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21/03/13

Borderline: John McAfee


La vera storia del padre di tutti gli Antivirus. Sempre borderline,sempre insodisfatto, e in lotta con tutto e tutti, e sempre in fuga, anche da se stesso..


JOHN MCAFEE APRE IL CARICATORE della Smith & Wesson e lascia cadere i proiettili sul tavolo davanti a me. Qualcuno rotola per terra. John ha 67 anni, è asciutto e in forma, le braccia gonfie di vene, i capelli decolorati biondi, le spalle ricoperte di tatuaggi. Nel 1987 ha creato McAfee Associates, azienda produttrice di antivirus di grande successo che nel 2010 e stata comprata dalla Intel per 268 miliardi di dollari. Ora è nascosto in un bungalow su un’isola dei Caraibi, a 24 chilometri dalla costa del Belize. Raccoglie un proiettile, mi guarda con gli occhi spalancati: <<Questo è un proiettile, giusto?>>, dice con l’accento strascicato del Sud. <<Metti via la pistola», gli dico. Sono venuto qui per capire come mai il governo del Belize lo accusa di aver radunato una specie di esercito privato e di essere uno spacciatore internazionale di droga. Sembrava una storia impossibile: un imprenditore di successo sparisce nella giungla centroamericana e diventa un narcotrafficante. Ora sembra quasi credibile. Le accuse sono tutte false, ribatte lui: <<Non è detto che tutto quello che mi attribuiscono sia vero. Posso darti una dimostrazione?». Carica la pistola. <<Sei spaventato?>>. Se la punta alla tempia. ll cuore comincia a battermi più forte. <<Si, ho paura», dico. <<Non è necessario>>. <<Lo so», dice lui. Poi preme il grilletto. Niente. Spara altre tre volte, in rapida successione. Il caricatore contiene cinque colpi. <<Metti via la pistola>>, insisto. Mi fissa e preme il grilletto per la quinta volta. Niente. Tiene la pistola puntata contro la testa e spara a raffica.
<<Posso andare avanti cosi per ore. Posso farlo diecimila volte e non succederà mal niente. Sai perché? Perché ti sei perso un particolare. Stai ragionando in base a un presupposto sbagliato>>. Lo stesso vale per le accuse contro di lui, spiega. Ma c’è una cosa su cui sono tutti d’accordo: nell’alba nebbiosa di quel 30 aprile 2012 sono cominciati i guai grossi.