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27/10/15

Gli anni d'oro dell'Horror

SPECIALE HORROR
Mappa dettagliata, meticolosamente studiata, che elenca circa 250 film horror girati in 50 stati americani. La mappa rappresenta dove si svolgono le storie dei film, e non dove sono state effettivamente girate le riprese. Oggi, la maggior parte dei film horror a stelle e strisce sono girati in California, che registra i costi di produzioni più accessibili, ma anche in questo caso possono esserci incongruenze: ad esempio, Halloween è stato girato fuori Los Angeles, ma il film è ambientato in Illinois.
Questa mappa è un vero e proprio atto d'amore, e ha contribuito anche alla scoperta di un paio di nuovi film. Per tutti gli appassionati...
Horroronscreen.com
(clicca sulle mappe per ingrandire)





FEAR ON FILM: LANDIS - CARPENTER - CRONENBERG E L'ETA' DELL'ORO DEL CINEMA HORROR
Ne parlavamo proprio in questi giorni: gli anni '80 rappresentano oggi quello che gli anni '60 rappresentavano alle generazioni precedenti: una specie di età dell'oro. I primi anni 1980 sono stati l'età dell'oro, un grande momento nel cinema per il genere horror, e questi tre uomini che vedremo nell'intervista nel video sotto, erano proprio al centro di tutto. Questa intervista è stata probabilmente condotta nei primi mesi del 1982, John Landis era uscito con Un lupo mannaro americano a Londra, a un anno di distanza dal video di Michael Jackson "Thriller", che chiunque abbia vissuto l'epoca dirà che non era solo un video qualsiasi, un ordinario video musicale in voga in quegli anni, ma un vero e proprio film horror di 13 minuti, sul tema zombie, ed entrambi, canzone e video erano caratterizzati dal memorabile commento/intervento vocale di Vincent Price. John Carpenter, poi, aveva dato il via alla serie di Halloween del 1978, era nelle sale da poco con The Fog, e avrebbe terminato The Thing ( La Cosa) nell'estate del 1982. David Cronenberg, dopo The Scanner e The Brood, stava promuovendo Videodrome, che sarebbe uscito nel 1983, lo stesso anno di The Dead Zone. E tutto questo senza contare il primo film della serie Evil Dead, uscito nel 1981, o Alien, uscito nel 1979. Ci furono poi le serie di Venerdì 13 e Nightmare on Elm, rispettivamente nel 1980 e nel 1984, e nello stesso periodo furono prodotti molti film da Stephen King, forse troppi, come Firestarter, Cujo, Creepshow, e Christine.

L' intervista. Carpenter insiste sul fatto che i film horror non lo spaventano, ma poi ammette che vedere It Came from outer space (Destinazione ... Terra! ndr) quando aveva 4 anni lo aveva scosso e spaventato. Landis pensava che vi era stato un cambiamento nei film horror: le storie erano abbastanza buone, ma poi l'effetto era rovinato dalla comparsa di un mostri fatti male (di merda nell'intervista..). Dal 1981 il film erano peggiorati ma i mostri effettivamente erano tecnicamente migliorati e piuttosto convincenti da guardare . I nomi Rick Baker e Roger Corman sono sbandierati liberamente. Sia Landis che Carpenter lamentavano la necessità di intere giornate spese per girare una sola scena con effetti pesanti. Cronenberg invece si lamenta della censura in Canada e sottolinea diversi aspetti positivi del sistema statunitense.
Un bellissimo video, purtroppo in inglese, per tutti i fan dell'horror e per tutti quelli che amano indossare.. giacche marroni.




Dangerous Minds


21/03/15

The Italian Machine

Guardatevi questo strano ma assolutamente originale corto di David Cronrmberg, datato 1976 e che il grande Enrico Ghezzi ha recensito e definito come " il più bello e il più geniale di tutti i cortometraggi televisivi di David Cronenberg" […] 
25 minuti, scritto, sceneggiato e diretto da lui, è decisamente il più eccentrico di tutta la sua filmografia. È infatti sostanzialmente una commedia, con momenti esileranti di comicità e humor e in cui non vi è un finale tragico, come in altri film del regista canadese.

"The Italian Machine", La macchina italiana, è la storia di Lionel, appassionato di motociclette, che scopre dall'odiato rivenditore Reinhardt che questi ha venduto una rara Ducati 900 Desmo Supersport al collezionista d'arte Mouette, che intende conservarla come un oggetto d'arte fra tanti, invece di utilizzarla, decide di "liberarla".
Con gli amici Fred e Bug, Lionel si finge inviato della rivista d'arte Tecno Art e riesce a farsi accogliere in casa da Mouette, dove trova insopportabile la vita di quella splendida moto italiana condannata all'immobilità in un salotto, con il suo potente motore a far la ruggine. Di quell'insolita collezione d'arte contemporanea fa parte anche un pezzo assolutamente unico, un essere umano vivente, Ricardo, che non deve far nulla, se non fungere da opera d'arte. Fred nota che il giovane mantenuto ha un vizio dispendioso, la cocaina, e gli offre un'ampia fornitura di droga in cambio del suo aiuto per impossessarsi della moto. Alla richiesta di Ricardo di poter avere la Ducati, con il pretesto di compiere un estremo gesto creativo, un'opera d'arte che possiede un'opera d'arte, Mouette si dimostra ben disposto a cedergliela in regalo, come una sorta di buonuscita, perché si è stancato di lui ed ha già trovato un altro giovane che ne prenda il posto nella propria collezione...

La macchina italiana è una coinvolgente meditazione sfumata, senza fronzoli, sulla tecnologia, l'arte, la decadenza. L'arte già allora vista come pura ideologia dell’esposizione, e la nostra vita quotidiana come un museo. La macchina italiana più in particolare ricorda molto di JG Ballard, il che non è poi così strano se si considera che Cronenberg traspose Crash al cinema un paio di decenni più tardi. I riferimenti ballardiani della storia risiedono principalmente in Mouette e nelle sue coorti, esteti e filosofi (quando non assumono la cocaina): la bellezza, la bellezza di un oggetto, la bellezza di una persona che è esposto insieme alla macchina, allora diventa solo una sfida tra diverse follie, diverse ossessioni; vincerà l’ossessione più libera, più folle in qualche modo. Tutto in linea con i tanti oscuri capolavori che Cronenberg farà negli anni a venire.




29/06/12

Marshall McLuhan: Non sono necessariamente d'accordo con tutto quel che dico


(Marshall McLuhan ad uso delle nuove generazioni)

Herbert Marshall McLuhan (Edmonton, 21 luglio 1911 – Toronto, 31 dicembre 1980)
Pensatore tra i più innovativi del secolo scorso, studioso di comunicazione, precursore d’idee e teorie rivoluzionarie, dal linguaggio esplosivo con frasi taglienti divenute nel tempo vere e proprie icone. Frasi che hanno dato l'illusione di capire tutto ma che in realtà non spiegavano niente, tanto che lo stesso McLuhan si definiva un eterno incompreso. Tanto da essere considerato di volta in volta ciarlatano, mistico, profeta e insieme scienziato sociale serio, per quanto eccentrico. Sociologo, canadese, con La Galassia Gutenberg capi per primo che "il medium è il messaggio": un mezzo può avere o meno un contenuto, ma è altrettanto importante il ruolo stesso che il mezzo svolge nella società e la trasformazione che esso comporta.
(L'esempio potrebbe essere la lampadina, mezzo privo di contenuto ma che crea un ambiente sociale quando è accesa, che altrimenti non esisterebbe).

La stessa frase ci fa' intendere che chi usa il mezzo stesso non comprende il più delle volte ciò che il mezzo stesso comporta, preferendo concentrarsi sull'immediato che esso ci trasmette. L'intuizione contenuta nella famosa frase "il medium è il messaggio" è ancora più esplicitamente spiegata nel libro I nuovi media: la televisione (media per eccellenza nel periodo in cui il libro fu pubblicato, ma il discorso si può ora estendere a Internet) può essere percepita dal pubblico come..rilassante e piacevole, nascondendo e relegando in secondo piano i cambiamenti sociali nel lungo periodo. Guardiamo tutti il telegiornale, ascoltiamo le notizie ma non ci accorgiamo della desensibilazione alla violenza -il messaggio- a cui siamo sottoposti. Attraverso lo schermo siamo informati e vediamo quello che succede nel mondo, partecipiamo agli eventi: tutto il pianeta diventa cosi..un "villaggio globale". Secondo McLuhan però, il villaggio globale non implica, come la definizione potrebbe suggerire, una "cultura globale". Anzi, questo è visto come un insieme di diversità, di discontinuità e un coacervo di sottoculture in totale disaccordo. Nel frattempo questa diventa una condizione in cui ogni diversità diviene globale e ha la possibilità di essere condivisa, nonostante la distanza fisica che le separa.
McLuhan anticipatore lo intravediamo quando afferma che "una nuova tecnologia, qualunque essa sia, ingloberà la televisione come contenuto e non come ambiente"..
Non assomiglia a internet questa nuova tecnologia di cui parla il sociologo canadese?

IL FUTURO E' UN TERRITORIO DEL PASSATO
Il prossimo medium, qualunque esso sia..
potrà essere un'estensione della nostra coscienza
includerà la televisione come un suo contenuto
trasformerà la televisione stessa in una forma d'arte
farà del computer uno strumento di ricerca
potra' migliorare le nostre performance
renderà obsoleta l'organizzazione delle biblioteche
recupererà la funzione enciclopedica degli individui
darà sempre più rilievo al privato
fornirà' velocemente dati su misura
valorizzerà' la spendibilità' dell'informazione



In effetti, le comunicazioni penetrano sempre più nella nostra coscienza, inglobano media precedenti, com’è il caso della televisione dentro YouTube, tendono a nuove forme artistiche, si trasformano in canali di ricerca (pensiamo a Wikipedia) spiazzando organizzazioni precedenti come le biblioteche e portando il sapere enciclopedico all'interno del singolo individuo, accelerano ogni processo e hanno un forte orientamento al marketing. Questo complesso di effetti intuiti da McLuhan fin dagli anni '60, conferma la convinzione che " IL FUTURO E' UN TERRITORIO DEL PASSATO".
Cioè, bisogna saper discernere negli eventi che ci hanno preceduto i punti di forza che non solo permangono ancora oggi, ma che tracciano le strade del domani.

L'invenzione della scrittura, ad esempio, poi quella dell'alfabeto, infine quella della stampa e ora la diffusione dei mass media segna delle tappe storiche delle quali, forse, non siamo riusciti ancora a comprendere la portata. Mentre in gran parte del mondo si combatte la battaglia contro l'analfabetismo, per il passaggio da una cultura orale a una cultura letterata, nei paesi tecnologicamente avanzati si avverte una crisi della cultura alfabetica e l'esigenza di una nuova cultura..post alfabetico, nel momento in cui anche i bambini sostituiranno le penne biro con le tastiere dei computer, e le lavagne dal touch screen delle nuove lavagne interattive..
Il messaggio principale, il primo effetto del medium dunque, sono le conseguenze psichiche e sociali dell'utilizzo del medium stesso.

Intuizioni e idee, slogan che sembrano venuti di getto ma che nascondono e sono frutto di anni di ricerca. Andare sempre alla fonte, ricercare sempre l'originale anche a costo di grandi fatiche, erano i consigli che dava ai suoi collaboratori ed è la vera eredità che in fondo ci ha lasciato. Il rigore e un metodo di studio che a lungo è rimasto sotto silenzio, soprattutto in Italia e che, colpevolmente è stato capito e accettato con notevole ritardo.

Tecnologia e comunicazione digitale che si fanno tutt'uno con il corpo e la mente dell'uomo, trasformandosi in una nuova.."carne".
L'interazione tra i media e i sensi vengono descritti non come separati, ma collegati nel profondo. E' David Cronenberg, regista di culto e allievo del massmediologo McLuhan, a portare sullo schermo le sue suggestioni e i suoi insegnamenti. Entrambi portano avanti l'idea di come i mezzi di comunicazione danno forma agli individui che li utilizzano, con trasformazioni anche fisiche. L'interazione tra gli esseri umani e i media è il tema centrale di Videodrome (1982) e di eXistenZ (1999) di Cronenberg.


"Lo schermo televisivo è ormai l'unico vero occhio dell'uomo e fa ormai parte della struttura fisica del cervello umano. Ne consegue che la televisione è la realtà'. E la realtà'..è meno della televisione?" (O'Blivion, magnate dei media ispirato a McLuhan in Videodrome, un viaggio allucinante e allucinato, malato all'interno del mondo della televisione, la "nuova carne", che, morto da tempo, continua a vivere attraverso la sua immagine televisiva).
Profetico, più che mai, ora che internet ci permette di vivere vite alternative e personalità diverse nella rete, che comunicano tra loro e con gli altri.
Il protagonista arriva ad avere una fessura sul suo stesso corpo nella quale sono inserite le videocassette che gli trasmettono ordini e suggestioni: in fondo..il prototipo dello spettatore che"inghiotte" le immagini passivamente e da loro si fa guidare, vivendo quella che non è più la realtà, ma un’allucinazione trasmessa dal video.

Un’epopea sull'intossicazione umana derivata dall'uso delle immagini televisive e sulle modificazioni fisiche e antropologiche che la diffusione della tv sta apportando all'apparato percettivo umano.

(D. Cronenberg, Umano e post umano)