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30/11/15

Affinché la morte ci trovi vivi e la vita non ci trovi morti: L'assalto a Notre Dame 1950

Alle 11 e 10 del mattino, il 9 aprile 1950, quattro ragazzi, uno abbigliato dalla testa ai piedi come un frate domenicano, entraono in Notre-Dame a Parigi. Vi si stava svolgendo la messa solenne di Pasqua; nella cattedrale c’erano decine di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo. “Il falso domenicano” cosi fu chiamato dalla stampa - Michel Mourre, di ventidue anni - approfittò di una pausa dopo il Credo e salì sull’altare. Cominciò a leggere un sermone scritto da uno dei suoi compagni cospiratori, Serge Berna, di venticinque anni.
<<Oggi, giorno di Pasqua dell’anno Santo qui sotto l’emblema di Notre-Dame di Parigi
io accuso la Chiesa cattolica universale del dirottamento letale della nostra forza Vitale
Verso un paradiso vuoto
io accuso la Chiesa cattolica di truffa
io accuso la Chiesa cattolica di avere infettato il mondo con la sua moralità funerea
di essere la piaga purulenta sul corpo decomposto dell’Occidente
In verita vi dico: Dio è morto
Vomitiamo l'agonizzante insipidezza delle vostre preghiere poiché le vostre preghiere sono state il fumo grasso sopra i campi di battaglia della nostra Europa
Andate dunque nel deserto tragico ed esaltante di un mondo dove Dio è morto e arate questa terra nuovamente con le vostre mani nude, con le vostre mani orgogliose
con le vostre mani che non pregano
Oggi, giorno di Pasqua dell’anno santo qui sotto l’emblema di Notre-Dame di Francia
proclamiamo la morte del Cristo Dio, cosicché l’Uomo possa finalmente vivere.>>

Il cataclisma che ne seguì andò al di la delle aspettative di Mourre e dei suoi seguaci, che avevano solo pianificato di lasciare volare pochi palloncini rossi. L'organista, preavvisato che poteva verificarsi un’interruzione, copri Mourre non appena ebbe pronunciaro le parole magiche “Dio e morto”. Il resto del discorso non fu mai fatto: con le spade sguainate le guardie svizzere della cattedrale si avventarono sui cospiratori tentando di ucciderli. I compagni di Mourre si precipitarono sull’altare per proteggerlo, uno di essi, Jean Rullier, venticinque anni, ebbe il volto squarciato. I blasfemi fuggirono - l’abito macchiato del sangue di Rullier, Mourre benedisse allegramente i fedeli mentre raggiungeva l’uscita - e furono catturati, o piuttosto salvati dalla polizia: seguiti i quattro fino alla Senna, la folla era sul punto di linciarli. Il complice, che aveva una macchina pronta per la fuga, vedendo la folla avanzare sul lungofiurne, non aspettò oltre; Marc, O e Gabriel Pomerand, presenti nella cattedrale, si defilarono e si diressero immediatamente a Saint-Germain-des-Prés a diffondere la notizia.
Il contesto
I1 contesto di questo avvenimento, che apparve su tutti i giornali in tutto il mondo ed è ora dimenticato, non è piu evidente. Nel 1950 la religione aveva ottenuto un nuovo rispetto, un nuovo silenzio. La campagna per togliere le donne dai posti di lavoro e rimetterle in cucina era abbinata a una campagna per riportare tutti in chiesa. Il papa - Pio XII, un antisemita le cui simpatie per il fascismo erano appena velate - veniva considerato anche dalla stampa laica come incriticabile, dispensa mai concessa a Giovanni XXIII, e se è per questo nemmeno a Giovanni Paolo II. L'azione dei quattro di Notre-Dame oggi sarebbe scandalosa; allora era l’equivalente di un assassinio.
Il giorno dopo il New York Times dedicò le prime quattro pagine, quattro intere pagine, alla Pasqua nel mondo: la parata nella 5‘h Avenue, l’omelia papale sul vangelo sociale etc.; l'infausto" incidente di Notre-Dame ebbe lo stesso numero di righe di una notizia che veniva dalla piovosa Londra: 
<<In tarda mattinata si è svolto un “corteo di Pasqua”, provocato dall'offerta da parte di un giornale popolare londinese di un premio di 50 sterline per la donna piu elegante vista nel Centro di Londra. Attrici della radio, di teatro e del cinema hanno sfidato il tempo indossando le loro migliori toilette.>>

A Parigi Notre-Dame era una notizia da prima pagina con tanto di titoloni a caratteri cubitali. L'Humanité, il quotidiano del partito comunista, lo condannò. In termini più liberali il non allineato Combat fece lo stesso:
<<Si riconosce il diritto di ciascuno di credere, o di non credere in Dio. Si riconosce anche
che la farsa è necessaria e che, in alcune circostanze, gli scherzi sono difendibili. Ma...»; aderendo al suo ruolo di forum popolare dell’avanguardia, il giornale aprì sulle sue pagine un dibattito sull’argomento: capeggiata da André Breton, gran parte della Parigi surrealista accorse in difesa con lettere che furono pubblicate per giorni.
Il tono di fondo di queste lettere era stranamente nostalgico. La stranezza era la nostalgia per un passato che non era mai proprio successo, per giorni grandiosi che non erano stati esattamente vissuti, per un’esplosione che non aveva mai avuto luogo. l surrealisti gioiosamente rivendicarono la paternità di un grande evento pubblico, ma all’interno di quella gioia c’era un vuoto pieno di vergogna per la loro attesa ventennale nei Calle e nelle gallerie, per il fatto che dei figli bastardi esaudissero o avverassero la loro eredità.
<<E' giusto che il colpo sia stato inferto qua, nel cuore stesso della piovra che sta ancora strangolando l’Universo>>, scrisse Breton di Notre-Dame. <<Era là anche che, nella nostra giovinezza, io e alcuni degli uomini che sono stati e sono miei compagni di viaggio - Artaud, Crevel, Eluard, Péret, Prévert, Char e molti altri - alle volte sognavamo di colpire».
In tutti i suoi anni di tribuno della rivolta, Breton aveva mai mollato tanto territorio surrealista o concesso che contro un avvenimento, anche se falso, un sogno fosse solo un sogno? Mourre <<agì», scrisse René Char, come se la cristallizzazione di Mourre dello spirito surrealista, se si trattava di quello, trasformasse improvvisamente gli anni passati da Char come combattente della Resistenza in niente altro che un sostituto contemplativo del confronto con la vita vera. Profondendosi in scuse, i cattivi padri si fecero avanti per rivendicare i loro figli, ma i figli non rivendicarono i padri.
Dei quattro “illuminati” (Combat) solo Mourre fu trattenuto: l’arcivescovo lo incriminò per essersi travestito da prete. Sottoposto a un test psichiatrico, Mourre ottenne il ribaltamento dell’editoriale di Combat allorché l’esperto designato dalla Corte, un certo dottor Robert Micoud, riassunse come segue l'atteggiamento di Mourre: <<idealismo frenetico>>, <<sprezzo per le percezioni esterne>>, <<cogito preriflessivo», <<riflessi ocular-cardiaci indifferenti>>, <<ortosessualità (vergognosamente ammessa)>>, <<abilità di colpire direttamente al cuore di una dottrina>> e <<di viaggiare in un istante attraverso varie epoche>>, <<fugacità ideativa>> e <<logica paranoica angolare esagerata>>.. In definitiva venne definito un vero e proprio pericolo per la tranquillità pubblica nei quartieri borghesi.  Mourre fece undici giorni di galera. In seguito scrisse Malgrè le blaspheme (Nonostante la bestemmia) che fu accolto così bene dalla chiesa che lo stesso arcivescovo di Notre Dame raccomandò che tutte le biblioteche ecclesiastiche lo comprassero. Scrisse altri libri, biografie di personaggi della destra protofascista e monarchici, divenne un enciclopedico ecclesiastico ciarlatano. Morì rispettabile e dimenticato nel 1977..

Greil Marcus

Lipstick Traces
A secret History of the twentieth century




14/11/15

Prima che bruci Parigi


La Francia è un paese grande e Parigi, una città magica. Vorrei ringraziare Alec (attore di teatro), che mi ha ospitato e tutta la gente di Montemartre che mi ha accolto con gentilezza e disponibilità ( e che ama gli italiani), i negozianti e i barman che mi hanno sopportato con il mio pessimo francese, il caffe '"bien sur", senza il quale non sarei sopravvissuto, le ragazze e le donne che mi hanno sorriso tutto il tempo, i ragazzi di colore che mi hanno aiutato ogni qualvolta mi sono perso, gli artisti e musicisti di strada che mi hanno reso felice e a cui ho donato quando ho potuto. Ringrazio la metropolitana (unica nella sua capillarità, tutta Parigi è facilmente raggiungibile e non esiste punto della città che disti più di 500 metri da una stazione Metro) e i suoi guidatori che mi hanno salutato nelle mie scorribande notturne, il sole francese che stranamente è sempre rimasto con me. Vorrei ringraziare i colori e gli odori dei piccoli negozi, le boulangerie con le loro briosche e i dolci buonissimi, i mercatini, i caffè e le brasserie, la grandezza (grandeur..) dei viali, dei parchi, dei ponti, delle piazze, degli edifici e dei monumenti: la sua storia, la sua arte. Ma anche gli angoli di quiete e di pace in una città affollata, una città in continuo fermento e in movimento come Parigi. E' stata una delle settimane più belle della mia vita. Rientro a casa contento, ma con il cuore pieno di tristezza. Ma vi assicuro .. tornerò.


Parigi 13 novembre 015


Nazim Hikmet (Salonicco 1902 – Mosca 1963)

Prima che bruci Parigi

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
vorrei una notte di maggio
una di queste notti
sul lungosenna Voltaire
baciarti sulla bocca
e andando poi a Notre-Dame
contempleremmo il suo rosone
e a un tratto serrandoti a me
di gioia paura stupore
piangeresti silenziosamente
e le stelle piangerebbero
mischiate alla pioggia fine.

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo
in questa notte di maggio sul lungosenna
sotto i salici, mia rosa, con te
sotto i salici piangenti molli di pioggia
ti direi due parole le più ripetute a Parigi
le più ripetute, le più sincere
scoppierei di felicità
fischietterei una canzone
e crederemmo negli uomini.

In alto, le case di pietra
senza incavi né gobbe
appiccicate
coi loro muri al chiar di luna
e le loro finestre diritte che dormono in piedi
e sulla riva di fronte il Louvre
illuminato dai proiettori
illuminato da noi due
il nostro splendido palazzo
di cristallo.

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore
finché il mio cuore è sul suo ramo

in questa notte di maggio, lungo la Senna, nei depositi
ci siederemmo sui barili rossi
di fronte al fiume scuro nella notte
per salutare la chiatta dalla cabina gialla che passa
- verso il Belgio o verso l’Olanda? -
davanti alla cabina una donna
con un grembiule bianco
sorride dolcemente.

Finché ancora tempo, mio amore
e prima che bruci Parigi
finché ancora tempo, mio amore.





06/07/15

Frank Zappa e Pink Floyd: Jam Interstellare tra euro-hippy sonnolenti

"Il Rock Festival Actuel", promosso dalla rivista di moda parigina Actuel (insieme con la casa discografica BYG) fu annunciato come la risposta europea a Woodstock, e ancora oggi viene ricordato come il primo e più importante festival rock mai organizzato in Francia. Le autorità francesi, però, ancora doloranti per i disordini del maggio 1968, non diedero i permessi e il festival, si svolse poche miglia al di là del confine, a Amougies, in Belgio. La festa durò quattro giorni, dal 24 al 27 ottobre del 1969, nel freddo e nel gelo di Amougies. Parteciparono tra le 15 e le 20.000 persone, che potettero assistere alle esibizioni di Pink Floyd, Ten Years After, Colosseum, Aynsley Dunbar ( futuro batterista di Zappa ), Renaissance, la leggenda del blues Alexis Korner, The Nice, Caravan, Blossom Toes, Archie Shepp, Yes, The Pretty Things, Pharoah Sanders, The Soft Machine, Captain Beefheart e molti altri ancora. Dalle note di copertina del bootleg di Zappa, Amougies Tapes, 1969 :

Frank Zappa era presente al festival in una duplice veste. In primo luogo, come road manager di Captain Beefheart; e in secondo luogo, come MC, assistente di Pierre Lattes, un famoso presentatore radio / TV del tempo . Quest'ultimo compito si rivelò problematico in quanto il francese di Zappa era scarso , e il pubblico non sembrava capire molto l'inglese. Zappa rinunciò al suo lavoro di M.C. per diventare un ospite occasionale come chitarrista: si ritrovò sul palco con quasi tutti i partecipanti al festival, e soprattutto con i Pink Floyd, Blossom Toes, Archie Shepp e Aynsley Dunbar, un batterista fantastico che porterà poco tempo dopo nei Mothers of Invention. Introdusse il suo amico Captain Beefheart e finì per essere un potente stimolante per tutti gli altri musicisti. E' leggendaria, naturalmente, la jam session di Frank Zappa con i Pink Floyd in una versione molto estesa di "Interstellar Overdrive". Il festival fu filmato da Jerome Laperrousaz, e il titolo scelto fu MUSIC POWER. A causa delle obiezioni poste da varie band (soprattutto proprio dai Pink Floyd) a cui non erano state chieste le adeguate autorizzazioni, il film non è mai stato ufficialmente rilasciato. Il creatore dei "Simpsons Matt Groening chiese a Zappa del festival in una intervista del 1992, ma Frank non fece mai menzione dei Pink Floyd:

<< Dovevo essere MC per il primo grande festival rock in Francia, in un momento in cui la Francia era governata da un esecutivo molto di destra, che non voleva che il rock and roll si propagasse in larga scala nel paese. Così all'ultimo momento, questo festival fu spostato dalla Francia al Belgio, al di la del confine, in un campo di rape. Costruirono una grande tenda da circo, sostenuta da enormi travi, dove si riunirono 15.000 persone. Questo fu a novembre, credo. Il tempo non era certo bello. Era freddo, e umido, ed era proprio nel mezzo di un campo di rape . Dissero che mi avrebbero assunto per essere il MC del festival e anche per accompagnare Captain Beefheart. Era la sua prima apparizione laggiù e fu un incubo, perché nessuno parlava inglese, quindi la mia funzione era davvero limitata. Mi sentivo un po 'come Linda McCartney. Sono stato con alcuni dei gruppi durante i tre giorni del festival. ma fu tutto così triste e miserabile: tutti questi hippies nei loro sacchi a pelo, con le borse disposti sul terreno in questa tenda, fondamentalmente congelati e che dormirono per quasi tutta la durata del festival, che si svolse per 24 ore al giorno, senza sosta. Uno dei momenti salienti della manifestazione fu l'Art Ensemble of Chicago, che si esibì alle 5:00 del mattino davanti a un pubblico assopito di euro-hippy!..>>.

Anche se Frank Zappa si era evidentemente dimenticato che una volta aveva suonato con i Floyd, le foto non mentono e nemmeno la registrazione. Chi altro potrebbe essere alla chitarra nel video, al min 04:15 circa? Chiaramente non è David Gilmour!


<<Frank Zappa è davvero uno di quei rari musicisti che possono suonare con noi. La piccola apparizione fatto a Amougies era terribilmente corretta. Ma è l'eccezione. La nostra musica e il modo in cui ci comportiamo sul palco, rende molto difficile improvvisare con noi. >> Il fatto frustrante di tutto questo è che la documentazione visiva (così come le registrazioni sonore ) di questa collaborazione deve esistere. I Pink Floyd proibirono a Jerome Laperrous di utilizzare il video della loro performance al Festival Actuel per il suo Music Power, il documentario sulla manifestazione, ma che ancora non ha smesso di girare su YouTube (vedi sotto). Quindi, dove è finito il filmato ??




30/05/15

Manet illustra The Raven di Poe

Edgar Allan Poe ottenne una fama quasi immediata dopo la pubblicazione di The Raven (1845), anche se non ha mai ricevuto in vita i riconoscimenti che meritava. Pensate che, dopo tutto, venne pagato solo nove dollari per la poesia, e dovette affrontare dure lotte prima e dopo la sua pubblicazione per poter vivere solo con la sua scrittura.

Poe fu uno dei primi scrittori americani a vivere della sua arte, senza altri mezzi indipendenti. Il suo lavoro in gran parte fu accolto con recensioni contrastanti: veniva costantemente licenziato, in parte a causa dei suoi problemi con il bere. Dopo la sua morte, però, l'influenza di Poe si è estesa e ha dominato quasi tutti i movimenti modernisti che emergevano in quell'epoca, come ad esempio quello dei decadentisti, capeggiato da Charles Baudelaire (che definì Poe sua "anima gemella") e il suo discepolo simbolista Stéphane Mallarmé.

Mallarmé avrebbe scritto La tomba di Poe:

Cosa in lui stesso alfine l'eternità potrà mutare
il poeta suscita con una spada nuda
il terrore del suo secolo che non ha conosciuto
che la morte ha trionfato in quella voce estranea!
Essi, come un vile sfogo d'idra che almeno una volta
ha udito l'angelo, danno un senso più puro
alle parole della tribù, gridano a quella stregoneria bevuta
nel flusso senza onore di qualche miscela nera.
Del sole e della nube ostile, o soffro!
Con le nostre idee scolpite su un basso rilievo
dove la tomba di Poe di bagliore s'adorna,
Calmo blocco così in basso caduto in un disastro oscuro
che il granito almeno in eterno mostrerà il suo limite
ai neri voli del blasfemo sparsi nel futuro.


Per i lettori francesi, poi, tradusse The Raven, nel 1875 all'età di 33 anni. Poe ha avuto un enorme influenza sulle arti visive in Francia. Ad illustrare il suo testo non fu altro che Édouard Manet, il pittore accreditato come l'inventore dell'impressionismo. Le incisioni conseguenti, scure, con macchie pesanti, secondo la Biblioteca Pubblica di New York, non ebbero un successo commerciale."

Il libro illustra anche la relazione tra Poe e l'arte e la letteratura francese. Chris Semestre, curatore di una mostra a Richmond, Virginia, su questa reciproca influenza, osserva che Poe "leggeva Voltaire come Alexander Dumas e li trovava entrambi molto influenti. Allo stesso modo, Poe ha lasciato il segno, non solo su Baudelaire, Mallarmé, e Manet, ma anche su Paul Gauguin, Odilon Redon, e Henri Matisse.

Potete leggere (o scaricare) Le Corbeau/The Raven by Edgar Allan Poe qui in edizione bilingue, con tutte le illustrazioni originali. La scansione ad alta risoluzione delle incisioni potete invece visualizzarle e scaricarle  qui 
 
 



 #openculture


11/01/15

STAND UP FOR THE HEROES

Aleppo
Oggi grande manifestazione a Parigi: la marcia dell’«unità nazionale» in nome di «Charlie» chiama oggi in piazza i cittadini francesi e europei. Certo, insieme alla moltidudine di gente perbene sfileranno presidenti, ministri e teste coronate da tutto il mondo: marciare insieme a Netanyahu? Neanche morto. Insieme agli stessi, ai quei rappresentanti di quell'occidente ipocrita che tace sull’Arabia Sau­dita, che è il paese che ha con­dan­nato il blog­ger Raef Badawi a 10 anni di galera, una multa di oltre 200.000 dol­lari, e mille fru­state pub­bli­che, in piazza, per venti set­ti­mane suc­ces­sive (la prima dose di 50 è stata som­mi­ni­strata venerdì). Badawi chie­deva pub­bli­ca­mente di affron­tare alcuni argo­menti spi­nosi per la monar­chia sau­dita come l’abolizione della Com­mis­sione per la pro­mo­zione della virtù e la pre­ven­zione del vizio (qual­cosa di molto simile a quello che l’Isis ha isti­tuito nelle zone sotto il suo controllo). E allora STAND UP FOR THE HEROES, per la redazione di Charlie Hebdo, per Raef Badawi, per le migliaia di morti in Nigeria e per questa piccola grande ragazza siriana che nella città fantasma di Aleppo ha deciso di dimostrare la sua solidarietà: non nel suo nome, non nel nostro.



(Springsteen al concerto di Parigi a sostegno di Amnesty International)



08/01/13

L'inesorabile declino del Cd. E la chiusura dei Virgin Store Francia

Nell'era del CD, con le sue minuscole copertine, 12x12 cm, è andata perduta la profondità espressiva delle copertine dei vinili (LP), che misuravano 31x31 cm. Questa è stata una tragedia per l'art direction, l'illustrazione, la fotografia. Dall'avvento del CD si è giovato (anche se non sempre) la qualità del suono, ma per la cover art il piccolo formato ha rappresentato ..il patibolo
 Ma i tempi cambiano, e se..


(di F. De Luca)
Se avete amato Disfunzioni Musicali o il mitico Nannucci col suo catalogo per corrispondenza, non vi sorprenderà sapere che acquistare un cd nuovo è ormai un’impresa più che ardua (provate a cercare in giro Lux di Brian Eno o Pecados e Milagros di Lila Downs e non cito nemmeno rarità africane o arabe). Non solo il covo di appassionati sotto casa o il grande negozio in centro hanno chiuso i battentima ormai solo le edicole e le grande catene multimediali nazionali (sebbene Fnac Italia, tra breve, sparirà, acquistata da un fondo d’investimento abile nel ristrutturare imprese buttando fuori i lavoratori) assicurano un minimo di distribuzione del prodotto fisico, soppiantato dall’exploit dei siti online e dell’offerta digitale. Una mutazione genetica in atto, col ritorno in grande stile del singolo, da acquistare a meno di un euro (e poi poterselo passare su tablet, pc, lettore mp3, auto).

La grande rivoluzione digitale che ha travolto l’universo delle sette note oltre dieci anni fa ha ormai compiuto il suo cammino, tanto che persino nelmercato musicale italiano un terzo dei ricavi provengono da file comprati e scaricati (nei Paesi leader sul fronte della musica «liquida», Stati uniti e Corea, la percentuale supera ormai il 60 per cento). Il mese scorso un popolare magazine inglese ha pubblicato un lungo servizio sul cd, «il formato indistruttibile che rifiuta di morire», sostenendo che quel dischetto di plastica, con la sua economicità, facilità d’uso e disponibilità, continuerà ad andare avanti forse per 5 più probabilmente ancora per 7 anni. Il 2020 è già una meta, una dead line fissata per le poche industrie europee produttrici di compact. E così anche le truffe si organizzano meglio. Tanti anni fa si copiava il disco su audiocassetta e si scrivevano titoli e note sul foglietto della custodia. Oggi la gran parte delle canzoni preferite si cercano, si scoltano e si canticchiano sullo schermo del pc o della tv. Poche settimane fa Youtube ha denunciato l’imbroglio dei falsi click ossia alcuni siti internet che gonfiavano «artificialmente» la visualizzazione degli artisti sotto contratto con le grandi multinazionali, per aumentare le cifre da pagare a Warner,Sony e compagnia. Forse non tutti ricordano che un accordo siglato tra Google (proprietaria di Youtube)e le multinazionali della musica per l’utilizzo dei videoclip, ha sancito una percentuale che il gigante di Mountain View (dal grande fatturato pubblicitario) deve versare alle etichette che detengono i diritti degli artisti,percentuale legata al numero di visualizzazioni (c’è un algoritmo astruso, una sorta di clickometro, tutto digitale). Intanto la Bbc minaccia di mettere a disposizione degli utenti professionali, gratuitamente, dalla prossima primavera (e progressivamente anche degli altri fruitori, il normale pubblico di casa), il suo immenso archivio sonoro quindi non solo e non tanto le registrazione live di Frank Zappa, Kurt Cobain, Linton Kwesi Johnson o i Beatles quanto i discorsi di Churchill e i programmi del dee jay John Peel, esibizioni classiche alla Royal Albert Hall e registrazioni di importanti fatti di cronaca in un database davvero terminato, in via di completa digitalizzazione. Insomma si potrà passare dal discorso di Martin Luther King alle Nazioni Unite al brano dei tostissimi rapper che l’hanno campionato, sezionato e riassemblato. E si potrà imparare più facilmente l’uso di strumenti musicali, con programmi didattici personalizzati,selezionabili e con differenti gradi di difficoltà. Insomma il filo di Arianna rischia di essere dimenticato e soppiantato dal file di Rihanna.


I 25 negozi Virgin ancora esistenti in Francia chiuderanno definitivamente. La notizia sarà confermata lunedì, nell’incontro con i sindacati convocato dalla direzione. Ma i mille dipendenti dei Virgin Megastore non si fanno illusioni: già a dicembre erano venuti a sapere che la direzione aveva annullato il contratto d’affitto del «più grande negozio di musica al mondo», sui Champs Elysées. Lo scorso fine settimana i principali negozi Virgin erano in sciopero. L’intersindacale del gruppo ha convocato per il 9 gennaio una nuovamanifestazione di fronte alMegastore Virgin dei Champs Elysées. I sindacati sperano in un «grande slancio» dei lavoratori e accusano la proprietà attuale di essere «la principale responsabile della situazione ». Eppure Virgin aveva tentato di diversificarsi per lottare contro il crollo di un mondo, contro la fine preannunciata dei negozi di prodotti culturali e multimedia a causa della concorrenza di Internet: anche Virgin aveva aperto un sito per scaricare musica, video e libri. Ma non ce l’ha fatta. Per Laurence Parisot, presidente del Medef (Confindustria francese), il molto probabile imminente annuncio del fallimento dei negozi Virgin è «una notizia tremenda». Per Parisot, «la crisi che attraversiamo non è solo economica, è un nuovo modello che sta nascendo e molti settori sono effettivamente colpiti». Prima dei Virgin Megastore, la crisi del settore aveva già colpito profondamente il principale concorrente, la Fnac. (....)

I Virgin Megastore francesi hanno mantenuto il nome «Virgin» ma non hanno più nulla a che vedere con il gruppo omonimo, attivo anche nella telefonia e negli aerei low cost, di proprietà del miliardario britannico Richard Branson. Branson ha ceduto i negozi Virgin francesi nel 2001 al gruppo Lagardère, ancora presieduto da Arnaud Lagardère, figlio di papà rampollo del fondatore, ma controllato ormai dal 2011 dal fondo sovrano del Qatar (Lagardère è ormai principalmente un gruppo di media, presente in una trentina di paesi, attivo nel settore dello sport, che conserva ancora una traccia dell’attività di origine, che era l’aeronautica,con una partecipazione del 7,5% in Eads, la casamadre di Airbus). Nel 2008, quando i Virgin Megastore in Francia erano ancora 34 e il fatturato superava i 400 milioni, Lagardère ha venduto il 75% dei negozi Virgin a Butler Capital Partners, conservandone soltanto il 20%. Oggi il fatturato è crollato (286 milioni di euro nel 2011) e nei due ultimi anni già 200 persone sono state licenziate. A metà dell’anno scorso, era stata nominata una nuova direzione, che si era impegnata a ristrutturare la catena di negozi, puntando a risparmiare con la riduzione degli spazi di vendita, giudicati troppo cari perché in genere situati in centro delle grandi città. Era stato fatto ricorso agli ammortizzatori sociali per i dipendenti.L’annuncio della fine era arrivato lo scorso dicembre, con la notizia dell’annullamento del contratto di affitto del Magastore dei Champs Elysées, dove il prezzo al metro quadro è alle stelle.Ma, paradosso non trascurabile, il più grande negozio dimusica del mondo ancora controllato al 20% dal gruppo Lagardère - a sua volta controllato dal Qatar – affittava gli spazi dei Champs Elysées dal Qatar, proprietario di molti immobili di prestigio a Parigi.Richard Branson prima di liberarsi dei Virgin Megastore in Francia aveva già venduto l’analoga catena di negozi di prodotti culturali e multimediali in Gran Bretagna. La vendita era avvenuta nel 2007 e la catena di Virgin Megastore britannica era fallita un anno dopo.In America del Nord i VirginMegastore avevano cominciato a chiudere già all’inizio del millennio 2000 (chiuso anche il megastore di Times Square a New York, che faceva concorrenza a quello dei Champs Elysées come «il più grande negozio di musica almondo »). In Francia, i Virgin Megastore hanno resistito 5 anni di più. Ma ormai stanno per crollare di fronte alla trasformazione radicale di questo settore, dove la distribuzione «fisica» di dischi, dvd, video è destinata a sparire, sostituita dall’immaterialità degli scambi su Internet.  

Anna Maria Merlo (il manifesto) PARIGI

20/12/12

San Fannullone

MESSAGGIO A TUTTE LE FILIALI

Cari Colleghi

in considerazione dell'importante lavoro aperto e da definire entro la fine dell'anno, abbiamo rilevato che il calendario del mese di Dicembre presenta alcune 'criticità' causa di un giorno lavorativo in meno verso lo scorso anno, e delle vigilie di Natale e Capodanno che cadono nei lunedì del 24 e 31.

Al fine di dare un miglior servizio ai nostri clienti e con l'obiettivo di ottimizzare i nostri tempi lavorativi, vi "suggeriamo" a partire dal giorno 15, l'apertura per tutta la giornata del sabato e anche la domenica.
Peraltro queste aperture sarebbero in linea con il periodo natalizio, dove ogni esercizio commerciale è aperto anche durante i fine settimana.

Vi contatteremo per raccogliere le adesioni al fine di poter allineare anche le vostre agende (...)
Siamo sicuri che accoglierete favorevolmente questa importante opportunità che potrà contribuire al buon risultato di fine anno.
Alleghiamo format dei cartelli degli orari di apertura che potrete personalizzare ed esporre per informare i clienti.
Grazie a tutti in anticipo per la collaborazione.
Cordialmente e blah blah blah...

Che dire, un comunicato in perfetto stile Fornero. L'azienda si 'lamenta' di un giorno lavorativo in meno rispetto allo scorso anno..Un giorno!
Ora, calcolando che si lavora dal lunedì al sabato pomeriggio, che si salta solo nei giorni veramente festivi, le due vigilie e le giornate di Natale e capodanno, che la struttura resta chiusa una sola settimana in un anno, la settimana di ferragosto (e anche questo per 'nostra' scelta, contro le direttive aziendali), che non vi è personale sufficiente e nessuno vuole pagare straordinari, che tanti colleghi hanno la famiglia lontano (in alcuni casi..molto lontano), che non è un’azienda di consumo di massa  e che quindi non avrebbe nessun giovamento commerciale nelle aperture "suggerite", che si arriva a fine anno letteralmente distrutti ed esauriti, che comunque sono stati assicurati i risultati richiesti in anticipo alle chiusure commerciali annuali, che l’azienda ha tagliato e continuerà a tagliare quei pochi bonus rimasti, ecco, premesso tutto ciò, non c’è stato bisogno di riunioni, non ci sono stati disaccordi ne ricorsi al sindacato (peraltro quasi inesistente in questo settore e quando c’è, è meglio lasciar perdere) e abbiamo risposto che a noi, ci piace proprio a volte essere choosy..e che preferiamo approfittare di questi 'scampoli' di tempo libero per stare con le famiglie, con le nostre compagne, con i figli, gli amici, i nostri animali e perfino da soli, per riposare e riprendere fiato. 
Nel salutare con affetto il consiglio di amministrazione e gli azionisti (che ci conoscono solo attraverso numeri e codici identificativi e che si godranno, loro si, una lunga e 'meritata' vacanza..) gli dedichiamo il discorso di Jean Aulas alla festa di San Fannullone del 1949, festa che ricorreva fino a pochi anni fa durante i giorni di Pasqua nella piccola cittadina francese di La Napoule.

La festa di San Fannullone inizia il sabato di Pasqua con "una fiaccolata rallegrata da girandole, al suono dei pifferi e dei tamburi. Le vie sono infuocate, e ciò produce, con un po’di artificio, un gioco di luci abbagliante. La serata termina in modo esaltante con l'incendio di un bel pino purificatore trapiantato in piazza, tra l'allegria e le danze alle quali partecipa una folla di turisti.
ll giorno di Pasqua la festa prosegue. Dopo una serenata in onore delle personalitia, un’orchestra saluta l’arrivo del Re dei fannulloni che sbarca dalla sua caravella all’entrata del del porto, e sale su un carro rustico scortato da paggi e araldi, a cavallo dei palafreni della società ippica.
Il corteo si ferma davanti al castello e il signore e la sua dama vengono a rendere omaggio al proprio sovrano. Poi, ingrossato dalla folla in giubilo, il corteo si reca all'aperitivo d’onore offerto dal Comitato dei festeggiamenti, in presenza delle personalità dipartimentali e locali. Riprendono le
danze e i canti, e tutto si conclude con giochi a palla, gare di bocce, e divertimenti sulla spiaggia per i bambini. Sebbene San Fannullone non faccia affatto parte dei santi canonizzati, il parroco di La Napoule, per timore di perdere la fiducia delle sue pecorelle, si vede costretto a partecipare alla festa del santo laico che dà, alla ricorrenza religiosa, un colore popolare unico nel suo genere.

DISCORSO Dl JEAN AULAS ALLA FESTA Dl SAN FANNULLONE DEL 1949
Signore e signori,
l’aureola di San Fannullone si libra sopra le nostre teste. Gloria dunque a San Fannullone!
E gloria a tutti i fannulloni de La Napoule, presenti e futuri. Vedete, si parla molto male dei fannulloni: la Chiesa ha fatto della pigrizia un peccato capitale e il vostro curato vitupera la fannullaggine dall’alto del pulpito; a scuola, il nostro cappellano laico ne fa l'argomento delle sue prediche mattutine; perfino la 'saggezza delle nazioni', pretende che la pigrizia sia madre di tutti i vizi; e l'ingiuria suprema é di gridare: "Va là, fannullone!»
Ebbene, signore e signori, per fare il fannullone non basta volerlo! La fannullaggine è un’arte.
E tutti coloro che gridano contro la fannullaggine, in realtà, non sono altro che spiriti pigri che non hanno voluto fare la fatica di andare al fondo delle cose. La Fannullaggine! Ma é la base di tutti i progressi del genere umano!
Se non fossero esistiti dei fannulloni come il nostro amico Chichoix (il "taxi" de1l’anglo), il quale trova che camminare sia una fatica immane, si sarebbe forse pensato di inventare i taxi?
Se non fossero esistiti dei fannulloni come il nostro agile Simon (sindacalista dei pescatori, molto grosso), il quale trova che remare sia una fatica immane, si sarebbe forse peasato di inventare le barche a motore?
Se non fossero esistiti dei fannulloni come i nostri bravi coltivatori di Capitou (frazione di orticoltori, rivale di La Napoule), che trovano la terra troppo bassa, si sarebbe forse pensato di inventare i trattori?

Se non fossero esistite delle fannullone come voi, signora, che trovate assai penoso lavare la biancheria, si sarebbe forse pensato di inventare quelle belle lavatrici?
E se non fossero esistiti dei fannulloni come me, che trovo che gridare forte sia una fatica immane, si sarebbe forse pensato di inventare la scatoletta (il microfono) che sta davanti al mio naso?
I Fannulloni? Ma é a loro che dobbiamo tutto ciò che fa la gioia di vivere.
E senza la fannullagine, é tutto il culto del bello a sfuggirci.
Senza pigrizia niente tempo libero, e senza tempo libero, niente feste, niente cinema, niente teatro, niente pittura né musica.
E niente cittadine di riposo e di lusso come La Napoule o Cannes. Niente Costa Azzurra, luogo d’incontro di tutti coloro che vogliono fare i fannulloni; niente fiori; pensate forse che chi se ne sta con l’occhio all’orologio e si industria a non perdere un istante, si preoccupi di comprare alla sua bella un ramo dclla nostra mimosa?

Ma la fannullaggine é la madre delle invenzioni e la madre delle arti. Aggiungerei, per quanto paradossale possa sembrare, che essa é anche la madre del lavoro.
Prendete un bravo fannullone, stanco di dormire sul duro e desideroso di un buon letto. Quale lavoro non eseguirà per potersi pagare la bella camera da letto e il materasso morbido che tanto brama!

Prendete un abitante di Capitou, che vuole evitare di portarsi un bécu (zappa a tre punte) e di lavorare poeticamente nell’aria profumata del mattino. Quanto non si darebbe da fare per manovrare la sua tonnellata di ferraglia, assordare il vicinato e avvelenare la strada con i suoi gas di scarico, pur di far ammirare il suo bel trattore...

Prendete il nostro automobilista, che per andare a Cannes vuole evitare i sette chilometri della magnifica passeggiata a piedi, sognando in riva al mare. Lo vedete alzarsi un’ora prima per gonfiare le ruote, soffiare nel carburatore, lavare e lucidare la sua bella macchina, e... lavorare due ore per evitare tre quarti d’ora di strada a piedi!

Prendete la padrona di casa che ha fatto venire dal Salone delle arti domestiche tutte le nuove macchine, che deve solo stare a guardare mentre lavorano al suo posto. Dovrà stare alzata una parte della notte per pulire e lucidare tutti quei begli apparecehi!

Prendete i nostri turisti, che per offrirsi il piacere di fare i fannulloni per quindici giorni o tre settimane, hanno lavorato senza sosta per undici mesi. E vedete quanto male si fanno per ammazzare il tempo.

Non hanno mai un minuto per se stessi: ci sono il golf, le corse dei cavalli, la pesca, il bagno...Rientrano la sera stremati, affermando: "Comunque è bello non avere niente da fare!".
Non esiste fatica, per quanto lunga e terribile essa possa sembrare, che un vero fannullone non sarebbe capace di affrontare per evitare anche solo un quarto d’ora di lavoro.
Se si volesse fare il calcolo di tutte le ore di lavoro e di veglia trascorse per fabbricare tutte quelle macchine destinate a... evitare il lavoro, a donate qualche istante di fannullaggine, si dovrebbe ben convenire che la pigrizia é la madre del lavoro.
Queste banalità avrebbero certamente potuto trovare una forma più raffinata e uno stile più fiorito, ma ammetterete che per celebrare la fannullaggine non si può pretendere un simile lavoro cerebrale.
E vorrei concludere dicendo agli spiriti afflitti che forse non sono riuscito a convincere:
Non criticate più i fannulloni, poiché voi tutti aspirate, non solo a riposarvi il settimo giorno come Dio padre, ma a cogliere la suprema ricompensa di un paradiso ove regna la beata fannullaggine!
E adesso in questo giorno di Santa Pigrizia, Signore, sbrigatevi a correre al lavoro davanti ai fornelli,
per sudarvi sangue e acqua affinché quando sarà ora troviamo un buon pranzo che degusteremo a nostro agio, in tutta fannullaggine...

E voi, Signori, malgrado questi consigli, consumcrete in fretta il pranzo, per andare a vostra volta
a sudare sangue e acqua in piazza a difendere le vostre probabilità di vincere la gara di bocce.
E quanto a voi, Signorine, sono quasi certo che lascerete i piatti da lavare alle vostre madri per sudare anche voi sangue e acqua a dimenarvi ballando.
Per festeggiarc il nostro San F annullone...
Al lavoro voi tutti fannulloni!
E buon pro vi faccia!



buddies






07/07/12

Parigi e le squadracce della lega di difesa ebraica

A Parigi si sono verificati due ennesimi episodi di aggressione da parte degli squadristi della Lega di Difesa Ebraica contro due noti militanti della solidarietà con la Palestina: Olivia Zemor e Jacob Cohen (ritenuto dai sionisti un “ebreo traditore”).

Il 28 giugno scorso durante la preparazione di una nuova missione internazionale "Welcome to Palestine" che si terrà dal 24 al 31 agosto, destinata a sostenere le scuole e gli studenti palestinesi e per affermare il diritto di circolazione in Palestina, gli squadristi della famigerata JDL Olivia Zémor sono tornati a colpire.
Olivia Zémor era seduta sulla terrazza di un caffè alla Bastiglia, è stata aggredita e colpito alla testa, al viso e sul corpo con della vernice ed è stata trasportata d'emergenza all'ospedale Hotel Dieu dai vigili del fuoco, data la tossicità del prodotto. E' stata presentata Una denuncia ed è stata aperta un'inchiesta, tanto più che la JDL ha rivendicato la responsabilità del gesto pubblicando un video su internet.
Per quanto riguarda Jacob Cohen, si tratta di uno scrittore che denuncia nei suoi romanzi i metodi di reclutamento del Mossad in Francia. Cohen è stato oggetto di un attacco Giovedi 5 luglio nel quartiere di St. Paul dove la JDL ha instaurato un clima di terrore. Si tratta della seconda aggressione che subisce, dal momento che era stato aggredito il marzo scorso poco prima della presentazione del suo primo romanzo da un gruppo di fascisti della JDL.
Finora, è chiaro che i gli squadristi della JDL in Francia hanno beneficiato di protezione in alto loco, il che ha portato ad aumentare la loro aggressività. Gli ultrasionisti della JDL in Francia in questi anni hanno gravemente ferito un gran, tra cui un poliziotto che ha trascorso tre settimane in terapia intensiva presso l'Ospedale Saint-Antoine di Parigi uno studente di Nanterre che colpito ad un occhio ha quasi perso la vista, hanno devastato e saccheggiato varie associazioni e librerie locali.
I membri della Jdl sono stati tutti identificati dalla polizia come Jason e Steven Tibi, Dylan Halimi, Joseph Ayache, Philippe Wagner, Anthony Attal, Chelli e Gregorio ma nessuno è mai finito in carcere. Quando arrivano i guai giudiziari, se ne vanno a fare un giro in lsraele, approfittando della loro doppia cittadinanza. Forti di questa impunità commettono nuovi attacchi. Le poche volte che sono stati costretti a pagare i danni alle vittime (come nel saccheggio della libreria Resistance), non hanno bisogno di preoccuparsi. L'Unione degli ebrei di Francia (UPJF ) invita pubblicamente gli ascoltatori di "Radio J" per inviare soldi per pagare i loro debiti!

La rete Europalestine per questi motivi è tornata a chiedere la messa fuorilegge della Lega di Difesa Ebraica francese.




14/06/11

Les Negresses Vertes: Face à la mer

Les Negresses Vertes
La tribù nomade del folk rock francese,la miglior sintesi (con la band anima gemella dei Mano Negra) di ritmi gitani, arabi, ska e chanson francese in un miscuglio di suoni frenetici e colorati. Strani artisti punk, internazionalisti e popolari,due album da incorniciare, Mlah (1989) e Famille Nombreuse (1991) ,con cui raggiungono notorietà e successo oltre i confini francesi,poi mentre ultimavano i remix dei loro brani migliori che sarebbero finiti in 10 Remixes Noel 'Helno' Rota, vocalist e poeta dandy del gruppo, muore per overdose di eroina.
 'Mi chiamano Zobi, io sono la mosca, non sono tanto credibile perchè mi trovano losco. Quelli che leggono la Bibbia, aprendo la bocca,sono dei graziosi bersagli..'
Manu Chao gli dedica queste parole:' Alla luce della luna il mio amico Helno mi ha prestato una penna per scrivere una parola. Helno è morto una volta di troppo nei bristot, 100.000 rimorsi, Helno è morto ed è partito per il paradiso..'
10 Remixes,del 1993, contiene le versioni remixate di alcune tra le più belle canzoni del gruppo, remix prodotti da musicisti tra i nostri preferiti, come Massive Attack (Face a la mer), Gangstarr (Voila l'ete), Famille Nombreuse (William Orbit) e Zobi la Mouche (Norman Cook alias Fatboy Slim)..
Non ci resta che ascoltarli,' Face a la Mer '..












10 Remixes
Hasta Llegar

03/06/11

Lo strano caso di Dominique Strauss Kahn

Lo strano caso del segretario generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Dominique Strauss-Kahn,accusato di tentato stupro e sequestro di persona nei confronti di una impiegata dell'hotel Sofitel di Manhattan. Rischia una condanna a 20 anni di carcere. In due articoli,uno di Attilio Folliero in cui si analizzano le dichiarazioni anti-dollaro dell'economista francese risalenti ai primi mesi del 2010,l'altro di Barbara Spinelli dalle pagine di Repubblica on-line dove al di là di ogni complottismo,si fornisce il ritratto più calzante di quel che DSK è divenuto in queste ore: un potente scaraventato a terra, un uomo che ha sfidato il destino e che di fatto (politicamente) si è un suicidato. Qual'è il vero crimine di Strauss-Kahn? Quando si tratta di uomini così potenti e con così tanti nemici, ogni dubbio è lecito.

LE STRANE DICHIARAZIONI DI STRAUSS KAHN

Verso il tramonto del dollaro: anche Dominique Strauss-Kahn, segretario del FMI, chiese l’abbandono del dollaro - Oggi ha ricevuto la risposta a questo "azzardo"

12-2-2010 Dalla fine della seconda guerra mondiale il dollaro, la moneta degli Stati Uniti, è l’unica moneta di riferimento per gli scambi internazionali. Gli USA sono riusciti ad affermare il loro potere economico a livello mondiale anche grazie al fatto che la loro moneta è l’unica utilizzata per gli scambi commerciali mondiali; in particolare, è utilizzata per la comprevendita del petrolio Tutti i paesi del mondo per poter effettuare intercambi commerciali debbono comprare dollari, ovvero accumulare riserve internazionali in dollari.

Gli Stati Uniti, oggi, sono un paese in profonda crisi económica con un debito pubblico enorme equivalente praticamente al 100% del PIL. Il debito pubblico USA continua ad aumentare incessantemente, perchè di fatto spendono più di quanto incassano. Como coprono questo deficit? Circa un terzo è finanziato dalle banche centrali di Cina, Giappone, Regno Unito e di tutti gli altri paesi del mondo. Il restante 70% è finanziato dalla Federal Reserve, sotto forma di acquisto dei
titoli del debito pubblico del Tesoro USA. In sostanza la Federal reserve sta stampando dollari ed il mercato mondiale è sempre più inondato di dollari, cosa che mina il suo valore.
Per la legge economica della domanda e dell’offerta, quando l’offerta di un bene è superiore alla domanda il valore di quel bene tende a cadere. Ciò vale anche per il valore di una moneta. Malgrado ciò il valore del dollaro non è crollato; non si tratta di una eccezione alla legge economica suddetta e ciò è dovuto semplicemente al fatto che il dollaro continua ad essere praticamente l’unica moneta utilizzata per gli scambi commerciali a livello mondiale.

Inoltre, tutti i paesi del mondo hanno ingenti quantità di dollari nelle loro riserve, in particolare la Cina che conta con oltre 2.500 miliardi, per cui tutti stanno cercando di frenare la caduta del dollaro, perchè il girono che ciò accadesse le loro riserve varrebbero carta straccia. Da anni, la Cina ed altri paesi che hanno grandi riserve, stanno chiedendo agli USA di cambiare política, al fine di preservare il valore del dollaro e quindi delle loro riserve.

Molti, da anni avvertono che prima o poi il dollaro crollerà. Spesso, anche noi abbiamo trattato il tema, avvertendo che il tracollo del dollaro sembra inevitabile ed ormai è solo questione di tempo (Vedasi: articoli “Il destino del dollaro” e “Nuove monete” e le interviste).

Oggi c’è una grandissima novità su questo tema. Il segretario generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI), Dominique Strauss-Kahn, in un recente incontro a Washington ha apertamente parlato della necessità di abbandonare il dollaro ed ausipica la sua sostituzione con un paniere di monete da utilizzare negli scambi internazionali. L’unica via, secondo Dominique Strauss-Kahn, per calmare la crisi che viviamo è abbandonare il dollaro. Orbene questa notizia passata sostanzialmente innavertita dai grandi media, con l’eccezione del Guardian di Londra è di una importanza eccezionale. Il FMI, organismo voluto dagli USA e da sempre a totale disposizione del capitale statunitense, oggi sembra cambiare rotta, sembra voltare le spalle al padrone!

Abbandonare il dollaro, come moneta di riferimento mondiale, significa l’inevitabile tracollo degli USA. Le riserve internazionali degli Stati ammontano a migliaia di miliardi di dollari; solamente le banche centrali dei pincipali venti paesi del mondo hanno riserve per circa 10.000 miliardi, la stragrande maggioranza ovviamente in dollari. Che succede se il dollaro smette di essere la moneta di riferimento? Ossia, perchè diciamo che il giorno in cui il dollaro smette di essere la moneta di riferimento è la fine per gli USA?

Nel momento in cui il dollaro cesserà di essere la moneta di riserva mondiale, tutti gli stati saranno costretti a vendere i loro dollari ed acquistare la nuova moneta, che potrebbe essere anche più di una, ovvero un paniere di monete. L’immissione sul mercato di migliaia di miliardi di dollari farebbe crollare immediatamente il suo valore. Noi pensiamo che questo succederà sicuramente; è solo questione di tempo!
Quando questo succederà il riflesso sull’economia USA sarà inevitabile e disastroso. La svalutazione del dollaro sarà cosi grande che trascinerà l’economia USA in uno stato di iperinflazione.

Nella storia i casi di iperinflazione sono tanti, dall’antica Grecia, passando per l’impero Romano, alla rivoluzione francese. Nell’ultimo secolo i casi di iperinflazione sono tantissimi, partendo dalla Germania, della Repubblica di Weimar del primo dopoguerra, dove esattamente nel noviembre del 1923 un dollaro arrivò a valere 4.200 miliardi di marchi. Nell’Ungheria del 1946 si arrivò ad emettere una banconota con 20 zeri (lo százmillió B-pengo che valeva 100 000 000 000 000 000 000 di pengo). Negli ultimi trent’anni numerosi paesi dell’America latina hanno vissuto casi di iperinflazione, dalla Bolivia, al Brasile, all’Argentina.

E’ necesario ricordare anche i casi dell’iperinflazione della Russia nel 1991, della jugisolavia tra il 1992 ed il 1994. L’ultimo paese colpito da iperinflazione è stato lo Zimbabwe, che nel 2008 ha dovuto emettere una banconota da 100.000 miliardi di dollari dello Zimbabwe.
Banconota dello Zimbabwe da 100.000.000.000.000 miliardi di dollari dello Zimbabwe
Un caso di iperinflazione si è verificato anche negli Stati Uniti, nel 1790, dopo la rivoluzione americana, quando la moneta locale, il dollaro continentale, venne stampato senza alcun controllo.

Negli ultimi anni, molte voci si sono alzate contro il dollaro, ma tutti hanno fatto una brutta fine; con una scusa o un’altra sono stati liquidati. Basta pensare a Saddam Hussein, che propose all’Opec di abbandonare l’utilizzo del dollaro per la compravendita del petrolio. Saddam Hussein va oltre: non solo inizia ad accettare altre monete per la compravendita del suo petrolio, ma trasferisce in euro tutte le sue riserve. Tutti sappiamo la fine che ha fatto Saddam Hussein ed il suo paese, l’Iraq, che si è ritrovato occupato dalle truppe statunitesi. Scusa ufficiale per l’invasione: il possesso di armi di distruzione di massa da parte di Saddam Hussein, armi che non furono mai trovate.

Per molti la causa dell’invasione era da ricercare nella necessità degli USA di appropriarsi del petrolio iraqueno. Noi abbiamo sempre pensato che il motivo fosse un altro, come abbiamo scritto: Saddam Hussein aveva deciso di abbandonare il dollaro per la compravendita del petrolio iraqueno e stava trascinando nel suo progetto altri paesi Opec. Ciò avrebbe determinato il tracollo del dollaro e quindi degli USA (Vedasi nostro articolo: “Il dollaro, l'euro, il petrolio e l'invasione nordamericana”).

In Venezuela, il presidente Chávez abbracciò l’idea di Saddam Hussein di sostituire il dollaro e per poco non si ritrovò vittima di due colpi di stato. Riuscì a rimanere al potere, ma dovette fare marciare indietro sul suo progetto di abbandonare il dollaro e di fatto la sua più importante creatura a livello internazionale, il Banco del Sud, sta nascendo ma avendo come moneta di riferimento il dollaro.

La notizia di oggi è l’esternazione del segretario generale del FMI, Dominique Strauss-Kahn, il quale in un incontro a Washington ha detto quello che molti pensano, ma non osano pronunciare: è necesario abbandonare il dollaro!
La notizia, con l’eccezione del Guardian di Londra, ovviamente non trova spazio nei media ufficiali, controllati dal capitale USA. E’ alquanto strano che il segretario del FMI arrivi a pronunciare tali parole. Come mai? Che cosa c’è dietro? Tre sono le ipotesi plausibili: la prima è che dietro tale affermazione ci siano gli stessi Stati Uniti e quindi prenderebbe peso l’ipotesi che gli USA abbiano intenzione di sostituire il dollaro con una nuova moneta, l’amero, di cui tanto si è parlato in Internet (vedasi nostro articolo: “Il destino del dollaro”); la seconda ipotesi è che l’FMI diretta dal francese Dominique Strauss-Kahn è ormai sfuggiata al controllo degli USA e si stia schierando con i nuovi capitalismi in ascesa; la terza ipotesi è che ci troviamo di fronte ad una persona che esprime una libera opinione sulla realtà esistente. Tra l’altro, Strauss-Kahn in questo incontro ha aggiunto che è necessario agire con urgenza perchè i conflitti all’interno del sistema finanziario mondiale potrebbero portare al caos nel mondo.

In ogni caso se la ragione di queste sue affermazioni fosse da ricercare in una delle ultime due ipotesi, è facile aspettarsi una reazione da parte degli USA, potenza in decandenza che non accetterà facilmente di farsi da parte. Gli Usa, in questo momento sono come le bestie ferite che lottano disperatamente fino alla fine. Dominique Strauss-Kahn, uno degli uomini più potenti del mondo, con questa sua esternazione potrebbe essersi giocato il suo futuro.

Attilio Folliero