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03/03/15

Nascondere dischi nei divani: Stranezze rock

I musicisti rock amano i propri fan.. Non è una questione di generi: di robe strane se ne vedono in giro..


Rifiutandosi di suonare la canzone giusta
Dead Kennedys 
l Dead Kennedys, gruppo californiano hardcore punk, sono stati uno dei primi grandi attori della scena DIY (Do-It-Yourself) della West Coast. Nel 1980 furono invitati a suonare al Bay Area Music Awards, per donare all'evento una certa credibilità anche nei circuiti alternativi, di fronte ad un pubblico composto principalmente da persone dell'industria discografica, oltre a diversi gruppi "mainstream". Il giorno del concerto venne speso dal gruppo per provare il pezzo che gli organizzatori avevano richiesto, l'hit California Über Alles. Al momento dell'esibizione, Jello Biafra, frontman della band urlò: <<"Aspettate! Abbiamo dimostrato che ora siamo adulti . Non siamo una band punk rock, siamo una band new wave.">> e il gruppo attaccò però un altro pezzo, Pull My Strings, composto per l'occasione, che attaccava direttamente proprio l'industria musicale. Per via di alcuni proclami politici, per l'atteggiamento compulsivamente violento e per l'ironia nei confronti dello show-business (una parte del testo di Pull My Strings recita: "Il mio cazzo è abbastanza grande e il mio cervello è abbastanza piccolo affinché tu mi faccia diventare una star?" ), il gruppo non venne mai più invitato a una manifestazione del genere. Pull My Strings non venne mai registrata in studio, ma la versione eseguita ai Music Awards (la prima ed unica volta che il pezzo venne eseguito) verrà pubblicato nella raccolta postuma Give Me Convenience or Give Me Death.

Mandare a quel paese la propria etichetta
Death Grips
L'intera carriera dei Death Grips potrebbe essere vista come un unico, enorme tentativo di combattere con il proprio pubblico. Dall' organizzare un tour con Nine Inch Nails, attraverso tutto il paese, dopo aver firmato un contratto solo per romperlo qualche settimana prima dell'inizio del tour, hanno fatto di tutto. Ma nessuna mossa è così pazza come quella per l'uscita del loro secondo album, No Love Deep Web. Era il seguito del loro acclamato debutto per una major The Money Store, e la band volle pubblicare No Love Deep Web il più velocemente possibile. La loro etichetta, invece, voleva aspettare, anche per questioni di marketing: la band non prese bene questa scelta dell'etichetta e decise di far uscire il disco attraverso il loro sito web, come vero e proprio insulto ai loro ormai ex datori di lavoro. Ciliegina sulla torta, la band pubblicò l'album con una cover, che non era nient'altro che una foto scattata con un cellulare, che ritraeva il pene eretto del batterista nel bagno dello studio di registrazione, con sopra il titolo dell'album scarabocchiato con un pennarello.


Nascondere dischi nei divani
Jack White
Oggi è una star, cantante, polistrumentista, produttore discografico e anche attore statunitense. Dopo aver fondato i White Stipes, ha poi proseguito la carriera come solista e parallelemente con vari gruppi, i The Raconteurs, The Dead Weather. Uno dei più popolari e celebri chitarristi rock del decennio, è sempre stato abbastanza strano, ma niente si avvicina a ciò che White ha combinato prima che la sua carriera musicale decollasse davvero. Ai tempi in cui ancora suonava con i misconosciuti The Upholsterers nel 2004, lavorava come apprendista in una fabbrica di mobili con il suo compagno di band Brian Muldoon. Durante questo periodo, iniziò a nascondere 100 dischi demo della sua band in un numero non confermato di divani.
Senza avvertire nessuno dei compratori, e considerando il divario di tempo che intercorre tra quel periodo e la sua fama attuale, è improbabile che uno dei clienti avrebbe ricordato il nome del ragazzino allampanato che aveva lavorato al loro divano . Nel dicembre 2014, circa 14 anni dopo, è stato trovato il primo di quei demo. Poco dopo il ritrovamento di un altro. Quindi ci sono ancora 98 dischi dispersi, in 98 divani in giro per l'America!.

26/06/12

Jack White, l'instancabile

Ne' e' passata di acqua sotto i ponti da quando Jack giurava che mai l'avremmo visto in azione con più di tre elementi: chitarra, batteria e voce. Da quando registrava un album in due sole settimane mentre gente come i Coldplay impiegava otto mesi per dare alle stampe..cosa? Dalla rottura del sodalizio con Meg, sorella, moglie, compagna, Jack sembra non volersi piu' fermare: Recounteurs, Dead Weather, miriadi di collaborazioni (Beck, Stones..), la "sua" piccola casa discografica che produce solo singoli in vinile..Ora finalmente e' arrivato Blunderbluss, primo tentativo da solista. Avevo sempre avuto l'impressione che Jack ne avesse davvero abbastanza, che i White Stripes fossero diventati per lui piu' di una gabbia ma ascoltando questo disco, andando un po' a fondo nei testi ne deduco che la scelta di porre fine a quella strana e unica esperienza sia stata ..frustrante, al limite del..dolore. Un disco che parla di vuoto e di angoscia, un quasi trattato sulla perdita e le sue schizzofreniche conseguenze.

Musicalmente Bunderbluss è lontano dai nuovi progetti, piu' simile e vicino agli Stripes. Un disco rock vitale e potente, (Missing pieces, Trash tongue talker, Freedom at 21, Weep Themselves to Sleep piccoli capolavori..) con qualche caduta di tono in qualche episodio, i riff selvaggi stanno li a raccontarci e a dimostrare che Jack ha ormai totale padronanza del Rock'n'Roll, e della sua vita.
Oltre la separazione da Meg questo lavoro risente di un altro evento, il matrimonio con la modella e cantante Karen Elson. A proposito del suo rapporto con le donne, in un intervista Jack ora 36 enne afferma: "Ho sempre pensato che è ridicolo dire, di una delle donne della mia vita: tu sei mia moglie, tu sei la mia ragazza, e da questo ruolo non ti è permesso allontanarti." E ancora: " Fare quello che due persone hanno bisogno di fare..non è mai scritto nel menù."
Cavolo..sottoscrivo, parola per parola..


Bunderbluss torrent


11/09/11

The Dead Weather: Un mare di codardi!

White Stripes, poi con i Raconteurs, l'apparizione nel docufilm di Scorsese sui Rolling Stones,al fianco di J. Page (Zeppelin) e the Edge (U2) in It Might get loud in un progetto dedicato alla chitarra elettrica, altre varie collaborazioni e ora questa specie di..supergruppo, con Allison Mosshart dei Kills e Dean Fertita, turnista nei Queen of The Stoneage, dove si diletta addirittura alla batteria.. Insomma, Jack White come il prezzemolo. Che fosse figlio diretto e legittimo degli anni settanta,era evidente già dai primi lavori con gli Stripes e rispetto al primo album dei Dead, Horehound,di certo non memorabile e che alla fine è risultato solo un altro biglietto da visita per il talento multiforme di Jack White, questo Sea of Cowards (letteralmente " Mare di codardi" !) risulta spontaneo (scritto on the road e durante i soundcheck e simili), fangoso, sporco e paranoico, pronto a trasformare il blues elettrico che pervade tutto l'album in una quasi ossessione. E' spavaldo e coraggioso, in alcuni episodi..esilarante, in cui le chitarre elettriche e l'organetto Hammond duettano e la fanno da padrone,rincorrendosi e amalgamandosi in una miscela di blues e psycho-rock forte ed esplosivo. Jack sostituisce spesso la darkissima e ipnotica Allison (che merita ancor più stima dopo la sua dichiarazione d'amore per i film di J.Cassevetes!!) alla voce in questo lavoro "nero" e appiccicoso e mette il sigillo alla sua padronanza del rock blues a dispetto dei suoi (tanti) detrattori,in questo supergruppo di cowboy zombie che sembrano venuti fuori dritti da una versione blues di un film di Tim Burton! mentre le cover per i video (curati dalla 'nostra' Floria Sigismondi) e la copertina dell'album con le maschere tribali vengono da una foto/quadro del mitico Captain Beefheart!



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Sea Of Cowards