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28/05/15
Chi vota per la Lega? Il terzo segreto di satira e gli elettori di Salvini
La sapete quella di Vendola e della Kyenge? ...
26/02/15
Ai lavoratori della conoscenza, e a quelli del lavoro tradizionale: #MAI CON SALVINI
Un appello ad artisti, insegnanti, lavoratori della conoscenza, al mondo del lavoro tradizionale per costruire una grande campagna contro la manifestazione della Lega a Roma il 28 febbraio. INTERZONE ADERISCE
Caro Lettore, Artista, Insegnante, Artigiano, Ricercatore, Lavoratore della conoscenza,
Cara Persona, prima di qualsiasi mestiere,
Che veicola saperi attraverso le infinite linee immateriali della cultura,
Che vivi e vuoi vivere in un mondo pieno di bellezza, quella che si riversa su di te o che scaturisce direttamente dalle tue energie positive.
Non sei abituato e mai lo sarai al malessere, alle strade che si sporcano di odio, alle pance che dimagriscono per ingrassarne altre, alla violenza, alla privazione di libertà.
Sei abituato invece a sopportare tutto questo se accade agli altri fintanto che “l’altro” non sei tu.
Sei affascinato dai contrasti di colori sulla tela del pittore, dalle sfumature in lontananza aggrappate all’orizzonte, da ogni singola differenza che genera armonia.
Non sopporti la distruzione della composizione sociale in nome dell’appartenenza, del privilegio, dell’avidità, della prevaricazione, della paura.
Non sopporti chi distrugge, anziché valorizzare, la dignità umana in nome di differenze etniche, di genere, religiose, culturali, occultando parole come xenofobia, razzismo ed omofobia.
Disprezzi ogni forma di degrado, di abbandono, di mal curanza dovuta a chi vuole per sé togliendo agli altri, ma per troppo tempo hai tollerato chi accoppia il degrado al disagio di persone alle quali molto è stato tolto per ingrassare quelle pance lì o quelle appartenenze là. Per troppo tempo hai tollerato chi spiega il degrado con il linguaggio del razzismo, quando il primo è la conseguenza del secondo; il risultato di chi in virtù di una sprezzante, infondata, superiorità, priva l’altro della possibilità di integrarsi e nega ogni condivisione, costruisce privilegi fondati sull’esclusione e protetti da barriere, muri, filo spinato, guerra e ulteriore povertà.
Il vero degrado è la crisi e la povertà non chi è in crisi ed in povertà.
Il vero degrado è chi nella crisi e con la crisi si arricchisce.
Il vero degrado è chi la crisi l’ha prodotta.
A te che nascondi una forte disapprovazione per tutto questo, chiediamo che il 28 Febbraio, il giorno dell’arrivo di Salvini a Roma, dell’orribile sfilata di Lega Nord e CasaPound, alfieri del “Razzismo del Terzo Millennio”, tu venga a contestare quello che ormai non accetti più, la discriminazione e una distorta visione del degrado. Chiediamo che tu venga a contestare Salvini e ad esprimere tutta la tua voglia di libertà e giustizia, vero motore di ogni bellezza.
Invitiamo lettori, artisti, insegnanti, artigiani, ricercatori, lavoratori della conoscenza, persone prima di qualsiasi mestiere, chi veicola saperi attraverso le infinite linee immateriali della cultura, chi vive e vuole vivere in un mondo pieno di bellezza…
…ad aderire al nostro appello, condividerlo e rilanciarlo, a girare brevi clip video e foto in cui raccontino il loro perché #MaiConSalvini, che ci aiutino a far viaggiare la campagna e che siano al nostro fianco il 28 febbraio, al fianco della Roma che resiste tutti i giorni nei quartieri, nelle scuole nelle università nelle case occupate alle politiche di austerity, alle campagne razziste e omofobe di cui Salvini e i suoi sono responsabili.
TUTTI A ROMA, Sabato 28 febbraio ore 14 corteo da Piazza Vittorio
La pagina FB della campagna #MaiConSalvini
#MAI CON SALVINI ROMA NON TI VUOLE
#ROMANONSILEGA
Cara Persona, prima di qualsiasi mestiere,
Che veicola saperi attraverso le infinite linee immateriali della cultura,
Che vivi e vuoi vivere in un mondo pieno di bellezza, quella che si riversa su di te o che scaturisce direttamente dalle tue energie positive.
Non sei abituato e mai lo sarai al malessere, alle strade che si sporcano di odio, alle pance che dimagriscono per ingrassarne altre, alla violenza, alla privazione di libertà.
Sei abituato invece a sopportare tutto questo se accade agli altri fintanto che “l’altro” non sei tu.
Sei affascinato dai contrasti di colori sulla tela del pittore, dalle sfumature in lontananza aggrappate all’orizzonte, da ogni singola differenza che genera armonia.
Non sopporti la distruzione della composizione sociale in nome dell’appartenenza, del privilegio, dell’avidità, della prevaricazione, della paura.
Non sopporti chi distrugge, anziché valorizzare, la dignità umana in nome di differenze etniche, di genere, religiose, culturali, occultando parole come xenofobia, razzismo ed omofobia.
Disprezzi ogni forma di degrado, di abbandono, di mal curanza dovuta a chi vuole per sé togliendo agli altri, ma per troppo tempo hai tollerato chi accoppia il degrado al disagio di persone alle quali molto è stato tolto per ingrassare quelle pance lì o quelle appartenenze là. Per troppo tempo hai tollerato chi spiega il degrado con il linguaggio del razzismo, quando il primo è la conseguenza del secondo; il risultato di chi in virtù di una sprezzante, infondata, superiorità, priva l’altro della possibilità di integrarsi e nega ogni condivisione, costruisce privilegi fondati sull’esclusione e protetti da barriere, muri, filo spinato, guerra e ulteriore povertà.
Il vero degrado è la crisi e la povertà non chi è in crisi ed in povertà.
Il vero degrado è chi nella crisi e con la crisi si arricchisce.
Il vero degrado è chi la crisi l’ha prodotta.
A te che nascondi una forte disapprovazione per tutto questo, chiediamo che il 28 Febbraio, il giorno dell’arrivo di Salvini a Roma, dell’orribile sfilata di Lega Nord e CasaPound, alfieri del “Razzismo del Terzo Millennio”, tu venga a contestare quello che ormai non accetti più, la discriminazione e una distorta visione del degrado. Chiediamo che tu venga a contestare Salvini e ad esprimere tutta la tua voglia di libertà e giustizia, vero motore di ogni bellezza.
Invitiamo lettori, artisti, insegnanti, artigiani, ricercatori, lavoratori della conoscenza, persone prima di qualsiasi mestiere, chi veicola saperi attraverso le infinite linee immateriali della cultura, chi vive e vuole vivere in un mondo pieno di bellezza…
…ad aderire al nostro appello, condividerlo e rilanciarlo, a girare brevi clip video e foto in cui raccontino il loro perché #MaiConSalvini, che ci aiutino a far viaggiare la campagna e che siano al nostro fianco il 28 febbraio, al fianco della Roma che resiste tutti i giorni nei quartieri, nelle scuole nelle università nelle case occupate alle politiche di austerity, alle campagne razziste e omofobe di cui Salvini e i suoi sono responsabili.
TUTTI A ROMA, Sabato 28 febbraio ore 14 corteo da Piazza Vittorio
La pagina FB della campagna #MaiConSalvini
#MAI CON SALVINI ROMA NON TI VUOLE
#ROMANONSILEGA
STAY TUNED
29/08/14
Smash the Fascism: 99 Posse e Verona
99 POSSE: DICHIARAZIONI SULL’ANNULLAMENTO DEL CONCERTO ALL’VRBAN ECOFESTIVAL DEL 4 SETTEMBRE A VERONA
Questo il farneticante comunicato dell’VRBAN ECOFESTIVAL con cui si annuncia l'annullamento del concerto dei 99 Posse, a seguito delle minacce di gruppi di estrema destra, collusi e contigui alla giunta leghista del sindaco Tosi.
L’Organizzazione dell’VRBAN ECOFESTIVAL di Verona, a seguito delle dichiarazioni che hanno alimentato il clima di tensione degli scorsi giorni, ha deciso di annullare il concerto dei 99 Posse previsto per giovedì 4 settembre ai Bastioni Via Città di Nimes, Verona. Dichiarano ufficialmente di ritenere che “non ci siano sufficienti condizioni di sicurezza per il pubblico e per gli operatori coinvolti nella manifestazione per garantire lo spettacolo in questione.”
Inoltre, ribadiscono che “essendo una manifestazione che parla di sostenibilità e non di politica, la polemica generata, che rischierebbe di strumentalizzare l’evento, è diventata per noi insostenibile. VRBAN bandisce la strumentalizzazione. L’Organizzazione sceglie quindi di rinunciare all’artista 99 Posse, selezionato per i temi importanti di sostenibilità sociale che tratta con la propria musica, per salvaguardare gli intenti e le finalità dell’interno progetto che dura, come detto più volte, da nove anni.”
Quindi, i 99 POSSE si pronunciano sulla questione con le seguenti dichiarazioni ufficiali:
Questo il farneticante comunicato dell’VRBAN ECOFESTIVAL con cui si annuncia l'annullamento del concerto dei 99 Posse, a seguito delle minacce di gruppi di estrema destra, collusi e contigui alla giunta leghista del sindaco Tosi.
L’Organizzazione dell’VRBAN ECOFESTIVAL di Verona, a seguito delle dichiarazioni che hanno alimentato il clima di tensione degli scorsi giorni, ha deciso di annullare il concerto dei 99 Posse previsto per giovedì 4 settembre ai Bastioni Via Città di Nimes, Verona. Dichiarano ufficialmente di ritenere che “non ci siano sufficienti condizioni di sicurezza per il pubblico e per gli operatori coinvolti nella manifestazione per garantire lo spettacolo in questione.”
Inoltre, ribadiscono che “essendo una manifestazione che parla di sostenibilità e non di politica, la polemica generata, che rischierebbe di strumentalizzare l’evento, è diventata per noi insostenibile. VRBAN bandisce la strumentalizzazione. L’Organizzazione sceglie quindi di rinunciare all’artista 99 Posse, selezionato per i temi importanti di sostenibilità sociale che tratta con la propria musica, per salvaguardare gli intenti e le finalità dell’interno progetto che dura, come detto più volte, da nove anni.”
Quindi, i 99 POSSE si pronunciano sulla questione con le seguenti dichiarazioni ufficiali:
“Noi non sapevamo che, dalla data della nostra unica e lontana esibizione negli anni Novanta, Verona non fosse più in Italia. Non sapevamo che, in quella città, le organizzazioni neofasciste potessero ottenere l’annullamento di un concerto regolarmente contrattualizzato, perché la band che avrebbe dovuto esibirsi è dichiaratamente antifascista. Noi, illusi, eravamo rimasti alla Costituzione della Repubblica Italiana. Sì, esatto, quella nata dalla Resistenza e proprio dal ripudio del fascismo che garantisce a ogni cittadino il diritto di espressione. Evidentemente a Verona, in virtù della sua fuoriuscita dall’Italia della quale nessuno era a conoscenza, queste regole che sono alla base della nostra pur imperfetta democrazia non valgono più, sono state rovesciate. E così, basta minacciare il ricorso squadrista alla piazza, perché gli organizzatori del Vrban Eco Festival annullino unilateralmente il concerto, ritendendo che non ci siano condizioni di sicurezza sufficienti per il pubblico e gli operatori. Mentre il sindaco leghista Flavio Tosi fa professione di liberalità fumosa, mediatica e cerchiobottista, l’opposizione in consiglio comunale sostanzialmente tace, e la pubblica sicurezza che solitamente affolla i nostri concerti, con una presenza né invocata né gradita, stavolta si gira dall’altra parte, come spesso accade quando si tratta di estrema destra.Ad aprire le danze contro il nostro concerto è Andrea Miglioranzi, ex militante del Veneto Fronte Skinheads eletto con la Lista Tosi, che, in questa bizzarra enclave dove la Liberazione sembra non essere mai arrivata, è addirittura il presidente della municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti di Verona, l’Amia. Miglioranzi ritira la sponsorizzazione all’evento, di cui ci teniamo a precisare che non eravamo informati, perché i nostri testi inciterebbero alla violenza, nonostante che nei nostri ormai duemila concerti non si sia verificato mai il benché minimo incidente. Immemore, evidentemente, del suo glorioso passato fra il 1994 e il 2006 con la nazi-rock band Gesta Bellica, della quale basta un paio di strofe dell’omonima canzone per evidenziarne l’alto contenuto etico a favore della pace e della tolleranza fra i popoli: «Tu, rosso compagno, di negri e immigrati compare degno… Che anche per te, vigliacco senza onore, è giunta l'ora della nostra rabbia!». In linea con tutto il loro repertorio che è un lugubre e insensato atto d’accusa contro ebrei, tossicodipendenti, immigrati e avversari politici.Ma non deve stupire, se a Verona il Comune concede gratuitamente l’Arena per far esibire due gruppi dichiaratamente neonazisti come Sumbu Brothers e 1903.
Non deve stupire, se a Verona ex squadristi picchiatori fanno carriera politica, se le lauree si festeggiano con la “caccia ai rossi” a mano armata in giro per i locali di Veronetta, se le intimidazioni sono all'ordine del giorno. Come potrebbe stupire, del resto, se lo stesso sindaco Tosi sfila alla testa di un corteo organizzato da gruppi di estrema destra come Forza Nuova (fondato da Roberto Fiore, ex terrorista di Terza Posizione) e quando l’anno dopo alcuni militanti proprio di quella organizzazione politica aggrediscono ed uccidono in pieno centro storico a calci e pugni Nicola Tommasoli, un ragazzo di soli ventinove anni, lo stesso sindaco dichiara ai giornali che «è un caso su un milione, poteva capitare a chiunque»? E va oltre i confini del surreale la decisione del consiglio comunale di Verona di nominare come suo rappresentante per l'Istituto Veronese per la Resistenza lo stesso pacifista di cui sopra, Andrea Miglioranzi, che sull’onda delle polemiche poi si dimette. Un quadro abbastanza inquietante, che in questi giorni si arricchisce di telefonate anonime, ronde, incursioni nei locali alternativi di Verona e minacce esplicite agli antifascisti.Ma è solo una questione politica o c’è dell’altro? Recentemente si sono esibiti a Verona senza problemi gruppi e artisti forse meno espliciti, ma sicuramente inquadrabili a sinistra, cosa rende la 99 Posse diversa da loro? In questi giorni la nostra pagina facebook è presa d’assalto da utenti chiaramente riconducibili alla curva sud veronese. E in questo caso gli insulti sono squisitamente a base di razzismo antimeridionale, con il consueto campionario di «terroni, lavatevi, benvenuti in Italia». Dello stesso tenore, anche molti commenti agli articoli apparsi on line in questi giorni, come se Verona si apprestasse a ospitare una delle sentitissime partite contro il Napoli e non invece il concerto di un gruppo musicale. Ci troviamo quindi di fronte all’ennesimo episodio di bieco antimeridionalismo, di cui si rendono protagoniste le frange estreme e politicamente connotate della tifoseria veronese. Ma noi rifiutiamo questa logica, perché siamo abituati a distinguere amici e nemici sulla base delle convinzioni politiche, non certo per l’accento, la nazionalità o la fede calcistica. Invitiamo perciò i nostri fans a evitare generalizzazioni uguali e contrarie che facciano di un’erba un fascio: in questo caso, sotto accusa sono i fascisti e i razzisti veronesi, non la città di Verona. Un brutto articolo di un pessimo sito nazionalista dice che se i Sumbu Brothers possono suonare all’Arena e i 99 Posse no, questo dipende dal fatto che i primi avrebbero seguito sul territorio, mentre noi non ce l’avremmo. Ebbene, ci duole deluderlo, ma noi stiamo ricevendo da giorni centinaia di messaggi di solidarietà da parte di tanti cittadini veronesi, non solo quelli schierati politicamente a sinistra, ma anche dei sinceri democratici e di chiunque aveva accolto con piacere l’annuncio del nostro concerto. A questa Verona migliore vanno il nostro abbraccio e il nostro ringraziamento, con la promessa e l’auspicio di costruire insieme le condizioni perché la 99 Posse possa esibirsi al più presto nella loro città, nell’ambito di una più vasta e generale iniziativa contro il fascismo e la sua infame logica di violenza e di morte.”
Non siamo proprio dei fan della musica dei 99 Posse, ma da parte nostra..un comunicato che non fa una grinza..
INTERZONE
21/05/14
Il cartellone di Dio e..le balle in 3D
ah ah ah , la legge del contrappasso .Peccato che non fosse più pesante
perché non ci dice anche quanto costa e quanto ha rubato la lega ?
(nobb)
Oddio! Sono preoccupato per il cartellone, spero non si sia rovinato. La prossima volta speriamo lo colpisca bene sulla testa, hai visto mai che rinsavisca? Naaaaa! Impossibile è leghista!
spartaco63
guardate quest'uomo: sembra un deficiente e parla come un deficiente, ma non lasciatevi ingannare: è veramente deficiente!
sigica01
un momento di raccoglimento per il povero cartellone!
riccardo
peccato che il cartellone non fosse di ghisa
gigi
Bello! Nemesi quasi-storica!
camasa
Dio esiste !!!
elena
se ci fosse davvero, ben altro gli farebbe....
luigi
certe affermazioni fanno cadere le palle.. ma fanno cadere anche i cartelloni evidentemente!!!
rac
26/03/11
Leghe
«Umberto, hai la patta dei pantaloni aperta!”». E lui? «Mi ha risposto: “Vaffanculo!”, ed è uscito dalla stanza. Dopo tre secondi è rientrato, e ha detto: “È aperta perché è sempre pronto”». Rosanna Sapori snocciola aneddoti sui suoi giorni verdi parlando da dietro il bancone di una tabaccheria a Zanica, provincia di Bergamo. Poco più che 50enne, ex giornalista di Radio Padania, ha tagliato i ponti con la Lega Nord nel 2004 quando, dopo vari contratti co.co.co, è stata “accompagnata alla porta”. Rompeva le scatole riguardo ai conti del Carroccio, ed era troppo in confidenza con Umberto Bossi. «Alla nomenclatura non andava bene il rapporto che avevo con lui», racconta. Eravate amici? «Lo conoscevo molto bene, ma non così tanto da diventare parlamentare. Capito mi hai?» Messaggio recepito, eccome.
Eppure, si intuisce, Bossi – “il Capo”, come lo chiamano da sempre i militanti padani della prima ora – le manca. Il Bossi che si affacciava negli studi di Radio Padania urlando: «Chi è Moretti?» (risposte dei presenti: «Un parlamentare della Lega?», «Quello della birra?»; risposta di Rosanna: «Il capo delle Brigate Rosse». Conclusione di Bossi: «Esatto! Tu lo sai perché sei una comunista di merda!»). Ricordan-dolo nel suo abbigliamento classico, Rosanna quasi si commuove: «Pantaloni grigio topo, scarpe stringate marroni, uno spolverino verde della Padania, canottiera bianca e in mano due sacchetti di plastica con dentro i sigari. Una volta gli ho detto: “Ma come sei ridotto?”. E lui: “Non ho dormito tutta la notte, non mi rompere i coglioni”».
Ma, al di là del folclore, i coperchi sollevati da Rosanna sono piuttosto interessanti. Interessanti al punto da chiedersi com’è che nessuno abbia mai fatto un grinza tutte le volte che lei ha parlato (l’ultima in ordine di tempo: lo scorso agosto al Riformista). Ad esempio: riguardo ad antiche relazioni economiche tra Silvio Berlusconi e la Lega. Alle voci secondo cui nel 2000 i due avrebbero (condizionale d’obbligo) stipulato un accordo per cui il primo avrebbe ripianato i debiti del secondo, congelando querele e rinnovando fideussioni, in cambio di cieca fedeltà. «Non ho prove», ammette Rosanna, «la mia è una supposizione. Ma se ripercorriamo la storia di quegli anni, quel che vediamo è una Lega sull'orlo della bancarotta: le rotative del giornale sotto sequestro, la disastrosa impresa della banca Credi-EuroNord...». E quindi? Quindi un patto che ha del mefistofelico: la cessione del simbolo. L'Alberto da Giussano e relativo brand leghista (s)venduti al Cavaliere in cambio di una pietra sopra le denunce nei confronti de La Padania per i titoli contro il Berluskaiser mafioso e piduista, e di sostanziosi aiuti alle casse del Carroccio fatte a pezzi da debiti.
Di un ipotetico contratto tra Berlusconi e Bossi i giornali in realtà già scrissero nel 2007, nel bel mezzo dello scandalo Telecom, parlando di una somma intorno ai 70 miliardi delle vecchie lire: «Che siano uno, 20, 70 o 100 non ha importanza», dice Rosanna. «Erano i soldi necessari per evitare il fallimento della Lega». Ma il lato più interessante (e inedito) è ovviamente quello che riguarda il simbolo. Da un’indagine di RS presso l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi risulta che, a nome di Umberto Bossi o di gente del suo entourage, non è registrato alcun logo raffigurante Alberto Da Giussano. L'unico marchio “Lega Nord/Lega Lombarda” depositato appartiene a una ditta di Sesto San Giovanni che produce medaglie e distintivi: da noi sentito, il proprietario spiega di aver registrato il simbolo con spadone e dicitura Lega Lombarda/Lega Nord nel 1992, dunque nel periodo di espansione del movimento padano, e di aver fornito al partito 5.000 medagliette per un evento a Monza nei primi ’90. Il Sole delle Alpi, invece, risulta sì di proprietà della società cooperativa Editoriale Nord, così come altri marchi leghisti (ad esempio, Mister Padania), ma il simbolo del partito no...
Stando al racconto della Sapori, (ripreso anche da Leonardo Facco nel libro Umberto Magno. La vera storia dell'imperatore della Padania, Aliberti 2010), Silvio Berlusconi durante una cena a Milano in compagnia di alcuni onorevoli avrebbe detto: “Non preoccupatevi di Bossi, lui non tradirà più. Lo spadone è mio”. Correva l'anno 2000 e insieme al Cavaliere – sempre secondo la Sapori – ci sarebbero stati Gianfranco Fini e l’onorevole (attualmente Alleanza per l’Italia) Bruno Tabacci. Quest'ultimo, presunto testimone della dichiarazione di Berlusconi, smentisce però a RS l’episodio, aggiungendo di non essere mai stato a cena con l'attuale premier.
Di certo, riprende Rossana, una siffatta configurazione spiegherebbe perfettamente perché: «...in tutti questi anni la dirigenza leghista abbia digerito certe cose». In effetti... «Sono convinta», conclude, «che dal 2001 quello della Lega sia un partito tenuto in mano da una persona». E questa persona non sarebbe Bossi, «tuttora amatissimo dalla base» e tuttora ricordato, quantomeno con affetto, da Rosanna. Dopo il famoso ictus della notte tra il 10 e l'11 marzo del 2004, «venuto a mancare lui, tutti quelli che gli giravano intorno sono stati fatti fuori». Sapori compresa, che ha smesso di fare la giornalista e ha aperto, appunto, una tabaccheria. Ci accomiatiamo con una sua ultima tagliente battuta: «Continuo comunque a vendere fumo, no?».
Quel che si intuisce quasi subito, bazzicando l’universo della Lega, è che al di là del suo peso politico nelle ultime legislature (non indifferente, soprattutto in quella in corso), al di là della manifesta capacità del partito di muoversi sul territorio e parlare alla famosa “base”, il mito delle origini padano (e bossiano) ha dei passaggi poco chiari. Leonardo Facco, autore del già citato pamphlet Umberto Magno, ex militante leghista e giornalista a La Padania dal 1997 al 2003, ha le idee molto chiare al riguardo, idee che spesso esprime in maniera assai colorita. «Ero a Pontida nel 1990», racconta. «Ero tra quelli che dicevano: “Per fortuna abbiamo il Bossi”. Credevo avrebbe scardinato il sistema, invece non ha fatto che incrementarlo». Una delusione... «Sì, ma lui è così. Era così anche da giovanissimo: diceva di essere laureato, usciva di casa in giacca e cravatta sostenendo di andare a lavorare in ospedale quando invece si arrabattava in mille lavoretti casuali». Ma fin qui sarebbe ancora roba leggera. Sulla famosa questione del federalismo, invece, Facco suggerisce di fare mente locale alla storia recente del nostro continente. «Durante la guerra in Serbia, è risaputo che Bossi si è schierato al fianco di Milosevic, contro l'indipendenza del Kosovo».
E ancora. Franco Rocchetta: classe 1947, già padre della Liga Veneta. Con Bossi, uno dei fondatori della Lega Nord. Lo sento al telefono. Lui mi richiama da un call center (per paura di intercettazioni...). Gli chiedo di ricordare la riunione da cui è nato tutto: quella da lui organizzata all'hotel Due Torri di Verona il 7 aprile 1979, e in cui confluirono tutti i movimenti autonomisti, etnici e federalisti. «C'erano sardi, siciliani, albanesi...». E ovviamente c'era anche Bruno Salvadori, leader dell'Union Valdotaine che – proprio nel '79 – fulminò Bossi sulla via per Pontida. «Io allora ero al corrente di gruppi in Veneto, Liguria, Emilia Romagna... ma dalla Lombardia non mi risultava nulla. Salvadori non mi ha mai parlato di Bossi, allora. Io stesso l’ho incontrato per la prima volta solo nell'81». Secondo punto: al famoso meeting di Verona venne respinta la partecipazione della Lista per Trieste, «perché erano iper-nazionalisti, cripto-fascisti, anti-sloveni». La stessa Lista per Trieste che nel 1983 presentò a Varese proprio Bossi, ora paladino del Federalismo, «candidato per un partito anti-federalista».
Nel 1989 Rocchetta fonda con Bossi la Lega Nord. Ne viene quindi espulso, nel 1994, “per aver cercato di creare una scorciatoia verso un partito unico di berlusconiana origine” (pensa te). Questioni di leadership, in realtà, e di conflitti tra lombardi e veneti. A questi ultimi non è mai andata giù la centralità di via Bellerio (sede milanese del partito). «Ma soprattutto», conclude Rocchetta, «i 12 punti del programma politico della Lega non li ha inventati Bossi, sono copiati dai nostri». Nostri della Liga Veneta...
Rolling Stone Magazine
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