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04/07/15

Un messaggio alla Troika, all' Fmi, Bce e alla Commissione europea


Il Süd­deu­tsche Zei­tung tedesco e il Guar­dian britannico rivelano che se la Gre­cia dovesse pie­garsi alle richie­ste delle isti­tu­zioni e accet­tare di imple­men­tare il pac­chetto di «riforme» pre­teso dai cre­di­tori — un mix di aumenti delle tasse e dra­stici tagli alla spesa pub­blica — il suo rap­porto debito/Pil non si sta­bi­liz­zerà, ma al con­tra­rio con­ti­nuerà a mostrare evi­denti carat­teri di inso­ste­ni­bi­lità anche nel 2030. I due quotidiani sono venuti in possesso di una serie di docu­menti segreti redatti da Fmi, Bce e Com­mis­sione euro­pea. Anche in base allo sce­na­rio più otti­mi­stico — che pre­vede una cre­scita annua asso­lu­ta­mente impro­ba­bile del 4% per i pros­simi cin­que anni — il debito scen­derà dal 175% di oggi al 124% solo nel 2022.
In altre parole, dai docu­menti emerge che la troika è per­fet­ta­mente con­sa­pe­vole che la Gre­cia ha biso­gno di una mas­sic­cia ristrut­tu­ra­zione del debito se vuole avere una qual­che chance di risol­le­vare la pro­pria eco­no­mia, come hanno riba­dito di recente eco­no­mi­sti di rilievo come Piketty, Krug­man, Sti­glitz, Kal­dor e molti altri.

Nono­stante que­sto, però, la pro­po­sta dei cre­di­tori non con­tiene alcuna misura con­creta per garan­tire la sol­vi­bi­lità del debito greco (ad ecce­zione di un’«analisi della soste­ni­bi­lità del debito» rin­viata a data futura), men­tre è stata rispe­dita al mit­tente, per l’ennesima volta, l’ultima contro-proposta greca, che pre­ve­deva un accordo di due anni con il Mes (Mec­ca­ni­smo euro­peo di sta­bi­lità, il fondo salva-Stati impie­gato per Cipro e per la ristrut­tu­ra­zione delle ban­che spa­gnole) per coprire le neces­sità finan­zia­rie elle­ni­che e ristrut­tu­rare il debito. I 35 miliardi di nuovi prestiti che Atene ha respinto "sdegnosamente", secondo i creditori europei, non sarebbero destinati ad un inve­sti­mento ad hoc desti­nato alla Gre­cia, ma piut­to­sto una nor­male sov­ven­zione euro­pea a cui hanno diritto tutti gli Stati mem­bri. Insieme ad altri 15 miliardi di euro di prestito divisi in varie tranche, questi fondi alla fine sarebbero ser­viti uni­ca­mente a rim­bor­sare i debiti in sca­denza. L’ultima pro­po­sta della troika pre­ve­deva, tra le altre cose, anche l’eliminazione della tassa sui ric­chi pro­po­sta da Tsi­pras per redi­stri­buire un po’ del peso dell’aggiustamento sulle classi più abbienti – giu­di­cata «reces­siva» dalla troika — ; un aumento gene­ra­liz­zato dell’Iva al 23%; il tetto dell’età pen­sio­na­bile a 67 anni entro il 2025 e non il 2037 come richie­sto dalla Gre­cia, accom­pa­gnato da un’ulteriore ridu­zione del livello delle pensioni.

Una pro­po­sta giu­di­cata inac­cet­ta­bile dal governo greco, per il sem­plice fatto che avrebbe decre­tato la morte poli­tica di Tsi­pras — pro­ba­bil­mente uno degli obiet­tivi dei cre­di­tori — non­ché la con­ti­nua­zione dell’agonia eco­no­mica e sociale in cui versa il paese. Per tutto questo questo, siamo solidali con la Grecia e convinti che non dovrebbero mollare: potrebbe partire proprio da Atene quel segnale di cambiamento che tutti ci attendiamo dai potenti d'Europa. Siamo inoltre lieti di inviare un messaggio, tradotto dall'immagine che postiamo quì sotto, alla cosidetta troika, e all'Fmi, alla Bce e alla Commissione europea..e alle loro menzogne.




30/06/15

Aiutiamo la Grecia! Un crowdfunding per ripianare il debito


“Greek Bailout Fund” 
Aiutiamo la Grecia! Aiutiamo il popolo grego a pagare il suo debito. È Thom Feeney, 29 anni, commesso in un negozio di scarpe londinese e nessuna esperienza in politica, a lanciare la proposta. Thom come molti di noi ha pensato che qualcosa forse si può fare, in pratica quello che non hanno fatto gli stati europei membri: un pò, bastava un poco per ciascuno e tutto questo non sarebbe successo. Questo vergognoso attacco alla Grecia mina la democrazia non solo del paese ellenico ma di tutta l'Europa, o almeno dell'idea di Europa unita che abbiamo, così Thom ha lanciato la campagna crowdfunding “Greek Bailout Fund” sulla piattaforma Indiegogo.com per raccogliere 1,6 miliardi circa di euro necessari ad Atene per ripianare il debito con il Fondo Monetario Internazionale. 24 ore soltanto e sono arrivati più di 250 mila euro donati da circa 17 mila persone.

«Non si tratta di uno scherzo. Ero stanco di assistere alle trattative dei politici, mentre le persone reali soffrono terribilmente a causa della crisi. Questa campagna non ha solo lo scopo di avvicinare i cittadini alla questione greca, ma soprattutto cerca di offrire un contributo dal popolo per il popolo. Gli Europei sono un popolo generoso, forse la Merkel e Cameron sono un’eccezione, ma ci sono 500 milioni di persone nell’Ue e non dovrebbe costare troppo a ognuno di loro contribuire, anche perché sarebbe un po’ come farlo per loro stessi in fondo».

Siamo daccordo totalmente con Thom che ha pubblicato l'appello sulla pagina dedicata alla raccolta – andata in tilt per l'enormità dei contatti delle ultime ore. La campagna crowdfunding non è fine a se stessa: ad ogni donazione corrisponderà  una piccola ricompensa, dalla cartolina di Alexis Tsipras spedita dalla Grecia ai cesti con i prodotti tipici. E per chi dona 5 mila euro c'è addirittura una vacanza per due persone nella penisola ellenica. Come per tutti i progetti di crowdfunding su Indiegogo le donazioni non sono vincolanti e i soldi verranno effettivamente versati solo al raggiungimento dell’intera cifra necessaria a ripagare il debito. Certo che Thom si è imbarcato in un impresa mastodontica ma piena di speranza, perchè come noi, Thom Feeney, 29 anni, ha fiducia ed è convinto che un’altra Europa è possibile.




Per la sovranità e la dignità del  popolo
«Amici greci,
da sei mesi il governo greco combatte una battaglia in condizioni di soffocamento economico senza precedenti, per implementare il mandato che ci avete dato il 25 gennaio.
Il mandato che stavamo negoziando coi nostri partner chiedeva di mettere fine all’austerità e permettere alla prosperità ed alla giustizia sociale di tornare nel nostro paese.
Era un mandato per un accordo sostenibile che rispettasse la democrazia e le regoli comuni europee, per condurre all’uscita finale dalla crisi.
Durante questo periodo di negoziazioni, ci è stato chiesto di mettere in atto gli accordi fatti col precedente governo nel “memorandum”, nonostante questi fossero stati categoricamente condannati dal popolo greco nelle recenti elezioni.
Comunque, nemmeno per un momenti abbiamo pensato di arrenderci, cioè di tradire la vostra fiducia.
Dopo cinque mesi di dure contrattazioni, i nostri partner, sfortunatamente, hanno rilanciato all’eurogruppo di due giorni fa un ultimatum alla democrazia greca ed al popolo greco.
Un ultimatum che è contrario ai principi fondanti ed ai valori dell’Europa, i valori del progetto comune europeo.
Hanno chiesto al governo greco di accettare una proposta che accumula un nuovo insostenibile peso sul popolo ellenico e colpisce profondamente le possibilità di recupero dell’economia e della società greche. Una proposta che non soltanto perpetua lo stato di incertezza ma accentua persino le disuguaglianze sociali.
La proposta delle istituzioni include: misure per un’ulteriore deregolamentazione del mercato del lavoro, tagli alle pensioni, ulteriori riduzioni nel salario minimo del settore pubblico e incremento dell’IVA su cibo, ristorazione e turismo, eliminando inoltre le agevolazioni fiscali per le isole greche.
Queste proposte violano direttamente fondamentali diritti europei, mostrano che riguardo a lavoro, uguaglianza e dignità, lo scopo di alcuni partners e istituzioni non è il raggiungimento di un buon accordo per tutte le parti, ma l’umiliazione dell’intero popolo greco.
Queste proposte sottolineano in particolare l’insistenza del Fondo Monetario Internazionale in una dura e punitiva austerity, e sottolineano più che mai la necessità per i grandi poteri europei di prendere iniziative che conducano al termine della crisi del debito sovrano ellenico. Una crisi che colpisce altri paesi europei e che sta minacciando il futuro prossimo dell’integrazione continentale.
Amici greci,
in questo momento pesa sulle nostre spalle, attraverso le lotte ed i sacrifici, la responsabilità storica del popolo greco per il consolidamento della democrazia e della sovranità nazionale. La nostra responsabilità per il futuro del nostro paese.
E la nostra responsabilità ci richiede di rispondere all’ultimatum sulla base del mandato del popolo greco.
Pochi minuti fa alla riunione di gabinetto ho proposto l’organizzazione di un referendum, perché il popolo greco possa decidere in maniera sovrana.
Questa proposta è stata accettata all’unanimità.
Domani la la camera dei rappresentanti sarà convocata d’urgenza per ratificare la proposta del gabinetto per un referendum la prossima domenica, 5 luglio, sull’accettazione o il rigetto della proposta delle istituzioni.
Ho già informato della mia decisione il presidente francese e la cancelliera tedesca, il presidente della BCE e domani una mia lettera chiederà formalmente ai leader della UE ed alle istituzioni di estendere per pochi giorni il programma attuale in modo da permettere al popolo greco di decidere, libero da ogni pressione e ricatto, come richiesto dalla costituzione del nostro paese e dalla tradizione democratica europea.
Amici greci,
al ricatto dell’ultimatum che ci chiede di accettare una severa e degradante austerità senza fine e senza prospettive di ripresa economica, vi chiedo di risponde in maniera sovrana e orgogliosa, come la nostra storia ci chiede.
Ad una austerità autoritaria e violenta, risponderemo con la democrazia, con calma e decisione.
La Grecia, il luogo di nascita della democrazia, manderà una forte e sonora risposta all’Europa ed al mondo.
Mi impegno personalmente al rispetto dei risultati della vostra scelta democratica, qualsiasi essi siano.
Sono assolutamente fiducioso che la vostra scelta onorerà la storia del nostro paese e manderà un messaggio di dignità al mondo.
In questi momenti critici dobbiamo tutti ricordare che l’Europa è la casa comune dei popoli. Che in Europa non ci sono proprietari ed ospiti.
La Grecia è e rimarrà una parte fondamentale dell’Europa, e l’Europa è una parte della Grecia. Ma senza democrazia, l’europa sarebbe un’europa senza identità e senza bussola.
Vi invito a mostrare unità nazionale e calma e fare la scelta giusta.
Per noi, per le generazioni future, per la storia dei greci.
Per la sovranità e la dignità del nostro popolo.»

( Alexis Tsipras Atene, 27 giugno 2015, 1 am)