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29/07/15

La disarmante filosofia della non violenza. Malcom X vs Hate Bus

Il telegramma che Malcolm X inviò a George Lincoln Rockwell (Leader del Partito Nazista Americano)

Vero è che non si finisce mai, ma proprio mai di imparare..

Dopo aver lasciato la NOI (Nation of Islam) nel 1964, Malcolm X aveva usato "la strana" alleanza del movimento con il KKK (Ku Klux Klan) come arma contro Elijah Muhammad. L'anno successivo inviò un telegramma a George Lincoln Rockwell:
- 1965
This is to warn you that I am no longer held in check from fighting white supremacists by Elijah Muhammad's separatist Black Muslim movement, and that if your present racist agitation against our people there in Alabama causes physical harm to Reverend King or any other black Americans who are only attempting to enjoy their rights as free human beings, that you and your Ku Klux Klan friends will be met with maximum physical retaliation from those of us who are not hand-cuffed by the disarming philosophy of nonviolence, and who believe in asserting your right of self-defense -- by any means necessary.

«Non sono più ostag­gio dei musul­mani neri sepa­ra­ti­sti gui­dati da Eli­jah Muham­mad che mi impe­diva di com­bat­tere i supre­ma­ti­sti bian­chi. Que­sto tele­gramma è per avver­tirti che se la tua cam­pa­gna raz­zi­sta arre­cherà danni fisici al reve­rendo King o a qual­siasi altro nero desi­de­roso di godere dei pro­pri diritti civili, tu e i tuoi amici del Ku Klux Klan subi­rete la mas­sima ritor­sione fisica da parte di chi tra noi non è trat­te­nuto dalla disar­mante filo­so­fia della non vio­lenza e anzi crede fer­ma­mente nel diritto all’autodifesa — con ogni mezzo neces­sa­rio».

Nel 1967 George Lin­coln Roc­k­well fu assas­si­nato all’esterno di un cen­tro com­mer­ciale di Arling­ton, Vir­gi­nia. Un ex mem­bro del par­tito fu arre­stato e con­dan­nato per omi­ci­dio.

Non è un mistero il rapporto del Nazi Party americano con il NOI, la Nation of Islam di  Eli­jah Muham­mad, che trovò ragioni nei primi anni 1960 per coordinare e discutere le strategie di separazione razziale . Vi furono diverse riunioni delle due organizzazioni e Rockwell scrisse alcuni per gruppo separatista nero.
Lo scopo degli incontri erano anche per garantire terreni agricoli nel sud per il NOI, iniziative mprenditoriali, e la formazione di un patto di non aggressione con i Klan locali.
Nel ’62 parlò ai mem­bri della Nation Of Islam a Chi­cago e fu fischiato, Muham­mad, però, apprez­zerà il discorso. Pas­se­ranno tre anni e si avvi­ci­nerà a Mal­colm X, fuo­riu­scito da un anno dalla Nation. In precedenza nel 1961, Malcolm e il ministro Jeremiah Shabazz avevano segretamente incontrato il KKK di Atlanta, proprio come Marcus Garvey aveva fatto quasi 40 anni prima. Anche se Mal­colm era sempre a disagio per questi rapporti, Rockwell non ebbe problemi a trovare un terreno comune; appena un anno dopo l'assassinio, in un'intervista con Alex Haley, dichiarò che.. "Malcolm X, ha detto le stesse cose che sto dicendo io.."

Inoltre si pre­sen­tò a Washing­ton a un mee­ting della Nation of Islam a bordo del famoso pulmino Volk­swa­gen Trans­por­ter, denominato Hate Bus,  che in seguito divenne il veicolo di rife­ri­mento della con­tro­cul­tura Usa e euro­pea anni Ses­santa, dell’hippysmo mon­diale, del movi­mento paci­fi­sta, dei sur­fer di mezzo mondo. Era lo stesso Roc­k­well a gui­darlo, accom­pa­gnato sempre da squa­dracce di nazi in divisa: era nato a Bloo­ming­ton, Illi­nois, e questo è alla base della sto­rica bat­tuta di John Belu­shi, quando nel film i Blues Bro­thers si imbat­tono in una mani­fe­sta­zione di estrema destra e fanno volare in acqua i nazi­sti. «Io li odio i nazi­sti dell’Illinois», sen­ten­zia fiero Belu­shi.

Al "Freedom Rally" al Uline Arena, lo stadio da 15mila metri quadrati che più in là avrebbe ospitato il primo concerto dei Beatles negli Stati Uniti,  davanti a una folla di 8.000 persone Rockwell e venti "truppe d'assalto" si riunirono per ascoltare Malcolm X e  consegnare un discorso dal titolo "Separazione o la Morte."Rockwell dichiarò che non era d'accordo con il discorso di Malcom X  solo su di un punto : "I musulmani vogliono un pezzo d'America per un loro stato, io preferisco che se ne vadano tutti in Africa". Il che non era del tutto vero. I nazisti e la NOI non erano d'accordo su un'altra questione: se le persone di colore fossero o meno esseri umani. Nel corso dei suoi tre anni da leader dell'ANP, Rockwell aveva spesso apostrofato gli afroamericani come "quei negri con l'anello al naso," "degli animali," e "niente più di scimpanzé."
Secondo lo storico William Schmaltz, dopo il suo discorso, Malcolm X fece un appello a fare una donazione: Rockwell, contribuì con 20 dollari.

Era con­vinto che una sal­da­tura con l’organizzazione religiosa nera — spesso accu­sata di sepa­ra­ti­smo e anti­se­mi­ti­smo — gli sarebbe potuta ser­vire per affer­mare le sue idee. Addi­rit­tura arrivò a defi­nire Eli­jah Muham­mad, al tempo lea­der della Nation, «l’Hitler del popolo nero». Sempre nel  1962, Rockwell scrisse un articolo per il giornale del partito, in cui elogiava  Elijah Muhammad, che .. "ha raccolto milioni di sporchi, immorali, ubriaconi, persone pigre e repulsive e li ha ispirati a tal punto da trasformarli: ora sono puliti, sobri, onesti, impegnati sempre nel duro lavoro, dignitosi e ammirevoli, nonostante il colore della loro pelle..  La segregazione razziale era il punto di contatto, ma era l'antisemitismo che soprattutto accomunava i due gruppi. Se Rockwell aveva portato all'estremo il suo odio per gli ebrei, Muhammad sosteneva una serie di teorie razziste, tra cui anche l'invenzione secondo cui gli ebrei avrebbero finanziato la tratta degli schiavi.

Anche se i rapporti tra il Nazi Party americano e il NOI diminuirono nel corso del tempo, la vicenda degli incontri tra le due parti, in tempi in cui le persone di colore venivano picchiate, molestate e assassinate, non solo negli stati del Sud, è un'altra delle più inquietanti nella storia della Nation of Islam, di Malcolm X e in generale della storia degli USA: lo spettro di questa alleanza vive ancora oggi.

Roc­k­well aveva anche a che fare con la musica: aveva fondato una sua scon­cer­tante etichetta disco­gra­fica, la Hate­nanny, il cui nome (hate) faceva il verso alla parola hootenanny  per indi­care gli happening sonori a base di folk. I dischi veni­vano ven­duti via posta e diret­ta­mente alle manifestazioni del par­tito nazi­sta.  




20/07/15

A Columbia (Usa) non passa il Klan

Un poliziotto di colore aiuta un membro del KKK che si era sentito male!
Dal Venerdì di Casale S. Nicola, a Roma, a Sabato 18 luglio, Columbia, in South Carolina, Stati Uniti. Poche decine di persone, sotte le effige dei fedeli Cavalieri Bianchi del Ku Klux Klan del North Carolina si sono raccolti per protestare contro la recente rimozione della bandiera confederata dagli uffici della pubblica amministrazione, e in particolare dalla Statehouse, il parlamento locale. La decisione era stata presa nelle ultime settimane in seguito all'attentato contro la chiesa di Charleston per mano di un neonazista e all'acceso dibattito sulla simbologia razziale della bandiera secessionista, considerata un'icona della segregazione razziale e dell'intolleranza nei confronti degli afroamericani. In quella che sicuramente non è una coincidenza, sono cresciuti gli attacchi incendiari contro le chiese della comunità nere e le provocazioni, fino alla manifestazione di sabato.

E' stato concessa l'autorizzazione anche per una manifestazione di un gruppo affiliato al New Black Panther Party, “Black Educators for Justice”, per lo stesso giorno: doveva essere uno sparuto gruppo di neri che volevano protestare contro la manifestazione nazista, ma quando è arrivato il momento per il KKK di dare via al corteo, il gruppo si era ingrossato fino ad arrivare a un migliaio di contro-manifestanti, molti dei quali appartenenti alle Black Panters. Decine di agenti in divisa hanno creato un perimetro per permettere l'ingresso ai "Klansmen" alla cosidetta "zona di libertà di parola", nel tentativo di divedere i due gruppi.

I nazisti, sopraffatti dal numero di contro manifestanti, potevano fondamentalmente solo urlare e inveire, sventolando le loro bandiere: uno skinhead scherniva mimando gesti e grugniti delle scimmie gli afro-americani, il che sarebbe stato in realtà divertente se lo spettacolo non fosse così seriamente patetico. Non appena il KKK ha tentato di muoversi – ovviamente scortato dalla polizia in forze – decine di Black Panther sono quindi entrati in azione scatenando un vera e propria “caccia al suprematista”; hanno inseguito i membri del Klan, alcuni rifugiati in un garage secondo testimoni sono caduti sotto i colpi delle pantere che hanno poi dato alle fiamme i vessilli degli incappucciati mentre la polizia è arrivata in tempo per evitare il peggio. Alla fine, dopo circa un'ora di scontri, il bilancio è di 20 persone ferite, 5 arrestate, diverse bandiere confederate rubate e date alla fiamme, ma soprattutto di numerosi neonazisti dolenti e sanguinanti per la solenne bastonatura ricevuta.

Tornata la calma, i pochi superstiti del Klan sono stati costretti ad allontanarsi dalla piazza sotto un diluvio di insulti, mentre ci sono stati diversi interventi che hanno ribadito la necessità di opporsi con ogni mezzo necessario alle provocazioni di suprematisti e razzisti.
Quì un video amatoriale sugli scontri postato su facebook