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22/12/15

We Have Explosive: Future Sound of London

Quando Garry Cobain e Brian Dougans hanno adottato il nome Future Sound Of London (FSOL) nel 1992, molti della comunità danzante locale l'hanno considerata una scelta impertinente. Eppure, come il ciclo infinito del tempo dei giroscopi, l'apertura mentale incarnato dal loro primo lavoro è stato adottato come standard in molte delle nuove correnti dell'a musica elettronica, da Detroit a Ibiza. Troppo olistici e curiosi, e con un orizzonte troppo ampio per essere solo londinesi, Cobain e Dougan hanno abbracciato nuovi e selvatici ibridi sonori, trasformando tutto in una nuova fase di dinamismo organico e digitale. Comunque troppo eclettici anche per essere ingabbiati nella definizione di un solo stile musicale.Tralasciando la presunzione, il nome è stato preso in prestito dalla leggenda techno Derrick May, e dal suo progetto Future Sound Of Detroit , quando avevano già sulle spalle un periodo di apprendistato con la musica da ballo, Cobain studente di elettronica e Dougans nascente tecnico del suono. L'Università di Manchester il luogo dei primi incontri e sperimentazioni.

Reciprocamente affascinati dalle possibilità offerte della nuova tecnologia, con affetto per gente come Cabaret Voltaire e A Certain Ratio, hanno subito iniziato a collaborare in uno studio da loro creato, spaziando in dall' elettronica, all' ambient, alla house music, dal drum and bass al trip hop. Enigmatici e riservati, tanto da rilasciare raramente interviste, hanno pubblicato materiale sotto il nome di Amorphous Androgynous, e una enorme quantità di remix, frutto di collaborazioni con tantissimi musicisti, oltre che a colonne sonore e jingle radiofonici.

FSOL: Lifeforms (2cd Zip)








02/04/15

Rock e disco music: gli albori (della disco rock)

Agli albori della contaminazione tra disco music e rock..

La disco - phenomenon non aveva ancora raggiunto il suo picco, che già proliferava l’anti-disco movement.
Ma davvero la disco era (è) una musica priva di emozione e creatività? Oggi assistiamo a spettacoli penosi: ancora c’è gente che si ostina a chiamare rock roba come l’ultimo dei Kasabian, o gli Artic Monkeys o Franz Ferdinand, quando non è altro che disco mascherata, e nemmeno di buona fattura. Eppure la disco ha una storia nobile. Come ogni fenomeno di massa, disco era una parola composita -- un tronco principale e tante ramificazioni ad allargare l’ombrello, e un giro d’affari.

Disco significa <danza>, ma ha racchiuso anche industria discografica, riviste, stazioni radio e shows televisivi, moda. Un tempo significava un luogo autosufficiente di raccolta, di intrattenimento, ennesima combinazione di divertimento, sessualità. Un intero muovo stile di vita che aveva, ricordo bene, la sua ragione di esistere nell’arena degli anni 70 e 80, la discoteca, e piantando radici dappertutto, dal proletariato al jet-set, ed era di gran lunga <<quell’altra>>. Disco sembrava evocare in molti la dualità fra Bene e Male in musica che chiunque, per i più strampalati motivi, finisce sempre per trovare nella musica che lo circonda. La solita abitudine di mettere alcuni fra i <<buoni» ed altri fra i “cattlvi>>, laddove per buono si intende creativo, emotivo, valido, e per cattivo si intende tutto ciò che possa portare alla perdizione, qualunque essa sia. Dimenticando che generalmente Bene e Male stanno dovunque insieme – (ma tanto il critico, o quello che parla di musica.. è pur sempre un fan, e l’obiettività sempre una causa persa). Cosi, sta di fatto che tutti coloro che sono venuti dal rock videro subito la forza del male nascondersi dietro i sospiri asmatici di Love to Love You Baby e il vocione da orco di Barry White.
La Disco é una musica platealmente distaccata da qualsiasi valore culturale, questo lo possiamo dire senza paura, la definizione più incisiva che ho raccolto è stata “musica per la persona non-pensante», e molti nel suo avvento videro in metafora perfino la decadenza ultima della società occidentale. Per i rasta, ad esempio, cioè “quelli che cercano la Verità”, la disco music é una bestemmia fatta di debolezza spirituale e vuoto religioso: il reggae è la <<vera» musica>>, che fa danzare e pensare insieme. Non sono gli unici a crederlo: in effetti, sono ancora in tanti a considerare la disco una forma di sfruttamento commerciale delle tradizioni musicali nere, e a disprezzare la sua totale mancanza di intenti non-danzerini.

Io non sono mai stato cosi rigido da pensare che milioni di ascoltatori siano accumunati dalla piattezza del loro encefalogramma. Equivarrebbe a dire che tutti coloro che hanno un disco di Dylan siano poeti e intellettuali, e che tutti i possessori di un disco punk siano arrabbiati cronici. Ricordo anni in cui, e questo accadeva soprattutto in Italia, il “divertimento puro e semplice» era considerato come Male. Divertimento, astrazione, frivolezza, disimpegno.

Tutto quello che rappresentava in ltalia andava sotto il nome di <<riflusso>> (anche noi abbiamo le nostre ondate).

Negli USA degli anni '60 e ’70 , la musica assumeva spesso un significato politico sociale, e parte di quel significati era arrivato fino agli anni 80. Vennero i problemi razziali, liberazione femminile, violenza della polizia e del Governo, l'amministrazione nixoniana, il Watergate. Ora non c’è niente, nessun argomento che abbia abbastanza fascino per infiammare un nuovo movimento di massa. Ora, se ascoltate anche quelli che dovrebbero opporsi, sbraitano di famiglia, i giovani non possono costruirsi una famiglia, non possono sposarsi e avere bambini, la villetta, un buon lavoro. Queste sono le aspirazioni del nuovo millennio. Nessuno resta a casa da solo a fumare e ascoltare un disco: tutti vogliono solo divertirsi. Non c'é più gente veramente arrabbiata nel nostro paese. Abbiamo quello che vogliamo (loro ce l’hanno...), paghiamo le tasse. La gente vuole socializzare, ha bisogno di energia collettiva. Il Rock? Lasciamo perdere..


ROCK ON DISCO
La musica anti-disco per eccellenza è sempre stato il rock’n’roll. Alcuni hanno insultato e insultano la disco-music e poi non suonano altro che un rock ugualmente finto e presuntuoso. Ma il Rock’n’Roll ha sempre filtrato con la danza.
Considerata solo una moda effimera, rapidamente divenne la forma musicale più popolare. Dalla <culla> statunitense invase l’Europa, sbarcata in Africa, fatto capolino in terra cinese - le foto della festa di fine d’anno '78 in un locale di Pechino sonorizzato disco» fecero il giro del mondo. Ormai non era più una febbre. “Disco” era la parola magica.

Discoteca, disco-party, disco-dance, disco-look, disco-star, disco-film ... Flagellati dalle case discografiche e dai mass-media, molti musicisti rock iniziarono a scrivere melodie orientate su ritmi ballerini; e per molti di loro significò Ia via aperta a una nuova celebrità. Ora per tali riciclaggi e cambiamenti repentini di pelle, non bisogna assolutamente strapparsi i denti o bruciarsi la chioma nel rogo dell’hi-fi. O peggio; atteggiarsi a moralisti. La storia del rock’n’roll è lastricata di tradimenti, di riconversioni industriali, di <<venduti al dio dollaro>>, di idoli e miti trasformati nel giro di un disco in <<inutili idioti>> e <<servi sciocchi del capitalismo. Potremmo risalire addirittura al clamoroso caso di Bob Dylan.

Quando al Festival di Newport, nel 1965, il menestrello beatnick lasciò la chitarra acustica per una Fender elettrica e rombante, il pubblico lo subissò di invettive, gridò allo scandalo. La stampa lo definì un tradimento del movimento folk. Oggi, sulle enciclopedie del rock quel concerto di Dylan viene definito come <<evoluzione>>. Quindi, rockettari credenti, attenzione al J’accuse. Due stili di musica cosi violentemente contrastanti ma ambedue motivati, a pensarci bene, dagli stessi sentimenti di alienazione e di angoscia. La musica rock e la disco-music erano in fondo due modi diversi di rispondere all’attacco di rincoglionimento della Società.
Cosi qualcosa da spartire in fondo c’é. Artisti rock lavorarono per combinare questi due mortali nemici, prendendo il meglio dalle due forme e creando veramente una musica eccitante e originale.

I Rolling Stones erano occupati in studio nella registrazione del loro “Black and Blue», e da questo 'album vienne estratto, “Hot Stuff», il primo 45 giri <<disco>> degli Stones. Un lavoro, venato di un clima reggae, che sposa in modo un po’ imbarazzante le sinuosità ritmiche della <<disco>> e che lascio un po’ perplessi noi gagliardi fans di Jagger e Rlichard. Ad ogni modo divenne un hit sia nelle classifiche americane di rock che in quelle <<disco>>. I Rolling Stones continuarono ad esplorare i ritmi disco, da“Some Girls» in poi, “Miss You” fu stampato immediatamente come maxi-single ad uso discoteca, oltre otto minuti di musica, dove la tradizionale sfrenatezza rockettara é stemperata da un arrangiamento e soprattutto da un missaggio prettamente stile disco, in particolar modo il basso dello alieno Bill Wyman e le percussioni di Charlie Watts. I Rolling furono forse i primi, ma poi Rod Stewart, Do You thing I’m sexy, I Grateful Dead, quelli delle vibrazioni e dell’Lsd infilarono nell’album Terrapin Station, anche loro, anche loro, un brano disco: una versione bruttina, di un vecchio classico di Martha and the Vandellas, “Dancing’in the Streets”. I Beach Boys poi fecero una versione disco di Here comes the night e Paul McCartney con i suoi Wings spopolarono con il loro primo singolo super disco, J.M. Jarre con Oxygene, di nuovo Dylan con Changing of the guards. Ma tra i prodotti più raffinati di questa tendenza da citare soprattutto Brian Ferry con “Take me to the river», nell’ album solo. Anche in “Manifesto», album della rifondazione dei Roxy Music, la vena disco era presente in molti brani. Con “Love is drug», i Roxy Music tentarono un primo appannaggio con la metrica disco. Anche Lou 'Reed volle dire la sua, e nel suo “The Bells» incise un brano disco dove ripete unicamente: “Disco-Mistic,Disco-Mistic ,... »,

“Per ragioni di sopravvivenza», come ammise lui stesso, anche uno dei re del blues, B.B. King, sfornò un album vicino alla disco. Completamente “discotizzate” nell’ambito della black music, e con risultati straordinari gli Earth, Wind and Fire di Maurice White: tutti li conoscono ancora per l’ adorabile “September», ma ricordiamo che prima era un gruppo di R&B e soul moderno. Il i tastieristi Chick Corea, George Duke, che era stato con F. Zappa, i Weather Report (soprattutto nelibrani firmati da Jaco Pastorius eccetera. Abbiamo ricordato che “La musica anti-disco per eccellenza è sempre stato il rock’n’roll”, e nel suo periodo di massimo splendore (della disco) l’antagonista era incarnata dalla new wave. L’estrema limitatezza tecnica del punk creò un muro di diffidenza e un solco profondo, e anche la consapevolezza che ne avrebbe fatto una cosa non duratura.

NEW WAVE ON DISCO
Ma anche tra i gruppi della <<nuova ondata>> ci fu chi fece il “botto” nelle discoteche: i primi? I Blondie con “Heart of Glass». Brano straordinario che si giovò molto dell’immagine lecca-disco di Deborah Harry.
Pero tra gli artisti rock, capaci di possedere una attitudine creativa verso la disco, predominano soprattutto David Bowie, Brian Eno, lggy Pop e Talkink Heads. Bowié fu uno dei primi ad usare moduli disco nel suo album piu politico in senso diretto_ “Young Americans». Sollevò molto clamore il cambiamento dell’archetipo del rock decadente inglese in un soul singer. La scelta “disco” sembrava ancora più bizzarra alla luce del tema dell’album.

L’operazione di Bowie fu di prendere e riportare in superficie il significato implicito e sommerso della disco-music. I testi dell‘album parlano di potere, le sue origini, le sue manipolazioni, cercando di analizzare la politica come metafora di ogni relazione umana.
Sia i Talking Heads che Iggy Pop furono stati identificati con il movimento punk. I primi come una delle band piu importanti, Iggy come uno dei padri fondatori della Nuova Ondata. Ma nessuno dei due suonava punk-rock nei convenzionali tre accordi di chitarra; ambedue, invece, cercavano di assorbire lo stile disco e soul. ll primo ad apparire sulla scena fu Iggy Pop. I dischi incisi con la sua vecchia band, The Stooges, negli anni settanta, definirono virtualmente lo stile punk; poi la band si sfasciò nel '73 divenne una di quelle oscure, mezze dimenticate figure carismatiche della cultura rock. Nel ’77 Iggy ritorna con un album prodotto da Bowie, <<The ldiot>> che divenne subito un lavoro controverso per l’uso di stilemi cosiddetti disco.

lnfatti Iggy rileva i ritmi e gli arrangiamenti della <<disco>> per aumentare il volume della musica; L’angoscia era ancora la; ma ora era rifinita, più riflessiva, in un nuovo senso di piacere e gioia di vita. Fondamentale per decifrare l’evoluzione del rock fra le maglie della disco-music fu l’ascolto di “Before and after the science” di Brian Eno;`che ritroviamo anche come produttore dei  Devo, un altro gruppo della nuova ondata alle prese con la grammatica ritmica della <<Disco>> (la versione robotica di Satisfaction). Questi ritmi computerizzati raggiunsero nuove forme di complessità e precisione. . Disumanizzante con i Kraftwerk, il gruppo di avanguardia tedesco che raggiunse grande popolarità nel 1974 con Autobahn, prima del boom della discomania. I tratti del volto di Ian Dury erano senz’altro non indicati per invitare qualcuno su una pista da ballo, ma Sex, Drugs and R’n’R ci riuscì benissimo, insieme alla seguente Hit Me, che miscelavano cocktail di ritmi disco e sonorità.. efferate. Forse la musica dei primi anni ottanta nacque proprio dal contatto del rock con la disco-elettronica. Chissa: se si considera che sia il rock che la disco-music hanno in fondo le stesse radici: il Rhythm and Blues..


26/01/15

Technopolis: la Yellow Magic Orchestra

SPECIAL: YMO
Ancora Giappone, ancora Tokyo.. Sol Levante.
Pochi artisti hanno avuto un' influenza sulla musica elettronica e basata sulla tecnologia come i nipponici della Yellow Magic Orchestra. La portata dell' influenza si estende agli angoli più profondi del sottosuolo del hip-hop, ai numerosi ceppi della cultura dance, alla New Wave e al sinth rock, e in definitiva alle più brillanti melodie pop di tutto il mondo. Formati nel 1978 dal cantautore, bassista, e cantante Haruomi Hosono, l'obiettivo originale della YMO era di pubblicare un album tecnologico di esotica (exotica), con sonorità orchestrali caraibiche, latine e naturalistiche e rendere omaggio ai talenti musicali di Martin Denny e Les Baxter, due bandleaders di exotica americani i cui album strumentali hanno il fascino del sound post-seconda guerra mondiale, anticipatori della musica etno e lounge. Questo album, Yellow Magic Orchestra, fece enorme scalpore in Giappone e con la sua gamma diversificata di talento e scintille di vera ispirazione trovò terreno fertile negli ascolti dei giovani occidentali, un ponte ideale tra la nuova musica d'oriente e la fame di musica nuova che attanagliava l'occidente. I fan casuali non sanno che la YMO non era una band di musicisti dilettanti che cercavano di farsi strada relativamente attraverso le nuove tecnologie, ma erano tutti esperti e alcuni già veterani al momento della loro formazione. Nel corso della loro carriera hanno continuato a sperimentare le nuove tecnologie, trovando il modo per fondere queste innovazioni con le classiche canzoni pop da classifica.

Hosono inizialmente era salito alla ribalta come un membro degli Happy End, uno dei primi gruppi rock giapponesi degli anni '60 e primi anni '70 dove scriveva canzoni nella loro lingua madre, piuttosto che limitarsi a scimmiottare gli stili e le mode occidentali . Il desiderio di dare una forte identità culturale alla propria musica portò alla creazione di un pop cosmopolita, che poi è sfociato direttamente nel vibrante "technopop" che Hosono portò in cima alle classifiche giapponesi, con l'aiuto del batterista e cantante Yukihiro Takahashi, (in precedenza nel gruppo glam rock dei Sadistic Mika Band, che andò in tour in Europa con i Roxy Music!) e un talentuoso giovane studente universitario di nome Ryuichi Sakamoto, che contemporaneamente utilizzava il suo talento di tastierista come turnista, produttore, arrangiatore per un certo numero di artisti pop nell' orbita di Hosono. Hosono e Sakamoto in particolare sono stati sempre ossessionati con l'identità culturale giapponese. Il nome della band è uno scherzo malizioso, e riguarda l'ossessione del Giappone per la magia nera ("yellow magic" era a metà strada tra magia bianca e magia nera", spiegò Hosono. "In realtà, è un nome stupido, vero?"), E la band continuò a esplorare nozioni di asiaticità, exoticisation e orientalismo.
Hosono era l'uomo delle idee, Takahashi il divulgatore, il comunicatore, mentre Sakamoto ha fatto la teoria, tanto che veniva chiamato "il professore."
Quando gli chiesero perché la band si sciolse nel 1984, Hosono dichiarò: <<"Ci eravamo tanto odiati">>.




Dietro le quinte c'era il programmatore Hideki Matsutake, che aveva imparato il funzionamento dei primi sintetizzatori analogici mentre lavorava come assistente del compositore elettronico Isao Tomita e le cui conoscenze inestimabili aiutarono il gruppo a rimanere all'avanguardia nel diluvio delle nuove tecnologie che arrivavano in quel periodo. Insieme, i loro rispettivi talenti dominarono gran parte del sound in Giappone nella prima metà degli anni '80, e le cui scosse di assestamento si avvertono ancora oggi nel pop e nell'underground di tutto il mondo.
Mentre i loro coetanei a Düsseldorf e a Detroit iniziavano ad usare la tecnologia dei sintetizzatori per creare una tetra visione distopica del futuro - un mondo di robot senza volto e brutali paesaggi post-industriali - la YMO vedeva la tecnologia come qualcosa di gioioso e liberatorio. Nelle loro mani, il sintetizzatore era quasi un giocattolo, uno strumento per niente stravagante.

Mentre la discografia di ogni membro è vasta e meritevole di un approfondimento, mettiamo quì a disposizione interamente quella del gruppo, a partire dal 1978 e fino 1985, anno dello scioglimento, più i dischi live e alcuni best. Sakamoto, chiaramente ha avuto il più alto profilo internazionale, collaborando con David Sylvian, e gli XTC di Andy Partridge, prima di andare a lavorare con artisti diversi come David Byrne, Iggy Pop e Talvin Singh. Ha scritto opere, colonne sonore per i film di Hollywood (The Last Emperor), e anche recitato in Merry Christmas Mr Lawrence con David Bowie. Hosono e Yukihuro hanno continuato a fare musica in Giappone, e hanno collaborato come duo nei Sketch Show.

Dai Duran Duran, a Van Halen, da Whitney Houston agli Human League, Afrika Bambaataa (il primo a campionare la loro musica) e gli Underworld, Depeche Mode e gli stessi Japan di D. Sylvian per tutti gli '80s hanno dato splendore futuristico all'elettronica: si dice che il pop sintetico sia stato creato dai Kraftwerk e dai Devo, ma i veri padrini sono i musicisti della Yellow Magic Orchestra Giapponese, tanto da guadagnarsi l'adorazione di alcuni dei massimi esponenti del synth pop come Ultravox, John Foxx, Gary Numan.. Il produttore e musicista Todd Rundgren ha avuto per anni un album della YMO sulla parete del suo studio di registrazione; l'improbabile cover della loro Behind the Mask di Eric Clapton è stato un enorme successo internazionale; in Giappone, erano più famosi e stimati dei Beatles, tanto che Sakamoto dichiarò di odiare la sua band perchè sempre inseguita dai paparazzi e le ragazze gli avrebbero strappato i vestiti di dosso, se avebbero potuto. <<"In Italia, il pubblico cominciò a discutere durante il nostro concerto", disse Hosono. "C'erano questi uomini molto seri, con barba e capelli lunghi, che organizzarono un simposio sulla nostra musica mentre stavamo suonando.">>
Sakamoto:<< "Sembravano filosofi greci o romani. E' stato così divertente...">>

Nella storica reunion che si tenne al Royal Festival Hall - il loro ritorno in UK dal 1980 - i tre membri originali sono stati coadiuvati dai Massive Attack.

Mentre i pari teutonici Kraftwerk erano rigidi e robotici, la YMO era capricciosa e bizzarra, chi ascolterà i loro dischi sicuramente riconoscerà, nei meandri, tanti motivetti disco che spopolavano nelle radio e nelle classifiche di quegli anni, e gli renderà onore per aver contribuito alla nascita di tanti gruppi elettronici e electro pop e per aver plasmato quello che sarebbe diventato il moderno J-pop.. Ancora oggi, il sound pioniere della YMO costituisce spesso il legame comune di generi, dalla dance (di Rihanna "We Found Love") all' indie (dei Foster the People di "Pumped Up Kicks") fino al pop ("Sexy and I Know It" di LMFAO). Inoltre, chi aveva i primi giochi Sega, e i campioni di giochi arcade come Space Invaders si accorgerà che le musichette di sottofondo furono affidate proprio alla YMO, che già negli anni '70, aveva combinato gli strumenti come la gloriosa batteria elettronica programmabile Roland TR-808 (è stata la prima band ad usarla) e il sintetizzatore Polymoog, alle sonorità tipicamente giapponesi.

Yellow Magic Orchestra_Complete 2GB


Oltre al video della reunion (sopra) questo è un mix di alcuni punti salienti della band, materiale di ascolto ideale mentre si legge: 
 




04/08/14

Underworld, non solo Born Slippy

Mica lo sapevo. E neanche immaginavo, quando, adolescente, canticchiavo il motivetto new romantic Doot Doot..che Karl Hyde e Rick Smith, dopo aver chiuso il capitolo Freur ( titolari di quel hit e degli album Freut ,1983 e Get Us Out Of Here, 1985 ) avrebbero iniziato l'avventura Underworld, in cui Rock and roll, dance elettronica e i testi (con parole.. parlate) hanno trovato un punto magico di intersezione.

Dopo la fine degli anni '80 l'acid-house con le sue rivelazioni avevano trasformato tanti gruppi UK synth-pop e gli Underworld furono i capostipite di quel genere di musica dance che sembrava costretto negli spazi minuscoli dei club o nel turbinio di feste o al massimo, nel flusso di un paio di cuffie nelle nostre stanze solitarie. Nel 1992, dopo una lunga marcia attraverso l'industria della musica con scarso successo stavano per imballare baracca e strumenti, ma l' incontro con l'allora 18enne Darren Emerson ha aperto loro l'idea che suoni, ritmi e testi non necessariamente dovevano essere in forma tradizionale di canzone.
Le più recenti tecnologie musicali (dell'epoca..), new wave, rock, dub, trance, techno, influenze ambient, dance vengono combinati in ritmi ipnotici in cui la voce assume un elemento fondamentale, quasi una stramberia per i gruppo techno/dance: nascono gli Underworld. Avete notato che dance, techno e house
non hanno molto spazio su questo blog, ma la loro capacità di creare un' atmosfera da rock band, la loro direzione musicale sempre diversa e sempre piena di contaminazioni li ha trasformati nell'unica band dance capace di farmi ballare: e chi mi conosce, capirà la grandezza di questo risultato.. Sò che gli Underworld hanno raggiunto il successo planetario con 'Born Slippy' (1995), inserita nella colonna sonora di Trainspotting. La vera innovazione, la loro eccentricità intenzionale diversa da tutti gli altri è stata quella di
non rifiutare tutte le cose che erano Rock'n'Roll classico, come aveva fatto il punk e il post punk. Miles Davis diceva: "Ascoltate altre persone, altre cose, ma poi.. dimenticate.." Ricorda Smith. "Quello che non abbiamo mai fatto.. è stato dimenticare"..Un balzo in avanti, incredibilmente eccitanti, mi sono ritrovato negli anni con questa musica così piacevole e mi chiedevo: "come sono finito quì, come sono arrivato?". Forse ero arrivato solo alla conclusione che il rock non poteva cambiare il mondo e allora tanto valeva..rilassarsi e che il solo potere che può avere la musica è quello di creare una cultura underground di opposizione. Ovviemente tutta la musica è politica, sia quella pop con valori conservatori e sia quella che piace a noi, quella piena di contradizioni, che ti lascia dubbi e innesca dei processi di pensiero.

Non ho avuto la fortuna di vederli, ma da spezzoni di video e documentari ho capito perchè la band (che nel frattempo è diventato un collettivo che spazia nel mondo della produzione di spot televisivi, delle colonne sonore, documentari, installazioni, musica e sound design, pubblicazioni e architettura..) ha guadagnato un enorme reputazione con gli emozionanti live act che portano in giro per il mondo: una autentica locomotiva techno/rock.. Ho raccolto in un unico file 7 album, che dobrebbero dare l'idea di quelli che sono stati e che sono gli Underworld e che racchiudono in definitiva tutta la storia del gruppo, più  Underworld and Atomic Hooligan, raccolta di  5 remix di  titoli  famosi.
Buon ascolto..

Dubnobasswithmyheadman (1994)
Second Toughest in the Infants (1996)
Beaucoup Fish (1999)
Everything Everything
A Hundred Days Off (2002)
Oblivion with Bells (2007)
Barking (2010)
Underworld and atomic hooligan


UNDERWORLD






03/01/13

Danza come se non ti guardasse nessuno

Ballare come se non guardasse nessuno... In Aeroporto 




"Canta come se non ti ascoltasse nessuno, 
ama come non fossi mai stato ferito, 
danza come se non ti guardasse nessuno, 
e vivi come se fosse il paradiso in terra."
Mark Twain

Dove: LAX Airport, Los Angeles CA. 
Canzone: THE BLACK ANGELS- Telephone 
Ragazza: Angela Trimbur

Video: The Huffington Post UK