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03/01/17

Terry Hall, talento e ghigno scontroso, ancora con lo skank irresistibile degli Specials

Terry Hall chiede sempre una sigaretta prima di iniziare un intervista. Non è e non è mai stato un grande chiacchierone, quindi non è imbarazzante il silenzio mentre armeggia con le sue cartine e il tabacco, la sua faccia lunga e un pò lugubre. Terry Hall è stato (ed è) il cantante degli Specials, ska band leggendaria di Coventry, e guida di tutto il movimento 2Tone, casa discografica fondata da Gerry Dammers, pazzo tastierista degli stessi Specials.

Terry lasciò il gruppo dopo che il loro singolo Ghost Town arrivò incredibilmente al numero uno nelle classifiche inglesi e appena cinque mesi dopo tornò nelle charts con i Fun Boy Three: sembrava il preludio di una gloriosa carriera, destinato a diventare uno dei più grandi frontman britannici. Invece..
Non ha mai raggiunto le vette del successo, pur avendo il talento, la voce idiosincratica e un ghigno scontroso che solo lui. Forse perché è "troppo inglese". Forse perché.. è percepito come imbarazzante, lunatico, e pieno di guai. Forse perché non ha mai baciato il culo all'America. Forse è perché in realtà è solo molto timido, e soffre di depressione.
Terry Hall si ammala di depressione, soffrendone pesantemente per anni. Si avvicina a Camden ad un operatore della carità per la salute mentale. Da qui, una difficile risalita.

Parlando degli Specials, afferma che bastava guardare una foto del gruppo per capire la dichiarazione d'intenti politica del gruppo, in tempi in cui il Regno Unito soffriva la forte presenza del Fronte Nazionale: c'erano sette musicisti sul palco, bianchi e neri e anche se non avevano esattamente le stesse convinzioni politiche erano in giro ogni sera a dire: 'Questo è quello a cui tutti noi crediamo '. L'abbandono di Terry fu dovuto agli scontri di personalità all'interno degli Specials, ma anche al fatto che aveva ritenuto che, con Ghost Town, avevano raggiunto quello che si erano proposti di fare.

Terry Hall è stato coinvolto con alcune band incredibili e ha prodotto una gamma diversificata e impressionante di lavori, con una dozzina di canzoni divenute dei classici del pop, e una serie di album superbi.
C'è quel vecchio enigma nel mondo del pop, il perché alcune band riescono a mantenere una carriera sulla base di un singolo nella Top 40; mentre altri, con più talento e fascino, scompaiono dopo una presenza di due-tre anni nelle Top Ten. I Fun Boy Three, la band formata da Terry Hall, Lynval Golding e Neville Staple,  dopo aver lasciato gli Specials, stanchi del caos, dell'abuso di alcol e droga, di anni di tour frenetici e dell'aggressività dei fan skinhead della band, è uno di questi misteri.

Il secondo (e purtroppo ultimo album dei Fun, Waiting, prodotto da David Byrne ex Talking Heads ', è quello mio preferito. Proprio in Waiting Terry parla per la prima volta degli abusi subiti da bambino, nella splendida Well Fancy That!.
 David Byrne: <<"Non ha detto niente a sua madre, non ha detto niente ai suoi amici, ma ha deciso di dirlo a tutti. ">>

con Amy, grande appassionata di Ska
L'approccio di Terry Hall ad un evento così orribile rivela qualcosa dell'essenza dell'uomo. Hall ha sempre fatto le cose a modo suo. Ha scelto il modo migliore per affrontare i propri demoni privati. E ha proseguito il suo percorso, dagli The Specials, ai Fun Boy Three, attraverso The Colourfield, Terry, Blair and Anouchka, quindi con i Vegas (con Dave Stewart). Gli Hour of two lights, è il progetto multirazziale messo su da Terry con Mushtaq, l'ex rapper dei Fun-da-Mental. Il 90% dei musicisti degli Hour non aveva mai visto l'interno di uno studio di registrazione. C'erano un cantante libanese di 12 anni, un rapper algerino cieco, un clarinettista ebreo settantenne e i Romany Rad, una band di zingari polacchi richiedenti asilo a cui avevano incendiato le case in Polonia. Ci sono state apparizioni con Tricky, Gorillaz fino alla sua carriera solista e oggi di nuovo con gli Specials.

Oggi Terry sembra relativamente felice, dopo essere passato per un divorzio, vive con una nuova compagna a Londra e due figli adolescenti. Ha scoperto che suo nonno era un orologiaio ebreo tedesco. Lo sta ancora cercando, ma ci sono storie diverse. Terry è cresciuto in un ambiente dove davvero non si sapeva  da dove si proveniva. Coventry è stata costruita da e per gli immigrati perché Londra era una città industriale in cerca di manodopera a basso costo. Crediamo che non sia un caso che un gruppo come gli Specials sia venuto fuori proprio da lì. Amiamo Terry Hall perché è uno di quegli artisti che è sempre stato in debito con se stesso, e con nessuno altro..

More Specials.rar

More Specials è il secondo album Specials, uscito nel ottobre 1980. L'album amplia il sound 2 Tone del loro debutto per includere musica lounge, jazz, soul e altre influenze. Partecipano membri delle Go-Go Belinda Carlisle, Charlotte Caffey, e Jane Wiedlin; Rhoda Dakar delle Bodysnatchers; e Lee Thompson, sax dei Madness. Questa versione rimasterizzata consente di ascoltare con chiarezza i nuovi suoni, le trame e le caleidoscopiche ambizioni, per la maggior parte costruiti da Jerry Dammers(l'uomo che ha inventato gli Specials, che ha dato alla band il vantaggio, che ha scritto la maggior parte delle canzoni,  responsabile per aver reso  la band davvero memorabile, e che non è stato incoraggiato a partecipare alla reunion: <<ho fondato gli Specials, e ora sono stato escluso>>,' ha detto Jerry Dammers poche settimane fa). C' era sempre stato attrito tra Dammers e Terry Hall - attrito che continua ancora oggi.

I testi, come nel precedente album, sono intensamente intrisi di politica e sociale. La desolante vita nelle periferie inglesi è ritratta in tutta la sua squallida, soffocante disperazione. La Poor Little Rich Girl fugge a Londra solo per finire nel giro dei film porno. Il volo aereo di International Jet Set è un incubo claustrofobico che termina con i passeggeri che urlano come in un incidente aereo. E l'ironia delle due versioni di Enjoy Yourself è molto scura. E 'certamente una descrizione accurata; la vita in Gran Bretagna non era molto divertente allora, non come la immaginiamo noi ora.
Con soli tre album gli Specials, parlando di razzismo, guerra illegale, di ingiustizia sociale, con l'inno a Nelson Mandela, non solo hanno aperto gli occhi della gente su quello che stava succedendo in Sud Africa, ma hanno effettivamente contibuito per creare un cambiamento a livello politico e personale.

Hall, Dammers e soci hanno dimostrato che la musica può fare la differenza ed è in grado di creare cambiamenti (in meglio) per la società.
Gli Specials (e ogni singolo membro è vitale per ciò che ha dato in questa grande band, indipendentemente da ciò che dice oggi e ancora Jerry Dammers) hanno toccato una generazione e sono importanti per la narrazione post-bellica della cultura popolare britannica e europea, come Rotten, Strummer e co.


 Sotto TERRY HALL con i Fun Boy Three al Rockpalast in Germania, con Mushtaq nel progetto The Hour of two lights e infine l'intera performance dei rinati SPECIALS, senza Gerry Dammers però, al teatro TROXY di Londra il 16 novembre del 2016, un concerto davvero esaltante e intenso. Il set  (ripreso dall'imperdibile sito mod FRED PERRY SUBCULTURE) è stato sold-out, pubblico adorante che si è crogiolato nel vedere gli eroi della propria giovinezza, mentre non meno pesante è stata la presenza delle nuove leve di audience. Gli Specials sembrano ricreare la linea del fronte politico ed emotivo più viscerale che operò durante quel periodo di cambiamenti sociali e di sconvolgimento politico, e un selvaggia, fisica esperienza di ascolto di musica dal vivo che mi sembra sia andata completamente persa dalla generazioni più giovani. Se il fragile suono "glitchy" dei produttori di musica (da camera da letto) moderna rispecchia il nostro attuale stato di isolamento elettronico, il caotico e gioioso suono ska degli Spacials riflette ancora vite vissute guancia a guancia, strofinandosi uno contro l'altra, in un indimenticabile "skank" irresistibile.







SETLIST al TROXY
Ghost Town
Do Nothing
Friday Night, Saturday Morning
Stereotype
Man at C&A
Blank Expression 
Rat Race 
Why?
Redemption Song  (Bob Marley & The Wailers cover) 
Doesn't Make It Alright 
Nite Klub 
(Dawning of a) New Era
Do the Dog  (Rufus Thomas cover)
Gangsters
Concrete Jungle
A Message to You, Rudy  (Dandy Livingstone cover)
Monkey Man  (Toots & The Maytals cover) 
Little Bitch
Too Much Too Young
Enjoy Yourself (It's Later Than You Think)  (Tommy Dorsey & His Orchestra cover) 
rientro:
Guns of Navarone  (The Skatalites cover)
All the Time in the World
You're Wondering Now  (The Skatalites cover)


06/12/16

Madness: We are London

Nella lunga estate calda del `76, il Punk esplose sulla scena musicale con rabbia, vomitando veleno e calpestando la reputazione di molte rock star dell'epoca. Ma mentre i Sex Pistols registravano il loro primo demo, tre ragazzi di Camden Town si divertivano a suonare cover dei loro idoli, pezzi di Fats Domino, dei Coasters e altri. Mike Barson, Chris Foreman e Lee Thompson erano vecchi compagni di scuola che avevano trascorso gran parte del loro tempo libero a colorare di graffiti ogni mattone lasciato incustodito e treni merci. Mike aveva abbandonato la Hornsey Art College e suonava il pianoforte per sedare la noia, mentre il fratello Danny era il cantante dei Bazooka Joe. Lee Thompson aveva una dubbia reputazione, ed era inseguito da una serie di comparizioni in tribunale.
 "E' stato un privilegio e una fortuna aver incontrato Chris e Mike, voglio dire prima di incontrarli, andavo in giro con un tizio, Bobby e ci siamo messi in qualche guaio piuttosto serio", spiega Lee, che iniziò ad imbracciare il Sax.
Chrissy Boy Foreman aveva comprato la sua prima chitarra per 20 sterline, ricevute da un rimborso fiscale e si era unito ai ragazzi iniziando a provare nella camera da letto di Mike. Fu all'Aldenham Boys Club che il trio ebbe il primo contatto con i due futuri membri, Graham 'Suggs' McPherson, ingaggiato ai microfoni dopo una audizioni malfamata e una versione di "See You Later Alligator", e Carl 'Chas Smash' Smyth, reclutato prima come bassista ma diventato poi MC e trombettista del gruppo, saltando e ballando sul palco, e causando generalmente il caos. La band aveva adottato il nome degli Invasori.
Daniel 'Woody' Woodgate aveva visto la band al concerto di William Ellis e sapendo che cercavano un batterista, chiese il posto a Mike Barson che lo ingaggiò. Mark 'Bedders' Bedford fu reclutato al basso da Mike Barson nel furgone che il gruppo usava per gli spostamenti.

Mike"Mounsier"Barson: A Northen London c'era un'altra band che si faceva chiamare Invasors, quindi abbiamo dovuto cambiare il nome. Un giorno a una prova, il nostro chitarrista Chris Foreman ha detto: "Che ne dite di..Madness?" Nah. Fa schifo." Invece, tutti pensarono che fosse un nome divertente. Se non avesse parlato, saremmo diventati una band seria!.

Il nome gli era venuto in mente perché gli piaceva il classico del 1963 di Prince Buster, Madness, che la band aveva inserito in scaletta nei loro primi concerti. Col tempo la musica aveva preso una direzione diversa, evoluta in una miscela più sottile di Ska, mescolato con il cosiddetto Nutty Sound, concetto sviluppato da Lee Thompson, una miscela di pop e atteggiamenti da circo che i ragazzi avevano adottato sotto l'influenza di Kilburn & The Highroads, la vecchia band di Ian Dury, (grande amico e sostenitore dei Madness). 
Il Dublin Castle, il pub di Camden che tante volte siamo andati a visitare era la base dei Madness, il posto in cui quasi tutte le sere suonavano con esilaranti esibizioni.

Le cose iniziarono a cambiare quando Lee, Suggs e Carl videro gli Specials di Gerry Dammers suonare dal vivo. Erano come loro, ma turbocompressi. La miscela di Ska Punk degli Specials, che avevano da poco pubblicato "Gangsters", basata soprattutto su un altro singolo di successo di Prince Busters del 1964, "Al Capone",(il lato B conteneva la versione originale di "One Step Beyond") non era poi così distante dal loro sound. Dopo il concerto, Jerry Dammers, che suonava le tastiere e frontman della band, gli parlò della sua nuova etichetta, la 2 Tone, che secondo lui sarebbe diventata la nuova Motown. I Madness incisero The Prince per la nuova label, pensando che fosse l'unica cosa che avrebbero registrato. Il brano uscì il 10 agosto 1979 e arrivò al n° 16 delle chart inglesi e improvvisamente tutti erano entusiasti dei Madness. L'invasione 2 Tone era cominciata.
Anche le grandi etichette iniziarono a rincorrere i Madness.
One Step Beyond fu registrato in 10 giorni per la Stiff Records, e fu un idea di Suggs di inserire la cover di One Step Beyond nel disco. Era uno dei vecchi dischi di Prince Buster che giravano nel jukebox del Pub. Chas Smash, arrivò con l'intro: “Hey you, don’t watch that, watch this. This is the heavy, heavy monster sound …”"
Fu ispirato dagli shouty, gli intro "dei dischi giamaicani come “I am the magnificent”.
La band era composta da tanti musicisti, ed era difficile ottenere una buona fotografia per la copertina dell'album, così fecero la Duck Walk, la camminata dell'anatra, già sperimentata dai Kilburn and the High Road. La loro Duck Walk sulla copertina di One Step Byond è diventata un icona per tutto il movimento " Tone e non solo.

Anche se i Madness vengono spesso identificati con il movimento 2 Tone e lo Ska in generale, sono molto di più. Hanno fatto cantare e ballare milioni di ragazzi in tutto il mondo, il loro seguito è ancora molto forte e sono considerati una band.. leggendaria. Nella loro carriera ci sono stati momenti difficili e altri esilaranti, molti gli scioglimenti e le reunion e i problemi personali dei vari componenti. In definitiva una delle band che più abbiamo amato e che amiamo e una dei migliori set live che il rock ricordi.


At MadStock
Disponibile in un unico pacchetto completo, su Salvo Sound & Vision, Madness at 'Madstock' presenta il film del concerto originale tenutosi nel '92  su DVD e la relativa colonna sonora  su CD con quattro tracce di bonus rari, uno dei quali (Razor blade Alley) mai pubblicata su CD.

Quando un piano per una reunion dei Madness fu approntato sei anni dopo lo scioglimento del gruppo nel 1986, nessuno avrebbe potuto prevedere ciò che sarebbe accaduto o come sarebbe stato accolto. L'evento si tenne nel fine settimana in un parco a nord di Londra, nell'estate del '92, mentre si era  in piena scena Madchester, e con l'esplosione dell'Acid House e del Grunge negli Stati Uniti.
Segnò la prima apparizione pubblica di tutti e sette i "ragazzi" nutty, fu una reunion giubilante: 72.000 fan scatenati si riunirono per due concerti stracolmi al Finsbury Park, scatenando tanto rumore da far registrare una scossa di 4,5 sulla scala Richter. Pose definitivamente i Madness nel canone delle grandi band inglesi.

Il video cattura l'atmosfera di quella incredibile festa d'estate in tutta la sua gloria, dipinge un ritratto vivido di quel fine settimana magico, e nella confezione sono incluse fotografie inedite e note di copertina, oltre che interviste con Chas Smash, Woody, Chrissy Boy e Mike Barson.

Tale fu il successo di 'Madstock', che sarebbe diventato un evento biennale che si tenne ancora  nel 1994, 1996 e nel 1998. Un quinto concerto 'Madstock' fu organizzato nel 2009 per celebrare il 30esimo anniversario della band.

Hey you, don’t watch that, watch this...!!

Madness - At MadStock



Setlist: 
1]One Step Beyond
2]Embarrassment
3]The Prince
4]Driving In My Car
5]The Sun And The Rain
6]My Girl
7]House Of Fun
8]Shut Up
9]Wings Of A Dove
10]Tomorrow's Just Another Day
11]One Better Day
12]Baggy Trousers
13]It Must Be Love
14]Bed And Breakfast Man
15]Our House
16]Madness
17]Swan Lake
18]Nightboat To Cairo


13/09/16

Whine and Grine: Prince Buster, voce del popolo giamaicano

E' stato David Rodigan , re dei DJ reggae e della dancehall a dare la notizia, dopo la conferma della Federazione dei Musicisti della Giamaica: Prince Buster, pioniere e leggenda dello Ska e autore di brani come One Step Beyond e Madness si è spento all'età di 78 anni, giovedì 8 settembre a Miami. Subito si sono susseguiti omaggi e tributi che hanno inondato i social media. Nato a Kingston, in Giamaica nel 1938, Cecil Bustamante Campbell deve l'appellativo di "Principe" alla sua attività sportiva nella boxe, dove si era distinto sotto la guida di Sid Brownd, famoso peso medio e campione di Giamaica, mentre l'altro soprannome, Buster, proviene da Alexander Bustamante. Insieme a Norman Manley, Bustamente è stata la figura dominante della politica giamaicana dal 1930 fino al dopoguerra, e uno dei co-fondatori del PNP [Peoples National Party]. L'anno in cui Buster è nato vide un'ondata di scioperi e disordini sociali spazzare tutti i Caraibi. In Giamaica, Bustamente fu un capo e un brillante oratore, e la 'prima voce del popolo.
A Cecil, oltre la boxe, piace la musica e alla fine degli anni '50 mette su il suo primo sound system, La Voce del Popolo, sfornando il primo hit, Oh Carolina, che gli procura fama e rispetto dell'ambiente.

Busterrecordshop
Il termine leggenda può veramente essere applicato a Prince Buster, che dopo un tentativo fallito di sbarcare negli Stati Uniti, inizia a registrare in Giamaica: il suono era così eccitante e il ritmo così contagioso che i giovani adolescenti elevarono immediatamente Prince Buster ad avanguardia del nuovo sound ska nei primi anni '60. In seguito la sua influenza contribuì alla transizione dello ska verso il rocksteady. E' in Gran Bretagna che la musica di Prince si propaga, nelle comunità giamaicane e caraibiche di Londra: Buster è stato il primo giamaicano ad avere una hit nella top 20 proprio in Inghilterra, Al Capone nel 1965; seguirono altri sigle esuberanti, come One Step Beyond e Enjoy Yourself. Nella costante evoluzione del reggae, a Prince si deve la produzione di uno dei primi album dub giamaicani, The Message. Proprio quando fu concessa la licenz di "Oh Carolina" alla Melodisc Records di Londra, Buster iniziò un rapporto d'affari con il capo dell'etichetta Emil Shalet. La collaborazione con l'imprenditore europeo portò il tecnico del suono giamaicano  alla pubblicazione di oltre 600 titoli nel Regno Unito, su etichetta Blue Beat, e la sua sussidiaria, la Dadi e Fab nel corso degli anni a seguire. Questo vasto catalogo - la maggior parte del quali è reperibile in qualsiasi formato oggi - comprende alcuni dei più grandi brani ska, rock steady e reggae mai fatti. Tra queste uscite, ci sono diverse serie che commentano e celebrano alcuni aspetti della cultura dancehall giamaicana. Prince ha avuto musicisti di altissima qualità, tra cui molti Skatalites, e tanti sostenitori e ammiratori dello ska come il trombettista Oswald 'Baba' Brooks, il sassofonista Dennis 'Ska' Campbell e Val Bennett, quest'ultimo presente con forza sul grande hit britannico di Buster, Alcapone(Guns Don't Argue)". Inoltre ha prodotto centinaia di superbe strumentali ska tra 1962-1966, e il meglio di queste sue produzioni sono state registrate nei celebri Studio One / Top Deck con gli Skatalites.

Ma forse le migliori produzioni di Buster furono quelle da lui stesso realizzate, nella fase del Rock Steady che dominò la scena dal 1966-1967: registrò la serie 'Judge Dread', recitando la parte del giudice che emetteva le sentenze draconiane per i Rude Boys giamaicani. Una volta disse che la gente veniva nel suo negozio per stringergli la mano e lodarlo per aver parlato nei testi di quelle canzoni contro il 'gunmanism', le uccisioni di giovani delle baraccopoli, che stava appena iniziando ad affliggere la società giamaicana.




Prince Buster ha giocato un ruolo fondamentale nella storia della moderna musica popolare giamaicana, dal mento, al boogie giamaicano fino allo ska, al rock, al reggae costante e precoce. Le dancehall giamaicani hanno dato al mondo il suono del sistema a doppio ponte , il clash sound , il dub remix,   la messa in primo piano del drum and bass nei remix, il campionamento, il deejay rap e il personality selector - in pratica l'intero sistema di trasmissione della musica dance moderna. Tanti sono stati pionieri in Giamaica, anni, anche decenni, prima che questi suoni fossero ripresi nel mondo metropolitano. E nelle atmosfere della dancehall, Prince Buster è stato un innovatore cruciale - se qualcuno può affermare di aver inventato lo ska, lui è l'unico che può farlo.

Con una manciata di album e 5 grandi hits Prince Buster è ampiamente accreditato come il fondamento della rinascita dello ska alla fine degli anni '70 ei primi anni '80 - il cosiddetto Ska Revival, con l'etichetta Two Tone che gestisce tutto il movimento. Il suo status leggendario continuò ad assicurargli un forte seguito tra i devoti del new-ska: band come Madness, Specials, Selecter rifanno in chiave moderna molte delle sue canzoni, alcune come Enjoy Yourself degli Specials e One Step Beyond dei Madness diventano veri e propri inni dello ska revival in Inghilterra. Paradossalmente, è proprio ascoltando queste band che scoprìì Prince Buster, e con lui molti dei grandi precursori, produttori e musicisti del reggae, dello ska e del dub giamaicani. In particolare con  Rough Rider e Whine and grine, coverizzate magnificamente dai Beat.  In questi giorni molti dei musicisti dei Madness, Special, The English Beat (i gloriosi Beatd degli anni '80!) continuano ad offrire le loro condoglianze alla famiglia, e tantissimi sono gli omaggi su Twitter e su altri social. La morte di Prince Buster, vera e propria leggenda della musica," reggae e della dancehall" icona della musica giamaicana e pioniere, fonte di ispirazione di una moltidudine di musicisti, lascia un grande vuoto. Le ultime apparizioni di Prince furono verso la fine degli anni '80 e gli inizi dei '90, quando andò in tour con gli Skatalites, tornando anche nelle classifiche con una nuova versione di Whine and Grine.
RIP





15/05/11

Twist & Crawl : The Beat

"Il mio segreto è di portare magari una giacca di seconda mano e di apparire più elegante di un figlio di papà".
All'alba degli anni '60 in Inghilterra si stabiliscono le prime comunità di immigrati neri - in gran numero giamaicani e diseredati del Commonwealth britannico - nelle zone industriali, e un certo rapporto tra i neri e classe lavoratrice bianca diviene possibile. I Mods (la cui sottocultura fu una straordinaria forma di ceativa di narcisismo) furono i primi a crescere a contatto dei giovani giamaicani, rispondendo positivamente alla loro presenza e cercando di emulare il loro stile di vita. I mods, per partito preso avversi a qualsiasi cosa che puzzasse di estabilishment, furono i tipici dandy delle classi lavoratrici, ossessionati dall'immagine di sè, precisi e puliti, viaggiavano su motoscooter carichi di ornamenti, e di ritorno dal lavoro o dalla scuola si perdevano in un underground di piccoli club, discoteche, boutiques, negozi di dischi. Qui nasceva la loro identità segreta e una parte integrante di tale identità fu un affinità emozionale con la gente di colore, affinità poi tradotta in stile. Si battevano i piedi con i ritmi pulsanti di James Brown, Dobie Gray, Otis Redding insieme ai ritmi rapidi dello Ska, la musica antenata del reggae. Tutto si stava accavallando.

"Eravamo insieme effettivamente dal '78. Il primo spettacolo è stato marzo '79,nello stesso weekend di .. Three Mile Island .. l'incidente nucleare. Per questo lo ricordo bene. (ride).Un nostro compagno ci avverti dell'incidente mentre eravamo sul palco ." (Dave Wakeling)

1978 - Erano anni in cui vi era un altissima disoccupazione e di sconvolgimenti sociali. Nei sobborghi della classe operaia industriale di Birmingham c'erano un sacco di gruppi punk che avevano come supporto reggae band, ma non erano molti i club che accettavano punks e rasta insieme, i ragazzi organizzavano feste in casa con un DJ reggae e uno punk, agli angoli opposti della stanza e si alternavano per tutta la notte. Una notte Andy Cox, futuro chitarrista disse: "se si combinano elementi di entrambi i DJ in una canzone cosa potrebbe venirne fuori, Dave?" Questo interrogativo è stato l'inizio. Andy Cox e Dave Wakeling mettono su la band che sarebbe diventata The Beat. Con Ranking Roger alle funzioni vocali, David Steele al basso e con Everett Morton al drumming a cui si aggiunge il celebre sassofonista Saxa, famoso per aver suonato con Prince Buster, Laurel Aitken e Desmond Dekker nella prima ondata Ska. Si mescolava i ritmi veloci del punk e il reggae, quello che Bob Marley diceva in Punky Reggae Party: mescolate e unitevi in una grande festa punk reggae! Insieme agli Specials e ai The Selecter i Beat furono precursori e parte della rivoluzione ska e di tutto il movimento che ruotava intorno alla mitica etichetta 2-Tone.

Il primo singolo fu la cover di 'Tears Of A Clown' di Smokey Robinson,una fusione tra differenti stili musicali come ska, punk, pop, soul e reggae che andò dritto nella Top 10 Nazionale fino al n°6. Sembrava quasi naturale per la band comporre canzoni che avessero come tema l'amicizia, la solidarietà.. Canzoni come 'Stand Down Margaret' li vide punta di lancia di un movimento che si batteva per un vero cambiamento sociale e per una società davvero multirazziale e multiculturale.

Solo 3 album, I Just Cant Stop It', 'Wh'appen', e 'Special Beat Service', una manciata ci canzoni in cui però c'è tutta la fluidità e l'apertura musicale dei The Beat. I loro esplosivi spettacoli dal vivo (tour mondiali a fianco di grandi artisti come The Clash, The Police, REM, Talking Heads, The Pretenders e, naturalmente, The Specials) permisero loro di raggiungere centinaia di migliaia di fan in tutto il mondo, comunicando positività e  libertà non solo attraverso la loro musica, ma con le loro azioni e il sincero impegno per la causa ecologista, contro il nucleare, la guerra, la giustizia sociale.

Dopo cinque anni di attività la band si scioglie, nascono due differenti progetti,General Pubblic e Five Young Cannibals, progetti che non hanno lunga durata. Oggi Dave Wakeling vive in California e ha una intensa attività live con gli English Beat.
Billy Bragg ha detto alla radio "Dave Wakeling, dove sei quando il tuo paese ha bisogno di te?"
E con una manciata di canzoni che amo ora più di prima, i Beat mi hanno accompagnato per 25 anni. Sogni, speranze, l'impegno politico, storie d'amore e cosa importantissima, l'unico gruppo che è riuscito a..farmi ballare!
Tantissimi gli estimatori, Eddie Vedder (Pear Jam) esegue la loro Save it for Later alla fine di quasi tutti i suoi show..












B.P.M..Beats for Minute