Parlare oggi di Robert Fripp, e cioè del musicista concordemente ritenuto come l’esponente più rappresentativo di quel rinnovamento del linguaggio rock seguito alla caduta del beat sessantesco, rimane una pratica enormemente rischiosa. Una sua collocazione, seppure seducente, sulla scena della musica contemporanea nelle forme dell’irruzione e dello scardinamento dei generi, rischierebbe
verosimilmente di soffocare e limitare la figura dell’autore Rifiutare questa collocazione, anzi qualsivoglia collocazione, equivale secondo noi, a
riconsegnare al musicista inglese quella fattiva onnipresenza della quale sono scaturiti i capitoli migliori della storia del rock. Ne parliamo in occassione dell'annunciata reunion dei King Crimson, e davvero si ci chiede se ce n'era davvero bisogno. Più volte Fripp ha dichiarato di voler smettere i panni del musicista per dedicarsi ad altro, sempre però smentendo se stesso. <<Che cosa è cambiato in 40 anni ? E 'molto semplice : 40 anni fa ci fu
una economia di mercato . Oggi vi è una società di mercato - oggi tutto, anche l'etica , ha un prezzo>>
Oltre ai favolosi dischi con i Crimson, la sua chitarra ha reso "immortali" dischi di Eno, Giles, Peter Gabriel, Hall & Otes, Talking Heads, Porcupine Tree, Blondie.. Come dimenticare Heroes e Scary Monsters di Bowie, First Day e Damage di David Sylvian, il primo P. Gabriel, Pawn Hearts dei Van Der Graaf Generator.. Quì una chiacchierata risalente ai primi anni '80: filosofia di vita, l'invenzione del “Frippertronics”, la voglia di smettere, gli studi di esoterismo e magia, e per finire, Expsoure, disco solista del '79, disco "vinilico", prologo e postfazione di una lunga telefonata, in 17 brani graffianti e pulsivi, striduli e laceranti. Un disco dove non c'è confine tra avanguardia e rock'n'roll. Da Exposure partirono gli anni '80, insieme a Music for Airports di Eno, Lodger di Bowie..
