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11/01/18

Hepcat, Marcus Garvey era un eroe nato in Giamaica

Marcus Garvey era un negro nato in Giamaica
Marcus Garvey era un eroe nato in Giamaica
Sposò due mogli di nome Amy e Aimee
Aveva due figli, quelli di Amy
Uno è un dottore
Uno è un insegnante
Alcuni dicono Garvey Ded-o
Alcuni dicono di no Ded-o
Alcuni dicono di conoscerlo
Alcuni dicono che non lo conoscono..
Ho incontrato alcuni fanatici
l'altro giorno
hanno un piano indescrivibile..


Hepcat - Scientific




13/09/16

Whine and Grine: Prince Buster, voce del popolo giamaicano

E' stato David Rodigan , re dei DJ reggae e della dancehall a dare la notizia, dopo la conferma della Federazione dei Musicisti della Giamaica: Prince Buster, pioniere e leggenda dello Ska e autore di brani come One Step Beyond e Madness si è spento all'età di 78 anni, giovedì 8 settembre a Miami. Subito si sono susseguiti omaggi e tributi che hanno inondato i social media. Nato a Kingston, in Giamaica nel 1938, Cecil Bustamante Campbell deve l'appellativo di "Principe" alla sua attività sportiva nella boxe, dove si era distinto sotto la guida di Sid Brownd, famoso peso medio e campione di Giamaica, mentre l'altro soprannome, Buster, proviene da Alexander Bustamante. Insieme a Norman Manley, Bustamente è stata la figura dominante della politica giamaicana dal 1930 fino al dopoguerra, e uno dei co-fondatori del PNP [Peoples National Party]. L'anno in cui Buster è nato vide un'ondata di scioperi e disordini sociali spazzare tutti i Caraibi. In Giamaica, Bustamente fu un capo e un brillante oratore, e la 'prima voce del popolo.
A Cecil, oltre la boxe, piace la musica e alla fine degli anni '50 mette su il suo primo sound system, La Voce del Popolo, sfornando il primo hit, Oh Carolina, che gli procura fama e rispetto dell'ambiente.

Busterrecordshop
Il termine leggenda può veramente essere applicato a Prince Buster, che dopo un tentativo fallito di sbarcare negli Stati Uniti, inizia a registrare in Giamaica: il suono era così eccitante e il ritmo così contagioso che i giovani adolescenti elevarono immediatamente Prince Buster ad avanguardia del nuovo sound ska nei primi anni '60. In seguito la sua influenza contribuì alla transizione dello ska verso il rocksteady. E' in Gran Bretagna che la musica di Prince si propaga, nelle comunità giamaicane e caraibiche di Londra: Buster è stato il primo giamaicano ad avere una hit nella top 20 proprio in Inghilterra, Al Capone nel 1965; seguirono altri sigle esuberanti, come One Step Beyond e Enjoy Yourself. Nella costante evoluzione del reggae, a Prince si deve la produzione di uno dei primi album dub giamaicani, The Message. Proprio quando fu concessa la licenz di "Oh Carolina" alla Melodisc Records di Londra, Buster iniziò un rapporto d'affari con il capo dell'etichetta Emil Shalet. La collaborazione con l'imprenditore europeo portò il tecnico del suono giamaicano  alla pubblicazione di oltre 600 titoli nel Regno Unito, su etichetta Blue Beat, e la sua sussidiaria, la Dadi e Fab nel corso degli anni a seguire. Questo vasto catalogo - la maggior parte del quali è reperibile in qualsiasi formato oggi - comprende alcuni dei più grandi brani ska, rock steady e reggae mai fatti. Tra queste uscite, ci sono diverse serie che commentano e celebrano alcuni aspetti della cultura dancehall giamaicana. Prince ha avuto musicisti di altissima qualità, tra cui molti Skatalites, e tanti sostenitori e ammiratori dello ska come il trombettista Oswald 'Baba' Brooks, il sassofonista Dennis 'Ska' Campbell e Val Bennett, quest'ultimo presente con forza sul grande hit britannico di Buster, Alcapone(Guns Don't Argue)". Inoltre ha prodotto centinaia di superbe strumentali ska tra 1962-1966, e il meglio di queste sue produzioni sono state registrate nei celebri Studio One / Top Deck con gli Skatalites.

Ma forse le migliori produzioni di Buster furono quelle da lui stesso realizzate, nella fase del Rock Steady che dominò la scena dal 1966-1967: registrò la serie 'Judge Dread', recitando la parte del giudice che emetteva le sentenze draconiane per i Rude Boys giamaicani. Una volta disse che la gente veniva nel suo negozio per stringergli la mano e lodarlo per aver parlato nei testi di quelle canzoni contro il 'gunmanism', le uccisioni di giovani delle baraccopoli, che stava appena iniziando ad affliggere la società giamaicana.




Prince Buster ha giocato un ruolo fondamentale nella storia della moderna musica popolare giamaicana, dal mento, al boogie giamaicano fino allo ska, al rock, al reggae costante e precoce. Le dancehall giamaicani hanno dato al mondo il suono del sistema a doppio ponte , il clash sound , il dub remix,   la messa in primo piano del drum and bass nei remix, il campionamento, il deejay rap e il personality selector - in pratica l'intero sistema di trasmissione della musica dance moderna. Tanti sono stati pionieri in Giamaica, anni, anche decenni, prima che questi suoni fossero ripresi nel mondo metropolitano. E nelle atmosfere della dancehall, Prince Buster è stato un innovatore cruciale - se qualcuno può affermare di aver inventato lo ska, lui è l'unico che può farlo.

Con una manciata di album e 5 grandi hits Prince Buster è ampiamente accreditato come il fondamento della rinascita dello ska alla fine degli anni '70 ei primi anni '80 - il cosiddetto Ska Revival, con l'etichetta Two Tone che gestisce tutto il movimento. Il suo status leggendario continuò ad assicurargli un forte seguito tra i devoti del new-ska: band come Madness, Specials, Selecter rifanno in chiave moderna molte delle sue canzoni, alcune come Enjoy Yourself degli Specials e One Step Beyond dei Madness diventano veri e propri inni dello ska revival in Inghilterra. Paradossalmente, è proprio ascoltando queste band che scoprìì Prince Buster, e con lui molti dei grandi precursori, produttori e musicisti del reggae, dello ska e del dub giamaicani. In particolare con  Rough Rider e Whine and grine, coverizzate magnificamente dai Beat.  In questi giorni molti dei musicisti dei Madness, Special, The English Beat (i gloriosi Beatd degli anni '80!) continuano ad offrire le loro condoglianze alla famiglia, e tantissimi sono gli omaggi su Twitter e su altri social. La morte di Prince Buster, vera e propria leggenda della musica," reggae e della dancehall" icona della musica giamaicana e pioniere, fonte di ispirazione di una moltidudine di musicisti, lascia un grande vuoto. Le ultime apparizioni di Prince furono verso la fine degli anni '80 e gli inizi dei '90, quando andò in tour con gli Skatalites, tornando anche nelle classifiche con una nuova versione di Whine and Grine.
RIP





19/12/15

Il Sound System Giamaicano al Tabernacolo di Londra e piccola guida al Dub

Potenti banche di casse acustiche....
Un’altra interessante esposizione, (dopo quella, bellissima, sui Jam..) che dopo aver toccato Bristol e Birmingham, arriva a Londra in questi giorni. Da gennaio sarà possibile visitare l’esposizione che illustra lo sviluppo del Sound System giamaicano nel Regno Unito, e in particolare nella capitale. Potremo farci un idea di come la musica proveniente da questa piccola isola ha trovato una seconda dimora in Inghilterra a partire dai lontani anni ’50. Il patrimonio reggae viene rivisitato da una montagna di foto e filmati di repertorio, ma non solo: la mostra sarà la sede di un Sound System interattivo, in stile vintage, realizzato prettamente per questo interessantissimo progetto musicale e culturale, che si svolgerà al Tabernacolo di Londra, W11 2AY, Notting Hill, dal 05 al 17 Gennaio. L'ingresso è libero da Lunedi a Domenica, 09:00-06:00, e l'installazione sonora può essere ascoltata dalle 2 alle 4 pm. L’evento si concluderà con un evento live, il 30 gennaio, con il legendario Sir Coxsone Outernational, a sud di Londra, all’Ibex Venue a Stockwell, con la partecipazione di un'altra leggenda del reggae / dub, il musicista e produttore Dennis Bovell, già con Linton Kwesi Johnson e la dennis Bowell Band.

Per essere una piccola isola caraibica, la Giamaica ha avuto un'influenza straordinaria sulla musica mondiale. La suprema invenzione - il reggae - emerse dopo che il paese ottenne l'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1962, e le band iniziarono a suonare un calderone di jazz, swing, pop e rock'n'roll per i tanti turisti statunitensi che affollavano gli hotel e i resort del paese, dando a questo miscuglio di generi un tocco locale eccentrico - in particolare sequenze di chitarra ritmica off-beat e voci ricche di patos. All’epoca l’elettricità era un bene di lusso nelle case giamaicane, così i 45 giri iniziarono ad essere suonati all’aperto con enormi sistemi audio, i Sound System. Iniziarono così anche le forti rivalità tra i dj che si esibivano davanti a folle enormi che si scatenavano in balli e canti.

Arrivò lo ska, quando le onde delle radio rhythm'm blues del sud degli USA iniziarono a sentirsi bene in Giamaica fin verso il 1959, anno in cui venne in mente ad un certo signore, Lauren Aitken, di smetterla di copiare gli artisti americani che venivano fuori da radio Winz, la stazione più ascoltata in Giamaica, e cercare di personalizzare in qualche modo quel suono troppo americano per gli artisti delle isole caraibiche. Il basso cominciò ad acquistare sempre maggior risalto, sezioni fiatistiche che imperversano duramente sui pezzi, con Prince Buster e The Skatalites, musica contraddistinta da un ritmo saltellante che cambiando schemi e ritmi diventerà Rock Steady verso il '1967/68 e si evolverà in reggae alla fine dei '60, inizio 70,  che si frantumò in miriadi di forme diverse e sotto-generi. A partire dal 1969 il reggae diventò molto popolare nel Regno Unito - dove migliaia di immigrati caraibici occidentali si erano stabiliti negli anni del dopoguerra: Desmond Dekker & The Aces arrivarono al numero 1 in classifica con lo skinhead-friendly Israelites. Quattro anni più tardi, Bob Marley diventò la prima star internazionale del reggae, catturando il pubblico rock con l’impareggiabile Catch of Fire insieme al suo gruppo, i Wailers.

Nel corso degli ultimi 60 anni, la musica popolare giamaicana raramente si è fermata, prosperando su innovazioni di una manciata di professionisti che continuamente elaborano nuovi suoni, spingendo la musica in nuove direzioni. Abbiamo già detto che la Giamaica ha esercitato un'influenza sproporzionata sulla produzione musicale in tutto il mondo. E negli ultimi tempi, il dub ha dimostrato di essere il sottogenere del reggae più influente di tutti. I valori e le tecniche di dub sono più che mai presenti nella musica che consumiamo ogni giorno: techno, dubstep, ambient, jungle, garage, dance elettronica, punk. Questi e numerosi altri generi forse non sarebbero arrivati al centro della cultura giovanile, l’esempio più eclatante riguarda il rap: tramutatosi poi nell’hipn hop, senza l'invenzione del dub, introdotto da un cenacolo d'elite di ingegneri del suono e produttori discografici giamaicani, non sarebbe mai diventato quella forma di cultura popolare che è oggi. Eppure, per molti, il dub appare un genere impenetrabile. L'uomo più facilmente identificato come 'inventore dub' non è altro che King Tubby, altrimenti noto come Osbourne Ruddock, tecnico del suono e proprietario di un minuscolo monolocale nel ghetto Waterhouse di Kingston occidentale, luogo chiave nella creazione del dub. La costante propensione all’ innovazione è il tratto distintivo del suono e ciò che ha reso Tubby così unico. "King Tubby di è stato sicuramente il più grande musicista mai venuto fuori della Giamaica.

Quindi il Dub ...
E' la seconda grande invenzione dei musicisti jamaicani. Nato per necessità in quanto, non avendo mezzi per finaziare il lato B dei 45 giri i musicisti usavano la stessa base del lato A stravolgendola con echi e dilatazioni ritmiche. Ora è una vera e propria corrente. le canzoni possono essere manipolate a piacimento con grande soddisfazione di musicisti e pubblico che ama moltissimo questo stile per ballare. Con l'evoluzione dell'elettronica e dei computer e l'interessamento di molti musicisti bianchi, nel tempo il Dub è divenuto più accessibile all'orecchio occidentale.




















13/11/15

Peter Tosh: "Vogliono uccidermi perchè canto dei diritti della povera gente!" Live in Montreux 1979

28 anni fa Peter Tosh,  leggenda del Reggae, viene   colpito a morte nella sua casa a  Kingston, Jamaica. Ha 42 anni  ed è stato membro fondatore dei Wailers insieme a Bob Marley.

"Ero appoggiato contro un albero davanti agli studi di registrazione e aspettavo i miei musicisti per le prove. Avevo fra le dita uno spinello di circa due centimetri e meditavo sulla musica e altre cose. E' stato allora che e' arrivato quel bruto. Mi ha strappato la sigaretta e si e' piazzato davanti a me guardandomi fissamente. Gli ho chiesto: che succede?.. ma lui non ha risposto. Ho ripreso il mio joint, ho fatto una tirata e l'ho guardato seriamente. Credevo fosse un monellaccio, perche' stava in abiti civili e nulla lo faceva somigliare ad un poliziotto. Provò di nuovo a prendermi lo spinello e io gli ho detto: "sparisci figlio di puttana!" Poi ha cominciato ad afferrarmi per la camicia ed io: "sporco poliziotto!" Ho preso la sigaretta e l'ho spezzata in due e gli ho soffiato in faccia. Avevo altre cose in mano oltre la carta. "E' questo che vuoi per arrestarmi?". Non c'erano piu' prove perche' avevo sparpagliato tutto il contenuto del joint. Ha preso allora il pezzo di carta e se le messo in tasca e mi ha acchiappato strappandomi la camicia e il resto. Mi spingeva tirandomi per i pantaloni e cercava di portarmi con se. Gli ho detto: "io non mi muovo di qua..". Allora ha tirato fuori la pistola e me l'ha puntata agli occhi, al naso, alla bocca.. Credo che abbia anche provato a sparare ma la pistola non ha funzionato. Vedendo che non riusciva a portarmi via ha iniziato a fermare le macchine per farsi aiutare. Una si e' fermata e ne e' sceso un tizio e ho domandato chi fosse ma non ho ricevuto risposta. Il primo ha gridato all'altro: "Qui Thomas, aiutami a portare questo criminale alla polizia..". Il secondo ha tirato fuori una pistola ancora piu' grande e ha chiesto: "Quale criminale?" cominciando a spingermi con il revolver esattamente come aveva fatto l'altro. Con puro sadismo. Tentavano di spaventarmi ma io gli ho detto: "siete pazzi! non mi fate paura e non verrò con voi!". Allora hanno iniziato a battermi duramente: ne avevo uno a destra e uno a sinistra. Il tipo a sinistra mi ha dato un pugno ma io mi sono abbassato e ha colpito senza volere il compagno. Io ho preso un altro colpo e l'ho reso, perche' ancora non ero sicuro che fossero dei poliziotti e perche' in ogni caso, non ero stato io a cominciare. Durante la rissa uno xei due si e' ferito e ha iniziato a sanguinare. Ha messo via la pistola perche' ha capito che non ero armato e che quindi non poteva sparare. Alla fine e' arrivato un poliziotto in uniforme e mi ha chiesto cosa stesse succedendo e io ho detto: "Questi due tizi vogliono portarmi illegalmente alla centrale e non hanno nemmeno uno straccio di mandato!". Gli ho raccontato tutto e lui ha detto: "Ok.. andiamo alla centrale..". Io l'ho seguito di buon grado perche' arrivava come un fratello. L'altro tizio sanguinava ancora e aveva tutta la camicia sporca. Quando siamo arrivati alla centrale, il sergente ha guardato il tipo che sanguinava e gli ha chiesto cosa aveva fatto. Lui ha risposto: "Questo sporcaccione mi ha ferito alla bocca".. Disse proprio cosi mentre invece non ero stato io a colpirlo ma l'altro. Allora hanno preso una barra di ferro e mi hanno colpito alla testa e su tutto il corpo. Gli avevo detto chi ero, che ero Peter Tosh e che avevo diritto di essere rispettato e mentre mi maltrattavano e mi denigravano per farmi passare per un criminale gli dicevo che i suoi figli ballavano al ritmo della mia musica. Ma non avevano nessun rispetto e mi diceva che se avesse visto uno dei suoi figli ballare con la mia musica lo avrebbe ucciso.."

"Due mesi fa, quando sono tornato in Giamaica dagli Stati Uniti la mia macchina era posteggiata davanti all'aeroporto. Quando sono uscito, un altra macchina si e' improvvisamente fermata davanti a me e non mi faceva passare. Ho atteso ,pazientemente ma il tizio non si muoveva. "Hey..lasciami passare!". Lui mi ha detto: "Piccolo stronzo.. piccolo sporco rasta e fai attenzione a quello che dici..". Sono uscito dalla macchina e ho detto: "Chi e' quel figlio di puttana che osa parlarmi cosi'?". E' uscito anche lui, con una grossa pistola e ha detto" Vieni qui che ti faccio fuori, e' tanto tempo che voglio ammazzarti, per tutte quelle stronzate che canti e che racconti!". Piu' tardi ho saputo che quel tipo era l'ispettore generale della polizia in borghese. Voleva uccidermi perche' andavo allo Stadium a cantare dei diritti della povera gente! Allora, cosa devo fare, con questa gente, con gente simile? Pagargli da bere, invitarli a casa mia e offrirgli del vino? APPENDERLI PER I LORO MALEDETTI COLLI? SIIIIII!!
Io non dico questo perche ora sono in Europa. Dico le stesse cose quando sto in Giamaica. E se li vedo, gli dico che quando Jah mi dara' il potere.. li impiccherò per le loro ingiustizie e per la loro opposizione all'uguaglianza dei diritti!.

Peter Tosh (Winston Hubert McIntosh) Grange Hill, 19 ottobre 1944, assassinato a Kingston, l'11 settembre 1987

Ben detto Peter..e riposa in pace...
Scrolls of the Prophet - The Best of Peter Tosh [1999].zip

PETER TOSH ( with The Revolutionaries ) Live Montreux 1979
Peter Tosh (lead vocal & percussions) Sly "drumbar" Dunbar (drums) Robbie Shakespeare (bass guitar) Darryl Thompson (lead guitar) Mickey Chung (riddim guitar) Robbie Lynn (keyboard & organ) Keith Sterling (keyboard & organ) The Tamlins " Carlton Smith, Derrick Lara & Junior Moore (background vocals & percussions) 
 


SET LIST:
1) 400 Years (The Wailers song)  2) Stepping Razor 3) African Play 4) Get Up, Stand Up (The Wailers song)  5) Don't Look Back (The Temptations cover) 6) I'm the Toughest   7) Bush Doctor  8) The Day the Dollar Die 9) Burial  10) Buk-In-Ham Palace 11) Mystic Man  12) Pick Myself Up

01/04/15

In giro per Londra: Apocalypso..now

L’estate scorsa me ne andavo in giro per Londra, fortunatamente in una giornata tiepida, con un bel sole. Londra era in preda alla sua solita frenesia, in pieno movimento: era la vigilia del carnevale di Notting Hill, la grande festa di tre giorni in cui la città svela il suo volto e la sua natura di grande metropoli multietnica. Notting Hill Gate, Portobello Road, Landbroke Grove e tutti i quartieri a ridosso erano in attività, carri con enormi amplificatori, orchestrine improvvisate, costumi e make up, artisti con le loro creazioni. Durante gli ultimi tre giorni del mese d`agosto è la festa del Calipso e dei gruppi dell’isola di Trinidad, ormai celebre come il carnevale di Notting Hill. In epoche passate teatro di scontri, anche molto violenti, tra gli immigrati supportati da punks bianchi, squatter e da tutta la galassia anarchica della città e polizia, oggi è piacevolissimo seguire le steel-bands per le strade: impiantate sui camions, nelle strade del Gate, sgranano senza stancarsi sempre nelle stesse melodie. Sono scortate da una schiera di ballerini travestiti, ubriachi o impazziti, che si fermano soltanto per mangiare le specialità delle Antille che si vendono dappertutto. Sound System, mostre di vestiti rasta, stands di libri politici, gentili poliziotti in pattuglia, strilloni che vendono la Voce dei Rasta, turisti accompagnati dai loro ragazzi, ballerini travestiti da uccelli esotici, scendono giù per Portobello Road fino a Portobello Green. Per tutto il pomeriggio dei gruppi reggae suonano su una scena pianificata, musica semplice, piena di feeling, e <<look>> molto rasta.

E i negozi, che si preparavano a difendersi dai writers e da qualche scalmanato armato di vernice, montando grandi pannelli di legno su porte e vetrine. Davanti a uno di questi, pieno di splendidi vestiti e orpelli goth, si ferma una ragazza con macchina fotografica al collo, la commessa del negozio (una ragazzetta dark filiforme e aggressiva) si fa avanti e intima di non scattare, il negozio vieta pubblicità sgradita, ma con grande sorpresa, anche mia, la ragazza con la macchina spiega che non è minimamente interessata al negozio e chiede a me se poteva fotografarmi. Saranno gli occhiali, il cappello o lo spolverino che indosso, gli stivali.. Anche questa è Londra.. Nel piccolo mercatino in cui sono si sentono le note del reggae che suona a tutto volume. La bottega a cui mi avvicino e il tizio al banco vendeva, oltre che dischi, vinile, cd, 45 giri rigorosamente separati nuovo dall’usato, anche tutto il materiale indispensabile al buon Rasta: caschetto per nascondere i dreadlock, sandali di cuoio, cinture coi colori dell'Etiopia, ritratti del Negus e citazioni del profeta Marcus Garvey*.

* "I neri non possono conquistare in America nè la libertà nè l'indipendenza nè il rispetto di se e debbono per questo lasciare l'America ai bianchi e ritornarsene in africa,alla loro terra d'origine". (M. G.)

Marcus Garvey, discendente dai Maroon fondò l'U.N.I.A. (Universal Negro Improvment Association) che aveva come scopo il rimpatrio in Africa, fu il primo a delineare un legame reale tra i neri d'America e l'Africa. I suoi erano appelli potenti: "lavoriamo insieme per creare una nazione libera,redente,possente!"

Mi sono accontentato di prendere una copia di un ciclostilato Rasta, che esorta ancora tutti i brothers and sisters a prepararsi spiritualmente e intellettualmente al ritorno in Africa**.

** La scelta dell'Etiopia come simbolo dell'Africa e della cultura africana affonda le sue radici nella storia nera. Per i rasta l'Etiopia è stato uno dei più antichi centri di civiltà ed essi pensano che Adis Abeba fosse l'antica Sion. Il legame tra Garvey e i rasta è profondo e risale ad una sua antica profezia:"Guardate all'Africa quando un re nero sarà incoronato perchè il giorno della liberazione sarà vicino.." Nel 1930 Ras(principe) Tafari venne incoronato Hailè Selassiè (potenza e strumento della trinità)l'imperatore d'Etiopia,Negusa Negast,leone Conquistatore delle tribù di Giuda,eletto da Dio per il riscatto di tutta la gente nera.L'invasione dell'Etiopia,voluta da Mussolini nel 1935 e la sconfitta di Adua del '41 furono eventi che confermarono la missione divina dell'Imperatore:per la prima volta in Africa un esercito di neri aveva sconfitto e scacciato gli stranieri. Nelle strade di Kingstone i predicatori itineranti asserivano la loro fede nella divinità dell'Imperatore d'Etiopia come Dio vivente,Messia ritornato. Anche se i rasta credono che Hailiè Selassiè fosse figlio di Dio/Jah non pensano che tutto quello che abbia fatto sia stato 'buono',anche lui come Cristo era limitato dalle sembianze umane. Più che altro mettono l'accento sui lati positivi,l'abolizione della schiavitù,lotta contro l'analfabetismo sorvolando sui bombardamenti dell'Eritrea,i massacri di studenti e oppositori,l'asservimento agli Stati Uniti.Ai rasta la politica interna interessa meno della facciata esterna e bisogna ammettere che pubblicamente Selassiè si battè sempre per i diritti della razza nera.

 
Credevo di essere un esperto in musica reggae ma ho dovuto abbassare la cresta quando ho messo mano agli scaffali. ln nessun posto come a Londra il numero dei cantanti e dei gruppi che ancora registrano per piccole etichette artigianali è cosi sorprendente. Se a questo si aggiunge la produzione giamaicana ci si trova davanti ad una lista di nomi che fanno perdere la speranza che un giorno il problema potrà essere risolto. Nelle classifiche specializzate i nomi passano in tutta fretta e scompaiono in qualche mese. I dischi sono venduti in qualche migliaio di esemplari nei circuiti di colore, e il denaro guadagnato é reinvestito in un nuovo titolo, con la speranza di registrare un album, metterlo in rete, e raggiungere un pubblico più vasto. Il tempo sembra essersi fermato, agli splendori degli anni ’80: alcune etichette sono create ancora dai negozianti nei retrobottega e si occupano di due o tre artisti, la differenza con il passato è che la speranza non è di strappare un contratto a qualche discografico importante, per assicurarsi una distribuzione a livello nazionale. In questo le cose sono cambiate di parecchio. Civuole sempre tanto tempo per fare il giro dei negozi, anche se ci dicono che molti sono chiusi: adesso si trovano a tutti gli angoli delle strade banchetti fai da te. La musica si riversa direttamente sul marciapiede per il piacere di ragazzi che fanno capannello davanti. L'interno di uno di questi negozietti sopravvissuti é stretto e buio. Un buon odore di erba vagheggia in permanenza, e qualche buffo tipo mette a soqquadro gli scaffali per cercare il disco preferito da mettere sul piatto. Entro timidamente e tutti mi squadrano da capo a fondo. Non sono molto simpatici per me. ll commesso è sulla quarantina ed ha l’aria del.. sopravvissuto. Sembra affascinato dal suo amplificatore che maneggia continuamente senza fermarsi. Cerco di attaccar bottone con qualche nome di gruppo ma la musica è troppo forte e la mia voce debole é completamente soffocata dai riverberi della batteria. Un po’ infastidito tende l’orecchio e mi fa segno di ripetere. Heptones, Mighty Diamonds, Gladiators. Culture. I gruppi che cito non lo entusiasmano affatto.

Il commesso si chiama Robert, e la musica che preferisce è il dub, dub e sempre dub. Tutti sono d‘accordo: un bel basso molto saturato, una batteria sporca e crepitante, una chitarra discreta e piena d'eco, e la voce piena di raucedine, é tutto ciò che eccita veramente i ragazzi del quartiere.

Il Dub
E' la grande invenzione dei musicisti jamaicani. Nato per necessità in quanto,non avendo mezzi per finaziare il lato B dei 45 giri i musicisti usavano la stessa base del lato A stravolgendola con echi e dilatazioni ritmiche. Ora è una vera e propria corrente. le canzoni possono essre manipolate a piacimento con grande sodisfazione di musicisti e pubblico che ama moltissimo questo stile per ballare. Con l'evoluzione dell'elettronica e dei computer e l'interessamento di molti musicisti bianchi nel tempo il Dub è divenuto più accessibile all'orecchio occidentale.

Un manifesto appeso ai muro: Sound System. Sir Coxsone International “Caro mio, Coxsone era proprio ll migliore!» , Sir Coxsone era un Disk-Jockey. Il piu famoso di Londra, negli anni a cavallo i ’70 e gli ’80 davanti Jah Shaka, Fatman Hi-Fi e Moa Ambessa. Con il loro sound system animavano notti intere nei minuscoli locali vecchi che si trovavano nei quartieri neri della periferia di Londra. Casse fabbricate a mano, amplificatori sofisticati, camere d`eco e dischi di club, trasportavano tutto ciò in un vecchio camion, assistiti da un’equipe di <<tecnici>>. Sono fortunato, siamo in vena di ricordi e racconti.
Il FourAces. Un club era appena più grande di un garage a Dalston Junction, a nord-est di Londra, Il camion di Coxsone arrivava verso mezzanotte. Scaricavano il materiale. Un'ora più tardi, le luci calavano e le manovre dei DJ iniziavano. Gesti precisi e misteriosi. Girava i potenziometri dell’amplificatore, ascoltava attentamente la musica in cuffia e dava gli ordini ai suoi assistenti.
Qualcuno non riusciva a staccare gli occhi da lui, affascinato. Ci restavano ore ad osservare e sognare di prendere in mano il microfono per parlare e cantare sui dischi come fa lui. Il DJ era un moderno stregone ammirato e rispettato. Scherzi, giochi sonori a base d’eco, lavoretti sul suono, improvvisazioni vocali, faceva di tutto per animare le decine di tipi che se ne restavano addossati al muro.

C’è il tempo per una requisitoria contro la sua musica Rock. “La gente ha bisogno di amore e di sensualità. La musica e le storie dei Rasta sono sorpassate. Nemmeno un accenno alle nuove contaminazioni, qui ancora il dub la fa da padrone e in questi giorni di fine estate risorge anche il lovers/rock, miscela di reggae e di soul music. Sono la giusta colonna sonora e a me non poteva andare meglio...


09/10/13

Giamaica, l'isola dell'omofobia

Torniamo in Giamaica, l'isola che ha donato al mondo il reggae che, come forma ritmica, è la musica più affascinante che esista. Una musica sensuale, piena di calore corporeo, dal ritmo dolce e incalzante, a volte monotono e ossessivo. Una musica serena e combattiva, allo stesso tempo. Calda, ipnotica, avvincente ed..eversiva. Perché il reggae si è stata sempre basato sull'equilibrio tra le tradizioni, i miti, le divinità della terra e le istanze rivoluzionarie,  ha sempre incarnato il ritmo naturale dell'uomo, quello della respirazione, e attraverso il suono e la potenza delle parole la denuncia contro le ingiustizie, il razzismo, la discriminazione, la povertà. In questo post non parleremo della Giamaica del re, Bob Marley, del "maledetto" e carismatico Peter Tosh, ne tanto meno di quella del grande poeta e scrittore musicale Linton Kwesi Johnson, ormai quasi dimenticati in patria pur essendo  leggende all'estero.I nuovi eroi musicali dei giamaicani si chiamano ora Sizzla, Shabba Ranks, Buju Banton, Beenie Man, Bounty Killer.. La loro musica non è il reggae di cui sopra, bensì (l'odiata..) Dance Hall, la nuova danza giamaicana contemporanea, quella che si sviluppa dall’inizio degli anni ’80 grazie al contributo di alcuni ballerini giamaicani inventori delle cosiddette “danze”, ovvero passi di danza battezzati con un nome giamaicano che corrisponde al titolo di una canzone o che viene cantato nel testo della canzone dal repper. Anche se in origine la dancehall rappresentava semplicemente uno stile di reggae più povero ed essenziale e meno dedicato a tematiche politiche e religiose rispetto al roots reggae che dominò gran parte degli anni 70, ora non è altro che una degenerazione del reggae “classico”, contaminato con il ragamuffin e con alcuni aspetti del rap americano:  un dj che rappa freneticamente, spesso con la tecnica del toasting, su loop elettronici. La Dance Hall non ci piace, non è nelle nostre corde e il peggio è che questo stile è accompagnato da testi sempre più violenti, omofobici, razzisti, sessisti. I temi sono questi, tutte queste nuove star promuovono una cultura discriminatoria, un odio dichiarato contro le diversità. Pubblichiamo a riguardo questo reportage dalla patria del reggae di Flavio Bacchetta, uscito sul Manifesto del 3 ottobre, in cui si racconta la nuova realtà che sta dando fama di paese più intollerante dell'emisfero occidentale, complici una "cultura machista, un codice penale obsoleto, l'integralismo cristiano, il retaggio coloniale." Infine, si racconta del brutale e ancora impunito linciaggio del giovane Dwayne Jones, non ancora sedicenne e la cui unica colpa era quella di essere gay dichiarato.

In coda, un omaggio al Dub giamaicano delle origini e al genio di King Tubby, che quì si avvale della collaborazione di altri pezzi da novanta come  Sly Dunbar, Robbie Shakespeare, Jammy, Scientist, Earl "Chinna" Smith, e molti altri, nella playlist Dub Gone Crazy.

16/06/12

PETER TOSH

"Ero appoggiato contro un albero davanti agli studi di registrazione e aspettavo i miei musicisti per le prove. Avevo fra le dita uno spinello di circa due centimetri e meditavo sulla musica e altre cose. E' stato allora che e' arrivato quel bruto. Mi ha strappato la sigaretta e si e' piazzato davanti a me guardandomi fissamente. Gli ho chiesto: che succede?.. ma lui non ha risposto. Ho ripreso il mio joint, ho fatto una tirata e l'ho guardato seriamente. Credevo fosse un monellaccio, perche' stava in abiti civili e nulla lo faceva somigliare ad un poliziotto. Provò di nuovo a prendermi lo spinello e io gli ho detto: "sparisci figlio di puttana!" Poi ha cominciato ad afferrarmi per la camicia ed io: "sporco poliziotto!" Ho preso la sigaretta e l'ho spezzata in due e gli ho soffiato in faccia. Avevo altre cose in mano oltre la carta. "E' questo che vuoi per arrestarmi?". Non c'erano piu' prove perche' avevo sparpagliato tutto il contenuto del joint. Ha preso allora il pezzo di carta e se le messo in tasca e mi ha acchiappato strappandomi la camicia e il resto. Mi spingeva tirandomi per i pantaloni e cercava di portarmi con se. Gli ho detto: "io non mi muovo di qua..". Allora ha tirato fuori la pistola e me l'ha puntata agli occhi, al naso, alla bocca.. Credo che abbia anche provato a sparare ma la pistola non ha funzionato. Vedendo che non riusciva a portarmi via ha iniziato a fermare le macchine per farsi aiutare. Una si e' fermata e ne e' sceso un tizio e ho domandato chi fosse ma non ho ricevuto risposta. Il primo ha gridato all'altro: "Qui Thomas, aiutami a portare questo criminale alla polizia..". Il secondo ha tirato fuori una pistola ancora piu' grande e ha chiesto: "Quale criminale?" cominciando a spingermi con il revolver esattamente come aveva fatto l'altro. Con puro sadismo. Tentavano di spaventarmi ma io gli ho detto: "siete pazzi! non mi fate paura e non verrò con voi!". Allora hanno iniziato a battermi duramente: ne avevo uno a destra e uno a sinistra. Il tipo a sinistra mi ha dato un pugno ma io mi sono abbassato e ha colpito senza volere il compagno. Io ho preso un altro colpo e l'ho reso, perche' ancora non ero sicuro che fossero dei poliziotti e perche' in ogni caso, non ero stato io a cominciare. Durante la rissa uno xei due si e' ferito e ha iniziato a sanguinare. Ha messo via la pistola perche' ha capito che non ero armato e che quindi non poteva sparare. Alla fine e' arrivato un poliziotto in uniforme e mi ha chiesto cosa stesse succedendo e io ho detto: "Questi due tizi vogliono portarmi illegalmente alla centrale e non hanno nemmeno uno straccio di mandato!". Gli ho raccontato tutto e lui ha detto: "Ok.. andiamo alla centrale..". Io l'ho seguito di buon grado perche' arrivava come un fratello. L'altro tizio sanguinava ancora e aveva tutta la camicia sporca. Quando siamo arrivati alla centrale, il sergente ha guardato il tipo che sanguinava e gli ha chiesto cosa aveva fatto. Lui ha risposto: "Questo sporcaccione mi ha ferito alla bocca".. Disse proprio cosi mentre invece non ero stato io a colpirlo ma l'altro. Allora hanno preso una barra di ferro e mi hanno colpito alla testa e su tutto il corpo. Gli avevo detto chi ero, che ero Peter Tosh e che avevo diritto di essere rispettato e mentre mi maltrattavano e mi denigravano per farmi passare per un criminale gli dicevo che i suoi figli ballavano al ritmo della mia musica. Ma non avevano nessun rispetto e mi diceva che se avesse visto uno dei suoi figli ballare con la mia musica lo avrebbe ucciso.."

"Due mesi fa, quando sono tornato in Giamaica dagli Stati Uniti la mia macchina era posteggiata davanti all'aeroporto. Quando sono uscito, un altra macchina si e' improvvisamente fermata davanti a me e non mi faceva passare. Ho atteso ,pazientemente ma il tizio non si muoveva. "Hey..lasciami passare!". Lui mi ha detto: "Piccolo stronzo.. piccolo sporco rasta e fai attenzione a quello che dici..". Sono uscito dalla macchina e ho detto: "Chi e' quel figlio di puttana che osa parlarmi cosi'?". E' uscito anche lui, con una grossa pistola e ha detto" Vieni qui che ti faccio fuori, e' tanto tempo che voglio ammazzarti, per tutte quelle stronzate che canti e che racconti!". Piu' tardi ho saputo che quel tipo era l'ispettore generale della polizia in borghese. Voleva uccidermi perche' andavo allo Stadium a cantare dei diritti della povera gente! Allora, cosa devo fare, con questa gente, con gente simile? Pagargli da bere, invitarli a casa mia e offrirgli del vino? APPENDERLI PER I LORO MALEDETTI COLLI? SIIIIII!!
Io non dico questo perche ora sono in Europa. Dico le stesse cose quando sto in Giamaica. E se li vedo, gli dico che quando Jah mi dara' il potere.. li impiccherò per le loro ingiustizie e per la loro opposizione all'uguaglianza dei diritti!.

Peter Tosh (Winston Hubert McIntosh) Grange Hill, 19 ottobre 1944, assassinato a Kingston, l'11 settembre 1987
Ben detto Peter..e riposa in pace.