La terra di Roger Amiotte si estende sull'angolo nord-orientale di quella riserva (tre milioni di acri in tutto) in un punto in cui colline ondulate ed erbose lasciano il posto ad alture sabbiose e alle terrazze semi aride delle Badlands del Sud Dakota. A un’ora d'auto verso sud-ovest c’è il villaggio di Wounded Knee, costruito accanto al luogo in cui, nel 1890, centinaia di seguaci Sioux del capo Piede Grosso furono massacrati dall'esercito degli Stati Uniti. A un'ora di strada in direzione nord-est vi è la capitale dello stato, Pierre. A due ore verso nord-ovest ci sono Rapid City e il monte Rushmore, nelle Black Hills (Colline Nere), territorio sacro ai nativi da tempo immemorabile. La Highway 73 corre verso nord sul confine orientale della riserva. In fondo ad un lungo pendio vi è una banchina larga quanto basta per parcheggiare un’automobile. Poco dopo le 14.00 del 24 febbraio 1976 Roger stava avanzando lungo il letto di un torrente in secca il cui corso è parallelo alla strada, improvvisamente vide un corpo umano raggomitolato alla base del dirupo. Non si avvicinò, tornò subito a casa e comunicò la spiacevole scoperta all'ufficiale di polizia del villaggio di Pine Ridge. Nel giro di due ore almeno dieci pubblici ufficiali, alcuni del F.B.I. erano presenti sul luogo per esaminare il corpo.
A poco più di una settimana dalla scoperta, bollettini radio e della televisione annunciarono che l’F.B.I. aveva identificato il corpo per mezzo delle impronte digitali: si trattava di Anna Mae Aquash, appartenente alla tribù Micmac della Nuova Scozia (Canada), nota attivista dell'American Indian Movement, oltre ad essere intima amica dei leader dell'AIM Dennis Banks e Leonard Peltier. Veterana dell'occupazione di Wounded Knee avvenuta nel 1973 e di molte delle successive azioni dell'AIM. Dal 25 novembre 1975 era ricercata dall'F.B.I. La riserva di Pine Ridge era percorsa da violenti scontri politici sin dal '73, molti leader locali dell'AIM erano stati terrorizzati e in diversi casi uccisi. La notizia rimbalzò come le onde di un elettroshock per tutta la riserva: che un’organizzatrice nazionale dell'AIM, la quale non risiedeva nella riserva, venisse trovata morta di congelamento ai margini di una strada isolata della riserva era più che inusuale, era bizzarro. Anna non beveva alcolici, non si drogava, non camminava o viaggiava mai da sola nella riserva, e mai si sarebbe messa a fare l'autostop. La sepoltura frettolosa gratuita, le ambigue versioni della polizia, i molti ostacoli incontrati dagli amici di Anna Mae nei loro sforzi per scoprire cosa fosse veramente accaduto, sollevarono un vespaio di voci che affermavano che l'attivista era stata uccisa. La seconda autopsia, l'11 marzo, si tenne a Washington e, oltre a strane mutilazioni, tra cui quelle di entrambi le mani, condusse all'inevitabile conclusione: Anna Mae Aquash era stata assassinata con un proiettile sparato alla nuca.

