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23/12/15

On the Road e i migliori 100 Incipit per American Book Review

Nella terminologia canonica, la voce incipit definisce la parola o la frase iniziale di un qualsiasi libro, componimento, ma l’uso che ne viene fatto nell’attuale critica letteraria moderna è più esteso. Non solo dunque la prima parola o la prima frase ma l’intera tranche d’avvio che può essere di lunghezza diversa”.

Ma cos’è che rende un incipit indimenticabile? La sua lapidarietà? La capacità di raccontare/anticipare un intero mondo nel primo paragrafo? L’espressione di una verità universale? Io ne ricordo pochissimi a memoria, forse soltanto uno nella sua interezza, perché l’ho sempre trovato bruciante, molto malinconico, e totalmente nelle mie corde: quello che contiene riguarda personalmente, similitudini.. Non solo la prima frase, ma l’intera prima pagina, ha il pregio di riassumere lo spirito del libro.
(in medias res)

ON THE ROAD
<<La prima Volta che incontrai Dean fu poco tempo dopo che mia moglie e io ci separammo. Avevo appena superato una seria malattia della quale non mi prendero labriga di parlare, sennonché ehbe qualcosa a che fare con la triste e penosa rottura e con la sensazione da parte mia che tutto fosse morto. Con l’arrivo di Dean Moriarty ebbe inizio quella parte della mia vita che si potrebbe chiamare la mia vita lungo la strada. Prima di allora avevo spesso sognato di andare nel West per vedere il continente, sempre facendo piani vaghi e senza mai partire. Dean è il tipo perfetto per un viaggio perché nacque letteralmente per la strada, quando i suoi genitori passarono da Salt Lake City, nel 1926, in un vecchio macinino, diretti a Los Angeles. Le prime notizie su di lui mi furono date da Chad King, che mi aveva fatto vedere alcune sue lettere scritte in un riformatorio del New Mexico.

M’interessai enormemente a quelle lettere perché chiedevano a Chad in modo cosi ingenuo e dolce di insegnarli ogni cosa su Nietzsche e tutti i meravigliosi argomenti intellettuali che Chad conosceva. A un certo punto Carlo e io parlammo delle lettere e ci chiedemmo se avremmo mai conosciuto quello strano Dean Moriarty. Tutto cio accadeva molto tempo fa, quando Dean non era quello che è oggi, ma solo un giovane carcerato avvolto di mistero. Poi arrivò la notizia che Dean era uscito dal riformatorio e stava Venendo a New York per la prima volta; si diceva anche che avesse appena sposato una ragazza di nome Marylou.>> (....)

ON THE ROAD, (SULLA STRADA), Jack Kerouac

Quì i 100 migliori Incipit per l'American Book Review, con lo sguardo rivolto particolarmente a romanzi in lingua inglese.




14/03/15

Do you wanna beloved?


“This is one of the great dangers with overpopulation… the absolute proliferation of morons.”
— 
William S. Burroughs 






("Questo è uno dei grandi pericoli della sovrappopolazione ... la proliferazione assoluta di deficienti.")
# Burroughs

06/03/15

La parabola di Hunter S. Thompson



UNA PARABOLA..
<<Una vecchia camminava per sua strada quando vide una banda di teppistelli che picchiava un serpente velenoso. Andò in soccorso del serpente e se lo portò a casa, dove lo curò e lo guarì. Divennero amici e vissero insieme per molti mesi. Un giorno che stavano per andare in città, la vecchia prese su il serpente e lui la morse. Ripetutamente. “Oh Dio,” gridò la donna, “Sto morendo! Perchè questo? Ero tua amica. Ti ho salvato la vita! Mi fidavo di te! Perché mi hai morso?
Il Serpente alzò lo sguardo e disse: "Signora, anche la prima volta che mi ha preso su, lei sapeva bane che io ero un serpente">>.

<<Tracciate una linea di pizzicotti lungo lo scarno, giovane braccio.
lnfilateci l’ago e spingete lo stantuffo osservando la droga che lo scuote
dappertutto. Andateci giù decisi can questa merda, e ciucciatevi la droga
con tutte le giovani cellule ingorde>>.

- William S. Burroughs, La macchina murbida -



Un colpo in testa nella sua casa di Woody Creek, vicino ad Aspen, in Colorado. Aveva sessantotto anni ed era esattamente il 20 febbraio 2005 . Così se ne va un'altra delle nostre icone culturali, giornalista sportivo, reporter, inviato al fronte e cronista politico, Hunter S. Thompson poi è stato soprattutto l'inventore di uno "stile": il New Journalism, definito poi in "Gonzo Journalism", uno stile sperimentale, dove chi scrive annulla la distanza dalla realtà oggetto del suo interesse, a tal punto da permettergli di riportare delle esperienze di prima mano e diventare figura centrale della storia. Uno stile e un approccio che mantiene ancora oggi tutta la sua forza.
H. S. Thompson resta comunque un autore leggendario, e un altra delle nostre "spiritual guidance", totem della controcultura non solo americana che ha realizzato alcuni dei reportage più allucinanti , esileranti, irriverenti, comici e disperati che siano mai stati scritti, assorbito da quantità esorbitanti di tutti i tipi di stupefacenti, all'assalto dello sfavillante e perverso conformismo americano. La vita, e la cronologia degli eventi che hanno caratterizzato le sue follie sono reperibili sulla rete in quantità, mentre resta molto misterioso il suo suicidio: si dice che fosse al telefono con sua moglie pochi istanti prima dello sparo e che avesse confidato ad amici di essere in possesso di elementi collegati all'11 settembre.

Noi ci soffermiamo su quello che il direttore di The Nation chiese a Hunter S. Thompson nel 1965, una storia sugli famigerati Hell's Angels, la gang di motociclisti più temuti sulle highway californiane di quegli anni, e che Hunter scrisse regalandoci contemporaneamente uno spaccato della California di quegli anni incredibili, affascinante ed efficace. L'articolo rapidamente portò Hunter ad un contratto editoriale, e, l'anno successivo,venne pubblicato Hell’s Angels, a Strange and Terrible Saga, che non è solo un libro di culto, introvabile oggi nella sua versione italiana editata dalla Shake, ma è un qualcosa da leggere necessariamente per farsi un’idea sulla California dei primi anni ’60, e – al pari di The Electric Kool – Aid Acid Test di Tom Wolfe – è un testo fondamentale, per aiutarci a capire meglio tutto l'universo e quello che gli girava intorno di quello che i media dell’epoca (al pari dei libri di storia di oggi) si limitavano a chiamare la stagione dell'amore e l'era degli hippie.
Raccontare un elemento molto controverso della controcultura californiana (gli outlaw motorcycle clubs), Hunter Thompson entrò in questa terra sconosciuta dall’interno, senza mitizzare e senza demonizzare, e soprattutto senza fare della facile sociologia [il mondo di Hells Angels] per diventarne il loro cartografo. Per quasi un anno, accompagnò gli Angels nei loro raduni. Bevendo con loro nei bar che frequentavano, scambiandosi visite a domicilio, registrando le loro brutalità, i loro capricci sessuali, convertendosi alla loro mistica della moto: era così affascinato, come disse, che "non ero più sicuro se stavo facendo ricerche sugl' angeli dell'inferno o di esserne lentamente assorbito."
Hunter Thompson ci ha dato una stretta visione di un mondo che la maggior parte di noi non avrebbe mai osato neanche incontrare, ma che dovrebbe esserci familiare:
Thompson ci suggerisce che sono l'avanguardia di "un esercito crescente di disadattati, dissociati e disperati, uomini e donne. Il libro sugli Angels contribuì molto alla carriera di Hunter, anche se al termine del suo anno trascorso con loro sulle strade vide stroncata anche l'ambiguità della sua posizione, (si vedano a titolo di esempio le sue considerazioni sulla passione degli Angels per gli stupri collettivi) quando un gruppo di angeli si rese protagonista di un duro pestaggio ai danni dello scrittore.
La fine dell'idillio è ben documentata in questa clip,  (in lingua originale..), in cui Jerry Springer, deputato al confronto con Hunter, contesta duramente lo scrittore, accusandolo di aver sfruttato la loro amicizia solo per i soldi e definendo il 60% del libro "spazzatura a buon mercato". Il confronto è stato trasmesso tempo fà sulla televisione di stato canadese..



Hell’s Angels, a Strange and Terrible Saga,
Fear and Loathing in Las Vegas
Better Than Sex: Confessions of a Political Junkie
The Great Shark Hunt
The Curse of Lono
Generation of Swine: Tales of Shame and Degradation in the 80's
The Rum Diary: The Long Lost Novel
Screwjack and Other Stories


Nel video, l'assassinio del giovane afroamericano Meredith Hunter al concerto dei Rolling Stones ad Altamont, il 6 Dicembre 1969. Per molti, questo fu l'avvenimento, insieme agli omicidi della famiglia Manson, che segnarono la vera fine dei sogni della generazione del "Flower Power.."





30/06/14

Piccolo dizionario musicale Beat

ASPETTO affascinante di questo mucchio selvaggio di scrittori e poeti chiamati Beat è la loro capacita di <<parlare di tutto con nervosa intelligenza e con chiarezza>>. Per questo è cosi facile amarli, malgrado tutti i loro difetti e il fastidio che si prova per chi oscilla fra mito e luogo comune. Clash, David Bowie, Bob Dylan, Willie Loco Alexander, R.E.M, Doors, Grateful Dead, Tom Waits, Bob Wilson, 10.000 Maniacs, King Crimson, Soft Machine, John Cage, Patti Smith, Laurie Anderson, Gus Van Sant, Susan Sontag, Norman Mailer, Francis Ford Coppola li hanno amati, li stanno amando. Perché Kerouac, Ginsberg, Burroughs, Corso, Ferlinghetti e gli altri sono ribelli senza una causa, ma con una idea molto precisa in mente: guardare il mondo e le cose con il proprio sguardo. E senza fidarsi delle chiacchiere di quelli che vestono di flanella grigia comprata da Brooks Brothers. Quelli tramano per farti del bene senza che tu l’abbia chiesto. Stare ai margini, stare fuori, lontano dai vostri sporchi affari e dalle vostre sporche guerre. Fuori dai vostri trucchetti, ma pronti a tirarvi un uovo marcio sulla camicia candida. I beat hanno poche certezze perché sono poche le battaglie che meritano di esser combattute. Una esperienza da fare in gruppo: insieme per il piacere di stare insieme. <<Il marxismo – ha detto Tuli Kupferberg, poeta, editore e musicista dei Fugs - era troppo meccanico. Venne ipnotizzato dalla macchina. Nacque nell’era dell’acciaio e del carbone, Era pre-psicologico, pre-antropologico, pre-elettrico e pre-psichedelico.>>

<<La Beat generation non ha interesse nella politica, solo nel misticismo, questa la sua religione. L’apatia politica è di per sé un movimento politico..>> J. Kerouac

Quella che segue è una microguida per sapere cosa succedeva nel mondo dei suoni della beat generation.


23/07/13

Blues del ragazzo solitario: Kenneth Patchen

In quello strambo romanzo che é Memorie di un pornografo timido, una giornalista in vena di indagini letterarie interroga alcuni dei presenti alla folle festa che forma uno dei punti centrali del racconto.
- E Patchen? - chiese lei con la matita pronta. - Ah, Patchen. Nessuno lo prende sul serio – disse uno di loro. - Un apprendista che non è mai riuscito a crescere. – E’ un bambino noioso: un sacco di chiasso per nulla -disse un altro.

- Patchen ha perso l’imbarco - disse il signor Brill - Ha fatto lo sbaglio di credere che la poesia sia una specie di pattumiera dove si pub buttare di tutto, e di sicuro parecchie volte ha passato i limiti - Questo è tutto quanto, da Patchen, si è potuto raccogliere su Patchen. Il poeta, dice chi lo ha conosciuto, è un uomo scorbutico, cli poche parole. I critici, da parte loro, non si sono certo dati un gran daffare intorno a lui. Le antologie, anche quelle che raccolgono le cosiddette <<voci minori>>, lo ignorano. Una specie di congiura del silenzio, insomma, della quale il primo a non curarsi sembrava proprio il poeta. Impossibile, quindi, come dicevamo, avere delucidazioni da questo autore sconosciuto, da questo <<apprendista >> (stregone) che negli ultimi anni -- recluso in clinica per l’aggravarsi di una lunga malattia - si era ancora di più rinchiuso nel suo mutismo. Esso potrebbe comunque essere giustificato, alla fine, proprio dalla congiura del silenzio della critica: una specie di protesta, insomma, quasi uno ‘sciopero della parola’ contro un trattamento che non può non apparire ingiusto a chi prenda in considerazione un’opera poetica tanto vasta e tanto significativa.
Negli Stati Uniti, infatti, anche quei poeti e quei narratori che in gioventù hanno incontrato ostacoli sulla propria strada (accuse, e talvolta processi, per presunte << immoralità >>, o magari per spirito rivoluzionario) trovano sempre, in seguito, critici disposti a valorizzarli e la stessa “industria culturale” sa sfruttare assai bene lo scandalo << giovanile >> per un lancio in grande stile. ll caso di Kenneth Patchen è, invece, assai diverso.

Non uno scrittore per pochi: Patchen registra una schiera di lettori fedeli tra le più folte che un poeta americano possa contare (e le sue << sperimentazioni>>, da quelle verbali a quelle visive, sono servite da esempio e da prototipo a molti venuti dopo di lui). E allora? E’ probabile che l’ostilità di molta critica e della parte più conformista del pubblico - e anche, insieme, la << fedeltà >> dei suoi lettori - gli derivi dalla costante coerenza (si potrebbe dire addirittura dalla violenza via via crescente) della sua protesta sociale e antimilitaristica nel cinque volumi di versi stampati tra il ’39 e il ’45. L’essersi rifiutato di partecipare alle celebrazioni ufficiali della patria in guerra ha fatto di lui, probabilmente, il nemico che non si combatte con la critica ma con la più subdola arma del silenzio.
Padre dei << beats >>? Qualcuno ha avanzato questa ipotesi e qualche sua poesia, come << La scuola all’angolo>> o, meglio ancora, << Le grandi mani del boia>>, possono giustificare in parte una simile illazione. Patchen, tra l’altro, fu tra i primi a scrivere in favore di Ferlinghetti e di Ginsberg ai tempi del famoso processo scaturito dalla pubblicazione di <<Urlo>>.

Nato il 3 dicembre 1911, figlio di un operaio delle acciaierie, non riuscì a portare a termine studi regolari. Riuscì a frequentare per un solo anno il Meiklejohn’s Experimental College della Université del Wisconsin, ma la mancanza di mezzi lo spinse in quel grande calderone che, dopo la crisi del ’29, era la popolazione produttiva americana. Fece, come si può dire di tanti poeti e scrittori americani, tutti i mestieri. Il calderone
era pieno di fermenti ma anche di delusioni. Case grigie e squallide, camere da letto oscure, odori di smog, cavoli lessi, e urina, periferie industriali: ecco il paesaggio nel quale irrompono <<i ragazzi desolati. / Sonnambuli in una terra buia e terribile / dove la solitudine e uno sporco coltello puntato alla ,gola>>. La polemica contro i Moloch della società industriale è il filo conduttore. Un filo che si snoda su, dai quartieri poveri e che continua nel tuono contro la corruzione e il linciaggio, nella denuncia della delinquenza, dell’<<omicidio facile >>, e soprattutto in quel pacifismo umanitario che tanta parte ha sempre avuto nella letteratura di protesta americana, e che trovò una sua ragione organizzativa nel movimento delle colombe, per la fine della guerra nel Vietnam. In questo senso una poesia come << Che cos’e il bello?>> è una vera e propria dichiarazione programmatica dei diritti dell’uomo ricercati dopo il grande travaglio della rivoluzione industriale e della standardizzazione. Gran parte dell’opera di Patchen e concepita nel limbo dell’incubo, in un mondo dove l’umorismo è peggio che l’orrore. La frenesia regna in essa sovrana, in oscenità sinistre.
<< Before the Brave >> - nel 1936 e si conquistò il suo primo e probabilmente unico alloro ufficiale, il Guggenheim Felloship. Pittore, disegnatore singolare, venne colpito da una grave malattia alla spina dorsale. Essa era destinata a influenzare la sua già pessimistica visione del mondo, a rendere più completo il suo isolamento, più ostico il suo carattere. Da allora cominciò a coltivare quelle qualità << visionarie >> che sono un’altra chiave della sua esperienza poetica . Tutto, riesce a darci la misura di un poeta troppo ingiustamente ignorato in patria.
(13 Dicembre, 1911 – 8 Gennaio, 1972)

F. De Poli





ACCETTIAMO LA FOLLIA
Accettiamo apertamente la follia, O uomini
della mia generazione. Seguiamo
le tracce di questa età trucidata:
guardiamola trascinarsi attraverso la cupa terra del Tempo
fin dentro la chiusa Casa dell’eternità
con lo strepito che fa il moribondo,
con il viso che le cose morte portano - e non diciamo mai
volevamo di più; cercavamo di trovare
un uscio aperto, un completo atto d’amore,
che trasformasse la cruclele oscurità del giorno;
ma trovammo inferno e nebbia diffusi ovunque
sulla terra, e dentro la testa una putrida palude di
enormi tombe sbilenche.

LA MIA GENERAZIONE LEGGE I GIORNALI
Dobbiamo essere accorti e delicati; ricambiare
lo sguardo del poliziotto con un po’ di stima,
ricordare che questo non è un gioco di ombre cinesi,
piuttosto questo è il momento
di scrivere tutto, registrare le parole -
Voglio dire che dovremmo avere ancora un po’d'orgoglio
di gioventù e non dimenticare il destino di uomini
che dicono addio alle mogli e alle case
di Cui hanno letto, al ristorante mentre mangiavano,
<< Amore mio>>. - Senza rimpianti e Senza amarezze
ottenere la misura dei passi che facciamo,
1’ultima canzone ha scelto un tema d’amore
che ci libera da ogni male - distruggere ...?
perché no?   anche questo è strano... Buffo come
sia difficile essere accorti e delicati in questo,
nel trovare parole per segnare questa tomba,
voglio dire che nulla salvo il sangue in ogni strada
della terra puo dare Voce adeguata a questa perdita.

LO STATO DELLA NAZIONE
Capisci, erano seduti proprio dietro la porta
a un tavolo con due boccali di birra pieni e due vuoti.
Intorno s’aggirava qualche decina di persone, che ammazzavano
il tempo e si sbronzavano perché ormai niente più significava nulla
qualcuno guardò una ragazza e qualcuno disse
grandi cose succedono in Spagna
ma lei non alzò lo sguardo, neppure la Coda dell'occhio.
Allora Jack bevve la sua birra e Nellie bevve la sua
e le loro gambe si strinsero sotto la tavola.
Qualcuno guardò l’orologio e qualcuno disse
grandi cose succedono in Russia
Entrarono un poliziotto e due puttane e lui ordinò da
bere per due perché una aveva la sifilide
Nessuno sapeva perché ciò accadesse o se
sarebbe mai accaduto di nuovo in, questo mondo adirato
ma Jack bevve di nuovo la sua birra e Nellie di nuovo
la sua e, come a un segnale, un ometto entrò di furia,
attraversò il locale fino al banco e disse Ciao Steve
al barista.

BLUES DEL RAGAZZO SOLITARIO
Oh, nessuno é molto tempo, in nessun luogo é una grande sacca
per mettervi piccoli pezzi di cose graziose
mai realmente accadute a nessuno Salvo che
a coloro abbastanza fortunati da non essere nati
Oh, la solitudine é un brutto posto per accalcarvisi
soltanto con te stesso che Vai avanti e indietro
su un cieco cavallo bianco
lungo una strada vuota in cui incontri
tutti i tuoi amici faccia a faccia.
Nessuno é un lungo tempo.

LA SCUOLA ALL’ANGOLO
L’anno prossimo l’erba della tomba ci coprirà.
Ora stiamo qui, e ridiamo; guardando le ragazze che passano
scommettendo su cavalli bolsi, bevendo gin a buon mercato.
Non abbiamo nulla da fare, nessun luogo dove andare
nessuno.
L’anno scorso era un anno fa, niente di più
Non eravamo più giovani allora, nè adesso più vecchi
Riusciamo ad assumere aria di giovanotti
insensibili dietro ai nostri visi, in un modo o nell'altro.
Probabilmente non saremo del tutto morti quando moriremo
Non fummo mai nulla fino in fondo; neppute soldati.
Fratello, noi siamo gli offesi, i ragazzi desolati.
Sonnambuli in una terra buia e terribile,
dove la solitudine è uno sporco coltello puntato alla gola.
Stelle gelide ci guardano, amico,
stelle gelide e puttane

SE CIO' CHE CAMBIA E' SOLO IL MONDO
Se ciò che cambia è solo il mondo,
che si allontana sempre più dal bene e dalla grazia,
perchè sentiamo questo cambiamento l'uno nell'altro?
Se coloro che amiamo sentono il respiro come una ferita
e maledicono il sole stesso perchè dà luce
perchè sentiamo questo dubbio l'uno nell'altro?
Oh, il nostro è il cambiamento che i fiori sentono al mattino
Il nostro è il dubbio delle acque nel loro solenne scorrere!..



28/05/13

Il lavoro secondo i Beat

<<Ero una volta giovane e aggiornato e lucido e sapevo parlare di tutto con nervosa intelligenza e con chiarezza e senza fare tanti retorici preamboli come faccio ora..>>
I Sotterranei


E. Bevilacqua, Guida alla Beat Generation
<<...Trova un milione di dollari nella tazza di un cesso/Sei l’unico che osa pescarlo fuori/Mendica e smetti dopo cento dollari al giorno/Ruba/Entra negli affari/Sposa un ricco omosessuale...>>
Anche i beat hanno il loro Time Manager. Come per i giovani rampicanti di oggi, anche per i giovani sognanti di allora fiorisce una manualistica che doveva garantire i migliori risultati nel raggiungimento del proprio Mbo (Management By Objectives). Tuli Kupferberg, nel suo 1001 Ways to Live Without Working, pubblicato nel 1967, si diverte a compilare un manuale in versi dedicato agli aspiranti non lavoratori. L'obiettivo é lo stesso dei manuali di management di oggi. Raggiungere il fine con il minimo sforzo: <<Ruba pane ai piccioni/Ruba piccioni>>, in questo adombrando due diversi livelli di impegno, in quanto appare certo più semplice rubare il pane ai piccioni che non i piccioni medesimi. Non occorre dilungarsi però sul diverso valore nutritivo dei due bottini. Più semplice può essere <<Mangia da Mà’>>, se non bisogna attraversare l'’intero paese per farlo, mentre appare stimolante il <<Mangia da Henry Miller>>. E certamente non vi sarà sfuggito, nell’'accoppiare il 'da Mà’' al 'da Henry Miller', la riconferma di quel ruolo di padre dei beat, universalmente riconosciuto all’'autore del Tropico del Cancro. Kupferberg ha infatti voluto dire: <<mangia da mamma o da papà>>, cioè dove ti fa più comodo. Ma egli ama anche associare il sacro al profano (la mamma e Miller) e infatti propone di stampare o la Bibbia di Gutenberg oppure banconote. E, a proposito di libri, ci si può ricavare qualcosa senza lavorare: <<Recensisci libri, ruba libri, scrivi libri, stampa libri, mangia libri>>. Non mancano tuttavia in Kupferberg più precise norme dietetiche (Mangia merda/Mangia un giorno si e un giorno no..)  ll beat è il naturale avversario delle compagnie di assicurazione, almeno cosi lo vorrebbe Kupferberg, che propone ancora, nei suoi mille e un modo per vivere senza lavorare: <<Cadi dalla finestra, cadi davanti alla metropolitana, cadi davanti a un taxi e incassa l’'assicurazione>>.

Come ha osservato il sociologo Paul Goodman, c'è una mistica della povertà nei beatnik. In un suo libro dal titolo La gioventù assurda, suggerisce di analizzare la Beat Generation come una casta indigente. O meglio di cercare di capire <<l'’influsso culturale che la classe povera esercita sui bohémien d`oggi>>. Tuttavia i Sotterranei hanno sviluppato un forte senso di appartenenza al proprio gruppo e un profondo senso di lealtà, di comunità, la consapevolezza di essere oggetto di prevenzione, il senso dell'’inutilità economica, ma soprattutto la morale del lavoro. E’ per questo che lavorare, per un beat, significa soprattutto procurarsi una somma di denaro sufficiente per un certo periodo; non importa tanto il tipo di lavoro, quanto la possibilità di poterlo svolgere senza coinvolgimento e di abbandonarlo non appena raggiunta la somma sufficiente. Del resto proprio Paul Goodman, in uno studio realizzato insieme al fratello Percival (Communitas, Columbia University), ha dimostrato come esista una economia della sussistenza che consentirebbe, a chiunque lo volesse, di garantirsi i mezzi di sopravvivenza lavorando meno di un anno ogni sette.  
Certo si tratterebbe di una scelta consapevole di povertà ma in cambio si otterrebbe un'’enormità di tempo a disposizione per fare ciò che meglio aggrada: leggere, studiare, dormire, fare l'amore, osservare serenamente il susseguirsi delle giornate e delle stagioni, fare figli, giocare a carte, suonare la slide guitar, i bonghetti, imparare a lanciare il boomerang, andare in canoa, dedicarsi agli’ origami o al teatro, restaurare mobili o fare il vino o berlo, o tutte e due le cose insieme, o trangugiare gin, rum, o whisky, o, peggio, bevande analcoliche.

23/11/12

Burroughs - Veneziani: E se la musica fosse omosessuale?

Il vero Blade Runner

Il cult di Ridley Scott prese il titolo da un progetto di W. Burroughs, che nel 1979 aveva scritto la sceneggiatura omonima. Ricompare ora in libreria: BLADE RUNER. UN FILM. (Mimesis - pp.82 - euro 8).
Blade Runner è colui che corre sul filo del rasoio. Nel gergo della malavita è un corriere che trasporta "qualcosa" (d’illegale). A R. Scott piaceva molto e, anche se nel romanzo di Philip K. Dick non ce n'era traccia, chiese a Burroughs il permesso di usarlo. Era già il titolo del romanzo di Alan Nourse del '74 pubblicato in Italia da Urania con l'infelice titolo di Medicorriere..
Nella sceneggiatura, a dir poco lisergica, l’umanità è in pericolo per la diffusione di un virus sessuale, il B-23, che sembra anticipare profeticamente l'Aids, capace di scardinare i nessi temporali dell'universo. Al centro, vaghe accuse al capitalismo della medicina, che insieme alla droga e al linguaggio, altera le menti. Tra sperimentazione e paranoia, mercato nero dello sperma e pillole dell’Amazzonia, siamo in pieno Burroughs.. Tra i tanti prestiti operati dal cinema e dalla musica, oltre al Pasto Nudo di Cronenberg, l'etichetta HEAVY METAL viene dal personaggio di Heavy Metal Kid ne La Morbida Macchina, il nome della band Steely Dan dal vibratore del Pasto Nudo, mentre tutto il Diamond Dogs di Bowie viene dai Ragazzi Selvaggi, scritto interamente con la tecnica del Cut Up. Burroughs scrisse il libretto per The Black Rider, un'opera post moderna con la regia di R. Wilson e le musiche di Tom Waits. E ancora, i Soft Machine di R. Wyatt e D. Allen, Lou Reed, N. Cave, Bob Dylan, Jagger e Richard, J. Cage, p. Glass, F. Zappa, Devo, P. Smith, L. Anderson, Blondie, Sonic Youth, Kurt Cobain..

08/06/11

W.Burroughs e J.Kerouac a quattro mani

Non poteva non essere un piccolo evento,la pubblicazione di questo romanzo,scritto a quattro mani da William Burroughs e Jack Kerouac. 'E gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche' viene terminato nel 1945 e il tentativo di pubblicarlo non ottiene successo. 1945 quindi,quando i due scrittori non avevano ancora pubblicato niente. 'Sulla strada' di Kerouac è del 1957 mentre 'Il pasto nudo' di Burroughs vedrà la luce solo nel 1959. Anche se la prima edizione è del 2008,questo manoscritto può considerarsi un vero e proprio esordio. La verità è che la storia che vi si narra era già stata accennata nel primo vero romanzo di Kerouac,'La città e la metropoli' nel 1950,come lo stesso autore conferma in un intervista del 1967 ed è solo per il rispetto verso i protagonisti che il libro rimarrà inedito fino ad oggi. I due esponenti della Beat Generation prendono spunto da un torbido fatto di cronaca che occupò le pagine dei giornali americani per un bel pò di tempo:Lucien Carr,giovane rampollo della buona borghesia del sud in una calda notte di agosto del 1944 accoltella con il suo temperino da boy scout David E. Kammerer,suo amico di infanzia ed eterno innamorato e lo getta nelle acque del fiume Hudson.

L'intricata relazione tra i due era iniziata nel '36 quando Lucien aveva undici anni e David venti cinque a St Louis,una lunga e tormentata relazione,tra infinite bevute e litigi,culminata in quelle notte dove, dopo l'ennessima sbronza e la scenata di gelosia di Kammerer che non accetta la decisione di Carr di imbarcarsi alla volta dell'Europa su di un mercantile,si consuma il drammatico assassinio. Questi i fatti. La particolarità che rende ancor più interessante il libro è che i due protagonisti conoscevano bene ed erano amici sia di Burroughs,sia di Kerouac,oltre che di Allen Ginsberg.Era stato proprio grazie a Lucien che Burroughs,Kerouac e Ginsberg si erano conosciuti alla Columbia University,mentre Kammerer era stato compagno di scuola di Burroughs a St Louis negli anni '20.

Lucien Carr prima di costituirsi si presentò a casa di Burroughs e gli confessò l'omicidio,poi passò il resto della giornata con Kerouac in giro,visitando prima il luogo dove si era consumata la tragedia,poi per musei e bar a bere e a parlare. Quest'amicizia costò ai due scrittori l'arresto come persone informate sui fatti,poi rilasciati su cauzione. Nel libro ognuno dei due scrittori si serve di un alter ego per scrivere:Burroughs è Will Dennnison,barista tossico che lavora anche per un agenzia di investigazioni,mentre Kerouac sceglie il nome di Mike Ryko,marinaio di origini francesi in attesa di imbarco. A Lucien Carr viene dato il nome di Phillip Tourian,diciassettenne per metà turco mentre Kammerer si chiama Ramsay Allen,descritto come un quarantenne brizzolato e possente perdutamente innamorato del suo futuro assassino. Lo scenario è una New York nell'immediato dopo guerra,piovosa e dove è sempre notte,zeppa di ubriachi,automobili,romanzi e titoli di giornali,'il ritratto del segmento perduto della nostra generazione',cinico,onesto,di una realtà strabiliante. Tutti i personaggi del libro,nonostante gli pseudonimi sono riconoscibili,Lucien Carr a sorpresa venne condannato a dieci anni di reclusione (i giudici respinsero la teoria dell'ossessivo molestatore omosessuale che non lascia alternativa alla sua vittima di difendersi con la violenza),visse fino al 2005 sempre tentando di mettere a tacere la vecchia storia che gli aveva bruciato la gioventù,storia che per anni ha ossessionato un gran numero di scrittori.
Infine,l'origine del titolo: "Una sera io (Kerouac) e Burroughs seduti in un bar abbiamo sentito un annunciatore radiofonico che diceva:'..e cosi gli egiziani hanno attaccato..e intanto allo zoo di Londra era scoppiato un incendio devastante,che poi è divampato nei campi e gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche! Buonanotte a tutti..'. Era stato Bill (Burroughs) a notarlo. Lui queste cose le nota sempre.."