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Registratoal Town & Country Club di Londra il 13 giugno 1988. Originariamente pubblicato nell'agosto 1989 da Essential, e in seguito è stato ripubblicato in DVD
"See Her Tonite"
"Neat Neat Neat"
"Born to Kill"
"I Fall"
"Fan Club"
"Fish"
"Help!"
"New Rose"
"I Feel Alright"
"I Just Can't Be Happy Today"
"Wait For The Blackout"
"Melody Lee"
"Noise Noise Noise"
"Love Song"
"Smash It Up" (Parts 1 & 2)
"Looking At You"
"The Last Time"
I DAMNEDsono stati uno dei gruppi più influenti non solo del punk rock: un'eredità pesante per generazioni di rockers. Il loro è stato un autentico viaggio musicale, che ha visto il quintetto in perenne evoluzione, esplorando coraggiosamente panorami e suoni ben oltre i loro esuberanti inizi. A circa dieci anni dall'uscita del loro ultimo album in studio, So, Who's Paranoid?, molto apprezzato da critica e fan, ritornano con il nuovo "Evil Spirits", che sarà pubblicato il 13 aprile su Search And Destroy / Spinefarm Records, ed è preceduto dal singolo "Standing On The Edge Of Tomorrow", da ieri streaming online e apripista per il prossimo tour nel Regno Unito a partire dal 26 gennaio. "Evil Spirits", è prodotto dal leggendario Tony Visconti, che ha lavorato con molti grandi nomi nel panorama Rock, e antico sodale di David Bowie, con cui ha realizzato una delle più grandi trilogie della musica alternativa. Visconti ha sfruttato appieno le sue attrezzature vintage per il nuovo disco Damned. C'è qualcosa di meraviglioso nei suoni degli anni settanta; dischi glam, rock e punk, suonano tutti alla grande. Ha fatto registrare tutti i brani in studio ma suonati.. dal vivo, con l'obiettivo di ottenere qualcosa che si avvicinasse il più possibile al vecchio sound graffiante della band.
Riuniti con l'ex bassista Paul Gray (che con Vanian e Cap Sensible aveva suonato in "Black Album" e "Strawberries" nei primi anni ottanta ), i vecchi dannati hanno sfornato canzoni che possono sembrare abbastanza gioiose ed edificanti musicalmente, ma alcuni dei testi, come il nuovo singolo Standing On The Edge Of Tomorrow, risultano piuttosto oscuri.
BEST OF...
Per quanto riguarda il best, per i Damned è risultato ancora più difficile rispetto ad altri gruppi. Il mio amore per la band è di vecchissima data, incondizionato e immutato ancora oggi. Avendo tutta la discografia, compresi bootleg e rarità, è stata una stretta al cuore escludere brani. Alcuni dischi meritavano di essere inclusi per intero, come Strawerries e Phantasmagoria, che rappresentato momenti diversi di evoluzione e innovazione. Ma.. non si poteva.Troverete poi alcune canzoni in diverse versioni, perché essenzialmente i Damned sul palco sono sempre stati qualcosa di veramente travolgente. Quindi, meno di una settantina di brani proprio non ce l'ho fatta a ridurre. Buon ascolto comunque, per chi ama The Damned, contro la mediocrità imperante e l'intrattenimento plastificato dei nostri giorni, so che sarà cosa molto gradita...
Patricia Morrison potrebbe benissimo essere considerata la gothmother di tutto il movimento. Cresciuta a Los Angeles, alla età di quattordici iniziò a suonare il basso: The Bags il suo primo gruppo. E' stata poi nella migliore line-up dei leggendari Gun Club con Kid Congo Power e il mercuriale junkie-bluesman Jeffrey Lee Pierce, scomparso troppo precocemente e ha continuato il suo sofisticato lavoro al basso con i The Sisters of Mercy (che si è concluso in tribunale con una transazione economica e un accordo di non divulgazione tra Morrison e il frontman Andrew Eldritch). Nel 1994 ha pubblicato un album solista e, nel 1996 si è unita ai The Damned, sposando il cantante, Dave Vanian l'anno successivo. La sua iconica figura dai lunghi capelli corvini, trucco drammatico e abiti frilly vintage, cioè l'elegante e sofisticato look goth, la fa sembrare come un unicorno dark che ha militato nelle bande più cool.
Oggi Patricia Morrison è una bella signora che si è ritirata dalla scena musicale e vive in Inghilterra con Dave Vanian e la loro figlia, Emily.
Patricia Morrison ha sempre amato la musica, e da ragazzina trascorreva molte ore nella sua camera sognando e fingendo di essere in una band. David Bowie, i Rolling Stones, ecc.. Molti dei punk di Los Angeles diventati suoi amici ascoltavano le stesse band negli anni '70. Gli piaceva anche la musica country che ascoltava la madre: la radio in cucina era un suo costante punto di riferimento. Quando arriva il punk Patricia afferra le nuove opportunità, e con altre due ragazze (la maggior parte dei ragazzi non avrebbe mai preso in considerazione di suonare con delle ragazze, allora, a meno che non fossero alla voce o alle tastiere) inizia a suonare nel retro di un drugstore con strumenti acquistati a basso costo. Era tutto così eccitante in quegli anni, essere in una band e andare ai concerti di band vecchie e nuove.
Gli anni Sessanta, il triennio 1967-1969 in particolare hanno su di lei una particolare influenza. Ancora oggi ascolta e ama la musica di quel periodo. Per la moda è più difficile, in quanto non c'erano molte persone creative a Los Angeles: allora le ragazze erano tutte bionde e occhi azzurri ed era questa la bellezza che veniva celebrata. Il suo aspetto pallido e emaciato non era ancora apprezzato, ma lei lo trasferisce al punk come fecero tanti.
Patricia trova poi il suo stile personale comprando capi a basso prezzo nei discount e soprattutto da Lila, un incredibile negozio di abbigliamento a Pasadena, splendidi vestiti a 10 o 15 dollari, abiti dai design insoliti e modelli con riferimenti agli anni '30/'40.
Gun Club
Non c'erano regole o direttive. Patricia rifiuta di tagliare i capelli, il punk in seguito ha avuto uno stile ben definito, ma all'inizio era molto individuale. La gente prese spunto dalle scene punk di New York e Londra, ma LA ebbe una scena molto strana e particolare. Le nuove band spuntavano ogni settimana. I Weirdos fu una delle più grandi.
Patricia dovette firmare un pezzo di carta per non parlare con la stampa del tempo in cui militò nei Sister of Mercy. Molto si è detto del suo rapporto con Andrew Eldritch, che disse ai media che il suo ruolo nel gruppo fu esclusivamente legato al look, che procurò alla band moltissimi fan. Cosa che è stata più volte smentita da persone vicine a Eldritch, e comunque Patricia ha dimostrato di essere una buona strumentista nei tantissimi live dei Damned. Scrisse molte delle canzoni del gruppo che furono poi accreditate agli altri. Quando lasciò i Sister of Mercy, per lei fu tutto molto difficile. Anche a livello finanziario non fu facile. Ma è sopravvissuta. E' stata con i Gun Club, e con i gloriosi Damned. Con i Gun Club fu un un periodo di gloriosa follia, una vera avventura nella musica e nel loro girovagare. A suo dire esperienze incredibili, esilaranti ma anche strazianti. Il mondo era diverso allora, viaggiare era eccitante e i luoghi molto diversi tra loro, invece di quelli che ci regala oggi la globalizzazione, con le stesse aziende, gli stessi negozi e atteggiamenti, ovunque si vada.
Sister of Mercy
E' stato poi incredibile ritrovarsi nei Damned, di cui era una grandissima fan. Paul Gray uscì dalla band dopo essere stato colpito con un bicchiere di birra durante un concerto.
Captain Sensible gli chiese se gli sarebbe piaciuto suonare con loro. Patricia milita nei Dannati fino a quando non rimane incinta di Emily: fino a otto mesi sale sul palco . Alla fine doveva tenere il basso di lato, tanto era grande il pancione. Un tour negli Stati Uniti, un ultimo concerto a Londra e esausta, si mette a riposo. Fantastico, spaventoso e faticoso. Non era qualcosa a cui pensava di essere destinata, essere nei Damned.. In seguito, mentre Emily cresce, la band gli chiese se gli mancava di essere sul palco: sinceramente rispose "no"
Emily suona il violino, pianoforte e clarinetto e ascolta una vasta gamma di musica. Il violino l'ha scelto a cinque anni, invece della chitarra. Non ha una band preferita, ma gli piacciono i Cure e un paio di altre band, oltre naturalmente i Damned, con cui ha suonato il violino nel concerto alla Royal Albert Hall. A Patricia vogliamo bene perchè.. ha sposato un vampiro, ha scalato il Vesuvio sui tacchi a spillo e ha suonato il basso invece di essere una veterinaria.
Ciao...
Punk 1976 - 2016! Siamo in pieno anniversario e a Londra iniziano i festeggiamenti per i 40 anni del punk. Si svogeranno per tutto l’anno, e verranno coinvolti diversi locali, istituzioni, organizzazioni.
Punk London – 40 Years Of Subversive Culture, ricorderà la “cultura sovversiva” che ha contagiato i giovani di tutto il mondo allora e che continua ad influenzare oggi musica, moda, cinema, il mondo dell’arte. L’intento è quello non solo di esplorarne le radici, ma anche di evidenziare come il punk continui a propagare la sua onda nel tempo.
Tra gli eventi seminali di quel 1976 c’è anche il 100 Club Punk Festival, una due giorni di festival che si tenne proprio al The 100 Club in settembre e che ospitò nomi allora sconosciuti ai più ma destinati a rimanere nella Storia: Subway Sect,Siouxsie And The Banshees,The Clash,The Damned,The Vibratorse
i Sex Pistols stessi sono sfilati su quel palco, ignari di quel che il
destino aveva in serbo per loro. Mentre dal 4 al 10 gennaio nel
club si è svolto anche il Resolution Festival, con numerosi gruppi che si sono avvicendati per riportare alla memoria la maratona musicale di allora.
Per sottolineare la portata epocale del
movimento, tutti possono aderire alla manifestazione e dare il
proprio contributo: basta ideare il proprio evento e registrarsi sul
sito www.punk.london/.
Hanno già aderito e parteciperanno:
British Fashion Council, British Film Institute, British Library,
Design Museum, Doc ‘n Roll Films, Institute of Contemporary Arts, Live
Nation Merchandise, Museum of London, The Photographers’ Gallery, Rough
Trade, PYMCA, Premier and On|Off, Roundhouse and Universal Music
Catalogue.
In questa piccola rassegna ripercorriamo gli inizi del movimento Punk, le basi pre-punk, dagli Stooges e New York Dolls, fino a filmati incendiari dei Pistols, Damned e co, dal 1976, fino ai primi mesi del 1977.
Punk’s
Prologue Pt 1. The Stooges – TV Eye (1970)
La Rosetta Stone dell'attidudine punk rock, ma c'è di
più per Iggy & Co nell'esibizione al Cincinnati Pop Festival del
burro di arachidi: infatti, Iggy passa parte del concerto in mezzo al
pubblico, tornando poi sul palco cosparso di burro di arachidi. The
Stooges inaugurano un suono positivamente selvaggio e l'introduzione di
uno sconcertato Jack Lescoulie è esilarante: "Loro di certo non
entreranno nello show-biz con questo spettacolo ..."
Punk’s Prologue Pt.2New York Dolls - Personal Crisis
Ancora
nel 2016, guardare le Dolls in scena abbiamo l'impressione che
provengano da un altro pianeta. (Comefaceva Johnny Thunders ad avere
quei capelli?); Dio sa come dovevano sembrare al pubblico nel 1973!. In
Germania, Malcolm McLaren rimase folgorato quando li vide e nel 1975,
diventò il loro manager. Il gruppo arrivò ad esibirsi sventolando sul
palco una bandiera con falce e martello che campeggiava sullo sfondo. I
Dolls fecero cinque concerti a New York con questo nuovo look ideato da
McLaren, vestiti di pelle fetish colorati, e supportati dai Television.
Quando li perse,semplicemente li ricostruì nei i Sex Pistols.
Ramones - Havana Affair (1976)
Da un concerto di Max Kansas City nel mese di ottobre del '76, rimane uno dei migliori video del gruppo sul web, più che sufficiente a giustificare il culto e l'adorazione delle punk band britanniche per i Ramones. No Dee Dee, no Paul, no Sid.. Il Melody Maker accolse così le prime esibizioni del gruppo: <I Ramones sono l'ultima di una lunga serie di band presuntuose e prive di talento, il cui risultato più importante fino ad oggi è la loro incapacità di oltrepassare i confini di New York City. Quì sono stati accolti dall'adulazione di un esercito di fan ingannati: musicalmente, non vanno per il sottile e non hanno variazioni di qualsiasi tipo. La loro regola è quella di essere più incompetenti possibile. Per una band che vorrebbe essere la proiezione per i giovani d'America della vita suburbana, anticonformista, del sesso e della lotta, o di qualsiasi altra cosa,falliscono miseramente...>
Sex Pistols - Pretty Vacant (1976)
Esibizioni
scabrose dei Pistols in un brillante weekend a Londra, e un bel
documentario sulla scena crescente del punk britannico, girato e
presentato dal pioniere della TV culturale inglese, Janet Street Porter.
Possiamo riconoscere il futuro produttore dei Clash Guy Stevens dirci
di come fosse annoiato con la musica dei Led Zeppelin e di altri
dinosauri del rock dell'epoca. Very Cool!. quì
The Damned – New Rose (1976)
Un
promo piacevolmente frammentario e sconnesso, New Rose fu il primo
singolo in assoluto pubblicato da una punk band nell'ottobre 1976 nel
Regno Unito. New Rose è attribuita a Brian James, chitarrista e membro
fondatore, pubblicata su etichetta Stiff Records e ebbe come B-side la
cover di Help! dei The Beatles, suonata due volte più rapidamente
dell'originale. New Rose è stata poi coverizzata dai Guns'n Roses in The
Spaghetti Incident e dai Poison Idea, band hardcore punk di Portland in
Pajama Party. Ditemi se non suona ancora incredibile!.
Sex Pistols da Bill Grundy (1976)
Alle
17.30 del 1° Dicembre 1976 si presentarono a Today, programma
televisivo presentato da Bill Grundy ed erano già sbronzi. lniziò a
provocarli, parlando di grandi compositori - Mozarl, Bach e Beethoven.
Johnny Rotten d'improvviso vomitò in un angolo, esclamando.. "Merda!".
Grundy invitò John a ripetere quel che aveva detto e fu immediatamente
accontentato, mentre lui si rivolgeva a Siouxies (dei Bansheens, che era
una delle accompagnatrici della band..) chiedendole un appuntamento per
dopo la trasmissione. A quel punto Steve Jones gli disse che era un
vecchio sporcaccione, rincarando la dose chiamandolo lurido stronzo e
una maledetta carogna! Finì lì. Grundy aveva ben rappresentato tutta
l'ipocrisia con cui le istituzioni avevano risposto al punk. Il giorno
dopo il Daily Mirror se ne uscì con una famosa copertina che titolava a
tutta pagina "The Filth and the Fury!" ("Oscenità e furore!") e i buoni
borghesi iniziarono a intasare le linee telefoniche della Tv protestando
inferociti per quello spettacolo "di depravazione e privo di decenza".
Alcuni dichiararono di aver preso a calci il televisore e la rissa
verbale scatenatasi in diretta (con tutti i suoi strascichi polemici),
distrusse letteralmente la carriera pubblica di Grundy.
Sex Pistols - Anarchy in the UK (1976)
I
Sex Pistols eseguono 'Anarchy in the UK' nel programma di Tony Wilson
Granada Pop Show - So It Goes, in quella che fu loro prima apparizione
televisiva. Tony Wilson, presentatore alla Granada Television e creatore
della Factory Records, era stato uno dei 42 spettatori (insieme ad
alcuni membri chiave della futura scena musicale di Manchester, come
Peter Hook e Bernard Sumner prima Joy Division e poi New Order,
Morrissey degli Smiths, il produttore Martin Hannett, Mark E Smith dei
The Fall, Paul Morley, influente giornalista musicale e Mick Hucknall
dei Simply Red) che il 4 giugno del 1976 assistette al concert dei
Pistols al Lesser Free Trade Hall, invitati da Howard Devoto e Pete
Shelley dei Buzzcocks. In seguito portò la crema del punk americano e
britannico e le fasce New Wave al pubblico del suo acclamato spettacolo
televisivo che andava in on onda a tarda notte. Nel video possiamo
vedere il maldestro tentativo del cameraman di censurare la svastica che
aveva al braccio Jordan, un'altra delle accompagnatrici di Rotten e
compagni.
The Clash – BBC Clash Documentary ‘The Clash New Year’s Day ’77’
La
BBC, il giorno di Capodanno, ha trasmesso questo splendido documentario
sulla leggendaria punk rock band The Clash, girato da Julien Temple
circa 38 anni fa, prima che il mondo avesse mai sentito parlare dei The
Clash .
Ora, è possibile guardare l'intero filmato, di 75 minuti, qui sotto.
Temple,
che ora ha 62 ed è un regista di successo, ha diretto video per
artisti come Janet Jackson, Neil Young, Rolling Stones, Talking heads e
tanti altri, insieme ad un controverso, prospettico biopic su Marvin
Gaye, era un giovane aspirante cineasta quando incontrò i tre principali
membri di The Clash nel 1976. Ben presto diventò amico di Joe Strummer,
Mick Jones e Paul Simonon, e iniziò a filmare alcune delle loro prime
prove e spettacoli dal vivo. Questo lungometraggio stupefacente
costituisce gran parte del documentario della BBC sui Clash, ed ha come
fulcro la performance dal vivo il primo gennaio del 77, tre mesi prima
della pubblicazione del loro album di debutto, intitolato semplicemente,
The Clash. Lo spettacolo si tenne al Roxy Club, una ex discoteca
angusta e decrepita nel quartiere di Covent Garden di Londra, che per i
suoi brevi 100 giorni di vita fu considerata l'epicentro della musica
inglese e della rivoluzione culturale nota come "punk rock". Il
filmato, che è certamente di grande valore non solo per gli appassionati
ma per i suoi riferimenti culturali e storici, non era mai stato
trasmesso prima.
Sex Pistols – Seventeen (1977)
Documentato
da Don letts in Super 8, il debutto di Sid Vicious con i Sex Pistols al
Green Cinema di Londra, il 4 Marzo 1977. E' il celebre The Punk Rock
Movie (conosciuto anche come The Punk Rock Movie from England), il film
del 1978 sulla scena punk rock britannica assemblato da filmini in Super
8 girati da Don Letts, disc jockey del club The Roxy di Londra durante
gli anni di punta del movimento punk del '77. Contiene riprese dal vivo
di esibizioni di The Clash, Sex Pistols, Wayne County & the
Electric Chairs, Generation X, Slaughter and the Dogs, The Slits,
Siouxsie and the Banshees, Eater, Subway Sect, X-Ray Spex, Alternative
TV e Johnny Thunders & The Heartbreakers. Inoltre sono presenti
anche immagini fuori scena di alcune band, come i Generation X, le Slits
e i Siouxsie and the Banshees.
Tutte le esibizioni furono girate
al Roxy, tranne, appunto, quella dei Sex Pistols, che proviene invece
dal concerto tenutosi al cinema The Screen On The Green di Londra. Il
concerto vide l'uscita di Glen Matlock, considerato troppo poco "punk" e
fu il primo con Sid Vicious in formazione.
The Damned – Fan Club (1977) "Nessuno pensava, in quei momenti, che tutto questo stava per cambiare il mondo."
Personaggi: Bobby Steele, Jerry Caiafa, Glenn Danzig - Misfits
I Damned, è la prima band che alla fine del 1977 anticipa il goth. Dave Vanian, ( singer dallo stile vocale da crooner e unica presenza costante nella lunga e tormentata carriera della band) sarà anche il primo ad adottare il look da vampiro e impiega fin dall’inizio il face painting sul palco. La carriera dei Damned si incrocerà più volte - alla fine del decennio magico che furono i Settanta - con quella di un altro gruppo che porterà ancora più in alto l’asticella dell’horror punk: i Misfits, che ne diventeranno presto il contraltare a stelle e strisce e che andranno spesso in tour con la band inglese.
Band horror punk, hardcore, heavy thrash , speed metal, I Misfits si formano nel 1977, nel New jersey, guidati da Glenn Danzig, (Glenn Anzalone), destinato a diventare un’icona dell’hard rock e dell’horror rock grazie alla sua voce calda e particolare e l’attrazione per il cinema di fantascienza, horror e per i B-movie in generale. A Gerald Caiafa, bassista poi noto col nome di Gerry Only, si dovrà gran parte del look dei Misfits, a partire dalla sua particolare acconciatura, il “ricciolo del Diavolo”, più o meno, un ciuffo al centro del viso lungo fino al mento. Gli anni Settanta, nonostante le uscite e gli apprezzamenti in sede live, sono anni tormentati per i Misfits: caos durante i live, risse a colpi di bottiglie e coltelli, arresti, prigione. . Incidono una canzone dedicata all’attrice horror di serie Z Vampira, collaborano col regista del genere George A. Romero, proiettano spezzoni di film del terrore durante i live e nell’ottobre del 1982, il 17 del mese (il giorno giusto) saranno arrestati, insieme ad alcuni fan al seguito, per furto aggravato dentro un cimitero di New Orleans, il Saint Louis Cemetery , dopo un concerto coi Necros: si erano addentrati nel camposanto cattolico alla ricerca della tomba della leggendaria regina del voodoo bianco creola, ex parrucchiera e tenutaria di bordello nella città della Louisiana, Marie Laveau, morta il 16 giugno 1881. WALK AMONG US del 1982 è considerato uno dei migliori album punk di sempre e autentico manifesto della band del New Jersey. Glenn Danzig abbandona per sempre i compagni in una data a Detroit il 29 ottobre del 1983, e quello che verrà sarà un intrico di liti legali tra Danzig (che formerà la band che prende il suo nome realizzando una “striscia” di quattro dischi clamorosi, gli album solisti di Glenn sono numerati) e il resto della formazione per i diritti sul nome durate tredici anni, ( fino al 1995, anno in cui, finalmente, troveranno un accordo ) con interruzioni, resurrezioni e manipolazioni del combo che torna nel 1997 con American Psycho e Gerry Caiafa come leader e Michael Graves alla voce per continuare a sopravvivere..
i Misfits influenzeranno decine di band, con esplicito riconoscimento o meno, dagli Slayer a Marilyn Manson, agli alternative AFI, che adotteranno in toto il devil rock di Jerry Only.
La mia cronologia musicale inizia da qualche parte alla fine degli anni '50 con Chuck Berry e si irradia fino ai nostri giorni, includendo strati di Brit pop, Garage americano, Psichedelia, R & B, punk e substrati di blues, pochissimo folk, quasi niente jazz. Come tutti i fissati per la musica e in particolare per il R'n'R, misuro la mia vita non tanto attraverso il tempo, ma attraverso capodanni e epifanie scandite da musica, arte, sex and drugs and... - una serie di petardi cosmici, scintille della realtà ultima di quel che si diventa. Tutto modellato dalle cose che amo. Mi piace il rock and roll. E mentre ancora spasimavo dietro i dinosauri del rock, qualcosa di epocale, qualcosa di frizzante ed esilarante in lontananza esplose e puntò dritto al cuore: una raffica di ferocia punk chiamata The Damned. "New Rose" arrivò nella mia vita quando ancora ero alla ricerca di quale fosse la mia arte. Mi resi conto che volevo essere uno scrittore, perchè tutti dicevano che scrivevo bene, ma mi ero stancato dell' atto solitario della scrittura. Che era, ed è per me, un atto rivoluzionario. E l'unica rivoluzione invece era accaduta nei bar e per le strade.
Nel corso del '77, gruppi come The Damned, Patti Smith Group, The Ramones, The Stranglers, Talking Heads, The Clash, Television suonavano una musica che era sovversiva, surreale, strana, selvaggia e imprevedibile. Erano come se i dadaisti o i Beats avessero imbracciato le chitarre e formato delle rock band. Le porte si spalancarono e tutti furono invitati. Fu una vera esplosione che ha cambiato per sempre il rock. E che mi ha cambiato. Di Wes Orshoski, The Damned: Don't you wish that we are dead è il primo documentario che esplora la storia intricata della più seminale punk band della Gran Bretagna, e lo fa in profondità. E' crudo, divertente, intimo e a volte struggentemente triste. Orshoski aveva un accesso totale al gruppo, era amico sia dei membri attuali che di quelli passati, e le complesse e altamente disfunzionali relazioni che hanno separato i membri fondatori in due campi antagonisti è uno dei racconti veramente tristi di un matrimonio rock and roll diventato.. tossico. Il film ha certamente il suo lato oscuro, ma è anche un resoconto dell'impegno totale ed esaltante, che nella vita di un rocker è tutto. I Damned hanno fatto a modo loro fin dalla loro formazione e ancora sono su questa strada. Pieno zeppo di riprese dal vivo e di interviste, meravigliosamente argute e pungenti con Captain Sensible, Rat Scabies e Brian James, tra gli altri, il film è emotivamente intenso e divertente. Ancora punker 40 anni dopo il loro primo incontro da adolescenti, The Damned sono l'incarnazione di uno spirito senza compromessi che è tanto ammirevole quanto estenuante da sostenere. Mentre gli altri gruppi dell'ondata del 77 hanno continuato con una certa fama e fortuna, loro non hanno mai realmente avuto quello che meritavano. Orshoski veniva da un lavoro eccezionale fatto documentando la vita del frontman dei Motörhead Lemmy (2010) e la sua abilità nel far aprire gli artisti e farsi raccontare la loro vita in modo sincero è particolarmente evidente nel film sui Damned. A volte l'intimità può sembrare eccessiva. Quando Rat Scabies o Captain Sensible abbassano la guardia, i risultati possono sembrare un potente mix di amarezza, rabbia e una sorta riluttante di amore. La gelosia, il risentimento e i cattivi rapporti d'affari, tutto quel che ha diviso il gruppo è parte della rottura che, se guarita, potrebbe vedere ancora la band suonare di nuovo insieme, con tutti i suoi membri originali. Certo, era quasi impossibile all'epoca che Captain Sensible, che se ne stava nella comune dei Crass a leggere il Socialist Worker potesse andare d'accordo con Brian James, che voleva fare la rock star in limousine. Ormai di quel periodo non girano più tante band. Non ci sarà nessuna Clash ri-unione e The Ramones sono andati per sempre. Ma i Damned camminano ancora in mezzo a noi. Dave Vanian e Captain Sensible sono attualmente i The Damned. Rat Scabies e Brian James spesso fanno concerti dal vivo eseguendo le canzoni Damned. Ma sono trascorsi quasi 25 anni dall'ultima volta che i quattro hanno suonato insieme ed è un vero peccato non vederli ancora riuniti. Dopo aver prodotto musica tra la più furiosa dell'intera storia del rock, pisciato e vomitato sul pubblico, dopo essere stati condannati per crimini reali e immaginari, aver appiccato incendi negli hotel, aver picchiato ed essere stati picchiati chissà quante volte, e pur essendo stati i primi a fare quasi tutto quel che un punk potesse anche solo sognare (primo singolo, primo album, primo tour negli Stati Uniti, primo split etc...) dopo tutto questo, quelli che Captain Sensible chiama "gli anni del caos", dovevano ancora venire. Bisogna ammettere, quasi con tristezza, che i Damned erano una band con quattro frontman, l'unica forse che, senza un contratto, senza una etichetta per produrre musica, in occasione dei loro concerti la coda di pubblico girava attorno all'isolato: a Londra, la gente si arrampicava su tre piani di impalcature per poi entrare dal tetto, ma al New Musical Express avevano l'ordine di non parlare della band.
Questa è la descrizione che Binky Philips scrisse per il debutto americano dei Damned: <<Erano i primi giorni di aprile del 1977, al CBGB.The Damned salirono sul palco del CBGB per il loro debutto americano, una vera prima. Eppure, mentre si forma una vera e propria folla, il posto non era pieno. Avevo ragione e sono rimasto immediatamente colpito dalla band quasi da cartone animato, mentre casualmente passeggiavano sul palco pensando che stessero facendo il soundcheck.A dire il vero, impressionato non è la parola giusta. Ero, infatti, diventato loro fan nel giro di 30 secondi. Era come se l'intera serata era in bianco e nero e improvvisamente loro l'hanno trasformata in Technicolor. La sensazione di novità e di un evento glamour, insieme a quella di pericolo immediatamente attraversò tutto il club. La band di apertura, The Dead Boys aveva fatto una set ringhioso, grande, pieno di volgare piscio e aceto, con le chitarre impostate per lo stordimento. Ma, prima di una sola nota è stata suonata, semplicemente camminando sul palco, i Damned hanno fatto sembrare i Dead Boys una band piccola, provinciale, addomesticata, e innocua.
Dave Vanian, cantante , era vestito come nel 19 ° secolo nero-nero-nero, sembrava un incrocio tra un Dracula vittoriano e un becchino in Wild Wild West. I suoi capelli erano pettinati all'indietro, come li portava il grande e sinistro Peter Lorre e sembrava un cadavere, con quel make up sottile che lo faceva sembrare in piena cancrena. Brian James, il chitarrista, in jeans standard, t-shirt scura, e Chuck Taylors neri , sembrava inciampare in giro nel suo piccolo mondo.
Rat Scabies, il batterista, era in quello che era lo stile punk classico , ma quella sera, sembrava selvaggiamente fashion. La sua brillante giacca rossa/ruggine era coperta con distintivi e piccoli strappi, la camicia a brandelli, i capelli erano la versione nido di topi di un pazzo nel classico taglio Jeff Beck Mod.La presenza del bassista Captain Sensible, tuttavia, è stata il coronamento della loro realizzazione visiva . Indossava un berretto beatnik, occhiali da sole comicamente ripugnanti, i capelli di un rosso totalmente artificiale, una giacca da capitano di Love Boat e .. un tutù. Mentre camminava sul palco sembrava completamente e maniacalmente impazzito, una sorta di lungo Joker alla Heath Ledger.
Dopo essersi pavoneggiati sul palco e apertamente sbeffeggiato la folla di New York, improvvisamente, senza preavviso, si sono catapultati in "I Feel Alright" degli Stooges. Non è stato l'inizio di una canzone, è stata una Detonazione! La loro potenza, energia, e il volume, era tutto semplicemente mozzafiato. Hanno suonato il riff principale (una specie di versione accelerata di "Spoonful"), con una ferocia frenetica e quasi disperata. Posso vividamente ricordare che in tutto il CBGB si percepiva sorta di "Holy Shit!" collettivo, senza fiato. Meno di un minuto dopo questa canzone di apertura, Vanian ha iniziato cercando di allentare la sua cravatta, fantasia dell'era Dickensiana, e trascorrendo l'intero resto dello show cercando di artigliare e strappare il colletto e di strangolarsi. La sua voce stranamente scontrosa, abbinata al suo atteggiamento da senza controllo lo faceva sembrare un posseduto.Brian James girava in cerchio senza badare a niente ea nessuno. Guardava verso il pavimento e poi verso il soffitto, fissando il suo amplificatore, come se non lo avesse mai visto prima, e suonava la chitarra in modo micidiale. Sensible ha trascorso così tanto tempo a mezz'aria sul palco che è stata solo pura fortuna che non è caduto / volato giù dal palco...
..Alla fine dello spettacolo, niente aveva più importanza: la rivoluzione punk era ufficialmente iniziata.. >>
Dave Vanian è di natura notoriamente riservato. Così, quando i Damned dopo un concerto ad Austin al Fun Fun Fun Fest nel 2011, non era presente mentre la band firmava autografi ai loro fan. E quando Captain Sensible ha visto un fan che era agghindato con il Vanian look, lo afferrò, facendolo impersonare il solitario frontman dei Damned. Nonostante una differenza di età di 20 anni tra il fan e il suo eroe, nessuno dei cacciatori di autografi si accorse dello scherzo. Passò più di un'ora firmando manifesti, copertine di dischi e t-shirt come Dave Vanian..
Dall’olocausto
post-punk inglese emerse un nuovo suono. Un suono che conservava
l’atteggiamento aggressivo e la narrazione intellettualmente consapevole
del punk, ma puntava al contempo su qualcosa che faceva parte del
passato inglese: la stravagante scena rock glam di Ziggy Stardust alias
David Bowie. Benché questa nuova sottocultura giovanile volesse
affermare il proprio punto di vista ideale, voleva anche imporre un nuovo
immaginario visivo: infatti in un intervista sul suo nuovo album del
1974, Diamond Dogs Bowie stesso, riferendosi allo stile parlò di gotico.
Non si dilungò in spiegazioni, ma la parola venne immediatamente
affiancata a quella musica. Il termine ricomparve cinque anni dopo, il
15 settembre 1979, quando i membri dei Joy Division furono intervistati dalla televisione inglese nel programma Something
Else, e parlando della loro musica la deinirono ‘gotica' in confronto al
mainstream pop’.
Il
manager dei Joy Division, Martin Hannett, durante una conferenza stampa
della Factory rec. dichiarò che l’album dei JD, Closer, era musica per
ballare con reconditi significati gotici. E nel corso della stessa
intervista il bassista dei Joy Division, Bernard Albrecht, rafforzò quel
significato paragonando la loro musica al suo amore per il film
classico Nosferatu. Disse Albrecht: <<L’atmosfera era diabolica ma ci sentivamo a nostro agio>>. Ma
l’impatto più forte sulla scena lo ebbe il lavoro di un gruppo di
musicisti di Northampton, in Inghilterra, formato nel 1978 da Daniel
Ash, dai fratelli Haskin, David e Kevin, e dal funambolico Pete Murphy,
estimatore di David Bowie e T-Rex. Il gruppo, inizialmente battezzato
Bauhaus 1919, abbandonò ben presto la data di fondazione della mitica
scuola artistica tedesca e divenne noto con il nome di Bauhaus. I quattro musicisti crearono le basi programmatiche, musicali e visive, per una generazione di band gotiche. Bela Lugosi Dead,
il loro primo singolo uscito nel 1980 per la Small Wonder Records, fu
alimentato dall’amore di Peter Murphy e Daniel Ash per l’erotico
immaginario vampiresco. Questa canzone diede il via al fascino, e alla
connessione con il tema dei non-morti, sviluppato in seguito dalla scena
musicale che, da li a poco prenderà il nome di goth. Due anni prima
dell’esordio dei Bauhaus, un ex membro dell’entourage dei Sex Pistols,
Susan Dallion (nota nei club con il nome di Siouxie Sioux) aveva formato
la sua band, Siouxsie and the Banshees. Il suo modo di vestire scioccava e il suo stile originale e ancora oggi uno dei pin imitati dalle goth. The Scream, uscito nel 1978, è ufficialmente il primo disco integralmente goth. Inoltre, nel 1979 i Cure avevano fatto uscire Three Imaginary Boys (distribuito più tardi in Nord America con il titolo Boys Don’t Cry).
La tenera sensibilità di Robert Smith e il suo malinconico
romanticismo, contrastava con la prorompente sensualità di Peter Murphy,
toccò le corde della disincantata gioventù inglese. Se Peter Murphy
aveva dato attraverso la scrittura voce alla esplosiva sessualità di
Dracula, Smith raccontava la storia dal punto di vista di Mina Harker:
<<L’ultimo
dei Big Four che ha dato il via alla scena inglese è stato il gruppo
dei Joy Division. ll frontman della band, Ian Curtis, era l’emblema di
tutto ciò che avrebbe rappresentato il goth (anche in molti stereotipi).
Il morboso fascino che provava per gli aspetti tragici dell’esistenza
lasciava trasparire che per lui la vita fosse una partita persa. Curtis
si è suicidato il 18 maggio del 1980 ( diventando in questo modo il
primo tragico eroe popolare del goth. (...) lronia della sorte, i primi
quattro grandi gruppi della storia del goth, Bauhaus, Cure, Siouxie and
the Banshees e Joy Division non hanno mai riconosciuto di fare parte di
quella che e stata definita in seguito la scena goth, nonostante le
evidenti influenze, sia visive, sia musicali. (...)
1979. L'ultima domenica di Maggio (le date di consegna a volte tradiscono la cronaca), sul New York Times apparve una pagina piena - l’ultima sul supplemento “La settimana in rassegna”, occupata da una lettera. <<Una lettera d 'amore da John e Yoko alla gente che ci chiede cosa, quando e perché>>. Yoko Ono e John Lennon, allora il più recluso dei Beatles negli ultimi anni, uscirono da un isolamento familiare, spesero circa 18.000 dollari per un annuncio a pagamento, tutto questo per chiarire cosa facessero a tutta la gente che li incontrava per strada senza il coraggio di chiederlo, o che solo se lo chiedeva in qualche altra parte del mondo. I due vivevano molto tranquillamente con il proprio figlio, Sean, e quello avuto da John dal primo matrimonio, Julian, nella città di New York, per la precisione su Central Park West. Ogni tanto scendevano a fare spesa, ma molto raramente si vedevano in pubblico. In un momento in cui gli altri tre Beatles suonavano insieme al matrimonio di Eric Clapton, Paul sempre più lanciato con i Wings e - naturalmente – le voci di una possibile riunione continuavano a fare capolino qui e la, John si sentì in dovere di chiarire ai fans alcune cose del passato e del presente. Quella che segue é la traduzione dell’intera lettera, bellissima, compreso il P.S. finale.
John, cosa vuoi dire con quei “tre angeli che guardavano da dietro Ie vostre spalle mentre scrivevate”? Già, che significa se non...
The Damned, la mia punk band preferita. Loro hanno stile, uno stile unico che unisce musica e immagine. Nel corso della loro carriera hanno ci hanno regalato due inni vivaci, canzoni evocative e altre più complesse; sempre interessanti, melodiche e piene di quella deliziosa carica di energia che rende la musica così esaltante. Li ho visti una volta, all'Init di Roma, così, quando era stato annunciato il Tour per il 35° anniversario della band, con l' esecuzione per intero di Damned Damned Damned eThe Black Album rimasi basito nell'apprendere che il tour si sarebbe svolto solo in Gran Bretagna.
Nel 1976, la scena musicale britannica era dominata da Jimmy Osmond, in tv c'era La famiglia Partridge, e i dischi erano pieni di assoli di batteria da 20
minuti. Damned Damned Damned fu l'album che diede un calcio a tutto questo. Questo disco live ce li restituisce così, brillanti, come se 35 anni non avessero per niente intaccato lo smalto vivo della band. Sul palco, Captain Sensible si presenta con indosso un top di piume rosa e pantaloni gialli, e con il suo marchio di fabbrica, il baschetto rosso e occhiali da sole bianchi. Dave
Vanian, l'essenza stessa del cool, pallido, vestito tutto di nero
lucido (guanti, giacca di pelle e pantaloni) un Vincent Price appena
materializzato da un regno etereo ghiacciato, scuro, la sua voce
potente ed espressiva, sempre una delizia. Ancora uno dei migliori cantanti
rock, un crooner.
Questa è la registrazione esclusiva della performance dei Damned alla Roundhouse di Londra il 11.11.2012, parte della loro 35th Anniversary Tour in giro per il Regno Unito, e le
registrazioni ci offrono un ricordo intimo che cattura
perfettamente la presenza scenica e l'energia della band, nonostante Rat Scabies e Brian James non siano più della partita da ormai molti di anni.
La scaletta è un susseguirsi di ricordi: dal '77 con Neat Neat Neat e New Rose, ( "Questa è per Iggy," annuncia Captain Sensible ) al '79 di Machine Gun Etichette, (Love Song..), poi è il 1980 del Black Album e Wait For The Blackout, Silly Kid Games, Hit or Miss.. è tutto un divertimento sfrenato.
CD1.
1. Neat Neat Neat
2. Fan Club
3. I Fall
4. Born to Kill
5. Feel the Pain
6. New Rose
7. Fish
8. See her Tonite
9. 1 of the 2
10. So Messed Up
11. I feel Alright
CD2.
1. Wait for the Blackout
2. Lively Arts
3. Silly Kid Games
4. Drinking about my baby
5. Twisted Nerve
6. Hit Or Miss
7. Dr Jekyll and Mr Hyde
8. Sick of This and That
9. History of the World
10. 13th Floor Vendetta
11. Therapy
12. Curtain Call
13. Disco Man
14. Love Song
15. Eloise
16. Anti Pope
Era attorniato dai più screditati ex ministri dei peggiori e più corrotti governi dell’Argentina post dittatura, quelli di Carlos Menem e di Fernando De la Rua. Menem ha governato l’Argentina negli anni ’90 nel periodo che è passato alla storia come “il decennio canaglia”, ha portato al fallimento lo Stato vendendolo alla speculazione finanziaria internazionale e alle mafie del traffico di armi e di droga. Oggi è sotto processo per reati legati alla corruzione. De la Rua ha seguito la stessa impostazione in politica economica e ha praticato analoghi processi di corruzione che lo hanno coinvolto personalmente. Dopo due anni di governo è stato cacciato da una imponente manifestazione di popolo e, il 20 dicembre del 2001, con ignominia, è fuggito in elicottero dalla Casa Rosada (Il palazzo del Governo di Buenos Aires). Nel frattempo però, nella notte del 19, aveva decretato lo stato di assedio, sospeso tutti i diritti e le garanzie costituzionali, comprese la libertà di espressione e di riunione. Per gli argentini era il ritorno alla dittatura.
E poche ore prima della sua fuga aveva dato ordine di sparare contro la folla. Sette giovani manifestanti furono uccisi.
Nel corso della conferenza stampa monsignor Bergoglio ha presentato, assieme a Roberto Dromi, Horacio Juaunarena, Armando Figueroa, Roche Fernandez e Jorge Vanossi, il “Contrato Social para el Desarrollo”, un documento che non prevede in realtà alcuno “sviluppo” ma che, al contrario, ripropone devastanti e illegali politiche di selvaggio liberismo che sono state alla base delle tragedie sociali e civili che hanno colpito il Paese durante e dopo la dittatura. Un documento che reclama la totale autarchia del Banco Central, l’eliminazione delle tasse per i grandi esportatori agrari, la drastica riduzione delle politiche e dei servizi sociali, la repressione del conflitto sociale e la unificazione delle strutture di Sicurezza e di Difesa, con conseguente rafforzamento dei militari e compromisisone dei processi di democratizzazione in corso. Ma vediamo dunque, oltre a Bergoglio di cui diremo dopo, da chi è formata questa “santa alleanza” che propone, assieme al cardinale, un vero e proprio “manifesto politico di opposizione” che tende a riportare indietro le lancette della storia argentina ed a cancellare persino conquiste fondative della democrazia restaurata nel 1983. Roberto Dromi è stato sindaco della città di Mendoza durante la dittatura, quando i sindaci venivano direttamente nominati dai militari. Ministro delle Opere Pubbliche con il governo civile più corrotto della storia argentina, quello di Menem, fu autore delle “leggi di emergenza” che produssero privatizzazioni selvagge e deregulation dei mercati, l’abbasamento drastico degli stipendi, la sospensione dei diritti sociali fondamentali.
Horacio Jaunarena è stato ministro della Difesa di Alfonsin, De la Rua e Duhalde. Nel suo primo mandato fu autore delle leggi “de punto final” e “de la obediencia debida”, le due leggi che assicuravano l’impunità dei comandanti e di tutti i militari responsabili della dittatura e di 30.000 morti.
Armando Figueroa è stato ministro del Lavoro di Menem e vice-capo di gabinetto di De la Rua. Autore del “piano di flessibilizzazione del lavoro” che ha portato all’esplosione del lavoro nero e illegale, alla privatizzazione del sistema pensionistico convertito in un mercato finanziario a solo vantaggio delle banche.
Roche Fernandez è stato presidente del Banco Central dal 1991 al 1996 (gli anni di Menem) e ministro dell’economia. In quel periodo la Banca Centrale Argentina è stato il centro e lo snodo della peggiore corruzione finanziaria. Banca che fu coinvolta anche in affari riconducibili, ed evidenziati da sentenze giudiziarie, alla n’drangheta calabrese.
Jorge Vanossi è stato ministro della Giustizia di Duhalde, successivamente è passato con il sindaco di Buenos Aires Macri, esponente di spicco della attuale destra argentina.
Ma Bergoglio non si è limitato a questo. Ha avanzato un’altra proposta, sotto il nome di “operaciòn amnistia”, che è stata formalmente respinta dal governo. La sollecitazione, non è la prima, chiede apertamente, e senza vergogna, l’amnistia per tutti i militari della dittatura e per chiunque coinvolto, processato o condannato per i crimini commessi in quel periodo. Nella richiesta si elencano tutti coloro che dovrebbero beneficiare dell’amnistia, ci sono tutti i membri della giunta, da Videla a Bignone, da Santiago Omar Riveros a Higo Siffredi, e oltre 100 altri militari dell’esercito, della marina e dei servizi segreti. E c’è Cristian Von Wernich (mai nome fu così blasfemo nei confronti del Cristo della Croce), cappellano militare della polizia di Buenos Aires durante la dittatura, condannato all’ergastolo perché ritenuto colpevole, tra gli altri, del sequestro di 33 persone e di 19 omicidi. Assassini di giovani innocenti che non si sono mai pentiti per quello che hanno fatto, che non hanno mai chiesto perdono né ai familiari delle vittime né al Paese, rivendicando con arroganza, anche durante i processi, le brutalità commesse in nome della “guerra all’eversione”.
E infine, chi è Jorge Mario Bergoglio? Arcivescovo di Buenos Aires, presidente dei vescovi argentini, tra i più votati nel conclave vaticano che ha poi eletto Ratzinger. Sostenuto dallo stesso Bergoglio. È stato più volte accusato di collusione con la dittatura argentina. Le prove più esplicite e documentate sono racchiuse nel libro L’isola del Silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina del giornalista Horacio Verbitsky che da anni indaga con rigore il periodo più tragico del Paese sudamericano, lavorando sulla ricostruzione degli eventi con ricerche serie e documentate. Quello del ruolo della Chiesa sotto la dittatura è una ferita ancora aperta in Argentina, un dibattito certamente complesso e doloroso che approfondiremo ulteriormente nei prossimi numeri della rivista. Doloroso anche perché la maggior parte di quei 30.000 giovani assassinati erano cattolici, figli di famiglie cattoliche, impegnati nelle “villa miserias” in opere sociali di assistenza e di difesa dei diritti umani. Figli di quella Chiesa di base che in America Latina ancora resiste ed esiste. Il segno evidente che la Teologia della Liberazione è ancora viva, nei valori e nei comportamenti di tanti cristiani che con il proprio esempio e impegno gridano forte ai vertici vaticani «noi siamo Chiesa».
INTERZONE ha un amore incondizionato per i DAMNED e in particolare per Dave Vanian, voce incontrastrata del gruppo, dall'esordio ad oggi. Ho condiviso con lui i furori del punk e anche la passione per i vecchi film horror con tutta l'iconografia che ne sussegue. Ho amato da ragazzo i film di Lone Chaney, Boris Karloff, Bela Lugosi, C. Lee grazie a mio padre, appassionato ed esperto di B-Movie e di tutta la cinematografia pre anni settanta, e quando un pò più grandicello scoprii per caso una foto in cui Vanian incarnava il prototipo del moderno vampiro su di un palco, rimasi folgorato. Negli anni 80, con l'avvento della new wave i Damned ebbero un periodo di crisi, culminato con la partenza di Brian James, primo chitarrista, poi l'allontanamento di Captain Sensible e Vanian approfittò per cercare di dare sfogo alla sua passione per i suoni garage, psicadelici e il R'n'R degli anni 50 e 60, formando i Phantom Chords, con Roman Jugg (già tastierista nei Damned) alla chitarra e il grande Rat Scabies (co-fondatore dei Damned) alla batteria.
I Phantom Chords hanno registrato solo tre dischi, tra momenti entusiasmanti e periodi bui, dovuti anche ai contrasti con la Polydor che non sapeva come promuovere la band: negli show Vanian e compagnia si presentavano in perfetto stile country, con stivaloni e giacche con le frange, i capelli tirati alla Elvis e i concerti erano veri e propri eventi folli, con il pubblico che si aspettava una reincarnazione dei Damned mentre il gruppo si esibiva in feroci rockabilly e cover di pezzi garage degli anni '60 (Eddie Cochran, Buddy Holly). Con i Phantom Chords Vanian si trasforma da punk gothic rocker ad un vero e proprio crooner, la musica prodotta dal gruppo potrebbe essere usata come colonna sonora per qualsiasi western crepuscolare, ascoltandoli ci si immagina sulle highways americane: a guidarci è la fantastica voce di Dave Vanian!
A volte mi sveglio la mattina convinto di poter salvare il mondo, di poterlo cambiare.. Intanto continuo a scrivere lettere, appunti, racconti, episodi, storie ke nessuno leggerà mai. Invece di farne carta per il cestino mi viene voglia di metterle in bottiglie e lanciarle nel mare, quando la sera rientrando, sfidando il gelo vado a mirarlo, ingrossato, tempestoso e il tramonto ormai rosa non mi impedisce di togliere gli occhiali da sole. Tengo su Come a little big closer e complice, mi viene da pensare che tutto quello che vorrei fare adesso è starmene sdraiato sulla spiaggia, al sole, lontano da casa,dal lavoro,dal freddo, dal passato e togliermi un po' del pallore dal volto, che insieme al solito ghigno e la sigaretta penzolante tra le labbra mi regala un aspetto apatico e maldestramente provocatorio.. Fisso il soffitto, stralunato scorgo la sagoma di Iggy vagare sul letto, la sveglia digitale dello stereo che ho di fianco mi avverte che sono quasi le otto, cristo! Mi butto giù di scatto, accendo una cicca, apro le serrande e mi accorgo della biancheria che la signora del piano di sopra ha steso di buon ora.. Mi viene voglia di uscire e con la sigaretta fare dei piccoli buchi, cerchi concentrici, precisi, allineati nel lungo e lindo lenzuolo bianco che arriva quasi ad impedirmi la visuale. Mica siamo ai quartieri spagnoli, cavolo! Resto qualche minuto seduto, Iggy si struscia per la fame e mi viene in mente di come fosse difficile fino a poco tempo fa prepararsi a vivere una giornata qualsiasi. Ma oggi non è un giorno come gli altri: stasera c è il concerto. Arriva in città una delle mie band preferite di sempre, in assoluto il gruppo in cui da ragazzo sognavo di..cantare (sic!). Tutti abbiamo dei segreti,quella cosiddetta zona grigia che nella vita viene mantenuta sotto controllo dalla maggior parte delle persone. Con questi segreti ti ritrovi il più delle volte solo nella vita sociale e non avendo alcuno a cui poterli confidarle e dire la verità, gli altri diventano pubblico, spettatori e non attori partecipi al film della tua vita. Cosi uno di questi segreti lo rivelo ora : volevo somigliare a Dave Vanian. O meglio, volevo avere la sua voce, il suo stile, le sue movenze, la sua aristocratica eleganza anche quando i soliti imbecilli gli sputavano addosso durante i live. E' proprio vero, il R'n'R è un attitudine verso la vita e per questo,trans-generazionale. E però sempre in bilico tra genio e..stupidità..:) Per questo sono qui a scrivere di Dave. E perché non c è niente in giro,in questo strano fine decennio, nulla di nuovo,di veramente originale che possa riflettere in modo reale oltre che fisico di relazionarsi con l'esterno e diventare risvolto, specchio della vita stessa. Musica non ..propulsiva, nessun ideale o nuovi stili di vita da proporre,nessuna denuncia degli immensi e incredibili disastri a cui assistiamo quotidianamente. Se qualche tentativo c è stato, risulta sterile, relegato ad episodio isolato, ma sopratutto, per chi ha vissuto il punk e la new wave, perché espressa senza..cattiveria,sempre con un alone di moderazione e superficialità tanto da risultare non vera. In linea con le nostre esistenze reali che vanno sempre più smarrendosi nei labirinti di realtà fittizie. “la musica moderna è brutta perché non è cattiva”, ci ammonisce Johnny il marcio. Lui si, che se ne intendeva.. Gè, Damned qui a Roma! Me lo grida Paolo, unico cassiere maschio del supermercato sotto casa, puffo e buffo, sindacalista e rocchettaro. Tutti gli avventori con i carrelli e i cesti zeppi, quelli del est con i liquori, gli africani con le coca-cola, gli italiani con i surgelati, si voltano verso di me che sono alla cassa veloce come sempre, max nove pezzi, aspettando una replica. Non me ne curo e penso:sono in rete,spendo capitali in giornali e riviste ma dell'evento nessuna traccia. Arriva sabato, prendo Alias e trovo in un trafiletto la conferma: Damned, la storia del punk inglese, Init club, Roma. Ah, ecco,all'Init, club capitolino più volte chiuso e altrettante volte riaperto. Club tosto per gente tosta, prima dell'ultima serrata c ero stato per i Wire, altra leggendaria band britannica in una serata elettrizzante grazie anche al drappello della folta comunità inglese presente in città.. Arrivo in ufficio, nella mia stanza le luci non si accendono. Tento e ritento, maneggio starters, do colpi nervosi ai neon..Poi realizzo che ho ancora gli occhiali scurissimi da sole, li tolgo e le luci funzionano benissimo. Convinto di poter..salvare il mondo, io?! Bah.. Tre minuti, tre minuti intensi di neve fitta. Dietro la finestra fisso i fiocchi che leggeri vengono giù. Strano. Ripenso all'ultima volta che c è stata la neve, qui. Un altro concerto,un altra giornata di musica e passione,solo che sono trascorsi..venticinque anni. Un quarto di secolo, kaz. Coincidenze, si. Il clima all'Init è quello giusto. In fila per entrare notiamo che la maggioranza del pubblico è nostro coetaneo, reduci, ex qualcosa, bardati e acchitati di tutto punto per l'occasione. Io e sciù sciù ci teniamo stretti per riscaldarci. Fa freddo, si gela ma anke noi siamo fantastici nei nostri vestiti attillati rigorosamente black e nei nostri cappottini dark..A volte mi sveglio la mattina, convinto di poter salvare il mondo..
L'init è un club piccolo, alternativo, autofinanziato. A mezzanotte la sala è strapiena, s intravedono alcune creste colorate, al mixer c è una tipetta dalle labbra rosso fuoco e occhiali di osso nero stile anni cinquanta. L'associamo subito ad Ugly Betty, ma lei è cosi seriosa e rigida nelle sue selezioni pre e post concerto..Il gruppo di spalla fila via senza infamia, vengono sistemate le bottiglie di whisky sulle tastiere di Oximoro. Captain Sensible è il primo ad entrare con l'immancabile basco rosso e l'aria scanzonata di sempre. Il grande Dave ha un camicione bianco e pantaloni neri e anche per lui, gli immancabili guanti neri di pelle alle mani. Tengo sciù sciù stretta davanti a me, cerco di proteggerla dal movimento della folla, è impossibile non muoversi,restar fermi. Lo show prosegue con tutti i pezzi forti della band, con momenti esilaranti come quando Pitch picchiando duro rompe il rullante della batteria e con il capitano che regala battute a raffica, sul pubblico, la birra.. Con Antipope e Smash it up richiesti a gran voce c è l'apoteosi..:) In un panorama dove gli unici commenti che si fanno su tutti questi gruppettini, con le loro facce da schiaffi, costruiti da mtv che vivono di rendita, caricature con pose da ribelli e tenebrosi bellocci, sono..”bravini, sembrano i Clash, sanno tanto di Cure, rifanno Iggy (Pop) etc..” e che durano giusto il tempo di un disco, i Damned sembrano dinosauri inarrivabili. Questo era il punk, sbattersi, con umiltà scarpinare e suonare..suonare, essere testimoni del proprio tempo e non prendersi troppo sul serio. Domani mi sveglierò,convinto di poter salvare il mondo..