Visualizzazione post con etichetta S. Larsson. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta S. Larsson. Mostra tutti i post

04/04/13

Millenium. Stieg Larsson, la storia

di Donald Dewey
Quando il film Uomini che odiano le donne di Niels Arden Oplev è uscito in tutto il mondo, i commenti — positivi e negativi — si sono incentrati quasi tutti su due aspetti. Uno di essi riguarda la protagonista, l'investigatrice Lisbeth Salander. Magrissima, bisessuale, gotica, vari piercing al naso e una memoria fotografica: con la sua abitudine di fumare incessantemente farebbe vacillare un esercito di ministri della sanità. Quando non è intenta a sopraffare avversari maschi con colpi di karate e mazze da ’ golf, o non è a sua volta brutalizzata, Lisbeth (interpretata da Noomi Rapace) è una hacker che penetra nei computer di corporations ed enti governativi con l'abilità di un agente della Cia per inchiodare qualcuno o, all’occasione, solo per mettere le mani su qualche milione di corone. L'altro aspetto attiene alla fonte del film: il primo, strabordante romanzo della cosiddetta trilogia Millennium firmata da Stieg Larsson. Secondo alcuni, l'adattamento cinematografico di Oplev di quello che in Svezia è conosciuto con il titolo Man som hatar kuinnor («Uomini che odiano le donne») puntava eccessivamente su intreccio, volume e violenza, a fronte di una storia che già sulla pagina era fin troppo intreccio, volume e violenza; secondo altri, si è trattato di una trasposizione fedele — per quanto possibile — di un'opera popolare da un medium a un altro.