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19/03/22

L'Indomabile: John Sinclair e gli MC5


"Per quanto mi riguarda gli Stati Uniti, possono anche andare al diavolo, penso che stiamo vivendo lo stesso processo d’implosione dell'Urss, è una decadenza lenta e inarrestabile." 



E' John Sinclair a parlare, lo stesso Sinclair che negli anni sessanta con i Trans Love Energies si esibiva in spettacolari installazioni artistiche scavando buche nei campus universitari per dare l'idea dei crateri prodotti dalle bombe americane sganciate in Vietnam. Ci occupiamo di Sinclair perché' lontanissimo dall'immaginario hippie mediatico dell'epoca, poeta, agitatore politico culturale e attivista per i diritti civili, contro la guerra, fondatore delle White Panthers, movimento radicale sulla scia delle più famose Black, ossessionato dalle autorità del suo paese e per questo bersaglio di primo piano della repressione. Creatore di quella zona franca di Detroit dove arte, musica e impegno politico si combinavano in una miscela esplosiva (regolata sulla frequenza di sex, drugs and r'n'r) Sinclair era anche esperto e cultore di musica, soprattutto blues e jazz, e fu il primo a rendersi conto del potere che il rock'n'roll poteva rappresentare per l'intera area della città dell'automobile, in quel periodo una gigantesca fabbrica a cielo aperto, e si mise a capo di un gruppo di giovani musicisti arrabbiati e in bolletta, facendo loro da manager e gettando le basi di quella che sarebbe stata la nuova scena musicale degli ultimi anni sessanta. La band era quella dei MC5, insieme agli Stooges di Iggy Pop senz'altro il primo gruppo proto punk. Rock eccitante, vibrante, coscientemente brutale: la musica dei Five rifuggiva la tecnica eccellente e si mostrava grezza, forte eseguita con intensità e fede profonda. Una valanga di rumore accompagnata da balli e gesti sfrenati, il pubblico li accoglieva col pugno chiuso decisi a scambiare le perline del flower power con le cartucce dell’aperta rivoluzione: fucili e chitarre. "Gli MC5 si affidano completamente alla rivoluzione e la rivoluzione si affida completamente a tutti coloro che escono dai gusci dell'individualismo: la separazione è rovina!" scriveva Sinclair presentando Kick out the jams. Era il sessantotto ma era una dichiarazione profetica, vista la situazione in cui ci troviamo. Memorabile la loro esibizione alla convention democratica di Chicago, tra le fiamme degli scontri e della guerriglia.


John Sinclair è stato anche uno dei pochissimi privilegiati a diventare protagonista/titolo di una canzone di Lennon, quando fu arrestato per possesso di marijuana e rischiando la vendetta del potere, una pena a vent'anni di reclusione, trasformandolo definitivamente in un’icona della controcultura dell'epoca. Oggi Sinclair tiene lezioni universitarie sulla cultura black, reading di poesie, programmi radiofonici (www.johnsinclairadio.com). Nauseato dalla situazione politica americana, vive dal 2004 in esilio volontario ad Amsterdam, dove ha stabilito il suo ufficio in un coffee shop.



Gli Stati Uniti e il Proibizionismo

"Negli anni ' 60 nessuno di noi pensava di abbandonare gli States, quella era la nostra terra e volevamo cambiarla, farne un posto migliore per tutti. Oggi ritengo non ci sia più nessuna speranza per il mio paese, l'America vuole restare così, ignorante ed egoista, vuole bombardare chi non è d'accordo con lei. E incontro sempre più gente, più americani che la pensano come me. Tantissimi miei compatrioti sono qui ad Amsterdam per sfuggire alla follia della guerra alla droga. Attenzione, questo non è un tema da sottovalutare e che non riguardi solo qualche sballato: l'80 dei due milioni e mezzo dei detenuti rinchiusi nelle galere americane è lì per reati legati alla droga."


New Orleans

"Le immagini trasmesse dai media dopo l'uragano che ha colpito New Orleans sono il miglior ritratto dell'America di oggi: si sono accorti di tutta quella gente solo quando l'hanno vista ammucchiata negli stadi: ormai al potere non importa nulla di come vivono i neri, ci sono generazioni di afroamericani che non sono mai usciti dai loro quartieri, non conoscono la città in cui vivono: hanno tolto prima le fabbriche e il lavoro e poi i luoghi d'incontro e alla fine anche i negozi. Continuano a non saper leggere e scrivere, non è qusta la follia?"

La galera e John Lennon

"Ero fuori dal mondo, due anni in una minuscola cella d'isolamento perché' avevano paura che istigassi gli altri detenuti alla rivoluzione. Rimasi totalmente scioccato quando seppi che un beatle si dava da fare per me, era fantastico. Poi..gliel'hanno fatta pagare, ma questa è un’altra storia."





La cultura Black

"Quando ero bambino amavo esplorare l'etere, smanettare la radio per cercare stazioni. Una notte mi sono collegato con una stazione del sud degli Usa, casualmente, che trasmetteva musica black e ne rimasi folgorato. Quei suoni, quei ritmi cosi belli, diversi e potenti. Dovevo assolutamente sapere chi faceva quella musica e il come e il perché. Mio padre, operaio alla catena di montaggio di Detroit mi assecondava e si sacrificava andando in giro con una lista di dischi che gli preparavo. Poi da grande sono andato a vedere come vivevano gli afroamericani e non era facile in quegli anni, cosi sono diventato una specie di esempio eretico per i miei contatti con la comunità nera. A un certo punto avevo quasi esclusivamente amici di colore, gente incredibile, allegra, disponibile nonostante che dai bianchi non avessero avuto che guai. Con loro scopri il jazz e i beatnik, la poesia e Coltrane, l'erba e tutto il resto.."

La Musica

"Perché, esiste della musica oggi? La musica aveva e deve avere altri scopi oltre l'intrattenimento. Con gli MC5 volevamo sovvertire il governo Usa, non certo ottenere un contratto discografico o scalare le hit parade.."






08/06/15

Poeti, saggisti, romanzieri prima che rockers

Musicisti che sono diventati poeti, pittori, attori, teatranti, copy, designer, giornalisti, commentatori e ospiti televisivi, addirittura partecipanti a reality show come J. Lydon sull'isola dei famosi versione inglese. Ma soprattutto scrittori. Quì una breve carrellata su alcuni libri famosi pubblicati da rockers.



J. Carroll: Jim entra nel Campo di basket (Basketball Diaries), 1978
L'esistenza on the road di un ragazzo straordinariamente intelligente, campioncino di pallacanestro con il talento per la scrittura: tra i 12 ei 15 anni tiene infatti un diario che diventa una sorta di manifesto per la sopravvivenza nella giungla urbana newyorchese, fra precoce ossessionante uso di stupefacenti, successi scolastici e sportivi, amici e famiglia osservati attraverso, con l’insofferenza e la ribellione tipiche di un'intera generazione. E l'opera di un enfant prodige: vero caso letterario negli Stati Uniti degli anni Settanta, con l'autore quale vocalist e leader rock (The Jim Carroll Band) soltanto nel 1980 per Catholic Boy disco da ritenuto all'altezza della migliore Patti Smith. Da Minimum Fax
di J. Carroll abbiamo parlato qui


Leonard Cohen: Belli e perdenti (Beaunful Losers) 1966
Poeta e romanziere che prima cantautore e musicista, il quasi ottantenne montréalese riesce aeccellere in ogni trovata artistica in una vicenda professionale lunga oltre mezzo secolo. Difficile però orientarsi tra le decine di raccolte di versi - Flowers For Hitler (1964) e L'energia degli schiavi (1972), tra le raccolte più rappresentative - mentre nella narrativa Cohen si ferma a due romanzi: il primo é Il gioco favorito (The Favorite Game, 1963); il secondo Belli e perdenti - composto tra il 1964 e il 1965 sull'isola greca di Idra, digiunando, facendo uso di anfetamine p re concentrarsi meglio sul testo - narra la storia della santa Mohawk Kateri Tekakwitha, intrecciata alla vicenda di un triangolo amoroso tra un folklorista (canadese senza nome), sua moglie Edith (nativa americana morta suicida) e il suo migliore amico F.,( parlamentare a capo di un movimento separatista), che finirà in manicomio. Da Rizzoli

Julian Cope: Krautrocksampler, 1996
Benché rientri nella saggistica, questo bel libro sulla kosmische music tedesca fa dell'ex leader dei Teardrop Explodes un autentico professionista della scrittura, attività alla quale si dedica quasi a tempo pieno, tenendo un blog di cultura, redigendo poi nel 2007 il fondamentale Japrocksamplen sull‘evolversi del pop nipponico tra il 1951 e il 1978. Attualmente Cope da alle stampe testi storici notevoli come The Modern Antiquarian e The Megalithic European, entrambi sui monumenti preistorici, non ancora tradotti in Italia a differenza dei primi due. Da Fazi
di J. Cope abbiamo parlato qui


AUTQRI VARI: The Haiku Year, 1998
Ecco un'antologia delicata e impalpabile di nuovi haiku scritti da una serie di musicisti. Tra i tanti Michael Stipe, Grant Lee Phillips, Douglas Martin, Tom Gilroy, Anna Grace, Rick Roth, Jim McKay e introdotti da Steve Earle. Il libro é ancora inedito in Italia, come molti altri testi di rockstar e musicisti vari, dalle due raccolte di poesie e racconti Earthed Nineveh/ The Ephemeron di Steve Kilbey (leader degli australiani Church) ai romanzi autobiografici Bookstore, Jrnls80s e Road Movies di Lee Ranaldo (chitarrista di Sonic Youth) fino a Empty Places (1991) di Laurie Anderson.


Bob Dylan: Tarantula, 1971
Se é vero, come scrive Allen Ginsberg che la poesia fece il suo ingresso nei jukebox grazie a Bob Dylan, é altrettanto giusto attribuirgli la paternità (condivisa dallo stesso Lennon) di primo artista rock a tutto tondo, dalla pittura alla narrativa. Tarantula ha una gestione lunga e complessa, perché Bob vuole resistere alle pressioni degli editori che sfruttano il momento positivo di Like a Rolling Stone e Blonde on Blonde, carpendogli gli appunti buttati giù nel convulso biennio '65-’66. Ma il testo è dato alle stampe solo nel 1971, quando Dylan sembra fuggire da alcune influenze artistico-letterarie che celebrano tanto il suo folk rock quanto un libro di culto, fra scrittura automatica, flusso di coscienza, beat generation, e psichedelia. Da Feltrinelli
di B. Dylan e Tarantula abbiamo parlato qui


Ed Sanders: Racconti di gloria beatnik (Tales Of Beatnik Glory), 1975
ll leader e cantante dei Fugs é da sempre poeta e agitatore culturale: lavorando sul genere “biografia” in modo complementare tra fiction, saggio, memoria, licenzia un testo cult, divenuto ormai un classico della letteratura beat: un romanzo autobiografico sui primi Sixties, dove il personaggio Sam Thomas é proprio l'alter ego del futuro leader della newyorchese rock band tra cabaret e politica, tratteggiando surrealisticamente la Grande Mela alternativa dei primi anni Sessanta, fra reading poetici, jazzmen balordi, sesso sfrenato. Da ShaKe

Brian Eno: Strategie oblique (Oblique Strategies, Over One Hundred Worthwhile Dilemmas), 1975
Si tratta di un mazzo di carte da 7x9 centimetri che sono contenute in una scatola nera, a mo' di scrigno, che il polistrumentista transfuga dai Roxy Music crea assieme a Peter Schmidt; tra libro d'artista e conceptual art, ogni carta propone un aforisma che intende aiutare l'artista, in particolare il musicista, a spezzare i blocchi mentali e a incoraggiare il cosiddetto pensiero laterale. Da Gammalibri


Lou Reed: The Raven, 2003
Si tratta dei testi dell'omonimo album che sconfina in qualcosa di diverso dalla sequenza di tracce musicali per sfociare, con lo spirito dark che contraddistingue l‘ex Velvet Underground, nella rilettura in chiave postmoderna di racconti e poesie di Edgar Allan Poe (con la collaborazione di altri grandi nomi della musica e del cinema: David Bowie, Willem Dafoe, Laurie Anderson, Steve Buscemi, Ornette Coleman). Sulla scia di POE, musical progettato nel 2002 con Robert Wilson, il maestro del gotico del XIX secolo viene quindi riscritto da Reed che non esita a manipolare e ad arrangiare le parole di Poe, saltando, elidendo e aggiungendo pezzi propri, cosi da lasciarsi alle spalle gli eventuali anacronismi a favore dell'intenso stupore dell'hic et nunc. Da Einaudi
di L. Reed abbiamo parlato qui
Coney Island Baby

Jim Morrison: The Lords. Notes on Vision 1969
Questo libricino di poesie come i successivi The New Creatures (1969) e An American Prayer (1970), tutti vengono stampati privatamente con tiratura limitata di 100 copie (500 per il terzo) dalla Western Lithographers di Los Angeles. Poi, dopo la morte, sul cantante dei Doors come poeta si assiste al diluvio: centinaia di pubblicazioni (anche in Italia) su inediti (o presunti tali) e su manoscritti (di dubbia provenienza).Tuttavia l' autore/ performer del Re Lucertola - più simbolismo francese che beat generation - declamata in pubblico assieme al gruppo, resta ancor oggi il miglior esempio di rock poetry. Da Kaos edizioni
di J. Morrison abbiamo parlato qui


Nick Cave: E l’asino vide l’angelo (And the Ass Saw the Angel) 1989
Il musicista e sceneggiatore australiano - dopo la raccolta di poesie e racconti King Ink (1988) seguita da King Ink II (1997) - pubblica un romanzo crudo e brutale dagli accenti gotici: al centro la vicenda di Euchrid Eucrow, giovane americano che vive in uno stato del sud, in una valle abitata da predicatori e profeti, dominata dall’ignoranza; e la quotidianità del protagonista muta di colpo quando il popolo dei timorati di dio dichiara che una trovatella è prescelta dal Signore. Il successive romanzo – La morte di Bunny Munro (2009) – tratta invece dell'ultimo viaggio di un commesso viaggiatore alla ricerca di un'anima. Il venditore di prodotti di bellezza alle solitarie casalinghe della South Coast inglese è alla deriva dopo il suicidio della moglie e in corsa per mantenere una presa sulla realtà. Bunny si mette quindi sulla Strada con il figlio Bunny Junior in una peregrinazione sempre più bizzarra e frenetica fino alla resa dei conti. Incandescente e moderno racconto morale, il libro é anche un ritratto dei rapporti tra padri e figli. Da Arcana


Patti Smith: Poesie (Seventh Heaven), 1972
E' autrice di libri di poesie già prima dello strepitoso esordio discografico (Horses, 1975); il debutto letterario risale a tre anni prima con questo libricino figlio dell’underground newyorchese: brevi liriche su eros e droga nell‘alienante contesto urbano. Ma il suo capolavoro è forse Complete (1998) raccolta di testi (song, riflessioni, diari) con note autobiografiche, dove sembra voler esprimere la propria arte in un riuscito mix di immagini e lettere. E’ una ricerca del sé che non concede spazi a parole inutili, a frasi lunghe, a discorsi complicati: prevalgono appunti, bozzetti e fotografie per le canzoni ormai elevate a poesie. Da segnalare tra gli altri quindici libri da lei pubblicati nel corso di 40 anni Babel (1978), Early Work:`1970-1979 (1994), The Coral Sea (1996), Auguries of Innocence (2005), Just Kids (2010), tradotti anche in italiano. Da Newton Compton
di P. Smith abbiamo parlato qui

John Lennon: Vivendo Cantando (In His Own Write), 1964
Pubblicato all'inizio della beatlesmania (Longanesi e Arcana), con disegni dello stesso Lennon, il librino, fra critiche entusiasmanti, ha un successo incredibile al di la delle più rosee speranze editoriali. Si tratta di una serie di racconti talvolta brevi, dai toni comici e surreali tra humour britannico e nonsense avanguardista. Ci sono di mezzo l'Alice di Lewis Carroll e i limericks di Edward Lear non senza qualche occhiataccia all’Ulisse di James Joyce. Il positivo riscontro fa si che Lennon-ripeta il colpo già nel 1965, con un secondo volume, A Spa.. In The Works. Che riprende gli spunti felicissimi dell’esordio. In alcuni elementi di questo approccio alla scrittura in prosa rimasti estranei ai testi delle canzoni, emergeranno poi nel canzoniere beatlesiano – a cominciare da Strawberry Fields a A day in the Life.. Da Arcana
di J. Lennon abbiamo parlato qui


Roberto Freak Antoni: Non c'è gusto in Italia ad essere intelligenti - 1991 Feltrinelli
Le migliori menti della mia generazione - dicono - sono state distrutte dalla droga. Ma non è vero. Le migliori menti della mia generazione sono state distrutte dal professionismo. Roberto Antoni era un micidiale dilettante (uno che si diletta) e per questo ci piaceva e gli vogliamo bene. Ha fatto di tutto (il rock, la televisione, il teatro, i dischi) senza diventare un rocker, né un personaggio televisivo, né un attore. Se avesse guadagnato miliardi non sarebbe un ricco. Perché sarebbe un dilettante anche come ricco e anche come persona famosa. Le sue poesie riflettevano la sua lontananza dal mostruoso sussiego del modo di vivere contemporaneo: che è, a ben vedere, il vero "demenziale". Alcune poesie sono tristissime, altre molto allegre. Alcune bellissime. Sono, comunque, le poesie del vecchio Freak Antoni, la cui longa manus si allunga, con alcune altre, su questo blog fin dagli inizi. 
Del grande Freak abbiamo parlato quì



30/03/15

Coldturkey. La Playlist del tacchino, freddo

Andare in Cold Turkey, in tacchino freddo: non si augura a nessuno, dato che con questo termine si indica il periodo di crisi di astinenza, da sostanze stupefacenti e alcol. Sono quei momenti, quei giorni, quelle settimane che John Lennon ha così ben descritto nell'omonima canzone, basata sulla sua esperienza. La soria ci riporta però, nel caso di Lennon, che il suo periodo di Cold Turkey non fu di quelli pesanti e peggiori: si dice che il suo spacciatore avesso man mano diminuito l'eroina contenuta nelle dosi che vendeva all'ex Beatle, sostituendola con del medicinale da "taglio". Ma al Cold Turkey, (perchè uno dei brutali sintomi dell'astinenza si preannuncia con terribili brividi di gelo, che fanno letteralmente venire la pelle d'oca) e alle droghe pesanti, eroina, coca, acidi, moltissimi musicisti (come prevedibile..) hanno dedicato canzoni, testi, poesie. Quì sotto una delle playlist più complete al riguardo, introdotta proprio da Cold Turkey cantata da John Lennon...

La temperatura sale La febbre è alta
Non vedo un futuro Non vedo il cielo
Ho i piedi pesanti Anche la mia testa è pesante
Mi piacerebbe essere bambino Mi piacerebbe essere morto
II tacchino freddo* mi ha preso in pieno
Ho dolori in tutto il corpo Ho i brividi
Non voglio vedere nessuno Lasciatemi in pace
Ho gli occhi spalancati Non riesco ad addormentarmi
Di una cosa sola sono sicuro Ci sono dentro fino all'osso
II tacchino freddo* mi ha preso in pieno
Trentasei ore Col dolore che cresce Pregando che qualcuno
Mi liberi ancora una volta Farò il bravo
Ti prego, fammi star bene Ti prometto tutto quello che vuoi
Fammi uscire da quest'inferno
II tacchino freddo* mi ha preso in pieno




Inizialmente Cold Turkey fu  proposta da Lennon agli altri tre membri dei Beatles. Il tema scabroso, troppo personale portò ad un nulla di fatto, fino al netto rifiuto (soprattutto da parte di McCartney) di incidere il pezzo. Si dice che tra i tanti, anche questo rifuito influì sulla ddecisione di John di lasciare il gruppo.  Alla fine, la canzone fu pubblicata come retro del singolo di Yoko Ono, Don't Worry Kyoko (Mummy's only looking for her Hand in the Snow), e vide la partecipazione alle session di Eric Clapton, all'epoca molto intimo della coppia e compagno nelle loro scorribande nel mondo delle sostanze.
La canzone, si sà, racconta del difficile periodo di disintossicazione di John dall'eroina, Come già detto, il termine "cold turkey" (tacchino freddo) nello slang yankee si riferisce a chi cerca di disintossicarsi "a secco", senza ricorrere a sostanze sostitutive, per alleviare i disastrosi sintomi di astinenza da eroina:  febbre altissima, freddo terribile e incontrollabile alternato a devastanti vampate di calore, tremori, allucinazioni, distorsione della realtà, crisi respiratorie,dolori terrificanti, lacrimazione, insonnia, totali squilibri nei bisogni fisiologici, sudorazioni: proprio dalle sudorazioni, che provocano pelle d'oca e appiccicosa, come quella di un tacchino, viene fuori il termine Cold Turkey, "tacchino freddo". Ci furono molte polemiche quando Cold Turkey fu pubblicata, John venne accusato di essere un tossico e di aver distrutto il gruppo grazie alla cattiva influenza che aveva Yoko anche a riguardo l'uso sfrenato di droghe in quel periodo, ma è indubbio che il testo è un avvertimento contro l'uso dell'eroina e delle  droghe in generale. Come qualcuno ebbe a dire, dall'eroina si può uscire, dalla mediocrità, no..

Syd Barrett, "If it's in you";
King Hannibal, "The truth shall make you free"
Fred Neil, "Sweet cocaine"  
Doors, "The crystal ship"
James Brown, "King heroin"  
Husker Du, "Pink turns to blue"
Townes Van Zandt, "Waitin' around to die"  
Fingers Inc, "Mystery of love"
Creation, "How does it feel to feel"  
Chemical Brothers, "The private psychedelic reel"
Captain Beefheart & His Magic Band, "Ah feel like ahcid"  
Steppenwolf, "The pusher"
Bob Dylan, "Desolation row (live)" Count Five, "Psychotic reaction"
Queens Of The Stone Age, "Feel good hit of the summer"
Beach Boys, "Good vibrations" Other Half, "Mr Pharmacist"
Stranglers, "Golden brown" Underworld, "Born slippy"
Billy Boy Arnold, "Whiskey, beer and reefer/Sunday morning blues"
Dramatics, "The devil is dope" Spacemen 3, "Walkin' with Jesus"
Pulp, "Sorted for E's & wizz" Rolling Stones, "Mother's little helper"
Flamin' Groovies, "Slow death" Pink Floyd, "Astronomy domine"
Eric Burdon & The Animals, "A girl named Sandoz" Etta James, "I'd rather go blind"
Orb, "Little fluffy clouds" Traffic, "Hole in my shoe"
Empirion, "Narcotic influence" Holy Modal Rounders, "If you want to be a bird aka bird song"
Primal Scream, "Loaded" Bomb The Bass, "Bug powder dust"
KRS-One, "I can't wake up" Bert Jansch, "Needle of death"
Fall, "Totally wired" Roland Stone, "Junco partner/Preacher's daughter"
Allman Brothers Band, "Whipping post" Only Ones, "Another girl, another planet"
Flowered Up, "Weekender" MC5, "Rocket reducer no. 62"
Phil Phillips, "Sea of love/The evil dope" Country Joe & The Fish, "Bass strings"
Funkadelic, "Maggot brain" My Bloody Valentine, "Glider EP"
13th Floor Elevators, "Roller coaster" Happy Mondays, "Do it better"
Tim Hardin, "Red balloon" David Essex, "Rock on"
The Jimi Hendrix Experience, "Purple haze" Rodriguez, "Sugarman"
Heartbreakers, "Chinese rocks" Beatles, "Rain"
Lemonheads, "My drug buddy" Temptations, "Cloud nine"
Byrds, "Artificial energy" Velvet Underground, "I'm waiting for the man"
John Prine, "Sam Stone" Grateful Dead, "Dark star"
Beatles, "Got to get you into my life" Country Joe & The Fish, "Section 43"
Charlatans, "Codine blues" Electric Prunes, "I had too much to dream"
Smoke, "My friend Jack" Curtis Mayfield, "Pusherman"
Amboy Dukes, "Journey to the center of my mind" Ramones, "Carbona not glue"
Ry Cooder/Buffy Sainte-Marie, "The hashishin" Fats Waller, "The reefer song"
Byrds, "Eight miles high"
Harry 'The Hipster' Gibson, "Who put the benzedrine in Mrs Murphy's ovaltine?"
Neil Young, "The needle and the damage done" Plastic Ono Band, "Cold turkey"
Primal Scream, "Higher than the sun" Love, "Signed D.C."
Dillinger, "Cokane in my brain" Television Ain't That Nothin'
Wire,” Our Time” Supergrass“Alright”
Pavement,”Stage Announcement” Soft Boys,”Cold Turkey”
William Burroughs,”A Thanksgiving Prayer” Chrome,” The Phantom of Sanity”
Alien Sex Fiend, “Stuff The Turkey” Godfathers ,”Hit By Hit”
Electric Six,“Lucifer Airlines” Grandmaster & Melle Mel, "White lines (don't do it)"
Rolling Stones, "Sister morphine" “Brown Sugar” Velvet Underground, "Heroin"
Beatles, "Tomorrow never knows" Jefferson Airplane, "White rabbit".
Eugenio Finardi,”Scimmia” Lou X, ”5 minuti di paura”
David Bowie,”Always Crashing in the same car”- “Station to Station”
Can,”She brings the rain” The damned,”Need Life
Talking Heads,”Drugs” The Stranglers,”Dead,Night and Blood”
Iggy Pop,”Cold Metal” Skiantos,”Eptadone”...





06/10/14

John Lennon: cosa, quando e perché


1979. L'ultima domenica di Maggio  (le date di consegna a volte tradiscono la cronaca), sul New York Times apparve una pagina piena - l’ultima sul supplemento “La settimana in rassegna”, occupata da una lettera.  
<<Una lettera d 'amore da John e Yoko alla gente che ci chiede cosa, quando e perché>>. Yoko Ono e John Lennon, allora il più recluso dei Beatles negli ultimi anni, uscirono da un isolamento familiare, spesero circa 18.000 dollari per un annuncio a pagamento, tutto questo per chiarire cosa facessero a tutta la gente che li incontrava per strada senza il coraggio di chiederlo, o che solo se lo chiedeva in qualche altra parte del mondo. I due vivevano molto tranquillamente con il proprio figlio, Sean, e quello avuto da John dal primo matrimonio, Julian, nella città di New York, per la precisione su Central Park West. Ogni tanto scendevano a fare spesa, ma molto raramente si vedevano in pubblico. In un momento in cui gli altri tre Beatles suonavano insieme al matrimonio di Eric Clapton, Paul sempre più lanciato con i Wings e - naturalmente – le voci di una possibile riunione continuavano a fare capolino qui e la, John si sentì in dovere di chiarire ai fans alcune cose del passato e del presente. Quella che segue é la traduzione dell’intera lettera, bellissima, compreso il P.S. finale.

John, cosa vuoi dire con quei “tre angeli che guardavano da dietro Ie vostre spalle mentre scrivevate”? Già, che significa se non...

05/06/14

Roba imbarazzante

KURT COBAIN: “SMELLS LIKE TEEN SPIRIT” È UNA ROBA IMBARAZZANTE.
Cominciamo con le ovvietà. Parlando a Rolling Stone nel 1993, Kurt Cobain dichiarò :“E' veramente imbarazzante suonare “Smells Like Teen Spirit”. Stanno tutti così in fissa con quella canzone e la ragione per la quale ha così tanto seguito, è che l'hanno vista tutti un milione di volte su MTV. Gli è stata inculcata nel cervello... Io riesco a malapena, specialmente nel caso di una brutta serata, a sopravvivere a 'Teen Spirit'. Vorrei letteralmente buttare la chitarra per terra e andarmene”.



“FIGHT FOR YOUR RIGHT” È SEMPRE STATA UNO SCHERZO.
“Fight For Your Right (To Party)” è stata definita, la canzone più importante dei Beastie Boys, praticamente perché tutti gli studenti del mondo la mettono ai loro festini, cercando di assaporare la vita da DJ con un iPod e due casse di merda. I Beastie Boys lo sanno e infatti Mike D ha affermato che tutti gli stronzi che si sono fomentati con quella canzone “sono inconsapevoli del fatto che è una presa per il culo a quelli come loro”. Le note a margine della raccolta Sounds of Science affermano anche che la canzone “fa schifo”.


BOB GELDOF È VERAMENTE DISPIACIUTO DI AVER FATTO “DO THEY KNOW IT'S CHRISTMAS”
La Band Aid ha raccolto una somma importante da destinare in beneficenza, e ha creato una delle più indimenticabili canzoni di Natale. Ora, però, Bob Geldof ha deciso che la odia. Nel 2011 infatti, ha detto al Daily Mail: “Sono responsabile delle due peggior canzoni della storia, una è 'Do They Know It's Christmas?' e l'altra è 'We Are The World'. Un giorno qualsiasi, sotto natale, andrò al supermercato e mentre mi dirigerò al bancone della carne la staranno passando in radio. Ogni cazzo di Natale”. Giusta dichiarazione ma, ad essere sinceri, preferirei che fosse “I Don't Like Mondays” a venire radiata nell'iperspazio.

JOHN LENNON ODIAVA ALMENO DICIOTTO CANZONI DEI BEATLES
Ecco a voi una piccola selezione.
-"When I’m Sixty Four": è "musica da nonne".
-"Good Morning, Good Morning": "spazzatura".
-"Let It Be": "Non c'entra niente con i Beatles. Sarebbe potuta essere una canzone dei Wings. Non so a cosa stesse pensando Paul mentre scriveva 'Let It Be.'”