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02/03/18

John Waters al Burgundy Boogaloo Punk Festival

<<Il rock 'n' roll ha una sorta di aura di rivoluzione permanente, senza tempo, di sfida a tutto, inclusa la natura stessa.>>

<<Uccidere tutti ora. Condonare gli omicidi di primo grado. Sostenere la causa del cannibalismo, mangiare merda. Il disgusto è la mia politica. Il disgusto è la mia vita>>


Eclettico, scandaloso, stravagante, osceno, visionario, pazzo, oltraggioso. Ancora: il sultano del sordido, il barone del cattivo gusto, il Papa del trash, quest'ultimo appellativo affibbiatogli dal grande William Burroughs. Così nel corso degli anni è stato definito John Waters, regista nonché sceneggiatore, scrittore, attore e docente statunitense di Baltimora, senza dubbio uno dei massimi esponenti del cinema indipendente americano degli anni Settanta. Ma noi lo preferiamo come il Principe del Punk, sempre magrissimo, i vestiti curati ma dal design flessibile, i baffetti disegnati a matita: classico, mai volgare, completamente inconfondibile. Il suo Pink Flamingos (Fenicotteri Rosa) del 1972, definito dalla critica dell'epoca come uno dei film più abietti, stupidi e repellenti mai realizzati è oggi considerato un capolavoro, e pietra miliare del trash mondiale: il guizzo grossolano, culminato in Divine (alias Hariss Glenn Milstead, travestito, omosessuale, “divina ispiratrice” che con Waters avrà una profonda amicizia durerà tutta la vita..) che mangiava le feci dei cani della vita reale, fu inizialmente vietato in molti paesi, dall'Australia al Canada, dalla Norvegia ad alcuni stati arabi e asiatici. Dagli anni '90 in poi, ha prodotto una notevole quantità di arte contemporanea, ammantata dalla sua solita patina satirica eternamente controversa.

John Waters ha sempre rivendicato il suo spirito punk, nonostante siano passati cinquant' anni dall' avvento del movimento, e da quando era solo un ragazzo tenebroso cresciuto a Baltimora, stretto nella sua giacca di pelle nera, i capelli lunghi e unti che sbattevano precariamente su una sigaretta perennemente accesa tra le labbra e, naturalmente, i baffetti a matita che lo hanno sempre contraddistinto. Waters ha girato due oltraggiose favole punk, mostruose, divertentissime, angoscianti: Female Trouble del 1974 e il bellissimo Desperate Living del 1977, che anche in Italia, grazie a un distributore indipendente (dopo una prima bocciatura ricevuta dalla commissione censura) venne distribuito in sala, seppur con l’assurdo titolo di Punk Story (poi cambiato in Nuovo Punk Story), cercando di coinvolgere quella generazione arrabbiata e rivoltosa che tra il 1977 e il 1981 tendeva al rifiuto delle culture dominanti e mostrava familiarità col “bizarro”. Qualcuno indica proprio Punk Story come la pellicola capostipite del movimento punk.

Nel 2017, a 71 anni, Waters è tornato al Burgundy Boogaloo Festival di Oakland, il festival punk estivo che ha annoverato in questa edizione tra i partecipanti Iggy Pop, X, Buzzcocks, Shannon e Clams e molti altri. Tra i punk Waters si sente a casa e al Boogaloo festival è la sua terza partecipazione.

"Amo questa festa, penso che abbia uno spirito come nessun altro evento del genere. Punk ora è più che mai la sfida all'ordine naturale, e allo stesso tempo è anarchia. Penso che sia una vera e propria tribù".

Waters è ancora impegnato a sconvolgere le cose in un clima culturale che sente confuso ma maturo per la sfida. Waters ha illuminato il festival sul futuro del punk, su quanto i computer stanno cambiando le nostre vite, e sempre con il suo meraviglioso senso dell'umorismo, sulla sopraggiunta era Trump.



Che cosa ti fa sentire a casa negli eventi punk?
John Waters: Quando vedo la gente con il mohawk, (la classica cresta punk ndr) penso che si, forse non è proprio una cosa così nuova. Ma  sono sicuro che i genitori lo odiano ugualmente alla stregua di quelli della mia epoca. Quindi, si tratta di ribellione, di moda, di musica, e anche di rotture di tutte queste cose. E' divertimento con la tradizione della musica, quando i gruppi escono e dispongono di 20 brani tutti lunghi dieci secondi, che suonano esattamente gli stessi accordi, e.. "Grazie mille, ti amo, ora passiamo alla nostra prossima canzone". Trovo che sia delizioso, quasi come una banda di biker. È un arte d'assalto, è un mondo segreto su cui devi regolare il tuo gusto.

Nel campo musicale, Waters fa le sue ricerche: ama i Mummies, gli piacerebbe vedere band che ancora non conosce e trova eccitante notare anche la nostalgia per il punk: è arrivato negli anni '70, annota, ma ci sono oggi ragazzi che a 16 sono punk. Ma non esiste una musica che non gli piace.
Ogni anno il Burger Boogaloo Festival, che si svolge in un piccolo parco giochi comunale, il Mosswood Park e che dura solo due giorni, diventa un carnevale sinfonico per un pubblico selvaggio di emarginati e disadattati e di punk di tutte le età. John Waters è stato il il loro ringmaster, è tornato come maestro di cerimonie per il terzo anno consecutivo. Nelle passate edizioni c'è stato qualche incidente, qualcuno ha bruciato la bandiera americana, un gesto che a Waters è sembrato così datato; nonostante la presidenza Trump quest'anno tutto è filato liscio.

<<L'anarchia in questi giorni è certamente più discussa, e ci sono più pratiche nei college, ma non credo che ce ne siano abbastanza. Quando faccio i miei spettacoli universitari, dico sempre, smettila di studiare! Perché non sei nelle strade?! Sono andato alla marcia delle donne a San Francisco, ed è stata una grande sensazione, ma poi ho pensato, è tutto finito in un giorno? Come mai non succede ogni fine settimana? Voglio dire ogni settimana, ogni giorno! -Trump fa qualcosa di spaventoso, quindi sono solo stupito. >>

<< Il Punk ha sempre un alto senso dell' umorismo, anche se scoraggiante. E io sono così: quando ero giovane, gli yippies usavano l'umorismo come forma di terrorismo e questo è quello che dobbiamo fare oggi. Infiltrarci e mortificare il nemico, prenderlo in giro, e Trump è un bersaglio facile perché reagisce a tutto. Il Punk rock è durato perché ha sempre avuto l' umorismo al suo interno. L'umorismo è la cosa più importante. È così che si cambia la mente delle persone. Non è esclusione. Ho amici che hanno votato per Trump. Non molti, ma ci provo a farli cambiare.>>

<<Bisogna ricordare, che nel punk ci sono stati due fazioni: gli skinheads razzisti e quelli dello ska, e erano molto diversi. Allo stesso modo a Baltimora, la mia città, c'è questo negozio che vende roba di pelle e cuoio, quindi tutti i ragazzi gay vanno lì, e ci vanno anche i veri motociclisti, tipo gli Hell's Angels. Indossano gli stessi vestiti, ma non parlano tra di loro. Ci sono punk rockers che sono tifosi di Trump? Può essere! Ora è tutto così confuso. Ma capisco la militanza. Anche quella della cultura cyber. Voglio dire, ci furono i disordini di Berkeley, e a ricordarli mi sono sentito nostalgico. Perché ho amato la rivolta quando ero giovane e sono stato geloso perché oggi dispongono di tutti questi schermi!. Ora ci sono gli hacker. E quello che dovrebbero fare questi hacker è concentrarsi su tutti i politici di destra, come pubblicare tutto il porno che guardano. È molto comodo per la gente rimanere nelle loro zone di comfort virtuale, su Facebook o in queste comunità disperse di Internet, piuttosto che riunirsi nella vita reale. Anche io sono anche su Internet. Ma non è interessante, non è divertente, è solo che tutte queste persone hanno troppo tempo nelle loro mani. Io non ho tempo, voglio essere difficilmente raggiungibile, non più facilmente. Ma sì, se rimani sempre su Facebook o sul tuo computer per tutto il tempo, non potrai mai cambiare molto. Perché è già cambiato, il grande cambiamento è già avvenuto: il computer e Internet e tutte le cose. Ma adesso, cosa? Bisogna usare le nuove tecnologie per cambiare questa roba. Unire le persone nella vita reale. A Burger Boogaloo non tutti guardano il proprio telefono. Che è raro in questi giorni. Non sto dicendo che non possiedono un telefono, io guardo il mio telefono, ma credo ancora che sia una tribù che crede in certe cose.

Non ho mai avuto all'epoca uno scudo fatto di nastro adesivo e altra roba, quindi l'ho scelto come mio nuovo accessorio di moda. Forse lo porterò a Burger Boogaloo la prossima volta. [Ride] A Burger Boogaloo, le volte passate, era sorprendente, tutti sono assolutamente impazziti, balli scatenati, lancio di oggetti, poi arrivo io, e sono tutti incuriositi, applausi, risate. Così ho pensato che fosse una bella cosa. I punk mi hanno trattato con rispetto . E io ricambio, ho fatto ricerche su tutte le band e tutti sanno che mi piace molto quel mondo. Ma io non farò scuola a 71anni - anche se la fa ancora Iggy!
Lui è la star di tutte le star di Burger Boogaloo. È come se apparisse Dio. La sua esibizione è come la scena miracolosa di La Dolce Vita.>>
 












 

16/10/14

Iggy Pop, Lectio Magistralis


Alan Freed ha fatto per il rock 'n' roll negli anni '50, quello che John Peel ha fatto per il punk e la new wave negli anni '70 e '80: fu lui a mettere in onda nel suo programma radiofonico alla BBC artisti innovativi come Joy Division, i Ramones e tanti altri, curando performance essenziali in studio nelle sue Peel Sessions. Ma molto tempo prima, esattamente nel 1969, Peel fu uno dei primi a trasmettere l'album di debutto degli Stooges, la band di Detroit al cui frontman, Iggy Pop, sarebbe stato in seguito concesso il titolo di "padrino del punk."
Come J. Peel, Iggy ha un suo show radiofonico proprio alla BBC, un ruolo che gli garantisce una certa autorità critica, e allora, chi poteva tenere una conferenza al proprio al John Peel BBC Music Radio Festival 2014?

Ecco quindi a voi, e a noi, l'iguana, il Prof Iggy Pop nell'annuale Lectio Magistralis di un'ora che si è tenuta il 13 ottobre al teatro Lowry a Salford, Manchester. Il tema scelto, "La musica libera in una società capitalista" - è affascinante, soprattutto per un icona della musica che si è mosso dentro e fuori i regni fai da te e commerciali della musica per gran parte della sua carriera. Durante la conferenza, Pop ammette che ha dovuto iniziare a "diversificare il mio reddito," riconoscendo alla fine solo po 'di vergogna' per aver rilasciato i diritti di "Lust For Life" per uno spot della compagnia assicurativa britannica Swiftcover. "Se voglio fare i soldi, beh, che ne dite di vendere l'assicurazione auto?" ha esordito. "Almeno io sono onesto. Si tratta di una pubblicità, e questo è tutto ciò che è. Se dovessi dipendere da quello che ho effettivamente ottenuto dalla vendita dei diritti, sarei uno di quelli che staziona nei bar... "

03/06/13

Ready to Die e ..Like Clockwork



MUSIC MEGAPOST

READY TO DIE
Iggy Pop sa che il nuovo album degli Stooges, Ready to Die non andrà di certo in classifica. Gli Stooges si sono riformati  nel 2003, dopo che il gruppo era esploso non riuscendo a separare arte e identità personale. Ron Asheton, chitarrista e membro originario scompare per infarto nel 2009.  J. Williamson aveva abbandonato la musica, lavorando alla  Sony. Nel 2010 rientra nella band,  riproponendo i classici Raw Power in giro per il mondo. Dopo 30 anni Williamson ritorna in studio a scrivere con Iggy per Ready to Die, 10 canzoni in soli 34 minuti: un disco Stooges vecchia maniera, buon punk rock pulito, con tutta la band in risalto. Nonostante i problemi di salute, Scott Asheton picchia ancora duro sulla batteria (dal vivo però viene sostituito da Larry Mullins) ben sostenuto al basso da Mike Watt. Un dsco riflessivo e amaro nei testi, intriso di sincerità e disincanto. La title track prende spunto dalla storia di tre anziani che, seduti in un bar, complottano di far saltare in aria gli uffici governativi della città: la cameriera li ascolta, gli porta la colazione e..chiama i federali.
Vecchie rockstar imbalsamate schiavi del loro passato? Ready to Die è un gran bel disco: forse l'unica cosa che hanno prodotto gli anni zero sono una miriade di vecchie band riformate, dagli Stooges ai Deep Purple, dai Led Zeppelin alla E-Street di Springsteen,  i Crazy Horse di N. Young fino agli Smashing Pumpkins di Billy Corgan..Nessuno si aspetta che l'Iguana si invola urlando dal palco "I wanna be your dog", ma ad avercelo un briciolo di energia di questi arzilli (quasi) settantenni!
( [Non] Ascoltare il nuovo degli Strokes, per avere conferma)


Ready to Die
Tracklist:
1. Burn
2. Sex and Money
3. Job
4. Gun
5. Unfriendly World
6. Ready to Die
7. DD’s
8. Dirty Deal
9. Beat That Guy
10. The Departed 



..LIKE CLOCKWORK
C'è un senso allettante di pericolo nel nuovo album QOTSA.  Dalla cover ai suoni di vetri infranti e venti minacciosi.. Josh Homme trova nuova seduzione nelle tenebre. Possiamo subito dire che non è il migliore dei sei album del gruppo: difficile ricreare le atmosfere di Songs for the Deaf, Lullabies to Paralyze,  fino a Era Vulgaris. Joey Castillo se ne è andato, Dean Fertita, polistrumentista e membro di svariati progetti (The Raconteurs, The Dead Weather) entra stabilmente.Ancora dieci canzoni, una miriade di ospiti per ..Like Clockwork: gli amici di sempre Dave Grohl e M. Lanegan, l'ormai perdonato Nick Oliveri, A.Turner degli Artic Monkeys e Trent Reznor dei N.I.N. Cosa centra poi un pianista di musica leggera come Elton John in una band di Desert Rock, resta un mistero..Rock primordiale e divertente, nessun cedimento a canzonette da classifica, mentre
Homme rimane un frontman buffo e diabolico. Splendido il singolo My God is the Sun, come splendido è il video di "I Appear Missing", firmato dall'artista inglese Boneface..

..Like Clockwork
Tracklist:
01. Keep Your Eyes Peeled (05:04)
02. I Sat By The Ocean (03:55)
03. The Vampyre Of Time And Memory (03:34)
04. If I Had A Tail (04:55)
05. My God Is The Sun (03:55)
06. Kalopsia (04:38)
07. Fairweather Friends (03:43)
08. Smooth Sailing (04:51)
09. I Appear Missing (06:00)
10. Like Clockwork (05:24)