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27/01/17

"Cinque anatre andavano a sud..

Pubblichiamo questa intervista a Paolo Putti, del M5S. Perché Putti? Perché è stato candidato sindaco cinque anni fa per il M5S a Genova, uno dei primi attivisti e fondatore del movimento a Genova, convinto sostenitore del grillismo proprio nella città del comico, e anima di uno dei primi comitati anti-Gronda, capogruppo in consiglio comunale. Putti esordisce così: "Adesso mi riprendo la libertà di realizzare il programma deciso con i cittadini che ci hanno eletto nel movimento e che, da dentro il M5S invece, non potevamo più portare avanti: noi pensiamo ancora al bene comune, dentro ormai pensano solo al controllo e al marketing". Poi, citando Guccini: "cinque anatre andavano a sud: forse una soltanto vedremo arrivare, ma quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare, bisognava volare, bisognava volare". Cinque anatre, come i 5 consiglieri grillini al comune di Genova. L'intervista è tratta da Repubblica del 27 Gennaio, a cura di MICHELA BOMPANI.


Putti, perché esce dal M5S alla vigilia della campagna elettorale? "Perché non ci riconosciamo più nel Movimento che voleva produrre un cambiamento radicale, invece pensa ad altro. Proprio perché abbiamo ancora quattro mesi, e importanti delibere su cui batterci, contro la privatizzazione dell'azienda dei rifiuti ad esempio, era urgente poter agire liberamente, sennò avremmo tradito il mandato dei nostri elettori".

Lei é stato uno dei primi grillini a Genova e in Italia: cosa le ha fatto decidere di lasciare definitivamente il M5S?
"Dopo il guaio in Europa, al Parlamento, non sopportavo più la raffica di comunicati diramati da Roma, dove si dice che si deve riferire a qualcuno, prima di dichiarare qualsiasi cosa. C'è chi invece fa passare Trump e Putin per due statisti senza però rendere conto di quel che dice. Non ci sto".

09/03/15

Di Battista & Co: Psicoterrorismo, alieni e quelli che fissano le capre..




Sfigati, ma di successo, finalmente. Alessandro Di Battista, deputato del Movimento 5 Stelle è uno che ha la faccia giusta, e nel nostro paese, uno come Di Battista non può non avere una poltrona giusta: infatti è vicepresidente della commissione Esteri, incarico che lo porta dritto nella classifica del New York Times come campione del politico spara balle. La notizia non è di prima mano, ma pubblichiamo questo post perchè la rete non dimentica, al contrario di molti altri, e perchè aggiunge disastri ad altri disastri..

"Vai su Wikipedia e leggi: 60% della Nigeria controllata da Boko Haram e nel resto c'è il virus Ebola". Su Wikipedia !?! Nel sonno magari, altro che Wikipedia, l'ha scambiato per uno dei tanti  siti complottisti a cui si abbeverano i grillini.
<<La ridicola affermazione del vicepresidente della commissione Esteri italiano e stella in ascesa del Movimento 5 Stelle, vince la classifica per la più folle panzana..>>. 
Impietoso ma che non fà una grinza.
Di Battista è anche uno che "dice cose", ma solo in salsa complottista: accusa, giudica e sentenzia, senza avere né l'autorità morale, né gli strumenti, né l'autorevolezza ancor prima che l'autorità per farlo. Ma c'ha, come si dice, la faccia giusta.

In un post di Facebook risolve il caso dell'omicidio di Piersanti Mattarella. Poi spiega che il terrorismo è l'unica arma di resistenza  contro i droni imperialisti. Non pago, va in tv a dire che "anche" il Papa ha "ripreso parzialmente" queste sue parole sul terrorismo islamico.

Ancora, confonde Assad con Gheddafi, riprende e rilancia subito la colossale bufala nell’ottobre scorso, che “in Grecia cittadini disperati si iniettano il virus dell’Aids per prendere il sussidio“;  mentre è nell'olimpo l'affermazione della la necessità di dialogare con lo Stato Islamico; “L’obiettivo politico (parlo dell’obiettivo politico non delle assurde violenze commesse) dell’ISIS, ovvero la messa in discussione di alcuni stati-nazione imposti dall’occidente dopo la I guerra mondiale, ha una sua logica. Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione“. Più che una balla, più di una follia, si può considerarla una pur sempre posizione politica..  Posizione però che si rimangiò quasi subito:  “Il post sulla necessità di trattare con l’Isis? Ma io pensavo ad Hamas“. E vabbè, pensava ad Hamas (con cui peraltro in tantissimi sono disposti a dialogare e già dialogano), ma parlava dell’Isis. Continuare? Possiamo, ma non vogliamo.

Balle spaziali, innocue, ma impressionanti. Tutto in tema di politica estera, tutto dal vicepresidente della Commissione Esteri. Perché personaggi come Di Battista sono arrivati apposta per cambiare tutto, affinché nulla cambi. In buona compagnia, il nostro Di Battista, con i suoi colleghi di partito. C’è chi, fra i parlamentari, crede alle sirenette, chi ai microchip impiantati sottopelle dal governo americano e chi crede che qualunque sommovimento economico-politico sia colpa del famigerato Club Bilderberg.
Giulia Sarti fa calcoli senza alcun senso sulle pensioni e poi dice che le è stato hackerato il computer; Paolo Bernini è convinto che negli Usa mettano un microchip sotto la pelle della gente per controllarla (l’ha sentito nel documentario cospirazionista Zeitgeist); l’eurodeputato Marco Zullo vuole portare il tema delle scie chimiche a Bruxelles; Davide Bono crede che le decapitazioni possano essere un falso Usa; per non parlare delle molteplici uscite sull’attentato di Charlie Hebdo che i grillini ci hanno fatto sorbire.
La deputata Tiziana Ciprini appartiene al filone complottistico, con gli Stati Uniti principali imputati. Su Facebook la parlamentare, laureata in psicologia del lavoro, ci ha illuminato su come l’ISIS sia nato e da dove provengono i terroristi che ne compongono le fila, in un post dal titolo “Psicoterrorismo made in Usa”.

Hatra, patrimonio Unesco, rasa al suolo dall’ISIS con le RUSPE [le maiuscole sono a carico del lettore, così come gli accenti saltati poco più avanti, ndr], dice la stampa. È da un giorno e mezzo che cerco foto/video del prima e del dopo del rasamento al suolo. Nulla. Per l’industria SPARGIGUERRA americana i cattivi hanno sempre qualcosa di nero (ora la pelle, ora il vestito, ora la bandiera)”. Dopo i video i cui effetti speciali “fanno impallidire l’industria cinematografica di Hollywood”, dopo le statue distrutte, “ora i rasamenti al suolo con le RUSPE. ISIS? Si, si ci credo. American FALSE FLAG”.

Non è la prima volta per la Ciprini alle prese con una potenziale invasione aliena messa in piede da Barack Obama e soci: ci informa WIRED che l’anno scorso a luglio si presentò in Procura a Roma con il Comitato Popolo Sovrano per presentare – spiegò sempre sul suo account di Facebook – denuncia a carico “dei presunti cospiratori appartenenti al Gruppo Bilderberg, tra cui Monti, Draghi, Van Rompuy, Barroso & co, per la presunta violazione della Legge Anselmi sull’associazionismo”. In aula, un mese prima, si era scagliata contro il Bilderberg, “un governo ombra mondiale che decide in totale segreto le sorti dei Paesi, commissariandone la sovranità e pianificando eventi che successivamente appariranno come casuali”.

Il più fedele alla causa, comunque, resta il deputato Carlo Sibilia, che ogni volta parte per la località in cui si tiene l’annuale riunione del gruppo. Due anni fa andò in Inghilterra e nel 2014 prese il volo per la Danimarca “per tenere un faro sempre acceso su un evento che influenza i destini del mondo politico, economico e finanziario di tutto il mondo”.

Ma d’altra parte, quando il fondatore del partito e guru di internet è uno che fa previsioni utopiche su terza guerra mondiale, democrazia diretta globale e abolizione assoluta della pena di morte con tanto di date in cui tutto ciò avverrà, che cosa ci si può aspettare dagli adepti?
 
Ci si può aspettare che, tra non molto,  gli adepti potranno attraversare i muri, piegare i metalli, e fermare il cuore di animali e persone solamente con la forza del pensiero, come nel bellissimo film di Grant Heslov, "L'uomo che fissa le capre",  con George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges, Kevin Spacey,in cui si narrano le vicende di un ex soldato e da un giornalista che tentano di svelare il mistero di una compagnia «New Age» dell’esercito americano che a fini bellici doveva esplorare l’area del paranormale. Solo che nel film lo spaesato giornalista e un ex soldato convinto in buona fede che tentano di tirare le fila dell’intrigo, sono aiutati da dosi massicce di alcool e di droghe.. Non perdetelo, se vi capita. E' davvero imperdibile, grande satira, corrosivo, grottesco, gag esileranti e umorismo feroce sull'ottusità dei guerrafondai..
 
Il successo di Grillo è anche la radiografia di un paese che ha bisogno di credere ciecamente ai messia, che cerca imbonitori – e tanti ne abbiamo visti in questi anni – che promettano facili soluzioni a grandi problemi, miracoli, successo, e che ci deresponsabilizzino dei nostri mali, dando la colpa ad altri: alla BCE, all’Euro, agli immigrati, alla Cina, al governo, ai partiti, ai politici ladri, alle multinazionali, alla massoneria… colpa dello stato, della società, tutti colpevoli tranne noi.
Dimostrano solo, ancora una volta, come il M5S non sia l'antidoto a Berlusconi e a ciò che rappresenta, ma la sua paradossale continuazione.

per pochi spiccioli, potete informarvi più approfonditamente con..
..Tutte le balle a 5 Stelle



29/11/14

M5S: l’ assimilazione o l’irrilevanza

stanchino
Ci siamo occupati spesso, ma non troppo di Grillo e del M5S. Non perché ci stia particolarmente sulle scatole, ma perché come tanti, all’inizio ci aveva incuriosito il fenomeno, di un movimento nato dal basso fuori dai palazzi soliti della politica, con un vero desiderio di spinta, almeno nei proclami, al cambiamento. Ma dall’inizio siamo anche stati sempre.. sospettosi: i motivi li abbiamo già elencati in post precedenti, e arrivati a tirare le somme, erano sospetti più che giustificati. Ce li spiega molto bene Alessandro Dal Lago con un bel pezzo sul Manifesto di oggi, IL DECLINO DELLA NON POLITICA, di cui condividiamo tutto, parola per parola, e anche le virgole..

Ogni tanto, l’infinita crisi del MS5 ininfluente in parlamento e poco visibile nella società, è ravvivata dalle espulsioni di qualche deputato. Se non ci fossero le risibili consultazioni online sulla sorte dei reprobi, che osano criticare i leader, nessuno parlerebbe più di Grillo e tanto meno di Casaleggio. Ecco, forse, la vera ragione della stanchezza di Grillo: la noia di chi ha dato vita a un movimento e ora non sa più dove sbattere la testa. E molto difficile che il M5S si possa riprendere dalla crisi, anche se i sondaggi gli attribuiscono un certo radicamento sociale. Dopo streaming insultanti o inutili, risultati elettorali deludenti (soprattutto nelle realtà locali), polemiche 'incessanti tra parlamentari e staff, licenziamenti di comunicatori e altre amenità, il M5S si trova di fronte al solito bivio: o mettersi a far politica e quindi deludere il suo elettorato anti-sistema o continuare con la finta opposizione, le sceneggiate con il bavaglio e tutto il repertorio folcloristico che porterà a un lento ma inevitabile declino. Insomma, o l’ assimilazione o l’irrilevanza.

Il fatto e che il MSS si fonda su alcuni equivoci che, a meno di due anni dai trionfi elettorali del 2013, sono venuti clamorosamente alla luce. ll primo e senz’altro una leadership a dir poco impresentabile: un imprenditore New Age, non si sa se più affarista o lunare, e un comico che non fa più ridere, dominato dai suoi mutevoli umori demagogici. Il secondo equivoco è l’ assenza di qualsiasi Cultura politica. Chi non vuol essere né di destra, ne di sinistra, e sceglie il giustizialismo più ovvio, alla fine si condanna a non essere e basta. Il terzo è l’ assenza di trasparenza organizzativa del movimento, sostituita dalla mitologia della rete come esclusiva arena democratica. La verità banale è che la rete, per definizione, e influenzabile e manipolabile. Chi decide di indire i referendum sulle leggi e le consultazioni sulle espulsioni? Ovviamente, i due leader (con i loro staff più o meno segreti).
Più che cittadini indipendenti, gli iscritti che votano sul blog di Grillo sembrano ostaggi di un marketing autoritario e impolitico. Detto questo, il declino del M5S mette un po’ di malinconia e suscita qualche interrogativo. Che Casaleggio, Grillo (con loro yes men parlamentari) finiscano nell’oblio o cerchino di tornare alle loro occupazioni più o meno lucrative non interessa a nessuno. Ma resta il fatto che milioni di persone in buona fede hanno creduto in loro e resteranno inevitabilmente a disposizione della demagogia che avanza, soprattutto a destra.

ll modello di Renzi anestetizza buona parte della società, ma radicalizza tutti coloro che non vogliono identificarsi con il blairismo chiacchierone e pseudo-decisionista del presidente del consiglio. Ed ecco spalancarsi praterie per la Lega, per l’estrema destra, per i movimenti urbani Xenofobi, che magari durano lo spazio di pochi giorni, come i forconi di qualche anno fa, ma sono infinitamente riproducibili in altre forme, sintomi di uno sfascio sociale Senza fine. Il paradosso è che a raccogliere tutto, questo disagio, questa voglia di farla finita con le solite facce, questa protesta - in breve, un confuso ma potente appello al cambiamento che da anni sale dalla società- non è la sinistra, che sembra essersi rifugiata nell’astensionismo, nella ripetizione di vecchi slogan o nella riproposizione di vecchie alleanze, già fallite e consegnate alla storia minore. E allora, per comprendere perché un fenomeno come il grillismo è potuto esplodere e implodere nel giro di pochi mesi, bisognerebbe riflettere, a sinistra, sulle idee di leadership, di movimento, di composizione sociale, di lavoro, di Europa. E’ questo il lavoro che ci attende, e non il ritorno in scena di un’accozzaglia di leader bolliti da anni o di giovani leoni irreparabilmente invecchiati.



28/10/14

La 'buona' condotta morale della mafia




Il tracollo elettorale a Reggio Calabria del  Movimento5S (al 2,5%) dimostra che Grillo riesce nell’impresa di dilapidare il 25% dei consensi che aveva avuto alle Politiche del febbraio del 2013. Grillo perde le elezioni ormai ovunque, ma ha perso anche competamente la brocca con le ultime dichiarazioni sulla mafia durante un comizio a Palermo, cioè <<che fino a qualche tempo fà questa era un istituzione in fondo con  una sua «condotta morale perché non metteva bombe nei musei e non uccideva i bambini.>> Non solo un insulto a tutte le vittime di Cosa nostra, dai morti di Portella, ai sindacalisti, politici, attivisti, imprenditori, giudici, poliziotti, semplici cittadini che dal dopoguerra in poi sono caduti sotto le lupare e sotto il tritolo, <<idiozie senza precedenti>> con cui il capo M5S strizza, lancia messaggi a poteri forti oltre che occulti.

Il movimento perde e i grillini, palesemenre imbarazzati dalle follie del loro leader, si scagliano contro i cittadini rimproverandoli “di far andare avanti sempre le solite persone” e contro quelli che si astengono. Stop. Questa si che è politica..


16/10/14

La nemesi del fango

Grillo contestato nella sua Genova 

Non sò quanti abbiano letto quest'articolo. Ma la lucidità e la spietatezza con cui Merlo smaschera questo rancoroso sciacallo,  è davvero da non perdere..

By Francesco Merlo 15 ottobre 2014 la Repubblica

Peggio di una sconfitta elettorale, peggio di un fiasco a teatro. La rabbia di Genova, la città che meglio conosce Grillo , non è cieca come l’acqua che infanga. Nella prima rivolta popolare contro di lui, nel primo vaffa al vaffa, la rabbia ha infatti individuato e travolto il ghigno comico dell’antipolitica: “come gli altri”, “venite qui solo a parlare”. E mai Grillo era apparso così poco teatrante, così fragile e vero nel suo smarrimento come quando, protetto da una cintura di braccia robuste come tronchi d’albero, ha inforcato il motorino. In una città incollerita e impraticabile è stato come scappare in ambulanza.
Il comico del malumore è stato smascherato come l’ ultima impostura della politica. “Noi siamo dalla vostra parte” ripeteva con il disagio del leader tradito dalla folla nella quale era andato a ‘bagnarsi’ per quel bisogno di consenso che spinse Berlusconi tra i terremotati dell’Aquila, travestì da spazzaneve il sindaco di Roma Alemanno, e in Sardegna costrinse i ministri Passera e Barca a scappare in elicottero dai minatori del Sulcis che erano andati ad abbracciare. Per Grillo è peggio, perché non è governo. E’ anzi l’ opposizione antisistema. Eppure, prima di essere contestato, andava in giro – bisogna ricordare queste immagini – carezzando sulle guance tutti quelli che incontrava, come un politicante che sogna di riempire il grande vuoto d’autorità con il rituale della propaganda, della seduzione, del patetico consolatorio. Mai si erano viste le coccole del populista arrabbiato.

21/05/14

Il cartellone di Dio e..le balle in 3D


ah ah ah , la legge del contrappasso .Peccato che non fosse più pesante
(lapiccola vedetta)
perché non ci dice anche quanto costa e quanto ha rubato la lega ?
(nobb)
Oddio! Sono preoccupato per il cartellone, spero non si sia rovinato. La prossima volta speriamo lo colpisca bene sulla testa, hai visto mai che rinsavisca? Naaaaa! Impossibile è leghista!
spartaco63
guardate quest'uomo: sembra un deficiente e parla come un deficiente, ma non lasciatevi ingannare: è veramente deficiente!
sigica01
un momento di raccoglimento per il povero cartellone!
riccardo
peccato che il cartellone non fosse di ghisa
gigi
Bello! Nemesi quasi-storica!
camasa
Dio esiste !!!
elena
se ci fosse davvero, ben altro gli farebbe....
luigi
certe affermazioni fanno cadere le palle.. ma fanno cadere anche i cartelloni evidentemente!!! 
rac


06/02/14

La fogna sessista del M5S e la piccola Pini

Inci­ta­menti allo stu­pro (cosa faresti in macchina con Laura?),         vol­gar­ità a sfondo ses­suale, ma anche offese raz­zi­ste e minacce. E ’ una fogna a cielo aperto. Comico, come il loro guru, è il comu­ni­cato del M5S che prende le distanze dagli insulti ses­si­sti e si giu­sti­fica spie­gando che sono stati scritti durante la notte, e da chi brucia i libri, come quel deficiente che ha bruciato un libro di Corrado Augias: non rappresenta il movimento. Patetici. L'insulto di un depu­tato a 5 stelle verso un gruppo di  donne Pd,  («pom­pi­nare») ha provocato una  denuncia delle           par­la­men­tari, che elegantemente hanno però affermato di "non sen­tirsi gran­ché vit­time: per­ché quell’insulto dice niente di chi lo riceve e molto, tutto, del povero maschio vio­lento che lo pensa e dice"..
Isti­gati dall’ex comico, simpatizzanti e attivisti si sono scatenati in bestialità irrefrenabili, in un crescendo di razzismo fino all'incitamento all'omicidio. Per le pulsioni xenofobe, sessiste e razziste ( tollerate e aizzate dal capo supremo), i toni e il linguaggio estremi e volgari, gli incitamenti sempre più frequenti alla violenza , lo squadrismo digitale (tempeste di insulti e di minacce rivolte con svizzera precisione a chiunque osi criticare il movimento, dall’interno o dall’esterno), le liste di proscrizione dei giornalisti non amici, il dileggio collettivo della cultura e degli intellettuali, il rifiuto ostinato di ogni forma di complessità, e per la disarmante superficialità con cui viene liquidata la storia recente del nostro paese, non possiamo che pensare che ormai questo movimento si stia trasformando nella casa naturale di fascisti. E non parliamo delle tante persone che avevano votato Grillo nella speranza di un cambiamento. Questi sono dei poveracci, militanti, ridotti a comparse e manipolati a piacimento del capo guru. Che poi il decreto approvato, con l'ennesimo regalo fatto alle banche sia un'infamia, nulla toglie al disprezzo che proviamo per questa gente.

La scena: Montecitorio, mercoledi sera, commissione giustizia. Tentativo di occupazione da parte di una squadretta 5 Stelle. Il pentastellato Massimo De Rosa é trascinato via dai commessi mentre ancora brandisce il dito medio. Le astanti, un gruppo di donne pd, gli danno del <<fascista>>. Lui strilla: <<“Siete arrivate qui solo perché sapete fae bene i pompini".>> Lei, Giuditta, replica: <<Ho preso 7.100 prefeienze in 3 giomi. Mi fa ancora male la mascella>>. Da applausi..Il giorno dopo le sue colleghe raccontano l'offesa, l'ammutolimento, l'avvilimento. Lei invece, Giuditta Pini, @piccolapini, 29 anni da Carpi, giovane turca, ironica, ha risposto per le rime e ha lasciato il grillino in mutande, costringendolo a scuse da operetta. Ci piace, la piccola Pini..
(cronaca tratta dal manifesto)


14/12/13

Forconi, Grillology e altre povertà..

Lo avevamo già detto e lo ribadiamo: il 100% di..calci nel culo. Questo avrà Grillo, Casaleggio e il resto della sua accolita di invasati. L'ipotesi è più che remota, ma nel caso che questi si, fascisti del nuovo millennio, andassero ad occupare gli scanni del potere potremmo ritrovarci con gli stadi pieni, in perfetto stile cileno 1973.. L'ultima carognata, è a danno di Maria Novella Oppo, giornalista dell'Unità: è sempre Grillo, che dal suo e-commerce blog segnala la giornalista come sgradita al movimento, diffamatrice di professione. Rincara poi la dose: <<segnalate gli articoli dei “giornalisti” stile Oppo per la nuova rubrica del blog: “Giornalista del giorno”>>. E vai con gli insulti, i commenti razzisti e sessisti, e le minacce, la pubblicazione di indirizzi e numeri telefonici. Il "movimento" raccoglie e esegue. Seguirà le liste dei deputati sgraditi, i "deputati del giorno": sono i nomi e i volti dei 148 depu­tati del cen­tro­si­ni­stra che non sareb­bero risul­tati eletti senza il pre­mio di mag­gio­ranza. Secondo Grillo, dopo la sen­tenza della Corte Costi­tu­zio­nale, sono pre­cari, ille­git­timi, abu­sivi e via salendo nella pro­vo­ca­zione offen­siva. Si inizia con il poster «Wan­ted», in stile western, con la foto del depu­tato pd Piero Mar­tino. Non ci interessa il perchè di tanto astio verso il deputato, ma se non è fascismo questo.. Quì non si tira la volata al Pd o a qualsiasi altro partito, sia chiaro. Ma non accetteremo mai queste azioni squadriste, queste intimidazioni "mafiose". Qui non c'è nessuna azione politica, ma una schedatura infima e pericolosa, verso chi non la pensa come loro, un rifuito del diritto di critica che, fino a prova contraria, dovrebbe poter riguardare anche il "suo" movimento. Con lo squallido post dedicato a Maria Novella Oppo, redattrice de L’Unità, e le minacce a deputati comunque eletti dal popolo, Beppe Grillo, il comico, scioglie ogni dubbio, qualora ve ne fossero, sui suoi concetti di libertà di stampa e di espressione. Dispiace che persone come Dario Fo si siano schierati con questa gente, nonostante la parziale presa di distanza dall'iniziativa. Siamo sicuri che questi atteggiamenti antidemocratici, fatti passare per opposizione al potere, nascondono semplicemente solo l'idea di sostituire detto potere con un altro, il suo..

L’invisibile popolo dei nuovi poveri
Di Marco Revelli  ( Il Manifesto)
Torino è stata l’epicentro della cosid­detta “rivolta dei for­coni”, almeno fino o ieri. Torino è anche la mia città. Così sono uscito di casa e sono andato a cer­carla, la rivolta, per­ché come diceva il pro­ta­go­ni­sta di un vec­chio film, degli anni ’70, ambien­tato al tempo della rivo­lu­zione fran­cese, «se ‘un si va, ‘un si vede…». Bene, devo dirlo sin­ce­ra­mente: quello che ho visto, al primo colpod’occhio, non mi è sem­brata una massa di fasci­sti. E nem­meno di tep­pi­sti di qual­che clan spor­tivo. E nem­meno di mafiosi o camor­ri­sti, o di eva­sori impu­niti.
La prima impres­sione, super­fi­ciale, epi­der­mica, fisio­gno­mica – il colore e la fog­gia dei vestiti, l’espressione dei visi, il modo di muo­versi -, è stata quella di unamassa di poveri. Forse meglio: di “impo­ve­riti”. Le tante facce della povertà, oggi. Soprat­tutto di quella nuova. Potremmo dire del ceto medio impo­ve­rito: gli inde­bi­tati, gli eso­dati, i fal­liti o sull’orlo del fal­li­mento, pic­coli com­mer­cianti stran­go­lati dalle ingiun­zioni a rien­trare dallo sco­perto, o già costretti alla chiu­sura, arti­giani con le car­telle di equi­ta­lia e il fido tagliato, auto­tra­spor­ta­tori, “padron­cini”, con l’assicurazione in sca­denza e senza i soldi per pagarla, disoc­cu­pati di lungo o di breve corso, ex mura­tori, ex mano­vali, ex impie­gati, ex magaz­zi­nieri, ex tito­lari di par­tite iva dive­nute inso­ste­ni­bili, pre­cari non rin­no­vati per la riforma For­nero, lavo­ra­tori a ter­mine senza più ter­mini, espulsi dai can­tieri edili fermi, o dalle boîte chiuse.
Le fasce mar­gi­nali di ogni cate­go­ria pro­dut­tiva, quelle “al limite” o già cadute fuori, fino a un paio di anni fa ancora sot­tili, oggi in rapida, forse ver­ti­gi­nosa espan­sione… Intorno, la piazza a cer­chio, con tutti i negozi chiusi, le ser­rande abbas­sate a fare un muro gri­gio come quella folla. E la “gente”, chiusa nelle auto bloc­cate da un fil­tro non asfis­siante ma suf­fi­ciente a gene­rare disa­gio, anch’essa presa dai pro­pri pro­blemi, a guar­darli – almeno in quella prima fase – con un certo rispetto, mi è parso. Come quando ci si ferma per un fune­rale. E si pensa «potrebbe toc­care a me…». Loro alza­vano il pol­lice – non l’indice, il pol­lice – come a dire «ci siamo ancora», dalle mac­chine qual­cuno rispon­deva con lo stesso gesto, e un sor­riso mesto come a chie­dere «fino a quando?».

02/11/13

Il Grillo pensiero: è tutta una finzione


“Non dobbiamo vergognarci di essere populisti. L’impeachment ad esempio, è una finzione politica per far capire da che parte stiamo”.“Sono qui per sostenervi”. “Con la presentazione dell’emendamento per abolire il reato di immigrazione clandestina, abbiamo perso voti a iosa. Il post del blog, forse un po’ duro, siamo stati costretti a farlo”.“Noi parliamo alla pancia della gente. Siamo populisti veri. Non dobbiamo mica vergognarci. Quelli che ci giudicano hanno bisogno di situazioni chiare. Ad esempio prendete l’impeachment di Napolitano. Molti di voi forse non sono d’accordo, lo capisco. Ma è una finzione politica. E basta. Non possiamo dire che ha tradito la Costituzione. Però diamo una direttiva precisa contro una persona che non rappresenta più la totalità degli italiani. Noi siamo la pancia della gente”. “Abbiamo raddrizzato la situazione, siamo stati violenti per far capire alla gente. Se andiamo verso una deriva a sinistra siamo rovinati”.

 “Questa cosa non deve più accadere. C’è stato un errore di comunicazione. È brutto. Perché l’emendamento è stato un mese lì e non ne sapevamo nulla. Io posso darvi un parere, ma non devo decidere io. Però avreste dovuto avvisare”. Qualcuno risponde: “Dobbiamo prendere decisioni in poco tempo, a volte è difficile”. “Per questo abbiamo presentato l’applicazione per la partecipazione diretta. Così quando c’è qualche proposta che non avevamo nel programma, la mettiamo online e vediamo l’andazzo”. Ai suoi Grillo dice di aver fatto un sondaggio online: il 75% ha votato per mantenere il reato di immigrazione clandestina. Qualcuno scuote la testa: “Non l’abbiamo mai visto”.  “Vorrei che fossimo uniti. Stanno sfruttando il tema per fini elettorali. Siamo tutti convinti che lo ius soli vada bene, ma con certi paletti”.

Silvia Chimienti: “A me questa cosa dei voti lascia perplessa. Bastava spiegare alle persone che era una cosa di buon senso”. Qualcuno azzarda: “Non è che per non finire nell’ala di sinistra scivoliamo a destra? Restiamo oggettivi”. Alza la mano Stefano Vignaroli: “Prima non era così. Andavamo sul palco e ci dicevi di parlare delle cose che ci appassionano”. Grillo risponde a tutto: “Io lo so cosa vi ha dato fastidio, la frasetta dell’articolo dove si diceva che con posizioni come quella sull’immigrazione avremmo preso risultati da prefisso telefonico. Lo so, ma dovete capire che il Movimento sono 9 milioni di persone che ci hanno votato”. “Tanto vale allora astenersi su tutto”, dice Luigi Gallo. Così Girolamo Pisano: “Io chiedo, vale più un ragionamento fatto da 100 persone su base di dati tecnici. O un’opinione di Grillo e Casaleggio?”. E su questo il leader sbotta.

“L’opinione è del Movimento. Abbiamo 9 milioni di persone che ci hanno dato il voto su un programma. Noi siamo le punte delle persone. Io sono per il dialogo sempre. Non datemi dei super poteri. Non ne ho. Io mi sento in imbarazzo. Ne sapete molto più di me. La prossima settimana viene qui Casaleggio e parlerete con lui. Verrà un giorno o due alla settimana. Si alternerà con me”.

 Gli chiedono di avvisare prima di scrivere un post sul blog contro una persona. Chiedono di ricevere un avviso. “Ma così si crea un canale preferenziale con ognuno. Poi io non vivo più. Ad esempio la settimana scorsa ho chiesto, ci incontriamo in un residence per parlare? Voi l’avete messa ai voti. Così abbiamo fatto una figura di merda. La notizia l’avete creata voi. Bastava non fare nulla. Chi voleva venire veniva”.“Avete fatto un miracolo. Pensate al futuro adesso. È nostro. Questi politici sono finiti. State facendo grandi cose. Adesso io e Casaleggio scenderemo più spesso, perché bisogna alzare delle barriere di protezione. Tutti cercano di salire sul nostro carro. Non possiamo permettere di farci corrodere il lavoro. Per le elezioni locali, faremo firmare una cosa che se cambi il partito paghi una penale”. 
  
E questi, dovrebbero cambiare l'Italia? Bah..


08/09/12

Ma chi cazzo è sto Casaleggio?

Lui e Grillo proibiscono ai rappresentanti del movimento di andare in tv: E ci credo. Gli unici interventi pervenuti ci informavano che loro, i grillini, gli alternativi, riuniti in una casa-sezione  a discutere dei gravi problemi del paese tra una partita a carte e un bicchiere di vino, alle ultime elezioni avevano votato Berlusconi, alcuni per la Lega. Quando gli è stato chiesto se questa non fosse un incongruenza, una contradizione politica macroscopica, senza battere ciglio confermavano (e cito parole testuali): <<"Votavo Berlusconi perchè era divertente, mi faceva ridere...">>. Immagino Grillo e questo..Casaleggio davanti allo schermo. Certo non tutti avranno questo pò pò di background politico alle spalle, ci sono ragazzi e gente che ci crede davvero, al cambiamento, ma la base è la base, e non ci possiamo lamentare solo di quei quattro vecchi bacucchi ingioellati e impellicciati che inneggiano al ritorno del messia in una desolata piazza deserta, ormai. La verità è che, a suo tempo, avevo anche provato ad avvicinarmi ad uno dei banchetti grillini presenti in città: niente, ti squadrano da capo a piedi un pò infastiditi, non ti si fila nessuno, tantomeno se chiedi qualcosa a riguardo dell' iniziativa. Se vuoi, prendi la penna, firmi e te ne vai, altrimenti sei uno zombie, un cadavere, un invisibile ai loro occhi. Contenti loro..Tanto, dopo il famoso fuori onda del consigliere regionale emiliano che attesta che nel movimento non conta un cazzo nessuno, hanno proposto di far fuori chiunque superi di qualche minuto la soglia dei quarant'anni. Che abbia inizio la festa..



Federica Fantozzi 
(l'Unità on Line)

Il Rasputin del web. Il Gianni Letta 2.0 di Beppe Grillo. Il capo del misterioso Staff che fa il bello e il cattivo tempo dentro il Movimento 5 Stelle. Il Guru del Comico. Un padre-padrone onnisciente e dispotico. Un Angelo Branduardi ingrassato (secondo Filippo Facci). Un Bill Gates con la zazzera (secondo il mensile GQ). Di se stesso dice: “Mi hanno definito il Piccolo Fratello di Grillo (di orwelliana ispirazione, ndr), è vero solo che a Beppe voglio bene come a un fratello”. Nel M5S di questo ingombrante personaggio si sussurrava da mesi, ma dopo il fuorionda di Giovanni Favia a “Piazza Pulita” (GUARDA IL VIDEO), Casaleggio è uscito suo malgrado da dietro le quinte.

“Spietato, vendicativo, (uno che) prende per il culo tutti perché la democrazia da noi non esiste, una mente freddissima, intelligente, acculturata...” ha detto il consigliere regionale emiliano. Sulla Rete la questione è esplosa, condita da illazioni sull'ipotesi di un fuorionda concordato. Favia smentisce, ma è un giovanotto ambizioso. Di certo, da oggi sarà più difficile ignorare le sue domande: è vero che Casaleggio “controlla tutto dall'alto”? Che manderà in Parlamento “chi vuole lui”? Che online “non si può più parlare né organizzare incontri”?

Casaleggio nega. Il suo rapporto con il leader del M5S è da gemelli siamesi. E' stato lui a convertirlo alla tecnologia, ai tempi in cui il comico credeva che il virtuale fosse il male assoluto e fracassava un pc dopo ogni show: “Pensai che fosse un genio del male – riporta Repubblica – o un San Francesco che anziché agli uccellini parlasse a Internet”. Anni dopo, quel nodo resta irrisolto. E' il proprietario della Casaleggio Associati, società che si occupa di comunicazione e marketing, presieduta dal giornalista economico Enrico Sassoon. Gestisce il blog, la rete dei meet-up, pubblicazioni e tournée. Secondo alcuni sarebbe il proprietario occulto del simbolo del Movimento, ma Grillo ha smentito con durezza: “E' mio, basterebbe una verifica per evitare figure di merda...”.

Riccioli color sabbia, occhialetti tondi, una carriera iniziata alla Olivetti, ha studiato e modernizzato il concetto di opinion leader, plasmandolo sui modelli di comunicazione online. Per i detrattori, una sorta di “Uomo che Sussurra alla Rete”. Un Suggeritore dei politici in cerca di visibilità non convenzionale, di spazi poco mediati con la gente, di canali di coinvolgimento diretti e convincenti. Infatti si è occupato in passato anche del sito-blog di Antonio Di Pietro, poi il rapporto si è interrotto. Ebbene: il vero capo del M5S è lui e Grillo è il suo megafono? Tra i militanti c'è chi lo pensa. Quantomeno ne individuano lo zampino nelle brusche espulsioni, nella nebbia che avvolge le prossime candidature in Parlamento. Il “Movimento Revolution”, formato da sedicenti grillini “epurati” ha presentato un esposto all'Autorità garante per la concorrenza e il mercato contro la “Casaleggio e Associati”: il sospetto (respinto da Grillo) è che si tratti di una società di e-commerce realizzata per fare utili attraverso il blog e la vendita di alcuni prodotti.

L'Agcm ha aperto un fascicolo per pratica commerciale scorretta e pubblicità non trasparente. Adesso Favia, turlupinato o consapevole, ha portato tutte le perplessità fuori dalle segrete stanze. E per Grillo sarà più difficile liquidare tutto con un PS: “Puoi Sparire”. Destinato a chi, poi?