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25/09/15

Jello Biafra sindaco: se non lo votate, mi uccido!

Jello Biafra è uno dei nostri eroi, sia chiaro. Lo è sempre stato, lui e i suoi Dead Kennedys, band punk hardcore al fulmicotone di S. Francisco, California, che ha avuto il suo apice di successo tra la fine dei '70 e la metà degli '80. In seguito, dopo lo scioglimento e varie dispute legali, Jello ha continuato per conto proprio, formando e partecipando a svariati progetti e sempre impegnato politicamente e socialmente; mentre il resto della band è ancora in circolazione con il repertorio dei Dead Kennedys.
L'ex sardonico front-man dei Dead Kennedys, non si è mai risparmiato: i suoi testi comunicano in maniera follemente ironica un bruciante sdegno politico attraverso i riff velenosi sparati alla velocità della luce: che si tratti di un assassino seriale (come nella canzone "I Kill Children "), trasformandosi in un consulente militare (come nella canzone" Kill the Poor ") o ancora come candidato alle elezioni politiche, (come nel fallito tentativo nel 1979 per il sindaco di San Francisco), l'intera scena indie americana (dai Black Flag ai Nirvana) affonda quì le sue radici.
In quello che avrebbe potuto essere parte di uno scherzo senza eguali, una trovata pubblicitaria, e il desiderio reale di forzare il cambiamento sociale, Biafra gettò il suo guanto di sfida sul ring, partecipando alle elezioni per la poltrona di sindaco della città di S. Francisco nel 1979, correndo tra gli altri, contro Dianne Feinstein, Quentin Copp, e David Scott . 
La sua campagna elettorale fu in piena filosofia punk e di natura anarchica: una campagna do-it-yourself, con il personale che componeva lo staff per la campagna tutti volontari. Dirk Dirksen, Brad Lapin, Ginger Coyote, Mickey Creep, Joe Target Rees, Klaus Flouride e molti altri si riunirono ai Target Studios e tracciare la strategia. Gli eventi reali organizzati per la campagna furono pochi, ma tutti ottennero un sacco di attenzione da parte dei media. In una manifestazione al City Hall, Kathy "Chi Chi" Penick, nuova manager dei Dead Kennedys ", portava un cartello che diceva:" Se non lo farete vincere, mi uccido ". Altri slogan ispiratori furono " Apocalypse Now "e" Che cosa succede se vince? ". Jello guidò il corteo, baciando mani e scuotendo i bambini!

"C'è sempre spazio per Jello," fu invece la frase che usarono per la scheda elettorale. Chiunque può concorrere alla carica di sindaco raccogliendo una petizione firmata da 1500 persone, o se vengono raccolti $ 1.500. Biafra raccolse $ 900 e ottenne abbastanza firme per candidarsi: il suo programma sarebbero stato pubblicato in opuscoli elettorali e avrebbe ricevuto pari copertura mediatica con gli altri candidati.
E 'notevole come il giovane Biafra appare in alcuni di questi notiziari, mentre allo stesso tempo si fa beffa completamente del processo politico.Particolare attenzione si deve alla piattaforma programmatica, che era del tutto sconclusionata, ma probabilmente in sintonia con molti elettori di San Francisco di quel periodo. (siamo nel 1979)

Alla fine Jello finì con un incredibile quarto posto su dieci candidati, ricevendo il 3,79% dei voti (6.591 voti). La sua partecipazione alle elezioni causò il ballottaggio tra Dianne Feinstein e Quentin Kopp che portò in seguito all'elezione di Feinstein. Quand'è che avremo un candidato come Jello anche quì in Italia?






22/09/15

Premi 1 per la rivoluzione. Rockers schierati nelle presidenziali Usa

Press 1 for revolution è la frase che lo staff informatico di un candidato alle presidenziali degli Stati Uniti, un outsider, uno sconosciuto, usa per catturare nuovi elettori . Uno sconosciuto a cui Neil Young ha donato Rockin' in the free world, dopo averla malamente negata a Donald Trump, candidato troll dei repubblicani. Neil Young è solo uno dei tanti musicisti che si sono apertamente schierati nella campagna per la rielezione del presidente, il dopo Obama.
Il candidato è uno scorbutico socialista dai capelli bianchi spettinati e un disprezzo per le delicatezze dei media: è Bernie Sanders - 74 anni, senatore dal Vermont, che sta cercando di diventare il candidato del Partito Democratico per le elezioni presidenziali degli Stati Uniti nel 2016.
Questo brizzolato veterano si sta rivelando una sorpresa, riscuotendo consensi e successo nei campus universitari e sui social media, mescolando raduni vecchio stile e una campagna pressante online, che compensano la totale mancanza di sostegno da parte di un qualunque settore del partito. Le sue richieste sono assistenza sanitaria per tutti, finanziamento pubblico per la politica, liberare l'istruzione superiore dai privati e dalle donazioni delle grandi corporation, salario minimo garantito, riforma della giustizia penale, politiche commerciali più protezionistiche e un nuovo sistema di ridistribuzione fiscale, con il quale raccogliere fondi per progetti di infrastrutture che possano creare posti di lavoro. Sanders descrive il suo programma come "socialismo democratico": finora appena compreso, e tanto meno tollerato, per l'establishment politico americano. Le sua ricette fanno però breccia in Europa. In fondo, sull'altra sponda dell'Atlantico, Jeremy Corbin è salito al vertice del Labour inglese con programmi ancora più estremi di Sanders, e solo la loro età, 74 per l'americano e 66 per l'inglese potrebbe essere uno svantaggio tra i progressisti affamati di volti nuovi nella politica, qualcosa che la loro attenzione alle classi subalterne e alla disuguaglianza economica non può facilmente essere compensata. Intanto però Sanders è in vantaggio su Hillary Clinton nello Iowa.
Il principale nemico è la destra: ha attaccato il partito repubblicano per non tenere conto degli interessi della maggioranza degli americani.

"A mio avviso, il partito repubblicano ha un ordine del giorno che è fondamentalmente un programma di frangia, che rappresenta forse il 5, 10, al massimo il 15% degli americani", ha detto Sanders. I repubblicani puntano sulla creazione di divisioni. "Per decenni, hanno diviso la nostra gente, bianco dal nero, etero da gay, gli uomini dalle donne, i nati in questo paese da persone non nate in questo paese."

Bernie Sanders ha presentato una lunga lista di testimonial: attori, artisti, musicisti, comici, scrittori, registi, e altre personalità della cultura, come l'attore Will Ferrell, tutti i Red Hot Chili Peppers e Steve Wozniak, co-fondatore Apple. La lista dei sostenitori è stato pubblicato on-line Venerdì, poche ore dopo che Sanders è apparso sul palco ad un evento di New York, al fianco dell'attore Mark Ruffalo. La campagna del candidato democratico alla presidenza, è vista come un movimento anti-establishment alimentato dal supporto di base degli elettori e dei cittadini comuni.
Tante le firme aggiunte alla lettera di sostegno a Sanders, oltre che di personalità della cultura, da parte di attori, artisti, musicisti, comici, scrittori, registi. Sotto l'elenco, musicisti e rockers presenti e schierati in forze: dai veterani Crosby e Nash a Jello Biafra ex Dead Kennedys a Greg Dulli e Lou Barlow..

<<Noi - artisti , musicisti, e rappresentanti della cultura del nostro paese - siamo molto contenti di sostenere una nuova visione per il nostro paese. È una visione che spinge per una agenda economica progressista. Si tratta di una visione che crea posti di lavoro, aumenta i salari, protegge l'ambiente, e ottiene finanziamenti fuori dalla politica. Sottoscriviamo Bernie Sanders per diventare il candidato democratico alla Presidenza degli U.S.A. nel 2016.
Cordiali saluti>>


  • Brian Baker (Minor Threat, Bad Religion)
  • Chris Ballew (Presidents Of The United States Of America)
  • Lou Barlow (Dinosaur Jr, Sebadoh)
  • Bhi Bhiman
  • Jello Biafra (Dead Kennedys)
  • Elvin Bishop
  • CJ Boyd
  • Nicholas Britell
  • Jackson Browne
  • Dan Campbell (The Wonder Years)
  • Belinda Carlisle (The Go-Go’s)
  • Tommy Castro
  • Matthew Caws (Nada Surf)
  • Marshall Crenshaw
  • David Crosby
  • Bob D’Amico (Sebadoh)
  • John Densmore (The Doors)
  • Greg Dulli (Afghan Whigs)
  • Steve Earle
  • Alex Ebert (Edward Sharpe & Magnetic Zeroes)
  • Alejandro Escovedo
  • Jon Fishman (Phish)
  • Flea (Red Hot Chili Peppers)
  • Andy Fleming (Brother Trucker)
  • Bill Frisell
  • Mike Gordon (Phish)
  • Billy Gould (Faith No More)
  • Adam Harding (Dumb Numbers)
  • Maureen Herman (Babes In Toyland)
  • Chris Holmes
  • Cadien Lake James (Twin Peaks)
  • Anthony Kiedis (Red Hot Chili Peppers)
  • Killer Mike (Run The Jewels)
  • Tim Kinsella (Joan Of Arc)
  • Nate Kinsella (Joan Of Arc)
  • Josh Klinghoffer (Red Hot Chili Peppers)
  • Wayne Kramer (MC5)
  • Zoë Kravitz
  • Lil B
  • Jason Loewenstein (Sebadoh)
  • Jesse Malin
  • Trevor McFedries (Yung Skeeter)
  • Justin Meldal-Johnsen
  • Thurston Moore (Sonic Youth)
  • Charlie Musselwhite
  • Graham Nash
  • Meshell Ndegeocello
  • Will Noon (Fun.)
  • Raul Pacheco (Ozomatli)
  • Holly Palmer
  • Joel Rafael
  • Bonnie Raitt
  • Duke Robillard
  • Gabe Saporta (Cobra Starship)
  • Scarface
  • Chris Schlarb
  • Walter Schreifels
  • Chris Shiflett (Foo Fighters)
  • Eve Sicular (Isle Of Klezbos)
  • Corky Siegel
  • Chad Smith (Red Hot Chili Peppers)
  • Jill Sobule
  • Sam Sparro
  • Serj Tankian (System Of A Down)
  • Stretch Armstrong
  • Jeff Tweedy (Wilco)
  • Loudon Wainwright III
  • Mike Watt (Minutemen)
  • Dusty Watson (The Sonics)
  • Dar Williams
  • Lucinda Williams
  • Yoni Wolf (Why?)
  • Z-Trip
  • Hans Zimmer


28/10/14

La 'buona' condotta morale della mafia




Il tracollo elettorale a Reggio Calabria del  Movimento5S (al 2,5%) dimostra che Grillo riesce nell’impresa di dilapidare il 25% dei consensi che aveva avuto alle Politiche del febbraio del 2013. Grillo perde le elezioni ormai ovunque, ma ha perso anche competamente la brocca con le ultime dichiarazioni sulla mafia durante un comizio a Palermo, cioè <<che fino a qualche tempo fà questa era un istituzione in fondo con  una sua «condotta morale perché non metteva bombe nei musei e non uccideva i bambini.>> Non solo un insulto a tutte le vittime di Cosa nostra, dai morti di Portella, ai sindacalisti, politici, attivisti, imprenditori, giudici, poliziotti, semplici cittadini che dal dopoguerra in poi sono caduti sotto le lupare e sotto il tritolo, <<idiozie senza precedenti>> con cui il capo M5S strizza, lancia messaggi a poteri forti oltre che occulti.

Il movimento perde e i grillini, palesemenre imbarazzati dalle follie del loro leader, si scagliano contro i cittadini rimproverandoli “di far andare avanti sempre le solite persone” e contro quelli che si astengono. Stop. Questa si che è politica..