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15/08/14

Best 10 surf songs

Estate, tempo di sole e di mare. E per molti, mare e sole sono sinonimi di.. surf. I puristi sostengono che la surf music non ha nulla a che fare con la voce: la surf music è strumentale. Per questo considerano i Beach Boys null'altro che la prima boy band della storia! Si attribuisce la nascita di questo genere a uno degli artisti più anomali della musica moderna, Dick Dale, il quale fu uno dei primi a suonare la chitarra con aggressività, energia, potenza, forza...caratteristiche comuni al mondo delle onde giganti e dei surfers che nella zona di Orange County, bassa California, formavano tribù, con un proprio linguaggio ed un proprio modo di fare. Proprio con i Beach Boys il genere cominciò a svanire, ma la sua influenza fu molto forte negli anni '70 e '80, nel sound del punk (Ramones) e della New Wave.

Questa la mia personalissima playlist surf..

THE CHANTAYS: “Pipeline”
Toni perfetti. Pipeline, insieme a Walk don't run dei Ventures e Johnny B Good di Chuck Berry, probabilmente ha ispirato più chitarristi in erba rispetto a qualsiasi altra canzone della storia del rock. Il nome, Chantays descrive la posizione perfetta che un surfista dovrebbe avere quando cavalca un'onda. Basso dominante e chitarra ritmica, per una canzone che è la definizione del surf rock.



THE TRASHMEN: “Surfin’ Bird”
Un brano scherzoso. E l'invenzione del surf-punk. I Trashmen vennero citati in giudizio dai Rivingtons, che avevano scritto due hit, Papa-Oom-Mow-Mow” e“The Bird’s the Word” e accusarono i rivali di aver creato Surfin' Bird unendo parti delle loro due canzoni. Surfin Bird arrivò al n°4 in classifica nonostante si fosse in piena epoca di Beatlemania. Anche se l'immagine di un uccello surf è indelebilmente piantato nei nostri cervelli, il mondo ornitologico deve ancora identificare a quale specie di uccelli appartiene quello dei Trashmen!



LINK WRAY: "Jack The Ripper"
Non è Jack The Ripper' la canzone con cui la maggior parte delle persone ha familiarità con Wray. Questo è solo un grande strumentale con i classici toni del surf, ma a me piace molto.

DICK DALE & The DEL-TONES: "Miserlou"
Se vi siete mai chiesti com'è guidare con un chiodo piantato nella testa, questa melodia ve ne darà un'idea generale. Dick Dale ha iniziato a Newport Beach, California, e i riff di chitarra provenienti dal suo amplificatore Fender riuscirono presto a riempire le onde radio del sud della California, con un nuovo suono frenetico che venne poi etichettato come musica surf. Nota negli ultimi quaranta anni come la "regina dei Surf Guitars," Miserlou è stata recentemente utilizzata nella colonna sonora del capolavoro di Quentin Tarantino, Pulp Fiction. (Leo Fender progettò il famoso doppio amplificatore Fender Showman soprattutto dopo aver visto le performance live di Dick Dale al Rendezvous Ballroom diNewport Beach )



DEAD KENNEDYS - "Holiday in Cambodia"
Il lato più oscuro del surf. I Kennedys sono gli alfieri del punk rock californiano, ma lo stile chitarristico di East Bay Ray è estremamente surfy . Holyday in Cambodia mi riporta direttamente a Apocalypse Now, e la scena con Robert Duvall che ordina di fare surf durante un azione di guerra e nel pieno di un bombardamento..



FORGOTTEN REBELS: "Surfin on heroin"
La vita sulla spiaggia non è sempre sole e divertimento: "Sto nuotando in un mare di vomito." Significativa, dura, ma melodia orecchiabile.



THE LIVELY ONES: "Surf Riders"
Questa surf band ha suonato in California e Arizona. 'Surf Rider' stato un successo nel 1963, ripresa anch'essa da Tarantino per il film 'Pulp Fiction'. La canzone fu scritta da Nokie Edwards dei The Ventures.



SURF PUNKS "My Beach"
Surf Punks, band formata nel 1976 a Malibu, dove venivano trasmessi a rotazione sulle principali stazioni radio della zona. Gli spettacoli dal vivo dei Surf Punks, nel periodo di massimo splendore dell'esplosione punk a Los Angeles, erano selvaggi e aggressivi, i testi erano tutti sui surfisti che vivevano sulla spiaggia di Malibu e sui pendolari, che dalla San Fernando Valley arrivavano alle esclusive spiagge pubbliche e private di Malibu Beach. Mai veramente "punk" nel senso tradizionale del termine, i Surf Punks erano sorta di "Beach Boys" del mondo punk, e My Beach è un singolo intelligente sulle "guerre di territorio" tra le onde delle spiagge della California del sud.



Surf Punks rar


JAN E DEAN: "Surf City"
E' stato uno dei loro più grandi successi, questa canzone del 1963, che venne regalata loro da Brian Wilson dei Beach Boys . In una sessione di registrazione, Wilson cantò la linea di apertura, e in seguito il duo aggiunse il resto del testo. Surf City allude a Huntington Beach in California, dove - secondo la canzone - ci sono 'due ragazze per ogni ragazzo' ..



THE CRAMPS: “Naked Girl Falling Down The Stairs”
Stile Ventures, grande acid surf per il grande Lux e la sua Poison Ivy..




19/12/13

Gioventù


"Ah..il bel tempo antico! Giovinezza e mare. Incantesimo e il mare, che può parlarti a bisbigli e ruggirti contro da levarti il respiro.."
Bevve di nuovo
..Voialtri quì  - tutti avete ricavato qualcosa dalla vita: denaro, amore, e, ditemi, non è stato quello il più bel tempo, quando eravamo giovani in mare, eravamo giovani e non avevamo nulla, salvo batoste e a volte l'occasione di provare la propria forza - non è questo che soltanto  tutti rimpiangete?

E tutti l'approvammo: il finanziere, il contabile, il legale, tutti annuimmo attraverso la tavola lustra, che come una placida distesa d'acqua scura rifletteva i nostri visi scavati, grinzosi; i nostri visi segnati dallo sforzo, dalle delusioni,  dal successo, dall'amore; i nostri occhi indeboliti che cercavano tuttora, cercavano sempre, cercavano qualcosa nella vita che mentre s'aspetta  già è passato - trascorso invisibile in un sospiro, in un baleno - insieme alla gioventù, insieme alla forza, insieme al romanzo delle illusioni.. 
J Conrad, Gioventù



27/07/12

La lunga estate calda, Pt.1: spiagge libere

Come sia possibile che, dalla costa azzurra alle spiagge di Riode Janeiro, rilassarsi al sole e fare il bagno costi praticamente niente, mentre da noi bisogna pagare un biglietto d'ingresso che varia dai 15 ai 20 euro. La medesima cifra va aggiunta se vogliamo una sdraio e un ombrellone. Prezzi salatissimi, un enormita' e una cosa assurda per un'altra delle strane anomalie del nostro paese. In lungo e in largo le spiagge libere sono quasi completemente scomparse, con il mare sempre piu' oscurato da recinzioni, muri di cemento, palazzine tirate su sulla sabbia. Un autentico attentato alla bellezza delle nostre coste e che rende inoltre l'accesso all'arenile e al mare pieno di ostacoli e difficolta': in diverse zone del paese tutto questo sfocia in quello che e' ormai un problema sociale. Le concessioni pubbliche di terreno vincolato e protetto si sono rivelate in privatizzazioni selvagge grazie alla complicita' della politica,accondiscendente, e alle lobby delle associazioni balneari: dalle richieste di autorizzazioni per piccole strutture, dalle cabine alla ristorazione si e' passati alla tecnica di occupazione progressiva dell'arenile, con costruzioni in muratura, ristoranti, bar, piscine, discoteche, locali commerciali che non hanno niente a che vedere con la balneazione e che, senza una vigilanza attenta da parte soprattutto delle regioni, a cui sono delegate le competenze per la tutela ambientale delle coste e per i vincoli paesaggistici, hanno fomentato gravissimi fenomeni di abusivismo. Agli stabilimenti bisogna aggiungere i campeggi, i villaggi turistici e gli agglomerati urbani a ridosso delle spiagge. Inoltre c'e' da aggiungere lo scandalo dei canoni di affitto degli arenili: uno stabilimento medio piccolo (con concessione di 5000 mq di spiaggia e con 1 00cabine) paga allo stato circa 7000 euro all'anno, che fanno 6 00euro al mese, un canone irrisorio, piu' o meno equivalente se non inferiore a quello di un affitto di un appartamento medio in periferia. Perche' irrisorio? Una cabina viene affittata in media dai 1500 ai 3000 euro a stagione, aggiungiamo i ricavi dei biglietto d'ingresso, il lettino, sdraio e ombrellone, piu' le consumazioni tra bar e ristoranti e in molti casi l'utilizzo della piscina. Basta fare solo due conti. Quasi il 30% delle coste italiane con arenili balneabili sono occupate da stabilimenti. Ma si raggiunge il 40/50% se calcoliamo i km di spiaggia nascosti da file di palazzi, ville e opere abusive rezidenziali. Gravissima la situazione al sud, con km di fronte spiaggia completamente cementificati, difesi da muri di confine, divisori, cancelli, recinzioni metalliche che ne limitano l'accesso anche d'inverno e per lo piu' abusivi. Ma anche nel nord del paese non scherzano.
Concessioni rilasciate a prezzi irrisori, poche gare d'appalto per i rinnovi, strapotere delle lobby balneari, confusione delle regole, evasione fiscale, abusivismo ma soprattutto incompetenza, poca professionalita'..











Spiaggia libera:

qualsiasi arenile su cui non gravano concessioni demaniali a privati e controllata dalle amministrazioni. È sempre segnalata la possibilità di balneazione per la qualità delle acque o la presenza o meno della sorveglianza a mare.

Spiaggia libera attrezzata:

come le spiagge libere, con in più la presenza di punti ristoro o servizi di noleggio attrezzature gestiti da operatori in convenzione con i comuni ai sensi dell'art. 45 bis del Codice della Navigazione, ma in genere i concessionari delle spiagge sono sempre gli enti locali.

Arenile non presidiato o sorvegliato (fuori dai tratti urbani):

qui ognuno può accedere nel rispetto delle bellezze naturali e non c'è nessuna assistenza.

Arenile:

la superficie sabbiosa in genere.

Battigia:

striscia di 5 metri tra la zona della risacca e l'arenile.

Demanio Marittimo:

il vero e proprio suolo dello Stato, come le montagne, i fiumi. In definitiva, i proprietari siamo tutti noi. Su di esso vigila l'Autorità della Marina (Capitaneria di Porto), è amministrato dal Ministero delle Infrastrutture, la gestione dei canoni è affidata all'Agenzia del Demanio, il rilascio ed il rinnovo affidato alle regioni e ai comuni....Evidente la confusione generata dal mancato coordinamento di tutti questi soggetti che ha prodotto e produce le attuali disfunzioni ( utilizzo improprio, senza titolo, mancato pagamento del canone..)
Concessione Demaniale: atto formale con cui lo Stato, attraverso le istituzioni delegate,( Regioni e Comuni) rilascia e rinnova (su richiesta degli interessati e secondo regole stabilite) permessi di uso in genere per una migliore fruizione pubblica coniugata ad un'attività remunerativa.
La durata è temporanea, e legata al rispetto della concessione stessa e delle strutture contenute, nella forma e nella destinazione.
Attualmente per le nuove concessioni è di sei anni mentre le vecchie sono state prorogate dal Ministro Monti al 31 dicembre 2015, per poi andare in gara. In virtù dell'art. 11 della Legge 217 del 2011 già a maggio 2013 potrebbero scattare le nuove normative che il Governo Monti si è impegnato ad emanare.












1) Non vi fanno entrare nello stabilimento per andare al mare, o vogliono farvi pagare il biglietto, oppure vi proibiscono di stazionare temporaneamente per fare un bagno sulla battigia antistante l'area compresa nella concessione, anche se non possedete oggetti strumentali alla balneazione (sdraio, ombrellone), se non il semplice telo da mare.

Avete il diritto di entrare gratuitamente, raggiungere il mare per la via più breve o quella che vi indicheranno, e decidere se fare il bagno posando i vostri indumenti, prendere il sole, purché non intralciate il passaggio dei mezzi di soccorso o il passaggio di altri, o se non desiderate fare un bagno, potete passeggiare lungo la battigia.
Ricordate che nella battigia non vanno collocati oggetti ingombranti quali ombrelloni, sdraio e tavolini. La battigia è un'area esclusa dalla concessione demaniale su cui il concessionario non ha titolarità di contestare alcunché ne di posizionare le sue sdraio o i suoi lettini e ombrelloni.
In caso di resistenza potete ricordare al personale dello stabilimento che non vi vuole fare entrare che sta violando quanto prevede una legge dello Stato, e precisamente la legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 251, che stabilisce "l'obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l'area compresa nella concessione, anche al fine della balneazione". Se insiste, telefonate alla Capitaneria e/o ai Vigili Urbani o al numero della federazione nazionale dei Verdi.


Dati, appunti e informazioni tratti dal manuale di autodifesa del bagnante
Verdi.it
Manuale pdf