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27/01/17

"Cinque anatre andavano a sud..

Pubblichiamo questa intervista a Paolo Putti, del M5S. Perché Putti? Perché è stato candidato sindaco cinque anni fa per il M5S a Genova, uno dei primi attivisti e fondatore del movimento a Genova, convinto sostenitore del grillismo proprio nella città del comico, e anima di uno dei primi comitati anti-Gronda, capogruppo in consiglio comunale. Putti esordisce così: "Adesso mi riprendo la libertà di realizzare il programma deciso con i cittadini che ci hanno eletto nel movimento e che, da dentro il M5S invece, non potevamo più portare avanti: noi pensiamo ancora al bene comune, dentro ormai pensano solo al controllo e al marketing". Poi, citando Guccini: "cinque anatre andavano a sud: forse una soltanto vedremo arrivare, ma quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare, bisognava volare, bisognava volare". Cinque anatre, come i 5 consiglieri grillini al comune di Genova. L'intervista è tratta da Repubblica del 27 Gennaio, a cura di MICHELA BOMPANI.


Putti, perché esce dal M5S alla vigilia della campagna elettorale? "Perché non ci riconosciamo più nel Movimento che voleva produrre un cambiamento radicale, invece pensa ad altro. Proprio perché abbiamo ancora quattro mesi, e importanti delibere su cui batterci, contro la privatizzazione dell'azienda dei rifiuti ad esempio, era urgente poter agire liberamente, sennò avremmo tradito il mandato dei nostri elettori".

Lei é stato uno dei primi grillini a Genova e in Italia: cosa le ha fatto decidere di lasciare definitivamente il M5S?
"Dopo il guaio in Europa, al Parlamento, non sopportavo più la raffica di comunicati diramati da Roma, dove si dice che si deve riferire a qualcuno, prima di dichiarare qualsiasi cosa. C'è chi invece fa passare Trump e Putin per due statisti senza però rendere conto di quel che dice. Non ci sto".

27/02/16

Un ascia di pietra, l’unica arma a disposizione dell’uomo dopo il nucleare. La destra Usa un pericolo per l'umanità

“Global Warming”
«La specie umana è di fronte a una situazione che non ha precedenti nella storia dell’homo sapiens. Siamo al bivio di una situazione mai verificatasi prima: e molto presto dovremo decidere se vogliamo che la specie umana sopravviva in qualcosa che abbia le sembianze dell’esistenza che conosciamo, o se vogliamo creare una devastazione planetaria così estrema da non poter neppure immaginare cosa ne potrebbe emergere».

È con terrificante lucidità e pessimismo che un autore e filosofo del livello di Noam Chomsky testimonia, per la prima volta in tanti anni di interviste, il cinico imbarbarimento globale della vita umana nel caos di distruzione senza fine né alternative.

Qual è la sua opinione sulla decisione della Corte Suprema Usa, con l’ultimo imprimatur di Scalia, che con un voto di maggioranza ha bloccato ogni tentativo legislativo dell’amministrazione Obama di limitare le disastrose conseguenze del “global warming”?
La decisione è molto importante ed è gravissima. I cinque giudici della Corte Suprema conoscono bene il valore politico di quel voto. Di fatto, lo stesso comunicato stampa diffuso al termine della votazione sottolinea non a caso che «questa decisione non ha precedenti nella storia degli Usa».

Ritiene quindi che si sia trattato di una decisione politica, che esula dal ruolo giuridico del “balance of power” costituzionale?
Certamente. I cinque giudici repubblicani sono la Corte Suprema. E ora con la morte di Scalia nulla cambierà. Il voto di maggioranza repubblicano elimina ogni futuro passo giuridico per una corte di appello ed elimina tutti i giudizi dei tribunali che hanno preceduto questa decisione. Il loro messaggio ai partecipanti alla conferenza di Parigi è, in pratica, “andate a quel paese”. Non che la conferenza di Parigi avesse conseguito un granché nel limitare il global warming, ma va tenuto presente che il problema più spinoso e difficile era ottenere che gli accordi presi tra governi fossero vincolanti per un trattato internazionale. E la Francia ben sapeva che il Partito repubblicano non avrebbe mai ratificato in senato accordi vincolanti per il proprio governo. Per conseguenza i cinque giudici repubblicani che sono la Corte Suprema hanno praticamente espresso, con la loro decisione, quel che pensano della rapida corsa verso la distruzione del pianeta e della specie umana.

Possono ignorare (a loro discapito) le gravi ripercussioni economiche e sociali di questa scelta?
I leader repubblicani conoscono le conseguenze quotidiane delle epocali migrazioni di intere popolazioni da un emisfero all’altro, come non si è mai verificato nella storia. Sanno anche della distruzione di quella parte del mondo che conosciamo come civilizzato e dei rischi che questo comporta, ma ogni candidato in lizza per la corsa alla Casa Bianca nella campagna presidenziale odierna nega ogni evidenza degli effetti del global warming e non ha intenzione di far nulla. Il Partito repubblicano odierno, vorrei aggiungere, costituisce una delle organizzazioni più pericolose nella storia dell’umanità.

Perché questa mentalità di estrema destra repubblicana, oggi in America, la spaventa più della mentalità di estrema destra che percorre l’Europa?
L’estrema destra in Europa è sì tremenda, ma non tanto da sostenere la necessità di accelerare la distruzione della vita sul pianeta.

Il bilancio della Difesa Usa per il 2016–17, approvato la settimana scorsa senza alcun dibattito a livello congressuale, quadruplica la spesa per rafforzare gli arsenali Nato e tutelare la “sicurezza” degli alleati dell’Europa orientale, ai confini con la Russia. Qual è il messaggio?
Certamente esistono rischi di un aggravarsi di scontri e tensioni strategiche strumentali tra i paesi appartenenti alla sfera d’influenza russa e le zone di influenza americana. Ma gli Stati Uniti potrebbero mai accettare sui propri confini quanto sta avvenendo su quelli della Russia? Sarebbe pensabile un dispiegamento di missili Nato al confine con il Canada e il Messico? Verremmo tutti inceneriti. Questo ulteriore potenziamento della Nato ritengo che costituisca una strategia, una provocazione geopolitica molto pericolosa. Concordo in questo con quanto sosteneva durante la Guerra Fredda George Kennan, secondo il quale il «deterrente nucleare» avrebbe creato le basi di un confronto terminale per l’esistenza dell’intera umanità. Non è un’esagerazione, sono in corso forti tensioni ed esempi recenti, come l’abbattimento del jet russo da parte della Turchia, sono segnali che potrebbero esplodere in un confronto nucleare.

Vuol dire che guerre sempre più estese implicano il rischio di una Terza Guerra mondiale?
Non sarebbe la prima volta in cui siamo stati sull’orlo di un conflitto nucleare. Intendiamoci, qualsiasi sia la provenienza di un attacco nucleare significa la fine della specie umana. Uno scontro fra due superpotenze comporta quello che viene chiamato nuclear winter. Una tragedia di proporzioni catastrofiche. Questo oggi mi fa pensare a quanto disse Einstein quando gli venne chiesto quale arma sarebbe stata usata, nella prossima guerra, dopo il nucleare. Rispose che l’unica arma che sarebbe rimasta a disposizione dell’uomo era un ascia di pietra. Il rischio di una guerra mondiale è molto serio.

Ritiene che i leader della globalizzazione abbiano una strategia oppure il tentativo di generare una catastrofe “controllata” gli è sfuggito di mano?
Si dovrebbe vivere sotto una pietra per non rendersi conto dei danni provocati. L’industria “fossile” da decenni è consapevole delle conseguenze devastanti della politica industriale fondata sul petrolio. Gli executives della Exxon-Mobil non sono stupidi, bensì dediti a una specifica ideologia di massimalizzazione dei profitti e delle quotazioni azionarie. Tutto il resto ha un valore insignificante rispetto a questo. È come per i credenti nei vari fondamentalismi, siano essi evangelici cristiani o estremisti islamici. Sono come dogmi religiosi dinanzi ai quali non esiste né dubbio né argomentazione. Sappiamo tutti che è molto facile non dar credito a quanto ci conviene credere come verità, ma in questo caso il rifiuto di voler credere all’evidenza dei fatti storici comporta conseguenze letali.

In tale disastroso contesto, quali rischi corriamo nel 2016, anno di elezione del prossimo presidente degli Stati uniti?
I rischi sono serissimi. Se i commenti dei leader repubblicani in lizza per la presidenza corrispondono alla realtà che verrà dalla futura Casa Bianca, dobbiamo aspettarci un vero disastro e cioé: ignoriamo il global warming, stracciamo gli accordi sul nucleare raggiunti con l’Iran, aumentiamo la nostra Potenza militare, interveniamo con maggiore aggressività e determinazione nel resto del mondo malgrado i rischi di scatenare una guerra mondiale. Se un paese con il potere degli Stati Uniti avalla queste strategie politiche, le probabilità di sopravvivenza della specie umana sono ridotte al minimo.






05/01/16

Cucchi: abusi, violenze, complicità. Ma tutti contro Ilaria

L'intervento di Luigi Manconi sul Manifesto.info 
 
Hanno oltraggiato per anni le vittime e i loro familiari. E ora sono tutti lì con il dito alzato. La voglia di mandarli al diavolo è irresistibile

Non è accaduto a me che uno stretto familiare trovasse la morte in un carcere o in una caserma o in un reparto psichiatrico. Dunque, non ho mai conosciuto l’incancellabile dolore provato da Ilaria Cucchi: e da Patrizia Moretti Aldrovandi, Claudia Budroni, Lucia Uva, Caterina Mastrogiovanni, Domenica Ferrulli, Natascia Casu, Donata Bergamini, dalla moglie di Riccardo Magherini, e dalla madre e dalla sorella di Riccardo Rasman e da altre ancora… 
E da parte di queste donne, nel corso di tanti anni, non una parola di vendetta, né una domanda di condanna esemplare, non una richiesta di rivalsa, né un’espressione d’odio. Tra quei familiari, paradossalmente, si ritrova una inesausta fiducia nella giustizia come in nessun’altra circostanza a me nota, nonostante tutto e tutti, e malgrado umiliazioni e frustrazioni senza fine.

Dunque, non posso e non devo — e non voglio — valutare queste ultime affermazioni della sorella di Stefano Cucchi. Non ho alcun titolo morale per giudicare, pur precisando che personalmente non avrei scritto quelle parole, ma per un motivo: quello di non aver vissuto in prima persona un tale strazio. Se invece così fosse stato, la mia incrollabile fedeltà al garantismo e alle sue dure leggi probabilmente non mi avrebbe trattenuto dallo scrivere le parole di Ilaria Cucchi, dopo che la Procura di Roma ha definito un «violentissimo pestaggio» quello subito da Stefano.

E la si potrebbe finire qui. Ma altre due considerazioni vanno aggiunte.

Viviamo in un paese dove alcuni sindacalisti felloni e pavidi, che dicono di rappresentare le forze di polizia perché ne difendono gli esponenti più criminali, da anni oltraggiano i familiari delle vittime. E in un paese dove politici senza vergogna e senza Dio così hanno definito Stefano Cucchi: «tossicodipendente anoressico epilettico larva zombie»; e un pubblico ministero, responsabile della prima e sgangherata inchiesta sulla morte del giovane geometra, invece di perseguire i responsabili così parlava della vittima: «tossicodipendente da quando aveva 12 anni». E ora tutti questi sono lì, col ditino alzato e l’aria severa, che impartiscono lezioni di galateo a Ilaria Cucchi. E’ davvero irresistibile la voglia di mandarli, come minimo, al diavolo.

Infine, qualche settimana fa, sul Post​.it, mi sono rivolto alla senatrice Roberta Pinotti, responsabile politico — per il suo ruolo di ministro della Difesa — dell’attività dell’Arma dei Carabinieri. Le ho ricordato che in una manciata di giorni si erano verificati tre episodi che vedevano coinvolti appartenenti all’Arma. Avevo precisato prudentemente che le tre vicende non erano direttamente collegate né rispondevano a una regia unitaria. Rientravano, bensì, insieme ad altri fatti non troppo dissimili, in un clima in una cultura, in una mentalità. Questi i tre fatti: le rivelazioni a proposito della fine di Stefano Cucchi; le testimonianze contro i carabinieri per il fermo e la morte di Magherini, a Firenze; la prescrizione di quasi tutti i reati a carico dei militari che avevano trattenuto illegalmente Uva, in una caserma di Varese. Ripeto: tre storie diverse, ma in ognuna di esse si manifestano la disponibilità all’abuso e alla violenza e una catastrofica imperizia, una rete di complicità e di vera e propria omertà all’interno di larghi settori dell’Arma, e una certa tendenza alla sudditanza psicologica da parte di ambienti della magistratura. Su tutto ciò — sul proliferare di episodi simili e sulla drammatica carenza di formazione civile e tecnica che rivelano — un intervento del ministro della Difesa sarebbe stato davvero opportuno: a tutela dei diritti dei cittadini e dei diritti della gran parte dei carabinieri perbene. Ma, a distanza di tanti giorni, non ho avuto, come si dice, un cenno di risposta. Il che ferisce il mio amor proprio, e poco male, ma soprattutto rivela una sensibilità non particolarmente affinata per questioni non certamente marginali. E noi siamo qui, pensosi, a discettare dello stile di Ilaria Cucchi.
Luigi Manconi 
 
 
 
 

03/10/15

Flop 2: Fallimenti frustranti, ma nobili


Ancora flop, tra i tanti gruppi e artisti che producono e commercializzano album che alla fine hanno delle grandi difficoltà a trovare il loro posto nel complicato mondo dello showbiz. Non sono solo emergenti e artisti ‘minori’, ma anche quelli che sono stati grandi o almeno ritenuti tali.


Kaiser Chiefs - ‘The Future Is Medieval’
Dopo quattro album il gruppo, uno dei pochi uscito vittorioso da My Space, aveva deciso di fare qualcosa di diverso e rendere l'album disponibile per l'acquisto su Internet, offrendo la possibilità di scegliere i brani per la tracklist finale. Purtroppo, (per loro) alla fine il disco è scivolato nell'oblio.
 "La pubblicità intorno allo 'scegliere la propria versione' ha oscurato completamente il CD così tanto che nessuno sapeva che era uscito.", si strinse nelle spalle il bassista Simon Rix.



Smashing Pumpkins – ‘Adore’
Dopo il successo planetario di 'Mellon Collie And The Infinite Sadness'. 'Adore' era uno degli album più attesi del '98. I conflitti all'interno della band e la partenza di Jimmy Chamberlain reso loro la vita difficile, e Billy Corgan definì il disco come quello di "una band che cade a pezzi". L'album andò fuori dalle classifiche non solo americane nel giro di poche settimane. Eppure l'album non è male, e neanche Ava Adore, il singolo lanciato con un magnifico video (premiato come "video più elegante" alle VH1 Fashion Award del 1998) riuscì a trascinare il disco fuori dalla palude.




Guns ‘N’ Roses – ‘The Spaghetti Incident’
Pubblicato nel '1993, completamente fatto di cover, segnò la scomparsa della line-up originale del gruppo e fu l'ultimo LP prima della lunga attesa per 'Chinese Democracy'. Dopo il successo mondiale di 'Use Your Illusion I & II',  non fu capito dal pubblico e fu un flop clamoroso che contribuì allo sgretolamento di una band che fino ad allora aveva monopolizzato classifiche e gossip . Alcune cover restano comunque memorabili..




Suede – ‘Head Music’
'Coming Up' era stata un grande successo per i Suede, durante il culmine della Britpop. Tre anni dopo il follow-up di Head Music, andato dritto al numero uno nella classifica degli album del Regno Unito e portando la band ad essere headliner al festival 1999 V. In poche settimanel'album scomparve dalle classifiche. Un peccato, perchè secondo noi è un ottimo album, certo più eclettico e sicuramente meno commerciale del precedente, ma si sà, a volte il gusto del mainstream proprio non combacia con il valore artistico. Peggio ancora andò 'A New Morning', del 2002, che fu anche in questo caso quello che pose il primo tassello per la scomparsa della band. Confesso quì tutto il mio amore e rispetto per i Suede..




Manic Street Preachers – ‘Lifeblood’
Il trio gallese odiava questo disco, loro settimo album in studio, tanto che ancora adesso rifiutano di suonare i brani dal vivo. Considerato come il punto basso per i Manics, rapidamente scivolò fuori dalle classifiche nel giro di due settimane. Niente da dire, un flop pienamente giustificato dalla pochezza del disco, veramente.. sicuramente il peggiore in tutta la storia di questa travagliata band.




Moby – ‘Last Night’
Tranne pochissimi brani, Moby non ci è mai veramente piaciuto e non riusciamo a capire perchè ancora oggi è considerato una una superstar mondiale della dance elettronica.  'Play' e '18' furono album di grande successo di vendite, e anche questo 'Hotel' mantennne un grande risultato a livello commerciale,  ma questa ottava fatica in studio è veramente poca cosa al confronto dei precedenti.



Keith Moon – ‘Two Sides Of The Moon’
La guest line-up sul disco solista dell' infernale batterista dei Who  LP è impressionante,  con David Bowie e Ringo Starr in primo piano. Scelse anche di cantare il buon Keith, piuttosto che suonare la batteria nella maggior parte dei brani, il che gli è costato caro perché l'album è imbarazzante e un meritato flop. Quando si dice..voler strafare..



Chris Cornell – ‘Scream’
Terzo LP da solista del frontman dei Soundgarden, lontano mille miglia dalle sue radici anni Novanta del grunge. Quì Chris si diletta col pop elettronico con l'aiuto di Timbaland alla produzione e come previsto, l'album fa davvero schifo e contribuì definitivamente a stroncare ogni sua pretesa solista: subito dopo è tornato a quello che sa fare meglio - e a suonare di nuovo con i Soundgarden. Scream è la conferma di come si possano buttare al cesso anni e anni di onarata carriera.




Julian Casablancas - 'Phrazes For The Young'
Il frontman degli Strokes  aveva buone intenzioni e un singolo appena decente  come '11th Dimension' nulla ha potuto per il suo album di debutto del 2009. Ma come la maggior parte degli artisti che si prendono una pausa dalla loro giornata di lavoro, i dati di vendita non hanno corrisposto a quelle intenzioni.




Metallica e Lou Reed - 'Lulu'
Sonoramente stroncato da quasi tutta la stampa specializzata, sulla base del lavoro di un compositore austriaco,l'omonima opera teatrale di Alban Berg, in questo side project auto-indulgente e ultimo lavoro prima della scomparsa del grande Lou, erano state riposte molte speranze da entrambe le parti. Invece è stato un disastro completo. Per tutta l'ilarità che dovrebbe derivarne, Lulu è stato fallimento frustrante, ma nobile. Audace alle estreme conseguenze, ma stancante e noioso..




 
 

21/05/15

Quello che stiamo realmente facendo al nostro pianeta

E' di pochi giorni fa, l'appello di alti funzionari della chiesa e dello stesso Papa Francesco, che incoraggiano tutti a consumare di meno e a preoccuparsi di più dell'impatto che ciascuno di noi ha sull'ambiente.
E 'un avvertimento tempestivo, perché i prossimi sei mesi saranno cruciali per il nostro futuro.
Davanti a una serie di grandi eventi nel corso di quest'anno, due organizzazioni come The Foundation for Deep Ecology (Fondazione per una Profonda Ecologia) e la Population Media Center hanno pubblicato una collezione di foto che illustra gli effetti devastanti della cosidetta crescita e dei rifiuti ormai fuori controllo, e sono immagini mozzafiato.

E' il tentativo di un'azione diretta per coinvolgere opinion-leader, scienziati e cittadini per rispondere in modo creativo al degrado ambientale. Si sottolineano gli elementi di tutela ambientale che raramente vengono discussi: promozione dei diritti umani e della salute delle persone , come forti soluzioni indispensabili alla tutela dei diritti di altre specie ad esistere e alla salute del pianeta. "Sono problemi di cui le persone non si preoccupano, e spesso sono solo i media tradizionali ad occuparsene," afferma Missie Thurston, direttore del marketing e della comunicazione presso il Population Media Center. E 'difficile sapere qual'è l'impatto sull'ambiente delle nostre scelte quotidiane, come l'effetto reale di acquistare una bottiglia d'acqua o una TV extra large o un laptop. In un pianeta ormai sovrappopolato, Ognuno di noi genera (in media) oltre 4 chili di rifiuti al giorno - con un incremento di quasi il 60% dal 1960 -. La popolazione mondiale è in aumento di oltre 220,00 persone al giorno - cioè abbiamo almeno 9.000 persone in più ogni ora, e non è automatico che la Terra possa fornire facilmente spazio, cibo, alloggio e altre risorse per queste persone, oltre che a tutti noi che siamo già qui, se continuiamo terribilmente a maltrattare il mondo naturale e le altre specie presenti sul pianeta.

Innescare una nuova consapevolezza ambientale, una stabilizzazione della popolazione mondiale, raggiungibile attraverso l'esercizio e la realizzazione di un programma progressista dei diritti umani, l'istruzione primaria per tutti i bambini, il miglioramento delle condizioni delle donne e delle ragazze in tutto il mondo, garantire l'accesso alle informazioni sulla pianificazione delle famiglie, può essere un potente contributo alla soluzione dei problemi ambientali e sociali più pressanti.

Ecco quello che gli umani stanno realmente facendo al nostro pianeta.. in 10 sbalorditive immagini. (clicca per ingrandire)


Rifiuti elettronici, provenienti da tutto il mondo, vengono scaricati a Accra, in Ghana, dove si riciclano parti minerali per l'elettronica per poi bruciare tutto.
 Peter Essick/Foundation for Deep Ecology


Città del Messico, una delle città più popolose dell'emisfero occidentale.

 Pablo Lopez Luz/Foundation for Deep Ecolog


L'ex antiche foreste Willamette National Forest, livellate per lo sviluppo del petrolio, in Oregon

 Daniel Dancer/Foundation for Deep Ecology


Giungla Amazonica bruciata per fare spazio al pascolo del bestiame, in Brasile.

 Daniel Beltra/Foundation for Deep Ecology


 La più grande miniera di diamanti del mondo, in Russia.

 Digital Globe/Foundation for Deep Ecology


Vancouver Island, Canada.


 Garth Lentz/Foundation for Deep Ecology



Bangladesh, dove vengono prodotti gran parte del vestiario del mondo.

M.R. Hasasn/Foundation for Deep Ecology

Discarica immensa di pneumatici fuori uso in Nevada. 
 Daniel Dancer/Foundation for Deep Ecology


Nord East Land, Svalbard, in Norvegia, dove l'aumento delle temperature globali stanno cambiando radicalmente l'ecologia.


Cotton Coulson/Keenpress/Foundation for Deep Ecology


Nuova Delhi, in India, dove molti discariche stanno raggiungendo un punto di rottura. La popolazione circostante di Delhi ammonta a circa 25 milioni di persone.

 Digital Globe/Foundation for Deep Ecology

Nel mese di settembre, i leader mondiali cercheranno di accordarsi su obiettivi di sviluppo sostenibile che ci porteranno fino al 2030. Nel mese di dicembre, a Parigi, le Nazioni Unite tenteranno di impostare finalmente limiti vincolanti in materia di inquinamento. Il 2015 è l'anno in cui possiamo definire il modo in cui volgiamo il nostro pianeta.

La speranza è che queste, come altre foto, reportage e inchieste contribuiranno a generare consapevolezza e a spingerci all'azione. Perché, come come si diffonde la parola, così si può diffondere la volontà di fare in modo che non ci siano più immagini come queste da fotografare..



13/05/15

Atrocità e crudeltà a Gaza. Il tribunale Russel: Ken Loach, Roger Waters, Van­dana Shiva

Ho ascoltato tanti tipi di punti  di vista nel corso degli anni. Un mio amico appoggia l'invasione perché, "Dobbiamo farlo per salvare Israele". Un altro ha detto: "Io non credo nemmeno a Israele e al suo diritto di esistere. Non posso sostenere un paese la cui costituzione si basa sulla genetica. Hanno anche messo un simbolo religioso sulla loro bandiera ...e le persone che lottano per ottenere la loro terra sono giustificate in quello che fanno." Entrambi questi  amici, sono ebrei.

Bruxelles. Ora che è l'Isis a tenere banco nelle prime pagine dei media dedicate agli esteri, e la vigliaccata del parlamento italiano che non ha riconosciuto lo stato palestinese, ci pensa il Tribunale Russell ad accusare Israele per le offensive contro la Striscia: armi proibite e civili colpiti deliberatamente, esecuzioni sommarie e inutili devastazioni. Onu, Ue e Usa complici. Anche se in ritardo, è meglio che le conclusioni vengano ricordate, contro la totale impunità degli israeliani e per tenere alta l'attenzione nelle eventuali ripro­du­zioni delle atrocità, continuamente minacciate dal governo di Tel Aviv, che anzi, ha confermato che non ci sarà mai uno stato della Palestina e annunciato ancora colonie nelle terre a ridosso di Gerusalemme.

Ken Loach, Roger Waters, Chri­stiane Hes­sel, Van­dana Shiva, Rom Kasr­lil, Richard Falk, sono solo alcuni dei nomi digiu­ri­sti, intel­let­tuali e difen­sori dei diritti dell’uomo di pre­sti­gio mon­diale che compongono la giu­ria del Rus­sell Tri­bu­nal on Pale­stine, che ha pre­sen­tato al Par­la­mento euro­peo le con­clu­sioni del Tri­bu­nale che si è tenuto a Bruxeles sull’operazione israe­liana «Mar­gine Pro­tet­tivo» nella Stri­scia di Gaza.


07/05/15

I dischi della vergogna: Cheap Trick live at Budokan

Iniziamo oggi una nuova rubrica, anche se per la verità è l'unica rubrica esistente su questo blog. I Dischi della Vergogna, quei dischi che abbiamo acquistato e dei quali appunto ci vergognamo, che abbiamo comprato di nascosto, ascoltato di nascosto e relegato nei meandri più bui delle nostre collezioni, tra quelli del fratello ( o sorella) maggiore, o che alla fine stremati, abbiamo regalato ad un nuovo amico, così, per sugellare la nuova amicizia in musica. Andremo anche indietro di parecchio nel tempo, quando non c'era la tecnologia: i dischi si scoprivano per altre strade, col passa parola principalmente. Sfido chiunque chi non aveva in gruppo il super esperto, quello che sapeva tutto, che leggeva e si informava, e magari aveva il fratello maggiore che era appena tornato da Londra o da Berlino con le ultime novità. A volte si attraversava tutta la città per raggiungere un amico che aveva la fortuna di possedere un album agognato, e di corsa, per arrivare ad uno orario accettabile e avere il tempo di registrarlo su cassetta! C'erano poi i grandi negozi in città con il commesso di fiducia e quelli della grande distribuzione per posta, come la Nannucci, a cui personalmente ho dato buona parte del mio patrimonio di adolescente. La stampa, e le radio, quelle libere ma anche RadioRai: Stereo Notte è stato davvero un programma cult dove ho scoperto una gran quantità di musica. E che musica! Però così si correvano molti rischi di prendere le cosidette.. sole: ti fidavi dell'amico, della recensione sulla rivista specializzata, ascoltavi il singolo per radio: compravi il 33 giri e ti mordevi le mani per i soldi spesi e perchè avevi scelto dalla lista dei probabili acquisti quello sbagliato. Oggi iniziamo con i Cheap Trick e il loro live, At Budokan.


19/04/15

Il giro del mondo in 80..supermiliardari

L'uno per cento della popolazione ha le risorse del 48 per cento. Se si continua così, nel 2016 sarà superata la soglia del 50 per cento
Questa è la seconda sta­ti­stica redatta da Oxfam, la prima l'abbiamo pubblicata nel post precedente, e questa  è ancor più impres­sio­nante. Le asso­cia­zioni di Ong com­bat­tono la care­stia, la fame, e accu­sano ban­chieri e finan­zieri, indu­striali e ven­di­tori dei far­maci di gravi delitti e omis­sioni. Baste­rebbe poco per ovviare a molti guai, baste­rebbe l’intervento di pochi. Negli anni scorsi, nel 2010, 387 di loro aveva ric­chezze pari a quelle del mondo povero, metà di tutti i viventi, costi­tuito da 3,5 miliardi di per­sone. La ric­chezza della metà più povera del mondo, cor­ri­spon­dente a 3,5 miliardi di viventi, equi­va­leva a quella di 387 miliar­dari. Un fatto enorme, una misura del mondo intol­le­ra­bile. Que­sto però nel 2010. Dal momento in cui tutto il mondo è caduto in recessione, una delle crisi economiche più violente che i governi dovrebbero affrontare, le persone con più potere economico hanno visto il loro potere aumentare, sempre più. Il rapporto del 2013, ha scoperto che oggi sono 80 le persone che hanno nelle proprie mani tanta ricchezza quanto la metà di tutto il genere umano, e che la loro ric­chezza  è rad­dop­piata tra 2009 e 2014. (Pochi mesi dopo Forbes ha dichiarato che il numero era sceso a 67). Molte organizzazioni hanno chiesto chi fossero queste persone, e ora la lista è stato resa pubblica .Queste sono le stesse persone, molto probabilmente, che mantengono un"filtro" sulla nostra democrazia rappresentativa. Certo, prendiamo questa'elenco con la dovuta cxautela. Troppi paradisi fidscali ancora ben nascosti, troppa ricchezza accumulata ancora ben mascherata. Il disagio si trasforma in rabbia, alle stelle, per il fatto che molte di queste persone vedono aumentare costantemente la loro ricchezza , mentre la classe media sempre più si restringe, l' "austerità" viene richiesta a livello mondiale, (tranne che dai paesi scandinavi) e per il disa­stro esi­sten­ziale della povera gente, di 3,5 miliardi per­sone, Disagio e rabbia anche per l'influenza politica che queste stesse persone esercitano con le loro lobbies per incrementare il loro potere e indebolire le regolamentazioni e le leggi antitrust in tutti i paesi.


RANK NAME 2014 WEALTH (BILLIONS) COUNTRY
SECTOR
1 Bill Gates $76 USA ✓ Tech
2 Carlos Slim Helu $72 Mexico ✓ Telecom
3 Amancio Ortega $64 Spain ✓ Retail
4 Warren Buffett $58 USA ✓ Finance
5 Larry Ellison $48 USA ✓ Tech
6 Charles Koch $40 USA
Diversified
7 David Koch $40 USA
Diversified
8 Sheldon Adelson $38 USA ✓ Entertainment
9 Christy Walton $37 USA
Retail
10 Jim Walton $35 USA
Retail
11 Liliane Bettencourt $35 France
Product
12 Stefan Persson $34 Sweden
Retail
13 Alice Walton $34 USA
Retail
14 S. Robson Walton $34 USA
Retail
15 Bernard Arnault $34 France
Luxury
16 Michael Bloomberg $33 USA ✓ Finance
17 Larry Page $32 USA ✓ Tech
18 Jeff Bezos $32 USA ✓ Retail
19 Sergey Brin $32 USA ✓ Tech
20 Li Ka-shing $31 Hong Kong ✓ Diversified
21 Mark Zuckerberg $29 USA ✓ Tech
22 Michele Ferrero $27 Italy
Food
23 Aliko Dangote $25 Nigeria ✓ Commodities
24 Karl Albrecht $25 Germany ✓ Retail
25 Carl Icahn $25 USA ✓ Finance
26 George Soros $23 USA ✓ Finance
27 David Thomson $23 Canada
Media
28 Lui Che Woo $22 Hong Kong ✓ Entertainment
29 Dieter Schwarz $21 Germany
Retail
30 Alwaleed Bin Talal Alsaud $20 Saudi Arabia ✓ Finance
31 Forrest Mars Jr. $20 USA
Food
32 Jacqueline Mars $20 USA
Food
33 John Mars $20 USA
Food
34 Jorge Paulo Lemann $20 Brazil ✓ Drinks
35 Lee Shau Kee $20 Hong Kong ✓ Diversified
36 Steve Ballmer $19 USA ✓ Tech
37 Theo Albrecht Jr. $19 Germany
Retail
38 Leonardo Del Vecchio $19 Italy ✓ Luxury
39 Len Blavatnik $19 USA ✓ Diversified
40 Alisher Usmanov $19 Russia ✓ Extractives
41 Mukesh Ambani $19 India
Extractives
42 Masayoshi Son $18 Japan ✓ Telecom
43 Michael Otto $18 Germany
Retail
44 Phil Knight $18 USA ✓ Retail
45 Tadashi Yanai $18 Japan ✓ Retail
46 Gina Rinehart $18 Australia
Extractives
47 Mikhail Fridman $18 Russia ✓ Extractives
48 Michael Dell $18 USA ✓ Tech
49 Susanne Klatten $17 Germany
Cars
50 Abigail Johnson $17 USA
Finance
51 Viktor Vekselberg $17 Russia ✓ Metals
52 Lakshmi Mittal $17 India
Metals
53 Vladimir Lisin $17 Russia ✓ Transport
54 Cheng Yu-tung $16 Hong Kong ✓ Diversified
55 Joseph Safra $16 Brazil ✓ Finance
56 Paul Allen $16 USA ✓ Tech
57 Leonid Mikhelson $16 Russia ✓ Extractives
58 Anne Cox Chambers $16 USA
Media
59 Francois Pinault $16 France ✓ Retail
60 Iris Fontbona $16 Chile
Extractives
61 Azim Premji $15 India
Tech
62 Mohammed Al Amoudi $15 Saudi Arabia ✓ Extractives
63 Gennady Timchenko $15 Russia ✓ Extractives
64 Wang Jianlin $15 China ✓ Real Estate
65 Charles Ergen $15 USA ✓ Telecom
66 Stefan Quandt $15 Germany
Cars
67 Germán Larrea Mota Velasco $15 Mexico
Extractives
68 Harold Hamm $15 USA ✓ Extractives
69 Ray Dalio $14 USA ✓ Finance
70 Donald Bren $14 USA ✓ Real Estate
71 Georg Schaeffler $14 Germany
Product
72 Luis Carlos Sarmiento $14 Colombia ✓ Finance
73 Ronald Perelman $14 USA ✓ Finance
74 Laurene Powell Jobs $14 USA
Entertainment
75 Serge Dassault $14 France
Aviation
76 John Fredriksen $14 Cyprus ✓ Transport
77 Vagit Alekperov $14 Russia ✓ Extractives
78 John Paulson $14 USA ✓ Finance
79 Rupert Murdoch $14 USA ✓ Media
80 Ma Huateng $13 China ✓ Tech




18/04/15

Un dollaro e 25 per 2,5 miliardi di persone

Sono andato a leggerlo, questo  nuovo studio condotto dal Overseas Development Institute del Regno Unito (ODI), che ci ricorda che il numero di persone nel mondo che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno è probabilmente di gran lunga superiore a quella già sconcertante di 1,2 miliardi, stimati dalla Banca Mondiale.
Potrebbero arrivare a più di un quarto le persone che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno rispetto alle stime attuali suggerite, perché alcune indagini sono andate perse, osserva il rapporto, attestando che il numero totale di persone che vivono in estrema povertà potrebbe essere sottostimato di ben 350 milioni. Se, come sostiene la relazione, le cifre della povertà globali sono "sottostimate di ben un quarto," allora più di 2,5 miliardi di persone,  più di un terzo della popolazione mondiale, sopravvive con meno di 2 dollari al giorno.
Gli strati della popolazione più svantaggiati, persone che sono senza casa, o che vivono in situazioni di pericolo, a cui i ricercatori non possono accedere, vengono censiti solo dalle indagini sulle famiglie: proprio la scarsa qualità dei dati sulla povertà, la mortalità infantile e materna sono alcuni dei risultati più significativi della relazione.
Se dovessimo definire la povertà come "vivere con meno di 5 dollari al giorno", più di quattro miliardi di persone, vale a dire i due terzi della popolazione mondiale, si possono definire impoverite, secondo le stime della Banca Mondiale.

Intanto i portafogli azionari dei multimilionari e dei miliardari di tutto il mondo, subiscono continue impennate: la vendita di superauto, yacht e appartamenti di lusso sono a livelli da record. Mentre le politiche monetarie perseguite dalle banche centrali di tutto il mondo iniettano quantità inimmaginabili di ricchezza nelle casse di una aristocrazia finanziaria parassitaria, la maggior parte dell'umanità lotta per sopravvivere in mezzo alla povertà, l'austerità e la guerra.
Nel mese di marzo, Forbes ha riferito che il valore netto complessivo dei miliardari di tutto il mondo ha avuto un nuovo massimo nel 2015 di 7.050 miliardi dollari. Dal 2000, la ricchezza complessiva dei miliardari del mondo è aumentato di otto volte. La rivista ha riferito che.. "Nonostante il precipitare dei prezzi del petrolio e un euro indebolito, le fila dei più ricchi sfida la crisi economica globale e ancora una volta si amplia ."
La quantità di ricchezza controllata dal l'1 per cento della popolazione aumenterà ancora, entro il prossimo anno. Questa settimana, il Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato il suo semestrale World Economic Outlook, in cui ha avvertito che non ci sarebbe stato un ritorno ai tassi di crescita economica che ha prevalso prima del crollo finanziario del 2008, per un periodo indeterminato. Altro che ripresa.

Il rapporto del FMI ritiene inoltre che, nonostante i profitti record e le enormi quantità di denaro contante incamerate dalle grandi aziende a livello internazionale, gli investimenti privati ​​sono precipitati.  Il rapporto documenta l'obiettivo a  senso unico  dei governi, delle banche centrali e dei responsabili politici in generale, per un ulteriore arricchimento delle élite finanziarie globali a scapito delle forze produttive e della grande maggioranza dell'umanità.
I livelli puri di disuguaglianza in tutto il mondo, espressi nelle infrastrutture fatiscenti, nell'attacco agli standard di vita dei lavoratori e dei giovani, e nell'erosione dei diritti democratici, inibiscono seri studi sulla povertà, come dimostrato dalla relazione della ODI. Sempre l' ODI (Overseas Development Institute) rileva che più di 100 paesi non hanno sistemi funzionanti per registrare e censire nascite e decessi, facendo si che sia impossibile avere dei dati precisi su mortalità infantile e mortalità materna. Ventisei paesi non hanno raccolto i dati sulla mortalità infantile dal 2009. Secondo le stime attuali, nel mondo, da 220.000 a 400.000 donne sono morte di parto nel 2014. Meno di una su cinque nascite avvengono in paesi con sistemi completi di registrazione civile.
Molte indagini vengono effettuate con sistemi obsoleti, costringendo i ricercatori a estrapolare dati vecchi, o fare ipotesi sulle relazioni tra altri insiemi di dati. Si stima che una ricerca sulle persone che vivono in estrema povertà sia stata pubblicata quasi quattro anni fa. Solo 28 dei 49 paesi dell'Africa sub-sahariana hanno effettuato un sondaggio sul reddito familiare tra il 2006 e il 2013. Le stime di povertà del Botswana si basano su un sondaggio sulla famiglia del 1993.
Le stime sulla povertà sono ulteriormente complicate dal disaccordo tra diversi paesi sullo stabilire una reale soglia di povertà. Alcune organizzazioni non governative hanno stabilito le proprie soglie di povertà nazionali. Ad esempio, in Thailandia, la linea ufficiale di povertà nazionale è di 1,75 dollari al giorno e il tasso di povertà del 1.81 per cento. Tuttavia, gruppi delle comunità urbane hanno valutato la soglia di povertà per persona a 4,74 dollari al giorno, portando il tasso di povertà del paese a quasi la metà della popolazione, il 41.64 per cento.

Guerre e conflitti violenti hanno un effetto devastante sulle ricerche di qualsiasi tipo, arrestano gli studi, rovinando le infrastrutture,  distruggendo database. Le ingenti somme di denaro spese per la guerra sono di gran lunga superiori a quelle necessarie per ridurre in modo significativo la miseria sociale. Ormai è un dato di fatto, ma a nessuno sembra interessare e quelli che lo gridano passano per dei visionari idealisti, quando non vengono tacciati in modo dispregiativo di no-globalismo. Gli Stati Uniti da soli hanno speso 496 miliardi dollari per la difesa solo lo scorso anno, mentre, secondo la Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite, "il mondo ha bisogno di solo 30 miliardi di dollari l'anno per sradicare il flagello della fame."
Questi livelli impressionanti di povertà, disuguaglianza e violenza sono un atto d'accusa schiacciante e senza appelli sul sistema capitalista, il cui unico scopo è quello di arricchire l'oligarchia finanziaria che domina la società, a spese della stragrande maggioranza dell'umanità.



09/03/15

Di Battista & Co: Psicoterrorismo, alieni e quelli che fissano le capre..




Sfigati, ma di successo, finalmente. Alessandro Di Battista, deputato del Movimento 5 Stelle è uno che ha la faccia giusta, e nel nostro paese, uno come Di Battista non può non avere una poltrona giusta: infatti è vicepresidente della commissione Esteri, incarico che lo porta dritto nella classifica del New York Times come campione del politico spara balle. La notizia non è di prima mano, ma pubblichiamo questo post perchè la rete non dimentica, al contrario di molti altri, e perchè aggiunge disastri ad altri disastri..

"Vai su Wikipedia e leggi: 60% della Nigeria controllata da Boko Haram e nel resto c'è il virus Ebola". Su Wikipedia !?! Nel sonno magari, altro che Wikipedia, l'ha scambiato per uno dei tanti  siti complottisti a cui si abbeverano i grillini.
<<La ridicola affermazione del vicepresidente della commissione Esteri italiano e stella in ascesa del Movimento 5 Stelle, vince la classifica per la più folle panzana..>>. 
Impietoso ma che non fà una grinza.
Di Battista è anche uno che "dice cose", ma solo in salsa complottista: accusa, giudica e sentenzia, senza avere né l'autorità morale, né gli strumenti, né l'autorevolezza ancor prima che l'autorità per farlo. Ma c'ha, come si dice, la faccia giusta.

In un post di Facebook risolve il caso dell'omicidio di Piersanti Mattarella. Poi spiega che il terrorismo è l'unica arma di resistenza  contro i droni imperialisti. Non pago, va in tv a dire che "anche" il Papa ha "ripreso parzialmente" queste sue parole sul terrorismo islamico.

Ancora, confonde Assad con Gheddafi, riprende e rilancia subito la colossale bufala nell’ottobre scorso, che “in Grecia cittadini disperati si iniettano il virus dell’Aids per prendere il sussidio“;  mentre è nell'olimpo l'affermazione della la necessità di dialogare con lo Stato Islamico; “L’obiettivo politico (parlo dell’obiettivo politico non delle assurde violenze commesse) dell’ISIS, ovvero la messa in discussione di alcuni stati-nazione imposti dall’occidente dopo la I guerra mondiale, ha una sua logica. Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione“. Più che una balla, più di una follia, si può considerarla una pur sempre posizione politica..  Posizione però che si rimangiò quasi subito:  “Il post sulla necessità di trattare con l’Isis? Ma io pensavo ad Hamas“. E vabbè, pensava ad Hamas (con cui peraltro in tantissimi sono disposti a dialogare e già dialogano), ma parlava dell’Isis. Continuare? Possiamo, ma non vogliamo.

Balle spaziali, innocue, ma impressionanti. Tutto in tema di politica estera, tutto dal vicepresidente della Commissione Esteri. Perché personaggi come Di Battista sono arrivati apposta per cambiare tutto, affinché nulla cambi. In buona compagnia, il nostro Di Battista, con i suoi colleghi di partito. C’è chi, fra i parlamentari, crede alle sirenette, chi ai microchip impiantati sottopelle dal governo americano e chi crede che qualunque sommovimento economico-politico sia colpa del famigerato Club Bilderberg.
Giulia Sarti fa calcoli senza alcun senso sulle pensioni e poi dice che le è stato hackerato il computer; Paolo Bernini è convinto che negli Usa mettano un microchip sotto la pelle della gente per controllarla (l’ha sentito nel documentario cospirazionista Zeitgeist); l’eurodeputato Marco Zullo vuole portare il tema delle scie chimiche a Bruxelles; Davide Bono crede che le decapitazioni possano essere un falso Usa; per non parlare delle molteplici uscite sull’attentato di Charlie Hebdo che i grillini ci hanno fatto sorbire.
La deputata Tiziana Ciprini appartiene al filone complottistico, con gli Stati Uniti principali imputati. Su Facebook la parlamentare, laureata in psicologia del lavoro, ci ha illuminato su come l’ISIS sia nato e da dove provengono i terroristi che ne compongono le fila, in un post dal titolo “Psicoterrorismo made in Usa”.

“Hatra, patrimonio Unesco, rasa al suolo dall’ISIS con le RUSPE [le maiuscole sono a carico del lettore, così come gli accenti saltati poco più avanti, ndr], dice la stampa. È da un giorno e mezzo che cerco foto/video del prima e del dopo del rasamento al suolo. Nulla. Per l’industria SPARGIGUERRA americana i cattivi hanno sempre qualcosa di nero (ora la pelle, ora il vestito, ora la bandiera)”. Dopo i video i cui effetti speciali “fanno impallidire l’industria cinematografica di Hollywood”, dopo le statue distrutte, “ora i rasamenti al suolo con le RUSPE. ISIS? Si, si ci credo. American FALSE FLAG”.

Non è la prima volta per la Ciprini alle prese con una potenziale invasione aliena messa in piede da Barack Obama e soci: ci informa WIRED che l’anno scorso a luglio si presentò in Procura a Roma con il Comitato Popolo Sovrano per presentare – spiegò sempre sul suo account di Facebook – denuncia a carico “dei presunti cospiratori appartenenti al Gruppo Bilderberg, tra cui Monti, Draghi, Van Rompuy, Barroso & co, per la presunta violazione della Legge Anselmi sull’associazionismo”. In aula, un mese prima, si era scagliata contro il Bilderberg, “un governo ombra mondiale che decide in totale segreto le sorti dei Paesi, commissariandone la sovranità e pianificando eventi che successivamente appariranno come casuali”.

Il più fedele alla causa, comunque, resta il deputato Carlo Sibilia, che ogni volta parte per la località in cui si tiene l’annuale riunione del gruppo. Due anni fa andò in Inghilterra e nel 2014 prese il volo per la Danimarca “per tenere un faro sempre acceso su un evento che influenza i destini del mondo politico, economico e finanziario di tutto il mondo”.

Ma d’altra parte, quando il fondatore del partito e guru di internet è uno che fa previsioni utopiche su terza guerra mondiale, democrazia diretta globale e abolizione assoluta della pena di morte con tanto di date in cui tutto ciò avverrà, che cosa ci si può aspettare dagli adepti?
 
Ci si può aspettare che, tra non molto,  gli adepti potranno attraversare i muri, piegare i metalli, e fermare il cuore di animali e persone solamente con la forza del pensiero, come nel bellissimo film di Grant Heslov, "L'uomo che fissa le capre",  con George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges, Kevin Spacey,in cui si narrano le vicende di un ex soldato e da un giornalista che tentano di svelare il mistero di una compagnia «New Age» dell’esercito americano che a fini bellici doveva esplorare l’area del paranormale. Solo che nel film lo spaesato giornalista e un ex soldato convinto in buona fede che tentano di tirare le fila dell’intrigo, sono aiutati da dosi massicce di alcool e di droghe.. Non perdetelo, se vi capita. E' davvero imperdibile, grande satira, corrosivo, grottesco, gag esileranti e umorismo feroce sull'ottusità dei guerrafondai..
 
Il successo di Grillo è anche la radiografia di un paese che ha bisogno di credere ciecamente ai messia, che cerca imbonitori – e tanti ne abbiamo visti in questi anni – che promettano facili soluzioni a grandi problemi, miracoli, successo, e che ci deresponsabilizzino dei nostri mali, dando la colpa ad altri: alla BCE, all’Euro, agli immigrati, alla Cina, al governo, ai partiti, ai politici ladri, alle multinazionali, alla massoneria… colpa dello stato, della società, tutti colpevoli tranne noi.
Dimostrano solo, ancora una volta, come il M5S non sia l'antidoto a Berlusconi e a ciò che rappresenta, ma la sua paradossale continuazione.

per pochi spiccioli, potete informarvi più approfonditamente con..
..Tutte le balle a 5 Stelle



07/03/15

Allah Akbar

"CHI FA DI SE STESSO UNA BESTIA SI SBARAZZA DELLA PENA DI ESSERE UN UOMO"
Dr. Johnson





02/03/15

Controversie. Aspettative che (forse) rimarranno solo sogni

La piena dei dibattiti urlanti in tv è strabordante. Pensiamo davvero di cavare un ragno dal buco, assistendo ad ormai osceni dibattiti.. sul nulla? Pensiamo di imparare qualcosa dalle urla tra una che si chiama Santanchè e un fighetto come Scanzi, e che gli argomenti dibattuti siano..controversi e interessanti?
Comunque è opportuno discutere, e pacatamente, di argometi che tengono alta la bandiera della leggerezza, ma ci sono questioni che dovremmo affrontare nei prossimi 50 anni di una portata enorme. Affrontarli probabilmente infiammerà gli animi, e nelle comunità c'è sicuramente chi ha una maggiore sensibilità a dibatterne. Il problema non è essere pacati. Occorre essere capaci di accettare e discutere di argomenti che cambieranno le nostre vite future. Pensiamo davvero che il controllo delle armi, l'Isis e i matrimonio gay sono argomenti controversi?


La morte della privacy
Avete sentito parlare di Google Glass. Si tratta di un computer portatile montato (sorpresa!) su un paio di occhiali. Se fai l'occhiolino è in grado di scattare foto o di girare un video o fare un altro trilione di cose assurdamente intelligenti. Al punto di rendere la società ancora un bel po 'più cattiva.Il problema viene dalla tecnologia del riconoscimento facciale. Gli studi hanno dimostrato che questa tecnologia può già individuare persone in una folla e si può condividere quasi tutto di loro, dalle foto alle informazioni sociali, dal profilo LinkedIn. Oltre il loro potenziale invasivo, questi occhiali potrebbero segnare l'inizio della morte della privacy. Immaginate un mondo in cui tutti coloro che ci passano accanto per strada immediatamente possono sapere tutto di noi. Tutto sarebbe svelato, cose che probabilmente non vorremmo che mai cadessero in mano di estranei. Suona come un incubo? Bene, nel momento in cui qualcuno combinerà un software di riconoscimento facciale con qualcosa come i Google Glass, probabilmente quest'incubo diventerà realtà. Google attualmente non è della stessa idea, ma il potenziale c'è e un giorno. . . chi lo sa? E quando questo accadrà, prepariamoci alla madre di tutti i dibattiti sull'etica.

Il destino dei rifugiati causati dai cambiamenti climatici
Anche se si pensa che il cambiamento climatico prodotto dall'uomo è mucchio di sciocchezze liberal, è impossibile negare che il pianeta si sta riscaldando. In questo momento, siamo in una fase di aumento della temperatura che quasi certamente causerà inondazioni di interi paesi con il conseguente spostamento di milioni di persone. La domanda è: dove potranno andare, tutte queste persone, dove potranno trovare rifugio?Questo non è solo un problema accademico. In qualche zona del mondo, come ad esempio il Bangladesh, si affaccia la possibilità molto reale che gran parte del paese potrebbe scomparire nei prossimi 50 anni, facendo migrare circa 30 milioni di persone. Questa cifra è pari alla popolazione del Texas e dell'Oregon messe insieme. Ed è molto improbabile che il governo del Bangladesh, assediato in caso di catastrofe, sarebbe in grado di sostenere tutta questa gente, quindi dove potrebbero andare? In India? Ma l'India sta già costruendo recinzioni di filo spinato per tenere a bada i migranti bengalesi sfollati. La Cina? Non è realistico. Allora, dove?La risposta è: non lo sappiamo. E questo è solo quello che potrebbe accadere in un angolo dell'Asia. La ricerca suggerisce che potranno esserci rifugiati climatici a livello globale, da 150 milioni a un miliardo di persone. Con un numero così alto di migranti improvvisamente senzatetto, le cose potrebbero iniziare a mettersi molto male, davvero.

Chi sarà il padrone dello spazio?
Sembra una domanda stupida, ma questa che può apparire a prima vista una domanda idiota è in realtà più sottile di quanto si pensi. E potrebbe essere in procinto di diventare uno dei principali argomenti di acceso dibattito.Planetary Resources è una società di proprietà di (tra gli altri) di James Cameron e Larry Page. E 'stata fondata con l'unico scopo di sviluppare e dispiegareo tecnologie per l'estrazione mineraria da asteroidi. Nonostante l'obiettivo a lungo termine della società, i suoi piani iniziali prevedono lo sviluppo di un mercato per piccoli (30-50kg) telescopi spaziali per l'osservazione terrestre e astronomica. Questi telescopi potranno servire in futuro per l'indagine verso asteroidi nei pressi della Terra, e l'acquisizione di minerali preziosi. Una volta che questa tecnologia si perfezionerà, si tratta di un piano che potrebbe portare nelle loro casse miliardi di dollari. Non si sa ancora se questi piani siano legali.Una battaglia titanica si sta preparando per determinare se la società di Cameron e co potrebbe violare il diritto internazionale di rivendicazione di un asteroide.Nel 1967, la maggior parte delle nazioni hanno firmato il Trattato sullo spazio esterno, in cui si afferma che nessuna nazione può vantare diritti su eventuali "corpi celesti". Suona come un caso chiuso, fino a quando qualcuno ha ricordato che Planetary Resources non è una nazione, ma una società . I loro avvocati sostengono che esiste già un precedente per la vendita di rocce lunari, quindi il diritto sugli asteroidi deve essere imparziale, dato che una legge in merito deve ancora essere formulata . Se il team legale della società dovesse prevalere, il futuro dell'esplorazione spaziale potrebbe essere affidato ad aziende private, con il solo scopo di trarne quanta più ricchezza possibile. Se perdono, tutto lo spazio rimarrà come l'Antartide, una zona scientifica libera dal profitto. Con Planetary Resources che sta cercando di avviare il progetto entro il 2030, è bene fare delle scelte il più presto possibile..

Anziani Vs Giovani
Grazie alle scoperte scientifiche, a decenni di cure mediche avanzate e ai servizi igienici moderni, la maggior parte di noi, ricchi tipi occidentali, vive molto più a lungo . Molto più a lungo. In realtà, la generazione Baby Boomer attualmente può avere aspettative di vivere la propria età pensionabile a zonzo per i campi da golf, mentre in Giappone ci sono già quasi tre pensionati per ogni bambino sotto i 15 anni, con quattro su 10 giapponesi con più di 65 anni entro il 2050. E il costo per il mantenimento di questa generazione di pensionati sarà enorme.In Gran Bretagna, si stima che la spesa per gli anziani rappresenterà fino a un quinto del PIL entro il 2060, un numero praticamente insostenibile per l'economia del paese. Gli economisti in Europa attualmente prevedono, grazie a questo cambiamento demografico, un secolo di crescita economica molto debole, . Nel frattempo in America, il governo si trova di fronte alla scelta di fronteggiare ora la questione, o di trovarsi di fronte al disastro quando i Baby Boomers inizieranno a soccombere per malattie croniche. Un problema enorme, che comprende un potenziale di disordini sociali, quando i politici comincieranno la riduzione dei servizi pubblici per i giovani, oppure costringeranno un gran numero di immigrati a pagare per questo sciame di pensionati economicamente inattivi. È il nostro futuro una una competizione tra giovani e anziani? Solo il tempo ce lo dirà.

Abusi ..virtuali
Se avete voglia di ragionare su un dilemma etico inquietante, non ce nè uno più inquietante di questo. Alla fine dello scorson anno, due ricercatori olandesi hanno avuto un'idea controversa di come possiamo affrontare la pedofilia nel prossimo futuro. Dato che i potenziali abusatori trovano video di bambini sfruttati in ogni caso, il loro ragionamento è quello che forse è meglio legalizzare un'alternativa ..artificiale, che lasciare crescere il mercato illegale di questi filmati. A tal fine hanno suggerito che i governi potrebbero iniziare a fare e con discrezione, un marketing virtuale di pornografia infantile.Se chi legge è una persona..che galleggia nella media, la reazione istintiva che avrà a questa proposta è probabilmente qualcosa di simile al disgusto. Ma i lettori di Interzone sono persone più che aperte, e.. pensateci, se è stato dimostrato che un certo tipo di pedofilo è meno propenso all'abuso fisico reale, cioè che ci sono meno probabilità che questi malati possano fare del male a dei bambini con questa alternativa, non sarebbe più sensato creare questa rete solo per loro? Anche se, ammettiamolo, questo potrebbe contrastare con ogni nostra logica e istinto, non sarebbe il caso almeno di provare? O la semplice creazione di queste immagini è, o sarebbe una scelta etica troppo ..futuristica? Noi non iamo ne a favore ne contro, per il momento. Ma ci sentiamo, e invitiamo almeno a ragionare su questi temi, per quanto scabrosi possano essere. La nostra comprensione scientifica della sessualità umana cresce, e la possibilità che la questione possa riproporsi diventa solo più plausibile. Come per le droghe, potrebbe succedere che affrontare problemi come gli abusi sessuali, in futuro, determini una scelta del male minore.


Un viaggio letale
Se si è un pò più in là dell'età della giovinezza, sicuramente ci si ricorderà di quando la fantascienza era piena di promesse e speranze gloriose, come quella che avremmo avuto colonie su Marte. Delusioni a parte, ci sono delle buone ragioni per cui non dovremmo intraprendere viaggi verso Marte con la tecnologia attuale. Gli scienziati stimano che c'è una probabilità del 10 per cento di uno scoppio enorme di radiazioni solari che cancellerebbe un equipaggio su una navetta di esplorazione. Non sorprende che la NASA si rifiuti di esporre i propri astronauti a tale rischio. Ma ecco che subitola le imprese private si lanciano sul progetto, e sappiamo quanto queste a volte siano prive di questi scrupoli. E questo è il problema: possiamo veramente mandare gente in orbita, con la sicurezza di morte quasi certa?Ora, la risposta ovvia è "sì". L'esplorazione è stata a lungo caratterizzata da temerari che rischiando la vita hanno riportato qualche pepita di conoscenza. Ma poi ti rendi conto che un fallimento potrebbe riportare l'esplorazione dello spazio decenni indietro. Ricordate il disastro Hindenburg? Quella singola immagine, di un dirigibile che scoppia in cielo tra le fiamme uccise una forma di trasporto aereo che allora era palesemente più sicuro e più confortevole rispetto a qualsiasi altro. Il disastro del Challenger Shuttle del 1986 ha riportato la NASA indietro di anni. Quale sarebbe l'immagine che darebbe una piccola squadra di astronauti persa nel vuoto interstellare, a molti milioni di chilometri da casa? Beh indovinate un po? Potremo scoprirlo nel 2018..


La battaglia per le risorse globali
Quasi non vogliamo pensarci, semplicemente: un mondo in cui l'acqua, il cibo, e l'energia non basteranno per tutti, e i governi drovanno fare di tutto, e giocare sporco per assicurare queste risorse ai propri cittadini. Diciamo "quasi" perché presto non avremo altra scelta. Secondo gli esperti, questo scenario da incubo è solo a pochi anni di distanza. Un ex consigliere scientifico del Regno Unito ha recentemente osservato che i governi stanno già preparando piani per l'accaparramento di territori per garantirsi diritti di estrazione, e questo è solo un assaggio di quello che verrà. Quando la battaglia per garantire acqua e cibo sarà chiara e inevitabile, avremo un diavolo di dilemma etico. Da un lato, potrebbe essere impossibile avere un ruolo importante sulla scena globale senza agire senza scrupoli e diventare sempre più predoni a scapito dei deboli. Idee come la battaglia contro la fame nel mondo e a favore dei poveri, sostenere sempre e comunque le democrazie, il rispetto per la sovranità delle nazioni, saranno bandite se l'occidente non rinuncerà di rimanere al vertice mondiale del gioco economico, mentre si farà strada sempre più un processo politico, che eufemisticamente potremmo tradurre come.. "dobbiamo essere sempre più una potenza come la Cina." D'altra, se decideremo di mantenere al centro della politica parole come solidarietà e aiuti ai più deboli, potremmo benissimo essere relegati dietro le quinte; un ex superpotenza barcollante che non può accettarlo non avrà un posto sul palcoscenico del mondo. Se pensavate che l'opinione pubblica sia polarizzata crisi sull'attuale crisi economica , aspettate fino a quando questo accadrà.. Sarà una battaglia per il futuro ma anche per l'anima dei nostri rispettivi paesi, -con in gioco le condizioni di vita di tutti i nostri connazionali


Il futuro del sesso
Da quando il primo uomo delle caverne ha usato i primi strumenti per scolpire qualcosa, la pornografia è stata sempre uno degli argomenti al centro dell'interesse, ed è evidente che la storia umana è sempre stata in gran parte orientata a sfruttare nuovi strumenti e tecnologie per la gratificazione sessuale. Fotografia, cinematografia, Internet, e la stampa sono stati tutti utilizzati in qualche modo per facilitare momenti di ..auto-abuso dopo la loro scoperta, e il futuro probabilmente ci riserverà la stessa cosa. Ma sarà qualcosa di molto più.. visibile e materiale. Per dirla senza mezzi termini: stiamo parlando della futura prostituzione meccanizzata, donne robot adibite alla sodisfazione delle nostre fantasie sessuali, un concetto così ridicolo che non possiamo crederci che stiamo quì a parlarne. Ma la verità è che c'è una possibilità molto reale che nel 2050 questo potrebbe essere un mondo in cui la prostituzione consisterà nel manipolare i progressi dell'Intelligenza Artificiale (AI) e robotica per il nostro.. uh, piacere. Siamo vicini a che i computer saranno in grado di sovraperformare il cervello umano, e l'AI probabilmente sarà tra noi completamente nel 2030. Importanti progressi nella robotica faciliteranno qualche imprenditore che aprirà il primo bordello automatizzato del futuro. A quel punto, ci sarà come al solito uno scontro culturale. Saremo pronti per questi nuovi sviluppi, o ci sarà un enorme reazione puritana contro qualcosa che giudicheranno così.. raccapricciante? Tutta la nostra comprensione della sessualità umana potrebbe essere messa in gioco e capovolta, e le conseguenze di un tale cambiamento sarà enorme.

Il futuro del cibo
La crisi della carne si riferisce al modo in cui il nostro amore globale per una buona, succosa bistecca potrà condannare l'intero pianeta. Nelle nazioni occidentali avanzate e in quelle della controparte in via di sviluppo, il consumo di carne è in aumento; da 20kg in media per persona nel 1990, ad 50kg previsto entro il 2030. Dato che circa un terzo del territorio utilizzabile sul nostro pianeta è già sfruttato per l'allevamento di bestiame, a meno che non vogliamo peggiorare la nostra battaglia tutte le risorse, dovremo iniziare a cercare alternative -ed è quì che la polemica entra in gioco. Molti di noi vivono in culture che davvero, non accettano un cambiamento di stile nelle proprie scelte alimentari. L'idea di alimenti geneticamente modificati e il fluoro nell'acqua fa schiumare di rabbia. Allora, cosa pensiamo che succederà quando i governi inizieranno a produrre carne artificiale per tutti di noi?

La povertà di massa
Viviamo in paesi ricchi, e quando leggiamo di tutto questo siamo abituati a reazioni pacate, ma, siamo anche consapevoli che tutta la stabilità a cui siamo abituati sta iniziando a svanire. In un recente studio, si dimostra che "mentre gli altri continenti riducono con un certo successo la povertà, in Europa le previsioni sono di un futuro di instabilità dovuta ai grandi esodi di massa dai paesi confinanti e quindi di un pericolo di condizioni future di estrema povertà. La vita lentamente migliora per le persone nei paesi in via di sviluppo, parallelamente va peggiorando nel (ex) ricco Occidente e sembra che sia una condizione a cui dovremo abituarci. E 'ormai indiscutibile che le giovani generazioni della classe media di oggi staranno molto peggio dei loro genitori, e le classi più povere diventeranno sempre più povere.

In pochi decenni tutti quei sogni di prosperità e di miglioramento sociale resteranno tali: esattamente dei sogni. Si prospetta un futuro tetro: stiamo già assistendo a un esodo di massa di giovani, e di talento, come ad esempio dal Portogallo e dall'Italia, mentre continuano senza sosta distruzione delle foreste e inquinamento. Ci saranno scontento e rabbia, ampi e diffusi, per le ingiustizie sociali. Il ridimensionamento delle aspettative e le possibilità di una vita migliore per la classe media è destinata probabilmente a peggiorare, e quello che si prospetta è uno dei periodi più bui e più controversi della storia occidentale....