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10/07/14

Rock Logo

Marchi, elaborazioni grafiche, simboli, immagini. Grazie al contenuto espressivo e alla capacità di sintesi sono in grado di scuotere, coinvolgere e mobilitare le masse. La cultura delle multinazionali impiega sempre più forze e denaro sul logo e sulla proposta di una serie di valori immateriali ed ideali da collegare ad esso, mentre le le tecniche di branding sono in continuo cambiamento: si cerca in tutti i modi di mettere in campo un immaginario simbolico per attrarre e sedurre, con lo scopo finale di rendere sempre più fedele i  clienti e creare così una propria fetta di monopolio. Intanto cultura del marketing si espande anche fuori dalle aziende, in luoghi un tempo protetti come le scuole, i musei e i parchi,  producendo gadget e false speranze.
Le aziende sembrano sfornare ormai marchi, e non prodotti. Molte aziende che prima producevano nelle loro fabbriche e avevano tanti dipendenti a tempo indeterminato   hanno chiuso le fabbriche, affidato la produzione a una rete di appaltatori e subappaltatori e hanno investito nel design e nel marketing necessari a diffondere il più possibile la loro grande idea, il loro brand. (modello Nike)  Altre aziende hanno scelto invece   di conservare un nucleo strettamente controllato di azionisti-dipendenti che gestiscono “l’attività centrale” dell’azienda ed esternalizzare tutto il resto, dalla gestione della posta alla scrittura del codice informatico, affidandolo a lavoratori precari. (modello Microsoft) Alcuni le hanno chiamate hollow Corporation, imprese vuote, perché queste aziende ristrutturate sembrano avere un unico obiettivo: trascendere il mondo fisico per trasformarsi in un marchio incorporeo. Come ha detto l’esperto di gestione aziendale Tom Peters: “È da stupidi possedere cose!”. Ma questo è un discorso che ci porterebbe lontano, molto lontano, abbracciando non solo i settori  della pubblicità, (grafica, arte..), ma dell'economia, della politica, della morale..e che sicuramente affronteremo. Parliamo invece del mondo del pop e del rock, che vive si di musica ma anche di apparenza: la musica oggi non solo si ascolta, ma si vive e si indossa, e in molti casi contribuisce a creare un mondo parallelo in cui riconoscersi. Alcuni dei marchi di artisti rock sono diventati veri e propri brand mondiali, con un valore artistico e commerciale straordinario..


04/04/13

Ho visto le peggiori menti della mia generazione (M5S)

“Gli ideali hanno strane proprietà, e fra le altre anche quella di trasformarsi nel loro contrario quando si vuol seguirli scrupolosamente” (Musil)
 
Grillo m’era pure simpatico. Quando faceva il cabarettista era una vera forza, poi ha iniziato ad indossare i panni del messia, girando per i palasport urlando e insultando a destra e a manca, che solo lui ha la verità. Mah.. E’ che i grillini mi stanno sul culo,  mi sono trovato di fronte a gente altezzosa, snob, settaria: se non sei dei nostri, anima e corpo, se hai qualche dubbio.. sei nemico. Figuriamoci. Una vita a combattere populismo, partiti aziendali, culto della personalità.  Mi sta sul kaz chi crede di essere migliore in tutto e più di tutti, chi divide il mondo in noi buoni e loro i cattivi (e lo dice uno che in passato l'ha fatto molto.. ) , noi tutti onesti..voi tutti ladri..

E provate a criticare il movimento sui social network: vi ritroverete le bacheche piene di insulti, minacce, se va bene di essere accusati di essere contigui alla vecchia politica, complici del disastro, invidiosi e quant’altro. "MO SO' CAZZI VOSTRI! VE MANNAMO TUTTI A CASA A LADRIIII!!!!!". Questi i toni. Non aveva iniziato così Berlusconi? In verità ho dovuto bannare più di una persona, in qualche caso amici, gente che conoscevo da una vita e avulsa alla politica, o quantomeno avevano un approccio tranquillo, distaccato dalle tristi vicende politiche italiane. Trasformati, per incanto. Colpiti dalla luce, subito devoti al nuovo messia, praticamente è impossibile ragionarci. Invasati, fanatizzati. Colpiti dal chiunquismo ( il fatto cioè, che chiunque che va a fare il politico può non capire una cippa di ciò di cui si occupa, M. Gramellini) , parlano ora di politica senza neanche aver letto il programma del loro movimento, gli basta la parola del capo: tutti ladri, tutti a casa, mi occuperò io di tutto, voglio il cento per cento e non ci saranno più disoccupati, porteranno finalmente la pace nel mondo, il pianeta rinascerà, non ci saranno più cattivi e ladri, comanderanno solo i puri. Arroganti e saccenti, come i personaggi che hanno catapultato in parlamento (la Lombardi su tutti), strani rivoluzionari terrorizzati dalla violenza verbale di Grillo,  sembra proprio che i grillini non riescano ad abituarsi alla satira: le pagine dei social network di Maurizio Crozza sono state prese d'assalto con commenti forti e insulti al comicodopo la pubblicazione di una vignetta satirica su Grillo il noto vignettista satirico Alessio Spataro (quello della Ministronza) si è visto sospendere l'account Facebook per giorni. (La causa è da imputare al  gran numero di utenti grillini intolleranti che hanno "segnalato" l'account del vignettista a Facebook). Anche Fiorello, che nella sua edicola aveva burlato Crimi è finito nel mirino dei taliban grillini.

Intanto, alle ultime elezioni  dice Beppe Grillo che tutto è stato fatto "nelle regole". E comunque. La mamma Ivana Simeoni sarà senatrice della Repubblica  ... e suo figlio Cristian Iannuzzi entrerà alla Camera dei Deputati. Tutti ladri, tutti criminali, i politici? Bah, a me  non sembra: basta leggere e guardare notiziari, per accorgersi che quotidianamente al gabbio o sotto inchiesta ci finiscono solo e sempre quelli di una certa parte (basta informarsi e scorgere la lista dei pregiudicati che siedono in parlamento) .
Ma poi..cos'è questa storia? I politici sono ladri, disonesti, e i cittadini? Quelli che anche per un certificato cercano la raccomandazione? Quelli che costruiscono case abusive?..



La politica come marketing non è una novità.

Questa è l'inchiesta di Federico Mello, de Il Fatto Quotidiano, che ricostruisce la filiera del business di Grillo e Casaleggio, una nuova stagione della politica come marketing, che negli Usa è la regola, e qui è stata inaugurata da Berlusconi (Forza Italia e successivi non sono altro che Publitalia trasformata in partito politico), non qualcosa che stia "nascosto" dietro il Movimento Cinque Stelle, piuttosto la sua essenza. Al di la dell'analisi politica, e dell'opinione che ognuno ha sul "movimento" M5S è un inchiesta "sull'assoluta indistinzione  tra proprietà privata e ragione politica; la concezione  della politica come una specializzazione del 'marketing', il vincolo proporzionale tra avanzamento politico e dimensione degli introiti.
Perchè avere un'idea più informata sul soggetto con cui abbiamo a che fare, è sempre utile...Anzi: necessario"


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02/08/12

Retromania: è confermato

Il sorpasso negli Usa è avvenuto in questi ultimi sei mesi: gli album del catalogo superano il 50% delle vendite. E in Italia la proporzione è ancora più clamorosa: i dischi vecchi occupano ormai il 65% del mercato globale



I vecchi dischi di Pink Floyd e Beatles fanno di più e meglio, quanto a vendite, dei nuovi album di Kasabian e Coldplay. Del tutto annichiliti, nel confronto, gli artisti al debutto, i cui dischi sembrano aver perso completamente di fascino, come colti da improvvisa svalutazione.
Che sia un segno evidente della crisi di creatività, o il dato più tangibile della rivoluzione nei consumi musicali da parte delle nuove generazioni, il sorpasso certificato dalla Nielsen è comunque epocale: per la prima volta, nel mercato americano, le vendite degli album di catalogo ripubblicati in cd, vinile e download hanno superato quest'anno le vendite totalizzate dalle nuove pubblicazioni, 51 contro 49 per cento.

Un braccio di ferro iniziato nel 2002, quando il catalogo rappresentava solo il 38 per cento delle vendite, e risoltosi in dieci anni a favore del titolo ripubblicato a danno del nuovo, al grido di "disco vecchio fa buon brodo".
La tendenza era evidente da tempo e in tanti aspettavano al varco la notizia del sorpasso, che inesorabile è arrivata in questo scorcio d'estate.

Confermata da Gfk, l'istituto di ricerca di cui si avvale la Fimi (la Federazione dei discografici italiani), la tendenza riguarda anche l'Italia, dove il dato è ancora più evidente: nel primo semestre del 2012 il catalogo ha raccolto il 65 per cento delle vendite, mentre i nuovi album solo il 35 per cento. Lo scorso anno, nello stesso periodo, il catalogo era al 62,8 per cento, il nuovo al 37,2. E a rappresentare in modo plastico la contrazione del mercato, c'è il dato che riguarda il peso effettivo della classifica: i dischi presenti nelle prime cento posizioni rappresentano solo il 27,5 per cento delle vendite.

Il mercato si è dunque polverizzato e in questa nuvola nucleare le case discografiche fanno valere, sul tavolo traballante del mercato, le loro carte migliori: cofanetti dei Pink Floyd, box set dei Beatles, e dove si può si lega la riedizione di un album al prossimo tour, meglio se caratterizzato da una reunion. Nella classifica italiana che riunisce le top 100 dei primi sei mesi del 2012 ci sono quattro album dal catalogo dei Pink Floyd, quattro di Lucio Dalla, due di Whitney Houston, i due vecchi album di Amy Winehouse.

Al di là di uscite per morti recenti o anniversari, il catalogo consente ampi margini di guadagno e poche spese, così ogni etichetta multinazionale orienta le uscite sul proprio punto di forza: la Emi, che dispone del più ampio catalogo di musica elettronica, sta per pubblicare Electrospective, una collana di 200 album, dai Tangerine Dream ai Kraftwerk fino a Deadmau5, e un doppio cd che raccoglie esempi di musica elettronica dal 1958 a oggi.

Per Andrea Rosi, presidente e ad di Sony music, la multinazionale che possiede 50 anni di repertorio italiano, da Battisti a De André, da Dalla a Baglioni e al Banco, il dato pubblicato da Gfk "è parziale, perché il mercato nella seconda parte dell'anno, specialmente a ridosso del Natale, premia sempre il nuovo. Però la tendenza è evidente" conclude Rosi "e si spiega con l'aiuto che le nuove tecnologie forniscono al mercato digitale e per la reperibilità del fisico: con l'acquisto via computer i prezzi si fanno più competitivi e si alza l'età degli acquirenti".

E i LITFIBA incensano gli anni '80..

«Cambiare canzoni ogni sera è molto stimolante - spiega Pelù - ci stiamo divertendo molto con questo esperimento, che facciamo per la prima volta, e si diverte anche il pubblico con noi. Fra le tante canzoni che non abbiamo suonato quest’inverno e che invece saranno presenti nella scaletta di stasera c’è un momento importante, nel primo bis, che è quello dedicato alla Trilogia del potere degli anni ottanta (gli album Desaparecido, 17 Re e Litfiba 3, ndr)».

A trent’anni dall’uscita del primo Ep e dopo una storia di cambiamenti, separazioni, carriere soliste, la band fiorentina ha ripreso con decisione il suo posto sui palchi e nei cuori dei fans. Gli anni ottanta sono lontani, ma l’energia che allora si sprigionò nella scena musicale italiana dimostra di essere ancora viva e scalciante nella misura in cui non si avvolge nella spirale della nostalgia sterile. A Firenze la band ha suonato ad inizio giugno in una formazione che comprendeva due ex storici come il bassista Gianni Maroccolo e il tastierista Antonio Aiazzi (oltre al batterista Daniele Trambusti e al chitarrista Federico Poggipollini, collaboratori di pregio in alcuni periodi). Un flashback emozionante per i fans della prima ora, ma anche per loro come conferma Pelù: «L’incontro è stato molto emozionante sin dalle prove, poi, quando siamo saliti sul palco, è partita la vecchia magìa dei Litfiba anni ’80, una bellissima sensazione». Destinata a ripetersi? Magari anche su disco? «La vita è lunga e le occasioni infinite. Prima o poi ci piacerebbe fare qualcosa insieme a loro, anche di più strutturato».

In fondo i tanto bistrattati anni ottanta, musicalmente hanno prodotto moltissime cose buone, siete d’accordo? «Assolutamente - conferma Ghigo - sono stati un momento creativo straordinario e irripetibile». «Verissimo - incalza Piero - lo spirito, la società, la voglia di far bene di quegli anni, oggi non puoi ritrovarli perché il mondo è cambiato completamente e non sarebbe neanche giusto cadere nella nostalgia. Ma noi suoniamo ancora quelle canzoni perché sono belle e anche per il gusto di riappropriarci completamente di tutto il nostro repertorio, che ammonta a quasi 180 canzoni. Qualcuno ogni tanto ci dice “negli ’80 eravate più selvaggi”, ma allora suonavamo un’ora e mezza al massimo, anche perché avevamo meno pezzi, oltre che meno anni. Comunque in tour ne portiamo una quarantina, fra le quali scegliamo ogni sera le 25-26 che suoneremo e devo dire che per il tipo di spettacolo che facciamo noi, potente, dinamico, anche fisico, sono tante».

Uno sforzo molto apprezzato dal pubblico che ha affollato tutte le date del tour nonostante la crisi che non ha risparmiato neanche l’ambito della musica dal vivo. «Questa crisi - ci dice Piero - ha dimensioni tali che esserne immuni è veramente impossibile, ma aldilà delle affluenze, soddisfacenti considerato il periodo storico, siamo molto contenti di quello che stiamo suonando sul palco e della risposta del nostro pubblico».

Mix e Cut-Up da laRepubblica.it e Unità.it



19/06/12

Brandwashed e le nuove tecniche di persuasione

Era il 1959 quando Vance Packard, giornalista statunitense, con una memorabile inchiesta riuscì a svelare i trucchi psicologici con cui esperti di marketing riuscivano a trasformare appassionati cinefili o semplicemente chiunque leggesse un annuncio pubblicitario in potenziali consumatori. Quell'inchiesta diventò un cult tra gli addetti ai lavori e non per i capitoli dedicati ai messaggi pubblicitari subliminali contenuti nei film.

La Già è un’agenzia definita.. Pubblicitaria: il nome sta a significare "girls intelligence agency" ed ha quarantamila rappresentanti in tutti gli States. Agenti che sono bambine e ragazze, dagli otto anni in su e il loro lavoro consiste nell'organizzare feste con amiche e conoscenti. La Gia fornisce loro un kit completo per l'organizzazione delle feste in cui si parla e viene promosso un certo prodotto. Le informazioni scaturite da questi party, le impressioni e le preferenze delle partecipanti sono poi trasmesse all'agenzia che a sua volta le vende alle aziende produttrici che possono cosi, attraverso queste preziose informazioni, impostare e organizzare le loro campagne di marketing. Oggi le tecniche di marketing sono sempre più aggressive, complesse quanto efficaci nell'influenzare le nostre scelte commerciali, i nostri acquisti. S’inizia dai bambini che a tre anni, sarebbero già capaci di distinguere in media cento marche di prodotti e la media aumenta proporzionalmente all’età. E le scelte dei bambini sono fondamentali nell'influenzare a loro volta gli acquisti della famiglia. Recenti studi ed esperimenti confermano come persone o famiglie più in vista all'interno di una comunità siano il veicolo migliore per promuovere prodotti: si seguono una tipica famiglia borghese con telecamere e microfoni nascosti che organizza in casa feste e cene con amici e vicini, ma i veri protagonisti (segreti) sono i brand. Cosi si è potuto osservare che le persone scelgono più volentieri una marca grazie al consiglio di amici, in un ambiente naturale e familiare, un ambiente reale piuttosto che in una situazione controllata e artificiale. In Italia questo metodo è comunemente indicato come il passaparola: si acquista più facilmente un prodotto tramite il consiglio di un conoscente che a fronte di una pubblicità tradizionale. (Uno di questi esperimenti è stato fatto con la famiglia Morgensons e il video si può trovare facilmente in rete..). Altro metodo per carpire informazioni è il monitoraggio delle nostre spese al supermercato. Attraverso le carte fedeltà’, quelle per la raccolta punti per intenderci, le aziende sono in grado di raccogliere le informazioni sui nostri acquisti per migliorare i propri servizi e addirittura i clienti sono seguiti all'interno della struttura con le telecamere tra gli scaffali e registrati tramite microfoni alle casse per ascoltare commenti e lamentele.

Nel Web le tecniche diventano sempre più sofisticate. Un passaparola occultamente sponsorizzato: le aziende acquistano a caro prezzo le informazioni che noi stessi diamo sui social network, i dati sui nostri profili, le nostre ricerche su Google, i siti su cui navighiamo allo scopo di bombardarci loi con pubblicità mirate. Di solito come per la famiglia Morgensons,sono scelti i profili più cliccati per farli divenire..persuasori. Insomma una miriade di trucchi per manipolare le nostre menti e le nostre scelte per un unico scopo: farci comprare quello che loro vogliono..
Martin Lindstrom racconta tutte le nuove strategie in Brandwashed (lavaggio del cervello). Lindstrom è consulente per aziende, colossi come McDonald, Pepsi, Microsoft, Procter&Gamble.


(effe5.org)