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26/03/20

Neue Deutsche Well, Gabi Delgado e Ja Ja Ja

Ancora un brutta notizia dal mondo della musica. Gabriel Delgado-López dei DAF, Deutsch Amerikanische Freundschaft, meglio conosciuto semplicemente come Gabi Delgado, è morto all'età di 61 anni. La notizia è stata annunciata da Robert Görl, che ha lavorato con Delgado per oltre quattro decenni. Definiti dal grande DJ John Peel come i "nonni" della techno, Delgado e i DAF hanno plasmato un  suono alla fine degli anni '70 a Düsseldorf, che ha influenzato innumerevoli artisti elettronici nei decenni a venire. Per ora nessuna causa di morte è stata ancora comunicata. Pubblichiamo un nostro post del 2012 in cui ripercorriamo la storia della "Neue Deutsche Welle" e dell'importanza che i Daf e Delgado, come artista solista, hanno avuto nella storia della musica alternativa.


Il "do it yourself" del punk diffuse il concetto che tutti potevano fare musica,salire su un palco,imbracciare gli strumenti e suonare senza alcun tipo di tecnica,una vera rivoluzione rispetto alla cultura musicale imperante in quegli anni,dominati da super gruppi che proprio della tecnica e del virtuosismo facevano i propri capisaldi. Inoltre i gruppi iniziarono a produrre i propri dischi e centinaia di piccole etichette indipendenti,supportate da altrettante fanzine spuntarono come funghi. Culturalmente, la rottura delle convenzioni, resistenza underground e l'anarchia come unico riferimento politico furono i pilastri del movimento punk. Tutti questi elementi saranno adottati negli anni che vanno dal 79 al con la nascita della Newe Wave, in Germania "Neue Deutsche Welle" . Dusseldorf, Berlino e Amburgo furono le tre città' chiave della produzione musicale tedesca. Dusseldorf in particolare. Sperimentazione prima, elettronica di consumo poi, rappresentavano solo due facce di questa città posta al centro della zona più' industriale della Germania. Dusseldorf quindi,centro e origine di filoni musicali. (i Kraftwerk insegnano..). Un mix tra l'avanguardia techno di Detroit, la dance music di N.Y. e i suoni degli Einstürzende Neubauten (quanto di più hard la New Wave tedesca abbia prodotto) diede vita ad una raffinata e curiosa ricerca musicale in molteplici direzioni. Dalla città nasceranno anche i primi tentativi interessanti di introdurre una vena rap nel corpo di un funk/jazz che aveva come caposcuola i primi Family Five. Ja Ja Ja fu il gruppo privilegiato di questo tentativo, realizzando in quegli anni alcuni mix che restarono a lungo in testa nelle classifiche della musica indipendente tedesca. Fiancheggiatori della Neue Deutsche Welle molte band si resero protagoniste della EBM,  l'Elettronic Body Music, in cui i tetri suoni industriali vennero elaborati in un sound martellante con evidenti riferimenti al futurismo,all'erotismo delle nuove apparecchiature elettroniche,ad un simbolismo sessuale fortemente ambiguo,molto in voga nei bar/discoteche di Dusseldorf e politicamente molto provocatori. Uno dei principali artefici del movimento fu Conny Plank, geniale e innovatore produttore,che con i D.A.F (acronimo di Deutsche Amerikanische Freundschaft) esplorarono nuovi mondi musicali, con una mezza dozzina di album imponenti tra il 1979-1982, continuando anche dopo la riunificazione del gruppo nel 1986. I D.A.F si formarono per produrre una collaborazione sperimentale tra musicisti tedeschi e americani,ma i perni del progetto sono Robert Gorl, batterista diplomato che aveva militato nei primi gruppi punk di Dusseldorf e Gabi Delgado. Ed e' proprio il genio di Delgado che proponiamo in questo post.

Gabi Delgado, musicista,poli strumentista, cantante e autore di testi, tedesco d'adozione ma spagnolo di genitori e probabilmente di cultura,ha inciso per la Virgin Records che aveva pubblicato anche gli ultimi lavori dei D.A.F. L'anima latina emerge soprattutto per l'amore nell'uso delle percussioni,mentre l'adozione tedesca e' evidente per l'utilizzo delle tastiere elettroniche che si fondono perfettamente con appunto le percussioni. Un musicista esclusivamente di estrazione latina non avrebbe mai potuto concepire brani cosi complessi e articolati per quel che riguarda l'arrangiamento delle tastiere elettroniche. Delgado ha prodotto un solo album,svariati singoli e mix e molteplici collaborazioni. Mistress e' il titolo dell'album, pubblicato nel 1983 sempre con la produzione di Conni Plank. Mistress e' un autentico divetissement elettronico,dove le tastiere e i synth si intrecciano con ritmi di calypso e industriali,pop sintetico e loop decisamente funky con un basso pulsante,chitarre che richiamano il Brasile sempre con le percussioni in primo piano sul canto sexy di Gaby,che alterna lo spagnolo all'inglese. Un disco in fondo giocoso e a volte inquietante nel suo richiamo ad un cyber tropicalismo certamente sottovalutato da critica e pubblico. Nei prossimi post continueremo ad occuparci di Germania (compatibilmente con il lavoro, la stanchezza e un po di stress..) con alcuni gruppi orbitanti nell'etichetta tedesca ATA TACK,attiva dal 1979 e che ha una lunga tradizione nella produzione di musica elettronica,elektro,techno,industrial e per aver pubblicato alcuni dei gruppi più sperimentali,avanguardistici e scalcinati come Lost Gringos, Element of Crime etc, ma anche di Der Plan, Pyrolator, D.A.F e molti altri. Intanto..buon ascolto.


Electronic Body Music” (EBM).
Mistress
Ja Ja Ja




09/09/15

Ecco perchè la signora è una Punk! Nina Hagen ( Pank )

Musica, Ufo, Esoterismo, Fede..
Nina Hagen Band e Unbehagen
Una nuova Cultura, multipla ed imbizzarrita, si muoveva sotterraneamente ad Amburgo, in una improbabile Düsseldorf. Oltre che a Berlino. Era una nuova musica che discendeva solo trasversalmente dall’elettronica sofisticata e rarefatta delle bands storiche, dai Kraftwerk ai Tangerine Dream, ai Popol Vuh. Uno dei catalizzatori di questo processo dai mille, esplosivissimi reagenti diffusi per tutta la Germania, aveva un nome. E anche degli splendidi Dreadlocks rosa. Nina Hagen, berlinese dell’est. Dovunque si troverà susciterà polemiche e critiche accese. Soprattutto riguardo ai suoi rapporti col grande music business di stampo americano, del quale divenne poi, consapevolmente, uno dei più creativi e redditizi ingranaggi. Polemiche antiche, vecchi fantasmi evocati da giovani tedeschi ex politicizzati, i quali non le perdoneranno mai di incidere dischi per una grossa corporetion multinazionale, dopo gli anni di laboratorio e di cantina trascorsi tra Berlino e la Londra di J. Rotten e delle Slits.
<<Ci è passata vicino, nervosa. Dietro di lei, una baby sitter di colore e la piccola Cosma Shiva, di appena un anno. Ho esclamato: “Non può essere!” Ovunque, berlinesi..” <<E tu, chi saresti?>> E’ così che ci siamo incontrate e diventate amiche. Insieme ce la spassavamo, mi faceva salire sulla sua Buick turchese (!!) con l’autista per andare a fare shopping.. Era quasi impossibile avere una conversazione con lei, era nella sua fase Ufo e tutte le discussioni finivano nel nulla extraterrestre! A Los Angeles ci divertivamo e ci stravolgevamo col fumo. Nina Hagen era una star negli USA..>>
(descrizione dell'incontro a L.A. tra Christiane F. e N.Hagen)

La musica di Nina non proponeva grandi novità stilistiche, ma la sua voce versatile, usata in tutta l’apertura delle quattro ottave di cui è capace, proponeva universi sonori inesplorati e affascinanti. Un demone dai capelli medusei e dalla voce impossibile, stridula e metallica e dal rock travolgente: un corpo e un volto. Nina Hagen entrò senza complessi di inferiorità né riverenze in un ambiente prettamente maschile come quello del rock, soprattutto tedesco, con un unico precedente in terra di Germania, quello di Nico, l’incredibile cantante dei Velvet Underground. L’amore per le Slits è l’amore di Nina per tutto ciò che riesce a coniugare la parola rock col verbo ‘donna’ e dalle esperienze, dagli incontri e dagli esempi di Londra Nina Hagen porterà il verbo punk in Germania.
Qualcuno asserisce che i musicisti berlinesi anticiparono per primi l’uso ( e il rapporto totale nuovo) con gli strumenti elettronici e che la loro influenza su D. Bowie, B.Eno, l’ultima new wave, la musica da discoteca e quella da film è stata considerevole e determinante.

<<Soprattutto nel '77, sono stato affascinalo da Berlino. Io ho composto musica in tutte le capitali occidentali, avendo bisogno di una sorta di frizione’ tra una citta e me. Oggi, sono incapace di comporre a Los Angeles, a New York, a Londra o a Parigi. Manca qualcosa. Ma Berlino ha questa strana capacità di farti scrivere unicamente cose importanti..>>
David Bowie

Nina Hagen Band. L’uragano della N.H.B. attraversò le cantine di Berlino ovest, raggiunse i locali della solitudine e delle sonorità inedite di Amburgo, Düsseldorf, Francoforte (D.A.F., Der Plan..) e dappertutto diffuse un amalgama di colori al neon e note elettriche, e la voce, la lingua tedesca (considerata inadatta alla scansione del tempo del rock) usata come strumento musicale ritmico. Nei locali del centro della città, nelle cantine di Kreuzberg si esibiva insieme a Bowie, Lou Reed, Iggy Pop, sperimentando una poetica.. perversa, una nuova cultura e una futura comunicazione. Per anni Nina Hagen fu considerata “il più grosso talento che sia stato prodotto dal rock tedesco dopo Udo Lindberg e i Kraftwerk”. (Musik Express). Nina non ha niente a che fare con Patty Smith: nei testi dell’americana c’è un miscuglio di disperazione, rabbia, e paura. Nina, che si è sempre scritta i suoi testi da sola, accetta la rabbia, ma non ha paura, e crede di essere più forte e di contrapporre qualcosa alla disperazione. E proprio non gli piaceva essere un personaggio perverso alla.. Rimbaud.

Unbehagen (a disagio) è il secondo disco, confermò la sofisticatissima vocalità della sua protagonista. Il raccordo tra la ritmicità del reggae coi vocalizzi degli Jodel tirolesi fu un risultato eccezionale. Un fantastico viaggio musicale e vocale nelle derive e nelle isole del rock..

<<Beh, si. Fino al '76 non avevamo buoni cantanti rock in Germania. E naturalmente la cosa era diversa da quel che accadeva in Inghilterra o negli U.S.A., perché era d'importazione. E per me era la sola alternativa a Beethoven (adesso sto esagerando) perché dubitavo fortemente di tutta la Cultura che mi veniva offerta, perché ritenevo che fosse tutto fascismo, puro fascismo; la sola cosa che mi ha rassicurato fin dall'inizio e che sentivo che non aveva nulla a che fare col fascismo, è stata la musica rock (...)>>
W. Wenders

PANK
Sottomettermi, non riesci a farmelo,
anche se continui sempre a tentare!
Tu sai che io Credo che non sei sufficientemente forte
é troppo, ne ho abbastanza!
Tu mi vorresti come sono tutti!
“No no! Tu Vecchio porco,
non ti accorgi che io sono diversa!
Smamma, you fool of crub!
Questo non lo sopporterò a lungo:
le ragazze sono le << Sexie sadies >>...
Fanno le madri per fare le pulizie
e i gatti hanno artigli acuminati:Io non lavo i tuoi calzini puzzolenti!
Le tue braghe. Le magliette.
Non toccarmi.
Rinuncia ai tuoi brufoli. Riccioli. Coccoli.
Non ti regalo bambini per passare il tempo
piuttosto mettimi a disposizione cipria, pettine e rossetto
Poi me ne vado a battere con Frau Holle.
In breve: mi fai semplicemente schifo.
Non sono la tua macchina per fottere
ah, ah, che ridere...
Tesoro dobbiamo separarci.
Ciao, ciao, vecchia troia!!!



Abbiamo preferito questo live del 1978, al Rockpalast di Dortmund, il tv show di musica rock tedesco ( probabilmente il più grande rock show televisivo nel mondo,teatro di alcune delle migliori esibizioni live dei grandi dell' R'n'R ) a quelli più recenti, non ultimo quello di Rio del 1985, anche questo consigliatissimo. Quì Nina è al meglio delle sue potenzialità vocali e ha alle spalle una band fantastica, la migliore senza dubbio che l'ha accompagnata nel corso della sua lunga carriera: sono gli Spliff del chitarrista (e voce) Bernhard Potschka, selvaggio e virtuoso; Reinhold Heil alle tastiere e voce; Herwig Mitteregger,  - Drums e voce e Manfred "Manne" Praeker, grande bassista e voce.
Il concerto, pubblicato poi in Dvd è diretto da Christian Wagner, regista di molti altri concerti rock soprattutto di artisti tedeschi.

Setlist
01 TV Glotzer
02 Naturträne
03 Unbeschreiblich
04 Heiss
05 Aufm Friedhof
06 Der Spinner
07 Superboy
08 Bahnhof Zoo
09 Rangehn
10 Pank
11 My Way
12 Hermann Hiess Er


Nina Hagen Band 1978
Unbehagen



10/10/14

Il Rock è cupo: Goth, una sub-cultura che non muore

PROFONDO DARK
Dall’olocausto post-punk inglese emerse un nuovo suono. Un suono che conservava l’atteggiamento aggressivo e la narrazione intellettualmente consapevole del punk, ma puntava al contempo su qualcosa che faceva parte del passato inglese: la stravagante scena rock glam di Ziggy Stardust alias David Bowie. Benché questa nuova sottocultura giovanile volesse  affermare il proprio punto di vista ideale, voleva anche imporre un nuovo immaginario visivo: infatti in un intervista sul suo nuovo album del 1974, Diamond Dogs Bowie stesso, riferendosi allo stile parlò di gotico. Non si dilungò in spiegazioni, ma la parola venne immediatamente affiancata a quella musica. Il termine ricomparve cinque anni dopo, il 15 settembre 1979, quando i membri dei Joy Division furono intervistati dalla televisione inglese nel programma Something Else, e parlando della loro musica la deinirono ‘gotica' in confronto al mainstream pop’.

Il manager dei Joy Division, Martin Hannett, durante una conferenza stampa della Factory rec. dichiarò che l’album dei JD, Closer, era musica per ballare con reconditi significati gotici. E nel corso della stessa intervista il bassista dei Joy Division, Bernard Albrecht, rafforzò quel significato paragonando la loro musica al suo amore per il film classico Nosferatu. Disse Albrecht: <<L’atmosfera era diabolica ma ci sentivamo a nostro agio>>. Ma l’impatto più forte sulla scena lo ebbe il lavoro di un gruppo di musicisti di Northampton, in Inghilterra, formato nel 1978 da Daniel Ash, dai fratelli Haskin, David e Kevin, e dal funambolico Pete Murphy, estimatore di David Bowie e T-Rex. Il gruppo, inizialmente battezzato Bauhaus 1919, abbandonò ben presto la data di fondazione della mitica scuola artistica tedesca e divenne noto con il nome di Bauhaus. I quattro musicisti crearono le basi programmatiche, musicali e visive, per una generazione di band gotiche. Bela Lugosi Dead, il loro primo singolo uscito nel 1980 per la Small Wonder Records, fu alimentato dall’amore di Peter Murphy e Daniel Ash per l’erotico immaginario vampiresco. Questa canzone diede il via al fascino, e alla connessione con il tema dei non-morti, sviluppato in seguito dalla scena musicale che, da li a poco prenderà il nome di goth. Due anni prima dell’esordio dei Bauhaus, un ex membro dell’entourage dei Sex Pistols, Susan Dallion (nota nei club con il nome di Siouxie Sioux) aveva formato la sua band, Siouxsie and the Banshees. Il suo modo di vestire scioccava e il suo stile originale e ancora oggi uno dei pin imitati dalle goth. The Scream, uscito nel 1978, è ufficialmente il primo disco integralmente goth. Inoltre, nel 1979 i Cure avevano fatto uscire Three Imaginary Boys (distribuito più tardi in Nord America con il titolo Boys Don’t Cry). La tenera sensibilità di Robert Smith e il suo malinconico romanticismo, contrastava con la prorompente sensualità di Peter Murphy, toccò le corde della disincantata gioventù inglese. Se Peter Murphy aveva dato attraverso la scrittura voce alla esplosiva sessualità di Dracula, Smith raccontava la storia dal punto di vista di Mina Harker:

<<L’ultimo dei Big Four che ha dato il via alla scena inglese è stato il gruppo dei Joy Division. ll frontman della band, Ian Curtis, era l’emblema di tutto ciò che avrebbe rappresentato il goth (anche in molti stereotipi). Il morboso fascino che provava per gli aspetti tragici dell’esistenza lasciava trasparire che per lui la vita fosse una partita persa. Curtis si è suicidato il 18 maggio del 1980 ( diventando in questo modo il primo tragico eroe popolare del goth. (...) lronia della sorte, i primi quattro grandi gruppi della storia del goth, Bauhaus, Cure, Siouxie and the Banshees e Joy Division non hanno mai riconosciuto di fare parte di quella che e stata definita in seguito la scena goth, nonostante le evidenti influenze, sia visive, sia musicali. (...)

25/04/14

Ostalghia: Ddr in Rock

"Ostalghia" - Un sentimento struggente

<<Nella DDR, Repubblica Democratica Tedesca, c’erano posti di lavoro per tutti garantiti dallo stato, per i bambini i cui genitori lavoravano entrambi c’era l’asilo nido gratis, le famiglie ricevevano un’abitazione il cui affitto era basso ed i beni di prima necessità costavano poco (vedi le patate ed il pane); inoltre primeggiavano nello sport (ottennero buoni risultati alle Olimpiadi) e nella tecnologia. L’ex DDR era quindi il gioiello che il mondo comunista ostentava all'occidente. Secondo un sondaggio del quotidiano tedesco ‘Berliner Zeitung‘, del 2009, il 49% degli ex abitanti della Germania Est afferma che ‘la Ddr aveva più lati positivi che negativi. C’era qualche problema, ma si viveva bene’; un 8% invece sostiene che ‘la Ddr aveva soprattutto aspetti positivi. Si viveva più felici e meglio di quanto si fa oggi nella Germania riunificata’. >>
Ostalghia allo stato puro.

Quindi, l'acquisita libertà non porta necessariamente con sé un miglioramento delle condizioni di vita per i cittadini dell'ex DDR: la nostalgia per il modello politico e sociale precedente si diffonde in gran parte della popolazione. Questo attaccamento al passato, alle proprie radici prenderà il nome di "Ostalghia", nostalgia dell'est, per l'appunto. Qualche anno fa il film "Good Bye Lenin" ha aperto uno squarcio e ha mostrato che forse non tutti i cittadini della ex Germania democratica si sono ritrovati contenti nel mondo capitalistico occidentale, mentre, un altro film, anch'esso molto bello, fa i conti con il passato: "La vita degli altri", ricorda le distorsioni del sistema politico della Ddr, e descrive i metodi della Stasi, la famigerata polizia politica che aveva ramificazioni in tutti i settori della società tedesca.

Ma quale fu la stagione musicale cresciuta al di la del muro,cosa ascoltavano i giovani della Germania Est, e cosa suonavano? A dispetto di ciò che molti pensano, vi fu un circuito alternativo fervente, sperimentazioni, suoni e gruppi che fecero dannare i funzionari dello stato, dal rock'n'roll della fine degli anni '50 fino agli anni '80, quando i vecchi miti segnano il passo e all'improvviso si fa strada una scuola Punk incorruttibile. Tutto in un affascinante autonomia sonora..

21/05/12

Lost Gringos

Lost Gringos e' stato il gruppo piu' scalcinato, bizzarro e sconvolgente del panorama della Neue Deutsche Well. Cosa centrano i Lost Gringos con la musica tedesca? Lost Gringos e' un nome spagnolo, spesso ma non sempre cantano in spagnolo e tutti i loro lavori sono pubblicati da ATA TAK. Lost Gringos sono Peter Jekill, polistrumentista dalle mille risorse (chitarre, banjo,sitar, charrango, piano, organo, tastiere, flauto, percussioni..), Ruprecht Schwarzburger al basso e Eberhart Steinkruger, voce e producer. Piu' un nugolo di musicisti orbitanti tra cui Sameh Mina alle percussioni, C.Cornad chitarre elettriche e soprattuto il grande Pyrolator alle tastiere. Originali, sperimentali, innovativi, caratteristiche tipiche delle produzioni Ata Tak, sempre in fuga dalle mode e dai dogmi dei grandi colossi musicali, e che ha pubblicato tutti i loro lavori, la musica dei Lost Gringos e' un bizzarro miscuglio di elettronica, avant jazz, rock, folk, sperimentalismo estremo. L' assoluta originalita' del gruppo e' nell' innesto in questo miscuglio di culture musicali e ritmi tradizionali di svariati paesi come il Giappone, Brasile, il reggae giamaicano, tracciando solchi profondi in quel genere popolarmente conosciuto come  World Music. I Lost Gringos hanno pubblicato tre soli album e svariati ep e maxy singoli e dal 2011 varie etichette ripubblicano i lavori di questo strambo e interessantissimo gruppo. Da riscoprire.

ALBUM:
ENDSTATION ELDORADO (LP,1983 - ATATAK)
TEA AND BISCUITS (LP,1984 - ATATAK)
BERGELD AMORE (CD,1990 - WAVE. ED. IMPORT GIAPPONE)

EP E SINGOLI:
NIPPON SAMBA (12",1982 - ATATAK)
BERGERL AMORE (7",1983 - ATATAK)
TROCA TROCA CULEBRERO (12",1984 - ATATAK)
LIKE A ROLLING STONES REGGAE (12",1985 - GINGER MUSIC)


 











Nippon Samba





Lost Gringos Play List