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05/12/14

The Miller's Tale: Tom Verlaine

Ancora Stati Uniti, ancora la New Wave e l'epopea del CBGB, con il grande Tom Verlaine che ci racconta di come i suoi Television costruirono quella grande onda musicale, con Ramones, Patti Smith, Blondie e tanti altri,  portando alla celebrità il locale di Hilly Cristall. Come per Stiv Bators e i Dead Boys, alcuni ricordi di Tom si possono riscontrare  nel film CBGB, e i due album di Tom Verlaine sono davvero molto belli..

A un anno di distanza, entrambi i chitarristi - Richard Lloyd e il leader naturale del quartetto, Tom Verlaine - pubblicarono il loro primo album solista. Tom Verlaine, portato a termine il suo primo lavoro (Tom Verlaine il titolo) che richiese molti mesi di preparazione, uscì da un periodo di totale reclusione (mi piace parlare con la stampa, ma non quando ho un progetto in mente..) di solito si faceva trovare vestito in super-casual nel grattacielo della W.E.A., piedi su un tavolo di metallo e vetro, quadri di pop-art sessuale vicino ai quali non voleva essere fotografato.

Non ci sarebbe dispiaciuto vedere i due album dei Television fare un po’ meglio di quello che hanno fatto. Entrarono, saliti fino al 170° posto circa, e spariti. Non si può parlare certo del grande successo commerciale, no?. Dopo decenni, assunti allo stato di "cult".

Strana sorte per un musicista che, come Dylan, era arrivato dalla provincia, aveva pescato un nome d'arte nel campo letterario (Thomas Miller vero nome: <<no, non avevo mai letto Verlaine: mi piaceva solo il suono...»), si era messo a scrivere poesie e insieme all`amico Richard Hell (altro nome d’arte, scelto insieme una notte, come doveva poi accadere per Television) aveva creato la scena punk/new wave ante-litteram.

“Sono arrivato a NYC nel ’68 dal Delaware, a due ore dl macchina da qui, verso sud, dove lavoravo in un magazzino contando piatti e asciugamani. I miei primi strumenti sono stati piano e sassofono, e da un paio d’anni cercavo dl mettere su un gruppo come chitarrista. Partii per NY per i soliti motivi: certo, la musica innanzitutto, ma anche la poesia, e in generale volevo calarmi in una scena viva, coinvolgermi con gente che usasse la testa in tutte Ie direzioni possibili. La scena allora era statica: Max’s Kansas City prendeva solo artisti con contratto discografico, a Bleecker St. regnava ll folk. L’unico posto dove c’era I ‘attività che ml interessava era il Marcer Art Center, che le Dolls avevano messo ln piedi e dove in ogni stanza incontravi la gente più strana. Ma a me le Dolls non piacevano, né per come suonavano né per come si vestivano. Volevo qualcosa di mio, che avevo in mente - venivo dal jazz, ma amavo gruppi come Who, Stones, Doors, Velvet, Them, che avevano anche un impatto veramente fisico -, ma non c’era un posto dove suonare. Un giorno camminavo per la Bowery, e capitai di fronte a questo bar di country e bluegrass, ll CBGB. Entrai ed era un bordello: un paio di ubriachi, un cane che cacava dappertutto. Ma c’era un ottimo impianto, e chiesi al padrone, Hllly Kristal, se si poteva suonare. M’invitò a una audition, e, anche se non so come, gli piacemmo: c'invitò a suonare per due mesi una volta a settimana, ma dovevamo pagarci da soli la pubblicità. Allora io e Richard, nel frattempo già Hell, decidemmo dl provarci sul serio: lui aveva preso in mano il basso non più di due settimane prima... Un certo Terry Ork ci aiutò, comprandoci gli strumenti e dandoci il suo loft dove potevamo provare, e ci mise in contatto con un suo amico, Richard Lloyd. Billy Ficca era un amico d’infanzia, e cominciammo. Patti Smith a quel tempo era ancora una poetessa e una critica: scrisse un palo di buone recensioni, e la gente cominciò a venire al club>>.

A quei tempi (73-74) risalgono le radici della new wave: Tom che collaborava con Patti sul suo primo 45, Piss Factory/Hey Joe, le formazione dei Ramones e dei Blondie, Hell che si cominciava a vestire di cuoio; uno dei primi 45 auto prodotti e con grande clamore per la novità in materia Little Johnny Jewel. E poi, anche un episodio di cui pochi sono a conoscenza: "un giorno ci chiamò Richard Williams, ora critico per il Melody Maker e allora alla Island dl Londra. C’era un certo Eno, disse, che voleva produrci perché se ne era appena andato dai Roxy Music e cercava nuove esperienze. Ci portarono in uno studio a 24 piste, registrammo due settimane, e, se devo essere sincero, pensai che non mi piaceva affatto come eravamo stati incisi. Glielo dissi, e i loro entusiasmi si raffreddarono subito>>

(Dimostrando anche la testardaggine per cui Tom era leggendario, aggiunse:<<..se proprio devo fare un disco, il produttore vorrei scegliermelo io>>). Loro tornarono a Londra, e mettersi in contatto diventò problematico. Uscivo nella notte nella neve a chiamarli da una cabina, e loro non mi richiamavano mai. Cosi, con Fred Smith al posto dl Hell quando i Blondie si sciolsero, aspettammo la migliore offerta, quella della Elektra, e nella prlmavera del 76 firmammo. Scoprì solo allora che Lloyd non solo non era mai stato in un gruppo, ma probabilmente non suonava nemmeno da molto tempo. Cosi, dato che amo cantare con alle spalle un solido supporto ritmico, nel primo disco feci quasi tutte le parti di chitarra io>>.

“Marquee Moon” rappresentò davvero quello che i Television erano, come suonavano, ed è per quello che a Verlaine piace ancora adesso. Un rock che a differenza dei Ramones o Lenny Kaye/Patti Smith non era ossessivo: <<più musicale, più sincopatico, con maggior spazio... più sofisticato se proprio vuoi>>. Un rock basato su una predisposizione molto particolare dl quello che Verlaine chiamava <tension & release, costruire una tensione, che non sempre veniva risolta, a volte solo prolungata indefinitamente. E cantati laceranti, da psicodramma, almeno quanto il suono appuntito della sua chitarra. Una vecchia Fender Jaguar che godette del suo grande momento all’epoca delle surf bands. Un altro album, il più sofisticato, “Adventure” e poi lo scioglimento, che né Ficca (era stato in cento bands. Per lui era solo un gruppo come un altro) ne Lloyd (aveva sempre detto chiaramente che voleva fare il solista), ne Smith (che ora si divide tra entrambi i chitarristi) presero male.

Il secondo album di T.V., Dreamtime, da molti fu considerato il terzo dei Television. E in effetti il suo stile é cosi personale che induce nella tentazione. Ma Tom puntualizza: -<Inciderlo é stato molto più facile e rilassante. Entravo in studio quando volevo, ho chiamato ogni volta i musicisti che ritenevo più adatti per ogni singola canzone e ha questa potenza ritmica, quel battito sincopato che con I Television era Impossibile ottenere per gli stili di chi vi suonava. Se gli altri, il secondo in particolare, galleggiavano per aria, questo é molto più concreto.

Un album ottimo, quando la new wave, che T.V aveva aiutato a creare, aveva già virato verso il pop. In classifica non ci andò mai, anche se era un album tutt’altro che difficile..


1979 - Tom Verlaine
1981 - Dreamtime
1982 - Words from the Fron
1984 - Cover
1987 - Flashlight
1990 - The Wonder
1992 - Warm and Cool (rimasterizzato nel 2005)
1996 - The Miller's Tale: A Tom Verlaine Anthology
2006 - Around
2006 - Songs and Other Things

TELEVISION
1977 - Marquee Moon
1978 - Adventure
1993 - Television
Tutti su Elektra Records
2003 - Live at the Old Waldorf  (dal vivo nel 1978)
su Rhino Records

The Miller's Tale .zip 
Track list: CD 1: 
01 kingdom come (coverizzata "divinamente" da Bowie in Scary Monster)
02 souvenir from a dream 
03 clear it away 
04 always 
05 postcard from waterloo 
06 penetration 
07 breakin' in my heart 
08 marquee moon 
09 days on the mountain 
10 prove it 

CD 2: 
01 venus 
02 glory 
03 the grip of love 
04 without a word 
05 words from the front 
06 let go the mansion 
07 lindi-lu 
08 o foolish heart 
09 five miles of you 
10 your finest hour 
11 anna 
12 sixteen tulips 
13 call me the 
14 at 4 a.m. 
15 stalingrad 
16 call mr. lee 
17 no glamour for willi 
18 the revolution






10/08/14

CBGB, il film




Come del resto anche per i dischi e i gruppi e gli artisti di cui parliamo, nessuna pretesa, non una recensione classica, ma solo impressioni sparse qua e là, punto di vista personale. Nient'altro.

Un film sul mitico CBGB è non corri a vederlo? Ma certo che si. Dopo anni di documentari e di omaggi non c'era dubbio che un film sul club che ha lanciato le carriere di alcuni tra i più influenti punk rockers di tutti i tempi e sul suo proprietario, nonostante tutto ancora poco noto Hilly Kristal, doveva arrivare. Ed era anche strameritato! Anche se poi si è costretti a masticare amaro. Si dice che la pellicola abbia avuto la benedizione di una metà della famiglia Kristal (co-prodotto dalla figlia Lisa Kristal Burgman) e la condanna dell'altra: note sono le vicende giudiziare sull'eredità di Kristal di cui il marchio CBGB è parte integrante, ma il film sorvola su molte di quelle vicende, come sulla totale assenza dalla storia della moglie di Kristall, proprietaria della licenza per i liquori (e quindi vera proprietaria del club) e dell'altro figlio di Hill e con i suoi "Slam!" "Buzz!", esclamazioni fumettistiche che dovevano impreziosire il film secondo gli autori, lo riducono invece quasi in macchietta, in una caricatura di colore rosa mascherato da storia vera. Quella dell'assenza delle vicende familiari e giudiziarie non è certo l'unica pecca del film.
Uno dei locali di musica più leggendari degli Stati Uniti, se non del mondo, trattato in modo totalmente dilettantesco, con una sceneggiatura debole, i suoi personaggi da clown e soprattutto il suo epilogo mieloso e servile (tutti vivono alla fine felici e contenti).

La grafica è davvero imbarazzante: brutta sul serio


CBGB è più che altro la storia personale di Hilly Kristal, un Alan Rickman che tutti riconosceranno per essere stato uno dei protagonisti in Harry Potter (io non ne so niente, non sono un fan del maghetto..ma di Alan sì..) , e il suo ruolo piuttosto accidentale, nel dare l'impressione che il suo cane avesse l'abitudine di usare il club come il proprio bagno personale.
Da quello che mi risulta è verità che Kristal  era un dandy estremamente generoso, tirava fuori dai guai amici, tossici dalla prigione, offrendogli pure un lavoro, pagava di tasca sua i tour delle band in cui credeva. Ma il film eccede e lo trasforma in uno zerbino incapace, con una totale mancanza di ego che porta a chiederci come abbia fatto per tutto quel tempo a gestire uno dei club più famosi al mondo. Tant'è.
Dovrebbe restare la musica a consolarci, e almeno in parte, quella c'è e rimane.
Al CBGB si sono esibiti gruppi come Bad Brains, Living Colour, Fishbone, The Dead Kennedys, ma colpisce il fatto che in tutto il film non vi è traccia di nessuno, dico nessun gruppo o artista di colore. Strano.
E se ci farete caso, sui muri del club ci sono appiccicati manifesti e volantini di band che, nel 1973 anno di apertura, nemmeno si dovevano formare! Solo David Byrne dei Talking Heads risulta somigliante e credibile, e la storia dei Dead Boys, i preferiti da Kristall che gli fece da manager per un breve periodo. Il resto risulta macchiettistico, e irritante quando si cerca di definire il brusco carattere di Johnny Ramone ( Rock 'N' Roll High School è nettamente superiore nel mettere in mostra il sublime talento di Johnny, Joey, Dee Dee e Tommy / Marky), la pazzia di Iggy Pop, la sfrontatezza di Blondie. Lou Reed biondo ossigenato è ridicolo. I Television si salvano, anche grazie alle canzoni inserite ma per il resto gli altri sono tutti imitatori, per niente credibili né come anticonformisti nè come musicisti. Il personaggio più simpatico risulta Merv, amico e socio di Hill, interpretato da Donal Logue, il Re Horik di Vickings!
E credo sia anche esagerato il modo in cui la Bowery, (mitica strada del CBGB) e in generale il centro di New York viene descritto: sembra di stare nella Beirut della guerra civile, e tossici, sporcizia e squallore ovunque. Certo negli anni '70 New York era diversa da quella yuppie e mercificata che è poi diventata, ma dai.. Ripeto: sulla colonna sonora originale, tanto di cappello.

Sono convinto che nessuno pellicola sarà in grado di catturare la magia iniziale che fu dei Ramones, Talking Heads, Blondie, Television, Iggy Pop, The Dead Boys, o Richard Hell e i Voidoids, ma almeno Alex Cox nel suo significativo capolavoro Sid & Nancy aveva due attori straordinari (Gary Oldman e Chloe Webb) per superare inesattezze e le libertà fittizie nel raccontare la storia dei Sex Pistols e l'esplosione del punk nel Regno Unito e convincerci che erano in realtà Sid Vicious e Nancy Spungen, così come Val Kilmer ha potuto scimmiottare Jim Morrison in The Doors con autenticità vitale.
In definitiva.. CBGB è l'espressione e la rappresentazione più terribile del movimento punk  anni '70 a New York. Da vedere per ..dovere e per passione.









Tour Virtuale CBGB