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07/04/17

1981: Post Punk e New Wave in 9 playlist

Per molti anni, il blog Musicophilia è stata una fonte importante per la condivisione di playlist  strettamente tematiche, riguardanti il meglio tra i vari generi musicali, con particolare interesse verso il  postpunk. Si chiama Mix 1981 quello che Ian Manire, il suo curatore, aveva messo insieme nel 2004/2005 come un cofanetto con nove playlist messe a disposizione per amici e appassionati, con il solo costo per la spedizione. Queste sono le 9 playlist che compongono 1981: Feet”, “Convertible, 'Brain’,‘Heart’,‘Cassette’,‘Computer’,‘Fire’,‘Amplifier’e‘Ice’

Cramps, Flipper, Bad Brains, Klaus Nomi, Kraftwerk, Magazine, Ramones, Siouxsie & the Banshees, i Pretenders, Gang of Four, PIL, New Order, Talking Heads, Depeche Mode, Grace Jones, e Echo & the Bunnymen. Ma anche Comsat Angels, The Durutti Column, Lizzy Mercier Descloux, Bush Tetras, Cybotron.  L'obiettivo era di condividere l'infezione di ossessione, e si spera di ottenere un sacco di gente a comprare un sacco di musica e sostenere così gli artisti e le etichette responsabili
Quasi un'ossessione per questo genere di musica, che aveva raggiunto la sua massima profondità, ampiezza e la fecondità nel corso del 1981, e molti anni di gestazione e appassionato lavoro per esplorare e realizzare 251 tracce e 13 ore di musica, materiale mai reso disponibile per il download
Oggi, per la prima volta, Manire reso l'intero catalogo scaricabile, grazie anche  a Mediafire che ha eliminato il limite della dimensione dei file da scaricare. L'avvertenza però che questo download non sarà per sempre, quindi preparate il disco rigido,  non rimarrete delusi.
Sempre su  Musicophilia, si possono scaricare le 9 playlist anche singolarmente.
 
1981   Download 9 playlist


'The Dawning'

Sempre da Musicophilia noi abbiamo scelto un nuovo mix che segue alcuni degli artisti Post-Punk e New Wave attraverso il 1980 e in seguito, una miscela tra l'intelligenza dell' post-punk e le ambizioni maistream, con la gioia di vivere della nascente New Wave. L'arte dell'elettronica, dei sequencer e dei campionatori con l'organico dell'acustica e la strumentazione elettrificata: 'The Dawning'.
Forse questa musica può essere descritta ora come post-moderna . Una musica che non aveva paura di essere più che semplicemente “nuova”, che parla al corpo, alla mente, all'anima e al cuore. Opere di artisti maturi, tra cui The Blue Nile, Heaven 17, Dif Juz, Tears For Fears, Thomas Dolby, Talk Talk, Scott Walker, Scritti Politti, Arthur Russell, David Sylvian, This Mortal Coil e altri.  Una fonte di ispirazione per le persone che hanno un altrettanto sofisticata visione umanistica, come Bjork, CFCF, Matmos, Antony and the Johnsons, Fennesz, Junior Boys, Caribou, Terra, Joanna Newsom, The Knife, Anja Garbarek, Erykah Badu, Massive Attack, Stina Nordenstam, Sade, Portishead e innumerevoli altri. Una colonna sonora per passeggiate nei boschi e per le strade vuote della città. Questa playlist abita l'etereo e il fisico, la cinematica e l'intimo, il pastorale e il raffinato, l'orchestrale e il sintetico, il notturno e la luce nascente.
Vi rimandiamo comunque a Heart, una delle playlist contenute in 1981, antenato spirituale di 'The Dawning, la compilation che presentiamo qui, che segue i percorsi più spigolosi e più elettronici del post-punk.

'The Dawning’
(1981-1989)

Tracklist completa

Part I
01 [00:00] The Blue Nile – “Over the Hillside” (Hats, 1989)
02 [05:00] Heaven 17 – “Let Me Go” (The Luxury Gap, 1983)
03 [09:16] Hot Gossip – “Morale” (Geisha Boys and Temple Girls, 1981)
04 [12:18] Dif Juz – “The Last Day” (Extractions, 1985)
05 [16:13] Tears for Fears – “Start of the Breakdown” (The Hurting, 1983)
06 [21:03] Mick Karn – “Tribal Dawn” (Titles, 1982)
07 [25:12] Thomas Dolby – “The Flat Earth” (The Flat Earth, 1984)
08 [31:34] Peter Gabriel – “Zaar” (Passions, 1989)
09 [35:56] Nona Hendryx – “Off the Coast of Love” (Skin Diver, 1989)
10 [40:23] Cocteau Twins – “Lazy Calm” (Victorialand, 1986)
11 [44:34] Talk Talk – “I Believe In You” (Spirit of Eden, 1988)

Part II
12 [50:40] Comsat Angels – “After the Rain” (Fiction, 1982)
13 [54:31] King Crimson – “Two Hands” (Beat, 1982)
14 [57:48] Bel Canto – “Without You” (White Out Conditions, 1987)
15 [61:43] Scott Walker – “Dealer” (Climate of Hunter, 1984)
16 [66:33] Scritti Politti – “Absolute” (Cupid & Psyche ’85, 1985)
17 [70:53] Arthur Russell – “This Is How We Walk On the Moon” (Another Thought, 1984)
18 [75:34] David Sylvian – “Orpheus” (Secrets of the Beehive, 1987)
19 [80:20] Durutti Column – “Love No More” (Vini Reilly, 1989)
20 [83:06] Kate Bush – “Never Be Mine” (The Sensual World, 1989)
21 [86:42] David Byrne – “Ghosts” (The Knee Plays, 1985)
22 [89:54] Colin Newman – “I Can Hear You” (Commercial Suicide, 1986)
23 [94:16] This Mortal Coil – “Ivy and Neet” (Filigree & Shadow, 1986)
24 [99:04] Orchestral Manoeuvres in the Dark – “Of All The Things We’ve Made” (Dazzle Ships, 1983)

Total Time: [1:42:27]

 'The Dawning’  Download

14/08/15

Steppenwolf, nonostante tutto, mai su una moto

Estate, tempo di vacanze e di viaggi. La situazione economica morde la stragrande maggioranza e risparmia solo i ricchi: la Porsche ha comunicato di aver incrementato le vendite del 30%, uno dei settori che non conosce crisi è l'alta cosmesi, panfili e super yatch spadroneggiano nei porti mentre peones trascorrono le serate appoggiati sulle transenne a guardare le feste e i bagordi super cafoni che si svolgono a bordo, chiudendo gli occhi e sognando di poter far parte un giorno di una di queste allegre combriccole di vip da strapazzo. Noi non sogniamo niente del genere, anzi. Pensando solo che verrà il tempo della giustizia, un tempo in cui questo enorme divario tra il sud e il nord del pianeta, tra una piccola minoranza di super ricchi e il resto che se la passa alquanto male, questo divario che cresce sempre di più, segni un’inversione di tendenza. Comunque..
Spostamenti in aereo, in treno, macchina, car-sharing, moto e finanche in autostop. Poche cose in valigia, lo stretto necessario e come sempre lo spazio maggiore è occupato da libri e musica. Quale gruppo e quali dischi non possono mancare quando si è in viaggio? Tanti, senza dubbio. Personalmente però, nella mia valigia non è mai mancato e non mancherà' questa raccolta degli..Steppenwolf.

Per alcune generazioni menzionare gli Steppenwolf significa rimandare immediatamente a Born to be Wild. A distanza di decenni non c’è una playlist, una compilation dedicata alla road music che non contenga questa canzone. Scritta nel 1968 fu inserita nel cult movie Easy Rider di Dennis Hopper, insieme a The Pusher e grazie al successo del film entrò subito nei top 30 delle classifiche britanniche, e da lì a poco l'album che la conteneva diventò disco d'oro grazie al grandissimo successo ottenuto in tutto il mondo. Ma gli Steppenwolf hanno scritto molte altre grandi canzoni, 17 delle quali inserite in questa bellissima raccolta. Nonostante il rock della band fu preso come colonna sonora dalle generazioni on the road e soprattutto dalle bande di bikers (e dagli Hells Angels che scorrazzavano in lungo e in largo sulle strade americane a bordo di potenti moto) John Kay cantante e fondatore del gruppo, nato nella Germania dell'Est ed emigrato in Canada, anni dopo dichiarò ironicamente di non aver mai guidato una moto in tutta la sua vita e per scrollarsi di dosso l'immagine del biker macho e accreditarsi verso il pubblico femminile, scrisse e pubblicò un intero album, provocatoriamente chiamato For Ladies Only. L’album usci nel giorno di S.Valentino del 1971.
Hard Rock, Blues, Psichedelia, i loro testi politicamente rivoluzionari descrivevano il ritorno dei giovani coscritti dal Vietnam e del loro difficile reinserimento nella società e in generale di come l'America divorasse i propri figli e tutto quello che poteva ostacolare "l'american way of life", dallo sterminio dei nativi americani al Vietnam, dagli assassini politici alla politica contro i lavoratori. In seguito i testi divennero più personali e introspettivi ma fondamentalmente Kay sarà sempre un ribelle.

Mentre scrivevo questo post, mi è capitato di sfogliare l'ultimo numero di RollingStones: la solita classifica dei 500 miglior album di sempre, di quel periodo ci sono quasi tutti, dai Quicksilver Messenger Service ai Creedence Clearwater Revival, gli Allman Brothers Band e Captain Beefheart, dai Byrds ai Jefferson Airplane etc, oltre ai soliti Beatles, Rolling, The Who, Led Zeppelin. Compare poi inspiegabilmente più di un disco di Elton John (!!) e di Simon&Garfunkel, Linda Ronstadt, Eagles, fino ad arrivare a schifezze come Bonnie Raitt, Artic Monkeys, Madonna. Degli Steppenwolf.. neanche l'ombra.














The very Best





14/06/15

Don Letts, il nostro Dread Selector

A WESTSIDE REVOLUTION
Attraverso i canali dell'immigrazione nel Regno Unito la musica giamaicana e' stata presente nelle classifiche fin dal 1964, dopo il secondo posto raggiunto da Millie con My Boy Lollipop, e piu' che mai in pieno ibrido ska/reggae fine anni '60, inizio '70. In seguito tutto questo avrebbe alimentato la sotto cultura piu' gagliarda del biennio 79/80, la Two Tone. Nonostante i successi pop mancavano sbocchi di audience, dovuto in parte alla consueta miopia delle major discografiche e dall'altra il caos pressoche' pandemico dell'industria musicale giamaicana. La conseguenza fu che sino al 76/77 i dischi reggae vennero distribuiti irregolarmente essendo spesso di difficile reperibilita' - anche per chi viveva nelle aree metropolitane - e raramente trasmessi in radio. Uno degli effetti indiretti del riconosciuto debito del punk verso il reggae fu l'incremento esponenziale di uscite discografiche giamaicane in Gran Bretagna. La prima apparizione dello stile dub nelle classifiche inglesi fu quella di Rupie Edwards con Irie Feelings nel '74, un affascinante antisegnano dell'odierna economia musicale del megamix. Dal 74 in avanti il dub inizio' a diffondersi piu' capillarmente nel cuore delle metropoli..enel '75 Everlasting Dub di Skin Flesh and Bones preparo' il terreno per la particolare struttura e la vera e propria temerarieta' dei primi dischi dub: comunque due dischi fondamentali che suonano ancora oggi magnifici. Altri dischi essenziali per la diffusione del dub furono Dub Sensation e Bamba in Dub ('77) dei Revolutionaries, Pick a Dub ('75) e Blood and Fire di Keith Hudson, anche se si puo' sostenere a ragion veduta la candidatura di King Tubby (Osbournd Ruddock) come inventore del Dub: fu senza dubbio il primo ad impiegare alcune prerogative del dub quali il delay, la dissolvenza e il phasyng. Per gli appassionati la sua vicenda e' riassunta nella fondamentale antologia King Tubby's Special '73/76, trenta brani di ormai difficile reperibilita'. Per l'intera storia dell'Upsetter, Lee Perry riempirebbe un libro.


Letts agaist police
Chi e' Don Letts? Dj del Roxy, seminale punk club di Londra, selector, cresciuto a Brixton (Londra), regista, il suo Punk Rock Movie catturo' in super 8 tutta la crudezza della musica e delle performance dell'epoca: Keith Levene (Pil) che si inietta anfetamina nel bagno del Roxy, un fan si sfregia sensualmente lo stomaco con lunghi fendenti di lametta, insomma..tutto l'effetto della propaganda "raccapriciante" e creativo del punk, e ancora oggi ne resta la miglior documentazione in tempo reale. Ha fatto parte dell'elite come amico dei Clash - che lo raffigureranno nella copertina del loro album Super Black Market Clash - e di J.Rotten. Membro di band come Basement 5, Screaming Target, successivamente formerà insieme a Mick Jones (storico chitarrista dei Clash) i Big Audio Dynamite. Ancora oggi regista di videoclip e documentari, dj, conduce uno show radiofonico settimanale su BBC 6, produce compilation e continua a girare il mondo per portare in giro le sue selezioni musicali.

"Mio padre lo metteva a casa quando ero bambino..(il reggae), era la nostra musica naturale".

"La prima volta che vidi i Pistols non riuscivo a capire una parola di quel che di evano, ma c'era una tale energia da convincerti che c'era qualcosa di grosso che stava succedendo, destinato a diventare ancora piu' importante.."


Don Letts e' stato il personaggio che introdotto il reggae e il dub nel movimento punk, fortemente legato alle proprie radici musicali e culturali sara' lui il dj per eccellenza in grado offrire un contributo influente all'evoluzione della scena, alternando nelle sue selezioni musicali la cultura giamaicana e quella nascente nella Londra della meta' dei '70, in quella che sfocera' in un una vera e propria alleanza tra le ali piu' estreme del ribellismo giovanile dell'epoca.
Epoca di rivolte lungo le strade di Notting Hill Gate e quelle di Brixton, contro il razzismo della società inglese di quel periodo e di scontri nelle strade tra poliziotti e giovani ribelli, tra il basso del reggae e del dub, la chitarra elettrica del punk e sound system potenti.

Suo fu il contributo fondamentale, insieme a Joe Strummer e Tom Robinson, alla creazione del Rock Agaist Racism, che mise insieme decine di gruppi punk, reggae e dub, bianchi e nerri, operai e studenti, nel tentativo (riuscito) di contrastare l'avanzata dei fascisti del Fronte Nazionale che pericolosamente faceva proseliti tra i giovani. Un periodo di forti cambiamenti sociali e destinato a segnare in profondità tanto la storia della black music britannica quanto quella del rock.
Bob Marley sanci' questa esplosiva alleanza nel brano Punky Reggae Party.

DREADS MEET PUNK ROCKERS UPTOWN 
Del 2001. Letts ha riunito alcune delle migliori band reggae / dub in un album che mostra come la musica giamaicana, le pesanti linee di basso che ne caratterizzano la struttura e i testi anti-establishment abbia influenzato la scena punk inglese nella sua prima ondata. Il loro impatto può essere ascoltato nelle canzoni di gruppi come The Clash, PIL, e The Slits..

DREADS MEET GREENSLEEVES, A WESTSIDE REVOLUTION
Disco doppio uscito nel 2008, Letts scava negli archivi sterminati della potente etichetta Greensleeves e compila trenta brani che coprono l'intera evoluzione della musica giamaicana nel corso degli ultimi 30 anni, rendendo questo un ascolto illuminante, anche per gli ascoltatori con una conoscenza approfondita del reggae.
La prima parte e' incentrata sulle radici e il primo periodo dancehall, con testi caratterizzati dall'indignazione per le ingiustizie sociali, mentre la seconda parte e' dedicata alle cose piu' recenti, il reggae nell'era digitale, non meno importante e creativo rispetto al precedente.
Una grande selezione del leggendario Don Letts, perfettamente in linea con il clima infuocato di questi giorni.

Letts records
Buon ascolto a tutti











10/04/15

Atmosphere: Playlist per la negligenza

Cellulare che squilla a vuoto, genera ansia, mozziconi puzzolenti delle sigarette che tracimano dal posacenere, asciugamani bagnati appallottolati e accappatoio per terra, qualche  felpa e camice ovunque, tutte rigorosamente al rovescio; cassetti che resteranno sconsolatamente aperti. Sono tracce conosciute e riconoscibili per chiunque, l'identikit universale del disordine e della negligenza che regna in casa. Anche il divano con la forma del corpo abbarbicato fa parte di quella semina di indizi: stravaccato, gli occhi bassi, la mano che digita, cuffiette alle orecchie che vanno e vengono e la tv accesa. Ogni tanto mi ritrovo decapitato, quando mi guardo allo specchio che ho di lato. Anche varie parti del corpo mancano, e la vaga inquietudine da squartamento è la sola a farmi pensare che alla fine non temo quasi niente, ma temo il tempo.
 
Uno di mesi primaverili per eccellenza, la natura esplode con i suoi odori e sapori, la terra ha bisogno del suo dolce tepore e non dal caldo o, peggio, dal freddo che rovinerebbe i raccolti. Anche se con le giornate lunghe, tendiamo ad assecondare il ritmo della luce, e i muscoli, intorpiditi dal freddo invernale, e il livello ormonale tendono al rialzo, celebriamo anche noi Aprile, assaporando il  tepore  piacevole che ci regala questa playlist, inducedoci maggiormente al relax.
Queste ninnananne punk rock / post punk / garage sono state accuratamente testate notte dopo notte negli ultimi anni, quindi ci si può fidare quando promettiamo che  garantisce ai bambini (e a noi stessi!)  il relax necessario dopo una lunga, stanca e snervante giornata !


--> MIXE TAPES - PUNK ROCK LULLABYES

01. Psycho Candy - The Jesus And Mary Chain
02. Drifters - Yell-O-Yell
03. Bela Lugosi’s Dead - Bauhaus
04. Atmosphere - Joy Division
05. I Should Have Known Better - Wire
06. Down In The Park - Gary Numan
07. Nightclubbing - Iggy Pop
08. Gimme Shelter (Rolling Stones cover) - Sisters Of Mercy
09. It’s All Over Now, Baby Blue (Bob Dylan cover) - The Last Drive
10. Geraldine - Gallon Drunk
11. London After Midnight - The Flaming Stars
12. Hotel Specific (Serge Gainsbourg cover) - Mick Harvey
13. Your Love Is Mine - Holly Golightly
14. Lonesome Town (Ricky Nelson cover) - The Cramps
15. The Singer (Johnny Cash cover) - Nick Cave And The Bad Seeds
16. Dead Radio - Rowland S. Howard
17. The Killing Moon (Acoustic Version) - Ian McCulloch
18. Yesterdays - Stiv Bators
19. Dirty Old Town (The Dubliners cover) - Black Rebel Motorcycle Club
20. Can’t Get It Out of My Head (ELO cover)  - Telekinesis
21. Anemone - The Brian Jonestown Massacre
22. The Breakin Hands - The Gun Club
23. Don’t Come Running To Me - The Greenhornes
24. There Is No Tomorrow - Ty Segall
25. All The Way (Frank Sinatra cover) - Richard Hell And The Voidoids
26. Death Is A Star - Clash
27. Good Feeling -Violent Femmes
28. Ocean - The Velvet Underground
29. Candy Says (Velvet Underground cover) - The Telescopes
30. Out in the Streets (The Shangri-Las cover) - Blondie
31. Julie Ocean - The Undertones
32. Strange Little Girl - The Stranglers
33. Surrender - Suicide
34. Interlude (Timi Yuro cover) - Morrissey And Siouxsie
35. In A Manner Of Speaking - Tuxedomoon
36. Superstar (The Carpenters cover) - Sonic Youth
37. Taste Of Cindy (Acoustic Version) - The Jesus And Mary Chain



#lullabies

05/12/14

The Miller's Tale: Tom Verlaine

Ancora Stati Uniti, ancora la New Wave e l'epopea del CBGB, con il grande Tom Verlaine che ci racconta di come i suoi Television costruirono quella grande onda musicale, con Ramones, Patti Smith, Blondie e tanti altri,  portando alla celebrità il locale di Hilly Cristall. Come per Stiv Bators e i Dead Boys, alcuni ricordi di Tom si possono riscontrare  nel film CBGB, e i due album di Tom Verlaine sono davvero molto belli..

A un anno di distanza, entrambi i chitarristi - Richard Lloyd e il leader naturale del quartetto, Tom Verlaine - pubblicarono il loro primo album solista. Tom Verlaine, portato a termine il suo primo lavoro (Tom Verlaine il titolo) che richiese molti mesi di preparazione, uscì da un periodo di totale reclusione (mi piace parlare con la stampa, ma non quando ho un progetto in mente..) di solito si faceva trovare vestito in super-casual nel grattacielo della W.E.A., piedi su un tavolo di metallo e vetro, quadri di pop-art sessuale vicino ai quali non voleva essere fotografato.

Non ci sarebbe dispiaciuto vedere i due album dei Television fare un po’ meglio di quello che hanno fatto. Entrarono, saliti fino al 170° posto circa, e spariti. Non si può parlare certo del grande successo commerciale, no?. Dopo decenni, assunti allo stato di "cult".

Strana sorte per un musicista che, come Dylan, era arrivato dalla provincia, aveva pescato un nome d'arte nel campo letterario (Thomas Miller vero nome: <<no, non avevo mai letto Verlaine: mi piaceva solo il suono...»), si era messo a scrivere poesie e insieme all`amico Richard Hell (altro nome d’arte, scelto insieme una notte, come doveva poi accadere per Television) aveva creato la scena punk/new wave ante-litteram.

“Sono arrivato a NYC nel ’68 dal Delaware, a due ore dl macchina da qui, verso sud, dove lavoravo in un magazzino contando piatti e asciugamani. I miei primi strumenti sono stati piano e sassofono, e da un paio d’anni cercavo dl mettere su un gruppo come chitarrista. Partii per NY per i soliti motivi: certo, la musica innanzitutto, ma anche la poesia, e in generale volevo calarmi in una scena viva, coinvolgermi con gente che usasse la testa in tutte Ie direzioni possibili. La scena allora era statica: Max’s Kansas City prendeva solo artisti con contratto discografico, a Bleecker St. regnava ll folk. L’unico posto dove c’era I ‘attività che ml interessava era il Marcer Art Center, che le Dolls avevano messo ln piedi e dove in ogni stanza incontravi la gente più strana. Ma a me le Dolls non piacevano, né per come suonavano né per come si vestivano. Volevo qualcosa di mio, che avevo in mente - venivo dal jazz, ma amavo gruppi come Who, Stones, Doors, Velvet, Them, che avevano anche un impatto veramente fisico -, ma non c’era un posto dove suonare. Un giorno camminavo per la Bowery, e capitai di fronte a questo bar di country e bluegrass, ll CBGB. Entrai ed era un bordello: un paio di ubriachi, un cane che cacava dappertutto. Ma c’era un ottimo impianto, e chiesi al padrone, Hllly Kristal, se si poteva suonare. M’invitò a una audition, e, anche se non so come, gli piacemmo: c'invitò a suonare per due mesi una volta a settimana, ma dovevamo pagarci da soli la pubblicità. Allora io e Richard, nel frattempo già Hell, decidemmo dl provarci sul serio: lui aveva preso in mano il basso non più di due settimane prima... Un certo Terry Ork ci aiutò, comprandoci gli strumenti e dandoci il suo loft dove potevamo provare, e ci mise in contatto con un suo amico, Richard Lloyd. Billy Ficca era un amico d’infanzia, e cominciammo. Patti Smith a quel tempo era ancora una poetessa e una critica: scrisse un palo di buone recensioni, e la gente cominciò a venire al club>>.

A quei tempi (73-74) risalgono le radici della new wave: Tom che collaborava con Patti sul suo primo 45, Piss Factory/Hey Joe, le formazione dei Ramones e dei Blondie, Hell che si cominciava a vestire di cuoio; uno dei primi 45 auto prodotti e con grande clamore per la novità in materia Little Johnny Jewel. E poi, anche un episodio di cui pochi sono a conoscenza: "un giorno ci chiamò Richard Williams, ora critico per il Melody Maker e allora alla Island dl Londra. C’era un certo Eno, disse, che voleva produrci perché se ne era appena andato dai Roxy Music e cercava nuove esperienze. Ci portarono in uno studio a 24 piste, registrammo due settimane, e, se devo essere sincero, pensai che non mi piaceva affatto come eravamo stati incisi. Glielo dissi, e i loro entusiasmi si raffreddarono subito>>

(Dimostrando anche la testardaggine per cui Tom era leggendario, aggiunse:<<..se proprio devo fare un disco, il produttore vorrei scegliermelo io>>). Loro tornarono a Londra, e mettersi in contatto diventò problematico. Uscivo nella notte nella neve a chiamarli da una cabina, e loro non mi richiamavano mai. Cosi, con Fred Smith al posto dl Hell quando i Blondie si sciolsero, aspettammo la migliore offerta, quella della Elektra, e nella prlmavera del 76 firmammo. Scoprì solo allora che Lloyd non solo non era mai stato in un gruppo, ma probabilmente non suonava nemmeno da molto tempo. Cosi, dato che amo cantare con alle spalle un solido supporto ritmico, nel primo disco feci quasi tutte le parti di chitarra io>>.

“Marquee Moon” rappresentò davvero quello che i Television erano, come suonavano, ed è per quello che a Verlaine piace ancora adesso. Un rock che a differenza dei Ramones o Lenny Kaye/Patti Smith non era ossessivo: <<più musicale, più sincopatico, con maggior spazio... più sofisticato se proprio vuoi>>. Un rock basato su una predisposizione molto particolare dl quello che Verlaine chiamava <tension & release, costruire una tensione, che non sempre veniva risolta, a volte solo prolungata indefinitamente. E cantati laceranti, da psicodramma, almeno quanto il suono appuntito della sua chitarra. Una vecchia Fender Jaguar che godette del suo grande momento all’epoca delle surf bands. Un altro album, il più sofisticato, “Adventure” e poi lo scioglimento, che né Ficca (era stato in cento bands. Per lui era solo un gruppo come un altro) ne Lloyd (aveva sempre detto chiaramente che voleva fare il solista), ne Smith (che ora si divide tra entrambi i chitarristi) presero male.

Il secondo album di T.V., Dreamtime, da molti fu considerato il terzo dei Television. E in effetti il suo stile é cosi personale che induce nella tentazione. Ma Tom puntualizza: -<Inciderlo é stato molto più facile e rilassante. Entravo in studio quando volevo, ho chiamato ogni volta i musicisti che ritenevo più adatti per ogni singola canzone e ha questa potenza ritmica, quel battito sincopato che con I Television era Impossibile ottenere per gli stili di chi vi suonava. Se gli altri, il secondo in particolare, galleggiavano per aria, questo é molto più concreto.

Un album ottimo, quando la new wave, che T.V aveva aiutato a creare, aveva già virato verso il pop. In classifica non ci andò mai, anche se era un album tutt’altro che difficile..


1979 - Tom Verlaine
1981 - Dreamtime
1982 - Words from the Fron
1984 - Cover
1987 - Flashlight
1990 - The Wonder
1992 - Warm and Cool (rimasterizzato nel 2005)
1996 - The Miller's Tale: A Tom Verlaine Anthology
2006 - Around
2006 - Songs and Other Things

TELEVISION
1977 - Marquee Moon
1978 - Adventure
1993 - Television
Tutti su Elektra Records
2003 - Live at the Old Waldorf  (dal vivo nel 1978)
su Rhino Records

The Miller's Tale .zip 
Track list: CD 1: 
01 kingdom come (coverizzata "divinamente" da Bowie in Scary Monster)
02 souvenir from a dream 
03 clear it away 
04 always 
05 postcard from waterloo 
06 penetration 
07 breakin' in my heart 
08 marquee moon 
09 days on the mountain 
10 prove it 

CD 2: 
01 venus 
02 glory 
03 the grip of love 
04 without a word 
05 words from the front 
06 let go the mansion 
07 lindi-lu 
08 o foolish heart 
09 five miles of you 
10 your finest hour 
11 anna 
12 sixteen tulips 
13 call me the 
14 at 4 a.m. 
15 stalingrad 
16 call mr. lee 
17 no glamour for willi 
18 the revolution






12/09/14

Mauro Rostagno, e la playlist di Maddalena

Mauro e Maddalena
Mauro Rostagno,
figlio del grande nord e uomo del profondo sud, incantatore di folle, giornalista, sociologo, arancione, terapeuta, rivoluzionario, tra i fondatori di Lotta Continua. Un misterioso e mortale agguato sulla stradina sterrata che porta alla comunità Saman, centro di accoglienza e recupero per tossicodipendenti da lui fondata e gestita. Gli amici ambigui, come Francesco Cardella e i bilanci ormai miliardari della comunità, i servizi segreti e i foschi scenari di traffici internazionali di armi e droga.. Affascina Mauro perché coraggioso, di quelli, di quei pochi che hanno scelto di combattere davvero la mafia, sul territorio, accusando e raccontando fatti, facendo nomi e cognomi. La figura di Mauro Rostagno è affascinante perché quell’uomo dalla folta barba nera, gli occhi allegri, l’aria un po’ buffa, era un.. irregolare, imprevedibile: operaio, rivoluzionario, capopopolo, e infedele alle idee, all’ideologie, agli stili di vita condivisi, non violento, che aveva più volte ribaltato la propria vita eppure coerente fino alla morte..

25/07/14

10 ( Best ) canzoni per pigre notti d'estate

Amoreggiare sotto il sole non è il caso. Per chi ancora lavora, e costretto su strade bollenti che all'orizzonte prendono fuoco, se non si esce non si aspetta altro che trascorrere pigre serate afose seduti in veranda, disincantati, con il gatto che fa le fusa e cerca di tirarti giù con la sua solita tattica giocosa, perchè troppo caldo per dormire pure per lui, con libri e birra alla mano e l'immancabile stereo per poter ascoltare le nostre playlist adeguadamente preparate. E mettersi in viaggio nell'universo. Senza pensare al lavoro, agli errori commessi, alle situazioni strane in cui amiamo andare a ficcarci, lasciandosi tutto alle spalle e un unico pensiero dedicato al mondo: dimenticatemi. Perchè credetemi, la questione è che la solitudine non è affatto male, a volte..
Enjoy


The Surf Punks , Tijuana Weekend
Come non iniziare con i Surf Punks? Sole, mare, spiaggie libere, ragazze.. l'epica dell'estate! La maggior parte delle loro canzoni erano a tema: The Wave, My Beach, Party Bomb, Shark Attack..mentre i loro live,  nel periodo d'oro dell'esplosione punk a Los Angeles, erano pazzi, selvaggi e divertenti. Surfisti che fanno i pendolari delle spiaggie, esperienze di gruppo, guerre di territorio sulle spiagge della California e tra  onde altissime. Per finire, mettersi in macchina e raggiungere l'agognata Tijuana, per l'ennesimo  e ultimo party: prima di ascoltare, procuratevi la birra!






EDDIE VEDDER, HARD SUN
Hard Sun è una cover di un brano di Indio, alias Gordon Peterson, inserita da Eddie Vedder (Pearl Jam) nella colonna sonora del bel film di bad boy Sean Penn,   Into the Wild - Nelle terre selvagge. Una bella ballata folk elettrica per aprire questa playlist, anche se ispira più un viaggio sotto un sole pesante, che una bella serata in giardino a non far niente e cazzeggiare con gli amici. Ma tant'è, è veramente  hard il sole in questo fine luglio apatico, svogliato..e noi ricordiamo le parole di Fernando Pessoa: "Viaggiare? Per viaggiare, basta esistere".




UNDERWORLD, RIVER OF BASS
Avevo pensato di scegliere non una canzone, ma tutto l'album. Dubnobasswithmyheadman è il terzo album di Underworld, datato 1994, ed è un album..magnifico. Basato sull'idea che tutto è valido, elementi e aree di musica molto diversi tra loro e portati da altre parti. C'è un sacco di taglia e incolla, in particolare con la voce, nulla è fisso, statico. E a distanza di tanti anni sembra ancora il suono del momento, catturando techno melodica, lirismo squilibrato, basso in primo piano e le chitarre... in un ibrido mozzafiato che ha segnato il tempo in cui la cultura del club finalmente diventa maggiorenne. Raffinato, attraente, ondulato, Acid House, Techno e Dub, epico da ascoltare in cuffia mentre dall'amaca si ammira un bel tramonto.. River of Bass  è il brano che condensa tutto quello che c'è nel disco. Bellissimo.




NANCY SINATRA and LEE HAZLEWOOD, SUMMER WINE
Nancy e Lee praticamente definiscono la parola "agrodolce", con la prima che cade sul lato dolce dell'equazione, mentre il secondo copre bene l'amaro. Agrodolce è anche la parola che bene si addice a questa canzone, fino alla ricetta per il perfetto vino estivo: fragole, ciliegie e il bacio di un angelo in primavera. Di Summer oWine, naturalmente, l'affascinante Lana Del Rey ne ha fatto una cover.




BLUR, BEETLEBUM
In realtà "Beetlebum" è una ballata sulla droga, sull' eroina precisamente, che Damon assumeva in coppia con la sua ragazza dell'epoca, la fantastica Justine Frischmann degli Elastica. Il titolo è un riferimento alla frase "Chasing the beetle", cioè inalare il fumo prodotto dall'eroina riscaldata su un pezzo di carta stagnola. La canzone descrive comunque sentimenti complicati, ma cazzo, è qualcosa che è semplicemente perfetto per "laid-back" delle nostre notti estive. Non basta attenersi sempre alla birra, no?




GRANDADDY, COLLETTIVE DREAMWISH OF UPPERCLASS ELEGANCE
Già il ritmo pigro della batteria che accompagna questa canzone, che somiglia a una specie di ronzio di una libellula che ti entra nella testa, davvero cattura perfettamente l'atmosfera che stiamo cercando in questa piccola playlist, e poi, il testo di Jason Lytle, che parla di schivare un viaggio in città per sedersi a bere birra e suonare la chitarra. Un elegante desiderio collettivo e un video più che esplicativo..




KING TUBBY AND AUGUSTUS PABLO
Non si può sbagliare, direttamente alla fonte del dub: Osbourne Ruddock, meglio conosciuto come King Tubby, e meglio conosciuto ancora come l'uomo che fondamentalmente ha inventato il genere nel suo studio  a Kingston nel 1970 . Lascietevi cullare




CLASH, RUDY CAN'T FAIL
In questo splendido rocksteady dei CLASH, Rudy inizia  la prima colazione con la birra, che non è ovviamente una cosa che possiamo consigliare (ma che, per la cronaca e ad essere onesti, abbiamo fatto un pò tutti ai tempi andati.. ) Questa canzone tratta da London Calling è l'esempio più riuscito di suoni  giamaicani inseriti nel punk rock prettamente bianco e inglese.Poi, riascoltare la voce di Joe provoca sempre strane emozioni. Sarebbe da ballare, ma la canticchiamo sdraiati tra un sorso e l'altro..




NICK DRAKE
La musica di Nick Drake è praticamente l'estate inglese personificata - fragile, effimera, che rischia sempre di appannarsi e con la pioggia in agguato in qualsiasi momento, e questa canzone è l'incarnazione del sentimento che ne deriva: "Sabato il sole è arrivato senza preavviso, e nessuno sapeva cosa fare." La risposta, chiaramente, è quello di godere finché dura. (E sperare che la settimana di ferie che mi sono prenotato nella capitale inglese a fine agosto sia perfetta, come quella di Parigi due anni fa: sei gg e neanche una goccia di pioggia! Un miracolo, praticamente. ndr)




BECK, LAZY FLIES
"Lazy Flies" è una delle canzoni più strane di Beck, diversa da qualsiasi altra canzone Beck.
Descrive una situazione decadente, con "mosche pigre in bilico sopra di noi", che portano alla mente appartamenti in rovina e pieni spazzatura, cucine sovraccariche di cose da lavare. Beck ci permette di relazionarci con la nostra immondizia e il nostro disordine, la nostra situazione disastrosa, reale o mentale che sia. E' uno dei suoi talenti, quello di scrivere dei detriti e del degrado, senza renderli troppo deprimenti e inquietante. Molte delle canzoni di Mutation sono intrise di queste tematiche..




ROXY MUSIC, AVALON
"Ora la festa è finita / Sono così stanco / Poi ti vedo venire, Dal nulla.."
E' notte fonda, sono stanco, vado a letto. Dormite bene.





 

06/12/13

L'Indistruttibile Beat di Soweto

In Victus.. (Mai sconfitto)
Dal profondo della notte che mi avvolge
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all'altro,
ringrazio qualunque dio esista
per l'indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l'angoscia.
Sotto i colpi d'ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l'Orrore delle ombre
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita.
Io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.
William Ernest Henley



Indestructible Beat of Soweto

La storia dell' Indestructible Beat of Soweto, essenzialmente una collezione di musica sudafricana compilata da due visionari espatriati di nome Trevor Herman e Renan Van Jumbo, inizia nel 1985. Il sound proviene da una delle regioni di Johannesburg, Soweto, un acronimo traducibile in "città sud-occidentale", dove regnava l'apartheid più spietato, e dove le rivolte della popolazione di colore contro il feroce governo dei bianchi e la povertà della regione furono cruente e sanguinose. La regione Soweto divenne comune indipendente nel 1983.Nonostante le difficili condizioni sociali, potrà sembrare strano che la musica proveniente da questa regione risulti cosi incredibilmente vivace,vibrante e piena di energia,ma per la popolazione nera del Sud Africa, la musica è sempre stata un identità culturale e non una pura espressione musicale.
Le canzoni di questa playlist furono registrate  tra il 1980 e il 1984 e gli artisti che vi partecipano erano,oltre che musicisti,tutti radicali impegnati  nelle proteste anti apartheid,segnati da una feroce determinazione, con uno stile impressionante e un suono esuberante che celebra la luce e la gioia contro l'odio e l'intolleranza, il razzismo e il nazismo che hanno sostenuto un regime  incredibilmente sopravvissuto per tanti anni.

Probabilmente il sound del Beat di Soweto potrebbe essere il più accattivante del mondo,suona come un iniezione  di serotonina che colpisce dritto al cervello. All'interno, sentiamo come  familiari ritmi presi in  prestito dal reggae, dal calypso e dalla musica popolare africana vecchia di generazioni,mescolati in un melting pot molto urbano,a volte elegante, poco tribale o non sofisticato, come gran parte della cosiddetta "world music". Enorme  è l'influenza che ha avuto su altri generi musicali: negli anni '80 Paul Simon (Simon & Garfunkel) si aggirava nelle township sudafricane e non è un caso se un anno dopo l'uscita dell' Indistruttibile Beat of Soweto darà alla luce Graceland, undici canzoni di World che avranno un forte impatto su generazioni future di musicisti. Oltre a Simon, grandi musicisti  come David Byrne e Peter Gabriel sono stati influenzati da questa antologia. The Indestructible Beat of Soweto è stato inserito nei 100 dischi più importanti della musica contemporanea, bastano pochi minuti di ascolto per decidere di buttare nel secchio tutti i vostri dischi dei Baustelle e mettervi a ballare: se non ci riuscite,vi dichiaro clinicamente morti.












The Indestructible Beat of Soweto




23/07/11

Acid (Jazz)

'Non sono a conoscenza di nessuna particolare scena. Non so,ma Acid Jazz è un termine terribile,non trovi? E' proprio senza senso...'

The James Taylor Quartet

Si diffonde prima a Londra per poi espandersi in tutto il Regno Unito nella seconda metà degli anni '80,anche se ha un effettivo riscontro di pubblico nel decennio successivo. Sono gli anni del Grunge,impazzano Soundgarden,Pearl Jam,Nirvana e del Brit Pop,con Stone Roses,Oasis, Blur.  Sull'onda della nascente Club Culture e dell'esplosione dell'House nasce un nuovo sound che ha radici ben piantate nella black music dei primi anni '70,quindi con connotazioni dance molto adatte alle discoteche: l'Acid Jazz prende il nome dalla omonima etichetta fondata dai due dj,E.Piller e G.Peterson. Funky,soul e r'n'b,suoni che in seguito si vanno a contaminare con elementi jazz,bossa,ritmi elettronici,e suonati con strumenti tradizionali in un momento dominato da elettronica e tecnologia. Una nuova generazione di musicisti amanti del Jazz e dei ritmi afroamericani si riuniscono sotto una nuova etichetta,la Talkin' Loud,all'insegna della sperimentazione: Galliano,Incognito,James Taylor Quartet,Jamiroquai,,Brand New Heaven,i Freakpower (del futuro Moby), Shara Nelson, mentre in America la contaminazione coinvolge il Rap ed è Guru,con Dj Premiere nei GangStarr,che fà esplodere il fenomeno negli Usa: un grooves di jazz beat,rap e blue note style a cui Guru dedica alcuni episodi nel progetto Jazzmatazz insieme a Ronnie Jordan. Solsonics,Us3,Giant Steps,Digable Planet..Come movimento l'Acid Jazz non è stato mai amato dalla critica e tenuto sempre ai margini,di Jazz e di Acid (se lo si interpreta come un rimando alla psichedelia) ha ben poco,ma che resiste agli anni,mescolandosi ora con i nuovi mood downtempo e lounge,in un epoca dove dominano falsa modernità e conformismo .


The Very Best of This is Acid Jazz: La Instint Records Celebra  10 Anni di Acid Jazz scavando  nel suo archivio con questo doppio best-of. Il primo disco si concentra sugli anni 1991-1996  con tutti i classici che hanno contribuito a far ripartire il movimento acid jazz. Il secondo disco raccoglie gli anni dal 1997 al 2001, con gruppi d'avanguardia come Unite Future Organization (Somewhere) e Jimpster (Tobics in Groove). Questo best è il luogo perfetto per iniziare,per chi si avvicina solo ora a questo genere di musica..
Enjoy 

Acid Jazz Vol 1 
Acid Jazz Vol 2
The Story of Acid Jazz




29/06/11

Black By Design: la razza mista di Pauline Black

Black By Design
  • Pianificare la propria vita rispetto ai bisogni essenziali delle proprie aspirazioni
  • Consolidare i valori morali 
  • Non disperdersi nelle relazioni con gli altri
  • I conflitti generazionali non hanno più senso
  • Amministrare la propria vita: guadagnare soldi per reinvestirli
  • L'individuo è un unità piccola,mobile,intelligente..
  • Non avere paura del potere,non è che un ruolo
  • Apprendere e padroneggiare le proprie emozioni
  • In questi tempi,essere assolutamente normali,che non vuol dire essere conformisti. Aggressività ridotta al minimo
  • Apprendere e ballare lo skank-rock



  • Bilanciare le braccia avanti e indietro, ma penzolanti e alzatele il più alto possibile, come la danza 'skank' dei rasta giamaicani. Lanciare le gambe, appoggiandovi alternativamente sulla punta o sul tallone del vostro piede. Piegare il busto in avanti. Stop. Indietro. Stop. Poi riprendete senza lasciarvi andare, conservando una certa rigidità robotica, inspirata a Psycho Killer dei Talking Heads. Gambe febbrili, corpo rigido, braccia sciolte: ballate lo skank-rock. Colonna sonora? Semplice: Specials, Beat (English Beat), Selecter, Madness..


    "Coventry era una cittadina oscura al centro del paese. Tutto è cominciato lì. Il brano The Selecter è stato inciso prima che tutta questa storia iniziasse. Quando gli Specials incisero Gangster avevano i soldi solo per fare un lato. Qualcuno ci chiese se volevamo mettere il nastro di The Selecter sulla side B e tutto è iniziato così. Fu il 45 giri che inaugurava la 2Tone Records ed entrò in classifica, cosa impensabile per una piccolissima etichetta, tanto che la Crysalis si fece avanti e si prese l'esclusiva inglese della 2Tone. nel contratto firmato dagli Specials c'era la clausola che potevano scritturare altri gruppi di loro scelta e far incidere loro dei dischi. Cosi i Madness ebbero l'opportinità di pubblicare The Prince, i l loro primo singolo e dar vita all'ondata dello ska mod revival.."
    P. Black

    Tre dischi live sul piatto (o nel IPod) , per comprendere ancora di più quel misto di bianco e di nero, di antico e moderno che la 2Tone seppe cosi bene rappresentare. Specials, Beat, Selecter, Bad Manners, Desmond Dekker a celebrare la storica etichetta, la Motown dello ska revival e uno stile sonoro, estetico e politico immediatamente riconoscibile, tre  raccolte piene di gioia di vivere, un pò di cinismo e malinconia e dal sapore aspro di birra..


     Three_Minute_Heroes

     Feel Like Jumping

     Easy Snappin Hits
     

    INTERVISTA ■ LA VOCALIST DELLA BAND INGLESE THE SELECTER ■
    Esce ad agosto «Black By Design», attesa autobiografia dell’artista di origini africane.
    (S.Frasca, da ALIAS)



    Nel 1979 nella città in-glese di Coventry nacque il colletti-vo musicale 2-Tone che univa in-sieme le anime ska e punk rock del suo fondatore Jerry Dammers, tastierista degli Specials, una delle band seminali del movimento. Il collettivo era impegnato a ridise-gnare un sistema sociale e culturale nel quale i principi della tolleranza interraziale costituissero il fondamento per una sana convi-venza civile in un paese prostrato dalle rivolte etniche. Pauline Black fu la prima donna di razza mista a partecipare al dibattito sollevato dalla 2-Tone che nacque come etichetta discografica ma che in breve tempo divenne uno dei simboli più efficaci per la promozione dei diritti civili. «Una volta vomitai tutta la colazione su una pila di lenzuola bianche che mia madre aveva appena finito di stirare, sembrava un quadro di Pollock. Lei non si divertì affatto, ma ancora una volta era per colpa sua, non avrebbe dovuto dirmi che ero stata adottata». Scrive Pauline in Black By Design. Oggi la cantante e attrice inglese di origine africana ha 57 anni e ha da poco terminato un fortunato tour italiano con la sua band storica The Selecter in attesa di ritornarvi a settembre. Il prossimo 4 agosto la Serpent’s Tail, una piccola casa editrice che ha pubblicato molti autori del Rinascimento nero di Harlem, pubblicherà la sua autobiografia. A giudicare dal tono dell’intervista che segue il libro si preannuncia di formidabile lucidità politica anche per lo sguardo acuto che l’autrice rivolge ai giorni nostri.

    Qual è la genesi di «Black By Design»?
    Il libro racconta di una ragazza di colore che insoddisfatta della sua educazione da bianca decide di ridisegnare la sua storia fino al punto di farla combaciare perfettamente con il colore reale della sua pelle. Sono cresciuta a Romford e inizialmente ero convinta che avrei dovuto enfatizzare il fatto di essere una ragazza dell’Essex che parla cockney, così l’idea originaria per il titolo era A Bird’s Eye View (Uno sguardo dall’alto, ndr),solo a metà del lavoro ho scelto quello definitivo. Non mi interessava citare il mio cognome nel titolo ma mi piaceva il fatto che in appena tre parole riassumeva il viaggio che ho percorso nel mezzo secolo passato. Si è lavorato molto in questi anni in Inghilterra sull’inserimento dei ragazzi di colore al l’interno di famiglie di bianchi. Oggi si tende a incoraggiare il contatto tra i genitori naturali e quelli adottivi per mantenere vive nella memoria dei ragazzi le proprie origini etniche. Tutto questo non accadeva quando io sono nata. Il mio nome, la mia nascita, la mia stessa identità sono emersi da un archivio che si trova a St. Catherine’s House (l’ufficio dove si conservano gli atti di nascita e morte,ndr) e che rimanda a una nuova identità, a un nuovo nome. La famiglia operaia che mi adottò man-teneva alcuni atteggiamenti razzisti diffusissimi in Gran Bretagna negli anni Cinquanta e dei quali non era nemmeno consapevole. Furono quegli atteggiamenti che contribuirono allo scoppio delle rivolte razziali di Notting Hill. In un ambiente così ostile la mia famiglia adottiva desiderava cancellare il mio colore così mi facevano crescere come una ragazza bianca. Non ce l’ho con i miei genitori, non sapevano fare di meglio.

    Quanto tempo hai impiegato a scrivere il libro e che difficoltà hai incontrato nella fase di preparazione?
    Due anni, fortunatamente avevo i miei diari a darmi una mano e molti ritagli di giornale. Il libro comincia con i miei primi giorni di scuola quando mia madre ebbe il compito oneroso di dare delle spiegazioni sulle mie origini. Era ovvio anche per lei che tutte le mie compagne di scuola bianche avrebbero focalizzato tutta la loro attenzione su quell’“elefante in classe” e avrebbero notato che ero nera e mi avrebbero chiesto perché ambe due i miei genitori erano bianchi. Dal momento in cui realizzai la condizione “alterata” della mia famiglia ho cominciato a rinnegare la mia vera identità. Da quando avevo 4 anni e mezzo ho visto il mondo in  monocromia, poi negli anni dell’adolescenza ho deciso di ridefinire la mia identità che è nera.Sono andata fino in fondo ribattezzandomi con il cognome di Black e la cosa è riuscita bene.La prima parte del libro si intitola White to Black (Dal bianco al nero) e racconta gli anni dall’infanzia all’università, i miei primi tentativi di entrare nel mondo della musica a Coventry. Gli anni Sessanta furono importanti e belli per noi grazie a slogan come Black is Beautiful o alla nascita di movimenti come il Black Power negli States. A 15 anni ero affascinata dal movimento americano per i diritti civili. Le parole di Malcolm X mi incendiarono e in breve creai un piccolo avamposto nell’Essex in sostegno a quel movimento.Quando ero ragazza in Inghilterra la gente di colore era assente dai programmi in tv e fu nel decennio successivo che i neri cominciarono a manifestare la loro esistenza attraverso la musica. Grazie a Bob Marley mi avvicinai a un certo tipo di musica. Mi buttai a suonare la chitarra nei pub di Coventry. Uno degli Specials mi presentò a una band nascente che si chiamava The Selecter, cominciai subito a cantare con loro. La seconda parte del libro si intitola Black and White (Nero e bianco) e racconta la storia del movimento 2-Tone e del mio coinvolgimento in quel progetto. Con i Madness, gli Specials e soprattutto i Selecter cercavamo di costruire un crossover ska punk nel mondo del pop. Nel giro di 6 mesi ci ritrovammo nella top ten e con un disco d’oro per l’album di debutto. Il progetto 2-Tone era diventato realtà. Neri e bianchi per la prima volta erano uniti grazie a una musica altamente energetica, il nostro movimento stava disegnando il futuro del multiculturalismo in Inghilterra in una maniera ignota prima di allora. Era nato a Coventry ma si diffuse in tutto il mondo come subcultura. Un gran traguardo considerato che la nostra musica stette in classifica solo due anni ma che ha sparso la sua eredità nei trent’anni successivi e brilla ancora come simbolo di armonia razziale. Io ero l’unica donna all’interno del movimento e questo mi ha dato la possibilità di esprimermi pubblicamente come rappresentante della mia generazione. Ho continuato a suonare da sola dopo lo scioglimento dei Selecter nel 1981 (la band si è ricostituita varie volte nel corso degli anni,ndr), volevo essere una “voce nera” anche attraverso altri media come la tv. Ricordo l’entusiasmo di partecipare alla convention del partito democratico a San Francisco nel 1984 quando il reverendo Jesse Jackson fu candidato alle elezioni presidenziali. La terza e ultima parte del libro si intitola Back to Black (Ritorno al nero) e racconta la mia ricerca dei miei genitori naturali. Un’esperienza di indescrivibile intensità. Mia madre era in Australia e mio padre in Nigeria. Oggi i bambini di razza mista sono ovunque, è giusto così perché la mescolanza etnica è l’unica soluzione capace di curarci dal razzismo. Spero davvero che la mia testimonianza ricca di zone d’ombra possa guidare verso una società multiculturale sana.

    Cosa ha significato essere una musicista di colore negli anni Ottanta? Penso a Poly Styrene anche lei di razza mista che ci ha lasciato da poco.
    Era molto difficile farsi sentire all’epoca, specialmente se eri un’artista nera, sono contenta di dire che tutto questo è cambiato nel nuovo millennio. Volevo scrivere canzoni che parlassero di razzismo e sessismo ma senza utilizzare un’immagine sexy, perciò combinai la mia f emminilità con un’attitudine da ragazzo rude. Adoravo Poly Styrene. Era un’artista formidabile con uno sguardo unico sul mondo, la conoscevo e la sua morte mi ha provocato un dolore immenso.
    Dopo trent’anni di militanza qual è la tua opinione sulla musica di oggi? Cosa ti manca dei tuoi esordi?
    Ho visto tanta musica salire e scendere dai palchi ma ho sempre amato la cultura ska e l’esperienza 2-Tone che mi ha insegnato innanzitutto a mantenere una prospettiva politica del mio lavoro. Mi piacciono molto Ami Winehouse, Lily Allen, The Kills, Paloma Faith e Beyoncé. Apprezzo la loro energia. La mia generazione ha lottato per raggiungere questa forza, loro hanno raccolto la palla e giocano la partita a un livello paritario rispetto alla contro parte maschile.