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15/09/15

Rumore (Bianco) tra disturbo e fascino

NOISE NOISE NOISE..
Il rumore bianco è costituito idealmente da tutte le frequenze acustiche, perciò si può dire che contenga tutti i suoni possibili; e come lo scultore scolpisce un blocco di marmo, cosi il progettista sonoro può plasmare il rumore alla ricerca di nuove forme musicali. Gli ultimi anni hanno visto la musica elettronica svilupparsi e diffondersi in maniera vertiginosa; un fenomeno di sensibilizzazione creativa - soprattutto dei giovani - che è reso possibile dalle tecnologie audio e informatiche oggi alla portata di tutti.
Il rumore bianco diventa allora una metafora della moltitudine di persone che, grazie alle nuove tecnologie, possono oggi fare musica sviluppando la propria indole creativa.
Ma il rumore può rappresentare anche il caos, l’incapacità di selezionare tra le tante musiche prodotte. E' importante dunque avvicinarsi all'informatica musicale con la giusta consapevolezza.
<Mary had a little lamb..>: con queste parole, l'inizio di una filastrocca inglese, si chiude un'epoca della storia dell'ascolto musicale e se ne inaugura una nuova. E' il 1877 e l'inventore statunitense Thomas Edison, dopo aver progettato e costruito il suo fonografo, effettua la prima registrazione sonora della storia.
Si avvera cosi l'antichissimo sogno di <catturare> il suono, elemento che resisteva ai tentativi di fissazione, quando ormai la fotografia aveva addomesticato le immagini. Il fonografo di Edison è un oggetto piuttosto rudimentale, dalla qualità sonora assai scarsa se paragonata agli standard di oggi. Registra i suoni su cilindri di cera incisi mediante una puntina metallica e capaci di immagazzinare poco meno di quattro minuti di musica. I cilindri sono oggetti delicati e facilmente deperibili, che permettono un numero limitato di ascolti. Il passo decisivo è stato fatto, e anche la musica e la parola entrano nell'era della riproducibilità tecnica. L'evento sonoro perde la propria unicità e labilità e diventa replicabile un numero indefinibile di volte. Dieci anni più tardi, nel 1887, Emile Berliner riprendendo un'idea dello stesso Edison trasforma il cilindro in un disco e chiama grammofono la macchina utilizzata per leggerlo. Si tratta del primo antenato del disco in vinile che dominerà il consumo musicale per grand parte del ventesimo secolo. Inizia cosi la diffusione di massa del grammofono che all'inizio del Novecento, insieme alla radio, prende il posto del pianoforte come oggetto privilegiato d’intrattenimento nelle case borghesi.
Sempre più spesso la musica passa attraverso questa mediazione tecnologica, slegandosi dalla presenza reale di un esecutore. Il rito del concerto, con i suoi aspetti collettivi e sociali, perde progressivamente il proprio ruolo centrale nella fruizione musicale, mentre si fa strada un tipo di ascolto individuale, domestico.

Il Rumore
<Ovunque siamo, quello che udiamo è prevalentemente rumore. Quando lo ignoriamo, ci disturba. Quando lo ascoltiamo, ci affascina>.
Cosi si esprimeva il grande compositore statunitense John Cage a proposito dei rumori che percepiamo ogni giorno e della loro natura molteplice. In passato il rumore è sempre stato contrapposto al suono, soprattutto perché' non ha un'altezza definita. Ma nel corso del tempo la differenza si è sempre più assottigliata e oggi il rumore è totalmente accettato nell'universo musicale.

La parola "rumore" ha molti significati', e alcuni interessano la musica digitale. Il rumore è ampiamente presente in natura (il suono di una cascata, del vento..) e in generale nella maggioranza dei suoni umani, così come è tra gli elementi primari della famiglia dei suoni artificiali. Quando negli anni '50 si componeva la prima musica elettronica, infatti, gli studi radiofonici erano dotati non solo di oscillatori ma anche di generatori di rumore bianco, strumenti necessari per certe misurazioni elettriche e utilizzati in seguito anche dai musicisti.

Il rumore bianco è un segnale che oltre a essere privo di periodicità è anche caratterizzato da uno spettro che comprende tutte le frequenze, e con uguale ampiezza. Il nome denota l'analogia con il colore bianco che' similmente, contiene tutte le lunghezze d'onda dei diversi colori con la medesima intensità. Molti compositori hanno utilizzato creativamente il rumore bianco cosi come gli scultori utilizzano il marmo, ovvero "estraendo" dalla materia forme strutturate. Siccome contiene tutte le frequenze acustiche, il rumore bianco si presta bene a un'operazione di filtraggio, cioè di estrazione di componenti selezionate dello spettro. Dopo il filtraggio emergono bande larghe o strette di frequenze il cui timbro può differenziarsi in varia misura dal rumore originale. Da una materia sonora grezza come il rumore si possono ottenere suoni vari e raffinati. Ma il rumore può essere visto anche come elemento di disturbo tecnologico. Nell'elettronica e nell'informatica infatti la parola rumore evoca qualcosa che entra in un sistema ma che è estraneo agli effettivi segnali desiderati e circolanti.

Anche i sistemi digitali producono rumori indesiderati di varia natura, o lasciando sul campo una varietà' di "residui sonori". Si tratta di effetti collaterali dei processi di sintesi e di elaborazione del suono, spesso descritti con nomi inglesi come glitch o click. Dalla fine degli anni '90 questi rumori sono divenuti elemento di espressione creativa, addirittura dando vita a nuovi generi (come il glitch, appunto, o la musica noise) tanto da essere considerati all'epoca come una delle più rilevanti novità del panorama musicale di ricerca. Con i sistemi digitali il rumore torna a essere materiale sonoro utilizzabile per comporre musica, certamente diverso da quello utilizzato negli studi radiofonici degli anni '50, ma ugualmente oggetto di sviluppo creativo.

Nella tradizione musicale precedente esso era considerato sgradevole e inaccettabile: ciò dimostra non soltanto che ogni definizione di rumore è soggettiva, ma che essa cambia anche con il contesto culturale. Il rumore che ieri era ritenuto esclusivamente un disturbo oggi trova ampio spazio nell'ascolto. Il percorso non è stato improvvisò ma frutto di un cambiamento graduale che nei decenni ha radicalmente modificato la nostra sensibilità musicale verso questo elemento.

Rumore bianco, Introduzione alla musica digitale
A. Cremaschi, F. Giomi




10/08/15

Hear the World: 80 tra musicisti e celebrità dello spettacolo contro la perdita dell'udito

Jud Law
Dal 2006, la Hear the World Foundation è impegnata a migliorare la qualità della vita e la promozione delle pari opportunità per le persone con perdita dell'udito a livello globale. La Fondazione ha una particolare attenzione ai progetti che sostengono i bambini a raggiungere i loro traguardi di sviluppo e di realizzare il loro pieno potenziale nella vita, indipendentemente dalla loro perdita di udito. Ad oggi, la Hear the World Foundation ha partecipato a oltre 55 progetti in tutti i 5 continenti ed è, quindi, già dato migliaia di persone con ipoacusia la possibilità di una vita migliore.
La perdita dell'udito è ancora una questione trascurata, anche se le cifre sono eloquenti: oltre il 15% della popolazione adulta è affetto da perdita di udito, e circa la metà di questi casi avrebbe potuto essere evitato adottando misure di prevenzione. Ogni anno nascono circa 665.000 bambini affetti da perdita uditiva significativa.

L'80 per cento delle persone che hanno problemi uditivi, vivono in paesi a basso reddito e spesso non hanno alcun accesso a cure audiologiche o mediche. Ad esempio, solo uno su 40 persone con perdita dell'udito indossa un apparecchio acustico. Questo porta a gravi conseguenze: i bambini non trattati, in particolare coloro che vivono in queste regioni, non hanno quasi nessuna prospettiva per il futuro. Dopo tutto, i bambini che non sentono bene hanno difficoltà ad imparare a parlare, il che riduce le loro possibilità di ricevere una formazione e uno sviluppo adeguato alla loro età. Aiuti e assistenza audiologica e medica potrebbe ridurre di molto queste cifre. Tuttavia, l'accesso a queste cure restano al di là delle possibilità economiche della maggior parte delle famiglie.

Sonova, una delle società leader nella produzione di soluzioni uditive, ha fondato la Hear the World Foundation, organizzazione non-profitin che sostiene le pari opportunità e una migliore qualità della vita per le persone con perdita di udito in tutto il mondo. L'obiettivo della Fondazione è quello di creare un mondo in cui ogni persona abbia la possibilità di avere un buon udito.La visione del Hear the World Foundation è un mondo in cui:
    ogni persona ha la possibilità di sperimentare un buon udito,
    indossare un apparecchio acustico non è più un tabù,
   e le persone con problemi di udito godano di pari opportunità 

   rispetto ai norma-udenti. 

Sonova sostiene le persone bisognose con perdita di udito con la prevenzione e la fornitura di informazioni. Hear the World Foundation sostiene attivamente e promuove progetti che forniscono aiuto e consentire di godere di una migliore qualità della vita. La fondazione richiama inoltre l'attenzione per aumentare la consapevolezza sul problema della perdita dell'udito realizzando studi e campagne. Il supporto è fornito attraverso le risorse finanziarie, la fornitura di sistemi acustici e il dispiegamento di proprie squadre. Sonova assume tutti i costi dell'amministrazione della fondazione per garantire che il 100 per cento di tutte le donazioni vadano direttamente ai progetti.

80 tra musicisti, attori, modelle e gente dello spettacolo sono impegnati come ambasciatori dei progetti della Hear the World Foundation.
Ben Kingsley, Billy Idol, Yasmine Le Bon, Bryan Adams, Brian Ferry, Christoph Waltz, Dave Stewart, Harry Belafonte, Lenny Kravitz, Moby e tanti altri.. 

M. Shannon


P. Gabriel


Tilda Swinton


W. Wenders



Pete Townshend Pete Townshend (1945)
Musicista rock, un chitarrista, compositore e paroliere britannico, noto principalmente per essere il leader del gruppo rock The Who. Riconosciuto a lungo come uno dei più dotati e poliedrici performers della musica rock, Pete ha vissuto in pieno boom musicale britannico degli anni '60 e '70. In qualità di chitarrista e compositore del gruppo divenne la forza trainante di una delle creature più potenti, innovative e articolate del panorama rock. In concerto divenne famoso come il chitarrista più teatrale della sua generazione, al culmine degli spettacoli il colpo di grazia: la rituale distruzione della chitarra. Scrittore ed anche editore, Pete per certi versi può addirittura essere considerato un pioniere, se non un profeta, di Internet, un cui primitivo modello ("the Grid") era già presente in Lifehouse, il progetto che stava dietro ai brani poi confluiti in Who's Next. Attualmente, a causa della sua ipoacusia, indossa apparecchi in entrambe le orecchie, senza che ciò abbia influito sulla qualità della sua musica e del suo genio.



08/05/13

Alla ricerca della qualità acustica

Due degli ultimi due Lp dei Radiohead rimarranno nella storia. Non tanto per la qualità artistica ma per la distribuzione. Se In Raibows nel 2007 aveva suscitato scalpore per l'idea di renderlo disponibile al download a offerta libera, nel senso di offrire anche zero, The King of Limbs, ha costituito una novità per il fatto di essere disponibile al download in un formato digitale dalla qualità equivalente al Cd, il Waveform Audio File Format o WAV. La scelta della band di Oxford non ha avuto la stessa risonanza mediatica del download potenzialmente gratuito — che in effetti molti scelsero di non pagare  ma è altrettanto significativo come esperimento. È possibile scaricare l'album in due differenti formati, compresso e non, con perdita di dati o meno, AAC o WAVE per l'alta qualità si paga di più, 11 euro contro i 7 della versione compressa con perdita di dati. 
La querelle sui formati digitali a perdita dati (lossy) o meno (loseless), ripropone quella più datata e mai risolta tra analogico, il vinile, e digitale, il Cd. Tra le schiere dei lossy ci sono molti formati diversi, i più celebri sono l'Mp3, lo standard elaborato dal Fraunhofer Institute e promosso da Leonardo Chiariglione, e l'AAC, utilizzato da Apple per la compressione sulla piattaforma iTunes.
Tra quelli che mantengono intatta la qualità del Cd ci sono quelli che comprimono il file, come il Flac (che arriva a dimezzare il peso), ma che poi lo decomprimono recuperando tutti i bit originari e quelli che invece lo mantengono inalterato, come il WAV, sviluppato da Microsoft e Ibm.
Il successo dei lossy è stato decretato da un preciso periodo storico, quello delle connessioni lente degli anni '90. Sia Mp3 che AAC infatti riducono le dimensioni del file musicale di 10 volte, portando la definizione del suono da un bitrate di 14mila kilobit al secondo (Kbps) a 128Kbps. Ciò permise di trasferire i file in tempi ragionevoli mantenendo una qualità dell'ascolto accettabile se fruito attraverso le casse del pc o in cuffia su lettore mp3 portatile. Ma provare a riprodurre su un impianto stereo un brano lossy è un'esperienza ben poco soddisfacente. La perdita di nove decimi dei dati originari si sente, e anche le versioni più ricche di lossy (a 320Kbps) depauperano non poco la timbrica  delle note registrate. E i nativi digitali (coloro che sono nati dopo il 1990) si apprestano a divenire una generazione che ascolta una musica di qualità acustica inferiore rispetto alla generazione precedente. Finora la difesa dei formati loseless era stata affidata  ai cultori dei generi più sofisticat anche dal punto di vista sonoro, la musica classica e il jazz.
Deutsche Grammophone già da qualche anno mette a disposizione dei clienti online versioni Flac o WAV. Ma finora la musica pop si era limitata a migliorie qualitative nell'ambito dei formati lossy, aumentando un pò il bit rate. I Radiohead con la singolare tariffazione maggiorata per il download loseless sta testando, volontariamente o meno, il polso al mercato e finora i risultati sono abbastanza sorprendenti. Secondo quanto rivelato da 7Digital, la società che cura la distribuzione online di The King of Limbs, il 40% ha optato per il WAV, disposto a pagare il 55% in più rispetto all'AAC. In realtà non è del tutto chiaro cosa giustifichi la differenza di prezzo, visto che i costi per l'industria non dovrebbero variare, e comunque non così tanto. Ben Drury, co-fondatore di 7Digital è convinto che i formati loseless non conquisteranno il mercato, almeno nell'immediato, ma che soddisfino le esigenze di una nicchia significativa di ascoltatori. Ci crede anche Universal, tra le major la più sensibile al problema della qualità acustica, che ha inaugurato un nuovo store online che punta tutto sulla qualità. Si chiama Groovetovvn Vinyl e mette a disposizione un archivio in rapida via di espansione sia in fonnato Flac, sia (in...vinile d'alta qualità. I padelloni da 180 grammi amati dagli audiofili del secolo scorso. 
effecinque.org

27/09/12

Blue Ear, il Super Orecchio



Anthony Smith e' un ragazzino americano di quattro anni, del New Hampshire. E' sordo e fino a qualche tempo fa per nessuna ragione avrebbe mai voluto indossare una protesi acustica. Del resto non lo fa nessun super eroe, o almeno nessuno di quelli di cui divora ogni giorno fumetti su fumetti. Disperata, la mamma Christina D'Allessandro si e' rivolta direttamente alla Marvel, l'universo editoriale dell'Uomo Ragno, dei Fantastici 4, Thor, X-Men, e tanti altri. Si sono subito attivati e le hanno risposto inviandole una copertina del '84 dedicata ad Hawekeye (Occhio di Falco), super eroe il cui udito era stato temporaneamente distrutto da una freccia sonica. Nell'immagine il protagonista indossa un apparecchio acustico. Di piu': il caso Anthony - un raro disordine genetico che induce sordita' - e' stato preso molto a cuore dalla Marvel tanto che due disegnatori si sono messi subito al lavoro. Lentamente e' nata la figura di Blue Ear, personaggio con difficolta' uditive che grazie alla sua protesi sente se qualcuno ha bisogno d'aiuto.
Il primo a ricevere l'albo con il nuovo super eroe è stato proprio Anthony che,  ci dicono le ultime notizie e stando a quanto dice la mamma, e lui stesso nelle interviste, da quel momento vuole indossare sempre il suo “orecchio blu".. 

Le onde sonore che si trovano nell'aria vengono convogliate attraverso il padiglione auricolare nel condotto uditivo fino a giungere alla membrana timpanica.

La vibrazione della membrana viene trasmessa ai liquidi cocleari mediante la catena degli ossicini (martello, incudine, staffa)

I liquidi cocleari stimolano le cellule ciliate cocleari

Le cellule ciliate stimolano l' attivita' elettrica del nervo acustico

Il nervo acustico trasporta il segnale elettrico al cervello Il cervello interpreta gli impulsi arrivati come suoni e cosi ne coglie il significato

L'alterazione di una di queste fasi determina riduzione della capacita' uditiva, meglio conosciuta come IPOACUSIA (O SORDITA')

Gli Apparecchi acustici
Sono sofisticati dispositivi miniaturizzati a tecnologia digitale, costituiti da un microfono che cattura il suono proveniente dall'ambiente e da un amplificatore che ne aumenta il volume in maniera tale da compensare al meglio la perdita uditiva. Operano in modo selettivo riuscendo ad amplificare quelle frequenze di ascolto in cui sono presenti le difficolta' uditive.














11/07/12

Mp3: Breve Storia

La caratteristica principale dell’mp3 è di eliminare le frequenze sonore che l’orecchio umano non potrebbe comunque udire per limiti fisiologici. Nell’mp3, infatti, il contenuto sonoro di una canzone è drasticamente ridotto rispetto a quello del cd affinché' questa canzone occupi meno memoria possibile e possa cosi circolare più velocemente attraverso la rete. E' grazie ad un particolare algoritmo (cioè una serie di sequenze di calcoli matematici accurati) che questa riduzione avviene, algoritmo che elimina una parte consistente dei dati informatici che compongono un suono, basandosi sull’idea che l'orecchio umano è in grado di udire solo alcune particolari frequenze sonore e non altre.

Gli mp3 che compriamo, che scarichiamo, manipoliamo e ascoltiamo sono quindi il risultato di un calcolo matematico, fondato sulla concezione di come funziona fisiologicamente il nostro orecchio. L'algoritmo stabilisce a priori quello che è importante ascoltare e quello di cui l'ascoltatore può invece fare a meno. L'invenzione dell'mp3 è stata una rivoluzione, perpetrata soprattutto a discapito della grande industria discografica. Tra le tante curiosità ho scoperto che questo formato ha origini molto antecedenti al world wide web ed esattamente negli anni '70 e nella filodiffusione e la trasmissione della musica attraverso le linee telefoniche. Dieter Seitzer, ingegnere tedesco fu il primo, nella seconda metà degli anni '70, a sperimentare e migliorare la trasmissione di musica attraverso il telefono, ma fu un suo allievo, Karl Heinz Brandenburg, nel 1987, a sviluppare un primo algoritmo, l'Ocf, in grado di comprimere un suono digitale. Nel tempo, l'Ocf venne sempre più migliorato: l'Aspec fu il risultato di questo miglioramento: quest'algoritmo era basato sul principio che per comprimere un suono bisogna comprendere fino a che punto l'orecchio umano fosse in grado di percepire determinate frequenze sonore e come questi limiti potessero essere manipolati per migliorare la riproduzione musicale (principio psicoacustico). Una delle canzoni scelte dal team di Brandenburg per testare l'algoritmo fu Tom's Diner di Susan Vega, in cui la voce della cantante è in primo piano e per la semplicità della struttura che rendeva paradossalmente più individuabili le imperfezioni del processo di compressione. Grazie alle ricerche svolte in quegli anni anche da altre aziende, tra cui la Philips, la Thompson, Sony, Panasonic, la Bbc inglese, la televisione di stato francese e ai finanziamenti della comunità europea, oltre all'Aspec fu creato un altro algoritmo di compressione, il Musicam, con differenti caratteristiche rispetto al primo. Ma alla fine sarà un ingegnere italiano, Leonardo Chiariglione: fondò un gruppo di lavoro, il Mpeg (Moving Picture Experts Group) che creò l'omonimo formato video mpeg adottato in seguito da tutti i pc e nel 1993 il gruppo mise a punto tre differenti formati di compressione destinati a usi differenti. Il terzo, denominato Mpeg audio Layer 3 (basato sempre sull’algoritmo Aspec ma con lievi modifiche) sarà la base di quello che oggi conosciamo come Mp3. Nel 1995 sarà ulteriormente sviluppato un programma per la riproduzione dell’mp3, il WinPlay3 e nello stesso anno viene registrato il brevetto a livello globale con il nome definitivo di mp3.

Nel 1999 Napster, la prima piattaforma di file-sharing, da una svolta al formato Mp3, che diventa attore protagonista nella diffusione di Internet, poi l'Ipod che farà da volano per la diffusione dell'mp3 sui dispositivi mobili e Itunes, per la distribuzione della musica digitale in rete sconvolgono completamente l'intero panorama dell'industria musicale e discografica ed entra definitivamente nelle nostre vite di ascoltatori..


Parla Leonardo Chiariglione

..Come funzionavano i test musicali degli algoritmi? 
 Ovviamente le tecniche di valutazione e i test soggettivi non li abbiamo inventati noi del MPEG. Allora c'erano già i broadcaster che erano pubblici ed erano ricchi e si potevano dedicare a sviluppare queste competenze per la valutazione soggettiva dell'audio. Mi ricordo che nel luglio del '89 ci trovammo a Stoccolma alla radio pubblica svedese per definire in modo compiuto questi test soggettivi. Coloro che facevano i test non erano persone qualsiasi, ma erano dei "golden ears", degli orecchi assoluti, che le aziende e i broadcaster utilizzavano per valutare le registrazioni, per cui erano dei veri superesperti.

Ricorda quali tipi di musica erano più problematici per gli algoritmi?
C'era una lista di brani musicali e c'erano alcune sequenze musicali che erano più critiche di altre. Ma queste sequenze non erano scelte in base ai gusti, ma in base al fatto che alcuni algoritmi avevano una debolezza rispetto a certi suoni e allora noi proponevamo una sequenza di suoni per osservare le performance degli algoritmi. In particolare c'era un suono, il 'glockenspiel', il "metallofono", che era particolarmente critico. La lista originale comprende: viola solo instrument, piano solo instrument, female speech in English etc..

Erano solo suoni o usavate anche canzoni?
 Vediamo..c'era la voce 'pop music': Paul Simon, Susan Vega, Tomoyuki Okada. Poi..Strauss (Cosi parlo' Zarathustra), Bach (The Christmas Oratorio)..

A distanza di anni come riassumerebbe l'importanza dell'Mp3 sul mondo della musica?
E' stato la liberazione dell'utente e dell'ascoltatore dalle catene imposte dall'editore. Per decenni, per tre quarti di secolo gli editori musicali avevano imposto quello che gli ascoltatori dovevano sentire, nell'ordine in cui dovevano sentirlo, mentre con l'mp3 abbiamo spostato il baricentro completamente dalla parte dell'utente: è stata una liberazione incredibile!

Cosa risponderebbe ai critici che sostengono che l'mp3 ha aperto le porte alla pirateria musicale?
 La risposta può essere solamente che la tecnologia altera sempre lo status quo. Una volta lo status quo veniva alterato nel corso di decenni, se non di secoli, come è successo per la stampa di Gutenberg che mise fuori business gli amanuensi. C’è stata senza dubbio una rivoluzione che ha fatto si che la copia del brano potesse avvenire con una semplicità e una perfezione prima impossibili. Però io dico che le case discografiche sono state cieche e incapaci di sfruttare questa possibilità che veniva data per consumare la musica. Il problema è che le case discografiche sono state sempre tentate di dire: "Rendi il sentire la musica il più difficile possibile, così la gente è costretta ad acquistare se proprio vuole sentire."

Questo è stato il modello. E all'inizio l'unica cosa che hanno fatto è stato portare la gente in tribunale. Le industrie hanno sempre cercato di tamponare la situazione e non c’è stato mai nessuno che sia stato cosi..open minded da sfruttare questa situazione..


Brani dell'intervista a Leonardo Chiariglione e informazioni per l’articolo tratti da Alias, supplemento de il Manifesto.

02/02/12

Inquinamento acustico, rock, frastuoni e i pericoli per l'udito

 Sette milioni di italiani hanno problemi di udito e il numero tende ad aumentare. Nell'80 per cento delle nostre città si superano giornalmente i lielli di tollerabilità del rumore. Le terapie genetiche e le cellule staminali sono i rimedi,ma per il momento,contro la sordità, restano armi del futuro,mentre si potrebbe iniziare con..un pò di silenzio. Perchè il rumore e il frastuono delle città sono diventati letteralmente assordanti e ,insieme all'allungamento della vita media,sono la cusa principale della perdita dell'udito. E' la commissione europea a lanciare l'allarme,prevedendo un peggioramento delle capacità uditive tra il 4 e il 6 per cento ogni anno. Il problema oramai non coinvolge solo gli anziani,ma anche giovani e adulti esposti a livelli di rumore (traffico stradale,discoteche,elettrodomestici..) che superano di gran lunga la soglia di sicurezza stabilita dall'OMS dei 65 decibel diurni e 55 decibel durante la notte. Tutti gli abitanti delle grandi città sono quindi potenzialmente soggetti a danni uditivi provocati dal rumore: vanno dall'insonnia alla difficoltà di concentrazione,dall'irritabilità ad uno stato di sordità temporanea, fino a dei veri e propri traumi acustici che hanno conseguenze drammatiche sulla qualità dela vita. Perchè,come spiegano gli esperti dell'Aiac (Associazione italiana Audiologia Clinica), la sordità,nelle sue diverse forme,è un deficit sensoriale che mette in questione le relazioni,le emozioni,la socialità Il 60% delle persone anziane cade in depressione e si isola dal mondo esterno,mentre i giovani ancora non accettan le protesi acustiche e soffrono per la loro condizione.

La ricerca intanto fa progressi. E' stato individuato il gene (MY01A) che se alterato causa una forma di sordità ereditaria,mentre studiosi giapponesi e americani sono riusciti a far ricrescere le cellule ciliate dell'orecchio interno in mammiferi adulti con una raffinata tecnica genetica. Già, perchè la ricerca sulle cellule ciliate all'interno della coclea è importantissima: per la funzione uditiva, queste cellule sono molto vulnerabili di fronte ai rumori esterni,ad alcuni farmaci e alle labirintiti e il loro danneggiamento è all'origine della maggior parte delle sordità neurosensoriali che colpiscono bambini e adulti. Tuttavia non c'è ancora una soluzione del problema nell'immediato. Le cellule staminali sono pluripotenti,possono dare origine a tessuti diversi ma perchè si specializzino in un campo molto selettivo (come la finzione uditiva)  occorrono stimoli fisiologici o biochimici che ancora non si conoscono. In soccorso arriva la bioingegneria protesica,con apparecchi acustici sempre più sensibili e intelligenti nell'elaborazione dei suoni. Quelli di terza generazione,digitali, sono anche più confortevoli nell'uso,con un suono più naturale e i larsen (fischi) ridotti al minimo. Usare queste protesi non è però come indossare gli occhiali:necessitano di un "allenamento" a quei suoni che la persona torna a sentire dopo un certo periodo di tempo,allenamento che può ricgiedere dai sei mesi ad un anno. Si sa che il cervello, che rielabora i suoni,se rimane in silenzio per un lungo periodo ha bisogno di recuperare le sue funzionalità,rendendo quindi indispensabile l'intervento precoce. Come precoce deve essere la diagnosi di sordità nei neonati,in media entro i tre mesi,mentre sei mesi è il tempo entro cui si deve applicare la protesi con una terapia riabilitativa. Verso i due anni è poi possibile ricorrere all'impianto cocleare,un dispositivo elettronico sempre più sofisticato e piccolo che è in grado di sostituire in gran parte il funzionamento dell'orecchio interno e della coclea.

 Si sa che il rock è «un'emozione tirata fuori ad alto volume» come disse una volta il chitarrista Ted Nugent (63 anni), che ormai da un decennio porta l'apparecchio acustico. Come il chitarrista e il cantante degli Who, il gruppo che negli anni Sessanta suonava a ben 130 decibel. Sia Pete Townshend (66 anni) sia Roger Daltrey (67 anni) sono passati dall'inno generazionale per eccellenza (My generation appunto) al cornetto. Stessa cosa è accaduta a Roger Taylor (62 anni), il batterista dei Queen (le frequenze del rullante sono micidiali per l'orecchio sinistro) e per Phil Collins (60 anni) completamentesordo da un orecchio. La lista dei musicisti,soprattutto nel Rock'n'Roll, che sono arrivati quasi alla sordità è lunga e in costante aggiornamento..