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02/03/18

John Waters al Burgundy Boogaloo Punk Festival

<<Il rock 'n' roll ha una sorta di aura di rivoluzione permanente, senza tempo, di sfida a tutto, inclusa la natura stessa.>>

<<Uccidere tutti ora. Condonare gli omicidi di primo grado. Sostenere la causa del cannibalismo, mangiare merda. Il disgusto è la mia politica. Il disgusto è la mia vita>>


Eclettico, scandaloso, stravagante, osceno, visionario, pazzo, oltraggioso. Ancora: il sultano del sordido, il barone del cattivo gusto, il Papa del trash, quest'ultimo appellativo affibbiatogli dal grande William Burroughs. Così nel corso degli anni è stato definito John Waters, regista nonché sceneggiatore, scrittore, attore e docente statunitense di Baltimora, senza dubbio uno dei massimi esponenti del cinema indipendente americano degli anni Settanta. Ma noi lo preferiamo come il Principe del Punk, sempre magrissimo, i vestiti curati ma dal design flessibile, i baffetti disegnati a matita: classico, mai volgare, completamente inconfondibile. Il suo Pink Flamingos (Fenicotteri Rosa) del 1972, definito dalla critica dell'epoca come uno dei film più abietti, stupidi e repellenti mai realizzati è oggi considerato un capolavoro, e pietra miliare del trash mondiale: il guizzo grossolano, culminato in Divine (alias Hariss Glenn Milstead, travestito, omosessuale, “divina ispiratrice” che con Waters avrà una profonda amicizia durerà tutta la vita..) che mangiava le feci dei cani della vita reale, fu inizialmente vietato in molti paesi, dall'Australia al Canada, dalla Norvegia ad alcuni stati arabi e asiatici. Dagli anni '90 in poi, ha prodotto una notevole quantità di arte contemporanea, ammantata dalla sua solita patina satirica eternamente controversa.

John Waters ha sempre rivendicato il suo spirito punk, nonostante siano passati cinquant' anni dall' avvento del movimento, e da quando era solo un ragazzo tenebroso cresciuto a Baltimora, stretto nella sua giacca di pelle nera, i capelli lunghi e unti che sbattevano precariamente su una sigaretta perennemente accesa tra le labbra e, naturalmente, i baffetti a matita che lo hanno sempre contraddistinto. Waters ha girato due oltraggiose favole punk, mostruose, divertentissime, angoscianti: Female Trouble del 1974 e il bellissimo Desperate Living del 1977, che anche in Italia, grazie a un distributore indipendente (dopo una prima bocciatura ricevuta dalla commissione censura) venne distribuito in sala, seppur con l’assurdo titolo di Punk Story (poi cambiato in Nuovo Punk Story), cercando di coinvolgere quella generazione arrabbiata e rivoltosa che tra il 1977 e il 1981 tendeva al rifiuto delle culture dominanti e mostrava familiarità col “bizarro”. Qualcuno indica proprio Punk Story come la pellicola capostipite del movimento punk.

Nel 2017, a 71 anni, Waters è tornato al Burgundy Boogaloo Festival di Oakland, il festival punk estivo che ha annoverato in questa edizione tra i partecipanti Iggy Pop, X, Buzzcocks, Shannon e Clams e molti altri. Tra i punk Waters si sente a casa e al Boogaloo festival è la sua terza partecipazione.

"Amo questa festa, penso che abbia uno spirito come nessun altro evento del genere. Punk ora è più che mai la sfida all'ordine naturale, e allo stesso tempo è anarchia. Penso che sia una vera e propria tribù".

Waters è ancora impegnato a sconvolgere le cose in un clima culturale che sente confuso ma maturo per la sfida. Waters ha illuminato il festival sul futuro del punk, su quanto i computer stanno cambiando le nostre vite, e sempre con il suo meraviglioso senso dell'umorismo, sulla sopraggiunta era Trump.



Che cosa ti fa sentire a casa negli eventi punk?
John Waters: Quando vedo la gente con il mohawk, (la classica cresta punk ndr) penso che si, forse non è proprio una cosa così nuova. Ma  sono sicuro che i genitori lo odiano ugualmente alla stregua di quelli della mia epoca. Quindi, si tratta di ribellione, di moda, di musica, e anche di rotture di tutte queste cose. E' divertimento con la tradizione della musica, quando i gruppi escono e dispongono di 20 brani tutti lunghi dieci secondi, che suonano esattamente gli stessi accordi, e.. "Grazie mille, ti amo, ora passiamo alla nostra prossima canzone". Trovo che sia delizioso, quasi come una banda di biker. È un arte d'assalto, è un mondo segreto su cui devi regolare il tuo gusto.

Nel campo musicale, Waters fa le sue ricerche: ama i Mummies, gli piacerebbe vedere band che ancora non conosce e trova eccitante notare anche la nostalgia per il punk: è arrivato negli anni '70, annota, ma ci sono oggi ragazzi che a 16 sono punk. Ma non esiste una musica che non gli piace.
Ogni anno il Burger Boogaloo Festival, che si svolge in un piccolo parco giochi comunale, il Mosswood Park e che dura solo due giorni, diventa un carnevale sinfonico per un pubblico selvaggio di emarginati e disadattati e di punk di tutte le età. John Waters è stato il il loro ringmaster, è tornato come maestro di cerimonie per il terzo anno consecutivo. Nelle passate edizioni c'è stato qualche incidente, qualcuno ha bruciato la bandiera americana, un gesto che a Waters è sembrato così datato; nonostante la presidenza Trump quest'anno tutto è filato liscio.

<<L'anarchia in questi giorni è certamente più discussa, e ci sono più pratiche nei college, ma non credo che ce ne siano abbastanza. Quando faccio i miei spettacoli universitari, dico sempre, smettila di studiare! Perché non sei nelle strade?! Sono andato alla marcia delle donne a San Francisco, ed è stata una grande sensazione, ma poi ho pensato, è tutto finito in un giorno? Come mai non succede ogni fine settimana? Voglio dire ogni settimana, ogni giorno! -Trump fa qualcosa di spaventoso, quindi sono solo stupito. >>

<< Il Punk ha sempre un alto senso dell' umorismo, anche se scoraggiante. E io sono così: quando ero giovane, gli yippies usavano l'umorismo come forma di terrorismo e questo è quello che dobbiamo fare oggi. Infiltrarci e mortificare il nemico, prenderlo in giro, e Trump è un bersaglio facile perché reagisce a tutto. Il Punk rock è durato perché ha sempre avuto l' umorismo al suo interno. L'umorismo è la cosa più importante. È così che si cambia la mente delle persone. Non è esclusione. Ho amici che hanno votato per Trump. Non molti, ma ci provo a farli cambiare.>>

<<Bisogna ricordare, che nel punk ci sono stati due fazioni: gli skinheads razzisti e quelli dello ska, e erano molto diversi. Allo stesso modo a Baltimora, la mia città, c'è questo negozio che vende roba di pelle e cuoio, quindi tutti i ragazzi gay vanno lì, e ci vanno anche i veri motociclisti, tipo gli Hell's Angels. Indossano gli stessi vestiti, ma non parlano tra di loro. Ci sono punk rockers che sono tifosi di Trump? Può essere! Ora è tutto così confuso. Ma capisco la militanza. Anche quella della cultura cyber. Voglio dire, ci furono i disordini di Berkeley, e a ricordarli mi sono sentito nostalgico. Perché ho amato la rivolta quando ero giovane e sono stato geloso perché oggi dispongono di tutti questi schermi!. Ora ci sono gli hacker. E quello che dovrebbero fare questi hacker è concentrarsi su tutti i politici di destra, come pubblicare tutto il porno che guardano. È molto comodo per la gente rimanere nelle loro zone di comfort virtuale, su Facebook o in queste comunità disperse di Internet, piuttosto che riunirsi nella vita reale. Anche io sono anche su Internet. Ma non è interessante, non è divertente, è solo che tutte queste persone hanno troppo tempo nelle loro mani. Io non ho tempo, voglio essere difficilmente raggiungibile, non più facilmente. Ma sì, se rimani sempre su Facebook o sul tuo computer per tutto il tempo, non potrai mai cambiare molto. Perché è già cambiato, il grande cambiamento è già avvenuto: il computer e Internet e tutte le cose. Ma adesso, cosa? Bisogna usare le nuove tecnologie per cambiare questa roba. Unire le persone nella vita reale. A Burger Boogaloo non tutti guardano il proprio telefono. Che è raro in questi giorni. Non sto dicendo che non possiedono un telefono, io guardo il mio telefono, ma credo ancora che sia una tribù che crede in certe cose.

Non ho mai avuto all'epoca uno scudo fatto di nastro adesivo e altra roba, quindi l'ho scelto come mio nuovo accessorio di moda. Forse lo porterò a Burger Boogaloo la prossima volta. [Ride] A Burger Boogaloo, le volte passate, era sorprendente, tutti sono assolutamente impazziti, balli scatenati, lancio di oggetti, poi arrivo io, e sono tutti incuriositi, applausi, risate. Così ho pensato che fosse una bella cosa. I punk mi hanno trattato con rispetto . E io ricambio, ho fatto ricerche su tutte le band e tutti sanno che mi piace molto quel mondo. Ma io non farò scuola a 71anni - anche se la fa ancora Iggy!
Lui è la star di tutte le star di Burger Boogaloo. È come se apparisse Dio. La sua esibizione è come la scena miracolosa di La Dolce Vita.>>
 












 

07/12/15

Dita sanguinanti: Best Punk Rock Guitarist

Come maestri d'ascia hanno riscritto il rock a tinte forti, tre accordi velocissimi alla volta, infliggendo traumi contusivi con poco virtuosismo tecnico. Steve Jones dei Sex Pistols alla domanda su come ha iniziato con la chitarra, riecheggia l'ethos del do-it-yourself del punk."Non avevo intenzione di essere un chitarrista, ma ho rischiato di essere un cantante. Cioè fino a quando è arrivato ​​John Lydon [Johnny Rotten]. E poi ho capito che non ero davvero adatto come frontman. L'unico posto libero nella band era per un chitarrista, quindi ho preferito questo piuttosto che rinunciare. " Quando si tratta di punk, unità e determinazione vengono prima, e dettagli come come far funzionare realmente lo strumento vengono subito dopo quelle frenesie. Di conseguenza, il più delle volte è stato il caso ad illuminare il mondo con schitarrate alla velocità della luce, infiammandolo.Per il punk dell'era dei Sex Pistols la chitarra elettrica simboleggiava il grezzo, il reale; il sintetizzatore, al contrasto, indicava il flaccido, il deprimente, e l'ironia del fatto che i primi punk rifiutassero l'alta tecnologia in favore del logoro simbolo del primitivismo moderno, rappresentato proprio dalla chitarra elettrica è ormai evidente. Il punk abbracciava tutto ciò che la moderna borghesia e gli hippie detestavano: plastica, cibo spazzatura, b-movie, fare soldi con minor sforzo possibile. Allo stesso tempo era stato ispirato in parte dal ritorno della cultura dei teddy boys e dal revival del rock'n'roll classico, rivolgendo lo sguardo all'indietro verso un rock snello e affamato, ai vecchi e frenetici riff rockabilly: per questo, la chitarra elettrica è stata lo strumento principe e l'enfasi del movimento punk.
Questa la mia (come sempre) personalissima classifica, in ordine sparso.


Ron Asheton - The Stooges
Il suono wah-wah d' della chitarra di Ron Asheton nell'apertura di "1969" degli Stooges è la nascita del lamento del punk rock. Da lì, la canzone vira con percussioni tribali, su cui Iggy Pop, allora 22enne, urla annoiato e con la sola voglia di fare un gran casino.. Ron ritorna con un assolo dal taglio seghettato che da inizio ad nuova era per il -rock and roll, una nuova direzione da seguire per moltissimi artisti. "I Wanna Be Your Dog", è ancora più grave. Nei successivi due LP , Fun House (1970) e Raw Power (1973), Asheton spinge la chitarra ancora in sonorità più dure e nella melma brutale, frastagliata, lacera e cruda, antesignano di un punk rock perfetto che sarebbe arrivato non molti anni a seguire. In pratica, se vi siete persi il suo modo incendiario di suonare la chitarra allora fino ad adesso è sicuro che siete stati chiaramente su un altro pianeta.

East Bay Ray - Dead Kennedys
Più volte presente su questo blog con i suoi Dead Kennedys. Raymond John Pepperell, meglio conosciuto per i devoti come East Bay Ray, ha avuto il suo bel da fare per tenere il passo con il frontman del gruppo e una delle nostre spiritual-guidance, il vorticoso e infuocato Jello Biafra . E Ray si è dimostrato più che all'altezza del compito: mischiando gli elementi della musica che amava, surf, rockabilly, country old-time, jazz, le colonne sonore degli spaghetti western, e anche le esplorazioni psichedeliche del fondatore dei Pink Floyd Syd Barret, ha caratterizzato il sound dei DKS in un crescendo e rauco punk rock unico nel suo genere. Notare la mano fumante alla fine del brano sotto nel video..





Poison Ivy Rorschach - The Cramps
Nata Kristy Wallace Marlana a San Bernardino, e reinventandosi Poison Ivy Rorschach sulla rotta della nascente scena punk di New York City alla metà degli anni 70. Collaborando con il marito e front man bestiale e wild-man Lux Interior, per formare i Cramps, Ivy ha inventato un modo nuovo di suonare la chitarra, con riff incendiari e assolutamente sconsiderati, fiammate di punk e in definitiva un sound che arrivava direttamente dal rock-and-roll dei 50s e ritenuto, molto accuratamente.. "psychobilly." Non solo alla chitarra, Ivy è songwriter, arranger, produttrice, e occasionalmente vocalist. Con la sua chitarra Gretsche e i suoi toni palpitanti ha influenzato un'intera generazione di musicisti rock / punk e goth band. Un icona intramontabile..

Dr. Know -. Bad Brains
Tanti ascolti prima di cominciare a comprendere ciò che si sta ascoltando. E 'nell'esaminare attentamente che la brillantezza di Dr. Know affonda nei Bad Brains. Il chitarrista nato Gary Miller suona note, chiavi, e accordi perfettamente a velocità impossibili, e che semplicemente non possono essere spiegati matematicamente. Da la combustione velocità e virtuosismo, Dr. Know spinge in direzioni sorprendentemente originali e di forte impatto, suoni oltre il cosmo che trova e riporta di nuovo a noi qui sulla terra nel corso di, il più delle volte, di un minuto e mezzo.




Paul Leary - Butthole Surfers
I Butthole Surfers inizialmente hanno scritto la loro implosione di hardcore punk, heavy metal, acid rock, e riferimenti Zappiani in uno sconvolgente estremismo, e solo i punk rockers, in un primo momento, possono comprendere ciò che i Buttholes stavano facendo. Altri elementi inclusi, percussioniste in topless, un bassista che suonava come se lanciava palle da bowling, un cantante cacofonico e caotico, e la fantasia musicale sgangherata di Paul Leary. Grandioso! Torrenziali, e Leary terrificante che suonava come stesse strangolando il suo strumento. Se qualcuno ha visto Paul Leary e i Butthole Surfers nel periodo d'oro probabilmente si è ritrovato con una rinnovata comprensione della demenza sonora, e della bellezza del rumore

Johnny Thunders - New York Dolls, The Heartbreakers
La foto di copertina del secondo album dei New York Dolls "Too Much Too Soon" è una grande dichiarazione di rock and roll. Johnny imbraccia una Les Paul Special del 1955 con il tipico atteggiamento proprio di quegli anni. Raggiunse il suo tono inconfondibile di suonare la chitarra vintage, molto forte e pulito.
Johnny Thunders, nato John Anthony Genzale Jr.,  arso sui sentieri del punk non in uno, ma in due combo cardini della musica tentacolare. Nel primo Thunders indossò abiti sexy e tacchi alti per scatenare l'inferno come regina suprema dei New York Dolls, agli inizi degli anni 70. Il Blues elettrico fantasticamente devastante e assoli trash non accesero solo il punk d'assalto, ma ispirarono contemporaneamente Kiss , i Sex Pistols, e poi molto direttamente i Guns N 'Roses. Dopo l'ammaraggio delle Dolls, Thunders divenne il frontman degli Heartbreakers, altrettanto vera hitband del punk.

Steve Jones - The Sex Pistols
Johnny Rotten, anima-frantumata e ipercinetica cattura il culmine dell' apocalittica sommossa nichilista del punk. Altrettanto importante per il suono della band, e del movimento che hanno incarnato è la velocità della chitarra spaventevole di Steve Jones. La sua Gibson Les Paul perfora gli inizi del rock-and-roll e aggredisce, ostile e stimolante, levigando un'estetica tutta sua. Quando è stato chiesto in questi ultimi anni che consiglio avrebbe dato ai giovani chitarristi, Jones ha detto: "Io direi loro di copiarmi, perché tutto quello che faccio è fantastico". Forse stava scherzando. Forse no. In entrambi i casi, è un consiglio da tenere in forte considerazione!



Johnny Ramone - Ramones
E' un racconto narrato senza fine : quattro mooks da Queens indossano giacche di pelle, salgono sul palco infernale del CBGB al centro di Manhattan , suonano venticinque canzoni in venticinque minuti, e il mondo sta ancora tremando per l'impatto che hanno avuto quei 25 minuti. Quello che viene trascurato a volte, e ciò che rende i Ramones il gruppo punk per eccellenza, è che i membri dei "tre accordi primitivi" rappresentano l'apice assoluto del loro know-how tecnico e delle loro capacità musicali. Johnny ha prodotto un suono così brutale e diretto, ha inventato uno stile implacabile che ha definito non solo il suono innovativo dei leggendari Ramones, ma la chitarra del movimento punk rock in generale. Uno dei chitarristi più influenti della storia del rock, armato della sua chitarra Mosrite e del suo surf-rock amichevole , Johnny Ramone ha suonato velocissimo come solo la sua mano poteva fare, e ha trovato ulteriore brillantezza nella sua incapacità (in un primo momento) di farlo attraverso un assolo di chitarra. Hey, nessuno può andare così veloce come Johnny Ramone..

Greg Ginn - Black Flag
Come esperto di elettronica e maniaco del lavoro, appassionato dei Black Sabbath e devoto per tutta la vita ai Grateful Dead, Greg Ginn ha prima formato a Hermosa Beach gli eroi hard Black Flag nel 1976. Nel corso del tempo, attraverso molteplici incarnazioni del gruppo, Ginn ha ridefinito non solo il modo di suonare la chitarra nel punk e scrivere canzoni, ma le stesse dinamiche estreme del rock. Ginn ha guidato i Black Flag come un dittatore, portando però l'esempio, mettendo la band sempre in primo piano rispetto la vita privata. Ginn ha poi incontrato il frontman Henry Rollins, sviluppando un modo di suonare la chitarra come nessun altro nel punk rock. Ascoltando la discografia dei Black Flag, si sente un virtuoso heavy metal che frantuma e sputa su ogni regola tecnica, che si discosta in voli di impennata bellezza, un provocatore arguto e saggio che con il suo strumento dirige magistralmente ogni briciola della illimitata complessità musicale del gruppo, che fluisce attraverso di lui. A nome dei Black Flag, Greg Ginn han messo sù un circuito itinerante di gruppi punk che rimane in attività ancora oggi. Inoltre, ha creato la SST Records, la più importante etichetta indipendente degli anni '80. Prima di tutto, però, Greg Ginn è uno dei più grandi chitarristi che il punk rock ha (ancora) prodotto.

Billy Zoom - The X
Il debutto su una major per gli X, fu del 1982: Under the Big Black Sun e il riff iniziale di "The Hungry Wolf" esplode con una bastonata! Billy Zoom suonava come il vivere spericolato; è il suo marchio, quell'attacco potente del suo stile di che risale poco a Steve Jones e Johnny Ramone, e molto più a Link Wray, Eddie Cochran, e Western Swing. Esperto di amplificatori, del suo zelo, della sua velocità micidiale, e della sua precisione si sono avvalsi musicisti del calibro di Gene Vincent, The Blasters, Etta James, Big Joe Turner, Mike Ness, e decine di altri grandi musicisti che lo hanno voluto in studio di registrazione. La sua presenza scenica ghignante e la tendenza ad interagire col pubblico rese gli X una band di "animali da palcoscenico". Sempre con chitarre Gretch, che gli ha dedicato come tributo la G6129BZ Billy Zoom Custom Jet argento.




Mick Jones - The Clash
E' stato ilfondatore e la chitarra dei Clash, la band più importante della rivoluzione punk. Importante per la musica, lo stile e l'innovazione, ma anche per la loro convinzione che il R'n'R e la politica potevano interagire e contribuire a cambiare le coscienze. E' soprattutto a lui che si deve la capacità della band di evolversi, passando rapidamente dai fatidici tre accordi degli albori del punk ad una visione più elaborata della musica, che li vide per primi a incorporare dub, reggae, ska, rockabilly, sonorità africane e orientali, e anche gli echi lontani delle discoteche di Londra: un mix in cui la chitarra di Jones brillava. Privo di assoli memorabili sapeva però come suonare una parte di chitarra e molta della musica dei Clash la si deve a Jones. La sua Les Paul Standard bianca è diventata.. totemica.
Con lui, i Clash alla fine furono l'unico gruppo punk a riempire le arene. E averne fatto colare del sangue, sul mio giradischi.

Brian James - Damned, Lords of New Church, The Brian James Gang
Si devono a lui i primi due album dei Damned, che con Sex Pistols e Clash formano la Santa Trinità del punk originale. Chitarrista incendiario cresciuto con Hendrix e Pete Townshend come modelli ha reinventato la chitarra elettrica, in seguito nel supergruppo proto-goth The Lords Of The New Church col compianto Stiv Bators, poi con la The Brian James Gang. I suoi riff sempre incredibilmente potenti e veloci, contribuirono all'ammirazione di sua maestà in persona Jimmy Page, che ne dichiarò pubblicamente le doti. Soprannominato la "chitarra che non fa prigionieri", ha fatto colare litri di sangue, sul mio giradischi.



Da non dimenticare Pat Smear, con i mitici Germs e prima di suonare quell'orrendo pop chitarristico dei Foo Fighters; Bob Mould degli Husker Du; Jake Burns degli Stiff Little Fingers e persino Captain Sensible, nato bassista nei primi Damned e passato poi con ottimi risultati alla elettrica...




14/07/15

Orgoglioso di appartenere alla classe operaia: John Doe, Keeper

Los Angeles (1980)
Wild Gift (1981)
Under The Big Black Sun (1982)
More Fun In The New World (1983)
Ain't Love Grand (1985)
See How We Are (1987)
Live At The Whisky A Go-Go On The Fabulous Sunset Strip (live, 1988)

Tutti. La mia discoteca contiene tutti i dischi degli X e il primo album solista di Exene Cervenka. Ho tralasciato solo gli ultimi due, mediocri e commerciali, ma diamine.. Wild Gift (prima di Los Angeles) irruppe: avevo sempre avuto la sensazione di viaggiare superveloce , e quel disco mi proiettò dritto alla velocità della luce. Gli X, una delle band più importanti per dalla scena alternative e punk di LA, hanno imperversato per tutti gli anni '80 con la loro furia di punk, rockabilly, country rock sparato al fulmicotone. J. Doe è stato un icona di stile, bassista, selvaggio e pungente nei suoi testi diametralmente diversi dal punk hardcore americano dell'epoca, feroce e nichilista. Per questo piacevano tanto. Scrivendo intelligentemente sulla vita, l'amore, il sesso e la morte, storie di maniaci sessuali, teppisti, amanti disperati, tossici, razzisti, emarginati e sbandati, erano tutto sommato molto più "vicini", era vita davvero vissuta da proletari e piccola borghesia. Il loro paesaggio fatto di hotel di infima categoria, di bar, di stazioni, dei caffe`era molto attinente alla realta` quotidiana,con protagonisti vagabondi, teppisti, perdenti, alcoolizzati. Erano i testi autobiografici di vita urbana scritti da Doe.
Fin dagli inizi della sua carriera solista nel 1990, John ha prodotto sette album andando alle radici del rock, alcuni buoni,altri meno. Negli ultimi anni  ha completamente voltato pagina, lasciandosi dietro le spalle ansia e ferocia ed è un uomo in pace con la sua arte e le sue scelte. Adotta una scrittura di basso profilo prevalentemente di rock acustico immerso di spirito e di saggezza.Vanta anche una discreta carriera come attore in film (Roadhouse, Punto di fuga, Good Girl, Great Balls Of Fire, Salvador, Boogie Nights, Pure Country, e altro) e in serie Tv (Roswell, One Tree Hill, Red Zone, Law and Order..)
"Keeper" è del 2011, è un bel disco che risente volutamente delle atmosfere rock del periodo che va dal '69 al '71, il periodo in cui il flower power iniziava la sua decadenza e i suoni diventavano sempre più aggressivi. Gli Stones e The Band sono i riferimenti, e nelle parole di John Doe è 'un album confessionale e ottimista'


"Non è possibile tagliare i programmi sociali, lo stato di istruzione negli Stati Uniti è patetico. Il fatto che il tea party, i repubblicani , sono solo è un gruppo di idioti. Fanno solo ideologia piuttosto che guardare alla realtà, ma io non sono un politico".

Ti da fastidio che la prima cosa che la gente pensa di te è che sei stato uno dei fondatori degli X? Voglio dire, hai fatto tante altre cose..
Sarà sempre la prima cosa, e sono orgoglioso di questo. Non ho alcun problema e mi dispiace per le persone che si sentono così minacciati dal loro passato fino al punto di negarlo. Io suono i brani degli X ad ogni show che faccio, ma non ne faccio il punto centrale. Sono in parte stupito e sempre grato per il fatto che gli X sono ancora ricordati e che saremo nei libri di storia. Facendo tutte le ricerche per la nostra antologia, avevo ascoltato centinaia di ore di nastri, alla ricerca di materiale dal vivo, e ci siamo resi conto che alcuni dei nastri erano davvero fantastici, eravamo inebriati..

Voglio dire, ho fatto alcune cose e mi rendo conto di aver ottenuto quello che volevo, ma  non è come essere Jerry Lee Lewis. Sono orgoglioso di appartenere alla classe operaia e di essere un sopravvissuto, e forse non ho quel talento folle e  geniale che rende bastarde le persone, ma ho scritto un pò di belle canzoni e questo è un bene. E io non sono falsamente umile, perché so che ho fatto cose che  con gli X che sono state fottutamente sorprendenti.

Qual è la più grande idea sbagliata su di te?
Penso che ce ne siano molte.. No, il più grande equivoco è che sono una sorta di icona. Il più grande equivoco nella mia carriera di attore è che io sono solo un musicista. E viceversa.

Qualcosa che hai sempre voluto fare ma non sono riuscito a ancora?
Andare in Amazzonia, recitare in un film di John Waters? Poi la mia vita sarebbe completa..

Hai un motto?
Essere nel presente. E fidarsi del proprio intuito, è la cosa migliore. Quella più difficile è di mantenere quella disposizione.

Interview












Keeper