 1926a St. Birkenhead, Liverpool, primo di sei fratelli. Suo padre era un ballerino con problemi di alcolismo. Poco dopo la sua nascita, la famiglia si trasferì a Grape St, Manchester e ufficiosamente cambiò il cognome in Sanders. Alex Sanders fu un religioso britannico,fondatore della tradizione alexandriana della Wicca. Venne proclamato dai suoi seguaci "Re delle Streghe"


L'Iniziazione di Alex nel mondo della Stregoneria, tuttavia per convenzione si ritiene che quella più accreditata sia la versione riportata nella sua biografica, King of the Witches di June Johns:
"Alex da bambino era affetto dalla tubercolosi e perciò visitava regolarmente la nonna, Mary Bibby, in Galles per l'aria fresca. Secondo Sanders questo è stato l'inizio della sua istruzione magica: "Una sera del 1933, quando avevo sette anni, fui invitato per il tè a casa di mia nonna. Per qualche ragione, quando arrivai, non bussai alla porta così dinnanzi a me vidi mia nonna, nuda, coi suoi lunghi capelli grigi sciolti e legati attorno alla vita, in piedi, in un cerchio disegnato sul pavimento della cucina".
Ricomposta, la nonna, intimò ad Alex di entrare nel cerchio, di togliersi i vestiti, e di mettere la testa fra le sue cosce. Fatto ciò, prese un coltello a forma di falce e recidendo il suo scroto disse: "Adesso sei uno di noi". Fu allora che Alex divenne una Strega.

Le origini storiche della stregoneria  e la leggenda della creazione delle streghe; riti di iniziazione di moderne streghe; riti pagani presi in prestito dal cristianesimo; la vendetta, un sentimento da raggiungere mediante l'omicidio; messe nere; il Museo della Magia di Cecil Williamson in Cornovaglia; indagini sull'efficacia della stregoneria; la percezione extrasensoriale; la predizione del futuro. Tutto questo è Legend of the Witches, unico filmato esistente del famigerato "Re dei Wicca," Alex Sanders, questo documentario ci guida attraverso la sua congrega. Sanders era stato eletto da un gruppo di 1.623 Wiccan come "Re delle Streghe" (con la moglie Maxine, "Witch Queen") e trasformato in un supporto di celebrità. Apparizioni televisive, colloqui a tarda notte alla radio, una biografia che esprime simpatia, e dischi con incisi i suoi rituali. La LEGGENDA DELLE STREGHE, si basa sulle sue imprese. Miracolose guarigioni da brutte malattie,ottenute da Sanders solamente standosene seduto con una donna affetta da cancro con lei in ospedale per tre giorni e tre notti, tenendole i piedi e versando in lei.."energia della guarigione ". Sanders e Maxine si separarono nel 1973 e lui andò alla deriva.  Morì nel 1988 a Bexhill in East Sussex.
in inglese
 



Witchcraft '70 (1970)  (Angeli bianchi, Angeli neri)
Witchcraft '70 ha molte altre denominazioni, (nel Regno Unito è conosciuto ad esempio come The Satanist) e si pone come primo esempio di un sottogenere - l' incrocio tra un film commerciale con uno pseudo-documentario che si occupa di temi tabù e strane culture. Nel film di Luigi Scattini ...assistiamo a riti voodoo, orge di streghe, e altri strani riti pagani, oltre all'inserimento di filmati della Chiesa di Satana, fondata da Anton LaVey, nell'ex Area Bay di S. Francisco "Black House". Con la colonna sonora di Piero Umiliani, abbiamo trovato questa versione del film  in lingua italiana, anche se su Internet girano diverse versioni in Inglese. Questo il racconto della nascita del progetto nelle parole del regista, Luigi Scattini :

“E’ accaduto un delitto. Durante la notte un allucinante episodio ha sconvolto la sacralità di questo luogo. Sembra assurdo, ma le vittime non sono persone fisiche. Sono i morti! Quest’uomo è un testimone. Ha visto esseri umani avventarsi a scoperchiare le tombe… Aperte le bare hanno affondato le mani nei resti orrendi dei cadaveri…”
<<Un episodio assurdo, allucinante, che mi ha spinto a indagare nello sterminato universo della magia bianca e nera di cui questo film proponeva alcuni esempi limite, capaci di illuminare lo sconvolgente confine tra la realtà e la stregoneria.
In tutto il mondo ci sono uomini e donne che praticano le arti magiche o diaboliche. Tra Dio e Satana ci sono gli Angeli Bianchi e gli Angeli Neri. Sono persone normali, come noi. Forse sono tra i nostri conoscenti. Invocano Dio o Satana alla ricerca di una magia forte, miracolista, che la macchina da presa ha fissato con immagini senza precedenti…”
Appena letta questa notizia su un giornale, mi recai immediatamente sul posto, il cimitero di Hightgate a Londra. Un impatto non indifferente, ma con la decisione di raccoglierne del materiale per realizzare un film alle soglie del paranormale.
Tornai in Italia. Ero reduce dal successo strepitoso di Svezia, Inferno e Paradiso e in quel periodo mi arrivavano diverse offerte da produttori europei che volevano fare film simili a Svezia: Germania, Inferno e Paradiso Francia, Inferno e ParadisoInghilterra, Inferno e Paradiso, e così via.
Io volevo portare avanti il discorso documentaristico, perché ero nato come documentarista e quello volevo fare nella vita. Decisi quindi di continuare a girare questo tipo di film ma in un campo completamente nuovo e allora completamente inedito; quello della magia, della parapsicologia ma soprattutto la magia portata nei paesi civilizzati, moderni, come Stati Uniti, Inghilterra, Paesi Scandinavi. Era la prima volta che si affrontava in Italia un argomento simile e questa era la notizia che cercavo, che stavo aspettando>>.
in italiano






Aleister Crowley: The Wickedest Man in the World (2002) (L'uomo più malvagio del mondo ) 
L'attore Brian Cox racconta questo documentario.. "Masters of Darkness"  su Aleister Crowley, soprannominato "la Bestia, fondatore della religione / filosofia conosciuta come Thelema e di cui abbiamo ampiamente parlato su Interzone. Descritto come un "mago nero, demone della droga, sesso-dipendente, amico e ispiratore di molte rockstar e traditore il popolo britannico ", la serie in quattro parti della BBC presenta interviste con figure come Gavin Baddeley, un reverendo ordinato nella Chiesa di Satana.
in italiano





Secrets of the Occult (2007)(I segreti della Occulto)
I segreti della Occulto esplora il mondo dell'occulto, dai maghi antichi e moderni che lo praticano fino a scienziati all'avanguardia che tentano di spiegare le sue misteriose convinzioni e affermazioni . Questo documentario mette in evidenza i progressi che sono stati raggiunti da innovatori, che hanno comunque sfidato realtà ormai stabilite e assodate, partendo da Newton, Galileo, Carl Jung e persino Einstein. Le rivendicazioni dei maghi occultisti sono poste e sezionate al microscopio, per rivelare l'affascinante interfaccia tra antiche credenze egizie e greche, con le moderne scoperte della mente e il mondo fisico "
in inglese





Rasputin: The Devil in the Flesh (2002) (Rasputin: Il diavolo in corpo)
Recentemente è stato annunciato che il regista de "La Strega" (vedi sopra..) Robert Eggers sta scrivendo e dirigerà una miniserie di sei-otto episodi sul monaco mistico russo Grigori Rasputin. Sembra una tempistica perfetta per vedere questo ritratto oscuro del cammino spirituale di Rasputin, con una ricostruzione inquietante, alla American Horror Story. Perchè tutto quello che sapevo di Rasputin era questo, "The Mad Monk" aveva una barba e - secondo il mitico gruppo dance dei Boney M, fonte affidabilissima - fu .."la più grande macchina dell'amore della Russia". The Devil in the Flesh ci narra su come un contadino siberiano fu in grado di infiltrarsi nella gerarchia della società russa, al punto di avere il paese completamente nelle sue mani.

Interviste a docenti, professori, storici dell'occulto, la superstizione, la regalità dell'ambiente, la classe politica, il misticismo e il clima sociale di fine secolo a St Pietroburgo - con l'aggiunta di una musica inquietante - e questa storia singolare viene narrata al meglio, mantenendo per tutto il tempo l'attenzione con il suo tono veramente inquietante.
in inglese



The Occult Experience(1985)(L'esperienza dell'Occulto)
La vita e l'opera del artista australiana e occultista Rosaleen Norton sono narrate in questo grande documentario (anche se troppo breve) del 1985, con un eccezionale colloquio con Michael Aquino del Tempio del Set , intervista a  Anton LaVey, la visione di H.R. Giger, artista che aveva disegnato l'Alien dell'omnimo film in azione, e tanto altro ancora. Le interviste vengono condotte da un altro celebre occultista, Nevill Drury. Il film ha vinto un premio al Festival Internazionale di Cinema e Televisione di New York nel 1985.
in inglese



Satanism and Witchcraft(1986) Satanismo e stregoneria (1986)
Questa produzione estrema degli anni '80 presenta interviste con alcune figure di spicco come Paul Douglas Valentine, il fondatore della Chiesa della Liberazione di Satana , e demonologi come Ed e Lorraine Warren, le cui imprese sull'occulto sono state utilizzate in film  come Il prestigio e Annabelle. La musica isterica d'organo  della sequenza dei titoli di apertura ci introduce in quest'opera di Damon Santostefano, con la partecipazione di Roger Coyle, Richard Donner, Anton LaVey,  Ed Warren, Lorraine Warren.
in inglese





16/03/16

Ambiente, paesaggi, attualità: il SONY WORLD PHOTOGRAPHY AWARD 2016.

Ahmed-Ginawi, Sudan
Quarta edizione, quest'anno, per il SONY WORLD PHOTOGRAPHY AWARD 2016. Il concorso ha visto la partecipazione di opere provenienti da 61 paesi, dall'Australia all'Argentina, dalla Russia al Vietnam, ed è unico nel suo campo di applicazione. Per questa edizione, è toccato a un gruppo di esperti  di scoprire e premiare le migliori immagini, un singolo scatto di un fotografo estratto per ogni paese partecipante: dieci le categorie aperte del Sony World Photography Awards 2016.

I vincitori del premio nazionale riceveranno tutte le ultime apparecchiature di imaging digitale Sony per aiutarli a continuare il loro lavoro nel campo della fotografia. Inoltre, più della metà dei vincitori sarà presente a Londra per partecipare alla cerimonia di gala , che si  terrà il 21  aprile, mentre tutti i lavori premiati saranno esposti sempre a Londra dal 22 Aprile all'8 Maggio, nella mostra allestita ancora una volta presso il prestigioso Somerset House. Sarà come sempre pubblicato il catalogo annuale del concorso.
2016 Sony World Photography Awards Exhibition
Pubblichiamo 15 scatti primi classificati, sui 60 totali partecipanti. Ci sono sembrati quelli più belli, non solo tecnicamente, ma anche per le tematiche di profonda attualità scelte, e quelle riguardanti temi ambientali e paesaggistici.  Per le statistiche, erano pervenute un numero record di 230,103 immagini provenienti da 186 paesi, iscritte alle Professional, Open e Youth Competition.

(cliccare sulle immagini per ingrandirle)

Andrej Tarfila, Slovenia


Per l'Italia ha vinto Christian Massari, con lo scatto dal titolo "Magellanic penguins at risk Climate Change". La foto viene così descritta dall'autore:
I piccoli di pinguino in Argentina stanno morendo, come conseguenza diretta dei cambiamenti climatici. La foto mostra la colonia di Pinguini di Magellano nella penisola di Punta Tombo, nella provincia di Chubut, Argentina. La colonia, la più numerosa del Sud America, si ferma sulla penisola fino ad aprile, per covare le uova, allevare i piccoli e prepararsi alla migrazione verso il sud del Brasile. A causa degli effetti delle forti precipitazioni e delle temperature estreme, che alterano il comportamento dei pesci e che praticamente trasformano i nidi dei pinguini in piscine d'acqua, si è registrato un significativo aumento nella mortalità dei pulcini negli ultimi decenni.


Christian Massari, Italia

Eduardo Minte Hess, Cile
Ho Wing Ka Jimmi, Hong Kong

Kathryn Mussallem, Canada

Kei Nomiyama, Giappone

Khairel Anuar Che Ani, Malesia

Krasimir Matarov, Bulgaria
Longxiang Xie, Cina

Mark Fulinara, Stati Uniti

Tanveer Rohan, Bangladesh

Tasos Anestis

Víctor Vargas, Ecuador




18/02/16

The rise and fall: Google +, un prodotto dolorosamente senza successo




"Facebook sta per ucciderci.. Facebook sta per ucciderci.. Facebook sta per ucciderci.. Facebook sta per ucciderci'"...

La voce che batteva all'orecchio di Larry Page, il co-fondatore di Google tornato come CEO a inizio del 2011, dopo un decennio dietro le quinte, è quella di Vic Gundotra, descritto dai colleghi come uomo carismatico e politicamente di buon senso, e alla fine, Vic riuscì a spaventare e convincere Larry. E' così che nasce Google +.

Era il 2010 e Google non sembrava esattamente come una società a rischio di essere superata e affossata da qualcuno o qualcosa. Da tempo dominava la ricerca online e stava rapidamente diventando uno dei principali attori nel settore smartphone grazie ad Android. Google aveva mappato gran parte del mondo, indicizzato milioni di libri e stava già iniziando a costruire automobili con pilota automatico. Era praticamente impensabile che un social network, per quanto forte come Facebook potesse insidiarne la potenza. Inoltre una semplice ricerca proprio su Google rivelava la lunga lista di fallimenti e false partenze: Orkut, lanciato pochi giorni prima di Facebook nel 2004 era stato rapidamente superato; Reader, un cult dei feed RSS lanciato nel 2005 era "morto" nel 2013: e, naturalmente, Buzz, sfortunato social network costruito sulla scia di Gmail, era imploso velocemente all'inizio del 2010, dopo un catastrofico problema di privacy . Mentre Google inciampava in questi tentativi Facebook è cresciuto, ancora più potente, e più influente. Nel 2010, Facebook era stato valutato intorno ai $ 14 miliardi di dollari e si avvicinava ai 500 milioni di utenti - conti fatti con nomi reali, compleanni, foto, e una rete vibrante di feed di notizie. Google era molto più grande, con una capitalizzazione di mercato di circa 200 miliardi di $. Facebook ha iniziato una campagna acquisti nell'ambito dei dipendenti di Google, così ad esempio Paul Adams, ex membro del team che aveva creato Google+ e che aveva contribuito a ispirare l'idea delle cerchie finì a lavorare per Facebook. Lo sforzo di Google per creare un social network per rivaleggiare con Facebook iniziò con un audace e altisonante campagna e ora si spegne con un flebile gemito. A cinque anni dal lancio di Google+, con la missione dichiarata di "fissare" definitivamente la condivisione online, Google ha annunciato di voler eliminare un requisito molto criticato per poter utilizzare un account Google.

Fino a poco tempo fa, chi apriva un account Google si iscriveva automaticamente anche a Google Plus. Di conseguenza, non era possibile creare un canale di YouTube senza incappare in G+. Ora, finalmente l’iscrizione a Google Plus sarà a discrezione dell’utente, come spiega l’ex capo di Google +, Bradley Horowitz, ora vice presidente dei servizi streaming, foto e condivisione. Un account Google e non sul social Plus sarà “l’unica cosa di cui si avrà bisogno” per usare i prodotti Google. Il cambiamento non è immediato: non bisogna cancellare il proprio account Google+, altrimenti si cancellerà anche il canale YouTube. Tuttavia – promette Horowitz – Google Plus non morirà ma verrà potenziato come luogo in cui condividere interessi comuni. Google aveva lanciato il suo social con grandi aspirazioni, ma senza uno scopi ben definiti per gli utenti; e senza un chiaro piano per differenziare il servizio da Facebook. Ora, molto tardivamente, sta cercando di porvi rimedio. Le interviste con più di una dozzina di addetti, manager e analisti Google negli ultimi mesi, molti parlando a condizione di anonimato per timore di ritorsioni, dipingono il colosso nel periodo 2010/2011 come sempre più timoroso di Facebook, che strappava utenti, dipendenti e inserzionisti. Google ha cercato di mobilitarsi rapidamente, ma con tutta la goffaggine di un gigante che cercava di ballare con uno più giovane e agile.

Secondo alcuni dipendenti, quindi, Google+ sarebbe stato concepito per risolvere i problemi di Google, invece di offrire una piattaforma facile da usare per interagire con gli altri: a Mountain View avrebbero infatti realizzato un tool in grado di connettere insieme tutti i servizi offerti dall'azienda, senza però mettere in piedi una vera esperienza social come quella di Facebook o LinkedIn
La mossa odierna è l'indicazione più chiara che Google sta abbandonando il suo progetto imperioso di cercare di spingere tutti nel mondo ad usare il suo social network. Google all'inizio di quest'anno ha iniziato a girare su caratteristiche più popolari del servizio, come il potenziamento delle foto e dei luoghi di ritrovo. Ciò che rimane deve essere ri-lavorato (o imperniato, come ha detto Bradley Horowitz nel suo ultimo post del blog) per trovare un kernel salvabile di una esperienza sociale che potrebbe ancora essere costruita, fino a fare appello ad un vasto pubblico.

La lenta discesa di Google+ getta luce su come una società ad alta tecnologia prova, e spesso non riesce a innovare quando si sente minacciata. Facebook è ora più grande che mai, con 1,4 miliardi di utenti e una capitalizzazione di mercato che vale oltre la metà di Google. Continua ad assumere ex dipendenti di Google. Facebook e Twitter stanno anche lentamente intaccando il dominio di Google nei ricavi negli annunci pubblicitari. Il progetto Google+ ha portato a nuovi servizi e ha creato un'identità utente più coerente che continua a beneficiare di Google, ma il social network non si mai veramente buttato indietro i rivali esistenti: un identità senza soluzione di continuità e senza un'altra destinazione per consumare cose: il "fallimento" di Google+ sarebbe stato dettato dal suo voler assomigliare troppo a Facebook, arrivando tardi su un mercato ampiamente saturato dalla creatura di Mark Zuckerberg, data anche come spauracchio all'epoca dello sviluppo di Google+, mantenuto in gran segreto all'interno della stessa azienda guidata da Larry Page. Stesso problema anche per l'attenzione nei confronti del settore mobile, aumentata con colpevole ritardo rispetto a Facebook..
Kent Walker, consigliere generale di Google, è stato ancora più schietto nelle sue osservazioni circa Google+ durante un incontro con imprenditori e le autorità di regolamentazione antitrust in Germania questo mese di marzo. Ha fatto riferimento alla rete sociale, come parte di un "lungo elenco di prodotti di Google, dolorosamente senza successo." E alla fine, anche Vic Gundotra, è andato via dalla società, ritrovatasi senza un piano di successione vero e proprio.



 

13/02/16

Kureishi: Il racconto dello stronzo

Dieci storie, affreschi che ci dipingono la Londra multietnica di questo scorcio dl fine secolo. Storie di razzismo; di incomprensioni tra padri e figli nella comunità pakistana; di coppie che si fanno fotografare mentre fanno l’amore perche "vogliono immortalare il grande momento”; di vecchi amici, passati attraverso tutte le mode culturali che sono lo specchio dei successi e i fallimenti di una generazione. Storie di gente in fuga da se stessa, rassegnata perche sa che "oggi, dove si può fuggire?".
Anglo-pakistano, Hanif Kureishi nato a Londra nel 1954.  The Mother Country è del 1980 . Sceneggiatore dei film My beautiful Laundrette (1985) dl Stephen Frears (candidato all’Oscar), Intimacy,  Mio figlio, il fanatico  e Sammy e Rosie vanno a letto (1987). Il Buddha delle periferie,  The Black Album (1995)  e Nell' intimità (1998) i maggiori successi. "Il racconto dello stronzo"  è tratto da Amore blu (trad. di Ivan Cotroneo), del 1998,  pubblicato da  Bompiani. 



Il racconto dello stronzo
Sono a questa cena. Lei ha diciotto anni. Sei mesi che la frequento, e sono stato invitato a conoscere i suoi genitori. Ho, cosa che mi sorprende molto, quarantaquattro anni, la stessa età di suo padre, un professore, uomo arrivato ma non troppo. Lui mi sta guardando o, come immagino, mi sta esaminando attentamente. La donna-bambina che ha davanti sarà sempre sua figlia, ma per adesso è la mia amante. Le due sorelle minori di lei sono a tavola; sono belle anche loro, ma hanno una tendenza a ridacchiare, particolarmente quando sono rivolte dalla mia parte. La madre, un’insegnante, sta servendo a tavola una trota, rosa e soffice. Per una volta penso, si, questa è vita, quello che si dice una famiglia felice; hanno chiesto loro di incontrarmi, perché non mettersi tranquillo e godersi la situazione? Ma ecco quello che succede: nel momento in cui sono a mio agio devo fare una cacata. Io sono irregolare in tutte le mie cose. Da due giorni neanche una pallottolina secca. E quando me ne sto seduto con i miei migliori vestiti addosso, ecco che devo andare. Queste qui sono brave persone, ma un po’ severe. Ho degli svantaggi, la mia età, nessun lavoro -mai avuto uno - e le mie... tendenze. Mi piace dire, ma non lo farò stanotte a meno che le cose non mi sfuggano di mano, che la mia professione è il fallimento, cosa nella quale, dopo anni di pratica, ho raggiunto il successo. Lungo la strada mi sono fermato a bere un paio di bicchieri, senza i quali non avrei mai avuto il coraggio di varcare la porta, e adesso sorseggio vino e discuto degli ultimi film senza essere troppo sarcastico e le mani non mi tremano e la mia piccola ragazza è dall’altro lato della tavola, e mi sorride calorosa e incoraggiante. Tutto è normale, vedete, tranne che per questo mal di pancia, che diventa sempre più forte, sapete com’è quando si deve andare. Ma non mi lascerò smontare, farò una cacata, mi sentirò meglio e poi mangerò.

Chiedo a una delle sorelle dove si trovi il posto e gentilmente lei indica una porta. E vicinissima, grazie a Dio, e attraverso la stanza appena un po’ piegato in avanti; non voglio certo che la famiglia pensi che io sia gobbo. Mi siedo e mi preoccupo che sentiranno ogni tonfo nell’acqua ma è troppo tardi; la piccola testa nodosa già spinge per venire alla luce, un fiore che sorge dalla tetra, robusto e lungo, e non devo neanche sforzarmi, sento il suo movimento soffice attraverso il mio intestino, un pezzo unico che avanza. E l’avere aspettato il momento giusto che fa andare lisce le cose, come in amore. Chiudo gli occhi e mi godo la sensazione di sollievo, mentre il cadavere dei miei giorni passati scivola nella sua tomba acquatica.
Quando ho finito non riesco a trattenermi dal gettare uno sguardo in basso - cosa che fa anche la regina - e lo stronzo è li, intero, grande quanto una melanzana e violaceo; guardando più da vicino noto tracce di carota, ma, ah ecco, probabilmente é pomodoro, mi viene in mente che é praticamente la sola cosa che ho mangiato in ventiquattro ore. Tiro lo sciacquone e controllo il mio aspetto. Sono stanco e adesso tendo al grigio, ho un taglio sull’occhio e un livido sulla guancia, ma mi sono rasato e mi sento bene come meglio non potrei, e ho quel sorriso giovanile che dice non posso farti del male. E ad aspettarmi fuori c’é la ragazza che mi ama, l’ultima di molte, che mi inonda di vibrazioni di fiducia. La mia mano é gia sulla maniglia, quando do un ultimo sguardo e scorgo la prua dello stronzo che viene su dall’ansa del gabinetto. Oh no, sta galleggiando di nuovo nel vaso; mi piego per guardarlo meglio. E uno degli stronzi più grossi che abbia mai visto. Lo scroscio d’acqua lo ha sciacquato e non c’è dubbio che come stronzo é raffinato, variegato e intarsiato come un mosaico che ritrae, diciamo, una scena storica. Riesco a distinguere sagome che si avventano in lotta l’una contro l’altra. Le facce sono sicuro di averle già viste. Scorgo delle parole, ma non ho gli occhiali a portata di mano. Potrei fotografare lo stronzo, se avessi portato una macchina fotografica, se ne avessi mai avuta una. Ma adesso non posso gingillarmi, la trota si starà raffreddando e questa é gente troppo educata per cominciare a mangiare senza di me. ll problema è che lo stronzo sta venendo a galla. Aspetto che lo scarico si riempia di nuovo e ogni goccia è un’eternità, sento i momenti che si dilatano e la fuori ascolto il mormorio della famiglia del mio amore, ma non posso lasciare quel sottomarino li, che poi la madre entra e lo vede li che dondola. Lei lo sa che sono stato in clinica e può anche accorgersi che sto bevendo di nuovo. Ho assistito impotente alla mia distruzione, come si dice, ma evidentemente non riesco a fermarmi; allora lei prenderà sua figlia da parte e...

Ho fatto un’endovena alla mia piccola ragazza. “Che modo delizioso di prendere droghe,” dice lei dolce. Vuole provare tutto. Su questo argomento non voglio discutere e non voglio incoraggiarla. Comunque lei é un affarino biondo molto determinato, e per i suoi amici farlo è una cosa alla moda e eccitante. Mi sa che si è messa in testa di diventare tossicodipendente. Mi ci sono voluti giorni per trovare la roba migliore per lei, roba farmaceutica. Erano cinque anni che non mi facevo, ma l’ho presa insieme a lei per essere sicuro che non facesse errori. Se non che un suo ex ragazzo ci ha raggiunto dopo che l’avevamo fatto, mi ha gettato sulla strada e mi ha spaccato la faccia perché l’avevo rovinata. Comunque lei salta la scuola per stare con me e visitiamo Kensington Market e Chelsea, di cui io spiego l’importanza nella storia della moda e della musica. I dischi che le dico di ascoltare, i libri che le passo, le band con cui ho suonato, le persone creative di cui le parlo, le profonde chiacchierate che ci facciamo, valgono quanto le cose che sente a scuola. Lo so bene. Ma comunque sono terrorizzato da quello in cui mi sono messo.
Finalmente tiro di nuovo lo sciacquone. Ragazze come lei... E’ molto facile parlare di sfruttamento, e in effetti lo fanno tutti. Ma é tempo e incoraggiamento quello che io do loro... lo so per esperienza, si, quanto possono essere critici e quanto possano buttare giù i genitori, e io invece dico prova, dico si, dico sperimenta qualsiasi cosa... E in cambio per loro sono qualcuno di cui occuparsi. E una cosa che mi spezza il cuore, ma ho al massimo due anni con lei prima che si accorga che non posso essere aiutato in nessun modo; poi passerà oltre per entrare in mondi interessanti in cui io non posso accedere. Prego solo che non si stia tirando su la manica e lisciando i lividi, immaginando che chi la conosce possa rimanere impressionato da quei portafortuna, le cicatrici autoinflitte dell’esperienza; ragazze come lei hanno una passione per la verità, adorano mostrare ai loro genitori quanto possano essere ribelli. Vado alla porta, l’acqua é chiara e immagino che lo stronzo stia già nuotando in direzione Ramsgate. Ma no, no, no, non guardare giù, cos’e quello, il bombardiere marrone deve avere un avversione per il mare aperto. Lo stronzo mostruoso non va da nessuna parte e nemmeno io finché rimane una ricorrenza eterna. Scarico ancora e aspetto, ma non lascia il suo porto, e cosa devo fare?, questo deve essere uno di quei momenti chiave dell’esistenza, tutti i miei giorni devono essere confluiti in questo posto. Tremo e grondo di sudore, ma non ho ancora perso. Mi arrotolo la manica del mio abito italiano, e Vecchio, si, ma e la giacca migliore che ho, non ho molti vestiti, metto quello che la gente mi da, quello che trovo nei posti in cui finisco e quello che rubo. Dentro di me urlo a squarciagola, sapete, ma non posso fare nient’altro che infilare la mano giù nella tazza, nell’acqua pisciosa, esatto, scura, scura, scura e cercare finché le mie dita non si infilano nello stronzo; stringo il pugno nella massa fangosa e lo tiro fuori dall’acqua. Per un momento sembra diventare vivo: si agita come un pesce.
L’istinto mi dice di calmarmi, e cerco nella stanza da bagno un posto per spaccarlo, pero non voglio spappolarlo dappertutto, non voglio che pensino che avevo in mente di sporcare per protesta...Adesso avranno cominciato a mangiare. E cosa sto facendo io? ,Me ne sto qui con uno stronzo gigante nel pugno. E non e solo questo, le mie dita sembrano attaccate allo stronzo; pezzetti di carne vengono strappati via e la mano mi diventa marrone. Devo avere mangiato qualcosa di insolito, perché le unghie e le palme delle mani stanno assumendo il colore di un sugo di carne. Gli occhi luminosi della mia ragazza, la sua adorabile dolcezza. Pero é un tipo esigente, in tutti i sensi. Insiste a provare altre droghe; di pomeriggio giochiamo come bambini, ci travestiamo e inventiamo personaggi, finché la mia bussola non smette di puntare sulla realtà. Sono il suo assistente e lei prova i limiti del mondo. Quanto può arrivare lontano e ritornare comunque a casa puntuale per il te?
Devo provate, continuare a esercitarmi, perché lei è la mia consolazione. Con lei sto vivendo di nuovo la mia vita, ma troppo in fretta e tutto in una volta. E alla fine, per liberarsi, per vivere la sua vita, lei mi lascerà; o, per darle una possibilità, devo lasciarla io. Sogno, comunque, il matrimonio e sogno di portare i bambini a dormire la sera. Ma per tutto questo, mi hanno detto, e già troppo tardi. Quanto in fretta tutto diventa troppo tardi, prima ancora che uno si sia acclimatato! Guardo incredulo lo stronzo e noto qualcosa, oh no, si, è vero, oh, no, non é vero, vedo dei dentini nella sua testa vellutata e una piccola bocca che si apre e mi sorride, oh no, sta sorridendo e cos’è questo?, mi sta facendo l’occhiolino, si, il pezzo di merda mi sta facendo l’occhiolino, e che cos’è quella all’altra estremità, una specie di coda, si muove, si, si muove, e oh Gesù, sta cercando di dire qualcosa, di parlare, no, no, credo che voglia cantare. Anche se si dice che la verità si può trovarla dappertutto e che l’universo dello sporco può mandate strani messaggeri per parlare con noi, l’ultima cosa che voglio, a questo punto della mia vita, e uno stronzo canterino.
Voglio ficcare di nuovo lo stronzo giù nell’acqua, e tenerlo sotto e scappare fuori di lì, ma la madre, quando la madre entra e io mi sto abbuffando di trota e lei si tira giù i mutandoni, poi sto li a preoccuparmi che lo stronzo nascosto sotto l’ansa salti su come un piranha e si attacchi alla sua fica, magari dopo avere cantato un’arietta sarcastica; lei ne ricaverebbe un impressione di me che non voglio che abbia. Ma non voglio fermarmi a pensare questo, ho intenzione di riflettere costruttivamente se è possibile, anche se i suoi piccoli occhi scintillano e la bocca si muove e ha sviluppato delle squame sotto le quali la fanghiglia". Non pensarci. E cosa sono quelle? Piccole ali.. Afferro il rotolo di carta igienica, strappo più di un chilometro di carta e comincio a avvolgerla intorno allo stronzo, intorno e intorno, cosi quegli occhi non mi guarderanno più, né sorrideranno in quel modo. Ma anche nel suo sudario di carta e caldo, diventa sempre più caldo, caldo come la vita, e pulsa e emana odori. Guardo disperatamente nella stanza in cerca di un posto in cui ficcarlo, un tubo, o dietro un libro, ma puzzerà, lo so, e se comincerà a muoversi potrebbe finite dovunque nella casa. Qualcuno bussa alla porta. Una voce amica: il mio amore. Sto per rispondere oh amore amore quando sento altre voci più alte e memo affettuose. Nasce una discussione. Qualcuno gira la maniglia; un’altra persona prende a calci la porta. Quasi mi viene addosso, stanno cercando di buttarla giù!
Lo getterò fuori dalla finestra! Appoggio lo stronzo sul davanzale e afferro il telaio della finestra con tutt’e due le mani. Ma improvvisamente il cielo mi fa fermare. Da bambino mi mettevo steso sulla schiena a guardare le nuvole; da ragazzo giuravo che in un futuro memo movimentato avrei contemplato il cielo finché la sua bellezza non mi fosse entrata nell’anima, come i quadri rilassanti che volevo studiare, immergendomi nei colori e nelle trame della pittura, le città che volevo attraversare, oziando, le conversazioni inutili che volevo avere, un giorno, fatte di un’inutilità costruttiva. Adesso il vento mi soffia sul viso, mi solleva e quasi cado. Ma tengo duro e lancio lo stronzo lontano, come un piccione caldo, e urlo, fuori, fuori nell’aria, uccello stronzo via via via. Mi lavo le mani nel lavandino, carico di nuovo il gabinetto e ritorno alla vita. Andiamo, andiamo, si va, nonostante tutto, senza sapere perché o come.